domenica 27 marzo 2011

Campo 18-21/03/11

 

Dopo la serata a Sarnico di entriamo alle 3 di notte in Bueno: Kraus, Fabio ed io.

In due ore e mezza siamo arrivati al Campo Base.

L'indomani verso le 12 ci dirigiamo a Collosso a completare la risalita del pozzone con cascata.

Nonostante l'ambiente, impressionante, gigantesco e altresì inquietante, riusciamo ad arrivare in cima alla bestia.

Soliti numeri da circo viste le pareti un po' marce (il lato asciutto... ma fanghiglioso), e armi splendidamente in vuoto, la sommità si aggira sui 65 metri. Ne riscendiamo una decina per raggiungere la forretta da cui fuoriesce il fiume e dopo una arrampicatina di altri 5 metri ci si para davanti una bella condotta. Vaschette, stalattiti e corso d'acqua (buona... come sempre).

Nel frattempo ci raggiungono il Vez, Grip e Daniele, entrati alla mattina di sabato.

La condotta, dopo una trentina di metri, si abbassa in laminatoio da disostruire con pala o altro, e con un bel cellophane, perché se ne esce marci.

Al di là, dopo pochi metri, si intravvede di nuovo uno slargo notevole, e rumore di cascatella.

La flebile aria, speriamo non significhi la presenza di un sifoncello, più avanti.

In ogni caso, l'ambiente di Collosso è veramente esagerato, e merita di essere visto: lungo le pareti del pozzone, più in basso c'è una grossa spaccatura da vedere.

La nuova diramazione punta a superare il sifone Smeraldo... chissà....

Ritorno al campo base e più o meno verso le 2:30 la combriccola ronfava di bella maniera...

Domenica mattina si parte in due squadre a distanza di un ora e mezza circa.

Grip ed io partiamo alle 12 uscendo alle 16.40.

Il campo base permette di riposare, ripartendo quindi freschi e "colazionati". In questo modo anche l'uscita è molto più leggera e alla portata.

Le due notti, rendono tutto meno faticoso.

Il campo è stracomodo e sempre asciutto: nelle tende si può dormire in mutande nel sacco a pelo.

In questo giro, l'acqua lavava parecchio sui soliti posti: i due p5 iniziali, P15, P25, Facciale e qualcosina a Fonteno Beach.

Prossimamente tenteremo la risalita prima di Megasnake, una rivisita a tutto Megasnake e la risalita nel nuovo ramo "Turgido" trovato sopra l'innesto di Cattive Acque.

L'abisso si avvicina a 18,5 km a cui bisogna ancora aggiungere le ultime diramazioni a Liposuzione e Wildewest.

Massimo

lunedì 28 febbraio 2011

Esplorazione speleosubacquea sorgente Milesi

 

Sorgente Milesi

Sabato mattina, 26 Febbraio 2011, abbiamo tutti in testa un solo obbiettivo, arrampicare il pozzo cascata che ci aveva fermato nella precedente punta esplorativa.

L’esito dei tracciamenti fatti a Bueno Fonteno, che proprio in questa sorgente hanno dato esito positivo, hanno creato un entusiasmo generale.

Siamo in tantissimi all’appuntamento a Tavernola nella prima mattinata di Sabato, anche perché l’interesse per il Progetto Sebino, ha contagiato non solo gli speleologi,ma anche chi vive, lavora e gestisce il territorio.

Insieme a Luca e Nadia prepariamo in un comodo spazio appositamente preparato le nostre attrezzature, e dopo averle suddivise in più sacchi speleo ci incamminiamo alla sorgente, scortati dalla protezione civile che nei giorni precedenti aveva messo in sicurezza il sentiero. Assembliamo le nostre attrezzature subacquee, riempiamo due sacchi speleo di materiale da trasportare oltre il sifone e un grosso bidone stagno, dove sistemiamo trapano, batterie ed un piccolo kit di soccorso. Tutto è pronto e verso mezzogiorno ci immergiamo.

L’assenza di precipitazioni nelle settimane precedenti ha di molto abbassato il livello del sifone, tanto che il flusso d’acqua in uscita è quasi impercettibile. Questo ci complica parecchio il superamento del sifone, dato che il sedimento sollevato durante il nostro passaggio non viene trasportato via dall’acqua. La visibilità è così compromessa dopo il passaggio del primo speleo sub. Riusciamo comunque a trasportare tutto il materiale in una sola volta e corriamo alla sala della cascata dove il camino ci aspetta. Insieme a Nadia inizio ad arrampicare in artificiale, mentre Luca si prende carico di effettuare le riprese video. Senza particolari difficoltà, visto la roccia sana, in breve il camino è superato. Davanti a me illumino una bellissima condotta forzata, in parte ingombra da massi di crollo. Grido a Nadia e Luca di recuperare tutto il materiale, e di raggiungermi...non crederanno ai loro occhi. La condotta ha un morfologia bellissima, piccoli ammoniti neri sulla roccia bianca sono sparsi in tutto l’ambiente, l’acqua limpidissima scorre tra rocce levigate dal suo incessante passaggio. La dimensioni della condotta sono di circa due metri di diametro e a stendo tratteniamo la voglia di correre. Il rilievo deve essere la priorità, così rileviamo avanzando.   Dopo sessanta metri di galleria troviamo un bivio. L’asse P1050973principale della grotta che mantiene una direzione di 270°  incontra un arrivo fossile con direzione 120°, in netta salita. Decidiamo di andare a vedere questo ramo e di tornare dopo a seguire l’acqua che proviene da un basso laminatoio. Il ramo sale con una pendenza di circa 30°, numerose sono le concrezioni che troviamo sia sulla volta che sulle pareti. In cima al ramo, parte un breve scivolo che ci porta in una saletta concrezionata con il fondo ingombro di sabbia. Cerchiamo un po’ ma non troviamo una prosecuzione. Torniamo sui nostri passi e strisciamo nel laminatoio per quindici metri prima di sbucare in una nuova galleria. Le dimensioni si fanno sempre più grandi, l’altezza in alcuni punti supera i cinque/sei metri. Tra grossi massi avanziamo con cautela accedendo a una sala con alcuni plastici fangosi, dove il lento stillicidio ha creato dei solchi regolari. Una grossa piega degli strati è visibile sulla parete terminale della sala. La prosecuzione non è evidente, ma sentiamo il torrente scorrere sotto i massi crollati sul fondo della sala. Ci infiliamo tra enormi blocchi fino a ritrovare l’acqua. Una serie di strettoie ci complica la vita, ma con un po’ di pazienza riusciamo a superarle. Troviamo la prosecuzione della grotta ma purtroppo non riusciamo a passare. Tre grossi massi ci sbarrano la strada, ma lasciano comunque intravvedere la partenza di un meandro da dove proviene l’acqua. Non siamo attrezzati con materiale da disostruzione quindi per oggi i giochi sono chiusi.

Tornado scattiamo alcune foto degli ambienti e Luca instancabile continua a riprendere.

Tornati al sifone ricompattiamo le attrezzature e ci prepariamo per il rientro. La visibilità purtroppo non è migliorata, anzi, aver camminato e strisciato nel torrente per trovare la prosecuzione durante l’esplorazione non ha fatto altro che portare nuovo sedimento. Il rientro si dimostra più complicato del previsto e alla strettoia per non mollare il filo sono costretto ad andare avanti e indietro due volte per portare di là prima il bidone e poi il sacco. Tengo una mano sul filo e con l’altra cerco di spingere il pesante bidone, ma senza visibilità devo anche cercare a tastoni il punto giusto per farlo passare. Finalmente ci riesco ma quando torno indietro per prendere il sacco non riesco più a trovarlo. Cercarlo in queste condizione sarebbe uno spreco di tempo oltre che pericoloso, così rinuncio, recupero il bidone e aspetto Luca e Nadia. Lentamente seguiamo il filo, fino alla fine del sifone. Impieghiamo diciotto minuti per superare il sifone che in condizioni normali superiamo in sei.

Una volta usciti la festa è grande, dopo cinque ore possiamo finalmente raccontare gli incredibili ambienti incontrati. Una grande soddisfazione per tutti.

Non riesco a godermi a pieno la festa per via del sacco abbandonato, ma subito mi accordo con Luca e i ragazzi del Progetto per tornare il giorno dopo a cercarlo.

Nel sacco oltre al mio materiale speleo c’è anche il rilievo e la macchina fotografica.

Così oggi, domenica 28 Febbraio 2011, con Luca siamo tornati alla grotta aiutati da Livio, Lisa, Maurizio e Valeria. Per cercare comunque di rendere utile la giornata, decidiamo di campionare i numerosi crostacei che vivono nel sifone. Tanto mentre cerchiamo il sacco troveremo sicuramente anche loro. In breve tempo troviamo sacco e animaletti e finalmente possiamo a pieno essere soddisfatti.

All’uscita siamo tutti contenti, nonostante la pioggia incessante mista a neve che ci sta accompagnando dal mattino.

Dati del rilievo alla mano, la grotta ha una uno sviluppo di 346 metri, un dislivello negativo di meno 5 metri ed uno positivo di più 18 metri. L’asse principale ha direzione 260°/270°.

La prosecuzione è evidente, ma occorre un non difficile lavoro di disostruzione.

Davide Corengia

giovedì 24 febbraio 2011

Comunicato stampa

 

Nella mattinata del 26 febbraio 2011, gli speleologi dell'Associazione "Progetto Sebino" organizzeranno l'immersione e l'esplorazione spelosubacquea di una risorgenza carsica denominata "Sorgente Milesi" e ribattezzata "La Ripiegata" dall'associazione stessa.

Si tratta di un corso d'acqua che fuoriesce dalla montagna nei pressi della frazione di Bianica, e utilizzato come acquedotto in caso di emergenza, data la purezza delle acque.

Per questo motivo è stato necessario il coinvolgimento di numerosi enti (Comune di Tavernola, Comunità montana dei Laghi Bergamaschi, Asl Bergamo, Provincia di Bergamo, Regione Lombardia, ARPA e Uniacque SPA), per l'ottenimento dei relativi permessi a procedere.

Gli speleosubacquei lombardi Luca Pedrali, Nadia Bocchi e Davide Corengia sono stati invitati appositamente in quanto specialisti del settore.

Per l'occasione l'operazione sarà supportata dalla presenza esterna della Protezione Civile di Tavernola Bergamasca.

L'interesse per questo corso d'acqua rientra nell'ambito della ricerca relativa all'esplorazione dell'Abisso Bueno Fonteno, scoperto nel comune omonimo, che raggiunge 521 metri di profondità e si sviluppa per oltre 18 km all'interno della montagna. I corsi d'acqua al suo interno sono stati oggetto di un intenso monitoraggio durato da novembre 2010 a gennaio 2011, per verificarne i percorsi e le ipotetiche fuoriuscite.

L'analisi dei captori, dopo immissione di tracciante, ha dato risultato positivo proprio ne La Ripiegata, con una distanza in linea d'aria di circa 7 km dal fondo dell'abisso. Questo significa che si ipotizza la presenza di oltre 50 km di gallerie ancora ignote.

Una prima visione del sifone della risorgenza è stata fatta tramite telecamera telecomandata, ed ha svelato circa un centinaio di metri di gallerie completamente sommerse transitabili solamente con tecniche speleosubacquee. Gli speleologi hanno potuto accertare la presenza di una grande nuova grotta, e quindi il loro intento è di continuarne l'esplorazione cercando eventuali collegamenti aerei con l'Abisso di Fonteno.

Verranno quindi trasportate attrezzature subacquee e speleologiche per proseguire con eventuali arrampicate.

Verrà effettuato un dettagliato servizio fotografico e riprese video, in vista di un nuovo documentario, oltre al rilievo topografico delle gallerie sommerse.

Grande trepidazione e attesa per questa importante impresa esplorativa, programmata già da diversi mesi.

Il Progetto Sebino (www.progettosebino.com) é un'associazione speleologica che non persegue scopi di lucro e si é costituita grazie all'unione di quattro gruppi locali: lo Speleo CAI Lovere (Bg), il G.S. Montorfano di Coccaglio (Bs), il G.S. Valle Imagna C.A.I.-S.S.I. (Bg) e lo Speleo Valtrompia di Marcheno (Bs), nel 2007.
Grazie al lavoro esplorativo di mappatura delle cavità e sorgenti compiuto sul territorio del Sebino dai 50 speleologi associati, è stato possibile raggiungere il primo importante obbiettivo del ritrovamento ed esplorazione della grotta denominata "Abisso Bueno Fonteno", che ha uno sviluppo di oltre 18 km tra cunicoli e grandi ambienti già cartografati (la più estesa in bergamasca e tra le prime 20 in Italia per lunghezza!) con un dislivello massimo di circa 521 mt. Più in generale sono state censite oltre 100 grotte nell'area del Sebino, con particolare concentrazione nei comuni di Fonteno, Vigolo, Grone, S. Fermo, Predore e Tavernola Bergamasca (Bg).

Il progetto di studio dei sistemi idrogeologici sotterranei presenti nella zona carsica del Sebino, ha trovato patrocinio in numerosi enti locali, tra cui i comuni di Fonteno, Vigolo, Villongo, Tavernola Bergamasca, Grone, la Provincia di Bergamo, la Regione Lombardia, il Museo di Scienze Naturali di Lovere, il Museo della Valcavallina, l'Universitàdegli Studi e il Museo di Scienze Naturali di Parma, la Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi, i Lions Club Valcalepio e Valcavallina, la Federazione Speleologica Lombarda, il Consorzio per la Gestione dei Laghi d'Iseo, Endine e Moro, Servizi Comunali Spa e Ubi Banca Popolare di Bergamo. Nel frattempo è sorta una collaborazione con diverse realtà universitarie per creare lavori scientifici specifici, grazie ai dati forniti in collaborazione con il Progetto Sebino: datazione delle rocce, studio della fauna sotterranea e classificazione dei minerali e fossili presenti.

L'immenso bacino idrico sotterraneo individuato, potrebbe dare luogo ad un grande complesso carsico stimato circa 100 km, quindi il più lungo della nazione, con eventuali collegamenti di gallerie tra i due laghi, quello d'Iseo e quello di Endine.

Massimo Pozzo

Presidente Progetto Sebino

martedì 15 febbraio 2011

Esplorazione 11-13/02/11

Settimana scorsa in Bueno c'é stata un'attività veramente fervida. Eravamo in molti e divisi in più squadre.

Parlo per i tre che sono entrati venerdì sera fino a domenica: Grip, Kraus ed io.

Siamo entrati venerdì sera, con una situazione idrica dell'abisso veramente ottimale. Quasi secca direi.

In poche ore siamo arrivati al campo base, e dopo una discreta mangiata e sistemata dei materiali, breve festino e nanna.

L'indomani ci siamo diretti a Collosso, diramazione imponente ancora sconosciuta a Kraus e Grip.

In poche parole, si arriva allo svincolo da dove esce il fiume di Cattive Acque a valle, e invece di scendere in forra, si sale un p.40 Qui, a metà altezza circa, già c'era un meandro da esplorare tramite pendolo, ma lo abbiamo tenuto per il ritorno.

In cima al 40, una bellissima condotta forzata discendente (oltre 100 mt) porta al primo grosso salone di Collosso, dove ci sono in alto svariate vie ancora da vedere. La zona è molto ampia, e volendo di risalite e traversi da fare ce ne sono a iosa. Per accedervi si scende un P35.

Poi si risale nuovamente per ulteriori 40 metri, finendo in una sala sospesa che si affaccia sul primo salone di Collosso: praticamente un gigantesco P40 (largo 15x10 metri, con una bella spaccatura più in basso ancora da raggiungere), che alla base porta poi al sifone Smeraldo.

L'obbiettivo nostro era di risalire, ricordando che la finestra da dove fuoriesce il fiume sconosciuto, era a circa 15 metri di altezza.

Quindi inizio la risalita, ma prendendo una via più interna, per non bagnarmi.

Man mano che salgo, e Kraus illumina, ci rendiamo conto che la risalita non è di 15 metri, e la parete sale un po' aggettante, molto più in alto.

Mi fermo a circa 30 metri di altezza (quindi a +70), senza capire ancora né da dove esce l'acqua, né quanto è alto il camino. A circa 5 metri dalla sosta, c'è comunque una condotta da esplorare.

Con qualche peripezia, riusciamo a vedere che il fiume esce da un camino parallelo a quello risalito, mentre il principale sale almeno altri 30-40 metri dalla sosta, diventando così un p100!!!!!

In alto si vedono almeno due prosecuzioni di buone dimensioni, cioè condotta con parete a volta.... Inutile dire che alla prossima volta cercheremo di arrivare in cima.

Nel ritornare,, con un pendolo Kraus raggiunge il meandro nel primo p40, percorriamo una ventina di metri camminando e ci fermiamo sotto un altro grosso P.30 con due vie buone da raggiungere in alto...

Dopo aver lavato pentole e riempito le sacche di acqua da bere, torniamo al campo e festeggiamo con una tortellinata galattica.

Alla domenica mattina, dopo un buon moccaccino, partiamo alle 9.00 circa per uscire verso le 13.30, trasportando fuori tutta la monnezza presente al campo.

Bellissimo incontrare a Ciclopico le varie squadre impegnate in traversi e esplorazioni varie.

Sottolineo ancora quanto sia "diverso" fare attività con un campo base sempre ospitale come il nostro. I vestiti in loco, sacchi a pelo ecc erano tutti asciutti, il cibo ancora valido, e soprattutto, la possibilità di dormire per poi svegliarsi e ritrovarsi già a -450, freschi per esplorare, permette di muoversi con una freschezza ben diversa da quella di una tirata di 20-25 ore.

Da fare a tutti i costi...

massimo

lunedì 7 febbraio 2011

Post campo Grip

 

Finalmente dopo una settimana riesco a trovare un attimo di tempo per descrivere con parole mie la bellissima esperienza di settimana scorsa.

Piccola premessa sul campo base: esattamente come immaginavo già da tempo, è stata semplicemente un'idea grandiosa, e mi riferisco ovviamente anche agli sviluppi futuri...quanto dice Max è stravero, in tenda si sta comodi, la temperatura è ottimale, il luogo davvero suggestivo e quantomai ideale...la sensazione di mettersi comodi a -430 è strepitosa, appendere la roba ad "asciugare" (si fa per dire) e poi andare a nanna dopo un pasto caldo è semplicemente una goduria, con la prospettiva dell'indomani esplorativo poi...bellissimo. Senza contare che non è detto che l'organizzazione del campo base non possa anche migliorare: siamo solo all'inizio.

Io personalmente al campo non vedo l'ora di tornarci, se non è settimana prossima al massimo quella successiva io ci DEVO andare!!! Altro che UN campo al mese: FACCIAMONE DUE!!! SPETTACOLO !!!

Ciò detto, il finesettimana scorso è stato splendido, durante la settimana non ho pensato praticamente ad altro, a quanto mi sono divertito e alla sensazione di "benessere morale" che ho provato in quelle 50 ore. Sarei stato lì altri 3 giorni come minimo, ad aver potuto!

Devo sinceramente ringraziare e complimentarmi con tutti coloro i quali hanno reso possibile tutto ciò, in particolare:

(1) Ovviamente GRAZIE alle "menti" Max / Kraus che come di consueto instacabilmente si sono prodigati affinchè tutto funzionasse al meglio

(2) COMPLIMENTI VIVISSIMI E STRAGRAZIE a Massimo Brega che, onestamente, mi ha conquistato per la passione, l'impegno, l'umiltà, la professionalità che ci ha messo per svolgere il servizio fotografico che -non ne dubito- sarà un capolavoro (anzi non vedo l'ora di potermi gustare le immagini...), oltrechè per la sua simpatia...troppo un grande!!!

(3) GRAZIE ai vari Livio, Edo, Giampi, Conte, ecc. che nel corso di questo finesettimana ed in quello precedente, pur non avendo "goduto" del campo base, si sono messi a disposizione del Progetto per far sì che tutto potesse realizzarsi trasportando anche loro un discreto numero di sacche che...altrimenti avremmo dovuto portare noi, e non so se ce l'avremmo fatta! Sono stati fondamentali.

(4) COMPLIMENTI VIVISSIMI E STRAGRAZIE ANCHE A LUCA e  DAVIDE che sono  riusciti, nonostante tutto (il ritardo degli altri, la stanchezza, l'acqua torbida, ecc. ecc.), ad effettuare l'immersione che ci ha lasciato con il fiato sospeso...sempre emozionante, a prescindere dal fatto che sia "riuscita" solo a metà...LUCA,ti sei dimostrato veramente coriaceo, altro che balle, coraggioso e professionalissimo...troppo un grande, la sua immensità è pari solo al suo russare!!!    ; )   (Spettacolare la scena di quando sei riemerso e mentre ci raccontavi i dettagli avevi i macigni di Kraus come piombi attaccati all'imbrago...)

(5) UN PLAUSO PARTICOLARE VA AL GENTILISSIMO CORRADO, conosciuto come "L'uomo che viziava gli Speleo"...davvero grazie per averci servito e riverito, dall'inizio alla fine, dal caffè, ai tortellini, alla tua pasta...per non parlare delle tue pastasciutte a Xino pre-ingresso...è due settimane che davvero non ci fai mancare nulla, hai proprio lo spirito da "Protezione Civile" (cosa ci sia di "civile" negli speleo però non si sa...ihihih)

Ci vediamo al "Camping Collosso" !!!

Grip

Considerazioni post campo

 

Ieri sera tornavo lungo la strada che costeggia il lago, a 20 all'ora, sperando che la bellissima esperienza non finisse...

Devo ringraziare tutti, assenti e presenti, per il grande impegno richiesto a realizzare ciò che abbiamo fatto.

Il primo campo rimarrà sicuramente una pietra miliare nella nostra storia. Tutto è andato benissimo, l'organizzazione è stata impeccabile, a al campo si stava benissimo: non abbiamo dimenticato nulla a parte le ciabatte (mitico Grip che le aveva!!!).

La cosa più importante era raggiungere l'obbiettivo prefissato: vivere un campo in Bueno... totalmente secondario il risultato.

Comunque siamo riusciti a fare il servizio fotografico (che curiosità di vedere le fotazze di Massimo) e l'immersione. La notte del venerdì abbiamo dovuto sistemare armi vari e allestire il campo, quindi si è reso impossibile fare risalite. Abbiamo comunque visionato il camino a 5 minuti dal campo (Megasnake), e va su terribilmente grosso con molta aria. Nella via per Collosso, già sono saltate fuori novità verso l'alto.

Si pensava di puntare al sifone di Salsa Rosa la prossima volta.

In ogni caso credo che i presenti abbiano potuto toccare con mano che fare un campo è molto meglio che un week end con 25 ore di punta. Non è per nulla scomodo è il nostro si trova in una posizione veramente ottimale e totalmente asciutta. Nelle tende si dormiva al caldo, e anche fuori, in sottotuta si stava bene. Al risveglio, le tute e i calzari non erano da brivido: bastava muoversi un po'.

I due sub sono stati grandi, perchè si sono immersi in condizioni assolutamente estreme: pochi comunque lo avrebbero fatto.

Ora non ci resta che proseguire. Sarebbe bello farne spesso... "un campo al mese"?

massimo

sabato 29 gennaio 2011

Report Campo 21-23/02/11

 

Si è svolto il campo interno annunciato la settimana scorsa.
Il buon numero di partecipanti (17!) ha reso possibile realizzare 2/3 delle attività prefissate.
Il mega servizio fotografico c'è e anche l'immersione nel Sifone Smeraldo (-451 m) è stata fatta.
Luca Pedrali e Davide Corengia si sono immersi in un'acqua nuovamente resa completamente marrone dalla sospensione, con una visibilità che non superava le 2-5 dita dal naso... Direi che hanno superato l'impossibile in condizioni davvero estreme.
Sono riusciti comunque a percorrere un'ampia galleria che termina in una sala circolare, per circa 70 metri e ad una profondità di 5,5 metri. Luca è anche emerso nella parte alta dela sala, ma senza trovare prosecuzioni aeree, Davide invece ha sentito la presenza della prosecuzione verso il basso, dietro ad una grossa duna argillosa.
Bisogna solo capire come anticipare l'ondata di marrone, essendo il sifone a valle.Il materiale è già pronto per il prossimo tentativo: non si molla...
Il riarmo di alcune vie, ha fatto slittare le due risalite in programma, ma sono state individuate nuove prosecuzioni che andremo ad esplorare nei prossimi week end.
Oltre a: Claudio Forcella, Matteo Spisani, Fabio Gatti, Livio Palamidese, Laura Martinelli, Maurizio Greppi, Paolo Trezza, Luca Pedrali, Massimo Brega, Davide Franchini, Corrado Pasinelli, Massimo Pozzo. Un grosso aiuto nel trasporto materiali è stato dato a Davide Corengia da Luana Aimar, Antonio Premazzi, Alex Rinaldi e Paolo, a cui vanno i nostri ringraziamenti.
Il campo rimane perfettamente funzionante e a cadenza mensile ne è previsto almeno uno.
Le tante risalite attendono ancora i nostri fix...

Massimo Pozzo

martedì 18 gennaio 2011

Report 16-01-11

 

Tra Sabato e Domenica sono stati portati al campo 16-17 sacchi di materiale e sono rimasto stupefatto.

Devo fare i complimenti per l’allestimento dello stesso…che dire, manca solo la reception e il numero sulle piazzole, poi c’è tutto.

Con un poster sulle pareti sembra di stare al mare…c’è pure il rumore dello sparti onde.

Dopo questo appunto vi devo informare che il trio, Laura,Conte e Edo, dopo aver portato i sacchi a destinazione, non contenti e assetati di altro vuoto vergine, ha fatto una toccata e fuga a Liposuzione e….ha sforato!

Abbiamo oltrepassato il punto critico!

Devo dire che se non c’era Laura, la nostra Euterpe, l’impresa non sarebbe mai andata in porto.

Arrivati al punto fermo precedentemente raggiunto, dopo un duro lavoro di scavo, dagli stessi Laura Conte e Silvano, mi sono introdotto nella condotta semi-molto semi-toppa tempestata di concrezioni e colate varie.

Mazzetta alla mano,(solo per far suonare un po’ di calcare)sono riuscito ad avanzare circa 3metri, respiro al 50 ℅ e testa a 90 gradi, tolto qualche piastra ma incagliato subito dopo nel punto spacca-sterno.

Allora prendo le misure e convinco Laura ad avanzare: “Ce la puoi fare!Esplora!!!”.

Detto fatto, Lauretta passa lo spacca-sterno e mazzetta alla mano continua il concerto (la colpa se si è rotto qualche tubo dell’organo è mia, continuavo a dirle di alzare il volume).

Riuscita a proseguire, dopo altri 5 metri ha smesso di suonare e se né andata….la sua voce si perdeva e io stavo già viaggiando con la fantasia…rientrata mi aggiorna sulla situazione e comincia a parlarmi di bivio, una via che sale e una che scende.

Mentre le lascio suonare ancora un po’ lo spacca-sterno torno indietro, dico a Conte di togliere tutto e ci rinfiliamo nell’angusta condotta.

Tutti e tre siamo proseguiti per circa 60-80 metri.

Il bivio si è rivelato a senso unico perché la parte che sale è toppa ma a scendere si apre una forra che taglia la condotta perpendicolarmente e scende per circa 8-10metri allargandosi.

Non siamo scesi perché privi di ogni attrezzo e risalire su parete verticale ricoperta di fango non sembrava cosa fattibile.

Visto gli spazzi abbastanza ristretti e la presenza di 3individui sudati o cmq accaldati non si è mai creata condensa statica anche se un eventuale flusso d’aria risultava impercettibile.

Che altro dire…visto la posizione in quota rami fossili potrebbe regalarci una lauta esplorazione sperando che il fango non abbia ostruito ogni possibile via.

Ribadisco, senza la tenacia di Laura io e Conte non saremmo mai andati oltre lo spacca-sterno.

E’ stata GRANDE!!!

Adesso mancano le buone notizie dal MAGIC SNAKE CAMPING.

ALLATTACOOOO!!!!!!

LEDO

lunedì 17 gennaio 2011

Comunicato in rete

 

Nei giorni che vanno dal 21 al 23 gennaio 2011, il "Progetto Sebino" organizzerà l'esplorazione spelosubacquea del Sifone Smeraldo posto a 451 metri di profondità, nell'Abisso Bueno Fonteno. Gli speleosub lombardi Luca Pedrali e Davide Corengia sono stati invitati appositamente.
Per l'occasione saranno presenti altri speleologi lombardi, e l'operazione sarà supportata dalla presenza esterna della Protezione Civile di Fonteno.
Entreremo nell'abisso durante la giornata di venerdì 21, per uscirne nel pomeriggio di domenica 23, con una permanenza sottoterra di circa 50 ore. Una prima squadra composta da 9 speleologi, entrerà il venerdì soggiornando nel campo base installato a 430 metri di profondità, e darà inizio alle esplorazioni con delle belle risalite in programma. I rimanenti 7 speleo, entreranno nell'abisso il sabato mattina con parte del materiale speleosub fino al sifone "Smeraldo" (circa 5-6 ore di progressione sotterranea), e qui, in serata i sub si immergeranno nel sifone.
Verrà effettuato un dettagliato servizio fotografico e riprese video, in vista di un nuovo documentario.
Grande trepidazione e attesa per questa importante impresa esplorativa, programmata già da diversi mesi e già tentata nel dicembre del 2009 dal sub sardo Marcello Moi, che all'epoca percorse 40 metri di galleria sommersa "perdendo le pareti" ma senza sbucare "dall'altra parte".
La scelta di proseguire in questa direzione, è dettata dal fatto che si presume l'esistenza di svariati chilometri di gallerionee che certamente si nascondono oltre il famigerato sifone.
All'uscita, ci aspetta invece una colossale mangiata presso l'agriturismo locale, e credo che l'immersione sarà generale nel sifone di vino appositamente predisposto.

Massimo

comunicazione 16-01-11

 

Ormai è fatta! Il mitico campo base è stato allestito in vista dell'impegnativa uscita del prossimo week end.

Una brevissima cronaca: sabato sera siamo entrati Kraus, Grip, Luca, Massimo, Corrado, Fabio ed io. In totale siamo riusciti a trainarci 12 sacchi a -430, dove poi abbiamo installato il campo. La galleria è spettacolare, tre tende con piazzole scavate ad arte da Corrado e il suo piccone... Il posto è asciutto e moderatamente ventilato, con due fiumi a debita distanza che serviranno per recuperare l'acqua.

All'alba di domenica sono entrati Edo, Laura e Conte, con altri 4 sacchi, e per finire, qualche ora dopo ancora Livio e Gianpi con altri due saccotti.

Situazione idrica del mostro, direi normale.

In totale, 18 sacchi al campo base!!!

La squadra dell'alba, in rientro dal fondo, ha poi continuato l'esplorazione trovando prosecuzioni nel ramo Liposuzione..... Ollèèèèè!!!

Venerdì, come da programma entreranno i primi sette, più Matte. Porteremo cibo e materiale video e fotografico.

Sabato mattina dovrebbero entrare Davide (sub) e altri 4 soci, più Livio, Laura ecc.

Venerdì sistemeremo alcuni armi, e probabilmente daremo inizio alla risalita di Collosso, che continueremo sabato. Nel pomeriggio sarà effettuata l'immersione nel sifone Smeraldo. Contemporaneamente, Massimo farà il servizio fotografico con alcuni di noi di supporto.

Inutile dire che l'euforia è alle stelle: non vediamo l'ora di provare anche questa.

Vorrei come sempre encomiare tutti, perchè ogni volta che si prospetta un'operazione dove è richiesto aiuto massiccio, questo avviene sempre.

Sabato avevamo tutti due sacchi a testa, ben pesanti, e siamo riusciti nell'intento.

Bellissimo constatare che il Progetto C'E'! E non molla mai.

Spero che mercoledì saremo numerosi, ma ancor di più domenica.

Chi è intenzionato ad entrare sabato, lo faccia... l'occasione è ghiotta, e l'esperienza sicuramente unica.

Speriamo quindi di uscire con grandi notizie esplorative e qualche chilometrata nuova verso chissà dove...

Bueno Fonteno a tutti!!

massimo

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lunedì 3 gennaio 2011

Immersione 02-01-11

 

Nel prosieguo della ormai vastissima ricerca condotta dal Progetto Sebino nell'area omonima, è da un po' di tempo che ci si dedica alle esplorazioni speleosubacquee, forti e onorati della presenza del mitico Luca Pedrali, che piano piano si sta godendo decine di metri di risorgenze vergini.

Dopo l'importante risultato ne La Ribollita (175 metri di sviluppo, fermi in salone aereo e sotto cascata...), abbiamo deciso di terminare il 2010 con un poderoso scavo a La Ribollita, storica fuoriuscita d'acqua del Fiume Rino di Predore.

Il corso d'acqua fuoriesce in parete da una stretta condotta, e in periodi piovosi supera di gran lunga il metro cubo al secondo.... questo perchè nella valletta soprastante, 5 metri di dislivello più sopra, ribolle a dismisura dal suolo dando vita a un troppo pieno di tipo valclusiano di dimensioni veramente notevoli.

La ricerca di un'eventuale cavità che collegasse a queste acque, da decenni, non ha mai regalato nulla. Il fiume va in carico dopo circa tre giorni di pioggia...

Lo scavo preliminare di qualche mese fa, aveva dato luce ad un pozzo di 5 metri, con vasca sottostante... solo uno speleosub avrebbe potuto sondarla.

Negli ultimi tempi, il pozzo è sempre risultato pieno d'acqua, sia per le piogge, che per lo scioglimento delle nevi.

L'ultima ondata di freddo ci ha permesso comunque di tentare la rimozione della frana soprastante, composta da massi ciclopici.

Il 31.12, tramite uso di Tirfor (si scrive così?), sono stati spostati massi di oltre tre tonnellate, nonostante fossero praticamente sottacqua, con la Ribollita in piena attività.

La mattina del 02.01, cioè oggi, azione corale di mezzo Progetto: le acque sono scese fino a permetterci di allargare il pertugio iniziale (50 cm x 50 cm) in piena frana, praticamente un tombino.

A parte lo sgomento nell'osservare un'ondata che ha fatto praticamente risalire le acque di oltre un metro per poi ridiscendere (tutto in quattro ore!), dopo aver sistemato alla "bell'emeglio" la frana, il mitico Luca Pedrali si è deciso ad entrare.

Scende in piena verticale per 11 metri in acqua torbida e con scarsa visibilità in un ambiente almeno di 3x4 metri, fino ad incrociare un flusso d'acqua "che sale" con visibilità ottima. Intravede sotto parete il passaggio e si infila... laminatoio inclinato, scendendo controcorrente fino a -15 metri e con piena visibilità fino ai - 20 metri.

A questo punto rientra per organizzare la prossima immersione con una diversa disposizione delle bombole: il laminatoio è largo oltre 5 metri, ma alto 80 cm con sabbia sul fondo che tende a seguirlo man mano si scende. Sulle pareti, concrezioni...

Euforia totale!!!

L'idea è che vista la disposizione degli strati, questa risorgenza regalerà notevoli profondità oltre a una lunga esplorazione in pianta... la speranza è di addentrarsi dentro le viscere del Monte Bronzone, importante spartiacque locale.

A Luca non si può che battere le mani, oltre ai complimenti per lo scavo-massacro a tutti i soci del Progetto Sebino.

Massimo Pozzo

mercoledì 1 dicembre 2010

Esplorazione 28-11-2010

 

Questa domenica, nonostante le condizioni meteo avverse, ci abbiamo provato comunque: siamo entrati in Bueno.

Conte, Edo ed io, in una nuova "cronometro" novembrina.

L'idea di oggi era di tentare un traverso o una risalita a Ciclopico, partendo da circa + 50 su vuoto.

A parte il ferreo ritrovo (ore 06:30 sigh!), per salire nello sterrato abbiamo dovuto "catenare" il Toyotino presidenziale.

Poi, ridotto al minimo il materiale, siamo entrati con i consueti tre mattoni in spalla. Nella valletta c'erano 30 cm buoni di neve... sembrava Natale....

In Bueno c'era acqua, viste le pioggiazze dell'ultima settimana, ma l'ingresso di aria gelida, la rende bella asciutta nelle pareti... il solito spettacolo.

Arriviamo a Ciclopico in un'oretta credo, con la risalita vista da Kraus, che sembrava promettere molto.

Sembrava tutto facile, ma dopo una buona decina di metri, Edo si è reso conto che era un merdaio fangoso: le pareti erano marce. Ci diamo il cambio e proseguo riuscendo a uscire in vuoto con i bei 65 metri di Ciclopico sotto: un nero tuonante veramente da brividino.

Addosso, gli attrezzi non si riconoscevano più, e metter chiodi in artificiale era veramente un'impresa. Riesco a salire fino ad intercettare il piano alto di Estigazzi, con una condotta forzata da vedere perchè forse c'è un camino. Ma a circa 2/3 metri dalla destinazione tutto sembra peggiorare: il muro non era muro ma fango, e si muoveva sotto i piedi. Sopra tutto suonava di marcio e vuoto, e quindi pianto tre chiodi praticamente a mano nella concrezione fangosa fossile.

Di fronte, potevo tuffarmi e raggiungere il piano, ma dopo aver perso chiave e statica nel fango decido di indietreggiare: non sarei più potuto ritornare indietro.

La risalita comunque non era il forrone sperato: di fronte c'era un'altra condotta non più grande di 1 metro x 1 metro da visionare: le pareti invece si uniscono e salgono ancora, ma non ho potuto vedere la fine.

Volendo si può ritentare, raggiungendo la condotta del secondo livello e facendo un passamano potente.

La grossa difficoltà è stata di disarmare il tutto, rientrando nei chiodi sottostanti e disarmando il possibile in un mare di maledetto fango colloso.

Peccato.

Rimangono da raggiungere ancora due finestre con altrettanti meandri di fronte, ma partendo dall'altro lato dell'armo di Spectacular.

Usciamo nel manto nevoso alle 18.

massimo

lunedì 22 novembre 2010

Report 21-11-10

 

 

Nonostante il week end da arca di noè, siamo riusciti a fare ugualmente un po' di attività.

Tralasciato l'intento di andare a fare un traverso a Ciclopico per ovvi motivi di "marea", assieme al mitico Grip, abbiamo deciso di dedicare il sabato alla Grotta presso la Bressana, e la domenica alla Foppella.

Un plauso per prima cosa ai forsennati (Livio, Giampi e Giorgio) che hanno fatto il giro dei captori domenica.

Altra data da ricordare perchè il Corra ha portato Bigoni in Bueno (direi che ha scelto la giornata ideale...)... a lui lascio il racconto.

Ma veniamo alle nostre due grotticelle.

Per quel che riguarda la dolina sfondata dopo la Bressana, direi che possiamo metterci una pietra quasi definitivamente sopra. Abbiamo scavato un bel po', spostato massi, ma nulla di nuovo. Solo una piccola prosecuzione sotto frana mobile, che comunque non porta che ad altri massi e massi.

L'uscita alla Foppella invece si é rivelata molto più interessante, a parte il diluvio sia fuori che dentro.

La cavità era una delle note a catasto, e ultimamente l'aveva vista Livio con Elisa (rilevata): proprio loro avevano segnalato che sotto la spazzatura... (...) il meandro sembrava proseguire.

Infatti così è. Dopo il pozzetto iniziale di circa 5 metri, si atterra sulla spazzatura (ferri, bidoni, scarpe, giocattoli, filospinato, lattine, ossa, vetri...), ma comunque si è dentro una bella forretta con rigagnolo (quindi acqua inquinante). La grotta butta una flebile corrente d'aria calda.

Superata la merda, si arriva nel punto più basso davanti ad una strettoia.

Lo stoico Grip, nonostante la doccia totale, si è sparato due ore di estrazione macigni, finendo coni piedi su zona vuota e con i massi che andavano giù, anche se non si può dire quanto. Sempre nella stessa strettoia, c'è una parte superiore dove già si passa e si intravede qualche metro buono.

Val la pena approfondire il discorso, ma sarebbe bello prima organizzare una bella giornata di pulizia, magari con l'aiuto della protezione civile e altre squadre di Fonteno o vicini.

La cosa è importante, perchè comunque è un ingresso che potrebbe inquinare seriamente le acque di tutto il sistema, e anche perchè potrebbe tranquillamente collegare al mostro.

Prima di tornare a casa, raccogliamo la preziosa informazione da un pastore locale, di una nuova voragine apertasi in zone alte, grossa come una porta: sprofondamento di terra e poi spaccatura nella roccia che va giù....

massimo

venerdì 19 novembre 2010

Report 17/11/10

 

Località: area carsica del Sebino occidentale

Obbiettivo: Giro raccolta captori

Partecipanti: Kraus, Edo, davide

Mercoledi pomeriggio abbiamo fatto il giro di sostituzione dei captori posizionati nelle ipotetiche risorgenze del complesso di Bueno Fonteno.

Inizio con il dire che anziché le tre ore preventivate l’operazione è durata oltre le cinque ore nonostante fossimo in tre. Eravamo organizzati nel seguente modo: Edo si occupava della sostituzione e confezionamento dei captori, io eseguivo i rilievi strumentali e la loro registrazione cartacea e Davide documentava il tutto con riprese fotografiche e video.

ACQUA SPARSA 17-11-10Captori 038

Per evitare qualsiasi contaminazione i captori sono stati maneggiati da una sola persona che dopo averli strizzati dall’acqua li riponeva in un foglio d’alluminio ripiegato più volte per proteggerli dalla luce. Quindi il cartoccio andava sistemato singolarmente in una busta di plastica con annotati il n° del campione, il nome del fiume ,sorgente e data. Ad ogni cambio sono stati usati guanti in lattice nuovi.

A causa delle abbondanti piogge dei giorni precedente la portata idrica di fiumi e sorgenti era in condizione di piena, situazione che ha creato non pochi problemi. Il captore del fiume Guerna è stata buttato in secca dai flutti , quelli dei torrenti ( Rino di Tavernola e Rino di predore) sono spariti strappati dalla violenza dell’acqua compreso il cordino di ancoraggio, mentre quello situato nel torrente dell’ Acquasparsa non era raggiungibile perché situato sotto una spettacolare cascata. Bisognerà studiare una soluzione che consenta di proteggerli e recuperarli in condizioni critiche.

SORG ROGGINO TAVERNOLA 17-11-10Captori 089

Abbiamo comunque riposizionato tutto il materiale mancante sperando che nei prossimi giorni le condizioni meteo non provochino altre piene con conseguenze analoghe.

Al momento non abbiamo notato nessuna colorazione anormale delle acque sottoposte a controllo. Tutte presentavano un certo grado di torbidità dovuto alla piena salvo la sorgente del Roggino a Bianica e la sorgente del Tufo che risultavano limpide alla vista.

Ho valutato ad occhio che la risorgenza del Rino emetteva sui 500 litri al secondo mentre l’Acquasparsa circa 2 metri cubi al secondo. Lo spettacolo offerto alla luce dei nostri faretti era impressionante……..

 

Kraus

giovedì 18 novembre 2010

Immissione tracciante 14/11/10

 

Operazione ramo principale conclusa ! O meglio, iniziata !!!

Ieri la squadra composta da me, Livio, Elena, Conte, Luca (speleo-sub) e Daniele in tarda mattinata, dopo qualche incertezza dovuta alla mancanza delle chiavi del cancello…acc… e della dimenticanza a casa della Materia prima (TINO) …ri-acc…. Si dirigeva con ampie falcate, sotto un cielo grigio che nulla di buono faceva presagire, verso l’imbocco del Gigante Bueno.

In men che non si dica gli impavidi giovani si portano in quel di ciclopico, accolti dagli spruzzi festanti della balena (leggi intenso stillicidio). Decidono così che il posto sembra buono per eseguire le riprese dell’evento che è destinato a scrivere una pagina della storia della speleologia…Sì ragazzi, se non mi ferma nessuno io parto per la tangente…

Preparavano dunque l’armamentario costituito da:

- Un bidoncino stagno utilizzato a mo’ di contenitore per mescolare la pozione magica

- Un bastone secco prelevato dall’esterno

- Un sacchetto di PE che conteneva un altro sacchetto di carta, che conteneva un altro sacchetto di PE, che al mercato mio padre comprò…

- Una mascherina…ma dov’è la mascherina… acc… la terza cosa che ci siamo dimenticati è la mascherina…Va beh, la pancera di lana avvolta bene può sopperire.

- Una telecamera

Iniziano così le prime due – tre mescolate della pozione magica e subito si accorgono che i 3 kg in quel modo sarebbero durati anni… Decidono dunque di svuotare il TINO nel sacchetto di PE e di fare un piccolo foro a questo, lasciando defluire la polvere magica in prossimità di una cascatella, stile clessidra. In quel punto infatti l’acqua, con i naturali turbinii, fungeva da agitatore naturale…ciò nonostante il ns Davide procedeva all’ulteriore dispersione nella vaschetta agitando il bastone all’uopo introdotto. Fu così che in un’ora e mezza tutto il contenuto veniva rilasciato nelle acque del ramo principale trasformandolo in un fiume di latte…mancava solo il caffè per fare un cappuccino…la schiumina era proprio come quella del bar.

Presi da intensi sensi di colpa, prurito ovunque, allucinazioni, e stupore per il fatto che a luci spente risultavamo fluorescenti …DAI SCHERZO !!! …restano buoni solo i sensi di colpa…la squadra si dirigeva verso il percorso inverso, ammirando le chiare, fresche dolci acque…a monte dello sversamento…e in poco tempo riconquistavano l’uscita che, per fortuna risultava interessata da pioggia = aumento della portata = lavaggio della forra.

Siamo tutti convinti di avere fatto qualcosa di utile che darà i suoi risultati dopo l’analisi dei captori che periodicamente verranno prelevati nelle sorgenti, anche se è stata sicuramente di impatto la scena vista e un po’ romanzata nella mia descrizione. Attendiamo trepidanti i risultati…

Un grazie a tutta la squadra che ha proceduto con tempismo esemplare…ed agli amici che sono entrati dopo di noi (corsisti del Lovere) che poi non abbiamo incontrato sulla via del ritorno…Spero si siano divertiti in Bueno e abbiano apprezzato la Bestia.

Paolo Trezza

lunedì 15 novembre 2010

Tracciamento 14/11/10

Il weekend del 13-14 novembre 2010, è la data storica. Mentre Livio, Bobo e Silvano sostituivano i captori alle sorgenti per determinare il cosiddetto "bianco", la prima squadra destinata, si apprestava ad entrare.
Obbiettivo? IMMISSIONE TRACCIANTE!

Solita squadretta ben nutrita: Fabio, Matte, Massimo, Corrado, Vez, Marzia Sassi e il neocorsista Massimo Brega.
Oltre all'immissione, era in programma un servizio fotografico.

Bueno si presentava con una buona circolazione idrica, non esagerata, ma quanto basta per "trapanare" le orecchie per tutto il tragitto.

La prima tappa é il Lago Portorotondo, le cui acque si immettono nel ramo principale di Hydrospeed, passando per il Salone Terre di Mezzo.
L'immissione avviene verso le 2 del mattino, e durerà oltre 40 minuti, per effetto della diluizione del Tinopal.
Pazzesco l'effetto contrastato del fantastico lago verde, con il fiume lattiginoso opalescente, con riflessi azzurrognoli che velocemente si allungava verso Terre di Mezzo.
Credo che per tutti noi sia stata un'esperienza emozionante, consci anche del fatto che in ogni caso sarebbe rimasta storica.
Nel giro di un mese, forse, potremmo avere risposta a tanti dei nostri enigmi, e da quel momento in poi probabilmente cambierà la strategia nelle nostre ricerche.
Ha inizio una fase di "tototinopal" e di "tinodance" nel fiume, di qualche socio.
Nell'euforia generale, Massimo scatta foto da paura.

La seconda tappa era l'imbocco del Ramo degli Orsetti, che scarica in Fangùl (altro collettore dell'Abisso alla profondità di 440 metri nella grande condotta de La Carretera).
Il corso d'acqua qua era più modesto, quindi l'operazione di immissione, iniziata alle 03.40, ha richiesto più tempo.
Nel frattempo, Massimo scattava altre foto da paura nel pozzo sottostante, immortalando la grande colata completamente bianca... sembrava latte, panna e polenta messi insieme....

Si esce in tutta tranquillità di primo mattino, con la soddisfazione di aver dato maggior concretezza a quello che é sempre stato lo scopo del Progetto Sebino, cioè lo studio idrogeologico dei sistemi carsici individuati nell'area.
Bello constatare il pieno gradimento da parte di Marzia e Massimo.
E anche il nostro.
Bueno è un universo spettacolare.
Ci stupirà sempre.

massimo

sabato 13 novembre 2010

Report 12/10/10

 

 

Da anni stiamo "curando" il Rino di Predore, nel senso che ci interessa entrare nel sistema che alimenta questo potente fiume carsico, che dovrebbe fare riferimento al Monte Bronzone, Corno Buco, Colle Cambline e Vigolo.

Ma non siamo mai riusciti né a trovare cose facili, né ad approfondire... bè... con Bueno non é semplice dedicarsi ad altro.

Comunque tutta la grande ricerca sul Progetto é partita dal Rino, nel 2005, e quest'anno ci sembra giusto insistere un po'.

Quindi già un mese fa, con Livio e Kraus, sentimmo sotto un massone, alla base di un salto nella valletta, uno strano rumore di vuoto.

La settimana dopo, Edo ed io volevamo scavare... l'acqua usciva da lì ribollendo per oltre un metro e mezzo! Un lagone... un fiumone...

Da qui nasce il nome "La Ribollita"... e inizia il mistero di capire da dove arriva tutta quell'acqua e con tale potenza di pressione....

Sabato pomeriggio, Grip ed io ci si riprova. Il Rino ha parecchia acqua, e si temeva ci fosse ancora la Ribollita.

E invece no!

Campo libero!

Inizia lo scavo dei due forsennati, e in circa due ore, con qualche botto ormai al buio, riusciamo ad affacciarci sul vuoto...

Minchia....

Sotto si sente un pozzo sui 5 metri e un rumore di vascone. Inoltre sembra che se ne vada a galleria....

Inutile dire le fantasticate: decidiamo di non scendere e chiamare tutti per il giorno dopo.

Al distributore domenica mattina siamo: Massimo, Conte, Grip, Lisa, Elena, Sara, Silvano, Matteo, Cristiano e Ennio....

In programma c'era anche da prelevare i campioni d'acqua delle sorgenti per il laboratorio. Ovviamente si decide che se La Ribollita va, le faremo la domenica successiva.

Lo scavo procede senza soste e con svariati danni strutturali da parte dei presenti, finché Silvano scende e ci porta notizie...

Nessuna galleria, nessun condottone che va verso il Bronzone, ma una profonda vasca in cui sarebbe d'uopo fare un'immersione. Speriamo anche che il livello del fiume si abbassi, e che si possa passare senza andare sott'acqua.

Placati gli entusiasmi euforico-carsici, effettuiamo il doveroso campionamento delle acque  del Rino che fuoriescono da parete e poi ci si divide: una squadra prosegue i danni in zona Vigolo, l'altra preleverà i campioni d'acqua dalle sorgenti....

Un buon risultato comunque.

Sicuramente insistendo, troveremo l'ingresso anche per questo grande sistema.

 

Intanto i tracciamenti si fanno sempre più imminenti: ormai siamo quasi pronti……

massimo

sabato 6 novembre 2010

Report 5/11/10

 

Nell'ambito della ricerca svolta dal Progetto Sebino, nell'area carsica omonima, si é in procinto di effettuare i primi storici tracciamenti delle acque, con immissione nell'Abisso Bueno Fonteno.
Il monitoraggio delle sorgenti avrà inizio questo week end e quindi ultimamente tutte le emergenze sono sotto controllo.
Pur non piovendo da oltre cinque giorni, il regime idrico generale è piuttosto elevato, segno che mentre eravamo tutti a Casola nel resto d'Italia ha piovuto veramente tanto...
Oggi erano in programma due follie acquatiche: effettuare un'immersione in una profonda vasca (La Ribollita), trovata in una valletta dopo scavi rabdomantici alla ricerca del Torrente Rino di Predore. E l'altra, di Alex Rinaldi (SC Cai Romano di Lombardia), di svuotare un sifone di una risorgenza con una pompa a scoppio sempre a Predore. Tentativo ahimè fallito già nell'inverno 2005-2006 dal GS Valle Imagna, ma Alex ultimamente era già riuscito a passare un po' di là, raccontando di "un po' di stretto, ma poi di forse largo"...

P1012136

Nonostante l'invito accolto da Luca Pedrali e Davide Corengia del GG Milano al tuffo ne La Ribollita, tutto fallisce a causa dell'enorme portata del torrentazzo che fuoriusciva in valle risalendo un camino in verticale per oltre dieci metri misurati! Acqua torbida e una strettoia verticale a metà avrebbero reso il tutto troppo rischioso. Con le lacrime agli occhi (di gioia degli speleosub nell'aver visto tale ben diddìo), mescoliamo le carte estraendo il jolly della giornata.
Ci ricordiamo di una bella condotta con acqua vista l'anno precedente che si spera ci faccia chiudere degnamente la giornata.
Siamo in parecchi ad aspettare Luca e Davide che si immergono, e spariscono per oltre mezz'ora...
A ritorno, con telecamera gonfia di un filmato che rimarrà storico, raccontano cose che ci fanno inevitabilmente stappare una bella bottiglia di vino.
Sifone spaziale, bianco, condotta freatica con scallops che si allarga e prosegue spinnando agevolmente per circa 150-180 metri (max disl. -4,3 m). Bianca!
Lungo il percorso numerosi bivii subacquei preannunciano esplorazioni diramate.
E sempre lungo il percorso riemergono più volte trovando spazi aerei e una galleria spaziosa in partenza verso l'alto...
Alla fine del sifone riemergono di fronte ad una bella condotta (con bivio da dove arriva il fiume) che più avanti fa intravedere una frana, e al di là.... NERO!!!!!!
...e considerando che se questo era il ripiego della giornata.... a battesimo sarà "La Ripiegata".
Emozione ed euforia ai massimi livelli, mi piacerebbe sapere cosa passava per la mente dei due miticoni mentre tornavano indietro.
Per ora questo primo "toccate e fuga".

massimo

mercoledì 29 settembre 2010

Report 27/09/10

 

 

Durante il week end, nonostante le potenti pioggie del venerdì, siamo riusciti ad effettuare l'uscita di prelievo campioni.

L'abisso era bello pieno d'acqua, ma già quando siamo entrati l'ondata cattiva se ne era già passata.

In ogni caso la situazione idrica era molto attiva, tant'è vero che il ramo Fangùl, considerato pseudofossile nel tratto escluso il fondo, prende connotazione di ramo comunque attivo.

Purtroppo é saltata l'organizzazione della squadra domenicale. Peccato, speriamo che anche raccogliendo i campioni in un secondo tempo, i risultati delle analisi siano comunque interpretabili per tante valutazioni.

E nonostante i flaconi fossero in vetro, l'unico rotto rimane ancora il mio al distributore, nel far vedere a Silvano che se sbattuto sul parafango della macchina avrebbe resistito...

Un po' di complimenti non guastano mai: un "grandi" a tutti. Kraus, Vez, Laura, Silvano, Daniele, Fabio, Davide.

Parlo per la squadra "fangulisti".

Avevo promesso un giro nell'amato silenzio, visto che Fangul si é sempre presentato come silenzioso, bello ma faticoso. Molte vasche da superare in arrampicata, bei pozzoni e tanto fango sulle pareti, che rendono la progressione in forra molto instabile.

E poi a - 430 la condottona di fondo che arriva a -463 m.

Ieri il Ramo degli Orsetti rovesciava una corposa quantità d'acqua in Fangùl, rendendo il ramo attivissimo e rumoroso. Come dicevo tutto molto bello, ma i passaggi erano bagnati e i pozzi sotto cascata infracidante.

Il misterioso fiume della Carretera, uno dei collettori principali di Bueno, era veramente violento, e a soffitto della condotta 3x5 m c'erano i segni schiumosi di una piena imponente.

Il ramo è faticoso e mi fa piacere l'abbiano visto anche Fabio e Daniele.

Merita visitarlo prima o poi, ma bisogna mettere in conto che é abbastanza estenuante, soprattutto in caso di poco allenamento.

In definitiva ci siamo stati circa 22 ore, tra prelievi, riprese e tuffi.

massimo

lunedì 20 settembre 2010

Report 13/09/10

 

 

Questa domenica Kraus, Livio ed io abbiamo iniziato a fare le misurazioni relativamente al lavoro prossimo di tracciamento acque.

Abbiamo misurato la sorgente del Rino di Predore, quella di Tavernola, le due sorgenti captate di Tavernola (Milesi e Rosina a Bianica), la Punta del Tufo di Parzanica, e l'Acquasparsa di Grone.

Due captori sono stati immessi nelle acque del Guerna e del Rino di Tavernola, per monitorare il "negativo" fino a fine mese.

Ne é uscita una bella tabella, ricca di informazioni: i conduttimetri acquistati sono delle belle macchinette...

Tra le varie notizie positive c'é che in zona Rino di Predore, in una vasca asciutta della valle, sotto il pavimento da cui sbocca il fiume nelle piene, si sente un eco potente ed esce aria dai massi.... sotto c'é qualcosa di grosso!!!

E poi, la condotta dell'acquedotto più grosso (sorgente Milesi), a Tavernola, é percorribile quasi in piedi (con muta). Ne arriva un bel fiumetto, e sembra che continui per un bel po'...

Andremo in tutte e due!

massimo

giovedì 16 settembre 2010

Report 7-09-10

 

Attività del week end, molto fervida e particolare.

Al sabato sera verso le 22 entriamo Grip, Kraus ed io con l'intento di proseguire la risalita artificiale nel camino Binocolo, ormai prossimo all'esterno.

La domenica mattina, a ore 8.30, Edo, i mitici Mena Brothers, Conte e Giorgio, dovevano effettuare un contatto mediante l'utilizzo di Arva sul prato soprastante.

All'interno, visto l'ingresso in prima serata, ce la prendiamo tranquilla, rilevando una tratto di faglia lasciato le volte scorse. Poi arriviamo a Binocolo dopo aver visionato per bene tutto il ramo con il potente nuovo impianto luce modificato da Kraus. Nel tratto rilevato c'é un caminazzo con cascata a 20 mt e in alto una evidente condotta da cui esce l'acqua.

Prima dell'ultima forretta, in piena fagliona, un enorme ambiente da raggiungere con traverso, aspetta di essere esplorato. Sembra ci siano veramente cose grosse là dentro.

Binocolo era stato risalito la volta scorsa per 22 metri fino ad un terrazzino su cui sosteranno Kraus e Grip (opportunamente muniti di telo termico e fornelletto per "theare a raffica".

Non c'è acqua e la parete é bellissima. Direi che lo risalgo con un buon ritmo. Ormai é da tempo che si risale, a Estigazzi abbiamo risalito 250 metri di verticali, e quindi siamo sempre più allenati. Questa seconda parte misura altri 22 metri, e ne sale ancora 3, quindi il pozzo risalito in totale é un P47.

In cima una colata di concrezione blocca tutto, tranne una condottina bastarda impestata da disostruire con gambe nel vuoto. Qualche metro, una saletta e ancora strettoia che sale verso l'alto con molta aria.

Quindi, con questa strettoia da sfasciare, è sfumata l'idea di uscire da Bueno da un nuovo ingresso.

Alle 07.45 del mattino, piazziamo l'Arva in cima a Binocolo e aspettiamo fino alle 9.30, sperando che l'impulso sia sentito dagli amici fuori.

E' una cosa emozionante pensare di essere sentiti dall'esterno... loro potevano essere a pochi metri sopra di noi...

Ma non avremmo potuto saperlo se non da loro.

Rileviamo il tutto e rassettiamo il materiale lasciandolo in loco perchè bisogna ancora risalire o traversare per vedere altre due non vie non grosse a metà pozzo.

Nel ritorno, arrivati a Ciclopico, Kraus illumina una megaforra fossile mai vista a circa 70-80 metri dalla base, ma facilmente raggiungibile dall'inizio del Ramo Estigazzi.

Ci ripromettiamo di farla a breve... é veramente troppo enorme... gigantesca...

Sempre sulla parete di fronte, ci sono ben tre meandri fossili da raggiungere con traverso abbastanza facile di una quindicina di metri.

E prima di Fonteno Beach arrampichiamo in forra visionando un condottone a soffitto mai percorso...

Eccheccacchio... ma c'é un casino di roba da vedere dovunque!!!

In uscita, 18 ore dopo, incontriamo la squadra esterna che stava devastando l'ingresso individuato 10 giorni fa.

Il solito devasto di Progetto, con costruzione di muretto modello Ziqqurat... Il lavoro é da continuare, perché c'è una buona aria.

Notiziona: ci hanno sentito!!!!!  Spettacolo!

Ora sappiamo esattamente sotto quale albero si celi la cima di Binocolo....

E anche che é bello ritrovarsi in un bel numero a portare avanti "i danni" a Fonteno.

Bueno supera il mezzo km di profondità con ben 514 metri di dislivello totale (-463 m; +51m)

Non male.

massimo

mercoledì 15 settembre 2010

Attività 30-08-10

 

 

Sabato abbiamo ripiegato andando a continuare la disostruzione di un ingressino proprio sopra Bueno. Segnalo infatti che lungo le pareti sopra il parcheggino della valletta, abbiamo ben tre-cinque ingressini validi da lavorare: questo perchè l'ultimo ramo scoperto in risalita (Estigazzi e Binocolo), é lì vicino a poche decine di metri. . Uno, che si presenta come meandrone con pozzetto soprastante, è risultato di fatiche di Giorgio e Giacomo, che in settimana hanno devastato una parete. Bisogna disostruire, ma l'ingresso é evidente.

Sabato, Grip, io, Pierino e Kraus ci siamo incapponiti su "Ripiego", un cunicolo con una buona corrente d'aria fredda in uscita.

Solito lavoraccio disostruttivo.  Risultato: dopo un metro, a dx c'è un meandro che prosegue non largo per 5 metri, e poi si vede che prosegue. Il fondo in terra è facilmente asportabile. Mezzo metro in avanti, a sx, dopo un angolo da devastare, "pare" che inizi un qualcosa di concreto. Il passaggio si allarga, l'ambiente sembra transitabile e prosegue nel nulla... Considerata l'aria, credo che ci regalerà un probabile nuovo ingresso. Gli altri bucherozzoli sparsi, aspettano ancora di essere presi in considerazione.

Domenica mattina l'appuntamento con la squadra della Rai, per fare riprese e servizio in grotta. Eravamo in 15 (spettacolo!), e non vi dico i numeri. Il reporter mi aveva detto che erano attrezzatissimi... e naturalmente si sono presentati in jeans, maglietta e scarpine da ginnastica senza ricambio. E con una telecamera in Beta lunga quasi un metro...

Alla fine siamo riusciti a vestirli e a portare dentro i tre sciagurati, con calate non scolastiche lungo i due pozzettini iniziali. Tutto si è svolto molto bene (sembrava un'esercitazione di soccorso...), e nel primo pomeriggio siamo usciti in una clima decisamente allegro.

Una buona esperienza e grandi tutti.

massimo

giovedì 26 agosto 2010

Esplorazione 23/08/10

 

Sabato sera siamo entrati in Bueno a mezzanotte: Siro, Daniele, Fabio , Max

Destination: camino Binocolo, alla fine del nuovo Ramo Estigazzi, che sale da Ciclopico per oltre 220 metri di dislivello ed é prossimo ad uscire nel prato.....

Prima di tutto segnalo che l'ondata di piena dovuta ai temporali del week scorso, ha lasciato i suoi segni. Bueno era comunque ben attivo dopo 5 giorni, e i segni erano di quasi 80 cm di innalzamento rispetto alla media. La pozza prima del P55 era piena di massi e i tubi intasati, tanto che scaricava naturalmente. Ripristinata, arriviamo poi al P25 dove constatiamo che il grosso tubo messo da Corrado é stato totalmente divelto, a parte i primi 5 metri, che ora scaricano dove non dovrebbero. Sul fondo, frattaglie di tubo ormai irrecuperabili... sarà da rifare tenendone conto.

A Ciclopico sostituiamo la corda del primo tiro, e lo frazioniamo, in modo da rendere la salita meno stancante.

Con calma arriviamo a Binocolo, anche perchè il ramo era abbastanza bagnato, e la forretta terminale con i sacchi sembrava interminabile (140 mt!).

Inizio la risalita puntando il primo camino di sx da dove sbuca il ruscello. I gradoni mi permettono di guadagnare facilmente metri. Nel frattempo Fabio raccoglie campioni di fauna "nuova" alternandosi nella sicura con i mitici Donda, iperpreparati a sopportare freddo e acqua.

L'uscita dell'acqua é strettissima, e pochi metri più in alto il meandrino sembra proprio stretto. Decido così di proseguire verso l'altro camino parallelo, e guadagno circa 25 metri, arrivando su un terrazzino. La valutazione dal basso era ovviamente sbagliata, il P30 ipotizzato sarà anche un 45, e quindi ne mancano almeno 20 o 25 ancora. Ma la parete é bellissima, e credo che alla prossima arriveremo in cima, dove si vede soffitto e accenno di condotta.

Purtroppo ci perseguita la "maledizione delle dinamiche", e un grosso masso ci trancia anche questa...

Verso le 09.00 della mattina cominciamo a rassettare, sistemando l'armo e il disarmo del primo tratto artificiale, e lasciamo in loco materiale per la prossima volta.

Usciamo alle 12.30 di domenica.

Come già detto, con questa risalita superiamo i 500 metri di dislivello, e la cosa é buona. E oltre alla possibilità di sbucare all'esterno con un nuovo ingresso, potrebbe ancora salire all'interno del massiccio, e regalare così ulteriore dislivello.

Il ramo Estigazzi ha ancora molte possibilità esplorative: oltre a Binocolo, e un cunicolo da bottare in fondo (visto da Kraus e Grip) e che ieri buttava acqua, c'é un bivio sopra il primo P35 ancora da rilevare e che sale molto in frattura. C'é un caminazzo con due finestre di cui una attiva, e a ritorno,  ho individuato ancora un'ambientone enorme su faglia che sale a dismisura, con ruscellamento. Sempre nella stessa zona, c'é un finestrone che aspetta di essere raggiunto con traverso, e oltre si vede nero.

Nella zona di Ciclopico invece, all'altezza del bivio aereo per Spectacular (il ramo che va a + 130 dalla base), con un traverso di 15 metri si può raggiungere un altro bel meandro in parete fossile, e una ventina di metri più in là ce n'é un altro ancora....

Max

Esplorazione 25/07/10

 

Vi racconto i danni di questo ultimo week end.

Ovviamente destinazione: Bueno.

La squadra é nutrita: Massimo, Grip, Corrado, Vez, Fabio, Giorgio e Cristina.

Si entra un po' tarduccio, dopo le 23 di sabato, con l'idea di risalire il camino nel ramo Resistenza iniziato qualche anno fa da Mauri e Matte. Da Ciclopico si risale un trenta metri fino ad un traverso in parete e si va a sx. Qui, un po' più in alto, inizia il meandro attivo (durante le piene fa paura...) che terminava sotto un grosso camino non risalito.

Nel frattempo Vez e Corrado avrebbero sistemato la situazione "tubi" su Fonteno Beach, il P.25, e all'inizio di Sifonik.

Il caminazzo non é male, un po' bagnatino, e in un primo momento lo valutiamo rapido e di poco superiore ai 15 metri. In realtà la risalita si é rivelata molto più lunga, circa 35 metri, e quindi anche come tempi tutto si é allungato un po'. Quello che c'era sopra, e la dinamica del lavoro, ha fatto nascere da sè il nome del nuovo ramo: ESTIGAZZI.

Il camino é grosso e bagnato. Sopra si accede ad un grosso bivio su faglia, con a dx un altro camino-sala da almeno 30 metri, con cascatella e due possibili vie.Alla base, concrezionata a vaschette, un meandrino stretto ma che prosegue, aspetta ancora esploratori.

Proseguiamo in un tratto che a vedere il pavimento, sembra il letto di un fiume cattivo: pulitissimo e levigatissimo, fino ad arrivare ad un nuovo cambiamento verticale: paretone alte e strette, ma con fiumetto gocciolante da tutte le parti. Lo arrampichiamo per circa 70 metri e per un dislivello di almeno una quarantina.

Sempre sotto una bella doccia e un'aria fotonica gelante, arriviamo sotto una verticale di 5/7 metri, sopra la quale si vede chiaramente un bel condottone tipo Sempredritto. Il soffitto della faglia sembra prossimo, e quindi la prospettiva di una bella camminata sembra sempre più reale. L'esterno é a circa 60 metri più in alto...

La cosa pazzesca é che dal lato opposto c'è un altro squarcio tra le pareti, che andrà su per ulteriori 50 metri... incredibile. Ma quando le faremo tutte 'ste vie? E poi: ma dove andranno?

ESTIGAZZI!!!!   

Nonostante il freddo, assieme a Grip e Fabio, rileviamo tutto il tratto nuovo, e nuovamente quello vecchio, sistemando alcune imperfezioni nei dati.

Usciamo verso le 15 di domenica, apprezzando l'opera di ingegneria idraulica fatta dai due prodi "tubisti".

Bueno era poco bagnato, ma noi sì. In uscita, con un bel sole, un'anguria gelata dall'aria dell'ingresso ha ben concluso il festino di questo week end.

Un bel plauso a tutti. Per i lavori effettuati (anche raccolta fauna), e per la pazienza dimostrata aspettando ore e ore al freddo.

...tempi da risalita, purtroppo...

...chiaramente il prossimo week si continua....

massimo

Report 20/06/10

 


Luogo: Abisso Bueno Fonteno
Partecipanti: Vez, Grip, Kraus
Obbiettivo: Disostruzione del tratto terminale di Ariasanta
Consueto ritrovo al bar di piazza Fonteno dove incontriamo il gruppo
capitanato da Livio di ritorno da una visita in Bueno allo scopo di far
conoscere la grotta ai neocorsisti.
Visto il tempo instabile dei giorni precedenti chiediamo informazioni
sulla situazione idrica in grotta ottenendo risposte rassicuranti. Sul
P50 risulta attivo un solo tubo, seppure in continuo, dei due installati
per deviare l’acqua. Nel pomeriggio ha iniziato a piovere e le
previsioni dicono che continuerà fino alla mattina di domenica. Il
torrente nella valle ha una  portata tranquilla e  sembra che le
condizioni per entrare in grotta in sicurezza ci siano. Male che vada
rischiamo di restare bloccati per qualche ora alla base del P50 in
attesa che passi un eventuale onda di piena come già successo in
passato, per cui decidiamo di dar seguito ai nostri propositi.
Entriamo  intorno alle 23.00 e l'avvicinamento al nostro obbiettivo
avviene senza intoppi. Lungo il percorso incrociamo Max e Edo di ritorno
dalla risalita alle colonne di burro. Lascio il resoconto dell’impresa
ai due protagonisti.
Risaliamo la forra terminale del meandro Francesco dove allarghiamo i
passaggi più ostici a mazzetta fino a incrociare la condotta che porta
ad Ariasanta e in breve raggiungiamo il cunicolo terminale che finisce
chiuso da numerose concrezioni che intendiamo demolire per consentirci
il passaggio.
Fin da subito appare chiaro che il lavoro è ostico. Le colonnette
concrezionate resistono alla mazzetta e anche l?uso del trapano per
indebolirne la struttura con una trivellata di fori risulta infruttuoso.
I soliti metodi di disostruzione risultano inapplicabili in quanto la
punta del trapano continua a sforare nel vuoto per cui dopo un oretta
scarsa di tentativi ci dobbiamo ritirare sconfitti.
Per questa volta ha vinto la grotta?.
Nel frattempo ci siamo accorti che l'acqua che scorre nella piccola
forra sottostante sta aumentando di intensità in modo preoccupante per
cui decidiamo di uscire. Già da lontano sentiamo le cascate della
risalita del conte e della forra terminale di Sifonik e capiamo che
fuori sta piovendo abbondantemente. In realtà la portata dell'acqua al
bivio è ancora tranquilla, in quel punto l'eco trasforma lo scroscio
della cascata in un rombo cupo.
Il transito del sifone viene effettuato in cinque--dieci centimetri
d'acqua e riusciamo a superarlo bagnandoci solo gli arti . Lungo la
forra i vari  affluenti si sono tutti gonfiati e contribuiscono ad
innalzare il torrente che ormai scorre impetuoso da una pozza all’altra.
Il passaggio su corda alla cascata del telo ci costringe a un lavaggio
totale che non ci lascia neanche un centimetro quadro di pelle asciutta.
Proseguiamo con la speranza che il P50 essendo situato su un altro ramo
idrico della grotta sia più abbordabile ma arrivati alla base del pozzo
ci rendiamo conto immediatamente che la situazione è ancora più critica
che in occasione dell'immersione dell'otto dicembre. I due tubi non sono
neanche lontanamente sufficienti a drenare la portata che per
la maggior parte si riversa direttamente nel pozzo seguendo la sua via
naturale.
Restiamo li per una mezzora indecisi se tentare la risalita od
accamparci nella tenda di soccorso predisposta allo scopo aspettando che
la situazione migliori. Ma ad un certo punto mi accorgo che il livello
dell'acqua sta aumentando facendomi capire che se si vuole tentare la
risalita bisogna farlo immediatamente. Decidiamo di lasciare i materiali
alla base in modo di limitare il più possibile la fatica e di comunicare
fra di noi con segnali luminosi causa l'impossibilità di farlo a voce e
affronto la risalita. A meta strada valuto che sia possibile arrivare in
cima e do il via libera agli altri. I tratti più impegnativi sono gli
ultimi tiri di corda che sono battuti in pieno dalla cascata. Nonostante
la difficoltà riesco a respirare in modo accettabile tenendo il capo
chino e il passamontagna sulla bocca. Appena giunto in cima mi giro e
vedo Grip e Vez che stanno salendo a loro volta e in breve siamo di nuovo
tutti riuniti.
All'uscita troviamo Max e Lisa ad aspettarci.
In conclusione non posso che riaffermare quanto già detto dopo la piena
dell'otto dicembre.
Con previsione di pioggia è consigliabile non entrare in Bueno.
Da quello che ho constatato deduco che in casi di forti temporali le
portate interne possono essere ancora più violente.
In ogni caso gli armi antiacqua si sono rivelati ancora sufficienti a
garantire l'uscita seppure eravamo in condizioni limite. Per migliorare
la situazione i tiri iniziali del P50 andrebbero doppiati 4 - 5 metri
più lontani da dove si trovano ora oppure riuscire a trovare il
passaggio alternativo che sale al ramo di Cerankio.

kraus

mercoledì 25 agosto 2010

Esplorazione 20-06-10

 

Aggiornamento sulle uscite del week end.

Sono entrate ben tre squadre.

La prima sabato mattina direi maggioranza Valtrompia.

Aspettiamo la relazione....

La seconda: Edo ed io, alle 13.30 di sabato, e la terza composta da Kraus, Vez e Grip che dovrà pur raccontarci della piena...

Quindi entriamo nel primo pomeriggio con una discreta circolazione idrica. Rispetto alle secche delle ultime domeniche, Bueno era molto più rumoroso.

La nostra destinazione era la zona delle Colonne di Burro, con una risalita artificiale da fare, nell'estremo amonte dell'abisso, poco sotto il salone di Gran Rondò.

In due siamo veloci ma anche stracarichi, e l'ultimo mezzo chilometro di forra è abbastanza tedioso in risalita.

L'artificiale è di 17 metri. Edo sale la prima metà e si infila in una condotta concrezionata e che stringe dopo 60 metri striscianti. Io salgo la seconda parte e riparte una forra a salire con aria. Inizialmente le misure sembravano da nuovi viaggioni siderali, invece dopo pochi metri le misure sono diventate estremamente strette.

Rileviamo in totale 140 metri, che sono pochetti, ma comunque sempre nuovi, e arriviamo a 5 metri dal livello "zero", cioè la quota d'ingresso....

Nel tornare, girovaghiamo guardando qua e la nei livelli marci della forra, ma verso l'una di notte cominciamo a rientrare (la mattina dopo c'era la proiezione al La Flora!!).

Al Bivio incrociamo la terza squadra entrante verso le due, che si dirige ad Ariasanta.

Lungo la strada del ritorno, il notevole aumento dei livelli delle acque non era di buon auspicio, soprattutto per i tre che sarebbero usciti il giorno dopo.....

massimo

Esplorazione 13-06-10

 

Sabato sera alle 19.30 siamo entrati in Bueno: Matteo, Siro e d io.

L'abissone è sempre meno bagnato, e quindi le uscite in questo periodo sono veramente valide: consiglio a tutti di approfittarne...

Ci dirigiamo in tranquillità verso le ultime zone esplorate con l'intento di rilevare ciò che manca. Scendiamo la forra a valle di Ariasanta, già vista la volta scorsa, e rileviamo fino al sifone terminale. Nel risalire, esploriamo ancora un arrivetto attivo affluente che chiude in misure bagnatissime e in sifoncino.

Ariasanta soffiava la solita aria inverosimile...

In totale rileviamo ulteriori 130, e faccio un applauso a tutti perchè nelle ultime tre uscite abbiamo esplorato ben 850 metri nuovi (che hanno aperto nuove strade e quindi aumenteranno).

A ritorno, effettuiamo il riarmo lungo tutto il tratto Sifonik-giunzione con Sempredritto, mettendo in sicurezza tutte le vaschette e i vari saltini. In questo modo, la via verso le esplorazioni, sarà molto meno faticosa e decisamente più sicura. A Sifonik bisognerebbe con una piccola pala, canalizzare bene l'acqua, in modo da non bagnarsi più, almeno per tutto il periodo estivo, fino alla prossima piena.

Usciamo in scioltezza verso le 08.30 di domenica mattina, brindando con l'ormai leggendario birrone lasciato all'ingresso, e quindi piacevolmente gelato.... graditissima colazione

Max

martedì 3 agosto 2010

Esplorazione 1/08/10

 

Squadretta explo: Massimo, Kraus, Matte, con l'intento di prosegiure le risalite nel ramo Estigazzi.

Arrivati alla base della risalita raggiunta la volta scorsa con Grip e Fabio, si riparte.

La risalita sembrava desse adito ad una bella galleria a soffitto, invece dopo 12 metri ce n'era un'altra di 8. In cima finalmente la partenza di una forra, che in periodi attivi si vede che sputa una marea d'acqua.

Nonostante le urla di giubilo, le dimensioni non sono esagerate: 2-3 metri di altezza per mezzo metro di larghezza, ma il flusso d'aria in circolazione fa comunque ben sperare.

Quindi ci buttiamo dentro, dapprima con i sacchi, poi solo con le cibarie e rileviamo.

Si prosegue per una settantina di metri fino ad un bivio dove si avverte che qua l'aria è invertita.

Si prosegue comunque smazzando viste le misure a pelle del posto, ma mentre Kraus e Matte proseguono a dx, io  mi infilo nelle ristrettezze del lato sinistro. Il meandrino sfocia in una salettina e poi prende dimensione da tubo umano, bellissimo, levigatissimo... pulitissimo. Ne faccio circa 50 metri senza potermi voltare, constato che la condotta viaggia all'infinito (eco continuo, aria tanta e nero sempre davanti), e torno indietro perché non sento più i due sciagurati.

Aria inversa vuol dire che la condottina conduce ad un ingresso alto e quindi continua per bene... e salirà ancora molto.

Tornato sul ramo a dx, seguo la via esplorata a nuovo ma dei due nessuna traccia....

Proseguo quindi in dimensioni che via via sembrano un po' migliorare, e dopo altri 50 metri me li ritrovo ad aspettarmi in una nuova sala da cui si ridiparte un doppio caminone (Binocolo), valutato tranquillamente 30 metri.

Uno spettacolo! Tutto bello pulito!

E si ritorna indietro rilevando ancora.

A ritorno facciamo ancora a tempo a sistemare tutti gli armi e a causare qualche frana ciclopica di assestamento.

Entriamo alle 20 di sabato per uscire a mezzogiorno di domenica, Bueno era bella asciutta, e quindi spettacolare.

Nella stesura del rilievo i nuovi dati dicono che se risaliamo il camino, il dislivello é di 500 metri, mentre lo sviluppo ora tocca i 17687 metri...

Mica male... e con il nuovo ramo abbiamo superato la misura dell'ingresso in positivo...

 

massimo

martedì 20 luglio 2010

Esplorazione 18/07/10

 

Sabato mattina siamo entrati in Bueno: Kraus, massimo, Conte e Matte

Stavolta siamo saliti a Spectacular per tentare la risalita in un salone posto  in cima alla maestosa risalitona di + 100 metri.

Due parole su Spectacular.

Per chi non lo avesse mai visto, si tratta di una risalita pazzesca che parte dalla base di Ciclopico. Sale 100 metri secchi di verticale in ambienti esageratamente grossi. Nelle pareti ci sono diverse cosine da vedere, ma raggiungerle non sarà facile... ci vorrebbero dei razzetti...

In ogni caso, arrivati in cima siamo alla base di un altro salone da cui si possono effettuare tre risalite. Una centrale (10 metri), e due di almeno 25-30 metri: una impostata su faglia, l'altra in un pozzo che sputa uno stillicidio bastardo che bagna comunque. Alla base abbiamo trovato delle ossa di animale, e quindi meriterebbe prima o poi di essere risalita.

Scegliamo quella su faglia sperando sia la più promettente.

Il lavoro é abbastanza laborioso, e ci impegna quasi tutta l'uscita. In ogni caso arriviamo in cima (32 metri completamente verticali), ma in cima la prima brutta sorpresa: una frana sospesa sulle nostre teste obbliga Kraus che faceva sosta in parete a scendere. Buttiamo giù tutto tra cui dei macigni veramente grossi che tranciano buona parte del materiale appeso, tra cui la dinamica nuova.. Riarmato il tutto, si tenta di salire ancora gli ultimi 5 metri, perchè oltre una strettoia verticale si intravede il meandrino che se ne va, e anche tutta l'aria viene risucchiata da lì.

Purtroppo, altri lastroni prossimi a staccarsi dalla parete, implicano altre manovre rocambolesche, e quindi visto l'orario, usciamo alle 5 di domenica mattina.

Rileviamo non più di 50 metri nuovi.

Il prossimo week vorremmo risalire l'altra via attiva laterale a Spectacular….

massimo

sabato 12 giugno 2010

Report 28/02/10

 

Luogo: Riviera lago d’iseo
Partecipanti: Edo, Fabio,Giuliano, Matte, Kraus, Livio
Obbiettivo: Ricerca sorgenti

In vista del tracciamento acque previsto per quest’anno siamo andati alla  ricerca delle sorgenti che in teoria potrebbero essere gli emissari del sistema carsico dove si sviluppa l’abisso Bueno fonteno.
Purtroppo non avevamo ancora disponibile il conducimetro per cui la raccolta dati si è limitata alla localizzazione, aquisizione del punto e traccia di avvicinamento con GPS, fotografie , rilevazione della temperatura dell’acqua in uscita  e valutazione sommaria della portata.
La ricerca è stata fatta consultando le carte tecniche regionali alle quali erano state aggiunte le posizioni delle sorgenti  scaricate dai CD forniti dalla regione.
Queste posizioni non si sono rivelate molto attendibili. In alcuni casi corrispondevano,in altri non risultava traccia della sorgente al punto indicato.

Battuta sorgenti feb 2010

Inoltre abbiamo tenuto conto delle seguenti regole scaturite dalle valutazioni fate a tavolino considerando le conoscenze in nostro possesso.
•    Ricerca di sorgenti con portate congruenti con quelle normalmente presenti in grotta . In questo periodo caratterizzato da frequenti precipitazioni e scioglimento delle nevi presenti a quote superiori ai 1000 metri , le portate di Bueno sono sicuramente elevate. Questa considerazione ci ha portati ad escludere tutte le piccole sorgenti captate da privati , le cui portate non rientrano sicuramente nei parametri sopraccitati. Perciò ci siamo concentrati sulle sorgenti captate dai consorzi pubblici che normalmente garantiscono portate minime sufficienti a coprire il costo della captazione.
•    Esclusione dalla ricerca di tutte le sorgenti poste ad una quota altimetrica sul livello del mare superiore a quella dei fondi di Bueno che si trovano a 320 metri altimetrici. Considerando eventuali errori di rilievo abbiamo deciso di introdurre un margine di tolleranza a questa quota che è stata portata a 350 metri.

Abbiamo iniziato dalla captazione nella zona della punta del Tuff . Questa captazione è sfruttata dal comune di Parzanica che convoglia le sue acque tramite una tubazione di circa treceP1012092nto mm di diametro nella località …….. lungo la sponda del lago e da qui le pompa su fino sopra il centro del paese. Abbiamo individuato agevolmente la captazione seguendo il tubo che dalla sponda del lago sale nel bosco. La sorgente risulta protetta con  la consueta costruzione in cemento chiusa con lucchetto. Ieri dalla tubazione di troppo pieno che scarica all’esterno fuoriusciva una portata di circa un litro al secondo che ci ha consentito di misurare la sua temperatura che risultava di 10.4° Per la posa dei captori durante le fasi del tracciamento sarà necessario accedere all’interno dell’acquedotto quindi dovremo richiedere la chiave di accesso al comune di Parzanica.

 

P1012096

La ricerca è proseguita nel comune di Tavernola con l’individuazione di quasi tutte le sorgenti indicate in mappa più una che non risultava. Un paio di queste risultano interessanti, la portata del troppo pieno è stata valutata intorno ai dieci litri al secondo per entrambe.
La prima si trova ad una quota di 330mt quindi troppo alta mentre la seconda si trova a 250mt di quota  e possiede tutti i requisiti per rientrare nel gruppo di sorgenti da monitorare.
Anche qui le temperature hanno dato valori sui 10.4 Gradi. L’accesso alle captazioni stranamente è privo di impedimenti salvo l’avvicinamento alla seconda sorgente che va fatto superando un cancello che da accesso ad un fondo privato. Sara necessario ottenere l’autorizzazione al transito dai proprietari.

 

 

Per finire abbiamo fatto una battuta a Predore dove abbiamo rintracciato una sorgente con caratteristiche adeguate.
Abbiamo trovato il Rino in regime di piena e puntualmente è nata  in me la voglia di raggiungere la sua mitica sorgente situata in un punto che malgrado alcuni tentativi fatti negli anni scorsi mi era sempre rimasta celata.sorgente Rino
Individuato un passaggio che non avevo mai tentato ho lasciato ad aspettarmi Livio e Giuliano e mi sono avventurato in passaggi che durante la stagione estiva sono impossibili da superare a causa dei rovi. Finalmente ho raggiunto la sorgente che con mia sorpresa e diversamente di come mi era stata descritta esce da una pozza posta alla base di una cascata in secca. L’acqua sembra filtrare dal fondo della pozza ed ha un colore verde-blu opalescente.

 

Per concludere il lavoro rimane da visionare le sorgenti di Viadanica e della valle del Guerna nonché alcune sorgenti minori della valle cavallina.

 

Kraus

martedì 8 giugno 2010

Esplorazione 6/06/10

 

 

Siamo: Vez, Grip, Kraus, Corrado, Massimo (+ Lisa a Fonteno)

Luogo: Abisso Bueno Fonteno

Destinazione: continuare l'esplorazione nei nuovi rami a monte di Sifonik, cercando di aprire più vie possibili comprese le mitiche "Colonne di Burro".

Sabato sera, dopo una ricca carica di carboidrati (pasta al peperoncino a casa Grip), si entra in Bueno alle 23.00.

La belva ha sempre meno acqua, visto che non piove da un po', e la progressione ora é veramente valida. Ci si gode il percorso in ogni suo angolo finalmente più asciutti del solito, e vista la quantità d'aria che soffia in questi giorni, é ottima cosa.

In meno di tre ore arriviamo al bivio dove ci si divide per motivi operativi: Kraus, Grip e Vez ripartono a rilevare dal Bivio (quello per Gran Rondò), io e Corrado iniziamo le risalite in programma: il primo bivietto nella nuova forra, e poi le Colonne di Burro. L'intermezzo è di esplorare anche la seconda nuova forra trovata la volta scorsa.

Logicamente i programmi in grotta poi cambiano, ed é bello anche per questo.

La prima risalita é breve, circa 7 metri, a cui segue un ramo fossile (Ramo Calletto) di una cinquantina di metri che da forra si trasforma in condotta piana e poi sifone di sabbia ascendente... Bòh!

Fantasie vezzoliane ci fanno poi stravolgere i gruppetti, quindi Corrado passa a rilevare, io, Vez e Grip andiamo nel ramo della volta scorsa ad esplorare la forra. Il duo Vez-Grip parte nella forra a monte e percorre circa un centinaio di metri fino ad arrivare ad un saloncino, con cascatella, minilago e salto di 6 metri da risalire nuovamente in artificiale. Un'aria impressionante, tanta e gelata. Da qui il nome della nuova regione: Ariasanta.

ariasanta

Prima di partire con tutto il materiale, scendiamo anche il lato a valle della forra, che prende buone dimensioni con belle pozze, fino a diventare prima galleria e poi sifone terminale dopo almeno 150 metri di esplorato. Il sifone é da rivedere, e lungo il percorso tralasciamo un ramo affluente attivo, cunicolo percorribile ma con acqua, da vedere la volta prossima. Torniamo alla risalita: Vez fa sicura e salgo. Ovviamente la forra riparte, ma su due livelli sovrapposti: quello bastardoinfernalestrettoebagnato lo prendo io per sbaglio, mentre nel pavimento superiore Kraus e Corrado corrono urlando... Ne rileviamo oltre duecento metri, fermandoci dopo vari arrampicamenti davanti ad un muro di stalattiti di grosse dimensioni, che occupano per almeno 5 metri interamente la condotta... Dall'ignoto arriva un'aria che in Bueno non abbiamo mai avvertito così violenta. Nonostante il lavoraccio, sarebbe da spaccare il giusto e passare... 

L'orario, pur essendo entrati in notturna, si fa tiranno, e quindi verso le 11 di domenica mattina si decide di rientrare: il percorso si è decisamente allungato, e ci vorranno oltre 4 ore.

In totale portiamo a casa altri 500 metri di rilevato, più i 150 della forra a valle ancora da misurare. E le Colonne di Burro ancora da risalire! (c'é una bella condotta attiva lassù...).

Questa nuova "regione" di Bueno, si rivela molto interessante perchè si dirige all'inteno del settore della Bressana e della Foppella (i relativi ingressi di tre grotte sono proprio nelle vicinanze, ma qualche centinaio di metri sopra). Sarebbe nostra intenzione organizzare il campo base interno per cercare di fare uscite prolungate, 2-3 notti, ed esplorare molto di più. Nelle prossime uscite perfezioneremo con corde e passamani anche tutto il percorso nel primo tratto di Sifonik, attualmente parecchio fastidioso ed pericoloso.

Le forre nuove invece sono strette e molto alte, con pareti alquanto friabili, visto che ci si trova nel Calcare di Moltrasio. Ma lungo i rami attivi la roccia é sempre molto valida.  In genere hanno livelli sovrapposti, che poi diventano indipendenti, e quindi sono da guardare sia in basso che a soffitto. A sequenze regolari quasi, ci sono poi incroci perpendicolari con vie fossili (direz. SW), antichi relitti di piani freatici che in caso di percorribilità fanno entrare velocemente dentro la montagna, regalando metri e metri.

Di fatto Bueno supera i 17 km e si lancia verso il prossimo 18°.

Olè!

massimo

giovedì 3 giugno 2010

Report 30-06-10

 

Novità ramo Sifonik

Partecipanti: Conte, Kraus, Davide e Massimo.

Destinazione: effettuare la risalita nella finestra con attivo al bivio prima del tratto impestato che porta al salone di Gran Rondo'.

Avendo poco tempo a disposizione, entriamo alle 9 cercando di farla con un ritmo sostenuto. Bueno ha un regime idrico molto tranquillo e quindi anche il tratto di Sifonik non é bagnato come normalmente é. Anche il sifone lo passiamo quasi senza bagnarci. In ogni caso, in un'ora e quaranta... dico UNORAEQUARANTA siamo al bivio... sudaticci...

La risalita se la pappa il Conte, che tra schizzi di cascata e pezzi di parete frananti, riesce in tranquillità ad arrivare in cima (circa una decina di metri). La prosecuzione c'é, ma dopo una ventina di metri la volta abbassa e si può proseguire solo con muta in ambienti comunque non larghi...

Delusi e incazzatielli, ci dirigiamo nel secondo punto interrogativo del luogo, cioè un salone fossile con risalita iniziata qualche anno fa da chi aveva scoperto il ramo, lasciata lì perchè probabilmente giudicata stretta in alto.

Il salone é fossile, ampio e asciutto con tutto lo spazio per un eventuale prossimo campo base. In alto, a meno di 20 metri si intravede la prosecuzione che sembra stretta, ma anche alta. Conte mi passa la mano e arrivo in cima abbastanza agevolmente ma....  c'è un forrone! Inizialmente non largo, ma molto alto e con molta aria.

 

Francesco

  

Bueno riparte... e la direzione sembra buona per avvicinarci al settore della Bressana, totalmente sconosciuto.

Tra saliscendi lungo la forra per trovare il passaggio più agevole, percorriamo circa duecento metri in salita, individuando due bivi intersecanti. Ad un certo punto, dopo un importante tratto "fagliato" in cui si cammina, si arriva in una grossa forra e poi sotto una corda penzolante... giunzione con la parte terminale del Meandro Francesco, (zona Gran Rondò).

La cosa é positiva, perchè sistemando meglio la via, si può arrivare lassù meno stressati rispetto alla via che facevamo prima.

Ricordo che a Gran Rondò ci sono parecchie diramazioni ancora da esplorare...

Ma la cosa bella é che in pratica abbiamo trovato un livello nuovo di questa grande forra, che presenta almeno tre livelli, e che hanno tutti direzioni diverse e ancora da esplorare bene (quello intermedio, percorso da me un anno fa per una cinquantina di metri e continuava, non l'abbiamo trovato...).

L'ora tardissima ci fa ritornare indietro (volevamo uscire verso le 20 ed erano circa le 18... Ma la tentazione é forte, e mentre con Davide inizio a rilevare a ritroso, Kraus e Conte si infilano in un bivio, ne trovano un altro e, a soffitto, entrano in una condotta fossile. Bella, forzata, concrezionatissima e con la sabbietta fossile sul fondo. Si prosegue per 80 metri a gattoni ma é larga e se ne va via dritta con forte vento...

Ad un certo punto sentiamo urlare: Quadrivioooo!!!!

La condotta interseca una nuova forra con attivo alla base....

Mi fermerei qua.

Torniamo indietro a malincuore, lasciando vie da esplorare: la forra inesplorata è stata percorsa sia a monte che a valle per almeno 50 metri ciascuna e ferme su prosecuzione...

Nella forra principale c'é ancora un bivio fossile in arrivo da vedere e anche i livelli più bassi.

Nemmeno il rilievo riusciamo a finire, ma intanto 200 metri li portiamo fuori, e ne mancano almeno altrettanti.

Max