lunedì 22 novembre 2010

Report 21-11-10

 

 

Nonostante il week end da arca di noè, siamo riusciti a fare ugualmente un po' di attività.

Tralasciato l'intento di andare a fare un traverso a Ciclopico per ovvi motivi di "marea", assieme al mitico Grip, abbiamo deciso di dedicare il sabato alla Grotta presso la Bressana, e la domenica alla Foppella.

Un plauso per prima cosa ai forsennati (Livio, Giampi e Giorgio) che hanno fatto il giro dei captori domenica.

Altra data da ricordare perchè il Corra ha portato Bigoni in Bueno (direi che ha scelto la giornata ideale...)... a lui lascio il racconto.

Ma veniamo alle nostre due grotticelle.

Per quel che riguarda la dolina sfondata dopo la Bressana, direi che possiamo metterci una pietra quasi definitivamente sopra. Abbiamo scavato un bel po', spostato massi, ma nulla di nuovo. Solo una piccola prosecuzione sotto frana mobile, che comunque non porta che ad altri massi e massi.

L'uscita alla Foppella invece si é rivelata molto più interessante, a parte il diluvio sia fuori che dentro.

La cavità era una delle note a catasto, e ultimamente l'aveva vista Livio con Elisa (rilevata): proprio loro avevano segnalato che sotto la spazzatura... (...) il meandro sembrava proseguire.

Infatti così è. Dopo il pozzetto iniziale di circa 5 metri, si atterra sulla spazzatura (ferri, bidoni, scarpe, giocattoli, filospinato, lattine, ossa, vetri...), ma comunque si è dentro una bella forretta con rigagnolo (quindi acqua inquinante). La grotta butta una flebile corrente d'aria calda.

Superata la merda, si arriva nel punto più basso davanti ad una strettoia.

Lo stoico Grip, nonostante la doccia totale, si è sparato due ore di estrazione macigni, finendo coni piedi su zona vuota e con i massi che andavano giù, anche se non si può dire quanto. Sempre nella stessa strettoia, c'è una parte superiore dove già si passa e si intravede qualche metro buono.

Val la pena approfondire il discorso, ma sarebbe bello prima organizzare una bella giornata di pulizia, magari con l'aiuto della protezione civile e altre squadre di Fonteno o vicini.

La cosa è importante, perchè comunque è un ingresso che potrebbe inquinare seriamente le acque di tutto il sistema, e anche perchè potrebbe tranquillamente collegare al mostro.

Prima di tornare a casa, raccogliamo la preziosa informazione da un pastore locale, di una nuova voragine apertasi in zone alte, grossa come una porta: sprofondamento di terra e poi spaccatura nella roccia che va giù....

massimo

venerdì 19 novembre 2010

Report 17/11/10

 

Località: area carsica del Sebino occidentale

Obbiettivo: Giro raccolta captori

Partecipanti: Kraus, Edo, davide

Mercoledi pomeriggio abbiamo fatto il giro di sostituzione dei captori posizionati nelle ipotetiche risorgenze del complesso di Bueno Fonteno.

Inizio con il dire che anziché le tre ore preventivate l’operazione è durata oltre le cinque ore nonostante fossimo in tre. Eravamo organizzati nel seguente modo: Edo si occupava della sostituzione e confezionamento dei captori, io eseguivo i rilievi strumentali e la loro registrazione cartacea e Davide documentava il tutto con riprese fotografiche e video.

ACQUA SPARSA 17-11-10Captori 038

Per evitare qualsiasi contaminazione i captori sono stati maneggiati da una sola persona che dopo averli strizzati dall’acqua li riponeva in un foglio d’alluminio ripiegato più volte per proteggerli dalla luce. Quindi il cartoccio andava sistemato singolarmente in una busta di plastica con annotati il n° del campione, il nome del fiume ,sorgente e data. Ad ogni cambio sono stati usati guanti in lattice nuovi.

A causa delle abbondanti piogge dei giorni precedente la portata idrica di fiumi e sorgenti era in condizione di piena, situazione che ha creato non pochi problemi. Il captore del fiume Guerna è stata buttato in secca dai flutti , quelli dei torrenti ( Rino di Tavernola e Rino di predore) sono spariti strappati dalla violenza dell’acqua compreso il cordino di ancoraggio, mentre quello situato nel torrente dell’ Acquasparsa non era raggiungibile perché situato sotto una spettacolare cascata. Bisognerà studiare una soluzione che consenta di proteggerli e recuperarli in condizioni critiche.

SORG ROGGINO TAVERNOLA 17-11-10Captori 089

Abbiamo comunque riposizionato tutto il materiale mancante sperando che nei prossimi giorni le condizioni meteo non provochino altre piene con conseguenze analoghe.

Al momento non abbiamo notato nessuna colorazione anormale delle acque sottoposte a controllo. Tutte presentavano un certo grado di torbidità dovuto alla piena salvo la sorgente del Roggino a Bianica e la sorgente del Tufo che risultavano limpide alla vista.

Ho valutato ad occhio che la risorgenza del Rino emetteva sui 500 litri al secondo mentre l’Acquasparsa circa 2 metri cubi al secondo. Lo spettacolo offerto alla luce dei nostri faretti era impressionante……..

 

Kraus

giovedì 18 novembre 2010

Immissione tracciante 14/11/10

 

Operazione ramo principale conclusa ! O meglio, iniziata !!!

Ieri la squadra composta da me, Livio, Elena, Conte, Luca (speleo-sub) e Daniele in tarda mattinata, dopo qualche incertezza dovuta alla mancanza delle chiavi del cancello…acc… e della dimenticanza a casa della Materia prima (TINO) …ri-acc…. Si dirigeva con ampie falcate, sotto un cielo grigio che nulla di buono faceva presagire, verso l’imbocco del Gigante Bueno.

In men che non si dica gli impavidi giovani si portano in quel di ciclopico, accolti dagli spruzzi festanti della balena (leggi intenso stillicidio). Decidono così che il posto sembra buono per eseguire le riprese dell’evento che è destinato a scrivere una pagina della storia della speleologia…Sì ragazzi, se non mi ferma nessuno io parto per la tangente…

Preparavano dunque l’armamentario costituito da:

- Un bidoncino stagno utilizzato a mo’ di contenitore per mescolare la pozione magica

- Un bastone secco prelevato dall’esterno

- Un sacchetto di PE che conteneva un altro sacchetto di carta, che conteneva un altro sacchetto di PE, che al mercato mio padre comprò…

- Una mascherina…ma dov’è la mascherina… acc… la terza cosa che ci siamo dimenticati è la mascherina…Va beh, la pancera di lana avvolta bene può sopperire.

- Una telecamera

Iniziano così le prime due – tre mescolate della pozione magica e subito si accorgono che i 3 kg in quel modo sarebbero durati anni… Decidono dunque di svuotare il TINO nel sacchetto di PE e di fare un piccolo foro a questo, lasciando defluire la polvere magica in prossimità di una cascatella, stile clessidra. In quel punto infatti l’acqua, con i naturali turbinii, fungeva da agitatore naturale…ciò nonostante il ns Davide procedeva all’ulteriore dispersione nella vaschetta agitando il bastone all’uopo introdotto. Fu così che in un’ora e mezza tutto il contenuto veniva rilasciato nelle acque del ramo principale trasformandolo in un fiume di latte…mancava solo il caffè per fare un cappuccino…la schiumina era proprio come quella del bar.

Presi da intensi sensi di colpa, prurito ovunque, allucinazioni, e stupore per il fatto che a luci spente risultavamo fluorescenti …DAI SCHERZO !!! …restano buoni solo i sensi di colpa…la squadra si dirigeva verso il percorso inverso, ammirando le chiare, fresche dolci acque…a monte dello sversamento…e in poco tempo riconquistavano l’uscita che, per fortuna risultava interessata da pioggia = aumento della portata = lavaggio della forra.

Siamo tutti convinti di avere fatto qualcosa di utile che darà i suoi risultati dopo l’analisi dei captori che periodicamente verranno prelevati nelle sorgenti, anche se è stata sicuramente di impatto la scena vista e un po’ romanzata nella mia descrizione. Attendiamo trepidanti i risultati…

Un grazie a tutta la squadra che ha proceduto con tempismo esemplare…ed agli amici che sono entrati dopo di noi (corsisti del Lovere) che poi non abbiamo incontrato sulla via del ritorno…Spero si siano divertiti in Bueno e abbiano apprezzato la Bestia.

Paolo Trezza

lunedì 15 novembre 2010

Tracciamento 14/11/10

Il weekend del 13-14 novembre 2010, è la data storica. Mentre Livio, Bobo e Silvano sostituivano i captori alle sorgenti per determinare il cosiddetto "bianco", la prima squadra destinata, si apprestava ad entrare.
Obbiettivo? IMMISSIONE TRACCIANTE!

Solita squadretta ben nutrita: Fabio, Matte, Massimo, Corrado, Vez, Marzia Sassi e il neocorsista Massimo Brega.
Oltre all'immissione, era in programma un servizio fotografico.

Bueno si presentava con una buona circolazione idrica, non esagerata, ma quanto basta per "trapanare" le orecchie per tutto il tragitto.

La prima tappa é il Lago Portorotondo, le cui acque si immettono nel ramo principale di Hydrospeed, passando per il Salone Terre di Mezzo.
L'immissione avviene verso le 2 del mattino, e durerà oltre 40 minuti, per effetto della diluizione del Tinopal.
Pazzesco l'effetto contrastato del fantastico lago verde, con il fiume lattiginoso opalescente, con riflessi azzurrognoli che velocemente si allungava verso Terre di Mezzo.
Credo che per tutti noi sia stata un'esperienza emozionante, consci anche del fatto che in ogni caso sarebbe rimasta storica.
Nel giro di un mese, forse, potremmo avere risposta a tanti dei nostri enigmi, e da quel momento in poi probabilmente cambierà la strategia nelle nostre ricerche.
Ha inizio una fase di "tototinopal" e di "tinodance" nel fiume, di qualche socio.
Nell'euforia generale, Massimo scatta foto da paura.

La seconda tappa era l'imbocco del Ramo degli Orsetti, che scarica in Fangùl (altro collettore dell'Abisso alla profondità di 440 metri nella grande condotta de La Carretera).
Il corso d'acqua qua era più modesto, quindi l'operazione di immissione, iniziata alle 03.40, ha richiesto più tempo.
Nel frattempo, Massimo scattava altre foto da paura nel pozzo sottostante, immortalando la grande colata completamente bianca... sembrava latte, panna e polenta messi insieme....

Si esce in tutta tranquillità di primo mattino, con la soddisfazione di aver dato maggior concretezza a quello che é sempre stato lo scopo del Progetto Sebino, cioè lo studio idrogeologico dei sistemi carsici individuati nell'area.
Bello constatare il pieno gradimento da parte di Marzia e Massimo.
E anche il nostro.
Bueno è un universo spettacolare.
Ci stupirà sempre.

massimo

sabato 13 novembre 2010

Report 12/10/10

 

 

Da anni stiamo "curando" il Rino di Predore, nel senso che ci interessa entrare nel sistema che alimenta questo potente fiume carsico, che dovrebbe fare riferimento al Monte Bronzone, Corno Buco, Colle Cambline e Vigolo.

Ma non siamo mai riusciti né a trovare cose facili, né ad approfondire... bè... con Bueno non é semplice dedicarsi ad altro.

Comunque tutta la grande ricerca sul Progetto é partita dal Rino, nel 2005, e quest'anno ci sembra giusto insistere un po'.

Quindi già un mese fa, con Livio e Kraus, sentimmo sotto un massone, alla base di un salto nella valletta, uno strano rumore di vuoto.

La settimana dopo, Edo ed io volevamo scavare... l'acqua usciva da lì ribollendo per oltre un metro e mezzo! Un lagone... un fiumone...

Da qui nasce il nome "La Ribollita"... e inizia il mistero di capire da dove arriva tutta quell'acqua e con tale potenza di pressione....

Sabato pomeriggio, Grip ed io ci si riprova. Il Rino ha parecchia acqua, e si temeva ci fosse ancora la Ribollita.

E invece no!

Campo libero!

Inizia lo scavo dei due forsennati, e in circa due ore, con qualche botto ormai al buio, riusciamo ad affacciarci sul vuoto...

Minchia....

Sotto si sente un pozzo sui 5 metri e un rumore di vascone. Inoltre sembra che se ne vada a galleria....

Inutile dire le fantasticate: decidiamo di non scendere e chiamare tutti per il giorno dopo.

Al distributore domenica mattina siamo: Massimo, Conte, Grip, Lisa, Elena, Sara, Silvano, Matteo, Cristiano e Ennio....

In programma c'era anche da prelevare i campioni d'acqua delle sorgenti per il laboratorio. Ovviamente si decide che se La Ribollita va, le faremo la domenica successiva.

Lo scavo procede senza soste e con svariati danni strutturali da parte dei presenti, finché Silvano scende e ci porta notizie...

Nessuna galleria, nessun condottone che va verso il Bronzone, ma una profonda vasca in cui sarebbe d'uopo fare un'immersione. Speriamo anche che il livello del fiume si abbassi, e che si possa passare senza andare sott'acqua.

Placati gli entusiasmi euforico-carsici, effettuiamo il doveroso campionamento delle acque  del Rino che fuoriescono da parete e poi ci si divide: una squadra prosegue i danni in zona Vigolo, l'altra preleverà i campioni d'acqua dalle sorgenti....

Un buon risultato comunque.

Sicuramente insistendo, troveremo l'ingresso anche per questo grande sistema.

 

Intanto i tracciamenti si fanno sempre più imminenti: ormai siamo quasi pronti……

massimo

sabato 6 novembre 2010

Report 5/11/10

 

Nell'ambito della ricerca svolta dal Progetto Sebino, nell'area carsica omonima, si é in procinto di effettuare i primi storici tracciamenti delle acque, con immissione nell'Abisso Bueno Fonteno.
Il monitoraggio delle sorgenti avrà inizio questo week end e quindi ultimamente tutte le emergenze sono sotto controllo.
Pur non piovendo da oltre cinque giorni, il regime idrico generale è piuttosto elevato, segno che mentre eravamo tutti a Casola nel resto d'Italia ha piovuto veramente tanto...
Oggi erano in programma due follie acquatiche: effettuare un'immersione in una profonda vasca (La Ribollita), trovata in una valletta dopo scavi rabdomantici alla ricerca del Torrente Rino di Predore. E l'altra, di Alex Rinaldi (SC Cai Romano di Lombardia), di svuotare un sifone di una risorgenza con una pompa a scoppio sempre a Predore. Tentativo ahimè fallito già nell'inverno 2005-2006 dal GS Valle Imagna, ma Alex ultimamente era già riuscito a passare un po' di là, raccontando di "un po' di stretto, ma poi di forse largo"...

P1012136

Nonostante l'invito accolto da Luca Pedrali e Davide Corengia del GG Milano al tuffo ne La Ribollita, tutto fallisce a causa dell'enorme portata del torrentazzo che fuoriusciva in valle risalendo un camino in verticale per oltre dieci metri misurati! Acqua torbida e una strettoia verticale a metà avrebbero reso il tutto troppo rischioso. Con le lacrime agli occhi (di gioia degli speleosub nell'aver visto tale ben diddìo), mescoliamo le carte estraendo il jolly della giornata.
Ci ricordiamo di una bella condotta con acqua vista l'anno precedente che si spera ci faccia chiudere degnamente la giornata.
Siamo in parecchi ad aspettare Luca e Davide che si immergono, e spariscono per oltre mezz'ora...
A ritorno, con telecamera gonfia di un filmato che rimarrà storico, raccontano cose che ci fanno inevitabilmente stappare una bella bottiglia di vino.
Sifone spaziale, bianco, condotta freatica con scallops che si allarga e prosegue spinnando agevolmente per circa 150-180 metri (max disl. -4,3 m). Bianca!
Lungo il percorso numerosi bivii subacquei preannunciano esplorazioni diramate.
E sempre lungo il percorso riemergono più volte trovando spazi aerei e una galleria spaziosa in partenza verso l'alto...
Alla fine del sifone riemergono di fronte ad una bella condotta (con bivio da dove arriva il fiume) che più avanti fa intravedere una frana, e al di là.... NERO!!!!!!
...e considerando che se questo era il ripiego della giornata.... a battesimo sarà "La Ripiegata".
Emozione ed euforia ai massimi livelli, mi piacerebbe sapere cosa passava per la mente dei due miticoni mentre tornavano indietro.
Per ora questo primo "toccate e fuga".

massimo

mercoledì 29 settembre 2010

Report 27/09/10

 

 

Durante il week end, nonostante le potenti pioggie del venerdì, siamo riusciti ad effettuare l'uscita di prelievo campioni.

L'abisso era bello pieno d'acqua, ma già quando siamo entrati l'ondata cattiva se ne era già passata.

In ogni caso la situazione idrica era molto attiva, tant'è vero che il ramo Fangùl, considerato pseudofossile nel tratto escluso il fondo, prende connotazione di ramo comunque attivo.

Purtroppo é saltata l'organizzazione della squadra domenicale. Peccato, speriamo che anche raccogliendo i campioni in un secondo tempo, i risultati delle analisi siano comunque interpretabili per tante valutazioni.

E nonostante i flaconi fossero in vetro, l'unico rotto rimane ancora il mio al distributore, nel far vedere a Silvano che se sbattuto sul parafango della macchina avrebbe resistito...

Un po' di complimenti non guastano mai: un "grandi" a tutti. Kraus, Vez, Laura, Silvano, Daniele, Fabio, Davide.

Parlo per la squadra "fangulisti".

Avevo promesso un giro nell'amato silenzio, visto che Fangul si é sempre presentato come silenzioso, bello ma faticoso. Molte vasche da superare in arrampicata, bei pozzoni e tanto fango sulle pareti, che rendono la progressione in forra molto instabile.

E poi a - 430 la condottona di fondo che arriva a -463 m.

Ieri il Ramo degli Orsetti rovesciava una corposa quantità d'acqua in Fangùl, rendendo il ramo attivissimo e rumoroso. Come dicevo tutto molto bello, ma i passaggi erano bagnati e i pozzi sotto cascata infracidante.

Il misterioso fiume della Carretera, uno dei collettori principali di Bueno, era veramente violento, e a soffitto della condotta 3x5 m c'erano i segni schiumosi di una piena imponente.

Il ramo è faticoso e mi fa piacere l'abbiano visto anche Fabio e Daniele.

Merita visitarlo prima o poi, ma bisogna mettere in conto che é abbastanza estenuante, soprattutto in caso di poco allenamento.

In definitiva ci siamo stati circa 22 ore, tra prelievi, riprese e tuffi.

massimo

lunedì 20 settembre 2010

Report 13/09/10

 

 

Questa domenica Kraus, Livio ed io abbiamo iniziato a fare le misurazioni relativamente al lavoro prossimo di tracciamento acque.

Abbiamo misurato la sorgente del Rino di Predore, quella di Tavernola, le due sorgenti captate di Tavernola (Milesi e Rosina a Bianica), la Punta del Tufo di Parzanica, e l'Acquasparsa di Grone.

Due captori sono stati immessi nelle acque del Guerna e del Rino di Tavernola, per monitorare il "negativo" fino a fine mese.

Ne é uscita una bella tabella, ricca di informazioni: i conduttimetri acquistati sono delle belle macchinette...

Tra le varie notizie positive c'é che in zona Rino di Predore, in una vasca asciutta della valle, sotto il pavimento da cui sbocca il fiume nelle piene, si sente un eco potente ed esce aria dai massi.... sotto c'é qualcosa di grosso!!!

E poi, la condotta dell'acquedotto più grosso (sorgente Milesi), a Tavernola, é percorribile quasi in piedi (con muta). Ne arriva un bel fiumetto, e sembra che continui per un bel po'...

Andremo in tutte e due!

massimo

giovedì 16 settembre 2010

Report 7-09-10

 

Attività del week end, molto fervida e particolare.

Al sabato sera verso le 22 entriamo Grip, Kraus ed io con l'intento di proseguire la risalita artificiale nel camino Binocolo, ormai prossimo all'esterno.

La domenica mattina, a ore 8.30, Edo, i mitici Mena Brothers, Conte e Giorgio, dovevano effettuare un contatto mediante l'utilizzo di Arva sul prato soprastante.

All'interno, visto l'ingresso in prima serata, ce la prendiamo tranquilla, rilevando una tratto di faglia lasciato le volte scorse. Poi arriviamo a Binocolo dopo aver visionato per bene tutto il ramo con il potente nuovo impianto luce modificato da Kraus. Nel tratto rilevato c'é un caminazzo con cascata a 20 mt e in alto una evidente condotta da cui esce l'acqua.

Prima dell'ultima forretta, in piena fagliona, un enorme ambiente da raggiungere con traverso, aspetta di essere esplorato. Sembra ci siano veramente cose grosse là dentro.

Binocolo era stato risalito la volta scorsa per 22 metri fino ad un terrazzino su cui sosteranno Kraus e Grip (opportunamente muniti di telo termico e fornelletto per "theare a raffica".

Non c'è acqua e la parete é bellissima. Direi che lo risalgo con un buon ritmo. Ormai é da tempo che si risale, a Estigazzi abbiamo risalito 250 metri di verticali, e quindi siamo sempre più allenati. Questa seconda parte misura altri 22 metri, e ne sale ancora 3, quindi il pozzo risalito in totale é un P47.

In cima una colata di concrezione blocca tutto, tranne una condottina bastarda impestata da disostruire con gambe nel vuoto. Qualche metro, una saletta e ancora strettoia che sale verso l'alto con molta aria.

Quindi, con questa strettoia da sfasciare, è sfumata l'idea di uscire da Bueno da un nuovo ingresso.

Alle 07.45 del mattino, piazziamo l'Arva in cima a Binocolo e aspettiamo fino alle 9.30, sperando che l'impulso sia sentito dagli amici fuori.

E' una cosa emozionante pensare di essere sentiti dall'esterno... loro potevano essere a pochi metri sopra di noi...

Ma non avremmo potuto saperlo se non da loro.

Rileviamo il tutto e rassettiamo il materiale lasciandolo in loco perchè bisogna ancora risalire o traversare per vedere altre due non vie non grosse a metà pozzo.

Nel ritorno, arrivati a Ciclopico, Kraus illumina una megaforra fossile mai vista a circa 70-80 metri dalla base, ma facilmente raggiungibile dall'inizio del Ramo Estigazzi.

Ci ripromettiamo di farla a breve... é veramente troppo enorme... gigantesca...

Sempre sulla parete di fronte, ci sono ben tre meandri fossili da raggiungere con traverso abbastanza facile di una quindicina di metri.

E prima di Fonteno Beach arrampichiamo in forra visionando un condottone a soffitto mai percorso...

Eccheccacchio... ma c'é un casino di roba da vedere dovunque!!!

In uscita, 18 ore dopo, incontriamo la squadra esterna che stava devastando l'ingresso individuato 10 giorni fa.

Il solito devasto di Progetto, con costruzione di muretto modello Ziqqurat... Il lavoro é da continuare, perché c'è una buona aria.

Notiziona: ci hanno sentito!!!!!  Spettacolo!

Ora sappiamo esattamente sotto quale albero si celi la cima di Binocolo....

E anche che é bello ritrovarsi in un bel numero a portare avanti "i danni" a Fonteno.

Bueno supera il mezzo km di profondità con ben 514 metri di dislivello totale (-463 m; +51m)

Non male.

massimo

mercoledì 15 settembre 2010

Attività 30-08-10

 

 

Sabato abbiamo ripiegato andando a continuare la disostruzione di un ingressino proprio sopra Bueno. Segnalo infatti che lungo le pareti sopra il parcheggino della valletta, abbiamo ben tre-cinque ingressini validi da lavorare: questo perchè l'ultimo ramo scoperto in risalita (Estigazzi e Binocolo), é lì vicino a poche decine di metri. . Uno, che si presenta come meandrone con pozzetto soprastante, è risultato di fatiche di Giorgio e Giacomo, che in settimana hanno devastato una parete. Bisogna disostruire, ma l'ingresso é evidente.

Sabato, Grip, io, Pierino e Kraus ci siamo incapponiti su "Ripiego", un cunicolo con una buona corrente d'aria fredda in uscita.

Solito lavoraccio disostruttivo.  Risultato: dopo un metro, a dx c'è un meandro che prosegue non largo per 5 metri, e poi si vede che prosegue. Il fondo in terra è facilmente asportabile. Mezzo metro in avanti, a sx, dopo un angolo da devastare, "pare" che inizi un qualcosa di concreto. Il passaggio si allarga, l'ambiente sembra transitabile e prosegue nel nulla... Considerata l'aria, credo che ci regalerà un probabile nuovo ingresso. Gli altri bucherozzoli sparsi, aspettano ancora di essere presi in considerazione.

Domenica mattina l'appuntamento con la squadra della Rai, per fare riprese e servizio in grotta. Eravamo in 15 (spettacolo!), e non vi dico i numeri. Il reporter mi aveva detto che erano attrezzatissimi... e naturalmente si sono presentati in jeans, maglietta e scarpine da ginnastica senza ricambio. E con una telecamera in Beta lunga quasi un metro...

Alla fine siamo riusciti a vestirli e a portare dentro i tre sciagurati, con calate non scolastiche lungo i due pozzettini iniziali. Tutto si è svolto molto bene (sembrava un'esercitazione di soccorso...), e nel primo pomeriggio siamo usciti in una clima decisamente allegro.

Una buona esperienza e grandi tutti.

massimo

giovedì 26 agosto 2010

Esplorazione 23/08/10

 

Sabato sera siamo entrati in Bueno a mezzanotte: Siro, Daniele, Fabio , Max

Destination: camino Binocolo, alla fine del nuovo Ramo Estigazzi, che sale da Ciclopico per oltre 220 metri di dislivello ed é prossimo ad uscire nel prato.....

Prima di tutto segnalo che l'ondata di piena dovuta ai temporali del week scorso, ha lasciato i suoi segni. Bueno era comunque ben attivo dopo 5 giorni, e i segni erano di quasi 80 cm di innalzamento rispetto alla media. La pozza prima del P55 era piena di massi e i tubi intasati, tanto che scaricava naturalmente. Ripristinata, arriviamo poi al P25 dove constatiamo che il grosso tubo messo da Corrado é stato totalmente divelto, a parte i primi 5 metri, che ora scaricano dove non dovrebbero. Sul fondo, frattaglie di tubo ormai irrecuperabili... sarà da rifare tenendone conto.

A Ciclopico sostituiamo la corda del primo tiro, e lo frazioniamo, in modo da rendere la salita meno stancante.

Con calma arriviamo a Binocolo, anche perchè il ramo era abbastanza bagnato, e la forretta terminale con i sacchi sembrava interminabile (140 mt!).

Inizio la risalita puntando il primo camino di sx da dove sbuca il ruscello. I gradoni mi permettono di guadagnare facilmente metri. Nel frattempo Fabio raccoglie campioni di fauna "nuova" alternandosi nella sicura con i mitici Donda, iperpreparati a sopportare freddo e acqua.

L'uscita dell'acqua é strettissima, e pochi metri più in alto il meandrino sembra proprio stretto. Decido così di proseguire verso l'altro camino parallelo, e guadagno circa 25 metri, arrivando su un terrazzino. La valutazione dal basso era ovviamente sbagliata, il P30 ipotizzato sarà anche un 45, e quindi ne mancano almeno 20 o 25 ancora. Ma la parete é bellissima, e credo che alla prossima arriveremo in cima, dove si vede soffitto e accenno di condotta.

Purtroppo ci perseguita la "maledizione delle dinamiche", e un grosso masso ci trancia anche questa...

Verso le 09.00 della mattina cominciamo a rassettare, sistemando l'armo e il disarmo del primo tratto artificiale, e lasciamo in loco materiale per la prossima volta.

Usciamo alle 12.30 di domenica.

Come già detto, con questa risalita superiamo i 500 metri di dislivello, e la cosa é buona. E oltre alla possibilità di sbucare all'esterno con un nuovo ingresso, potrebbe ancora salire all'interno del massiccio, e regalare così ulteriore dislivello.

Il ramo Estigazzi ha ancora molte possibilità esplorative: oltre a Binocolo, e un cunicolo da bottare in fondo (visto da Kraus e Grip) e che ieri buttava acqua, c'é un bivio sopra il primo P35 ancora da rilevare e che sale molto in frattura. C'é un caminazzo con due finestre di cui una attiva, e a ritorno,  ho individuato ancora un'ambientone enorme su faglia che sale a dismisura, con ruscellamento. Sempre nella stessa zona, c'é un finestrone che aspetta di essere raggiunto con traverso, e oltre si vede nero.

Nella zona di Ciclopico invece, all'altezza del bivio aereo per Spectacular (il ramo che va a + 130 dalla base), con un traverso di 15 metri si può raggiungere un altro bel meandro in parete fossile, e una ventina di metri più in là ce n'é un altro ancora....

Max

Esplorazione 25/07/10

 

Vi racconto i danni di questo ultimo week end.

Ovviamente destinazione: Bueno.

La squadra é nutrita: Massimo, Grip, Corrado, Vez, Fabio, Giorgio e Cristina.

Si entra un po' tarduccio, dopo le 23 di sabato, con l'idea di risalire il camino nel ramo Resistenza iniziato qualche anno fa da Mauri e Matte. Da Ciclopico si risale un trenta metri fino ad un traverso in parete e si va a sx. Qui, un po' più in alto, inizia il meandro attivo (durante le piene fa paura...) che terminava sotto un grosso camino non risalito.

Nel frattempo Vez e Corrado avrebbero sistemato la situazione "tubi" su Fonteno Beach, il P.25, e all'inizio di Sifonik.

Il caminazzo non é male, un po' bagnatino, e in un primo momento lo valutiamo rapido e di poco superiore ai 15 metri. In realtà la risalita si é rivelata molto più lunga, circa 35 metri, e quindi anche come tempi tutto si é allungato un po'. Quello che c'era sopra, e la dinamica del lavoro, ha fatto nascere da sè il nome del nuovo ramo: ESTIGAZZI.

Il camino é grosso e bagnato. Sopra si accede ad un grosso bivio su faglia, con a dx un altro camino-sala da almeno 30 metri, con cascatella e due possibili vie.Alla base, concrezionata a vaschette, un meandrino stretto ma che prosegue, aspetta ancora esploratori.

Proseguiamo in un tratto che a vedere il pavimento, sembra il letto di un fiume cattivo: pulitissimo e levigatissimo, fino ad arrivare ad un nuovo cambiamento verticale: paretone alte e strette, ma con fiumetto gocciolante da tutte le parti. Lo arrampichiamo per circa 70 metri e per un dislivello di almeno una quarantina.

Sempre sotto una bella doccia e un'aria fotonica gelante, arriviamo sotto una verticale di 5/7 metri, sopra la quale si vede chiaramente un bel condottone tipo Sempredritto. Il soffitto della faglia sembra prossimo, e quindi la prospettiva di una bella camminata sembra sempre più reale. L'esterno é a circa 60 metri più in alto...

La cosa pazzesca é che dal lato opposto c'è un altro squarcio tra le pareti, che andrà su per ulteriori 50 metri... incredibile. Ma quando le faremo tutte 'ste vie? E poi: ma dove andranno?

ESTIGAZZI!!!!   

Nonostante il freddo, assieme a Grip e Fabio, rileviamo tutto il tratto nuovo, e nuovamente quello vecchio, sistemando alcune imperfezioni nei dati.

Usciamo verso le 15 di domenica, apprezzando l'opera di ingegneria idraulica fatta dai due prodi "tubisti".

Bueno era poco bagnato, ma noi sì. In uscita, con un bel sole, un'anguria gelata dall'aria dell'ingresso ha ben concluso il festino di questo week end.

Un bel plauso a tutti. Per i lavori effettuati (anche raccolta fauna), e per la pazienza dimostrata aspettando ore e ore al freddo.

...tempi da risalita, purtroppo...

...chiaramente il prossimo week si continua....

massimo

Report 20/06/10

 


Luogo: Abisso Bueno Fonteno
Partecipanti: Vez, Grip, Kraus
Obbiettivo: Disostruzione del tratto terminale di Ariasanta
Consueto ritrovo al bar di piazza Fonteno dove incontriamo il gruppo
capitanato da Livio di ritorno da una visita in Bueno allo scopo di far
conoscere la grotta ai neocorsisti.
Visto il tempo instabile dei giorni precedenti chiediamo informazioni
sulla situazione idrica in grotta ottenendo risposte rassicuranti. Sul
P50 risulta attivo un solo tubo, seppure in continuo, dei due installati
per deviare l’acqua. Nel pomeriggio ha iniziato a piovere e le
previsioni dicono che continuerà fino alla mattina di domenica. Il
torrente nella valle ha una  portata tranquilla e  sembra che le
condizioni per entrare in grotta in sicurezza ci siano. Male che vada
rischiamo di restare bloccati per qualche ora alla base del P50 in
attesa che passi un eventuale onda di piena come già successo in
passato, per cui decidiamo di dar seguito ai nostri propositi.
Entriamo  intorno alle 23.00 e l'avvicinamento al nostro obbiettivo
avviene senza intoppi. Lungo il percorso incrociamo Max e Edo di ritorno
dalla risalita alle colonne di burro. Lascio il resoconto dell’impresa
ai due protagonisti.
Risaliamo la forra terminale del meandro Francesco dove allarghiamo i
passaggi più ostici a mazzetta fino a incrociare la condotta che porta
ad Ariasanta e in breve raggiungiamo il cunicolo terminale che finisce
chiuso da numerose concrezioni che intendiamo demolire per consentirci
il passaggio.
Fin da subito appare chiaro che il lavoro è ostico. Le colonnette
concrezionate resistono alla mazzetta e anche l?uso del trapano per
indebolirne la struttura con una trivellata di fori risulta infruttuoso.
I soliti metodi di disostruzione risultano inapplicabili in quanto la
punta del trapano continua a sforare nel vuoto per cui dopo un oretta
scarsa di tentativi ci dobbiamo ritirare sconfitti.
Per questa volta ha vinto la grotta?.
Nel frattempo ci siamo accorti che l'acqua che scorre nella piccola
forra sottostante sta aumentando di intensità in modo preoccupante per
cui decidiamo di uscire. Già da lontano sentiamo le cascate della
risalita del conte e della forra terminale di Sifonik e capiamo che
fuori sta piovendo abbondantemente. In realtà la portata dell'acqua al
bivio è ancora tranquilla, in quel punto l'eco trasforma lo scroscio
della cascata in un rombo cupo.
Il transito del sifone viene effettuato in cinque--dieci centimetri
d'acqua e riusciamo a superarlo bagnandoci solo gli arti . Lungo la
forra i vari  affluenti si sono tutti gonfiati e contribuiscono ad
innalzare il torrente che ormai scorre impetuoso da una pozza all’altra.
Il passaggio su corda alla cascata del telo ci costringe a un lavaggio
totale che non ci lascia neanche un centimetro quadro di pelle asciutta.
Proseguiamo con la speranza che il P50 essendo situato su un altro ramo
idrico della grotta sia più abbordabile ma arrivati alla base del pozzo
ci rendiamo conto immediatamente che la situazione è ancora più critica
che in occasione dell'immersione dell'otto dicembre. I due tubi non sono
neanche lontanamente sufficienti a drenare la portata che per
la maggior parte si riversa direttamente nel pozzo seguendo la sua via
naturale.
Restiamo li per una mezzora indecisi se tentare la risalita od
accamparci nella tenda di soccorso predisposta allo scopo aspettando che
la situazione migliori. Ma ad un certo punto mi accorgo che il livello
dell'acqua sta aumentando facendomi capire che se si vuole tentare la
risalita bisogna farlo immediatamente. Decidiamo di lasciare i materiali
alla base in modo di limitare il più possibile la fatica e di comunicare
fra di noi con segnali luminosi causa l'impossibilità di farlo a voce e
affronto la risalita. A meta strada valuto che sia possibile arrivare in
cima e do il via libera agli altri. I tratti più impegnativi sono gli
ultimi tiri di corda che sono battuti in pieno dalla cascata. Nonostante
la difficoltà riesco a respirare in modo accettabile tenendo il capo
chino e il passamontagna sulla bocca. Appena giunto in cima mi giro e
vedo Grip e Vez che stanno salendo a loro volta e in breve siamo di nuovo
tutti riuniti.
All'uscita troviamo Max e Lisa ad aspettarci.
In conclusione non posso che riaffermare quanto già detto dopo la piena
dell'otto dicembre.
Con previsione di pioggia è consigliabile non entrare in Bueno.
Da quello che ho constatato deduco che in casi di forti temporali le
portate interne possono essere ancora più violente.
In ogni caso gli armi antiacqua si sono rivelati ancora sufficienti a
garantire l'uscita seppure eravamo in condizioni limite. Per migliorare
la situazione i tiri iniziali del P50 andrebbero doppiati 4 - 5 metri
più lontani da dove si trovano ora oppure riuscire a trovare il
passaggio alternativo che sale al ramo di Cerankio.

kraus

mercoledì 25 agosto 2010

Esplorazione 20-06-10

 

Aggiornamento sulle uscite del week end.

Sono entrate ben tre squadre.

La prima sabato mattina direi maggioranza Valtrompia.

Aspettiamo la relazione....

La seconda: Edo ed io, alle 13.30 di sabato, e la terza composta da Kraus, Vez e Grip che dovrà pur raccontarci della piena...

Quindi entriamo nel primo pomeriggio con una discreta circolazione idrica. Rispetto alle secche delle ultime domeniche, Bueno era molto più rumoroso.

La nostra destinazione era la zona delle Colonne di Burro, con una risalita artificiale da fare, nell'estremo amonte dell'abisso, poco sotto il salone di Gran Rondò.

In due siamo veloci ma anche stracarichi, e l'ultimo mezzo chilometro di forra è abbastanza tedioso in risalita.

L'artificiale è di 17 metri. Edo sale la prima metà e si infila in una condotta concrezionata e che stringe dopo 60 metri striscianti. Io salgo la seconda parte e riparte una forra a salire con aria. Inizialmente le misure sembravano da nuovi viaggioni siderali, invece dopo pochi metri le misure sono diventate estremamente strette.

Rileviamo in totale 140 metri, che sono pochetti, ma comunque sempre nuovi, e arriviamo a 5 metri dal livello "zero", cioè la quota d'ingresso....

Nel tornare, girovaghiamo guardando qua e la nei livelli marci della forra, ma verso l'una di notte cominciamo a rientrare (la mattina dopo c'era la proiezione al La Flora!!).

Al Bivio incrociamo la terza squadra entrante verso le due, che si dirige ad Ariasanta.

Lungo la strada del ritorno, il notevole aumento dei livelli delle acque non era di buon auspicio, soprattutto per i tre che sarebbero usciti il giorno dopo.....

massimo

Esplorazione 13-06-10

 

Sabato sera alle 19.30 siamo entrati in Bueno: Matteo, Siro e d io.

L'abissone è sempre meno bagnato, e quindi le uscite in questo periodo sono veramente valide: consiglio a tutti di approfittarne...

Ci dirigiamo in tranquillità verso le ultime zone esplorate con l'intento di rilevare ciò che manca. Scendiamo la forra a valle di Ariasanta, già vista la volta scorsa, e rileviamo fino al sifone terminale. Nel risalire, esploriamo ancora un arrivetto attivo affluente che chiude in misure bagnatissime e in sifoncino.

Ariasanta soffiava la solita aria inverosimile...

In totale rileviamo ulteriori 130, e faccio un applauso a tutti perchè nelle ultime tre uscite abbiamo esplorato ben 850 metri nuovi (che hanno aperto nuove strade e quindi aumenteranno).

A ritorno, effettuiamo il riarmo lungo tutto il tratto Sifonik-giunzione con Sempredritto, mettendo in sicurezza tutte le vaschette e i vari saltini. In questo modo, la via verso le esplorazioni, sarà molto meno faticosa e decisamente più sicura. A Sifonik bisognerebbe con una piccola pala, canalizzare bene l'acqua, in modo da non bagnarsi più, almeno per tutto il periodo estivo, fino alla prossima piena.

Usciamo in scioltezza verso le 08.30 di domenica mattina, brindando con l'ormai leggendario birrone lasciato all'ingresso, e quindi piacevolmente gelato.... graditissima colazione

Max

martedì 3 agosto 2010

Esplorazione 1/08/10

 

Squadretta explo: Massimo, Kraus, Matte, con l'intento di prosegiure le risalite nel ramo Estigazzi.

Arrivati alla base della risalita raggiunta la volta scorsa con Grip e Fabio, si riparte.

La risalita sembrava desse adito ad una bella galleria a soffitto, invece dopo 12 metri ce n'era un'altra di 8. In cima finalmente la partenza di una forra, che in periodi attivi si vede che sputa una marea d'acqua.

Nonostante le urla di giubilo, le dimensioni non sono esagerate: 2-3 metri di altezza per mezzo metro di larghezza, ma il flusso d'aria in circolazione fa comunque ben sperare.

Quindi ci buttiamo dentro, dapprima con i sacchi, poi solo con le cibarie e rileviamo.

Si prosegue per una settantina di metri fino ad un bivio dove si avverte che qua l'aria è invertita.

Si prosegue comunque smazzando viste le misure a pelle del posto, ma mentre Kraus e Matte proseguono a dx, io  mi infilo nelle ristrettezze del lato sinistro. Il meandrino sfocia in una salettina e poi prende dimensione da tubo umano, bellissimo, levigatissimo... pulitissimo. Ne faccio circa 50 metri senza potermi voltare, constato che la condotta viaggia all'infinito (eco continuo, aria tanta e nero sempre davanti), e torno indietro perché non sento più i due sciagurati.

Aria inversa vuol dire che la condottina conduce ad un ingresso alto e quindi continua per bene... e salirà ancora molto.

Tornato sul ramo a dx, seguo la via esplorata a nuovo ma dei due nessuna traccia....

Proseguo quindi in dimensioni che via via sembrano un po' migliorare, e dopo altri 50 metri me li ritrovo ad aspettarmi in una nuova sala da cui si ridiparte un doppio caminone (Binocolo), valutato tranquillamente 30 metri.

Uno spettacolo! Tutto bello pulito!

E si ritorna indietro rilevando ancora.

A ritorno facciamo ancora a tempo a sistemare tutti gli armi e a causare qualche frana ciclopica di assestamento.

Entriamo alle 20 di sabato per uscire a mezzogiorno di domenica, Bueno era bella asciutta, e quindi spettacolare.

Nella stesura del rilievo i nuovi dati dicono che se risaliamo il camino, il dislivello é di 500 metri, mentre lo sviluppo ora tocca i 17687 metri...

Mica male... e con il nuovo ramo abbiamo superato la misura dell'ingresso in positivo...

 

massimo

martedì 20 luglio 2010

Esplorazione 18/07/10

 

Sabato mattina siamo entrati in Bueno: Kraus, massimo, Conte e Matte

Stavolta siamo saliti a Spectacular per tentare la risalita in un salone posto  in cima alla maestosa risalitona di + 100 metri.

Due parole su Spectacular.

Per chi non lo avesse mai visto, si tratta di una risalita pazzesca che parte dalla base di Ciclopico. Sale 100 metri secchi di verticale in ambienti esageratamente grossi. Nelle pareti ci sono diverse cosine da vedere, ma raggiungerle non sarà facile... ci vorrebbero dei razzetti...

In ogni caso, arrivati in cima siamo alla base di un altro salone da cui si possono effettuare tre risalite. Una centrale (10 metri), e due di almeno 25-30 metri: una impostata su faglia, l'altra in un pozzo che sputa uno stillicidio bastardo che bagna comunque. Alla base abbiamo trovato delle ossa di animale, e quindi meriterebbe prima o poi di essere risalita.

Scegliamo quella su faglia sperando sia la più promettente.

Il lavoro é abbastanza laborioso, e ci impegna quasi tutta l'uscita. In ogni caso arriviamo in cima (32 metri completamente verticali), ma in cima la prima brutta sorpresa: una frana sospesa sulle nostre teste obbliga Kraus che faceva sosta in parete a scendere. Buttiamo giù tutto tra cui dei macigni veramente grossi che tranciano buona parte del materiale appeso, tra cui la dinamica nuova.. Riarmato il tutto, si tenta di salire ancora gli ultimi 5 metri, perchè oltre una strettoia verticale si intravede il meandrino che se ne va, e anche tutta l'aria viene risucchiata da lì.

Purtroppo, altri lastroni prossimi a staccarsi dalla parete, implicano altre manovre rocambolesche, e quindi visto l'orario, usciamo alle 5 di domenica mattina.

Rileviamo non più di 50 metri nuovi.

Il prossimo week vorremmo risalire l'altra via attiva laterale a Spectacular….

massimo

sabato 12 giugno 2010

Report 28/02/10

 

Luogo: Riviera lago d’iseo
Partecipanti: Edo, Fabio,Giuliano, Matte, Kraus, Livio
Obbiettivo: Ricerca sorgenti

In vista del tracciamento acque previsto per quest’anno siamo andati alla  ricerca delle sorgenti che in teoria potrebbero essere gli emissari del sistema carsico dove si sviluppa l’abisso Bueno fonteno.
Purtroppo non avevamo ancora disponibile il conducimetro per cui la raccolta dati si è limitata alla localizzazione, aquisizione del punto e traccia di avvicinamento con GPS, fotografie , rilevazione della temperatura dell’acqua in uscita  e valutazione sommaria della portata.
La ricerca è stata fatta consultando le carte tecniche regionali alle quali erano state aggiunte le posizioni delle sorgenti  scaricate dai CD forniti dalla regione.
Queste posizioni non si sono rivelate molto attendibili. In alcuni casi corrispondevano,in altri non risultava traccia della sorgente al punto indicato.

Battuta sorgenti feb 2010

Inoltre abbiamo tenuto conto delle seguenti regole scaturite dalle valutazioni fate a tavolino considerando le conoscenze in nostro possesso.
•    Ricerca di sorgenti con portate congruenti con quelle normalmente presenti in grotta . In questo periodo caratterizzato da frequenti precipitazioni e scioglimento delle nevi presenti a quote superiori ai 1000 metri , le portate di Bueno sono sicuramente elevate. Questa considerazione ci ha portati ad escludere tutte le piccole sorgenti captate da privati , le cui portate non rientrano sicuramente nei parametri sopraccitati. Perciò ci siamo concentrati sulle sorgenti captate dai consorzi pubblici che normalmente garantiscono portate minime sufficienti a coprire il costo della captazione.
•    Esclusione dalla ricerca di tutte le sorgenti poste ad una quota altimetrica sul livello del mare superiore a quella dei fondi di Bueno che si trovano a 320 metri altimetrici. Considerando eventuali errori di rilievo abbiamo deciso di introdurre un margine di tolleranza a questa quota che è stata portata a 350 metri.

Abbiamo iniziato dalla captazione nella zona della punta del Tuff . Questa captazione è sfruttata dal comune di Parzanica che convoglia le sue acque tramite una tubazione di circa treceP1012092nto mm di diametro nella località …….. lungo la sponda del lago e da qui le pompa su fino sopra il centro del paese. Abbiamo individuato agevolmente la captazione seguendo il tubo che dalla sponda del lago sale nel bosco. La sorgente risulta protetta con  la consueta costruzione in cemento chiusa con lucchetto. Ieri dalla tubazione di troppo pieno che scarica all’esterno fuoriusciva una portata di circa un litro al secondo che ci ha consentito di misurare la sua temperatura che risultava di 10.4° Per la posa dei captori durante le fasi del tracciamento sarà necessario accedere all’interno dell’acquedotto quindi dovremo richiedere la chiave di accesso al comune di Parzanica.

 

P1012096

La ricerca è proseguita nel comune di Tavernola con l’individuazione di quasi tutte le sorgenti indicate in mappa più una che non risultava. Un paio di queste risultano interessanti, la portata del troppo pieno è stata valutata intorno ai dieci litri al secondo per entrambe.
La prima si trova ad una quota di 330mt quindi troppo alta mentre la seconda si trova a 250mt di quota  e possiede tutti i requisiti per rientrare nel gruppo di sorgenti da monitorare.
Anche qui le temperature hanno dato valori sui 10.4 Gradi. L’accesso alle captazioni stranamente è privo di impedimenti salvo l’avvicinamento alla seconda sorgente che va fatto superando un cancello che da accesso ad un fondo privato. Sara necessario ottenere l’autorizzazione al transito dai proprietari.

 

 

Per finire abbiamo fatto una battuta a Predore dove abbiamo rintracciato una sorgente con caratteristiche adeguate.
Abbiamo trovato il Rino in regime di piena e puntualmente è nata  in me la voglia di raggiungere la sua mitica sorgente situata in un punto che malgrado alcuni tentativi fatti negli anni scorsi mi era sempre rimasta celata.sorgente Rino
Individuato un passaggio che non avevo mai tentato ho lasciato ad aspettarmi Livio e Giuliano e mi sono avventurato in passaggi che durante la stagione estiva sono impossibili da superare a causa dei rovi. Finalmente ho raggiunto la sorgente che con mia sorpresa e diversamente di come mi era stata descritta esce da una pozza posta alla base di una cascata in secca. L’acqua sembra filtrare dal fondo della pozza ed ha un colore verde-blu opalescente.

 

Per concludere il lavoro rimane da visionare le sorgenti di Viadanica e della valle del Guerna nonché alcune sorgenti minori della valle cavallina.

 

Kraus

martedì 8 giugno 2010

Esplorazione 6/06/10

 

 

Siamo: Vez, Grip, Kraus, Corrado, Massimo (+ Lisa a Fonteno)

Luogo: Abisso Bueno Fonteno

Destinazione: continuare l'esplorazione nei nuovi rami a monte di Sifonik, cercando di aprire più vie possibili comprese le mitiche "Colonne di Burro".

Sabato sera, dopo una ricca carica di carboidrati (pasta al peperoncino a casa Grip), si entra in Bueno alle 23.00.

La belva ha sempre meno acqua, visto che non piove da un po', e la progressione ora é veramente valida. Ci si gode il percorso in ogni suo angolo finalmente più asciutti del solito, e vista la quantità d'aria che soffia in questi giorni, é ottima cosa.

In meno di tre ore arriviamo al bivio dove ci si divide per motivi operativi: Kraus, Grip e Vez ripartono a rilevare dal Bivio (quello per Gran Rondò), io e Corrado iniziamo le risalite in programma: il primo bivietto nella nuova forra, e poi le Colonne di Burro. L'intermezzo è di esplorare anche la seconda nuova forra trovata la volta scorsa.

Logicamente i programmi in grotta poi cambiano, ed é bello anche per questo.

La prima risalita é breve, circa 7 metri, a cui segue un ramo fossile (Ramo Calletto) di una cinquantina di metri che da forra si trasforma in condotta piana e poi sifone di sabbia ascendente... Bòh!

Fantasie vezzoliane ci fanno poi stravolgere i gruppetti, quindi Corrado passa a rilevare, io, Vez e Grip andiamo nel ramo della volta scorsa ad esplorare la forra. Il duo Vez-Grip parte nella forra a monte e percorre circa un centinaio di metri fino ad arrivare ad un saloncino, con cascatella, minilago e salto di 6 metri da risalire nuovamente in artificiale. Un'aria impressionante, tanta e gelata. Da qui il nome della nuova regione: Ariasanta.

ariasanta

Prima di partire con tutto il materiale, scendiamo anche il lato a valle della forra, che prende buone dimensioni con belle pozze, fino a diventare prima galleria e poi sifone terminale dopo almeno 150 metri di esplorato. Il sifone é da rivedere, e lungo il percorso tralasciamo un ramo affluente attivo, cunicolo percorribile ma con acqua, da vedere la volta prossima. Torniamo alla risalita: Vez fa sicura e salgo. Ovviamente la forra riparte, ma su due livelli sovrapposti: quello bastardoinfernalestrettoebagnato lo prendo io per sbaglio, mentre nel pavimento superiore Kraus e Corrado corrono urlando... Ne rileviamo oltre duecento metri, fermandoci dopo vari arrampicamenti davanti ad un muro di stalattiti di grosse dimensioni, che occupano per almeno 5 metri interamente la condotta... Dall'ignoto arriva un'aria che in Bueno non abbiamo mai avvertito così violenta. Nonostante il lavoraccio, sarebbe da spaccare il giusto e passare... 

L'orario, pur essendo entrati in notturna, si fa tiranno, e quindi verso le 11 di domenica mattina si decide di rientrare: il percorso si è decisamente allungato, e ci vorranno oltre 4 ore.

In totale portiamo a casa altri 500 metri di rilevato, più i 150 della forra a valle ancora da misurare. E le Colonne di Burro ancora da risalire! (c'é una bella condotta attiva lassù...).

Questa nuova "regione" di Bueno, si rivela molto interessante perchè si dirige all'inteno del settore della Bressana e della Foppella (i relativi ingressi di tre grotte sono proprio nelle vicinanze, ma qualche centinaio di metri sopra). Sarebbe nostra intenzione organizzare il campo base interno per cercare di fare uscite prolungate, 2-3 notti, ed esplorare molto di più. Nelle prossime uscite perfezioneremo con corde e passamani anche tutto il percorso nel primo tratto di Sifonik, attualmente parecchio fastidioso ed pericoloso.

Le forre nuove invece sono strette e molto alte, con pareti alquanto friabili, visto che ci si trova nel Calcare di Moltrasio. Ma lungo i rami attivi la roccia é sempre molto valida.  In genere hanno livelli sovrapposti, che poi diventano indipendenti, e quindi sono da guardare sia in basso che a soffitto. A sequenze regolari quasi, ci sono poi incroci perpendicolari con vie fossili (direz. SW), antichi relitti di piani freatici che in caso di percorribilità fanno entrare velocemente dentro la montagna, regalando metri e metri.

Di fatto Bueno supera i 17 km e si lancia verso il prossimo 18°.

Olè!

massimo

giovedì 3 giugno 2010

Report 30-06-10

 

Novità ramo Sifonik

Partecipanti: Conte, Kraus, Davide e Massimo.

Destinazione: effettuare la risalita nella finestra con attivo al bivio prima del tratto impestato che porta al salone di Gran Rondo'.

Avendo poco tempo a disposizione, entriamo alle 9 cercando di farla con un ritmo sostenuto. Bueno ha un regime idrico molto tranquillo e quindi anche il tratto di Sifonik non é bagnato come normalmente é. Anche il sifone lo passiamo quasi senza bagnarci. In ogni caso, in un'ora e quaranta... dico UNORAEQUARANTA siamo al bivio... sudaticci...

La risalita se la pappa il Conte, che tra schizzi di cascata e pezzi di parete frananti, riesce in tranquillità ad arrivare in cima (circa una decina di metri). La prosecuzione c'é, ma dopo una ventina di metri la volta abbassa e si può proseguire solo con muta in ambienti comunque non larghi...

Delusi e incazzatielli, ci dirigiamo nel secondo punto interrogativo del luogo, cioè un salone fossile con risalita iniziata qualche anno fa da chi aveva scoperto il ramo, lasciata lì perchè probabilmente giudicata stretta in alto.

Il salone é fossile, ampio e asciutto con tutto lo spazio per un eventuale prossimo campo base. In alto, a meno di 20 metri si intravede la prosecuzione che sembra stretta, ma anche alta. Conte mi passa la mano e arrivo in cima abbastanza agevolmente ma....  c'è un forrone! Inizialmente non largo, ma molto alto e con molta aria.

 

Francesco

  

Bueno riparte... e la direzione sembra buona per avvicinarci al settore della Bressana, totalmente sconosciuto.

Tra saliscendi lungo la forra per trovare il passaggio più agevole, percorriamo circa duecento metri in salita, individuando due bivi intersecanti. Ad un certo punto, dopo un importante tratto "fagliato" in cui si cammina, si arriva in una grossa forra e poi sotto una corda penzolante... giunzione con la parte terminale del Meandro Francesco, (zona Gran Rondò).

La cosa é positiva, perchè sistemando meglio la via, si può arrivare lassù meno stressati rispetto alla via che facevamo prima.

Ricordo che a Gran Rondò ci sono parecchie diramazioni ancora da esplorare...

Ma la cosa bella é che in pratica abbiamo trovato un livello nuovo di questa grande forra, che presenta almeno tre livelli, e che hanno tutti direzioni diverse e ancora da esplorare bene (quello intermedio, percorso da me un anno fa per una cinquantina di metri e continuava, non l'abbiamo trovato...).

L'ora tardissima ci fa ritornare indietro (volevamo uscire verso le 20 ed erano circa le 18... Ma la tentazione é forte, e mentre con Davide inizio a rilevare a ritroso, Kraus e Conte si infilano in un bivio, ne trovano un altro e, a soffitto, entrano in una condotta fossile. Bella, forzata, concrezionatissima e con la sabbietta fossile sul fondo. Si prosegue per 80 metri a gattoni ma é larga e se ne va via dritta con forte vento...

Ad un certo punto sentiamo urlare: Quadrivioooo!!!!

La condotta interseca una nuova forra con attivo alla base....

Mi fermerei qua.

Torniamo indietro a malincuore, lasciando vie da esplorare: la forra inesplorata è stata percorsa sia a monte che a valle per almeno 50 metri ciascuna e ferme su prosecuzione...

Nella forra principale c'é ancora un bivio fossile in arrivo da vedere e anche i livelli più bassi.

Nemmeno il rilievo riusciamo a finire, ma intanto 200 metri li portiamo fuori, e ne mancano almeno altrettanti.

Max

lunedì 14 dicembre 2009

Esplorazione subacquea sifone smeraldo

 

il sottostante testo è stato pubblicato da Marcello MOI sul blog del centro speleo archeologico Dorgali    http://speleocsad.blogspot.com

 

BUENO FONTENO

Siamo rientrati da pochi giorni in Sardegna, ma per questa
esperienza in terra Lombarda, le parole più adatte sono solo
UNICA, INCREDIBILE ed INDIMENTICABILE.
Che noi Sardi fossimo noti per l’ accoglienza ai forestieri era ben noto,
ma quello che ci ha riservato la Comunità di Fonteno, è stato quasi
da paragonare all’arrivo di VIP del mondo del cinema, e per noi
poveri speleo, che siamo abituati a fare i “muli”, spalare fango
e mangiare panini imbottiti , ci è sembrato veramente tanto.
Al nostro arrivo a Fonteno (BG) dopo le presentazioni con tutti
i ragazzi coinvolti nel Progetto Sebino, la prima cosa che notiamo
è il tipo di organizzazione logistica.
Per noi “forestieri” alloggio in villa con veduta spettacolare
sul lago di Iseo, un intero stabile della Protezione Civile come
campo base, completo di letti, cucine, bagni, con ogni comfort,
oltre ai mezzi per l’avvicinamento in grotta per tutti
i componenti dell’esplorazione.Altra cosa importante,per l’occasione il Soccorso Speleologico era stato messo in preallarme,buona iniziativa per quello che ancora doveva avvenire in quell’uscita.
Entrano le prime squadre verso la mezzanotte, e iniziano ad avvicinare
i pesanti zaini dei materiali subacquei sino al fondo della grotta.
Dopo una svegliata alle 5 del mattino tocca a noi e al resto della squadra,
con Max Pozzo che fa da apripista e da “Cicerone”.
La prima cosa che noto sin dalle prime verticali, sono i lunghi traversi
per poter spostare gli armi di partenza dall’arrivo di eventuali piene.
La grotta si presenta con tutta la sua imponenza e bellezza,
da altissimi meandri, delle lunghe forre con marmitte non molto profonde,
e spesso con l’arrivo di belle cascate d’acqua. Dopo svariate ore
di percorrenza all’ arrivo al sifone, purtroppo, noto con dispiacere che,
causa le piogge dei giorni prima, ed il passaggio di tutti gli speleo,
il Lago Smeraldo dove affluiscono due arrivi d’acqua, è diventato
un lago di fango. Altre volte mi è capitato fare immersioni simili,
ma di solito la visibilità ZERO l’ho sempre trovata al rientro da un’ immersione,
e sicuramente non all’andata e non in quelle condizioni.
In quei frangenti sentivo gli sguardi di tutti su di me, qualcuno accenna
alla sicurezza e dei rischi che potevo avere, ma pur consapevoli
di quella situazione anomala, decidiamo di dare un’oretta di tempo e far
defluire un po’ di fango, per poi provare a fare una prima
immersione alla CIECA. P1012053 Si smontano gli zaini e tutti partecipano
all’assemblaggio delle attrezzature. Chi prepara le torce sul casco,
chi monta le bombole, altri mi danno una mano alla “vestizione”.
Dopo un pò sono pronto con tutte le attrezzature addosso e arriva
il momento del fatidico “RITO” scaramantico / propiziatorio.
Per questa immersione sono 3 le donne che devono “sacrificarsi”,
Monica, Carla, e Laura, io, anche se stanco, mi devo adeguare
e seguo passo passo i nuovi metodi descritti nell’ ultimo manuale
di speleosubacquea. Dopo quei dolci momenti, l’acqua fredda del lago,
ma purtroppo sempre torbida, mi fa tornare alla realtà. I ragazzi che stanno
esplorando la grotta mi danno indicazioni dove immergermi
e cercare a “tatto” di trovare il passaggio. Provo più volte ma finisco
sempre in ambienti fangosi, chiusi e spesso molto stretti
( la dove il casco non passava più mi dovevo fermare per forza ).
Mi dispiaceva per quei ragazzi che tanto avevano fatto per organizzare
quell’esplorazione, ma il freddo mi stava bloccando sempre più.
Decido di testa mia di cambiare direzione, e provo a sondare
un altro punto. Sono fortunato e mi accorgo subito di aver trovato
una galleria più larga, e la percorro a tentoni tenendomi a sx sino
a trovare lungo la via, anche 2 ambienti con delle bolle d’aria,
ma poi stringevano inesorabilmente. Era la prima volta che in
quella immersione trovavo un passaggio abbastanza largo,
ma decido di uscire ed avvisare tutto il Gruppo. Mi prendo una sosta
a bordo sifone per scaldarmi e recuperare un po’ di forze, decido
di fare un’ultima prova nell’unico punto verso dx dove le mani
con le braccia aperte non toccavano roccia.
E il punto giusto era proprio quello, la sagola svolge sempre più,
ma la prova del 9 l’ho avuta quando nell’avanzare lungo il sifone
nel fondo non sentivo più il fango, ma dei ciottoli di sabbione lavati
dallo scorrere dell’acqua. Finalmente si va, penso io,
avvicino i manometri al vetro della maschera e controllo la
mia riserva d’aria, e purtroppo vedo che i requisiti minimi di sicurezza
per il rientro da quella immersione stavano per venire a mancare.
Forse sarei riuscito anche ad uscire dall’altra parte
( se il sifone non era molto lungo ) ma dopo 51 minuti di continue prove,
l’aria per rientro purtroppo non c’era.
Informo la truppa dei nuovi sviluppi e prepariamo gli zaini per il rientro.
Si fanno le squadre ed io capito nei primi 6/7 speleo ad uscire,
invece i miei colleghi sardi, Vittorio e Carla, sono tra gli ultimi.
La lunga forra che porta alle prime verticali è abbastanza tranquilla
e spedita, ma ad un certo punto notavo che c’era qualcosa che
non mi tornava. Infatti, i passaggi che all’andata avevo fatto in
contrapposizione per cercare di non bagnarmi, stavano lentamente cambiando.
Il frastuono sempre maggiore che si sentiva dall’ alto del pozzo che
porta ai rami fossili, lasciava pochi dubbi… ARRIVA LA PIENA .
I primi a salire la prendiamo in pieno, decine di nuovi arrivi
si aggiungono al ramo principale che diventa sempre più grosso.
E un continuo susseguirsi di prove di forza con la natura,
dalle lunghe verticali dove l’ acqua si infilava nella schiena, ed in qualche
uscita dai pozzi si lottava per non farsi trascinare giù da quella potenza liquida.
Ero sicuro che la conformazione, e soprattutto la posizione di tutti in quella
grotta non vi erano pericoli di innalzamento dei livelli,
ed ogni tanto per sdrammatizzare, ci si scherzava un po’.
Per farla breve, i primi usciamo all’esterno che pioveva a dirotto intorno
alle 2 del mattino, mentre gli ultimi speleo decidendo di fare tappa
per riposarsi e far defluire l’acqua, escono alle 8 del mattino.
Viste le condizioni meteo, e questo lungo ritardo, purtroppo, ha fatto si
che la macchina dei soccorsi si mettesse in moto.
Anche se non e stato necessario il loro intervento ho visto con piacere
che sono giunti al paese abbastanza velocemente.
Accuditi come bambini da parte della Protezione Civile, con bevande calde
ed indumenti asciutti. pian piano rientriamo tutti al campo base.
Prima della festa che si e svolta in un Agriturismo nei pressi della grotta,
abbiamo dovuto sottostare alle interviste dei giornalisti e delle varie TV locali.
Sino dal primo giorno abbiamo avuto un’accoglienza straordinaria da parte di tutti,
chi ci dava dei prodotti locali, altri materiali da grotta, chi attrezzature
per subacquea, ma quello che mi a fatto quasi commuovere
è stato quando con Vitto e Carla abbiamo ricevuto da parte
del Sindaco in persona, il gagliardetto del Comune di Fonteno.
Questa avventura mi è servita per conoscere una Comunità che ha
creduto in quel progetto, e sicuramente li sta ripagando con l’arrivo
di tanta gente che vuole godersi il fascino di quei territori,ma soprattutto ho avuto modo di conoscere tanti speleo con capacità e forza non indifferenti.

Marcello Moi

lunedì 16 novembre 2009

Report 15 - 11 - 09

Sono felice di comunicarvi che Ieri una delle squadre dell’Impresa Disgaggi Sebino (facente parte del Grande P.S.), ha cominciato il lavoro di allargamento e disostruzione dell’ingresso del Mostro Bueno Fonteno mentre la squadra di Recupero Tutela Fauna Sotterranea alias “I Cacciatori di Draghi” (anchessa facente parte del Grande P.S.) portava fin sotto al 50 i tanto acclamati Ristori e proseguiva fino a Mastodont (lui c’è ormai quasi sempre), per recuperare campioni (tra cui anche i miei amici Tricotteri) e installare nuove trappole per il Drago.

Anche questo week Ben 2 squadre al lavoro! Fantastico direi.

I membri di questo bel lavoro domenicale sono:

I.D.S. = Conte, Giovanni, Paolo (special guest) e Ledo

R.T.F.S. = Livio, Fabio, Giampi e il Vezz

Torno alla descrizione, anche se mi permetto di descrivere (facendone parte), solo il lavoro dell’I.D.S.

Ora di partenza 8.00 a.m. verso quel di Fonteno e incontro con Vainer (protezione civile) alle 8.45, per il prestito di Generatore e Tanica di benza da 20 litri.

A tal proposito un Ringraziamento con la R maiuscola alla P.C. di Fonteno che non si smentiscono mai, per la disponibilità, collaborazione, generosità.

Ore 9.00 Incontro con Squadra R.T.F.S. in piazza e partenza verso Bueno.

Trasporto materiali (il generatore ti spacca la schiena) all’ingresso, quattro chiacchiere con

la squadra entrante, un saluto e via con le danze.

Mazze,punte, leverino (porco), trano , palette, cassetta per trasporto detriti , cavi, prolunghe, martelletto elettrico, generatore e telecamera (poco adatta per scavare).

Dopo questo elenco di materiali e puntualizzando che abbiamo cominciato verso le 10.00 a.m. e finito alle 6.30 p.m. con una pausa di max 15min. per rifocillarci…..posso solo dirvi che la strettoia è acqua passata.

Ora si può chiamare Mini TAV!

La squadra R.T.F.S. uscente (proprio mentre terminavamo) mi è sembrata contenta nel non dover quasi più strisciare in quegli ultimi angusti 8/10 metri.

Noi invece qualche segno di stanchezza e indolenzimento purtroppo cominciavamo a sentirli, collo quasi sempre piegato, braccia che avevan portato fuori bambini (ormai adolescenti) a go-go, metteteci pure il porco, il pneumo-martello, tira…molla…molla…tira.

Parlo per me….ero abbastanza cotto.

Se vi capita di buttare l’occhio appena fuori dall’ingresso abbiamo lasciato un esempio di “bimbo” che adesso è diventato una nuova panca/tavolino.

Che altro dire….il trasporto del generatore alla jeep è stato altrettanto duro e ringrazio Corrado (il nuovo adepto di Fonteno) che ci ha dato una grande mano.

Per farvi ridere, io mi son preso la solita brontolata per l’orario ma poca roba, era già in preventivo e non mi ha minimamente turbato perché il mio pensiero era là, alla Mini TAV.

Ora manca di sistemare l’ultimo tratto, da Mastodont al Fondo e poi direi che siamo pronti per il grande giorno.



LEDO

martedì 10 novembre 2009

Esplorazione 7/8 - 11 - 09

Prima di partire con la narrazione, una doverosa premessa: CHE FIGATAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA !!!!!
Una delle esperienze più adrenaliche che io abbia mai vissuto...Se non fosse chiaro, mi sono divertito una cifra, queste discese negli inferi sono autentici trip a base di follìa pura...MA CHE BELLO ESSERCI !!! NON SI PUO' MANCARE !!! SAREBBE SEMPRE UN'OCCASIONE PERSA !!! Lo sottolineo perchè magari in grotta, concentrato come sono sul da farsi, manifesto poco il mio entusiasmo...Colgo l'occasione per ringraziare infinitamente i cinque "senior" che mi hanno accompagnato, mi sembra doveroso sottolinearlo...e ringrazio per l'amorevole pazienza manifestata in quei momenti in cui, causa stanchezza / strizza / inesperienza (MA SOPRATTUTTO STRIZZA...), ho inevitabilmente a tratti rallentato un pochetto la marcia di chi mi seguiva...ma alla fine credo che sia andata bene lo stesso !!!

N.B.: MAX, TI RICORDI LA PROPOSTA CHE CI HAI FATTO SUL TERRAZZINO MERDOSO DI PROVARE A FARE IL TRAVERSO FOLLE SUL SOFFITTO SOPRA IL PENDOLO ??? Ecco, la prossima volta, ovviamente debitamente accompagnato (sempre che qualcuno si offra) VOGLIO FARLO PURE IOOOOOOOOO !!! Sul serio !!!

Dunque innanzitutto questa punta costituisce 2 miei nuovi record personali di:
(1) permanenza in grotta -25 ore;
(2) profondità: - 360 METRI !!!

Ho testato per bene il mio nuovo caschetto (stracomodo) nonchè per la prima volta ho utilizzato la doppia longe (stracomoda). Nonostante questi miei "record" all'uscita ero molto meno stanco rispetto alla mia prima esperienza in notturna ("solo" 18 ore...PUAH BAZZECOLE, QUISQUILIE PIUTTOSTO E ANZICHENO'...).

Senza perdermi nei dettagli operativi che hanno già descritto i miei due illustri predecessori, vi narro semplicemente le forti emozioni che ho provato da dopo il fossile in poi (fino al fossile ci ero già arrivato).

Avevo sempre sentito parlare di MASTODONT ma cazzo ragazzi, già subito dopo il fossile l'Abisso si allarga di brutto, una serie di profonde voragini che si aprono nell'oscurità più nera che ci sia...il primo momento di strizza vera e propria l'ho provata quando il buon Kraus, ben sapendo che le sue parole mi avrebbero impressionato (bastardo), mi fa: "...Ecco Mauri, questo E IL PRIMO DELLA LUNGA SERIE DI POZZI PER ANDARE GIU' A MASTODONT..."...lui l'ha detto così, con naturalezza, e con altrettanta naturalezza, osservando un primo abisso di fronte a noi, io ci ho lasciato la classica "sgommata di merda nelle mutande" (scusate...).
E si va giù, giù, sempre più giù, un pozzo via l'altro (e che pozzi...), fino a passare dal bellissimo "ragno" (che figata...), eccetera, eccetera, eccetera, eccetera...
Kraus mi precede, dopo di me viene quel pazzo di Matte.
Dopo un (bel) pò, Kraus ci urla...:"...Matte guarda tu Mauri che ora bisogna fare il PENDOLO-DOLO-DOLO-LO-LO...(è l'eco che rimbomba)...". Non è assolutamente rinfrancante per il sottoscritto sentire il Matte che risponde...:"...IN CHE SENSO IL PENDOLO ? QUALE PENDOLO ?..."...Solo a pensarci ho la pelle d'oca...fatto sta che ormai bisogna proseguire, non ci sono alternative del resto...

Scendo e scendo ancora un paio di frazionamenti ed eccolo, lo vedo: una ventina di metri sotto di me, sulla destra, c'è il prossimo armo, da cui bisognerà fare il PENDOLO !!! Una corda collega le due antistanti pareti dell' Abisso...questa corda si perde nell'oscurità sottostante (siamo a una cinquantina di metri dalla base di MASTODONT credo) creando una gigantesca ansa...Kraus, non appena raggiungo l'armo, dalla terrazza soprastante si lancia in un risolino beffardo del tipo...:" EH EH EH..." e poi aggiunge..."...Tranquillo Mauri, è DIVERTENTISSIMO !!!!!!..."...poi si lancia nelle spiegazioni sul da farsi...in pratica si trattava di recuperare il più possibile la corda che risaliva nel croll, assicurarsi anche con maniglia e poi, molto semplicemente, levare la longe...peccato che levare la longe e basta avrebbe significato andare a sbattere dall'altra parte, QUINDI BISOGNAVA ASSICURARSI ALLA CORDA CON LE MANI PER EVITARE IL DONDOLIO...INUTILE DIRVI CHE COSA HO PROVATO QUANDO HO LEVATO LA LONGE E HO SENTITO CHE IL PESO DEL CORPO MI PORTAVA ALL'INDIETRO...mentre facevo scivolare la corda nelle mani infangate mi sono "permesso" il lusso di guardare giù da basso e, caaaaazzo, caaaaazzo, caaaaaazzzzo ragazzi giuro che non lo faccio più...altra relativa sgommata + tachicardia annessa...e non è finita qui...
Si sale, si sale, si sale...comincio ad essere un pò cotto e stanco (soprattutto psicologicamente), avrei bisogno di una bella e comoda pausettina, quindi anelo il momento di raggiungere lassù in cima quei pazzi muratori che rispondono al nome di Max, Silvano e Edo, pensando che siano comodamente appartati su di un ampio spazio tipo loft. Max ad un certo punto mi chiede "...Mauri, come va???..." e io dal basso gli rispondo ..."...Mai stato meglio !!!...", ovviamente glisso sullo stato pietoso delle mie mutande...in effetti mi stavo divertendo un casino !!! Il fango è ovunque, sembra di stare in un altro pianeta...mentre effettuo un cambio corda, guardo Matte che mi segue e, che tenero, si intratteneva con le formine di fango: stava costruendo un bellissimo e dolce fangoso ometto (lo chiamerei MERDAMAN) in corrispondenza dell'armo dove si trovava lui...che poesia pura...dicevamo della mia necessità di una comoda pausa...la delusione è totale, non appena raggiungo gli altri lassù in cima, divento conscio che dovrò affrontare le ORE PIU' SCOMODE DELLA MIA VITA !!! Un merdosissimo terrazzino fangoso, di circa 20 metri quadrati, inclinato a 45° gradi, era il luogo in cui mi sarei dovuto riposare !!! Ovviamente tuti quanti ci siamo assicurati con le longe a delle corde traverse fissate alla bisogna...ma dopo un pò stare in piedi era un'agonìa, stare seduti, pure...sdraiati non era possibile...e poi il freddo...e il FANGO, 30 CENTIMETRI DI FANGO APPICCICOSO...siamo stati lì credo almeno 2 ore, tra sigarette, barzellette, scaldamani, e cori da stadio indirizzati al buon Edo che incurante dei moribondi giù di sotto continuava l'edificazione della sua impalcatura...ci siamo permessi pure la OLA...nonchè di consumare il nostro pasto fatto di affettati al fango...che volevamo di più dalla vita??? Per provare a risvegliarci dal torpore Max propone ..."...Qualcuno vuol fare quel bellissimo passaggio traverso ???..."...silenzio di tomba...qualcuno ironicamente risponde..."...cavolo, guarda, c'è la coda !!!...", e Max..."...sì, sì, c'è gente che spinge !!!..."...puri momenti di cabaret da grotta. Peccato che non ci siamo concessi una fotina in quella ridicola posa da speleo-sfigati...

Quando le notizie che arrivavano dall'alto non erano troppo buone (almeno 30 metri ancora da armare), decidevamo per il rientro.
Da questo momento a quando sono arrivato giù al pendolo si è verificata la terza sgommata. Le corde erano infangatissime e scivolosissime, gli strumenti pure...la corda che usciva dal discensore la tenevo altissima, eppure si scivolava di brutto...giocoforza, vista anche la relativa distanza tra i vari armi, ogni 5-6 metri mi concedevo una piccola sosta (mi faceva male il braccio...). La paura di scivolare, giuro, era tantissima. Quando finalmente siamo arrivati giù e si è trattato di risalire, ovviamente si è presentato il problema opposto: il croll non si bloccava sulla corda neanche a pregare in aramaico antico, quindi una fatica bestia per i successivi 100 metri di corda !

Solo arrivati al Fossile e a Cattive Acque, dove è stato possibile lavare gli strumenti e dove ormai le corde erano pulite, il problema è svanito del tutto. Finalmente !!!

Ragazzi, a Cattive Acque c'erano le rapide, veramente bellissimo.
Arrivati a Fonteno Beach, confermo quanto dice il Matte sul modo di reagire all'ansia (se così si può chiamare...)...onestamente i comportamenti che più mi hanno sorpreso sono stati proprio quelli di Matte, Kraus e Silvan: SIETE STATI PRATICAMENTE IMMOBILI TUTTO IL TEMPO...MA COME CAVOLO FATE ??? Io mi sarei congelato...Ringraziamo invece i forti poteri di Max guru-paragnosta
che hanno gradualmente fatto scemare la portata d'acqua consentendoci di arrischiarci...
Comunque, si può dire tutto quello che si vuole, ma io a fare il P55 sotto la cascata mi sono divertito un casino !!!!!!!!!!!!!!!!!!! Veramente strabello...ed anche tutta la forra prima di uscire, completamente in piena, ha suscitato in me un fascino irresistibile...troppo divertente !!!

Ragazzi, è stato semplicemente meraviglioso e non vedo l'ora di cimentarmi nuovamente nella discesa in quel di Bueno...l'unica cosa che ancora non riesco a capire è: più di una volta, mentre eravamo dentro (soprattutto durante le 2 soste forzate terrazzino merdoso + Fonteno Beach) dentro di me pensavo..."...MA CHI ME L'HA FATTO FARE ???..."...poi appena fuori, ho pensato..."...Peccato, è già finito tutto..."...ed in questi 2 giorni non ho pensato ad altro...non vedo l'ora di rientrare...ma come cacchio è possibbole ??? ROCK'N'ROOOOOOOOOOOOOOLLLL !!!

Grip

lunedì 9 novembre 2009

Esplorazione 7/8 - 11 - 09

Queste sono le peripezie del week end appena trascorso.
... ma non mi dilungherò molto, perché sono curioso di leggere altre versioni...

Comunque, all'appello del sabato siamo: Edo (Ledo), Kraus, Silvan (Mago), Maurizio (Grip), Matte ed io. (i nomignoli se non vi piacciono si possono cambiare... ma tanto prima o poi chi non cellll'ha, se lo becca...).

Obbiettivo: continuare la rissa a Mastodont, e sistemare ancora armi fino al dopo-fossile.

Si entra verso le 17.30 di sabato, dopo pausa piadina al bar di Fonteno.
La situazione idrica del mostro era piuttosto tranquilla, anche se il livello delle acque era lievemente più abbondante delle ultime domeniche.
Arrivati all'altezza della "Balena" (Ciclopico), ci dividiamo in due squadre. Kraus, Grip e Matte sistemano gli armi (Balena, Facciale, Vaschette e Vasca assassina del fossile), mentre Ledo, io e Mago si va a Mastodont.
Un appunto: gli armi rifatti per ora sembrano validi e funzionali: le soste fisse sono una figata.

Dopo aver fatto giocare Mago Silvan sul traverso aereo, e prima di riprendere la risalita, prepariamo l'armo per l'arrivo degli altri, collegando la corda dell'ultimo armo su vuoto di Mastodont alla zona della risalita: uno spettacolare pendolo che mi piacerebbe sentirlo descrivere da Maurizio...
Inizia la risalita Edo (che praticamente se la fa tutta lui): il tratto nuovo verticale ha circa 15 metri di parete contornata da eccentriche, con ventate d'aria che salgono... siamo euforici come sempre. La zona però é anche decisamente fangosa, e quindi rende le corde schifosissime: i bloccanti funzioneranno poco e niente...
Comunque si risale e si risale: in pratica, dall'ultima volta, risaliamo ancora circa 30 metri in totale, in ambienti belli e brutti allo stesso tempo (superfango). Nel frattempo arrivano gli altri, e ci si riunisce a circa +100 dalla base di Mastodont. Edo fa miracoli fangosi e guadagna ancora metri di verticale (+115m) arrivando a vedere un'ultima finestra 15 metri più in alto, che a conti fatti risulterebbe a +130 circa, e a 5/10 metri di dislivello per raggiungere quello del Fossile.
In zona, notevoli flussi d'aria lasciano ben sperare nuove chilometriche diramazioni.
Il tempo passa e quindi verso la mattina di domenica si decide di rientrare.
La sorpresa bella ce la dà l'imbocco di Cattive Acque: il ramo era in una discreta piena... il rombo infatti rompeva totalmente il silenzio classico del ramo fossile.
Tra me pensavo che non fosse neanche un male, perché così avremmo potuto testare gli armi: infatti così é stato. Anche il P25 sembra più protettivo di prima, e ci si bagna quasi nulla (con la piena).
Altro dato interessante é la cascatona che arriva giù da Spectacular, a testimonianza del fatto che lassù ci sono rami decisivi.
Ricordo ancora che sopra Facciale si nasconde un'altra zona da raggiungere in risalita (facile e breve).

La sorpresa più carina della giornata é stato il ritrovare tutti sotto Fonteno Beach.... bloccati dalla piena!!!
Il cascatone sul P55 non permetteva di risalire: e Matte e Kraus erano lì già da qualche ora.

Alla fine, dopo varie decisioni di salire o no, con i sacchi o senza, di ricordarsi della nebulizzazione e della cascata in testa, verso le 17 ci rompiamo la minchia e sfidiamo l'acqua (molto diminuita, ma comunque tanta).
Usciamo ovviamente lavati verso le 18 passate....

massimo

lunedì 19 ottobre 2009

ESPLORAZIONE 18-10-09


Ciao a tutti i fontenici,
Domenica mattina io, Silvano e Laura siamo intrati verso le 9,30, abbiamo sostituito placche e moschettoni sul p20 che scende a terra di mezzo e poi sostituito la corda lesionata all risalita che porta a binario.
Fatto un giretto fino a portobello siamo ritornati sulla via del fossile opposta a wild west e ci siamo infilati a liposuzione, per scavare un sifoncello di fango secco, sperando che la galleria continuasse.
Infatti dopo un paio d'ore di scavi si intravede qualcosa..... e finalmente Laura riesce a passare.
Mi affaccio alla strettoia e pian piano la vedo sparire in una fìgalleria larga circa 1,50 ma alta appena 50-60cm, così con qualche difficolta passo anche io e poi Silvano.
Facciamo una decina di metri poi la beffa, il soffitto si riempie di canulari ed accentriche che scendono fino a 30 -40 cm, la galleria contia a perdita d'occhio ma e tutta tempestata di concrezioni di vario tipo.
Se si vuole passare bisognerà fare uno scempio......ma si sente chiaramente chè c'è circolazione d' aria e secondo me vale la pena sacrificare qualche concrezione.
Visto il presunto tardo orario, la mancaza della posizione eretta ormai da circa tre ore, decidiamo per la ritirata. Armiamo la discesa all'imbocco di liposuzione e ci ritroviamo nella forra proprio sotto al p 25.
Pian piano cominciamo la risalita ed arriviamo all'auto alle 23e30, come al solito belli distrutti ma molto contenti!
Se qualcuno volesse andare a continuare l'esplorazione, o fare qualche foto prima che venga consumato lo scempio di canulari ed accentriche, trova la corda appena dopo il saltino sotto il p25. Una volta fatta la risalita prendete la galleria più bassa percorribile solo a passo di leopardo perche se prendete quella opposta vi ritrovate e terra di mezzo sotto la cascata di sifonik.
alla prossima.....

Giuliano (Conte)

giovedì 15 ottobre 2009

Esplorazione Bus del Zio

Bus del zio Therion Non so da dove cominciare…..

Stamattina sono entrato allo Zio (enter ore 9.00 esc ore 14.30) per continuare la disostruzione che abbiamo interrotto io e Silvano 2 settimane fa, nel meandrino stra-concrezionato. (Prima ancora, sempre Silvano e Giovanni, avevano fatto una campagna disostruttiva).

Oggi, dopo molte mazzate varie a discapito di qualche concrezione (come ieri nella mail avevo già detto) sono passato e…..sono sceso, dopo un saltino di 2 metri, in una sala molto concrezionata,fantastica. Pavimento a panettoni calcarei, soffitto tempestato di concrezioni.

Il pavimento,di primo acchito, mi ha un po’ demoralizzato perché sembrava tutto toppo.

Ma..ecco,là c’è qualcosa…si!è un passaggio per strisciatori…mazza e punta alla mano ho allargato leggermente il buso (sassi e fango,no concrezioni) e sono sceso.

I sassi che avevo lanciato non mi avevano dato la giusta misurazione, mi son trovato su un P10 scampanante.

Ci siamo! Sono tornato indietro fino al vecchio fondo, mi sono messo gli attrezzi,ho tranciato la corda che avanzava sull’”ultimo” pozzo,trano,placche e VIA!

Armato e sceso sto P10 sono arrivato nella sala dell’organo,(vi lascio immaginare perché io la chiamerei così) con vaschetta sul fondo e poi….eccolo, il buio che va giù per un altro saltino di 1,5/2 metri.

Adrenalina, Sgomento, Euforia, Gioia, Lacrime, Urla….dopo 4 metri di superficie piana,il Vuoto!!!

POZZO-POZZO-POZZO-POZZO!!!!!!

Mi sono dovuto sdraiare in terra per guardare giù perché mi tremavano le gambe, i miei led non sono riusciti ad illuminare il fondo e poi ho capito il perché…

Largo 4-5m x 3-4m, nero,sale e scende…i sassi fischiano per qualche secondo, rimbalzano, poi rifischiano, poi rimbalzano, poi non fischiano più ma continuano ad alternarsi rimbalzi e silenzi…….

Ho il batticuore ancora adesso.

Che dire?! Ragazzi, ci siamo!!! SI VIAGGIA!!!!!!

Purtroppo ho finito la corda e avevo solo 2 moschi placcati altrimenti sarei sceso.

Spero di avervi regalato un po’ di gioia descrivendovi la scoperta.

Io sono all’aria, mi sa che stanotte non dormo…tra l’altro in quella appena passata mi sono sognato che mi esplodeva il casco (sarà stato il discorso che abbiamo fatto sulle batte).

STOP! Ho finito, di scrivere, perché di sognare ho appena cominciato…..

Ledo

YAHOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

mercoledì 7 ottobre 2009

Esplorazione 3/4 - 10 - 09

Partecipanti: Edo, Massimo
Wanted: Kraus, Matte
Destinazione: Bueno Fonteno - Mastodont alto

Lo scopo della giornata era di proseguire la risalitazza alla sommità del salone di Mastodont, e anche di sistemare un po' di cosine lungo il percorso. Purtroppo l'influenza ci ha privato di Matte, e un imprevisto familiare anche di Kraus (nulla di grave, solo impegni di famiglia).
Purtroppo non é stato così per i loro due sacchi.... che inevitabilmente si sono sommati ai nostri. Entriamo quindi verso le 16 di sabato con 'sti mattoni sulle spalle: dentro c'era materiale per fare armi lungo la forra iniziale e un nugolo di moschi in acciaio da sostituire a quelli sul P55 Fonteno Beach. In un altro il trapano con le batte, in un altro il cibo e altro materiale vario, in un altro ancora le corde per la risalita. Più o meno siamo riusciti a rispettare il piano: il materiale per due passaggi in forra lo abbiamo lasciato in loco, e sul 55 bisogna ancora mettere 5/6 moschi. Dopodiché a Ciclopico abbiamo raccattato il sacco con il materiale per risalita, e siamo andati a Mastodont.
Effettuiamo immediatamente il rilievo di ciò che avevamo esplorato la volta precedente e proseguiamo il traverso, di circa 20 metri, completamente sospesi sul vuoto (circa 60 m). Inutile dire che la strizza regnava sovrana, ma anche le emozioni... stranissime. L'ambiente é veramente surreale, perché ci sono plastici di fango sospesi alle pareti, con enormi vuoti a mezz'altezza che dalla base di Mastodont non si possono vedere. Purtroppo non possiamo volare... perché di sicuro ci sono un sacco di cose nascoste lungo questo nuovo grande vuoto.
Fatto il traverso, approdiamo a quella che ci sembrava la base di un camino. In realtà é un piano inclinato su fango, e quindi il tutto é da considerarsi come una potente sosta in parete. Persi dallo stupore di un luogo silenziosamente enorme, attacchiamo con l'artificiale con un budget di 10 rinvii a testa. Facciamo tre giri, quindi due soste in parete e poi via.
Copriamo circa 25 metri di parete: il camino é bellissimo, rotondo e con roccia ottima, anche se ricoperta da patina di fango che inevitabilmente si rovescia su chi fa sicura. Stanchezza e orario mi hanno fatto addormentare più volte (Edo dice che da lassù mi sentiva russare...grande sicura...), ma la cosa più assurda era svegliarsi di colpo quando mi chiedeva corda, e ritrovarmi attaccato alla parete con sotto 70 metri di salone... quei 30 secondi per realizzare dove fossi erano veramente assurdi.
L'ultima tornata spetta ancora a Edo, che si ferma a 10 metri da un finestrone grosso e nero, che potrebbe essere l'inizio di un bel condottone... a +100 m dalla base.... Spettacolo!!!
Ecco, scrivo tutto in 10 minuti, ma per fare 'sta cosa, passano circa 16 ore da quando siamo entrati, cosicché verso le 9 di domenica mattina, iniziamo la lenta risalita del ritorno.
Verso le 12 incontriamo la squadra Fonteno Boys + i Maurizzi di Lovere e fidanzata Lisa, che si accingeva a scendere il 55 per andare fino a Ciclopico. Bello incontrare gente che scende mentre si sale.... Bello vedere entusiasmo e voglia di andare giù.
Usciamo verso le 13 tutto sommato abbastanza cotti, ma contenti del risultato: la prossima volta il finestrone non ci scappa, e se tutto va bene, la zona dovrebbe riservare grosse sorprese, visto che si dirige verso lidi dove non c'é ancora nulla dentro la montagna.


massimo

lunedì 21 settembre 2009

Report 20/09/09

sabato alle 15 siamo entrati in Bueno: Edo, Vez, Siro, Kraus ed io.

L'idea era di andare a Mastodont a tentare la risalita verso zone alte. Il programma originale era Gran Rondo', ma ipotizzando piene dovute alla pioggia dei giorni scorsi, abbiamo "ripiegato" per Mastodont, sicuramente meno bagnato e senza il pericolo Sifonik..
In realtà, Bueno era in gran secca, quindi vuol dire che ha drenato a dovere: anche le vallette erano secche... boh.

Come dicevo entriamo alle tre, con circolazione d'aria ancora estiva (buttava fuori parecchio). Dico questo perché in questo periodo il grottone va in inversione notturna, data la grande escursione termica del vicino cambio di stagione.
Lungo il tragitto sostituiamo le corde dei due P5 iniziali e verifichiamo che sul P55 dovremo fare un bel lavoro di cambio materiali: i moschettoni cominciano a fare ossidazioni.
In vista dell'uscita di dicembre con i sub sardi, dovremmo anche sistemare l'armo del P25.
Sostituiamo anche la cordina presso "la balena", e proseguiamo regolari verso il fossile e la nostra meta.
Inutile dirvi che la presenza del Vez e di Siro, mi faceva sperare che si spingessero ben oltre Mastodont...
Arrivati al Pozzo del Ragno, tentiamo un traverso sopra l'armo, perché speravo ci portasse già molto in alto rispetto al salonazzo, ma girato l'angolo ho verificato che avremmo dovuto traversre troppo. Così sceso il ragno, partiamo direttamente dall'attacco del primo salto per Mastodont.
Nel frattempo Kraus, Vez e Siro, dopo aver sopportato le urla di giubilo del Vez per la presenza di materiale minerario interessante (e i canti Vezzoliani), scendono in Mastodont e non li sentiamo più...
Così Edo ed io iniziamo il circhetto delle arrampicate a circa + 65 da terra... Un primo tratto lo superiamo in semi-libera, guadagnando buoni metri e dopo essere usciti in vuoto, constatiamo che sopra Mastodont c'é un mega camino che stranamente risucchia tutta l'aria. Questa é una notizia importantissima, perché l'inversione notturna indica che si tratta di una via che porta ad un ingresso alto... Il camino é veramente potente, e non riusciamo a stimare quanto vada su...
Impossibile proseguire in traverso, Edo parte con l'artificiale, e in totale guadagnamo circa una ventina di metri dall'attacco iniziale. L'operazione é tutt'altro che semplice, perché la gran presenza di fanghi fossili, ci fa muovere con le pinze, visto che sotto ci sono corde e armi per scendere nel salone (e gli altri...). La sicura la si fa con sosta in parete ovviamente.
Arrivati ad una buona altezza ci diamo il cambio e proseguo obbligato a traversare e ad uscire in vuoto: non nego che fare un traverso in parete con sotto 85 metri di vuoto, fa leggermente stingere le chiappe... Il tempo passa, e nel frattempo tornano i tre prodi, che in tutta calma si sono fatti un giro fino ai condottoni del fondo. La loro presenza però, non ci permette più di operare, perché dovendo salire, sarebbero a rischio, e chi traversa non può stare un ora appollaiato. Così, dopo una decina di metri di traverso, arrivo molto vicino al camino (la base é già circa 15 metri sotto), ma non posso fare altro che praparare un armo sicuro per proseguire la volta prossima.
In pratica, dopo questo traverso si può scendere per raggiungere la base del camino, ma si dovrà fare qualche numero. Nella base di questo camino c'é anche un pozzo laterale che non sono riuscito a valutare, e l'inizio di un meandro che mi sembra alto una decina di metri (potrebbe comunicare con il Portale, ma non ne ho la certezza). Purtroppo un diaframma mi impediva di stimare il camino, che comunque sono certo ci condurrà in interessanti nuove regioni sotterranee. Se si intende continuare a risalire, sarà più conveniente continuare dal traverso: la roccia qui é veramente ottima e salire non é difficile. Comunque la corda lasciata in loco é sicura ed é già pronta per scendere l'ultimo tiro. Anche il traverso l'ho sistemato per essere superato facilmente. Unica cosa é che a guardare giù......

Non abbiamo rilevato nulla, ma alla prossima occasione ci toglieremo la soddisfazione di portare a casa nuovi metri.

Usciamo alle 9 di domenica mattina, quindi dopo 18 ore di grotta.


massimo