mercoledì 15 giugno 2011

La Voce (10-12 May, 2011)

 

L'ho sentita borbottare, è così che ci ha accolti.

Lei mugugna qualcosa di incomprensibile ad orecchie poco "sensibili", poi mi fermo, decisa ad ascoltarla, ad imparare questa nuova lingua, solo allora comprendo: Lei mi sta dicendo che è Viva, che Respira a pieni polmoni. Percorriamo la Forra con la Sua Voce che scorre salto dopo salto acquisendo sempre più forza..La sensazione è netta: siamo nella sua gola, ci camminiamo dentro e con i nostri passi urtiamo le sue corde vocali..e forse la sua sensibilità.

La Sua Voce può accoglierti come la più placida delle donne, un fluire continuo di parole sussurrate, o schiaffeggiarti al mutare della luna; il Suo Tono ti fa capire quanto sia pronta ad accoglierti o respingerti..

E' stata clemente, Massimo ed io arriviamo al campo tranquilli, accompagnati dal Suo parlottare che diventa un fragore sui pozzi più alti. Impagabile il sonno nella Liquida Grotta.

Questa volta è un campo "molle", rilassato; dormiamo molto ed il progetto per il sabato è una "spolverata" ad Autocombustione.

Arriviamo all'ingresso della condotta e abbandoniamo gli attrezzi assieme al kasko (almeno io) : troppo ingombranti. Massimo le lavora i fianchi, con un lavoro che gli spezza le spalle allarga l'ingresso che da Hotel a due stelle si trasforma in un cinque da Guida Michelin. Senza parole. IMG_2836

Io, invece, mi incaponisco nel percorrerla in lunghezza; striscio, scavo, sposto facilmente fango asciutto prima lateralmente e poi davanti a me. La condotta "tira" a sinistra, leggermente in salita (dritto, dolcemente a sinistra, dritto, nettamente a sinistra). Spolvero circa una cinquantina di metri, perdendo Massimo dopo un pò: niente rumori di sforzi da smottamento, niente odore di ammorbidente (fino a qualche anno fa i miei occhi mi toglievano il piacere di vedere chiaramente, obbligandomi ad acuire udito ed olfatto).

Sono sola in una condotta dove, a tratti, la distanza tra soffitto e pavimento è giusto-giusto la lunghezza di una paletta da scavo, come quella da giardinieri, tanto per intenderci.

Paura? Nessuna. Voglia di proseguire? In-go-ver-na-bi-le!

Guadagno metri "mangiando" terra, ogni tanto do uno sbircio in là e cosa accade? Lei mi illude, mi prende in giro! Così capisco che in grotta devo imparare a calcolare le distanze, i giochi d'ombra...ingannevoli. Mi fermo quando, dopo aver "visto" il soffitto alzarsi e i fianchi "allargarsi", realizzo che in realtà ad un paio di metri ho uno slargo che gira nuovamente a sinistra...Decido, dolorosamente, di concludere per il momento la mia battuta esplorativa: i circa due metri che mi separano dalla curva richiedono un bel pò di sforzi e, ormai, sono trascorse alcune ore dall'inizio dei lavori.

L'interruzione in fase esplorativa è una mano che stringe lo stomaco, la "spinta" a continuare, ad andare ancora più in là è esattamente come la parola "ingovernabile": salda, netta, tonda sulla seconda sillaba...Esatto! ora che l'hai "pronunciata" anche tu ne senti la pienezza.

Autocombustione rimane in sospeso e, ancora per poco, rimarrà intimamente mia.

Usciamo, sempre mollemente, la domenica sera e, arrivati alla macchina, siamo già in fermento per il weekend successivo. La voglia di stare dentro è indomabile e noi non opponiamo alcuna resistenza.

Si accennava alla bellezza del vivere potendo scegliere..la consapevolezza di avere questo lusso non andrebbe, mai, dimenticata.

Ho sentito la Grotta Respirare e l'ho vista Vivere divorando letteralmente se stessa dall'interno.

Laura@

Bueno Fonteno 10-12/05

 

Dopo la serata a Grumello, preparativi, cena e avvicinamento tranquillo, entriamo in Bueno che sono quasi le 3 di notte di Venerdì.

Presenti: Laura R. e me.

Dopo i bei rovesci della settimana, presagivo che in Bueno le portate dei fiumi fossero aumentate notevolmente, e la speranza era che si potesse quantomeno "entrare".

Fortunatamente nella valletta, il fiume non spaventava affatto, segno che l'ondata era già passata, così, parecchio assonnati entriamo. Chiaramente stracarichi, perchè in due non si può fare altrimenti. Laura si becca il sacco trapano con annessi e connessi...

Dentro la situazione è governabile: i pozzi "bagnano" ma non all'inverosimile.

Si può fare.

Così in tranquillità, ci mettiamo tre orette per arrivare al campo.

D'obbligo la dormita prolungata.

Al sabato sfuma il traverso dietro il cesso del Campo Base: la mazzetta d'armo è in cima al Templare, e quindi si va nella condotta di Autocombustione, vista da Laura e Kraus due campi fa (ormai si misura a "campi"). Peccato, perché  riesco a dare un'occhiata al bestione, e con un rapido traversino si potrebbe esplorare parecchio... Sono sicuro che riserverà sorprese, a due passi dalle tende....

Anche il ramo di Megasnake ha una bella portata d'acqua, tanto che al campo si sente un bel frastuono.

Autocombustione è una bella condotta forzata che si apre a soffitto, 7/8 metri dalla base del meandro: ma dopo pochi metri si intasa di fango secco quasi fino alla volta e prosegue con un bel vento in entrata.

Naturalmente la magra è lei, Aracnia, quindi cercherà di spingersi più lontano possibile, mentre dietro provo a sbancare munito di piccole palette.

Laura parte, e sparisce per oltre 4 ore, anche se per le prime due la sento ravanare: riesco a sbancare almeno 10 metri in modo che si possa strisciare molto comodi, ma da solo è un lavoro un po' pesante.

A ritorno, Laura misura circa una cinquantina di metri di condotta strisciante per magri (ma morbida!), e dopo un restringimento da scavare e un notevole aumento del vento, vede che la volta pare alzarsi... Il rientro è tutto di piedi, quindi per stavolta basta così.

Viste le dimensioni, e la direzione completamente nel nulla, è uno scavo che val la pena fare. Basta organizzarsi un po', e in tre o quattro si può portare fuori tanto terriccio in breve tempo. Poco per volta, lo porteremo avanti. Dista circa 15 minuti dal campo.

A ritorno riguardiamo ancora il condottone dietro al campo... è grosso forte... lo faremo la prossima volta.

Nel ritorno, la situazione idrica è migliorata, e più volte abbiamo avvertito inversioni d'aria.

massimo

sabato 21 maggio 2011

Campo base 13/15 maggio 2011

 

La squadretta del week era composta da: Kraus, Fabio, Grip, Laura R., Max

Purtroppo non si riesce mai ad entrare "presto" al venerdì, e quindi tra cena e preparativi si arriva alla mezzanotte.

Il periodo siccitoso, rende sempre più amabile la discesa, e quindi in tre orette siamo al campo. Poca acqua e gioco di correnti d'aria che si alternano a tratti, da circolazione estiva a invernale, con momenti di stallo di circa 7-10 minuti: un fenomeno particolare tipico del cambio definitivo di stagione.

Al campo, un po' di rassetto e baldoria ci vuole sempre quindi la buonanotte arriva che probabilmente "FUORI" è già mattina...

Al sabato "quasi pranzo" inizia il fervore esplorativo: una squadra farà riprese video, l'altra dopo un po' di rilievo, darà inizio alle danze.

Devo sprecare due parole sulla zona (La regione degli Deì) che stiamo esplorando: è fantastica. Un mega pozzone (Il pozzo degli Avvisati) che sale a salti, con concrezioni mai viste in Bueno. Sembra tutto finto, bianchissimo e lucido... di plastica. Enormi colate bianche, meduse gigantesche, stalattiti da tutte le parti.

Di negativo è il nostro passaggio, che inevitabilmente inzozza...

La verticale non scherza, è di 66 metri e in certi punti larga anche 15/20. Un breve meandro e condotta alla sommità, portano alla saletta dove si trova la Fonte degli Deì, una vasca da poster. Sopra si intravvedono ancora organi tipo quelli di grandi cattedrali... (e infatti "L'organo del Templare" è già il prossimo ambiente).

Mi è difficile spiegare l'epopea del Templare, ma credo che da qui in avanti sarà l'entità-guida-mattacchiona dell'Abisso... evocata in maggioranza piena dai frequentatori del Campo base...

Ormai il mitico "Templare" è alla base di ogni speranza e imprecazione... non so se qualche altro vorrà meglio illustrarvene saga e gesta.

Il Templare è lassù... un po' concede, un po' cerca di prenderci per il cul...

Proseguiamo nella risalita, e dopo un altro P10, siamo ad un'altra base di camino, veramente fiabesca. Credo il luogo più bello di Bueno in assoluto, e a pari merito con le eccentriche di No-China, in Wildewest.

I mitici riescono a riprendere il tutto... vedrete che roba...

La presenza di stalagmiti grosse, ci permette di risalire alcuni tratti con tecniche da ranch Orfei (lazo e piroette in aria). L'ultimo tratto è un altro P15, con svariate difficoltà: parete concrezionata e marcia ai lati. E aggettante, per di più... (e gli ultimi fix che girano nella roccia...).

Ma in cima si intravvede la condotta!!!! Sta a vedere che il Templare ci premia. Inizia la ola....

Ci sono.

Entro.

Pensate, a quasi +100 di risalita, un fiume di concrezione mi riempie la maledetta condotta e chiude...

Chiude...

Una stanzetta nel soffitto con un buchino di fango di merda....

Chiude cazzo!

Bestemmie infinite per il Templare..... bastardo maledetto....

Nella discussione su come e quando effettuare il disarmo in doppia, mi fumo la "sacra paglia della disperazione"...

Voglio rimanere nella nebbia... Ne fumo due...

Ma....la nebbia sale... La seguo... va verso il buchetto di fango....

Non è possibile....

L'aria ha invertito. Ora sale veloce...

Sale di brutto nel buchetto... ma se non ci passava un pugno....

Vado a rivedere, sposto due sassi fangosi che occludono e... sopra è NERO....

NERO!

NERO!

NEROOOOOO!!!!

E il Templare ridiventa un amicone...cori da ultrà in suo favore...

Si mette in moto la macchina LauraGripKraus e A MANO spaccano tutto.

In un'ora passano.

Salgono.

Salgono altri 10 metri in una condotta inclinatissima e a +112 dalla base si dovrà chiodare ancora: il soffitto si vede, è lì sopra e il buco che lo sfonda anche...

Adrenalina da vendere...

Bellissimo.

Incredibile.

IMG_2913Bueno non smette di farci sognare, e adesso siamo ad un'altezza dove potremmo reincrociare piani più orizzontali. L'abisso dovrebbe riesplodere da un momento all'altro.

Il sapore della tortellinata al campo, credo che non lo troveremmo nemmeno nel miglior ristorante del mondo. Stavolta con blocchi di grana e pancetta affumicata... si accettano prenotazioni...

Festino, riprese, grappa, cazzate al vento "a valanga"... e si torna a dormire alle 5 di mattina.

Assicuro che dopo una ricca colazione, si parte dal campo in gran forma.

Partiti verso le 14 e con una sosta al Fossile, usciamo dopo le 18, con la gradita presenza del mitico Yanni e un cesto di ciliege all'ingresso.

Non sembra nemmeno di essere entrati due notti prima...

Alla macchina leggo negli occhi di tutti la voglia di ritornare ancora là...

ebbè... il Templare chiama....

massimo

venerdì 20 maggio 2011

Emozioni “Bueniche” by Dart Laura

 

Prologo

Sono nata al mondo notturna, con uno spirito solitario e tenace. Ho viaggiato, ho viaggiato molto riuscendo a muovermi nel mondo più di quanto sia mai stata in grado di farlo nei luoghi che dovevano essermi più familiari. Ho visto molto delle brutture e delle bellezze che il mondo racchiude, ho avuto moltissimo e perduto ancora di più. IMG_2907

Irrequieta sono approdata a Bueno e dalle trecce da bambina, la chioma sciolta da ragazza, il chador da giovane donna avventurosa sono giunta al mio kasko Petzl.

Orgogliosissima.

Mi sono immersa in Bueno grazie al fatto che, nonostante un crazy-show di provenienza poco sospetta, qualcuno ha creduto in me e nella mia "testa".

 

Mi sono addentrata in Bueno digiuna della materia: da me, per ora, non avrete numeri, definizioni tecniche, per quelle c'è tempo; la mia visione è di pancia, una mano sul cuore. Il mio approccio è stato nudo, istintivo, naturale e lo è ogni volta di più perché la familiarità con gli attrezzi mi permette di assecondare il mio bisogno: respirare la grotta senza filtri. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza Kraus, Massimo e Gripp che al primo campo mi hanno accudita e seguita con la capacità di lasciarmi "libera" di vivere gli spazi a modo mio; loro più "pensierosi" di quanto lo fossi io, più preoccupata di rallentare il loro passo che altro... le mie scuse si sprecavano. Ora, al mio terzo campo, fino al Fossile, ho aperto io la strada del ritorno, tanto che hanno deciso di appiopparmi il sacco trapano la prossima volta! Forse mi dovevo giocare meglio le carte da femmina..

Mi sento fortunata, siamo affiatati e il mix che ne esce è esilarante, non credo di aver mai riso tanto così a lungo. Abbiamo personalità diverse, ovvio, ma credo che il neurone "grotta" nella nostra testa sia familiare. Sto scoprendo lati di me di cui sono fiera e altri meno edificanti: non sono brava quanto speravo ad ironizzare su me stessa..forse.       Migliorerò.

Squadra

Bueno è così, ti mette di fronte a gran parte di quello che sei, ma va bene, ogni volta impariamo il valore delle nostre debolezze. Il ritorno che ne ricevi è pari al rispetto che le porti, alla curiosità, alla passione che è una spinta inesauribile: non comprensibile completamente finché non la vivi.

Nasco a Bueno col Mostro degli Avvisati, battezzato così in memoria della polemica pre-primo-ingresso: il Mostro sono io (in senso positivo e non l'ho detto io..), gli Avvisati sono quelli che hanno avuto il coraggio di rischiare ad avermi con loro. Massimo, Gripp e Kraus vi hanno già dato le "coordinate" e sottoscrivo tutta la gamma di emozioni, urla e sospensione del respiro che vi hanno descritto..All'Organo del Templare ci arriviamo al terzo campo che vede anche la presenza di Fabio che mi ha fatto scoprire la bontà dei pomodorini su un velo (poco velo) di salame sdraiato su un crostino servito su un plastik-piatto-rosso nella nostra lounge a quasi -440mt e grazie al quale (Fabio, non il salame) mi sto facendo una cultura sui troglobii...

Insomma, senza perdersi in giochi di pensiero...Sguardo ammirato alle linee morbide di ovattato candore delle concrezioni che si perdono fin dove arriva lo sguardo, in un ambiente immerso in aria bagnata e nebbiosa....tanto che, in tenda, ripensandoci, sono arrivata alle lacrime.

Abbiamo anche ritrovato un baby-Pippo, sì, un fratello-pipistrello, concrezionato in una vasca...povero..caduto dal nido quando il letto di fango su cui si trovava si è scaldato e sciolto, causa dell'alito fumante del cavallo razza Steinberg di proprietà del Templare che ha mollato l'unicorno perché ormai fuorimoda!  Chissà come avrà fatto ad arrivare fin lassù...o laggiù. Mi spiace per chi legge, perché ogni esplorazione, ogni scoperta, porta con sè tutta una serie di considerazioni, fanta-storie create al momento che è difficile da far passare se non vengono vissute..inabissarsi per credere e, forse, vi sveglierete anche voi con una chiamata persa sul cellulare fatta da Sir Templare.

"E' adesso che la festa inizia!" (Anakin aka Dart).

 

 

L'uscita è sempre emotivamente dolorosa, per me, l'ultima volta, alla partenza dal campo, quasi un male fisico.

L'ultima quieta riflessione scatta sempre quando arrivo al Fossile: " ? a cosa pensi quando le luci del nostro passaggio si allontanano, quando la nostra presenza caciara ti abbandona per un breve momento; a cosa pensi quando l'unico suono udibile è quello dei fiumi, dell'acqua che come sangue ti scorre nelle vene?"

Mi piace pensare che Grotta è un nome femminile: eterna, fedele, piena di mistero.

Il passo dal Fossile al confuso movimento del mondo esterno è breve, ma questa volta ad aspettarci c'era Yanni con il suo sguardo innocente e le sue definizioni del mondo "dal sapore poetico", ciliegie rosso vermiglio in un cestino colore dell'erba accompagnate da birra fresca.

Sono belle le strade difficili.

Laura@

martedì 10 maggio 2011

Attività 09/05/11

 

Questo week end l'attività da "campo base" ha avuto una sosta.E quindi l'uscita è stata solo domenicale.

Siamo andati a proseguire la disostruzione sul fondo alla Laca della Foppella, in cui già le settimane scorse si era iniziato ad allargare.

Il ritrovo domenicale è "sciallo", e quindi alle 9.30 cappuccio a Fonteno: Fabio, Laura R., Max.

La giornata è ovviamente tutta dedicata a scavo e disostruzione, oltre ad aver rilevato la grotta a nuovo.

La strettoia di fondo non è semplicissima in quanto scende inclinata, stretta e mista a fangoroccia. Il passamano è il solito da contorsionisti. Man mano che si allarga però aumenta l'aria (in entrata, ingresso alto... ottimo): risucchia ogni tipo di odore... e quindi l'idea del secondo ingresso di Bueno prende sempre più piede.

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A pomeriggio inoltrato il diaframma bastardo cede, e oltre sembra che continui nero e vuoto... l'euforia come sempre sale e dopo altri addolcimenti Laura riesce a infilarsi.

La via continua... ma dopo pochi metri è stretta e fangosa... un lavoraccio impestatissimo. Guardiamo dovunque ma la risposta è sempre la stessa.

Delusi, ce ne torniamo fuori, lasciando questa porta al momento un po' socchiusa... ci sono vie troppo grosse che vengono prima!

Per chi volesse provare a proseguire, è giusto sapere che la grotticella si trova 100 metri perfettamente sopra il ramo di Ariasanta, la regione più remota a monte dell'abisso.

Massimo

martedì 3 maggio 2011

Campo 29/04 – 01/05/2011

 

Report Massimo

Entriamo attorno alle 23.40 venerdì sera: Kraus, Laura R, Grip ed io. Arriviamo in 4 orette al campo andando tranquilli. L'acqua era un po' più delle volte scorse, merito delle piogge degli ultimi giorni.

Al campo, dopo aver sistemato alcuni tiri di rilievo, baldoria serale.

Il giorno dopo, ci dirigiamo prima nella condotta trovata a soffitto a Megasnake. Vista molto bene da Laura e Kraus, prosegue in scavo, larga ma da scavare e c'è aria.IMG_2830

Poi diamo inizio all'ennesima risalita in artificiale, proseguendo il "Mostro degli Avvisati", l'ultima grande verticale in esplorazione.

In alto è molto vasto, ed un meandro a soffitto senza pavimento, ne comunica le due estremità a circa 20 metri di distanza... Quindi due meandri in cima, uno di fronte all'altro ma con un megapozzo largo 20 metri che li separa.... pazzesco.

La risalita è faticosa nei primi 15 metri (e ci troviamo già a + 35 dall'inizio) perchè a tratti é aggettante. Al centro di questo mega camino, una colata concrezionata bianchissima, fa veramente emozionare: poche volte abbiamo visto colate così belle.

La seconda parte di parete, presa letteralmente d'assalto, è di altri 15 metri completamente verticali: alla fine riesco a raggiungere il meandro in cima. Il pozzo risalito in totale è un P60, niente male...

Fatto l'armo finale e ricomposta la squadra, si riparte. Entriamo in un meandrino dal pavimento concrezionatissimo e sempre bianco, poi saliamo in un accenno di condotta e sbuchiamo in una nuova sala con una vasca talmente bella, che dovremo IMG_2856fotografarla per descriverla... Tutti ovviamente ne beviamo le acque, in segno di ringraziamento. Più sopra, dopo i prossimi 15 metri di verticale, si intravede la prosecuzione in un ambiente enorme e con colate di svariati metri... che supereremo la prossima volta...

Quindi continua.... e siamo a + 75 metri dall'inizio, e a pochi minuti dal campo.... spettacolo! Rileviamo per ora circa 150 metri nuovi.

I festeggiamenti del sabato sera ovviamente sono proseguiti fino a tarda notte, dopo la consueta pentolazza di tortelli.

Domenica, rassetto generale del campo e partenza alle 12.30. Usciamo in cinque ore con pausa al Fossile.

massimo

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Report Kraus

 

Grande esplorazione! Durante l'ormai consueto minicampo mensile di due notti, una squadra ( Kraus - Aracnia) si è impegnata nello scavo di una condotta semiostruita nel ramo di Megasnake mentre un altra squadra ( Max - Grip) si dedicava al completamento della risalita del mostro degli avvisati.

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Dopo svariate ore lo scavo della condotta è stato sospeso e ci siamo riuniti tutti in cima al mostro ormai domo. Spettacolareeeeee!!!!! Il pozzo mentre sale si sdoppia e si espande sempre di più.
La risalita si è sviluppata lungo una colata cosparsa di meduse di un biancore abbagliante. Si prosegue in un corto meandro che sfocia in una sala-pozzo la cui base è un trionfo di vaschette concrezionate. Dieci metri in alto una finestra che raggiungeremo la prossima volta da accesso ad ambienti vastissimi che si spingono ancora verso l'alto al limite delle nostre luci. In totale siamo giunti ad oltre i 70 metri di dislivello dal campo base.
Inutile dire che siamo usciti ululanti come un branco di coyote.......

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Report Grip

Mi riprometto sempre di scrivere qualcosa sulle uscite ma non ho mai tempo, questa volta il tempo DEVO trovarlo perchè l'uscita di questo week è stata semplicemente la più bella di sempre. Non mi dilungherò sugli aspetti fantastici della "vita da campo base" di cui già si è detto in passato, piuttosto voglio tentare di raccontare il tutto in una chiave un pò più ironica di quanto non abbia fatto Sua Carsità Sir. Max Pozzo.

In effetti in 4 ore tranquilli tranquillini arriviamo al Camping Collosso: rinnovo i miei complimenti a Laura, ribattezzata Aracnia, che davvero migliora alla velocità della luce (visto il contesto, direi del buio...).

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Poco prima di arrivare al Campo, Sua Carsità chiede chi voglia aiutarlo nel rifinire il rilievo degli ultimi "tiri" subito prima del Campo stesso...vengo io, vai tu, vai tu, vado io, morale della favola il festival del demenziale comincia con un mio :"...Dai vengo io perchè voglio avere un ruolo DI RILIEVO..."....va beh, fa schifo, ma come l'ho raccontata io era bella, peggio per voi che non c'eravate, noi ci siamo messi a ridere tutti. Tiè.

Mentre noi rifiniamo il rilievo, Kraus armato di mini-piccone scava come un forsennato panchine e ripiani nei pressi della cucina (?!) del campo...addirittura ne scava una munita di braccioli, quindi ormai manca solo la pianta di Ficus.

Prima di andare a nanna e delle canoniche passeggiate in ciabatte sul pozzo da 20 per andare in bagno, ci spariamo un Mokkaccino formato Aracnia che ha così tanto cacao, ma così tanto cacao, che solo a guardarlo ti veniva il diabete. Infatti era buonissimo e caldissimo, spettacolo. Non posso non menzionare le nuove ciabatte di Sua Carsità Nomen Omen Sir. Pozzo Massimo: stile anni '70, bianche bianchissime, quando le indossi fanno luce, puoi anche tener spento il Mastrel. Sua Carsità sembra una versione sotterranea di Al Pacino in Scarface, mancano giusto l'anello d'oro e una catenazza. Spettacolo. Io e Sua Maestà Ipogea ci rintaniamo nella Steinberg , auguriamo la buonanotte agli altri due , e ci addormentiamo dibattendo sull'opportunità o meno di portare quadri e stampe al campo per abbellirne l'estetica, il problema più grosso al momento sembra essere l'assenza in commercio di sacche quadrate o cubiche. Altra ideona da brevettare?! "Sacca portastampe stagna da grotta", € 70. Per me suona bene.

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La mattina dopo ci svegliamo strariposati e adrenalici. Decidiamo subito di fare una capatina alla condotta a soffitto individuata a Megasnake. Dopo aver armato un traversino, ci buttiamo nella condotta che, per motivi che solo i partecipanti al Campo Base potranno capire e che non intendo spiegare, proporrei di chiamare Autocombustione.

La condotta è abbastanza asciutta e parte bene, poi dopo pochi metri si abbassa fino a diventare (quasi) impraticabile. Armato di mazzetta inizio a scavare per abbassare il livello, e mi rendo conto che per fortuna il lavoro è abbastanza agevole. Il terreno è infatti molle, ma non è fangoso, per cui i risultati dello scavo sono visibili nell'immediato. La buona notizia è che si sente una discreta aria, oltre al fatto che la condotta prosegue nel buio indistintamente senza poterne vedere la fine. Secondo me promette, poi si vedrà...fatto sta che Aracnia si incaponisce e, forte delle sue longilinee forme, sguscia dentro e inizia a lavorare. Dopo poco io e Max decidiamo di incamminarci per dedicarci alla 2° parte della risalitazza del Mostro degli Avvisati, Kraus e Aracnia ci raggiungeranno là.

Come da prassi ormai consolidata, io faccio sicura e Sua Carsità sale verso l'alto come un pazzo: ha ragione Sir. Pozzo, la risalita, apparentemente di routine, si rivela impegnativa perchè la parete è aggettante, fatto sta che Sua Carsità ogni tanto si spazientisce o, per meglio dire, perde le...staffe. Ma non si perde certo d'animo, anche perchè l'ambiente è incantevole...io dal basso gli faccio notare che la colata che si trova al suo fianco è bellissima, un vero pullulare di bianchissime meduse, da lì a chiamarla Risalita delle Baleari il passo è brevissimo, anzi proprio non c'è.

Nel giro di un paio d'ore Sua Carsità arriva su in cima oltre la colata, ma quello che sembrava un vasto terrazzo si rivela essere poco più che una rientranza. Ci facciamo prendere un pò dallo sconforto, anche perchè la statica da 20 metri che abbiamo ci permette di fare ben poco, quella da 70 ce l'ha Kraus e Aracnia...che però per fortuna di lì a poco arrivano!!! Sua Carsità si inkazza e DECIDE che deve arrivare su in cima e, con un ritmo a dir poco indiavolato, si spara una dozzina di metri in meno di un'ora, dove sembra esserci l'accesso ad una forra.

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Max arriva in cima, si infila nella condotta ma correttamente ci aspetta prima di andare in esplorazione...ci parla solo di tanto tanto CANDORE ovunque...lo raggiungo su alla svelta e lo spettacolo è a dir poco affascinante: pavimento BIANCO, pareti BIANCHE...tutto concrezionato, bellissimo. Ma la cosa che ci fa diventare MATTI nell'attesa di Kraus e Aracnia è ciò che udiamo...a pochi metri da noi si sente un gocciolamento molto forte e costante, immaginiamo ci sia una sala...faccio la prova eco, caccio un urlo e si sente tanto di quel rimbombo da far paura!!! Guardo Max e lui mi fa :"...Lo senti questo? Questo per me è il rumore tipico di gocciolamento da LAGO..."...non finisce qua, illuminiamo con la torcetta sull'altra parete speculare a noi del pozzo appena risalito, la continuazione della condotta in cui ci troviamo sta dall'altra parte, è grossa, e si perde nel nero più nero...state godendo, eh?! Figuratevi noi in quel momento...E NON FINISCE QUA...appena arrivano su loro, ci infiliamo nella condotta...entriamo in un salone concrezionato (dimensioni tipo la sala del 18 o poco più, tanto per intenderci...), che si ferma sotto una parete non più alta di una dozzina di metri con COLATA BIANCA E STALATTITI, un gigantesco squarcio facilmente raggiungibile...E NON FINISCE QUA...alla base della parete c'è una bellissima vasca stra-super-mega-concrezionata e bianchissima, piena piena piena di fiori di calcite...proporrei di battezzarla la "Fonte degli Dei"...facciamo una marea di foto completamente entusiasti...MA NON FINISCE QUA...vi dico solo che nello spazio apparentemente immenso che si apre pochi metri sopra le nostre teste si intravede l'Organo del Templare...

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...e sicuramente NON FINISCE QUA……

Grip

lunedì 18 aprile 2011

Esplorazione 17/04/11

 

Cavità: Abisso Bueno Fonteno

Partecipanti: Livio, Fabio, Laura R., Kraus, Max.

L'intento della giornata era di piazzare trappolette per la fauna nella zona di Terre di Mezzo, di continuare il traverso iniziato da Livio due domeniche fa, e di rivedere il ramo che da Spalmer scende fino al P50 di Hydrospeed.

Arrivati a Torrent Express, il pozzone con cascata che alimenta il profondo lago di Laguna Blu, Livio da' inizio alla continuazione del traverso, che si rivela un po' ostica causa fango in parete.

Vediamo anche noi la condotta che vorrebbe raggiungere, e quindi abbandoniamo l'idea di andare a Spalmer...

Iniziano le manovre da circo quando Kraus traversa su nasone naturale fanghiglioso (a 20 metri sospeso sul lago...), pronto a fare un carpiato con volo ad angelo.

Mentre Laura e Fabio si fanno un bel giro fino a Portorotondo, "i ragazzi del traverso" raggiungono la condotta... le prime urla di Kraus fanno già ben sperare.

La condotta è bella ampia, ma dopo 15 metri... toppa di fango .... che "spiga"...

Sotto il pavimento della condotta sembra che ci sia del vuoto e magari in un futuro ci si ricorderà di questo particolare, per ora c'è talmente tanto da fare che difficilmente verremo qua a fare scavi.

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Disarmiamo e lasciamo il materiale al solito magazzino delle "Fate", nella forra sotto Fonteno Beach.

Di fatto il rilevato è ora di 18.540 metri, più duecento metri sparsi ancora da rilevare.

Stiamo organizzando il week end successivo (29-30-1 mag) a quello di Pasqua, dove faremo nuovamente campo base nei rami del fondo. L'idea è la solita, di entrare al venerdì sera per uscire domenica pomeriggio.

I sicuri dovrebbero essere: Kraus, Massimo, Laura R, Fabio e Grip. Forse Grip entrerebbe già al venerdì mattina se c'é qualcuno.

L'intenzione è di continuare la risalitona iniziata la volta scorsa, visionare la condotta trovata a Megasnake, e se siamo in un buon numero, passare anche il laminatoio del ramo nuovo trovato in cima al P70 risalito a Collosso.

... nel frattempo sta maturando l'idea di fare un campo estivo (fine luglio) interno di una settimana.... 

Massimo

giovedì 14 aprile 2011

Battuta 09/04/11

 

Sabato io e Conte siamo andati a vedere lo sfondamento che si è creato nel prato vicino alla Bressana, praticamente sopra Aria Santa.

Aria Santa

Purtroppo però si è rivelato un lavorone non indifferente, il buco ha un diametro di circa un metro e mezzo e profondo solo 50cm.

Praticamente quasi da scavare da zero, sassi pochi e tutta terra......

Non contenti abbiamo ripiegato sulla valle di Tavernola e abbiamo trovato i due buchi che Conte aveva già visto in passato e Ale aveva cominciato a disostruire.

Praticamente si trovano circa 200~300m a monte del bivio Rino originale e altra valle già vista ed esplorata, la quota è quella del santuario di Cortinica.

La posizione di entrambi è molto interessante, rasentano il letto del fiume e uno dei due si trova proprio nel cuore di un "arrotolamento" di strati pauroso! direzione quasi perpendicolare alla Milesi.

Conte dice che Ale si era già intrufolato e entrato una decina di metri....direi che la cosa si fà molto interessante.

La zona non è nemmeno tanto difficile da raggiungere e aggiungo, con il clima estivo che ormai ha varcato la soglia, lì si sta proprio bene anche a ferragosto.

Ledo

Campo 8-10/04/11

 

Questo week end abbiamo fatto un altro campetto in Bueno, entrando al venerdì sera per uscirne domenica pomeriggio.

I quattro ardimentosi erano Grip, Kraus, Laura R. ed io.

L'intento era di proseguire un'altra risalita in artificiale molto vicina al campo, e poi dare un'occhiata al meandro di Megasnake, tutto situato a -400 circa di profondità.

IMG_2765

Causa pseudo rottura di un discensore, l'andatura a scendere è stata un po' rallentata. Inoltre Laura affrontava Bueno per la prima volta, e quindi nei frazionamenti i tempi si sono allungati. Siamo quindi arrivati al campo in 5 ore invece di 3.

Bueno in questo perido è spettacolare. La poca acqua (si fa sempre per dire), rende tutto più godibile.

A livello statistico, aggiungo che il flusso d'aria passa in inversione estiva di giorno, e invernale di notte, segno che a breve diventerà stabile estivo.

La risalita è in un camino molto bello e grosso, già iniziata qualche anno fa da Edo e Mauri per circa 20 metri. Ambiente fossile e molto concrezionato, con colata bianca da poster.

Sistemato prima un traverso per raggiungerla con più sicurezza, si parte.

Saliamo una bella parete dritta di 20 metri, per arrivare alla base di un altro camino, veramente bello e grosso. Concrezioni stupende e visibilità a soffitto per circa una cinquantina di metri ancora. In altro è larghissimo, sembra ci siano più vie da vedere. A venti metri sembra ci sia una possibile condotta o forra... ma finché non ci andremo a mettere il naso....

Lasciamo tutto l'armamentario in loco, perché la prossima volta continueremo.

IMG_2791

Dopo aver lavato pentolame vario, ci tuffiamo in Megasnake, cercando di rivedere tutto minuziosamente. Nella parte a soffitto, credo a metà ramo, troviamo una condotta forzata senza impronte, da raggiungere con una corda. E' di buone dimensioni, ma non riusciamo a raggiungerla causa passaggio troppo esposto e su parete inclinata fangosa.

Altro lavoro per la prossima volta...

Sabato sera, solito festino con tortelli nella ricetta del campo: dado, cubotti di grana e speck del Sudtirolo... Moccaccino al cacao prima di andare a dormire.

La mattina di domenica, usciamo in circa 5 ore, con nuovi enigmi da risolvere.

                                                                                          Massimo

 

 

domenica 27 marzo 2011

Campo 18-21/03/11

 

Dopo la serata a Sarnico di entriamo alle 3 di notte in Bueno: Kraus, Fabio ed io.

In due ore e mezza siamo arrivati al Campo Base.

L'indomani verso le 12 ci dirigiamo a Collosso a completare la risalita del pozzone con cascata.

Nonostante l'ambiente, impressionante, gigantesco e altresì inquietante, riusciamo ad arrivare in cima alla bestia.

Soliti numeri da circo viste le pareti un po' marce (il lato asciutto... ma fanghiglioso), e armi splendidamente in vuoto, la sommità si aggira sui 65 metri. Ne riscendiamo una decina per raggiungere la forretta da cui fuoriesce il fiume e dopo una arrampicatina di altri 5 metri ci si para davanti una bella condotta. Vaschette, stalattiti e corso d'acqua (buona... come sempre).

Nel frattempo ci raggiungono il Vez, Grip e Daniele, entrati alla mattina di sabato.

La condotta, dopo una trentina di metri, si abbassa in laminatoio da disostruire con pala o altro, e con un bel cellophane, perché se ne esce marci.

Al di là, dopo pochi metri, si intravvede di nuovo uno slargo notevole, e rumore di cascatella.

La flebile aria, speriamo non significhi la presenza di un sifoncello, più avanti.

In ogni caso, l'ambiente di Collosso è veramente esagerato, e merita di essere visto: lungo le pareti del pozzone, più in basso c'è una grossa spaccatura da vedere.

La nuova diramazione punta a superare il sifone Smeraldo... chissà....

Ritorno al campo base e più o meno verso le 2:30 la combriccola ronfava di bella maniera...

Domenica mattina si parte in due squadre a distanza di un ora e mezza circa.

Grip ed io partiamo alle 12 uscendo alle 16.40.

Il campo base permette di riposare, ripartendo quindi freschi e "colazionati". In questo modo anche l'uscita è molto più leggera e alla portata.

Le due notti, rendono tutto meno faticoso.

Il campo è stracomodo e sempre asciutto: nelle tende si può dormire in mutande nel sacco a pelo.

In questo giro, l'acqua lavava parecchio sui soliti posti: i due p5 iniziali, P15, P25, Facciale e qualcosina a Fonteno Beach.

Prossimamente tenteremo la risalita prima di Megasnake, una rivisita a tutto Megasnake e la risalita nel nuovo ramo "Turgido" trovato sopra l'innesto di Cattive Acque.

L'abisso si avvicina a 18,5 km a cui bisogna ancora aggiungere le ultime diramazioni a Liposuzione e Wildewest.

Massimo

lunedì 28 febbraio 2011

Esplorazione speleosubacquea sorgente Milesi

 

Sorgente Milesi

Sabato mattina, 26 Febbraio 2011, abbiamo tutti in testa un solo obbiettivo, arrampicare il pozzo cascata che ci aveva fermato nella precedente punta esplorativa.

L’esito dei tracciamenti fatti a Bueno Fonteno, che proprio in questa sorgente hanno dato esito positivo, hanno creato un entusiasmo generale.

Siamo in tantissimi all’appuntamento a Tavernola nella prima mattinata di Sabato, anche perché l’interesse per il Progetto Sebino, ha contagiato non solo gli speleologi,ma anche chi vive, lavora e gestisce il territorio.

Insieme a Luca e Nadia prepariamo in un comodo spazio appositamente preparato le nostre attrezzature, e dopo averle suddivise in più sacchi speleo ci incamminiamo alla sorgente, scortati dalla protezione civile che nei giorni precedenti aveva messo in sicurezza il sentiero. Assembliamo le nostre attrezzature subacquee, riempiamo due sacchi speleo di materiale da trasportare oltre il sifone e un grosso bidone stagno, dove sistemiamo trapano, batterie ed un piccolo kit di soccorso. Tutto è pronto e verso mezzogiorno ci immergiamo.

L’assenza di precipitazioni nelle settimane precedenti ha di molto abbassato il livello del sifone, tanto che il flusso d’acqua in uscita è quasi impercettibile. Questo ci complica parecchio il superamento del sifone, dato che il sedimento sollevato durante il nostro passaggio non viene trasportato via dall’acqua. La visibilità è così compromessa dopo il passaggio del primo speleo sub. Riusciamo comunque a trasportare tutto il materiale in una sola volta e corriamo alla sala della cascata dove il camino ci aspetta. Insieme a Nadia inizio ad arrampicare in artificiale, mentre Luca si prende carico di effettuare le riprese video. Senza particolari difficoltà, visto la roccia sana, in breve il camino è superato. Davanti a me illumino una bellissima condotta forzata, in parte ingombra da massi di crollo. Grido a Nadia e Luca di recuperare tutto il materiale, e di raggiungermi...non crederanno ai loro occhi. La condotta ha un morfologia bellissima, piccoli ammoniti neri sulla roccia bianca sono sparsi in tutto l’ambiente, l’acqua limpidissima scorre tra rocce levigate dal suo incessante passaggio. La dimensioni della condotta sono di circa due metri di diametro e a stendo tratteniamo la voglia di correre. Il rilievo deve essere la priorità, così rileviamo avanzando.   Dopo sessanta metri di galleria troviamo un bivio. L’asse P1050973principale della grotta che mantiene una direzione di 270°  incontra un arrivo fossile con direzione 120°, in netta salita. Decidiamo di andare a vedere questo ramo e di tornare dopo a seguire l’acqua che proviene da un basso laminatoio. Il ramo sale con una pendenza di circa 30°, numerose sono le concrezioni che troviamo sia sulla volta che sulle pareti. In cima al ramo, parte un breve scivolo che ci porta in una saletta concrezionata con il fondo ingombro di sabbia. Cerchiamo un po’ ma non troviamo una prosecuzione. Torniamo sui nostri passi e strisciamo nel laminatoio per quindici metri prima di sbucare in una nuova galleria. Le dimensioni si fanno sempre più grandi, l’altezza in alcuni punti supera i cinque/sei metri. Tra grossi massi avanziamo con cautela accedendo a una sala con alcuni plastici fangosi, dove il lento stillicidio ha creato dei solchi regolari. Una grossa piega degli strati è visibile sulla parete terminale della sala. La prosecuzione non è evidente, ma sentiamo il torrente scorrere sotto i massi crollati sul fondo della sala. Ci infiliamo tra enormi blocchi fino a ritrovare l’acqua. Una serie di strettoie ci complica la vita, ma con un po’ di pazienza riusciamo a superarle. Troviamo la prosecuzione della grotta ma purtroppo non riusciamo a passare. Tre grossi massi ci sbarrano la strada, ma lasciano comunque intravvedere la partenza di un meandro da dove proviene l’acqua. Non siamo attrezzati con materiale da disostruzione quindi per oggi i giochi sono chiusi.

Tornado scattiamo alcune foto degli ambienti e Luca instancabile continua a riprendere.

Tornati al sifone ricompattiamo le attrezzature e ci prepariamo per il rientro. La visibilità purtroppo non è migliorata, anzi, aver camminato e strisciato nel torrente per trovare la prosecuzione durante l’esplorazione non ha fatto altro che portare nuovo sedimento. Il rientro si dimostra più complicato del previsto e alla strettoia per non mollare il filo sono costretto ad andare avanti e indietro due volte per portare di là prima il bidone e poi il sacco. Tengo una mano sul filo e con l’altra cerco di spingere il pesante bidone, ma senza visibilità devo anche cercare a tastoni il punto giusto per farlo passare. Finalmente ci riesco ma quando torno indietro per prendere il sacco non riesco più a trovarlo. Cercarlo in queste condizione sarebbe uno spreco di tempo oltre che pericoloso, così rinuncio, recupero il bidone e aspetto Luca e Nadia. Lentamente seguiamo il filo, fino alla fine del sifone. Impieghiamo diciotto minuti per superare il sifone che in condizioni normali superiamo in sei.

Una volta usciti la festa è grande, dopo cinque ore possiamo finalmente raccontare gli incredibili ambienti incontrati. Una grande soddisfazione per tutti.

Non riesco a godermi a pieno la festa per via del sacco abbandonato, ma subito mi accordo con Luca e i ragazzi del Progetto per tornare il giorno dopo a cercarlo.

Nel sacco oltre al mio materiale speleo c’è anche il rilievo e la macchina fotografica.

Così oggi, domenica 28 Febbraio 2011, con Luca siamo tornati alla grotta aiutati da Livio, Lisa, Maurizio e Valeria. Per cercare comunque di rendere utile la giornata, decidiamo di campionare i numerosi crostacei che vivono nel sifone. Tanto mentre cerchiamo il sacco troveremo sicuramente anche loro. In breve tempo troviamo sacco e animaletti e finalmente possiamo a pieno essere soddisfatti.

All’uscita siamo tutti contenti, nonostante la pioggia incessante mista a neve che ci sta accompagnando dal mattino.

Dati del rilievo alla mano, la grotta ha una uno sviluppo di 346 metri, un dislivello negativo di meno 5 metri ed uno positivo di più 18 metri. L’asse principale ha direzione 260°/270°.

La prosecuzione è evidente, ma occorre un non difficile lavoro di disostruzione.

Davide Corengia

giovedì 24 febbraio 2011

Comunicato stampa

 

Nella mattinata del 26 febbraio 2011, gli speleologi dell'Associazione "Progetto Sebino" organizzeranno l'immersione e l'esplorazione spelosubacquea di una risorgenza carsica denominata "Sorgente Milesi" e ribattezzata "La Ripiegata" dall'associazione stessa.

Si tratta di un corso d'acqua che fuoriesce dalla montagna nei pressi della frazione di Bianica, e utilizzato come acquedotto in caso di emergenza, data la purezza delle acque.

Per questo motivo è stato necessario il coinvolgimento di numerosi enti (Comune di Tavernola, Comunità montana dei Laghi Bergamaschi, Asl Bergamo, Provincia di Bergamo, Regione Lombardia, ARPA e Uniacque SPA), per l'ottenimento dei relativi permessi a procedere.

Gli speleosubacquei lombardi Luca Pedrali, Nadia Bocchi e Davide Corengia sono stati invitati appositamente in quanto specialisti del settore.

Per l'occasione l'operazione sarà supportata dalla presenza esterna della Protezione Civile di Tavernola Bergamasca.

L'interesse per questo corso d'acqua rientra nell'ambito della ricerca relativa all'esplorazione dell'Abisso Bueno Fonteno, scoperto nel comune omonimo, che raggiunge 521 metri di profondità e si sviluppa per oltre 18 km all'interno della montagna. I corsi d'acqua al suo interno sono stati oggetto di un intenso monitoraggio durato da novembre 2010 a gennaio 2011, per verificarne i percorsi e le ipotetiche fuoriuscite.

L'analisi dei captori, dopo immissione di tracciante, ha dato risultato positivo proprio ne La Ripiegata, con una distanza in linea d'aria di circa 7 km dal fondo dell'abisso. Questo significa che si ipotizza la presenza di oltre 50 km di gallerie ancora ignote.

Una prima visione del sifone della risorgenza è stata fatta tramite telecamera telecomandata, ed ha svelato circa un centinaio di metri di gallerie completamente sommerse transitabili solamente con tecniche speleosubacquee. Gli speleologi hanno potuto accertare la presenza di una grande nuova grotta, e quindi il loro intento è di continuarne l'esplorazione cercando eventuali collegamenti aerei con l'Abisso di Fonteno.

Verranno quindi trasportate attrezzature subacquee e speleologiche per proseguire con eventuali arrampicate.

Verrà effettuato un dettagliato servizio fotografico e riprese video, in vista di un nuovo documentario, oltre al rilievo topografico delle gallerie sommerse.

Grande trepidazione e attesa per questa importante impresa esplorativa, programmata già da diversi mesi.

Il Progetto Sebino (www.progettosebino.com) é un'associazione speleologica che non persegue scopi di lucro e si é costituita grazie all'unione di quattro gruppi locali: lo Speleo CAI Lovere (Bg), il G.S. Montorfano di Coccaglio (Bs), il G.S. Valle Imagna C.A.I.-S.S.I. (Bg) e lo Speleo Valtrompia di Marcheno (Bs), nel 2007.
Grazie al lavoro esplorativo di mappatura delle cavità e sorgenti compiuto sul territorio del Sebino dai 50 speleologi associati, è stato possibile raggiungere il primo importante obbiettivo del ritrovamento ed esplorazione della grotta denominata "Abisso Bueno Fonteno", che ha uno sviluppo di oltre 18 km tra cunicoli e grandi ambienti già cartografati (la più estesa in bergamasca e tra le prime 20 in Italia per lunghezza!) con un dislivello massimo di circa 521 mt. Più in generale sono state censite oltre 100 grotte nell'area del Sebino, con particolare concentrazione nei comuni di Fonteno, Vigolo, Grone, S. Fermo, Predore e Tavernola Bergamasca (Bg).

Il progetto di studio dei sistemi idrogeologici sotterranei presenti nella zona carsica del Sebino, ha trovato patrocinio in numerosi enti locali, tra cui i comuni di Fonteno, Vigolo, Villongo, Tavernola Bergamasca, Grone, la Provincia di Bergamo, la Regione Lombardia, il Museo di Scienze Naturali di Lovere, il Museo della Valcavallina, l'Universitàdegli Studi e il Museo di Scienze Naturali di Parma, la Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi, i Lions Club Valcalepio e Valcavallina, la Federazione Speleologica Lombarda, il Consorzio per la Gestione dei Laghi d'Iseo, Endine e Moro, Servizi Comunali Spa e Ubi Banca Popolare di Bergamo. Nel frattempo è sorta una collaborazione con diverse realtà universitarie per creare lavori scientifici specifici, grazie ai dati forniti in collaborazione con il Progetto Sebino: datazione delle rocce, studio della fauna sotterranea e classificazione dei minerali e fossili presenti.

L'immenso bacino idrico sotterraneo individuato, potrebbe dare luogo ad un grande complesso carsico stimato circa 100 km, quindi il più lungo della nazione, con eventuali collegamenti di gallerie tra i due laghi, quello d'Iseo e quello di Endine.

Massimo Pozzo

Presidente Progetto Sebino

martedì 15 febbraio 2011

Esplorazione 11-13/02/11

Settimana scorsa in Bueno c'é stata un'attività veramente fervida. Eravamo in molti e divisi in più squadre.

Parlo per i tre che sono entrati venerdì sera fino a domenica: Grip, Kraus ed io.

Siamo entrati venerdì sera, con una situazione idrica dell'abisso veramente ottimale. Quasi secca direi.

In poche ore siamo arrivati al campo base, e dopo una discreta mangiata e sistemata dei materiali, breve festino e nanna.

L'indomani ci siamo diretti a Collosso, diramazione imponente ancora sconosciuta a Kraus e Grip.

In poche parole, si arriva allo svincolo da dove esce il fiume di Cattive Acque a valle, e invece di scendere in forra, si sale un p.40 Qui, a metà altezza circa, già c'era un meandro da esplorare tramite pendolo, ma lo abbiamo tenuto per il ritorno.

In cima al 40, una bellissima condotta forzata discendente (oltre 100 mt) porta al primo grosso salone di Collosso, dove ci sono in alto svariate vie ancora da vedere. La zona è molto ampia, e volendo di risalite e traversi da fare ce ne sono a iosa. Per accedervi si scende un P35.

Poi si risale nuovamente per ulteriori 40 metri, finendo in una sala sospesa che si affaccia sul primo salone di Collosso: praticamente un gigantesco P40 (largo 15x10 metri, con una bella spaccatura più in basso ancora da raggiungere), che alla base porta poi al sifone Smeraldo.

L'obbiettivo nostro era di risalire, ricordando che la finestra da dove fuoriesce il fiume sconosciuto, era a circa 15 metri di altezza.

Quindi inizio la risalita, ma prendendo una via più interna, per non bagnarmi.

Man mano che salgo, e Kraus illumina, ci rendiamo conto che la risalita non è di 15 metri, e la parete sale un po' aggettante, molto più in alto.

Mi fermo a circa 30 metri di altezza (quindi a +70), senza capire ancora né da dove esce l'acqua, né quanto è alto il camino. A circa 5 metri dalla sosta, c'è comunque una condotta da esplorare.

Con qualche peripezia, riusciamo a vedere che il fiume esce da un camino parallelo a quello risalito, mentre il principale sale almeno altri 30-40 metri dalla sosta, diventando così un p100!!!!!

In alto si vedono almeno due prosecuzioni di buone dimensioni, cioè condotta con parete a volta.... Inutile dire che alla prossima volta cercheremo di arrivare in cima.

Nel ritornare,, con un pendolo Kraus raggiunge il meandro nel primo p40, percorriamo una ventina di metri camminando e ci fermiamo sotto un altro grosso P.30 con due vie buone da raggiungere in alto...

Dopo aver lavato pentole e riempito le sacche di acqua da bere, torniamo al campo e festeggiamo con una tortellinata galattica.

Alla domenica mattina, dopo un buon moccaccino, partiamo alle 9.00 circa per uscire verso le 13.30, trasportando fuori tutta la monnezza presente al campo.

Bellissimo incontrare a Ciclopico le varie squadre impegnate in traversi e esplorazioni varie.

Sottolineo ancora quanto sia "diverso" fare attività con un campo base sempre ospitale come il nostro. I vestiti in loco, sacchi a pelo ecc erano tutti asciutti, il cibo ancora valido, e soprattutto, la possibilità di dormire per poi svegliarsi e ritrovarsi già a -450, freschi per esplorare, permette di muoversi con una freschezza ben diversa da quella di una tirata di 20-25 ore.

Da fare a tutti i costi...

massimo

lunedì 7 febbraio 2011

Post campo Grip

 

Finalmente dopo una settimana riesco a trovare un attimo di tempo per descrivere con parole mie la bellissima esperienza di settimana scorsa.

Piccola premessa sul campo base: esattamente come immaginavo già da tempo, è stata semplicemente un'idea grandiosa, e mi riferisco ovviamente anche agli sviluppi futuri...quanto dice Max è stravero, in tenda si sta comodi, la temperatura è ottimale, il luogo davvero suggestivo e quantomai ideale...la sensazione di mettersi comodi a -430 è strepitosa, appendere la roba ad "asciugare" (si fa per dire) e poi andare a nanna dopo un pasto caldo è semplicemente una goduria, con la prospettiva dell'indomani esplorativo poi...bellissimo. Senza contare che non è detto che l'organizzazione del campo base non possa anche migliorare: siamo solo all'inizio.

Io personalmente al campo non vedo l'ora di tornarci, se non è settimana prossima al massimo quella successiva io ci DEVO andare!!! Altro che UN campo al mese: FACCIAMONE DUE!!! SPETTACOLO !!!

Ciò detto, il finesettimana scorso è stato splendido, durante la settimana non ho pensato praticamente ad altro, a quanto mi sono divertito e alla sensazione di "benessere morale" che ho provato in quelle 50 ore. Sarei stato lì altri 3 giorni come minimo, ad aver potuto!

Devo sinceramente ringraziare e complimentarmi con tutti coloro i quali hanno reso possibile tutto ciò, in particolare:

(1) Ovviamente GRAZIE alle "menti" Max / Kraus che come di consueto instacabilmente si sono prodigati affinchè tutto funzionasse al meglio

(2) COMPLIMENTI VIVISSIMI E STRAGRAZIE a Massimo Brega che, onestamente, mi ha conquistato per la passione, l'impegno, l'umiltà, la professionalità che ci ha messo per svolgere il servizio fotografico che -non ne dubito- sarà un capolavoro (anzi non vedo l'ora di potermi gustare le immagini...), oltrechè per la sua simpatia...troppo un grande!!!

(3) GRAZIE ai vari Livio, Edo, Giampi, Conte, ecc. che nel corso di questo finesettimana ed in quello precedente, pur non avendo "goduto" del campo base, si sono messi a disposizione del Progetto per far sì che tutto potesse realizzarsi trasportando anche loro un discreto numero di sacche che...altrimenti avremmo dovuto portare noi, e non so se ce l'avremmo fatta! Sono stati fondamentali.

(4) COMPLIMENTI VIVISSIMI E STRAGRAZIE ANCHE A LUCA e  DAVIDE che sono  riusciti, nonostante tutto (il ritardo degli altri, la stanchezza, l'acqua torbida, ecc. ecc.), ad effettuare l'immersione che ci ha lasciato con il fiato sospeso...sempre emozionante, a prescindere dal fatto che sia "riuscita" solo a metà...LUCA,ti sei dimostrato veramente coriaceo, altro che balle, coraggioso e professionalissimo...troppo un grande, la sua immensità è pari solo al suo russare!!!    ; )   (Spettacolare la scena di quando sei riemerso e mentre ci raccontavi i dettagli avevi i macigni di Kraus come piombi attaccati all'imbrago...)

(5) UN PLAUSO PARTICOLARE VA AL GENTILISSIMO CORRADO, conosciuto come "L'uomo che viziava gli Speleo"...davvero grazie per averci servito e riverito, dall'inizio alla fine, dal caffè, ai tortellini, alla tua pasta...per non parlare delle tue pastasciutte a Xino pre-ingresso...è due settimane che davvero non ci fai mancare nulla, hai proprio lo spirito da "Protezione Civile" (cosa ci sia di "civile" negli speleo però non si sa...ihihih)

Ci vediamo al "Camping Collosso" !!!

Grip

Considerazioni post campo

 

Ieri sera tornavo lungo la strada che costeggia il lago, a 20 all'ora, sperando che la bellissima esperienza non finisse...

Devo ringraziare tutti, assenti e presenti, per il grande impegno richiesto a realizzare ciò che abbiamo fatto.

Il primo campo rimarrà sicuramente una pietra miliare nella nostra storia. Tutto è andato benissimo, l'organizzazione è stata impeccabile, a al campo si stava benissimo: non abbiamo dimenticato nulla a parte le ciabatte (mitico Grip che le aveva!!!).

La cosa più importante era raggiungere l'obbiettivo prefissato: vivere un campo in Bueno... totalmente secondario il risultato.

Comunque siamo riusciti a fare il servizio fotografico (che curiosità di vedere le fotazze di Massimo) e l'immersione. La notte del venerdì abbiamo dovuto sistemare armi vari e allestire il campo, quindi si è reso impossibile fare risalite. Abbiamo comunque visionato il camino a 5 minuti dal campo (Megasnake), e va su terribilmente grosso con molta aria. Nella via per Collosso, già sono saltate fuori novità verso l'alto.

Si pensava di puntare al sifone di Salsa Rosa la prossima volta.

In ogni caso credo che i presenti abbiano potuto toccare con mano che fare un campo è molto meglio che un week end con 25 ore di punta. Non è per nulla scomodo è il nostro si trova in una posizione veramente ottimale e totalmente asciutta. Nelle tende si dormiva al caldo, e anche fuori, in sottotuta si stava bene. Al risveglio, le tute e i calzari non erano da brivido: bastava muoversi un po'.

I due sub sono stati grandi, perchè si sono immersi in condizioni assolutamente estreme: pochi comunque lo avrebbero fatto.

Ora non ci resta che proseguire. Sarebbe bello farne spesso... "un campo al mese"?

massimo

sabato 29 gennaio 2011

Report Campo 21-23/02/11

 

Si è svolto il campo interno annunciato la settimana scorsa.
Il buon numero di partecipanti (17!) ha reso possibile realizzare 2/3 delle attività prefissate.
Il mega servizio fotografico c'è e anche l'immersione nel Sifone Smeraldo (-451 m) è stata fatta.
Luca Pedrali e Davide Corengia si sono immersi in un'acqua nuovamente resa completamente marrone dalla sospensione, con una visibilità che non superava le 2-5 dita dal naso... Direi che hanno superato l'impossibile in condizioni davvero estreme.
Sono riusciti comunque a percorrere un'ampia galleria che termina in una sala circolare, per circa 70 metri e ad una profondità di 5,5 metri. Luca è anche emerso nella parte alta dela sala, ma senza trovare prosecuzioni aeree, Davide invece ha sentito la presenza della prosecuzione verso il basso, dietro ad una grossa duna argillosa.
Bisogna solo capire come anticipare l'ondata di marrone, essendo il sifone a valle.Il materiale è già pronto per il prossimo tentativo: non si molla...
Il riarmo di alcune vie, ha fatto slittare le due risalite in programma, ma sono state individuate nuove prosecuzioni che andremo ad esplorare nei prossimi week end.
Oltre a: Claudio Forcella, Matteo Spisani, Fabio Gatti, Livio Palamidese, Laura Martinelli, Maurizio Greppi, Paolo Trezza, Luca Pedrali, Massimo Brega, Davide Franchini, Corrado Pasinelli, Massimo Pozzo. Un grosso aiuto nel trasporto materiali è stato dato a Davide Corengia da Luana Aimar, Antonio Premazzi, Alex Rinaldi e Paolo, a cui vanno i nostri ringraziamenti.
Il campo rimane perfettamente funzionante e a cadenza mensile ne è previsto almeno uno.
Le tante risalite attendono ancora i nostri fix...

Massimo Pozzo

martedì 18 gennaio 2011

Report 16-01-11

 

Tra Sabato e Domenica sono stati portati al campo 16-17 sacchi di materiale e sono rimasto stupefatto.

Devo fare i complimenti per l’allestimento dello stesso…che dire, manca solo la reception e il numero sulle piazzole, poi c’è tutto.

Con un poster sulle pareti sembra di stare al mare…c’è pure il rumore dello sparti onde.

Dopo questo appunto vi devo informare che il trio, Laura,Conte e Edo, dopo aver portato i sacchi a destinazione, non contenti e assetati di altro vuoto vergine, ha fatto una toccata e fuga a Liposuzione e….ha sforato!

Abbiamo oltrepassato il punto critico!

Devo dire che se non c’era Laura, la nostra Euterpe, l’impresa non sarebbe mai andata in porto.

Arrivati al punto fermo precedentemente raggiunto, dopo un duro lavoro di scavo, dagli stessi Laura Conte e Silvano, mi sono introdotto nella condotta semi-molto semi-toppa tempestata di concrezioni e colate varie.

Mazzetta alla mano,(solo per far suonare un po’ di calcare)sono riuscito ad avanzare circa 3metri, respiro al 50 ℅ e testa a 90 gradi, tolto qualche piastra ma incagliato subito dopo nel punto spacca-sterno.

Allora prendo le misure e convinco Laura ad avanzare: “Ce la puoi fare!Esplora!!!”.

Detto fatto, Lauretta passa lo spacca-sterno e mazzetta alla mano continua il concerto (la colpa se si è rotto qualche tubo dell’organo è mia, continuavo a dirle di alzare il volume).

Riuscita a proseguire, dopo altri 5 metri ha smesso di suonare e se né andata….la sua voce si perdeva e io stavo già viaggiando con la fantasia…rientrata mi aggiorna sulla situazione e comincia a parlarmi di bivio, una via che sale e una che scende.

Mentre le lascio suonare ancora un po’ lo spacca-sterno torno indietro, dico a Conte di togliere tutto e ci rinfiliamo nell’angusta condotta.

Tutti e tre siamo proseguiti per circa 60-80 metri.

Il bivio si è rivelato a senso unico perché la parte che sale è toppa ma a scendere si apre una forra che taglia la condotta perpendicolarmente e scende per circa 8-10metri allargandosi.

Non siamo scesi perché privi di ogni attrezzo e risalire su parete verticale ricoperta di fango non sembrava cosa fattibile.

Visto gli spazzi abbastanza ristretti e la presenza di 3individui sudati o cmq accaldati non si è mai creata condensa statica anche se un eventuale flusso d’aria risultava impercettibile.

Che altro dire…visto la posizione in quota rami fossili potrebbe regalarci una lauta esplorazione sperando che il fango non abbia ostruito ogni possibile via.

Ribadisco, senza la tenacia di Laura io e Conte non saremmo mai andati oltre lo spacca-sterno.

E’ stata GRANDE!!!

Adesso mancano le buone notizie dal MAGIC SNAKE CAMPING.

ALLATTACOOOO!!!!!!

LEDO

lunedì 17 gennaio 2011

Comunicato in rete

 

Nei giorni che vanno dal 21 al 23 gennaio 2011, il "Progetto Sebino" organizzerà l'esplorazione spelosubacquea del Sifone Smeraldo posto a 451 metri di profondità, nell'Abisso Bueno Fonteno. Gli speleosub lombardi Luca Pedrali e Davide Corengia sono stati invitati appositamente.
Per l'occasione saranno presenti altri speleologi lombardi, e l'operazione sarà supportata dalla presenza esterna della Protezione Civile di Fonteno.
Entreremo nell'abisso durante la giornata di venerdì 21, per uscirne nel pomeriggio di domenica 23, con una permanenza sottoterra di circa 50 ore. Una prima squadra composta da 9 speleologi, entrerà il venerdì soggiornando nel campo base installato a 430 metri di profondità, e darà inizio alle esplorazioni con delle belle risalite in programma. I rimanenti 7 speleo, entreranno nell'abisso il sabato mattina con parte del materiale speleosub fino al sifone "Smeraldo" (circa 5-6 ore di progressione sotterranea), e qui, in serata i sub si immergeranno nel sifone.
Verrà effettuato un dettagliato servizio fotografico e riprese video, in vista di un nuovo documentario.
Grande trepidazione e attesa per questa importante impresa esplorativa, programmata già da diversi mesi e già tentata nel dicembre del 2009 dal sub sardo Marcello Moi, che all'epoca percorse 40 metri di galleria sommersa "perdendo le pareti" ma senza sbucare "dall'altra parte".
La scelta di proseguire in questa direzione, è dettata dal fatto che si presume l'esistenza di svariati chilometri di gallerionee che certamente si nascondono oltre il famigerato sifone.
All'uscita, ci aspetta invece una colossale mangiata presso l'agriturismo locale, e credo che l'immersione sarà generale nel sifone di vino appositamente predisposto.

Massimo

comunicazione 16-01-11

 

Ormai è fatta! Il mitico campo base è stato allestito in vista dell'impegnativa uscita del prossimo week end.

Una brevissima cronaca: sabato sera siamo entrati Kraus, Grip, Luca, Massimo, Corrado, Fabio ed io. In totale siamo riusciti a trainarci 12 sacchi a -430, dove poi abbiamo installato il campo. La galleria è spettacolare, tre tende con piazzole scavate ad arte da Corrado e il suo piccone... Il posto è asciutto e moderatamente ventilato, con due fiumi a debita distanza che serviranno per recuperare l'acqua.

All'alba di domenica sono entrati Edo, Laura e Conte, con altri 4 sacchi, e per finire, qualche ora dopo ancora Livio e Gianpi con altri due saccotti.

Situazione idrica del mostro, direi normale.

In totale, 18 sacchi al campo base!!!

La squadra dell'alba, in rientro dal fondo, ha poi continuato l'esplorazione trovando prosecuzioni nel ramo Liposuzione..... Ollèèèèè!!!

Venerdì, come da programma entreranno i primi sette, più Matte. Porteremo cibo e materiale video e fotografico.

Sabato mattina dovrebbero entrare Davide (sub) e altri 4 soci, più Livio, Laura ecc.

Venerdì sistemeremo alcuni armi, e probabilmente daremo inizio alla risalita di Collosso, che continueremo sabato. Nel pomeriggio sarà effettuata l'immersione nel sifone Smeraldo. Contemporaneamente, Massimo farà il servizio fotografico con alcuni di noi di supporto.

Inutile dire che l'euforia è alle stelle: non vediamo l'ora di provare anche questa.

Vorrei come sempre encomiare tutti, perchè ogni volta che si prospetta un'operazione dove è richiesto aiuto massiccio, questo avviene sempre.

Sabato avevamo tutti due sacchi a testa, ben pesanti, e siamo riusciti nell'intento.

Bellissimo constatare che il Progetto C'E'! E non molla mai.

Spero che mercoledì saremo numerosi, ma ancor di più domenica.

Chi è intenzionato ad entrare sabato, lo faccia... l'occasione è ghiotta, e l'esperienza sicuramente unica.

Speriamo quindi di uscire con grandi notizie esplorative e qualche chilometrata nuova verso chissà dove...

Bueno Fonteno a tutti!!

massimo

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lunedì 3 gennaio 2011

Immersione 02-01-11

 

Nel prosieguo della ormai vastissima ricerca condotta dal Progetto Sebino nell'area omonima, è da un po' di tempo che ci si dedica alle esplorazioni speleosubacquee, forti e onorati della presenza del mitico Luca Pedrali, che piano piano si sta godendo decine di metri di risorgenze vergini.

Dopo l'importante risultato ne La Ribollita (175 metri di sviluppo, fermi in salone aereo e sotto cascata...), abbiamo deciso di terminare il 2010 con un poderoso scavo a La Ribollita, storica fuoriuscita d'acqua del Fiume Rino di Predore.

Il corso d'acqua fuoriesce in parete da una stretta condotta, e in periodi piovosi supera di gran lunga il metro cubo al secondo.... questo perchè nella valletta soprastante, 5 metri di dislivello più sopra, ribolle a dismisura dal suolo dando vita a un troppo pieno di tipo valclusiano di dimensioni veramente notevoli.

La ricerca di un'eventuale cavità che collegasse a queste acque, da decenni, non ha mai regalato nulla. Il fiume va in carico dopo circa tre giorni di pioggia...

Lo scavo preliminare di qualche mese fa, aveva dato luce ad un pozzo di 5 metri, con vasca sottostante... solo uno speleosub avrebbe potuto sondarla.

Negli ultimi tempi, il pozzo è sempre risultato pieno d'acqua, sia per le piogge, che per lo scioglimento delle nevi.

L'ultima ondata di freddo ci ha permesso comunque di tentare la rimozione della frana soprastante, composta da massi ciclopici.

Il 31.12, tramite uso di Tirfor (si scrive così?), sono stati spostati massi di oltre tre tonnellate, nonostante fossero praticamente sottacqua, con la Ribollita in piena attività.

La mattina del 02.01, cioè oggi, azione corale di mezzo Progetto: le acque sono scese fino a permetterci di allargare il pertugio iniziale (50 cm x 50 cm) in piena frana, praticamente un tombino.

A parte lo sgomento nell'osservare un'ondata che ha fatto praticamente risalire le acque di oltre un metro per poi ridiscendere (tutto in quattro ore!), dopo aver sistemato alla "bell'emeglio" la frana, il mitico Luca Pedrali si è deciso ad entrare.

Scende in piena verticale per 11 metri in acqua torbida e con scarsa visibilità in un ambiente almeno di 3x4 metri, fino ad incrociare un flusso d'acqua "che sale" con visibilità ottima. Intravede sotto parete il passaggio e si infila... laminatoio inclinato, scendendo controcorrente fino a -15 metri e con piena visibilità fino ai - 20 metri.

A questo punto rientra per organizzare la prossima immersione con una diversa disposizione delle bombole: il laminatoio è largo oltre 5 metri, ma alto 80 cm con sabbia sul fondo che tende a seguirlo man mano si scende. Sulle pareti, concrezioni...

Euforia totale!!!

L'idea è che vista la disposizione degli strati, questa risorgenza regalerà notevoli profondità oltre a una lunga esplorazione in pianta... la speranza è di addentrarsi dentro le viscere del Monte Bronzone, importante spartiacque locale.

A Luca non si può che battere le mani, oltre ai complimenti per lo scavo-massacro a tutti i soci del Progetto Sebino.

Massimo Pozzo