sabato 13 agosto 2011

"Arva-Vox...my pipe dream?"

 

Siamo entrati a mezzodì, Massimo ed io.
Giornata splendida, mi sentivo caricatissima e con l'acquolina da grotta che aspettava d'essere soddisfatta.

Dopo aver sentito tanto parlare del ramo "Estigazzi" non vedevo l'ora di provarne l'ebbrezza..
Non è riuscito a domarmi..Estigazzi!
Davvero da goduria: veloce, "pulito", vicino all'ingresso; un pò bagnato, ma sostenibile: alle 20 eravamo "fuori-fuori".

Siamo stati bravissimi: tempismo perfetto per la prova Arva.
Raggiunto Binocolo (nome azzeccatissimo) ci siamo diretti alla condotta dove mi sono infilata per posizionare l'Arva; il mio primo commento a Massimo: "ma come caspita hai fatto ad infilarti qua dentro?" (ovviamente l'espressione era più colorita..).

Ho cercato di posizionare l'aggeggio il più in alto possibile e alle 15.07, emozionatissimi, ci siamo messi in contatto!
"Aspetta, non respirare!", "mi sembra.....ma io, ma io...li sento parlare!!!", "eppure io..."

Abbiamo respirato piano piano, orecchie (mie) tesissime, poi, Massimo, mi dice che è praticamente impossibile...Anche se ha assecondato per qualche lungo minuto le mie allucinazioni uditive.
Immaginare gli arvisti al di là, lassù, mi ha fatta sentire come una bimba speciale di fronte ad un evento unico (ripetibile, ma mai come la prima volta).

 

Binocolo

Caparbia sentivo il bisogno di vedere al di là di quella concrezione che non mi lasciava passare la testa; chiedo a Massimo gli "strumenti" (perchè la speleologia è anche un'arte), con qualche contorcimento raggiungo luce e mazzetta; feroce tolgo il kasko e scalfisco il poco che mi permette di lasciar passare anche parte del torace, ma che rimane comunque troppo compresso nella strettoia per permettermi di "passare oltre"; potrei spingermi, ma la sensazione, netta, è che non sarei riuscita a disincastrarmi...meglio non solleticare la sorte.

I miei occhi vedono, magari l'udito sarà stato tiranno, ma la vista no. L'ambiente prosegue a destra, verso l'alto ed è molto simile alla forra iniziale. L'eco, però, quello sì era reale.
Sono attimi di gioia, siamo già proiettati al giorno del botto che ci lascerà proseguire.

Al rientro cerchiamo zone ambientalmente stimolanti per il report fotografico e alcune vasche che si prestino alla colorazione verde acido della fluoresceina; tra i due, Massimo è quello che lavora di più...quanto mi piace "l'imparità" dei sessi!! Lui è davvero bravo, alcuni scatti sono da vertigo.

Manca solo la musica. Voglio la musica a -20dB, renderei mille volte tanto.
Usciti ci siamo trovati col gruppo Arva: Kraus, Roberto, Fabio e Lara con Sam per festeggiare e raccontarci l'aldilà e l'aldiquà.

Sono molto felice, mi sento fortunata ad appartenere a questa speleo-famiglia.
...Continua

Laura@

martedì 9 agosto 2011

Report 07-08-11

 

Luogo: Abisso Bueno Fonteno

Il programma del week end prevede tutta una serie di lavori.

Una squadra composta da Giuliano e Ale si è dedicata al  proseguimento della disostruzione di via Paglia.Si è progrediti di qualche metro. Oltre la via sembra stringere ulteriormente .

E previsto un nuovo tentativo di posizionamento con dispositivi ARVA della testa di Binocolo, il pozzo terminale del ramo di Estigazzi che a rilievo risulta a poche decine di metri dalla superficie.Per lo scopo ci siamo procurati ben quattro apparecchi. Purtroppo le notizie portate dalla prima squadra di ritorno non sono buone, a causa delle piogge dei giorni precedenti Estigazzi scarica abbondanti quantità d’acqua in Ciclopico. Inoltre inizia a piovere abbondantemente durante i preparativi al parcheggio. Si decide di rimandare l’operazione a momenti più favorevoli.

Si entra comunque in grotta determinati a fare compatibilmente con la situazione idrica.

IMG_2387Un lavoro da portare a termine è il giro di raccolta delle trappole biospeleologiche. Se ne occupano Fabio e Laura M. La caccia è fruttuosa, il numero di esemplari caduti nelle trappole è elevato e alcuni di loro hanno caratteristiche interessanti.

 

IMG_2457Un ulteriore squadra composta da Corrado,Kraus e Davide  si accollano il completamento della condotta forzata realizzata sul P25 per deviare l’acqua che normalmente lavava gli speleo in transito.Un tubo da 160mm di diametro sostenuto da un cavo di acciaio ora accompagna l’acqua alla base del pozzo.

Per finire in bellezza ci siamo ritrovati tutti con amici e consorti alla baita di Corrado per un barbecue durante il quale sono nati nuovi arditi progetti…..

Kraus

lunedì 1 agosto 2011

Diario di campo

Ricopio esattamente le note personali prese durante il campo fino all'uscita di domenica 31 luglio.

IMG_2189Sabato 23 luglio:

Ritrovo a Fonteno alle 17, preparazione sacchi nel box di Grip e ingresso a ore 21.

Max, Grip, Laura R., Laura M., Vez, Conte, Corrado, + 14 sacchi + 5 lasciati in casetta per la squadra domenicale.

Purtroppo manca il buon Brega per problemi alla schiena. Salta già una parte del programma (ci proveremo, il livello sarà quel che sarà).

Tutti con due sacchi minimo, Laura ne ha uno con dentro 200 metri del 10 (un rocchetto intero!), quindi prIMG_2192ovo con tre sacchi.

Dopo i primi P5 e circa 100 metri di forra, Grip si lussa una spalla.

Momenti che non scorderò. Che brutto decidere in poco tempo e a freddo.

Escono i tre uomini vista la stazza del mitico Grip: le due Lauree ed io proseguiamo con 9 sacchi così disposti: Max 4, Laura M. 3, Laura R. 2.

Arriviamo al campo verso le 6 di mattina. Durissima la progressione. Grotta molto bagnata...

Loro sono bravissime e molto determinate.

Caparbie.

Grandi! Ce la facciamo!!!

Nanna prolungata e meritata.

1a sveglia:

Arrivano Kraus, Evon, Rana e Davide con 7 sacchi di materiale.

Molto bagnati.

Ho staccato l'orologio.

Non so che ore siano.

Il riposo continua e ci si spara una tortellinata generale.

Capisco solo che è tardi e la squadrona deve rientrare: Laura M. l'indomani si sveglia alle 4 di mattina per lavoro... e mi sa che arriva al pelo....

Rimaniamo soli Laura R. ed io fino a mercoledì.

Molto particolare il saluto agli altri che escono... surreale...

Pensiamo a Grip e a cosa gli avranno diagnosticato.

La situazione ci impone di non fare esplorazioni spinte. In due si è un po' precari.

Decidiamo di sistemare il campo e il contenuto dei sacchi.

Grande spianata nella famosa "Via dei Cinghiali". Ora è tutto più comodo. Spostiamo un po' la tenda presidenziale, costruiamo mensole.

Sistemiamo un filo lungo tutta la parete a sx per stendere i panni.

Un lavorone.

Braccia e schiena a pezzi.

Relax.

Nel frattempo i fiumi cominciano ad aumentare, il rumore al campo è assordante.

Dimenticavo: Kraus immette fluoresceina all'andata prima del Fossile, e accerta visivamente che esce da Cattive Acque a valle. Anche in uscita ripeterà l'immissione.

2a sveglia:

C'è aria di "smaltimento stanchezza".

Brutto non potersi muovere con vie da esplorare (I Sogni!!!! I Sogni!!!).

Cazzeggio totale.

Testiamo il riso a vapore. Ottimo.

I fiumi tendono a diminuire.

Grip, dove sei?

Dormo ancora.

Assurdo... non lo faccio a casa, recupero in grotta... bòh.

3a sveglia:

Ma che cacchio di giorno sarà?

Bè, ci siamo rotti. Oggi si lavora un po'.

IMG_2202Risistemiamo tutto l'armo dalla Straforra al Campo, utilizzando gran parte della "corda rossa"... Che figata la corda rossa! Balza all'occhio che è un piacere. Facciamo riprese video e foto nella forrazza nuova.

Ritorno al campo e poi si va verso Collosso, o meglio ci fermiamo nella condotta forzata sopra il P45 di giunzione. Ho tempo di fare un po' di tarzanate, e quindi mi infilo volando nell'inizio di un meandro parallelo al pozzo, e che dovrebbe direzionare verso la forra di Cattive Acque. Prendo nota: lo faremo appena arriva qualcuno. Poi riprese video e foto.

A ritorno, ancora riprese e foto sui traversoni dopo il campo.

Carichiamo ancora, a Snake, 2 sacchi di bottigliette piene d'acqua più le due sacche da 5 litri.

L'acqua non ha segni di fluoresceina.

Così va meglio. Cena e a dormire.

4a sveglia:

Nemmeno un'ora di sonno, e sento passi e luci verso la nostra tenda. Chi cazzo é? Non vedo bene e non risponde... Sarà il Templare?

E' il mitico Edo. Solo e altamente esplorativo: vuole andare subito alla Via dei Sogni!!!

Chiedo tregua e ci concede 6 ore di sonno. Non vedo l'ora, sia di dormire che di esplorare.

Collazione e via. Si va al fondo armati di tutto il necessario.

Stabiliamo di fare il traverso per raggiungere la sognata condotta, e di lasciare il pozzo da scendere a Rana e Kraus, che arriveranno prossimamente.

Edo traversa, si infila e nel silenzio urla: pozzo!!! enorme!!! e bisogna traversare ancora 15 metri!!!!

Minchia! Si vola!

... scende un pozzetto parallelo e atterra sull'inesorabile verità: è la risalita fatta da me e Mauri anni fa, e che termina in cul de sac a +40...

Fine dei sogni.

Disarmiamo il possibile e portiamo tutto il materiale a Carrigo, sotto la risalita da 40 che vorrei fare nei prossimi giorni. La cascata è forte, speriamo sia possibile.

Nel frattempo visioniamo bene tutto il ramo, trovando altre vie e risalite abbordabili. Carrigo è mostruoso: la forra sarà alta 70 metri.... o di più.....

Durante il percorso notiamo che le acque a monte della Straforra sono verdi (non essendo Snake, è il Pisciollo di Mastodont), e che lo sono anche quelle di Salsa Rosa! Incredibile! Tante cose si stravolgono.

Rientriamo e arrivano i nostri!

Rana e Dado con altri 4 sacchi....

Manca Kraus punto da vespe... ma che sfiga!!!!

Per risistemare gli animi, si da' inizio al festino col vino portato dai due torelli (5 litri).

Fissiamo anche lo "stargate", il telo antivento che separa il campo da tutto il resto...

Edomanolo riesce a trapanare stando a mezz'aria. Forse perchè togliendosi la braga è più leggero....

Alla mattina Edo parte ma non riesco a salutarlo (il cinghiale quando dorme... dorme...).

5a sveglia:

Ma perchè i fiumi sono così in piena?

Maledico il Templare.

Con quest'acqua è impossibile tentare Carrigo: troppo freddo stare in tre ad aspettare ore sotto cascata.

Si va ad Autocombustione.

Rana e Laura proseguono ancora qualche metro rispetto alla volta precedente, Dado ed io sbanchiamo l'inizio del percorso. La condotta prosegue a salire e con aria, ma le ristrettezze sono astiose. Rileviamo il tutto e proseguiamo per Megasnake.

IMG_2240Troviamo una nuova via da scavare (Implosione).. Passiamo e rileviamo altri metri in una condotta gemella di Autocombustione, ma che scende.

Rivediamo ancora Snake quasi fino alla fine.

Si decide di ritenerlo un ramo da portare avanti: è un bel grottino che si immette in Bueno. Non si sa da dove arrivi e il fiume è cospicuo.

Torniamo al campo con una piena veramente udibile nel suo evolversi.

Ah, Snake non è "verde".

Capitolo fluorescente

Succede questo: Kraus scende domenica in Bueno e butta fluoresceina in Cattive Acque prima del Fossile. Quando esce, a sera inoltrata, riesegue la medesima operazione.

189228_10150270155198326_609488325_7459032_2131622_nRisultano visibili a occhio nudo le seguenti vie d'acqua:

  • Cattive Acque avalle
  • Cattive Acque amonte
  • Pisciollo di Mastodont
  • Salsa Rosa e quindi Sifone Azzurro.

 

 

Ipotesi più plausibile: dall'ingresso le acque che seguono la via di Ciclopico, alimentano Mastodont come troppo pieno, e quindi sia la Straforra che Salsa Rosa.

Hydrospeed, che è il fiume dalle maggiori portate, non ha collegamenti con Smeraldo. Quindi ora è la più probabile via da esplorare (con canotto!) per proseguire verso Tavernola.

Organizzeremo riarmo e spedizione, con Luca e C. appresso (Lucaaaaa!!! Preparati!).

6a sveglia

I riferimenti temporali ormai sono andati persi. Con un po' di sforzo si può immaginare che giorno sia, ma si sta benissimo così.

I fiumi sono ancora in piena.

Carrigo è nuovamente out. Che nervi.

Scatta una seconda giornata di sciallo generale, ma anche la malsana idea di rispianare gran parte del campo, soprattutto la zona cucina.

Altro che sciallo... mano a pale e picconi....

Parte l'impresa dei regazzi della 'aldemagna, e si costruiscono muretti a secco, mulattiere, pavimentazioni stradali.

Nasce "La Piazzetta". E come non inaugurarla con una bella piena di fiumi di vino, grappe, generi di conforto, caffè dell'alpino (grappa nella moka al posto dell'acqua), e tortellinata?

Mi rendo conto che ormai si comincia a pensare al rassetto generale.

L'uscita all'esterno si avvicina, ma Rana e Dado sono ancora esplorativi, e sicuramente faranno ancora qualcosa.

Nel frattempo i fiumi riaumentano ancora.

Ma quanto cassio piove lassù?

Si va a dormire.

7a sveglia:

Rana e Dado partono per regioni di Bueno, Laura ed io rimaniamo al campo a sistemare i materiali da portar fuori alla prossima sveglia.

I due provano il traversino verso Collosso: entrati nel meandro scendono una verticale trovandosi sul bordo di una seconda, che alla fine è Cattive Acque. Il fiume è sempre cospicuo, ma sembra in calo (penso siamo a Sab. pom.). Recuperano materiale "storico" da risalita: staffe e rinvii lasciati in loco a Collosso anni fa.

Dopo una "lode alla Ciarasina", viene rivisto il ramo di Cattive Acque avalle fino ad una cascata e saltino da 5m non tentato. Lungo il percorso non c'è nulla di esplorabile, ma val la pena fare prossimamente foto e video. Chiederemo una volta fuori a Edo quanto manca alla fine del ramo esplorato dopo la cascata.

Tristezza. Si pensa all'uscita. Mi tocca a sapere l'orario.

8a sveglia

Si ritorna fuori.

Rassetto totale e verso 9.30 di domenica mattina si parte. Dado e Rana con due sacchi, Laura ed io con uno (... per una volta.....).

Sensazioni diverse dal solito.

Torneremo a breve.

Anche se scrivo tutto, riuscirò a far capire cos'è una settimana qua sotto?

Non credo.

Bisogna viversela.

Usciamo in 4 ore e mezza, molto tranquilli e con una sosta breve al Fossile.

Grande soddisfazione nel superare il P25 completamente asciutti: ma allora non eravamo soli stanotte???

Mitici soci!

Ci fermiamo a parlare proprio dove in genere la cascata ti lava fino alla mutanda. Tiè, Templare...

In uscita il "passaggio" è un'emozione che resterà personale per ognuno di noi.

E' fatta comunque.

Bellissimo.

Fantastico.

...quando si rifà?

massimo pozzo

Ps: l'emozione più bella.

Nonostante la compagnia e la squadretta del campo, stupenda, ci eravamo un po' sentiti "abbandonati" negli ultimi giorni.

Ritrovare tutti al parcheggino, con anguria e pacche sulla spalla, è stato ciò che di meglio potevate regalarci.

Grazie a tutti

Massimo

lunedì 25 luglio 2011

La via dei sogni

 

In oggetto un nomignolo che dovrebbe portar lontano, sia col pensiero che fisicamente...

...si pronuncia ancora sottovoce...

..."la via dei sooooogni"... sccchhhht!!!!...

Come preannunciato, si é intensificata la caccia al by-pass che ci farebbe superare il limite dei sifoni.

Difficile trovarlo proprio lì a fianco, il Templare non ce la vuol regalare questa "botta di culo".

O Luca e C. passano dall'altra parte e ci raccontano, oppure ce la dobbiamo cercare mettendo insieme tanti elementi, che logicamente non sono mai sufficienti: Bueno è universale, e vince sempre.

Ma visto l'andamento inclinato a livelli ben definiti, e con potenti freatici fossili, l'alternativa è risalire o partire da molto più indietro.

Ultimamente abbiamo risalito dei mostri.

In basso: 70 metri a Collosso, 112 metri nella Regione degli Dèi, 125 metri a Mastodont, altri 20 metri a Mastodont, 170 metri a Carrigo.. Turgido e il Portale ancora aspettano..

In alto: 250 metri a Estigazzi fino a Binocolo (e tra un po' usciamo nel prato), 130 metri a Spectacular, altre risalite a No-Trano, Ariasanta, Colonne di Burro... Ci proviamo facendo traversi in forra, scavando condottone fossili intasate da fango.

Le stiamo tentando tutte, compresa ovviamente l'immersione di Luca e Davide.

Indubbiamente il campo giova a questo tipo di ricerca: possiamo muoverci battendo a tappeto il settore. E piano piano racimoliamo metri nuovi, nuove conoscenze.

Bueno è vicinissimo al diciannovesimo km, e tenendo incrociate le dita, potrebbe riesplodere da un momento all'altro.

Ma riesplodere sul serio.

Kraus e Corrado hanno individuato un camino abbordabile proprio prima del sifone, io ricordavo di una finestra ancora più a monte, ma parecchio in alto...

E questo era l'obiettivo dell'ultimo week end: andare sul fondo e risalire... risalire... risalire per poi finalmente ridiscendere, e "andare oltre"...

Partecipanti:

Kraus, Grip, Laura R., Rana, Max

Entriamo in tarda serata: è inutile, non riusciamo a entrare prima, ma quantomeno rompiamo il silenzio della valletta con i Prodigy "a stecca" e il tormentone "Vedo Nero" proposto da Rana,... il mitico "quinto elemento".

Il percorso di andata è bagnaticcio, l'ondata del nubifragio non è ancora passata, e la corrente d'aria era furibonda in uscita: con un anemometro di basso costo, misuriamo 5.5 km/h all'ingresso, quindi una velocità di oltre 1,5 metri al secondo: mica poco!

Prima di toccare il campo, a oltre - 400 disarmiamo il traverso fatto da Grip la volta prima, e sostituiamo tutti i moschi nel traverso del forrone appena scoperto.

Mokkaccio "più cacao che caffè" e a dormire ormai verso le 5 del mattino.

Al sabato iniziano le danze.

Privilegiamo il camino più basso, logicamente.

Inizia Kraus mentre Aracnia e Rana si visitano quasi tutti i rami del fondo fino alle risalite di Carrigo.

Dopo i primi 15 metri il Templare ci regala un bel "cul de sac", ed è inutile proseguire. Peccato, perchè Kraus ci stava prendendo gusto e saliva che era un piacere vederlo.

Proviamo a ripiegare sul caminazzo più a monte, consapevoli che sarà molto più lunga: la finestra in alto poi è ambigua, fa vedere ben poco.

Non mi dilungo in genere sulle performances risalitorie, ma per stavolta vorrei sottolineare la difficoltà della parete.

Forse a giustificare il lungo tempo di attesa dei mitici compagni di merende.

Applaudo chi sta ore là sotto a farmi sicura, e non perde mai la concentrazione.

A tratti si alternano un po' tutti, e mentre affronto ben tre tetti consecutivi, Rana e Grip vanno a scavare nella salone di sabbia oltre lo Smeraldo.

La risalita non scherza affatto: tre tetti spaccano la schiena, gambe e braccia, ma piano piano il nero in alto si delinea: a 30 metri di muro, riesco a superare l'ultimo ostacolo da brivido, il cambio parete su vuoto, e poi entro nel nuovo. Tutto ciò è reso più paranoico dal fatto che gli ultimi fix acquistati girano completamente dopo pochi filetti di dado.... e appendersi su chiodi che si possono tranquillamente sfilare, non è né bello, né rassicurante.

Impazza il tormentone.

VEDO NERO! Zazzazzazzazzazzara!

VEDO NERO!

TROUSSE DA RILIEVO! Zazzazzazzazzazzara!

TROUSSE DA RILIEVO!

VEDO NERO! Zazzazzazzazzazzara!

VEDO NERO!

Bé... la condotta forzata che mi si para davanti, ha proprio tutto l'aspetto di ciò che si stava cercando.

E' impostata nella direzione del sifone (cioè di scavalcarlo), è inclinata giusta, è bella (si cammina), e c'é aria...

Sistemo l'armo e aspetto gli altri trattenendomi da matti, ma godendo di brutto.

Il by pass....

Il by passssssssss... sssccchhhhh!

In fila indiana si va....

Trenta metri di cammino e ci troviamo di fronte ad uno slargo che in libera non si può fare.

Abbiamo finito i materiali cazzo!!!!

Di fronte la galleria prosegue, nera e di buone dimensioni.

Sotto lo slargo, Rana scende in contrapposizione fino ad un terrazzo, e fa un urlo.....

ECO esagerato!, larghezza di 7/8 metri e pozzone!!!!

Sotto si sente rumore di corso d'acqua...

E ci fermiamo qua... davanti a "La Via dei Sogni": dita incrociate e lieve tocco testicolare, nella speranza che sia veramente la volta buona.

Il rilievo in pianta ci dice che tra 5 metri scavalchiamo lo Smeraldo (e quindi la condotta fossile è già quasi oltre), mentre in altezza siamo a +35....

L'aria in arrivo sembrava avesse profumo di Tavernola.....

L'abbuffata di tortelli, con brindisi di cabernet e grappe locali, avviene credo verso le 5 del mattino.

Campo Base è bello!

La dormita è strameritata.

Perciò domenica partiamo alle 15.30 e usciamo alle 19.30 con il regime idrico altamente in ribasso.

massimo

sabato 2 luglio 2011

Bueno 24-26 giugno

 

Presenti: Grip, Laura R., Massimo

Anche in questo fine settimana, una squadretta di irrefrenabili si è addentrata in quel di Bueno Fonteno, con diverse cosine in programma.

Entriamo un po' tardino (situazione idrica in calo, ma sempre bagnaticcia) poco prima di mezzanotte di venerdì, e la prima destinazione è poco dopo il Fossile, cioè la nuova "Via Paglia". Volevo che Grip e soprattutto Laura la vedessero, per pianificare o uno scavo a ritorno, oppure una delle prossime uscite (in realtà sia io che Grip, speravamo che Laura, ovvero Aracnia, passasse).

Quindi si rimette in piedi il circo orfei, e con un breve tratto di trapezismi, rientro nella condotta a soffitto e sistemo un armo.

Laura è ovviamente colei che andrà più avanti: a quanto pare la via sembra si allarghi a soffitto e che vada avanti. Lo scavo è di qualche metro e in una giornata si può risolvere. L'aria c'è, e la direzione del rilievo indica che si dirige in zone ignote.

Scendiamo poi a Mastodont, e diamo un'occhiata alla risalita del Portale, per valutare cosa fare il giorno dopo: Portale o Pisciollo (il rivoletto che si attiva nel salone e sgorga da una fessura a circa 10 metri di altezza).

Il Portale è un ambientone, bello e ben concrezionato: una ventina di metri in alto sembra ci sia una forra....

Prima di arrivare al Campo Base, visioniamo anche la via nuova percorsa la settimana precedente... anche lì ci sono risalitine e un traverso da fare.

Sabato chiaramente ci si sveglia un po' tardi.

Portiamo tutto il materiale a Mastodont e tento la risalita fino a sopra il Pisciollo, dove mi sembrava ci fosse una condotta forzata.

Salgo circa 17 metri e raggiungo la meta: la condotta c'è, ma un pavimento di concrezione la rende intransitabile per almeno 2 metri. Al di là si rivede ambiente e concrezioni, ma sinceramente di disostruire pesantemente (a Mastodont... sembra un controsenso...) non ne abbiamo voglia. Purtroppo per il Portale è un po' tardi per risalire. IMG_2869

Così, torniamo nella via nuova per il campo dove Grip decide di fare un traversino di una quindicina di metri.

Riportiamo nuovamente dietro tutto il materiale...

Grip realizza il suo primo traverso in maniera sopraffina, e purtroppo non é ripagato della stessa moneta: in alto la forra chiude inesorabilmente.

Così, tanto per concludere, piantiamo ancora di chiodi sistemando nuovi passamani sul vuoto: al Campo Base ora ci si arriva veramente in scioltezza, camminando su traversi....

Il solito festino da campo stavolta é all'insegna del "pesante ma non troppo", e quindi la decisione finale è di dormicchiare un po' di più domenica e prendercela veramente comoda: una volta tanto ci può anche stare.

Di primo pomeriggio partiamo e in circa 4 ore siamo fuori, catapultandoci alla festa della Protezione Civile di Fonteno, dove tra casoncelli, brasato e vitello tonnato, concludiamo degnamente la settimana.

Massimo

venerdì 24 giugno 2011

Campo interno 18-20/06

 

Siamo usciti... nonostante il nubifragio (così dicono).

E quindi ennesimo campo interno della squadretta di squinternati di Proggiuetto.

Questa volta i birichini siamo: Kraus, Laura R. ed io.

Nonostante la volta celeste di venerdì sera fosse veramente nera e minacciosa, entriamo in Bueno verso le 23, evitando di cambiarci sotto la pioggia per poco.

Il grottone alitava da ingresso basso, e poi vi narrerò perchè di questa informazione.

All'interno, il regime idrico era un po' superiore alla media, ma comunque tranquillo.

Arrivati al Fossile, il solito enigma dell'inversione d'aria (fuori comunque ci dicono diluviasse). Quindi, prima del primo pozzo infangato, iniziano le "prove paglia", per vedere da che parte va il fumo.

Proprio lì sopra c'è uno strano "risucchio", quindi si tenta l'arrampicata (il trapano è già al campo base...).

Via altaRiesco a salire in contrapposizione, un po' sul fango e un po' sulle spalle di Kraus che mi fa da appiglio umano... ma arrivato in cima alla forra vedo chiara una bella condotta in cui va parecchia aria...

Pazzesco!!! Sono 6 anni che ci passiamo sotto e non l'avevamo mai vista!!!!

Bueno non smette di stupire quindi.

Entro dentro e vado agevolmente in ginocchio per una quindicina di metri, poi il passaggio si abbassa causa terriccio da scavare (la condotta rimane larga), e a una decina di metri vedo lo slargo. Molta aria e direzione interessantissima. Lo scavo si fa in una giornata.

Spero che qualcuno vada a farsela la nuova condottina (battezzata "Via Paglia"... ovviamente)... altrimenti ce la pappiamo a breve... E' a un'oretta e mezza dall'ingresso...

IMG_3021Sul posto lasciamo due spezzoni perchè l'arrampicata è da rifare.

Arriviamo poi al campo base in buon orario, quasi verso le tre di notte.

Mokkaccino e via a russare.

Il sabato mattina, ci dirigiamo al punto più alto della risalitazza al Templare, stracarichi e pronti a risalire ancora, ma l'infamone toppa clamorosamente dopo pochi metri: era una cupolona bastarda... a +112 metri dall'inizio!!!!!!!

Registro un po' di suoni all'Organo del Templare, ma ridiscendiamo molto delusi.

In zona resta da fare un bel traverso a circa +70 ... ma non ne abbiamo voglia.

Decidiamo quindi di fare il traversone nella mega condotta dietro al campo.

Il lavoretto che sembrava un trastullo in partenza, si rivela invece un bel traversino coi fiocchi, sospesi sulla forra almeno 25 metri sopra, ma l'ambiente è imponente, asciutto e silenzioso, e dopo un centinaio di metri con ancora qualche passamano da fare, ritorniamo sulla forra ad altezza del P20 sotto Mastodont.

Ora da lì si può arrivare al campo in 10 minuti quasi camminando. Spettacolo!

E perciò il festino del sabato sera è ben motivato... quindi si festeggia, anche se il fragore dei fiumi e soprattutto di Megasnake, si fa un po' fortino... vuoi vedere che fuori piove da pauuuuura?

IMG_3002Domenica dopopranzo e prima di uscire, terminiamo il traverso nella forra, mettendolo in sicura per passare sempre da lì, e perdiamo circa due orette.

Fino al Fossile, silenzio totale... ma poco lontano si sente un bel casino d'acqua...: bello evidente l'aumento di portata dei fiumi, che nonostante fosse già in calo, da Facciale in su nei pozzi ci si lavava abbastanza.

Che dire, usciamo verso le 20 dopo circa 45 ore di grotta, bellissime come sempre.

Dimenticavo di dire che anche a Mastodont è comparsa una condotta in parete a circa 10 metri di altezza e ben nascosta... e che faremo quanto prima.

Nei prossimi campi cominceremo a risalire ancora sopra il sifone e a Carrigo.

Massimo

mercoledì 15 giugno 2011

La Voce (10-12 May, 2011)

 

L'ho sentita borbottare, è così che ci ha accolti.

Lei mugugna qualcosa di incomprensibile ad orecchie poco "sensibili", poi mi fermo, decisa ad ascoltarla, ad imparare questa nuova lingua, solo allora comprendo: Lei mi sta dicendo che è Viva, che Respira a pieni polmoni. Percorriamo la Forra con la Sua Voce che scorre salto dopo salto acquisendo sempre più forza..La sensazione è netta: siamo nella sua gola, ci camminiamo dentro e con i nostri passi urtiamo le sue corde vocali..e forse la sua sensibilità.

La Sua Voce può accoglierti come la più placida delle donne, un fluire continuo di parole sussurrate, o schiaffeggiarti al mutare della luna; il Suo Tono ti fa capire quanto sia pronta ad accoglierti o respingerti..

E' stata clemente, Massimo ed io arriviamo al campo tranquilli, accompagnati dal Suo parlottare che diventa un fragore sui pozzi più alti. Impagabile il sonno nella Liquida Grotta.

Questa volta è un campo "molle", rilassato; dormiamo molto ed il progetto per il sabato è una "spolverata" ad Autocombustione.

Arriviamo all'ingresso della condotta e abbandoniamo gli attrezzi assieme al kasko (almeno io) : troppo ingombranti. Massimo le lavora i fianchi, con un lavoro che gli spezza le spalle allarga l'ingresso che da Hotel a due stelle si trasforma in un cinque da Guida Michelin. Senza parole. IMG_2836

Io, invece, mi incaponisco nel percorrerla in lunghezza; striscio, scavo, sposto facilmente fango asciutto prima lateralmente e poi davanti a me. La condotta "tira" a sinistra, leggermente in salita (dritto, dolcemente a sinistra, dritto, nettamente a sinistra). Spolvero circa una cinquantina di metri, perdendo Massimo dopo un pò: niente rumori di sforzi da smottamento, niente odore di ammorbidente (fino a qualche anno fa i miei occhi mi toglievano il piacere di vedere chiaramente, obbligandomi ad acuire udito ed olfatto).

Sono sola in una condotta dove, a tratti, la distanza tra soffitto e pavimento è giusto-giusto la lunghezza di una paletta da scavo, come quella da giardinieri, tanto per intenderci.

Paura? Nessuna. Voglia di proseguire? In-go-ver-na-bi-le!

Guadagno metri "mangiando" terra, ogni tanto do uno sbircio in là e cosa accade? Lei mi illude, mi prende in giro! Così capisco che in grotta devo imparare a calcolare le distanze, i giochi d'ombra...ingannevoli. Mi fermo quando, dopo aver "visto" il soffitto alzarsi e i fianchi "allargarsi", realizzo che in realtà ad un paio di metri ho uno slargo che gira nuovamente a sinistra...Decido, dolorosamente, di concludere per il momento la mia battuta esplorativa: i circa due metri che mi separano dalla curva richiedono un bel pò di sforzi e, ormai, sono trascorse alcune ore dall'inizio dei lavori.

L'interruzione in fase esplorativa è una mano che stringe lo stomaco, la "spinta" a continuare, ad andare ancora più in là è esattamente come la parola "ingovernabile": salda, netta, tonda sulla seconda sillaba...Esatto! ora che l'hai "pronunciata" anche tu ne senti la pienezza.

Autocombustione rimane in sospeso e, ancora per poco, rimarrà intimamente mia.

Usciamo, sempre mollemente, la domenica sera e, arrivati alla macchina, siamo già in fermento per il weekend successivo. La voglia di stare dentro è indomabile e noi non opponiamo alcuna resistenza.

Si accennava alla bellezza del vivere potendo scegliere..la consapevolezza di avere questo lusso non andrebbe, mai, dimenticata.

Ho sentito la Grotta Respirare e l'ho vista Vivere divorando letteralmente se stessa dall'interno.

Laura@

Bueno Fonteno 10-12/05

 

Dopo la serata a Grumello, preparativi, cena e avvicinamento tranquillo, entriamo in Bueno che sono quasi le 3 di notte di Venerdì.

Presenti: Laura R. e me.

Dopo i bei rovesci della settimana, presagivo che in Bueno le portate dei fiumi fossero aumentate notevolmente, e la speranza era che si potesse quantomeno "entrare".

Fortunatamente nella valletta, il fiume non spaventava affatto, segno che l'ondata era già passata, così, parecchio assonnati entriamo. Chiaramente stracarichi, perchè in due non si può fare altrimenti. Laura si becca il sacco trapano con annessi e connessi...

Dentro la situazione è governabile: i pozzi "bagnano" ma non all'inverosimile.

Si può fare.

Così in tranquillità, ci mettiamo tre orette per arrivare al campo.

D'obbligo la dormita prolungata.

Al sabato sfuma il traverso dietro il cesso del Campo Base: la mazzetta d'armo è in cima al Templare, e quindi si va nella condotta di Autocombustione, vista da Laura e Kraus due campi fa (ormai si misura a "campi"). Peccato, perché  riesco a dare un'occhiata al bestione, e con un rapido traversino si potrebbe esplorare parecchio... Sono sicuro che riserverà sorprese, a due passi dalle tende....

Anche il ramo di Megasnake ha una bella portata d'acqua, tanto che al campo si sente un bel frastuono.

Autocombustione è una bella condotta forzata che si apre a soffitto, 7/8 metri dalla base del meandro: ma dopo pochi metri si intasa di fango secco quasi fino alla volta e prosegue con un bel vento in entrata.

Naturalmente la magra è lei, Aracnia, quindi cercherà di spingersi più lontano possibile, mentre dietro provo a sbancare munito di piccole palette.

Laura parte, e sparisce per oltre 4 ore, anche se per le prime due la sento ravanare: riesco a sbancare almeno 10 metri in modo che si possa strisciare molto comodi, ma da solo è un lavoro un po' pesante.

A ritorno, Laura misura circa una cinquantina di metri di condotta strisciante per magri (ma morbida!), e dopo un restringimento da scavare e un notevole aumento del vento, vede che la volta pare alzarsi... Il rientro è tutto di piedi, quindi per stavolta basta così.

Viste le dimensioni, e la direzione completamente nel nulla, è uno scavo che val la pena fare. Basta organizzarsi un po', e in tre o quattro si può portare fuori tanto terriccio in breve tempo. Poco per volta, lo porteremo avanti. Dista circa 15 minuti dal campo.

A ritorno riguardiamo ancora il condottone dietro al campo... è grosso forte... lo faremo la prossima volta.

Nel ritorno, la situazione idrica è migliorata, e più volte abbiamo avvertito inversioni d'aria.

massimo

sabato 21 maggio 2011

Campo base 13/15 maggio 2011

 

La squadretta del week era composta da: Kraus, Fabio, Grip, Laura R., Max

Purtroppo non si riesce mai ad entrare "presto" al venerdì, e quindi tra cena e preparativi si arriva alla mezzanotte.

Il periodo siccitoso, rende sempre più amabile la discesa, e quindi in tre orette siamo al campo. Poca acqua e gioco di correnti d'aria che si alternano a tratti, da circolazione estiva a invernale, con momenti di stallo di circa 7-10 minuti: un fenomeno particolare tipico del cambio definitivo di stagione.

Al campo, un po' di rassetto e baldoria ci vuole sempre quindi la buonanotte arriva che probabilmente "FUORI" è già mattina...

Al sabato "quasi pranzo" inizia il fervore esplorativo: una squadra farà riprese video, l'altra dopo un po' di rilievo, darà inizio alle danze.

Devo sprecare due parole sulla zona (La regione degli Deì) che stiamo esplorando: è fantastica. Un mega pozzone (Il pozzo degli Avvisati) che sale a salti, con concrezioni mai viste in Bueno. Sembra tutto finto, bianchissimo e lucido... di plastica. Enormi colate bianche, meduse gigantesche, stalattiti da tutte le parti.

Di negativo è il nostro passaggio, che inevitabilmente inzozza...

La verticale non scherza, è di 66 metri e in certi punti larga anche 15/20. Un breve meandro e condotta alla sommità, portano alla saletta dove si trova la Fonte degli Deì, una vasca da poster. Sopra si intravvedono ancora organi tipo quelli di grandi cattedrali... (e infatti "L'organo del Templare" è già il prossimo ambiente).

Mi è difficile spiegare l'epopea del Templare, ma credo che da qui in avanti sarà l'entità-guida-mattacchiona dell'Abisso... evocata in maggioranza piena dai frequentatori del Campo base...

Ormai il mitico "Templare" è alla base di ogni speranza e imprecazione... non so se qualche altro vorrà meglio illustrarvene saga e gesta.

Il Templare è lassù... un po' concede, un po' cerca di prenderci per il cul...

Proseguiamo nella risalita, e dopo un altro P10, siamo ad un'altra base di camino, veramente fiabesca. Credo il luogo più bello di Bueno in assoluto, e a pari merito con le eccentriche di No-China, in Wildewest.

I mitici riescono a riprendere il tutto... vedrete che roba...

La presenza di stalagmiti grosse, ci permette di risalire alcuni tratti con tecniche da ranch Orfei (lazo e piroette in aria). L'ultimo tratto è un altro P15, con svariate difficoltà: parete concrezionata e marcia ai lati. E aggettante, per di più... (e gli ultimi fix che girano nella roccia...).

Ma in cima si intravvede la condotta!!!! Sta a vedere che il Templare ci premia. Inizia la ola....

Ci sono.

Entro.

Pensate, a quasi +100 di risalita, un fiume di concrezione mi riempie la maledetta condotta e chiude...

Chiude...

Una stanzetta nel soffitto con un buchino di fango di merda....

Chiude cazzo!

Bestemmie infinite per il Templare..... bastardo maledetto....

Nella discussione su come e quando effettuare il disarmo in doppia, mi fumo la "sacra paglia della disperazione"...

Voglio rimanere nella nebbia... Ne fumo due...

Ma....la nebbia sale... La seguo... va verso il buchetto di fango....

Non è possibile....

L'aria ha invertito. Ora sale veloce...

Sale di brutto nel buchetto... ma se non ci passava un pugno....

Vado a rivedere, sposto due sassi fangosi che occludono e... sopra è NERO....

NERO!

NERO!

NEROOOOOO!!!!

E il Templare ridiventa un amicone...cori da ultrà in suo favore...

Si mette in moto la macchina LauraGripKraus e A MANO spaccano tutto.

In un'ora passano.

Salgono.

Salgono altri 10 metri in una condotta inclinatissima e a +112 dalla base si dovrà chiodare ancora: il soffitto si vede, è lì sopra e il buco che lo sfonda anche...

Adrenalina da vendere...

Bellissimo.

Incredibile.

IMG_2913Bueno non smette di farci sognare, e adesso siamo ad un'altezza dove potremmo reincrociare piani più orizzontali. L'abisso dovrebbe riesplodere da un momento all'altro.

Il sapore della tortellinata al campo, credo che non lo troveremmo nemmeno nel miglior ristorante del mondo. Stavolta con blocchi di grana e pancetta affumicata... si accettano prenotazioni...

Festino, riprese, grappa, cazzate al vento "a valanga"... e si torna a dormire alle 5 di mattina.

Assicuro che dopo una ricca colazione, si parte dal campo in gran forma.

Partiti verso le 14 e con una sosta al Fossile, usciamo dopo le 18, con la gradita presenza del mitico Yanni e un cesto di ciliege all'ingresso.

Non sembra nemmeno di essere entrati due notti prima...

Alla macchina leggo negli occhi di tutti la voglia di ritornare ancora là...

ebbè... il Templare chiama....

massimo

venerdì 20 maggio 2011

Emozioni “Bueniche” by Dart Laura

 

Prologo

Sono nata al mondo notturna, con uno spirito solitario e tenace. Ho viaggiato, ho viaggiato molto riuscendo a muovermi nel mondo più di quanto sia mai stata in grado di farlo nei luoghi che dovevano essermi più familiari. Ho visto molto delle brutture e delle bellezze che il mondo racchiude, ho avuto moltissimo e perduto ancora di più. IMG_2907

Irrequieta sono approdata a Bueno e dalle trecce da bambina, la chioma sciolta da ragazza, il chador da giovane donna avventurosa sono giunta al mio kasko Petzl.

Orgogliosissima.

Mi sono immersa in Bueno grazie al fatto che, nonostante un crazy-show di provenienza poco sospetta, qualcuno ha creduto in me e nella mia "testa".

 

Mi sono addentrata in Bueno digiuna della materia: da me, per ora, non avrete numeri, definizioni tecniche, per quelle c'è tempo; la mia visione è di pancia, una mano sul cuore. Il mio approccio è stato nudo, istintivo, naturale e lo è ogni volta di più perché la familiarità con gli attrezzi mi permette di assecondare il mio bisogno: respirare la grotta senza filtri. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza Kraus, Massimo e Gripp che al primo campo mi hanno accudita e seguita con la capacità di lasciarmi "libera" di vivere gli spazi a modo mio; loro più "pensierosi" di quanto lo fossi io, più preoccupata di rallentare il loro passo che altro... le mie scuse si sprecavano. Ora, al mio terzo campo, fino al Fossile, ho aperto io la strada del ritorno, tanto che hanno deciso di appiopparmi il sacco trapano la prossima volta! Forse mi dovevo giocare meglio le carte da femmina..

Mi sento fortunata, siamo affiatati e il mix che ne esce è esilarante, non credo di aver mai riso tanto così a lungo. Abbiamo personalità diverse, ovvio, ma credo che il neurone "grotta" nella nostra testa sia familiare. Sto scoprendo lati di me di cui sono fiera e altri meno edificanti: non sono brava quanto speravo ad ironizzare su me stessa..forse.       Migliorerò.

Squadra

Bueno è così, ti mette di fronte a gran parte di quello che sei, ma va bene, ogni volta impariamo il valore delle nostre debolezze. Il ritorno che ne ricevi è pari al rispetto che le porti, alla curiosità, alla passione che è una spinta inesauribile: non comprensibile completamente finché non la vivi.

Nasco a Bueno col Mostro degli Avvisati, battezzato così in memoria della polemica pre-primo-ingresso: il Mostro sono io (in senso positivo e non l'ho detto io..), gli Avvisati sono quelli che hanno avuto il coraggio di rischiare ad avermi con loro. Massimo, Gripp e Kraus vi hanno già dato le "coordinate" e sottoscrivo tutta la gamma di emozioni, urla e sospensione del respiro che vi hanno descritto..All'Organo del Templare ci arriviamo al terzo campo che vede anche la presenza di Fabio che mi ha fatto scoprire la bontà dei pomodorini su un velo (poco velo) di salame sdraiato su un crostino servito su un plastik-piatto-rosso nella nostra lounge a quasi -440mt e grazie al quale (Fabio, non il salame) mi sto facendo una cultura sui troglobii...

Insomma, senza perdersi in giochi di pensiero...Sguardo ammirato alle linee morbide di ovattato candore delle concrezioni che si perdono fin dove arriva lo sguardo, in un ambiente immerso in aria bagnata e nebbiosa....tanto che, in tenda, ripensandoci, sono arrivata alle lacrime.

Abbiamo anche ritrovato un baby-Pippo, sì, un fratello-pipistrello, concrezionato in una vasca...povero..caduto dal nido quando il letto di fango su cui si trovava si è scaldato e sciolto, causa dell'alito fumante del cavallo razza Steinberg di proprietà del Templare che ha mollato l'unicorno perché ormai fuorimoda!  Chissà come avrà fatto ad arrivare fin lassù...o laggiù. Mi spiace per chi legge, perché ogni esplorazione, ogni scoperta, porta con sè tutta una serie di considerazioni, fanta-storie create al momento che è difficile da far passare se non vengono vissute..inabissarsi per credere e, forse, vi sveglierete anche voi con una chiamata persa sul cellulare fatta da Sir Templare.

"E' adesso che la festa inizia!" (Anakin aka Dart).

 

 

L'uscita è sempre emotivamente dolorosa, per me, l'ultima volta, alla partenza dal campo, quasi un male fisico.

L'ultima quieta riflessione scatta sempre quando arrivo al Fossile: " ? a cosa pensi quando le luci del nostro passaggio si allontanano, quando la nostra presenza caciara ti abbandona per un breve momento; a cosa pensi quando l'unico suono udibile è quello dei fiumi, dell'acqua che come sangue ti scorre nelle vene?"

Mi piace pensare che Grotta è un nome femminile: eterna, fedele, piena di mistero.

Il passo dal Fossile al confuso movimento del mondo esterno è breve, ma questa volta ad aspettarci c'era Yanni con il suo sguardo innocente e le sue definizioni del mondo "dal sapore poetico", ciliegie rosso vermiglio in un cestino colore dell'erba accompagnate da birra fresca.

Sono belle le strade difficili.

Laura@

martedì 10 maggio 2011

Attività 09/05/11

 

Questo week end l'attività da "campo base" ha avuto una sosta.E quindi l'uscita è stata solo domenicale.

Siamo andati a proseguire la disostruzione sul fondo alla Laca della Foppella, in cui già le settimane scorse si era iniziato ad allargare.

Il ritrovo domenicale è "sciallo", e quindi alle 9.30 cappuccio a Fonteno: Fabio, Laura R., Max.

La giornata è ovviamente tutta dedicata a scavo e disostruzione, oltre ad aver rilevato la grotta a nuovo.

La strettoia di fondo non è semplicissima in quanto scende inclinata, stretta e mista a fangoroccia. Il passamano è il solito da contorsionisti. Man mano che si allarga però aumenta l'aria (in entrata, ingresso alto... ottimo): risucchia ogni tipo di odore... e quindi l'idea del secondo ingresso di Bueno prende sempre più piede.

P1000528

A pomeriggio inoltrato il diaframma bastardo cede, e oltre sembra che continui nero e vuoto... l'euforia come sempre sale e dopo altri addolcimenti Laura riesce a infilarsi.

La via continua... ma dopo pochi metri è stretta e fangosa... un lavoraccio impestatissimo. Guardiamo dovunque ma la risposta è sempre la stessa.

Delusi, ce ne torniamo fuori, lasciando questa porta al momento un po' socchiusa... ci sono vie troppo grosse che vengono prima!

Per chi volesse provare a proseguire, è giusto sapere che la grotticella si trova 100 metri perfettamente sopra il ramo di Ariasanta, la regione più remota a monte dell'abisso.

Massimo

martedì 3 maggio 2011

Campo 29/04 – 01/05/2011

 

Report Massimo

Entriamo attorno alle 23.40 venerdì sera: Kraus, Laura R, Grip ed io. Arriviamo in 4 orette al campo andando tranquilli. L'acqua era un po' più delle volte scorse, merito delle piogge degli ultimi giorni.

Al campo, dopo aver sistemato alcuni tiri di rilievo, baldoria serale.

Il giorno dopo, ci dirigiamo prima nella condotta trovata a soffitto a Megasnake. Vista molto bene da Laura e Kraus, prosegue in scavo, larga ma da scavare e c'è aria.IMG_2830

Poi diamo inizio all'ennesima risalita in artificiale, proseguendo il "Mostro degli Avvisati", l'ultima grande verticale in esplorazione.

In alto è molto vasto, ed un meandro a soffitto senza pavimento, ne comunica le due estremità a circa 20 metri di distanza... Quindi due meandri in cima, uno di fronte all'altro ma con un megapozzo largo 20 metri che li separa.... pazzesco.

La risalita è faticosa nei primi 15 metri (e ci troviamo già a + 35 dall'inizio) perchè a tratti é aggettante. Al centro di questo mega camino, una colata concrezionata bianchissima, fa veramente emozionare: poche volte abbiamo visto colate così belle.

La seconda parte di parete, presa letteralmente d'assalto, è di altri 15 metri completamente verticali: alla fine riesco a raggiungere il meandro in cima. Il pozzo risalito in totale è un P60, niente male...

Fatto l'armo finale e ricomposta la squadra, si riparte. Entriamo in un meandrino dal pavimento concrezionatissimo e sempre bianco, poi saliamo in un accenno di condotta e sbuchiamo in una nuova sala con una vasca talmente bella, che dovremo IMG_2856fotografarla per descriverla... Tutti ovviamente ne beviamo le acque, in segno di ringraziamento. Più sopra, dopo i prossimi 15 metri di verticale, si intravede la prosecuzione in un ambiente enorme e con colate di svariati metri... che supereremo la prossima volta...

Quindi continua.... e siamo a + 75 metri dall'inizio, e a pochi minuti dal campo.... spettacolo! Rileviamo per ora circa 150 metri nuovi.

I festeggiamenti del sabato sera ovviamente sono proseguiti fino a tarda notte, dopo la consueta pentolazza di tortelli.

Domenica, rassetto generale del campo e partenza alle 12.30. Usciamo in cinque ore con pausa al Fossile.

massimo

----------------------------------------------------------------------------------

Report Kraus

 

Grande esplorazione! Durante l'ormai consueto minicampo mensile di due notti, una squadra ( Kraus - Aracnia) si è impegnata nello scavo di una condotta semiostruita nel ramo di Megasnake mentre un altra squadra ( Max - Grip) si dedicava al completamento della risalita del mostro degli avvisati.

IMG_2849

Dopo svariate ore lo scavo della condotta è stato sospeso e ci siamo riuniti tutti in cima al mostro ormai domo. Spettacolareeeeee!!!!! Il pozzo mentre sale si sdoppia e si espande sempre di più.
La risalita si è sviluppata lungo una colata cosparsa di meduse di un biancore abbagliante. Si prosegue in un corto meandro che sfocia in una sala-pozzo la cui base è un trionfo di vaschette concrezionate. Dieci metri in alto una finestra che raggiungeremo la prossima volta da accesso ad ambienti vastissimi che si spingono ancora verso l'alto al limite delle nostre luci. In totale siamo giunti ad oltre i 70 metri di dislivello dal campo base.
Inutile dire che siamo usciti ululanti come un branco di coyote.......

----------------------------------------------------------------------------------

Report Grip

Mi riprometto sempre di scrivere qualcosa sulle uscite ma non ho mai tempo, questa volta il tempo DEVO trovarlo perchè l'uscita di questo week è stata semplicemente la più bella di sempre. Non mi dilungherò sugli aspetti fantastici della "vita da campo base" di cui già si è detto in passato, piuttosto voglio tentare di raccontare il tutto in una chiave un pò più ironica di quanto non abbia fatto Sua Carsità Sir. Max Pozzo.

In effetti in 4 ore tranquilli tranquillini arriviamo al Camping Collosso: rinnovo i miei complimenti a Laura, ribattezzata Aracnia, che davvero migliora alla velocità della luce (visto il contesto, direi del buio...).

IMG_2862

Poco prima di arrivare al Campo, Sua Carsità chiede chi voglia aiutarlo nel rifinire il rilievo degli ultimi "tiri" subito prima del Campo stesso...vengo io, vai tu, vai tu, vado io, morale della favola il festival del demenziale comincia con un mio :"...Dai vengo io perchè voglio avere un ruolo DI RILIEVO..."....va beh, fa schifo, ma come l'ho raccontata io era bella, peggio per voi che non c'eravate, noi ci siamo messi a ridere tutti. Tiè.

Mentre noi rifiniamo il rilievo, Kraus armato di mini-piccone scava come un forsennato panchine e ripiani nei pressi della cucina (?!) del campo...addirittura ne scava una munita di braccioli, quindi ormai manca solo la pianta di Ficus.

Prima di andare a nanna e delle canoniche passeggiate in ciabatte sul pozzo da 20 per andare in bagno, ci spariamo un Mokkaccino formato Aracnia che ha così tanto cacao, ma così tanto cacao, che solo a guardarlo ti veniva il diabete. Infatti era buonissimo e caldissimo, spettacolo. Non posso non menzionare le nuove ciabatte di Sua Carsità Nomen Omen Sir. Pozzo Massimo: stile anni '70, bianche bianchissime, quando le indossi fanno luce, puoi anche tener spento il Mastrel. Sua Carsità sembra una versione sotterranea di Al Pacino in Scarface, mancano giusto l'anello d'oro e una catenazza. Spettacolo. Io e Sua Maestà Ipogea ci rintaniamo nella Steinberg , auguriamo la buonanotte agli altri due , e ci addormentiamo dibattendo sull'opportunità o meno di portare quadri e stampe al campo per abbellirne l'estetica, il problema più grosso al momento sembra essere l'assenza in commercio di sacche quadrate o cubiche. Altra ideona da brevettare?! "Sacca portastampe stagna da grotta", € 70. Per me suona bene.

IMG_2857

La mattina dopo ci svegliamo strariposati e adrenalici. Decidiamo subito di fare una capatina alla condotta a soffitto individuata a Megasnake. Dopo aver armato un traversino, ci buttiamo nella condotta che, per motivi che solo i partecipanti al Campo Base potranno capire e che non intendo spiegare, proporrei di chiamare Autocombustione.

La condotta è abbastanza asciutta e parte bene, poi dopo pochi metri si abbassa fino a diventare (quasi) impraticabile. Armato di mazzetta inizio a scavare per abbassare il livello, e mi rendo conto che per fortuna il lavoro è abbastanza agevole. Il terreno è infatti molle, ma non è fangoso, per cui i risultati dello scavo sono visibili nell'immediato. La buona notizia è che si sente una discreta aria, oltre al fatto che la condotta prosegue nel buio indistintamente senza poterne vedere la fine. Secondo me promette, poi si vedrà...fatto sta che Aracnia si incaponisce e, forte delle sue longilinee forme, sguscia dentro e inizia a lavorare. Dopo poco io e Max decidiamo di incamminarci per dedicarci alla 2° parte della risalitazza del Mostro degli Avvisati, Kraus e Aracnia ci raggiungeranno là.

Come da prassi ormai consolidata, io faccio sicura e Sua Carsità sale verso l'alto come un pazzo: ha ragione Sir. Pozzo, la risalita, apparentemente di routine, si rivela impegnativa perchè la parete è aggettante, fatto sta che Sua Carsità ogni tanto si spazientisce o, per meglio dire, perde le...staffe. Ma non si perde certo d'animo, anche perchè l'ambiente è incantevole...io dal basso gli faccio notare che la colata che si trova al suo fianco è bellissima, un vero pullulare di bianchissime meduse, da lì a chiamarla Risalita delle Baleari il passo è brevissimo, anzi proprio non c'è.

Nel giro di un paio d'ore Sua Carsità arriva su in cima oltre la colata, ma quello che sembrava un vasto terrazzo si rivela essere poco più che una rientranza. Ci facciamo prendere un pò dallo sconforto, anche perchè la statica da 20 metri che abbiamo ci permette di fare ben poco, quella da 70 ce l'ha Kraus e Aracnia...che però per fortuna di lì a poco arrivano!!! Sua Carsità si inkazza e DECIDE che deve arrivare su in cima e, con un ritmo a dir poco indiavolato, si spara una dozzina di metri in meno di un'ora, dove sembra esserci l'accesso ad una forra.

IMG_2927

Max arriva in cima, si infila nella condotta ma correttamente ci aspetta prima di andare in esplorazione...ci parla solo di tanto tanto CANDORE ovunque...lo raggiungo su alla svelta e lo spettacolo è a dir poco affascinante: pavimento BIANCO, pareti BIANCHE...tutto concrezionato, bellissimo. Ma la cosa che ci fa diventare MATTI nell'attesa di Kraus e Aracnia è ciò che udiamo...a pochi metri da noi si sente un gocciolamento molto forte e costante, immaginiamo ci sia una sala...faccio la prova eco, caccio un urlo e si sente tanto di quel rimbombo da far paura!!! Guardo Max e lui mi fa :"...Lo senti questo? Questo per me è il rumore tipico di gocciolamento da LAGO..."...non finisce qua, illuminiamo con la torcetta sull'altra parete speculare a noi del pozzo appena risalito, la continuazione della condotta in cui ci troviamo sta dall'altra parte, è grossa, e si perde nel nero più nero...state godendo, eh?! Figuratevi noi in quel momento...E NON FINISCE QUA...appena arrivano su loro, ci infiliamo nella condotta...entriamo in un salone concrezionato (dimensioni tipo la sala del 18 o poco più, tanto per intenderci...), che si ferma sotto una parete non più alta di una dozzina di metri con COLATA BIANCA E STALATTITI, un gigantesco squarcio facilmente raggiungibile...E NON FINISCE QUA...alla base della parete c'è una bellissima vasca stra-super-mega-concrezionata e bianchissima, piena piena piena di fiori di calcite...proporrei di battezzarla la "Fonte degli Dei"...facciamo una marea di foto completamente entusiasti...MA NON FINISCE QUA...vi dico solo che nello spazio apparentemente immenso che si apre pochi metri sopra le nostre teste si intravede l'Organo del Templare...

IMG_2871

...e sicuramente NON FINISCE QUA……

Grip

lunedì 18 aprile 2011

Esplorazione 17/04/11

 

Cavità: Abisso Bueno Fonteno

Partecipanti: Livio, Fabio, Laura R., Kraus, Max.

L'intento della giornata era di piazzare trappolette per la fauna nella zona di Terre di Mezzo, di continuare il traverso iniziato da Livio due domeniche fa, e di rivedere il ramo che da Spalmer scende fino al P50 di Hydrospeed.

Arrivati a Torrent Express, il pozzone con cascata che alimenta il profondo lago di Laguna Blu, Livio da' inizio alla continuazione del traverso, che si rivela un po' ostica causa fango in parete.

Vediamo anche noi la condotta che vorrebbe raggiungere, e quindi abbandoniamo l'idea di andare a Spalmer...

Iniziano le manovre da circo quando Kraus traversa su nasone naturale fanghiglioso (a 20 metri sospeso sul lago...), pronto a fare un carpiato con volo ad angelo.

Mentre Laura e Fabio si fanno un bel giro fino a Portorotondo, "i ragazzi del traverso" raggiungono la condotta... le prime urla di Kraus fanno già ben sperare.

La condotta è bella ampia, ma dopo 15 metri... toppa di fango .... che "spiga"...

Sotto il pavimento della condotta sembra che ci sia del vuoto e magari in un futuro ci si ricorderà di questo particolare, per ora c'è talmente tanto da fare che difficilmente verremo qua a fare scavi.

P1012635

Disarmiamo e lasciamo il materiale al solito magazzino delle "Fate", nella forra sotto Fonteno Beach.

Di fatto il rilevato è ora di 18.540 metri, più duecento metri sparsi ancora da rilevare.

Stiamo organizzando il week end successivo (29-30-1 mag) a quello di Pasqua, dove faremo nuovamente campo base nei rami del fondo. L'idea è la solita, di entrare al venerdì sera per uscire domenica pomeriggio.

I sicuri dovrebbero essere: Kraus, Massimo, Laura R, Fabio e Grip. Forse Grip entrerebbe già al venerdì mattina se c'é qualcuno.

L'intenzione è di continuare la risalitona iniziata la volta scorsa, visionare la condotta trovata a Megasnake, e se siamo in un buon numero, passare anche il laminatoio del ramo nuovo trovato in cima al P70 risalito a Collosso.

... nel frattempo sta maturando l'idea di fare un campo estivo (fine luglio) interno di una settimana.... 

Massimo

giovedì 14 aprile 2011

Battuta 09/04/11

 

Sabato io e Conte siamo andati a vedere lo sfondamento che si è creato nel prato vicino alla Bressana, praticamente sopra Aria Santa.

Aria Santa

Purtroppo però si è rivelato un lavorone non indifferente, il buco ha un diametro di circa un metro e mezzo e profondo solo 50cm.

Praticamente quasi da scavare da zero, sassi pochi e tutta terra......

Non contenti abbiamo ripiegato sulla valle di Tavernola e abbiamo trovato i due buchi che Conte aveva già visto in passato e Ale aveva cominciato a disostruire.

Praticamente si trovano circa 200~300m a monte del bivio Rino originale e altra valle già vista ed esplorata, la quota è quella del santuario di Cortinica.

La posizione di entrambi è molto interessante, rasentano il letto del fiume e uno dei due si trova proprio nel cuore di un "arrotolamento" di strati pauroso! direzione quasi perpendicolare alla Milesi.

Conte dice che Ale si era già intrufolato e entrato una decina di metri....direi che la cosa si fà molto interessante.

La zona non è nemmeno tanto difficile da raggiungere e aggiungo, con il clima estivo che ormai ha varcato la soglia, lì si sta proprio bene anche a ferragosto.

Ledo

Campo 8-10/04/11

 

Questo week end abbiamo fatto un altro campetto in Bueno, entrando al venerdì sera per uscirne domenica pomeriggio.

I quattro ardimentosi erano Grip, Kraus, Laura R. ed io.

L'intento era di proseguire un'altra risalita in artificiale molto vicina al campo, e poi dare un'occhiata al meandro di Megasnake, tutto situato a -400 circa di profondità.

IMG_2765

Causa pseudo rottura di un discensore, l'andatura a scendere è stata un po' rallentata. Inoltre Laura affrontava Bueno per la prima volta, e quindi nei frazionamenti i tempi si sono allungati. Siamo quindi arrivati al campo in 5 ore invece di 3.

Bueno in questo perido è spettacolare. La poca acqua (si fa sempre per dire), rende tutto più godibile.

A livello statistico, aggiungo che il flusso d'aria passa in inversione estiva di giorno, e invernale di notte, segno che a breve diventerà stabile estivo.

La risalita è in un camino molto bello e grosso, già iniziata qualche anno fa da Edo e Mauri per circa 20 metri. Ambiente fossile e molto concrezionato, con colata bianca da poster.

Sistemato prima un traverso per raggiungerla con più sicurezza, si parte.

Saliamo una bella parete dritta di 20 metri, per arrivare alla base di un altro camino, veramente bello e grosso. Concrezioni stupende e visibilità a soffitto per circa una cinquantina di metri ancora. In altro è larghissimo, sembra ci siano più vie da vedere. A venti metri sembra ci sia una possibile condotta o forra... ma finché non ci andremo a mettere il naso....

Lasciamo tutto l'armamentario in loco, perché la prossima volta continueremo.

IMG_2791

Dopo aver lavato pentolame vario, ci tuffiamo in Megasnake, cercando di rivedere tutto minuziosamente. Nella parte a soffitto, credo a metà ramo, troviamo una condotta forzata senza impronte, da raggiungere con una corda. E' di buone dimensioni, ma non riusciamo a raggiungerla causa passaggio troppo esposto e su parete inclinata fangosa.

Altro lavoro per la prossima volta...

Sabato sera, solito festino con tortelli nella ricetta del campo: dado, cubotti di grana e speck del Sudtirolo... Moccaccino al cacao prima di andare a dormire.

La mattina di domenica, usciamo in circa 5 ore, con nuovi enigmi da risolvere.

                                                                                          Massimo

 

 

domenica 27 marzo 2011

Campo 18-21/03/11

 

Dopo la serata a Sarnico di entriamo alle 3 di notte in Bueno: Kraus, Fabio ed io.

In due ore e mezza siamo arrivati al Campo Base.

L'indomani verso le 12 ci dirigiamo a Collosso a completare la risalita del pozzone con cascata.

Nonostante l'ambiente, impressionante, gigantesco e altresì inquietante, riusciamo ad arrivare in cima alla bestia.

Soliti numeri da circo viste le pareti un po' marce (il lato asciutto... ma fanghiglioso), e armi splendidamente in vuoto, la sommità si aggira sui 65 metri. Ne riscendiamo una decina per raggiungere la forretta da cui fuoriesce il fiume e dopo una arrampicatina di altri 5 metri ci si para davanti una bella condotta. Vaschette, stalattiti e corso d'acqua (buona... come sempre).

Nel frattempo ci raggiungono il Vez, Grip e Daniele, entrati alla mattina di sabato.

La condotta, dopo una trentina di metri, si abbassa in laminatoio da disostruire con pala o altro, e con un bel cellophane, perché se ne esce marci.

Al di là, dopo pochi metri, si intravvede di nuovo uno slargo notevole, e rumore di cascatella.

La flebile aria, speriamo non significhi la presenza di un sifoncello, più avanti.

In ogni caso, l'ambiente di Collosso è veramente esagerato, e merita di essere visto: lungo le pareti del pozzone, più in basso c'è una grossa spaccatura da vedere.

La nuova diramazione punta a superare il sifone Smeraldo... chissà....

Ritorno al campo base e più o meno verso le 2:30 la combriccola ronfava di bella maniera...

Domenica mattina si parte in due squadre a distanza di un ora e mezza circa.

Grip ed io partiamo alle 12 uscendo alle 16.40.

Il campo base permette di riposare, ripartendo quindi freschi e "colazionati". In questo modo anche l'uscita è molto più leggera e alla portata.

Le due notti, rendono tutto meno faticoso.

Il campo è stracomodo e sempre asciutto: nelle tende si può dormire in mutande nel sacco a pelo.

In questo giro, l'acqua lavava parecchio sui soliti posti: i due p5 iniziali, P15, P25, Facciale e qualcosina a Fonteno Beach.

Prossimamente tenteremo la risalita prima di Megasnake, una rivisita a tutto Megasnake e la risalita nel nuovo ramo "Turgido" trovato sopra l'innesto di Cattive Acque.

L'abisso si avvicina a 18,5 km a cui bisogna ancora aggiungere le ultime diramazioni a Liposuzione e Wildewest.

Massimo

lunedì 28 febbraio 2011

Esplorazione speleosubacquea sorgente Milesi

 

Sorgente Milesi

Sabato mattina, 26 Febbraio 2011, abbiamo tutti in testa un solo obbiettivo, arrampicare il pozzo cascata che ci aveva fermato nella precedente punta esplorativa.

L’esito dei tracciamenti fatti a Bueno Fonteno, che proprio in questa sorgente hanno dato esito positivo, hanno creato un entusiasmo generale.

Siamo in tantissimi all’appuntamento a Tavernola nella prima mattinata di Sabato, anche perché l’interesse per il Progetto Sebino, ha contagiato non solo gli speleologi,ma anche chi vive, lavora e gestisce il territorio.

Insieme a Luca e Nadia prepariamo in un comodo spazio appositamente preparato le nostre attrezzature, e dopo averle suddivise in più sacchi speleo ci incamminiamo alla sorgente, scortati dalla protezione civile che nei giorni precedenti aveva messo in sicurezza il sentiero. Assembliamo le nostre attrezzature subacquee, riempiamo due sacchi speleo di materiale da trasportare oltre il sifone e un grosso bidone stagno, dove sistemiamo trapano, batterie ed un piccolo kit di soccorso. Tutto è pronto e verso mezzogiorno ci immergiamo.

L’assenza di precipitazioni nelle settimane precedenti ha di molto abbassato il livello del sifone, tanto che il flusso d’acqua in uscita è quasi impercettibile. Questo ci complica parecchio il superamento del sifone, dato che il sedimento sollevato durante il nostro passaggio non viene trasportato via dall’acqua. La visibilità è così compromessa dopo il passaggio del primo speleo sub. Riusciamo comunque a trasportare tutto il materiale in una sola volta e corriamo alla sala della cascata dove il camino ci aspetta. Insieme a Nadia inizio ad arrampicare in artificiale, mentre Luca si prende carico di effettuare le riprese video. Senza particolari difficoltà, visto la roccia sana, in breve il camino è superato. Davanti a me illumino una bellissima condotta forzata, in parte ingombra da massi di crollo. Grido a Nadia e Luca di recuperare tutto il materiale, e di raggiungermi...non crederanno ai loro occhi. La condotta ha un morfologia bellissima, piccoli ammoniti neri sulla roccia bianca sono sparsi in tutto l’ambiente, l’acqua limpidissima scorre tra rocce levigate dal suo incessante passaggio. La dimensioni della condotta sono di circa due metri di diametro e a stendo tratteniamo la voglia di correre. Il rilievo deve essere la priorità, così rileviamo avanzando.   Dopo sessanta metri di galleria troviamo un bivio. L’asse P1050973principale della grotta che mantiene una direzione di 270°  incontra un arrivo fossile con direzione 120°, in netta salita. Decidiamo di andare a vedere questo ramo e di tornare dopo a seguire l’acqua che proviene da un basso laminatoio. Il ramo sale con una pendenza di circa 30°, numerose sono le concrezioni che troviamo sia sulla volta che sulle pareti. In cima al ramo, parte un breve scivolo che ci porta in una saletta concrezionata con il fondo ingombro di sabbia. Cerchiamo un po’ ma non troviamo una prosecuzione. Torniamo sui nostri passi e strisciamo nel laminatoio per quindici metri prima di sbucare in una nuova galleria. Le dimensioni si fanno sempre più grandi, l’altezza in alcuni punti supera i cinque/sei metri. Tra grossi massi avanziamo con cautela accedendo a una sala con alcuni plastici fangosi, dove il lento stillicidio ha creato dei solchi regolari. Una grossa piega degli strati è visibile sulla parete terminale della sala. La prosecuzione non è evidente, ma sentiamo il torrente scorrere sotto i massi crollati sul fondo della sala. Ci infiliamo tra enormi blocchi fino a ritrovare l’acqua. Una serie di strettoie ci complica la vita, ma con un po’ di pazienza riusciamo a superarle. Troviamo la prosecuzione della grotta ma purtroppo non riusciamo a passare. Tre grossi massi ci sbarrano la strada, ma lasciano comunque intravvedere la partenza di un meandro da dove proviene l’acqua. Non siamo attrezzati con materiale da disostruzione quindi per oggi i giochi sono chiusi.

Tornado scattiamo alcune foto degli ambienti e Luca instancabile continua a riprendere.

Tornati al sifone ricompattiamo le attrezzature e ci prepariamo per il rientro. La visibilità purtroppo non è migliorata, anzi, aver camminato e strisciato nel torrente per trovare la prosecuzione durante l’esplorazione non ha fatto altro che portare nuovo sedimento. Il rientro si dimostra più complicato del previsto e alla strettoia per non mollare il filo sono costretto ad andare avanti e indietro due volte per portare di là prima il bidone e poi il sacco. Tengo una mano sul filo e con l’altra cerco di spingere il pesante bidone, ma senza visibilità devo anche cercare a tastoni il punto giusto per farlo passare. Finalmente ci riesco ma quando torno indietro per prendere il sacco non riesco più a trovarlo. Cercarlo in queste condizione sarebbe uno spreco di tempo oltre che pericoloso, così rinuncio, recupero il bidone e aspetto Luca e Nadia. Lentamente seguiamo il filo, fino alla fine del sifone. Impieghiamo diciotto minuti per superare il sifone che in condizioni normali superiamo in sei.

Una volta usciti la festa è grande, dopo cinque ore possiamo finalmente raccontare gli incredibili ambienti incontrati. Una grande soddisfazione per tutti.

Non riesco a godermi a pieno la festa per via del sacco abbandonato, ma subito mi accordo con Luca e i ragazzi del Progetto per tornare il giorno dopo a cercarlo.

Nel sacco oltre al mio materiale speleo c’è anche il rilievo e la macchina fotografica.

Così oggi, domenica 28 Febbraio 2011, con Luca siamo tornati alla grotta aiutati da Livio, Lisa, Maurizio e Valeria. Per cercare comunque di rendere utile la giornata, decidiamo di campionare i numerosi crostacei che vivono nel sifone. Tanto mentre cerchiamo il sacco troveremo sicuramente anche loro. In breve tempo troviamo sacco e animaletti e finalmente possiamo a pieno essere soddisfatti.

All’uscita siamo tutti contenti, nonostante la pioggia incessante mista a neve che ci sta accompagnando dal mattino.

Dati del rilievo alla mano, la grotta ha una uno sviluppo di 346 metri, un dislivello negativo di meno 5 metri ed uno positivo di più 18 metri. L’asse principale ha direzione 260°/270°.

La prosecuzione è evidente, ma occorre un non difficile lavoro di disostruzione.

Davide Corengia

giovedì 24 febbraio 2011

Comunicato stampa

 

Nella mattinata del 26 febbraio 2011, gli speleologi dell'Associazione "Progetto Sebino" organizzeranno l'immersione e l'esplorazione spelosubacquea di una risorgenza carsica denominata "Sorgente Milesi" e ribattezzata "La Ripiegata" dall'associazione stessa.

Si tratta di un corso d'acqua che fuoriesce dalla montagna nei pressi della frazione di Bianica, e utilizzato come acquedotto in caso di emergenza, data la purezza delle acque.

Per questo motivo è stato necessario il coinvolgimento di numerosi enti (Comune di Tavernola, Comunità montana dei Laghi Bergamaschi, Asl Bergamo, Provincia di Bergamo, Regione Lombardia, ARPA e Uniacque SPA), per l'ottenimento dei relativi permessi a procedere.

Gli speleosubacquei lombardi Luca Pedrali, Nadia Bocchi e Davide Corengia sono stati invitati appositamente in quanto specialisti del settore.

Per l'occasione l'operazione sarà supportata dalla presenza esterna della Protezione Civile di Tavernola Bergamasca.

L'interesse per questo corso d'acqua rientra nell'ambito della ricerca relativa all'esplorazione dell'Abisso Bueno Fonteno, scoperto nel comune omonimo, che raggiunge 521 metri di profondità e si sviluppa per oltre 18 km all'interno della montagna. I corsi d'acqua al suo interno sono stati oggetto di un intenso monitoraggio durato da novembre 2010 a gennaio 2011, per verificarne i percorsi e le ipotetiche fuoriuscite.

L'analisi dei captori, dopo immissione di tracciante, ha dato risultato positivo proprio ne La Ripiegata, con una distanza in linea d'aria di circa 7 km dal fondo dell'abisso. Questo significa che si ipotizza la presenza di oltre 50 km di gallerie ancora ignote.

Una prima visione del sifone della risorgenza è stata fatta tramite telecamera telecomandata, ed ha svelato circa un centinaio di metri di gallerie completamente sommerse transitabili solamente con tecniche speleosubacquee. Gli speleologi hanno potuto accertare la presenza di una grande nuova grotta, e quindi il loro intento è di continuarne l'esplorazione cercando eventuali collegamenti aerei con l'Abisso di Fonteno.

Verranno quindi trasportate attrezzature subacquee e speleologiche per proseguire con eventuali arrampicate.

Verrà effettuato un dettagliato servizio fotografico e riprese video, in vista di un nuovo documentario, oltre al rilievo topografico delle gallerie sommerse.

Grande trepidazione e attesa per questa importante impresa esplorativa, programmata già da diversi mesi.

Il Progetto Sebino (www.progettosebino.com) é un'associazione speleologica che non persegue scopi di lucro e si é costituita grazie all'unione di quattro gruppi locali: lo Speleo CAI Lovere (Bg), il G.S. Montorfano di Coccaglio (Bs), il G.S. Valle Imagna C.A.I.-S.S.I. (Bg) e lo Speleo Valtrompia di Marcheno (Bs), nel 2007.
Grazie al lavoro esplorativo di mappatura delle cavità e sorgenti compiuto sul territorio del Sebino dai 50 speleologi associati, è stato possibile raggiungere il primo importante obbiettivo del ritrovamento ed esplorazione della grotta denominata "Abisso Bueno Fonteno", che ha uno sviluppo di oltre 18 km tra cunicoli e grandi ambienti già cartografati (la più estesa in bergamasca e tra le prime 20 in Italia per lunghezza!) con un dislivello massimo di circa 521 mt. Più in generale sono state censite oltre 100 grotte nell'area del Sebino, con particolare concentrazione nei comuni di Fonteno, Vigolo, Grone, S. Fermo, Predore e Tavernola Bergamasca (Bg).

Il progetto di studio dei sistemi idrogeologici sotterranei presenti nella zona carsica del Sebino, ha trovato patrocinio in numerosi enti locali, tra cui i comuni di Fonteno, Vigolo, Villongo, Tavernola Bergamasca, Grone, la Provincia di Bergamo, la Regione Lombardia, il Museo di Scienze Naturali di Lovere, il Museo della Valcavallina, l'Universitàdegli Studi e il Museo di Scienze Naturali di Parma, la Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi, i Lions Club Valcalepio e Valcavallina, la Federazione Speleologica Lombarda, il Consorzio per la Gestione dei Laghi d'Iseo, Endine e Moro, Servizi Comunali Spa e Ubi Banca Popolare di Bergamo. Nel frattempo è sorta una collaborazione con diverse realtà universitarie per creare lavori scientifici specifici, grazie ai dati forniti in collaborazione con il Progetto Sebino: datazione delle rocce, studio della fauna sotterranea e classificazione dei minerali e fossili presenti.

L'immenso bacino idrico sotterraneo individuato, potrebbe dare luogo ad un grande complesso carsico stimato circa 100 km, quindi il più lungo della nazione, con eventuali collegamenti di gallerie tra i due laghi, quello d'Iseo e quello di Endine.

Massimo Pozzo

Presidente Progetto Sebino