lunedì 14 novembre 2016

Comodo

12  Novembre 2016


Sabato notte siamo entrati ancora a Comodo. Max, Nicola e Monia.

Stavolta fuori faceva freddissimo, e l'ingresso quasi svaporava. Ho portato il termoigrometro e preso le misure. Purtroppo stavolta abbiamo fatto male i calcoli, preparando materiale per scendere e con l'idea di fare movimento.

Dopo aver allargato il passaggio, passa Monia e scende per circa 8 metri stappando alcuni pavimenti.   In fondo c'è una fessura ventosissima e un pavimento toppo, e una piccola diramazione che risale per 5 metri. Il posto è fangosissimo e non si sa dove mettere i sassi se non incastrati in alto. Solo una persona riesce a lavorare e quindi gli altri muoiono dal freddo.

Riusciamo a stappare a mano anche l'ultimo pavimento di fango molliccio e appiccicoso.Dopo un mezzo metro di merdicchio, improvvisamente si riapre il nero e ci investe un fiume d'aria. Sembra che prosegua ma non é larghissimo. C'è un sacco di  materiale da togliere e bisogna organizzarsi bene per la prossima volta per portarlo verso l'alto. Due-massimo tre persone con tuta che tiene bene il fango gelato.Il fiume d'aria all'inizio è ovviamente caldo (due grafi fuori!!), ma dopo, con il fango addosso, si è rivelato una fonte di gelo maledetto.

Usciamo verso le 11 del mattino con il sole e senza una nuvola. Andiamo a vedere la zona della mega dolina, per fare foto panoramiche, fino a Vister, alla casa del Sig. Poma, che per l'ennesima volta ci offre il grande prato per fare Speleonotte in estate...

Max



lunedì 31 ottobre 2016

Comodo

29 Ottobre 2016


  Sabato era in programma l'uscita nei rami a monte di Nueva Vida, ma a causa del mio stato di salute non ottimale, abbiamo dovuto rinunciare. 

L'alternativa era di fare qualcosa di utile comunque, quindi qualche disostruzione interessante. Per forza di cose si é scelto il luogo più vicino alla macchina. Perciò Comodo.

Arriviamo in loco verso le 21 se non ricordo male, e dall'ingresso sembra che esca aria. E lo fa per un po', anche se fuori fa caldissimo.Poi ha cominciato ad aspirare. Essendo un ingresso alto certo (o al massimo quasi intermedio vista la quota a 960), presumo che anche Bueno e Nueva abbiano avuto questa inversione, ma non abbiamo potuto verificarla. 

Il fondo di Comodo si presentava bello intasato, con una fessurina scomoda in fondo, tra terra e concrezione. Ma aspirava bene. Inizia quindi lo scavo, che é andato avanti tutta la notte interrotto fino alle 11 della mattina seguente. Una botta! e per fortuna che dovevo fare cose più tranquille. 

Iniziamo a svuotare tutto l'ambiente dalla terra per lavorare meglio. E pian piano scendiamo seguendo la canaletta. Dopo un metro e mezzo di materiale estratto, sembra che oltre una fessura ci sia un ambiente, e sembra anche che i sassi cadano parecchio verso il basso. 

La disostruzione è pesante, ma il problema è che siamo come alla condottina di Nueva. Buco rotondo nella terra molto infame. Nicola passa nell'ambientino, ma non riesce più a valutare il vuoto sottostante, perché il nostro detrito ha fatto da tappo, e scavare verso il basso è impossibile. Ma sotto è evidente che c'è un pozzo. La cosa si fa interessante, perché Comodo si trova nello strano passaggio tra il calcare di Sedrina e il calcare di Moltrasio. E dovrebbe scendere sempre nel Sedrina. Quindi, visto che nel test è risultato collegato solo a Bueno, potrebbe giuntare a grandi profondità. Ma questi ovviamente sono i sogni...

Demoliamo quindi l'ennesima fessura laterale, lungo l'asse della spaccatura in cui è impostata la grotta. E proprio verso le 11 riusciamo a passare tutti e due dall'altra parte. Ci troviamo davanti ad una bella verticale, ampia, che misura circa 2x3, mentre sotto di noi è stretta, e si può tentare la contrapposizione. Con il disto misuro 15 metri, ma non vedo sul fondo come prosegue. L'aria è ancora in aspirazione.  Scendiamo in libera per circa la metà del pozzo, poi Nicola si ferma perché le pareti scampanano e non abbiamo corde. 

Rilevo tutto e il dislivello totale per ora è di -20 metri. Nuova grotta per il catasto intanto. 

L'orario ci impone di rientrare, quindi rimandiamo la discesa totale. 

Max 


giovedì 8 settembre 2016

Svaporub

 7 Settembre 2016


  Ieri sera siamo stati nuovamente a Svaporub, come annunciato. Eravamo: Nicola, Laura R., Max e Yanni + Camilla (cane).

 Stavolta proviamo a percorrere lo sterrato con le auto e le parcheggiamo nel piano prima dell'inizio della valletta. Teniamo conto dell'orario e ci mettiamo circa 15 minuti ad arrivare all'ingresso di Svaporub. 

Più o meno iniziamo i lavori verso le 23.30. 

Aspettavamo anche la tanto sperata inversione del flusso, che non si é verificata. Durante le prime ore del mattino l'aria in uscita é diminuita parecchio, ma poi ha ripreso a funzionare sempre da ingresso basso.  Quindi aria fredda in uscita nel periodo estivo. Di certo faremo ulteriori indagini, magari con data logger, perché altrimenti non trovo soluzioni alla positività del tracciamento, anche se è stato fatto in inverno. La cosa del flusso comincia a diventare un enigma.  In ogni caso, l'aria certifica comunque che là sotto c'è un bel vuoto. 

Foto: Max Pozzo

Il lavoro rimane comunque ostico, perché é necessario portar fuori i detriti. Lo scivolo è di 13 metri e ogni sasso che cade colpisce chi sta al fondo. E i sassi cadenti lì sono tutti grossi... L'unico sistema per proseguire è la disostruzione pesante, e quindi iniziamo un discreto lavoro. Ora sul fondo c'è una saletta, ma il lavoro disostruttivo richiede ancora altre uscite. Nel frattempo da fuori si portavano fuori tanicate piene di sassi del fondo. Nel momento più bello, dopo avremmo visto la prosecuzione del meandro, frana una parte dell'ingresso su Laura, che trattiene un baloccone che ci avrebbe ucciso, con una gamba. Nicola sale di corsa e lo ferma con la testa. Io raccolgo tutto e risalgo con l'idea di diventare un frullato. Riusciamo con non poca tensione a uscire indenni dal problema, e quindi dedichiamo un po' di tempo a mettere in sicura tutta la parte iniziale. Per proseguire con i lavori dovremo sistemare meglio le pareti laterali perché in presenza di terra, franano proprio dall'ingresso. Anche alcuni interstrati sono un po' precari e da puntellare o da far venire giù. 

Ormai è quasi mattina, ma decidiamo ugualmente di riscendere e toglierci la curiosità di come prosegue la struttura. La situazione attuale é che bisogna andare ancora e continuare ad allargare di prepotenza. Più avanti si vedono incroci di fratture: il meandro che prende dimensione e l'interstrato che si approfondisce e si allarga. Ma ci sono almeno 4-5 metri da allargare e rispettivi bargilli da portar fuori. 

Con il sole che ormai si alza, ritorniamo a casa per sterrati sebinici. 

Max




lunedì 5 settembre 2016

Svaporub

4 Settembre 2016


Ieri siamo stati a Svaporub: Max, Nicola, Vez e Laura R.

L'idea era di passare una giornata "blanda" e andare a vedere la situazione a Svaporub, per dare inizio alla sua apertura definitiva...vogliamo entrare!

Il tempo a disposizione non era molto e già ci siamo presentati al Torrezzo verso le 11.30...Non avendo i fuoristrada, non abbiamo potuto nemmeno scendere con il mezzo (il proprietario ora ci lascia transitare, risparmiando tempo e fatica).Comunque...

Arriviamo in loco e iniziamo i lavori a turno alternato: Nico-Laura e Max-Vez. Dall'ingresso esce un'aria gelida da far pauuuura. E anche il flusso non é male. Pazzesco pensare alla sua anomalia e al fatto che probabilmente alla notte vada ad aspirare...

In fondo bisogna togliere una quantità notevole di grossi massi. Impossibile portarli fuori e il posto é stretto. Così vengo preso per una macina umana, con il compito di frantumare il più possibile.Dopo il giro Max-Vez tutto é magicamente maciullato. Insistiamo, giusto per iniziare ad addolcire gli spigoli, ed avvisare il sistema che stiamo arrivando..

All'ultimo giro Nico-Laura, le notizie sono più che confortanti. A quanto pare si delinea un netto meandro. E il passaggio pare anche prossimo (una notte di lavoro...).

Andare via ci dispiace veramente, dopo anni di elucubrazioni. Domani sera torneremo Nicola ed io per vedere se effettivamente Svaporub inverte il flusso durante la notte.

Max

venerdì 26 agosto 2016

Campo Base - Ramo Trondiddio

 20----25 Agosto 2016


Relaziono sulla conclusione del campo interno di 5 giorni con obiettivo: la discesa del pozzo situato nel ramo sopra il P170 Vedonero (Carrigo). 

Partecipanti: Max, Nicola, Monia. 

Sabato 20

Si doveva entrare nel primo pomeriggio, ma le diverse ore di diluvio persistente, ci hanno fatto ritardare di parecchie ore. Tant'è vero che pensavamo di rimandare al giorno dopo se avesse continuato con quel regime. Entriamo verso le 23 quindi con ancora un po' di pioggerella incombente e con 6 sacchi belli (tre "tonni" e tre normali). 

Dentro la situazione è pessima: fiumi molto agitati e quindi programma che slitta inesorabilmente di almeno due giorni. All'andata facciamo qualche prova con una Go Pro Hero 4 in prestito e Nicola scatta alcune foto. Ma ci si bagna abbastanza. 

Prima del Fossile, buttiamo un po' di fluoresceina per verificare se Salsa Rosa darà esiti positivi nei giorni prossimi. E facciamo le riprese video. Poi con calma arriviamo al campo base e rassettiamo tutti i materiali.

Rimaniamo in attesa di cambiamenti sui regimi interni per i primi due giorni facendo pura vita da campo e sistemando la miriade di vecchi materiali che non vogliono più funzionare (lampade, fornelletti, ecc.).

Martedì finalmente la situazione migliora, e partiamo per la punta prefissata (che durerà 22 ore). 

Ancora una volta, come in passato, l'ondata di piena ci frega, e la fluoresceina é passata per bene fino al sifone Smeraldo, che però è bello verde. E comunque da Salsa Rosa vediamo ancora riflessi verdognoli nelle vasche, ma non mi convincono del tutto... ci toccherà riprovare ancora. 

Il fiume in arrivo da monte ha un bel tiraggio, e la cosa non é di buon auspicio per la risalita che ci aspetta. 

 A Carrigo infatti le acque non sono calate molto, e quindi la situazione diventa nuovamente bagnata e ventosa, soprattutto sui pozzi in risalita. Inoltre alla base del P170 ci aspetta la corda da 200 da portare su, e non abbiamo nemmeno potuto visionare gli armi le settimane scorse (fino lì però è riarmato a nuovo).  Ricordavo bene l'armo del primo P50, ed ero certo che fosse tutto ok. Così sale Nicola, e chiaramente a +40 trova dopo un frazionamento, la corda tranciata di netto che penzola a distanza nel vuoto. Primo grosso problema: se lì é così, cosa sarà più su? Andiamo avanti o si rinuncia? 

Nicola riesce a giuntare i tronconi. Con una momentanea agitazione generale, portiamo su 20 metri di corda che sistemeremo poi a ritorno. E proseguiamo un po' tesi. Il saltino bagnato e arrampicabile di 7 metri successivo, ha la corda ben lesionata in tre punti. Olèèè! Ma che bello. 

Alla base del tiro da 120 metri, ciò che avevamo lasciato in loco è a brandelli. Segno che ci sono stati diversi finimondi in questi anni. E dall'alto anche oggi arriva parecchia acqua. Il luogo é tenebroso, immenso e perciò più inquietante se lo stato degli armi è incerto verso l'alto.  Il riarmo del pozzone risale a marzo 2012 e in effetti qualche piena c'è stata di sicuro in 4 anni. Con gli impianti e i faretti controlliamo dal basso e verifichiamo fino a decidere che si può tentare la salita.

E andiamo su.  Dopo i primi 30 metri, alla seconda base, quella più enorme, un altro traverso é completamente tranciato. Ancora Nicola riesce ad arrampicare un po', e a collegare una corda (che troviamo lì) alla prima grande sosta in parete, quella sotto al tetto. Saliamo quasi cercando di non fare peso sulle corde. Gli armi sembrano a posto. 

Al traverso sospeso sui 100 metri, sicuramente ognuno ha detto la propria preghiera personale... i ricordi di quel posto non mi si erano assolutamente sbiaditi. Quel traverso é notevole, pensando all'enorme vuoto in basso, e ... alle enormi piastre incollate in alto... Comunque alla fine siamo in cima. Direi già soddisfatti di aver superato la tensione dell'incubo corde lesionate. Il percorso ha bisogno sicuramente di qualche ritocco, ma ha resistito bene, e i vari danni sono in luoghi comunque riparabili. 

Percorriamo tutto il meandro del ramo superiore, riguardando varie cose e raccogliendo un sacco di materiali lasciati in loco nel 2012, che appesantiranno il nostro ritorno. Poi all'estremo a monte, confondo un cunicolo intasato da frana, con quello che avremmo dovuto trovare, e perdiamo tempo in fessure impraticabili... aumentando l'infangatura. 

Torniamo un po'indietro e finalmente la nostra gallerietta freatico- infangata verso ilpozzo da scendere si para davanti. In breve siamo sopra il baratro che si pensava fosse oltre i 150 metri. Il lancio del sasso stavolta lo ridimensiona e contiamo 4 - 5 secondi. Ma rimane comunque una bella bestia! Risistemiamo il traverso esposto e iniziamo a pensare all'armo.  C'è aria e acqua in 'sto posto, e siamo comunque bagnati. Peccato perché il freddo é una componente che rompe abbastanza in certi posti.

Purtroppo nemmeno la roccia ci viene incontro. Cartone puro, misto a concrezioni, fango e noduli di selce. Praticamente é come se fossimo risaliti fino a Ciclopico e le pareti infangate e molli sono quasi identiche. Ci tocca ad armare una bestia del genere mettendo i chiodi su concrezione... Sembra che non ce ne debba andare bene una a questo giro, e il posto oltretutto è abbastanza "in culo ai lupi". .. A"Trondiddio", direbbe un qualsiasi ligure. E così prende piede l'origine del nome. 

Sistemo i primi chiodi e poi Nicola si sente di scendere per primo. L'unico punto valido però per scendere é proprio sotto lo scolo del meandro Croste di Grana.  E quindi si gode il suo primo bel pozzone sotto una doccia lavante che toccherà poi a tutti...  L'armo è ripreso con la Go Pro, e rende l'idea del posto. Bello perché enorme e nero, ma bruttino perché marcio.  Sotto, molto più sotto, si vede che scampana parecchio, e la base é grossa e rotonda.

Foto:Nicola Belotti


Dopo 7 metri la corda tocca, e risolviamo con un bel coniglione tra le due pareti, e poi un tiro da 60 unico fino in fondo, dove la sala ha misure di 15x15, e al centro presenta una specie di enorme trono... Un trono! Allora é proprio Trondiddio! 

Verso il basso sembra partire un bel forrone con tre bei salti ampi, e scendiamo un dislivello totale di 120 metri. A questo punto un meandro (2,5x1m) prosegue per 60 metri fino ad un cunicolo fangoso, stretto e schifoso, con le pozzettine di acqua e melmetta... Ci andremmo, ma solo se ci fosse la bora che fischia. Ma non c'è, e quindi: Fine. Trondiddio finisce qua. 

Proiezione 3D zone di fondo Abisso Bueno Fonteno

Si rileva e si disarma, con lo spettro di riportare la 200 e tutta la ferraglia nuovamente al campo. Il rientro é un viaggio nuovamente ricco di emozioni, a vedere gli altri sopra o sotto come delle lucinepiiiiiccolissime e lontane su un vero e proprio muro nero. 

Torniamo al campo 22 ore dopo, che é mercoledì pomeriggio. Il tempo di sistemare le cose per la partenza del giorno dopo e andare a riposare. 

Giovedì, i tempi si allungano sul rassetto e in uscita portiamo comunque un bel po' di materiali. Avevamo appuntamento alle 20 sopra Fonteno Beach con Kraus, che però non resiste e scende fino a dopo il Fossile, dove lo incontro e per premio si ritrova un sacco fino all'uscita... Bella sorpresa però. 

Un po' tutti abbiamo problemi con i bloccanti in risalita, perché le corde ora sono più usate.  E pian piano usciamo verso le 21.30, con Yanni all'ingresso che ci accoglie con Camilla(cane), cous-cous, mirtilli e birra. Spettacolo!! 

Che dire. A livello esplorativo, peccato per i "pochi" metri rilevati, meno di 200, per un percorso così lungo e abbastanza impegnativo nella sua organizzazione. Quest'inverno però, in condizioni idriche migliori, si potrà insistere su diverse prosecuzioni lassù, perché ne vale la pena, e quindi di buono é che ci si può ancora arrivare anche con permanenze di un campo entrando al venerdì sera e uscendo alla domenica sera. Se non altro a livello grafico ora la sezione del rilievo è un po' più definita: al posto di quella fredda riga ipotetica verticale, ora c'è un ramo con la sua forma. 

Il campo base per ora é funzionante e abbastanza ripulito e riassestato, ma bisognerà rinnovare il settore "bagni".Scenderemo ancora a breve a prendere materiali, corda e moschi e spazzatura. 

Cinque giorni di permanenza in grotta sono comunque un bel viaggio, e fare una punta sopra Vedonero pure. Bello come sempre, anche se fradici fino alla mutanda. 

Max  

venerdì 12 agosto 2016

Campo Base, riarmo Carrigo

9-10-11 Agosto 2016


Martedì verso le 19 siamo entrati nuovamente in Bueno, Nicola e Max. 

In questa uscita della durata di due notti al campo base, si voleva riarmare Carrigo con corde e attacchi inox-acciaio nuovi, e portare la corda da 200 m più avanti possibile. Entriamo con 4 sacchi di buon peso. 

A Fonteno le previsioni meteo erano di pioggia fino alla mattina dopo... 

Bueno soffia sempre forte all'ingresso, e già dai primi pozzetti notiamo che il regime idrico é un po' su di giri. Fonteno Beach è bello bagnato e al P25 ci si bagna... Ciclopico é bello attivo sia da Estigazzi che da Spectacular, e Massi Volanti rovescia giù un bel fiume. Anche Mastodont spara il suo pisciollo. Le premesse sono preoccupanti per i fondi. 

Arriviamo al campo verso le 23. Rassetto generale e nanna verso le 2-3, con il rumore dei due fiumi abbastanza forte. Si sentiva deciso il rombo di Cattive Acque in lontananza. 

Il giorno dopo, partiamo dal campo verso le 14 con una Straforra abbastanza alta nel livello e nella portata. Collosso sparava una cascata potente mentre a Smeraldo siamo passati con l'acqua quasi agli attrezzi.  Al salone Apoteosi, frastuono generale assordante e fiumi belli arrabbiati. Arriviamo a Carrigo con le condizioni idriche decisamente in aumento. Diciamo che è impossibile rimanere asciutti o fermi, perché le cascate sono violente e il vento lava completamente tutto.  Anche se l'idea era di portarla sopra il P170, lasciamo la corda da 200 m alla base del ramo, e proseguiamo in salita con 150 metri e 25 attacchi e trapano fino al P50 iniziale del pozzone, a +120 dal fondo. 

Il vento e l'acqua non permettevano assolutamente di fare una sosta.  Così ci dividiamo i compiti: io inizio l'armo a scendere, mentre Nicola ritorna alla base di Carrigo, a prendere la corda da 200: questo soprattutto per non congelare.  Dalla base del P50 scendiamo e riusciamo comunque a riarmare tutto il ramo a nuovo, a parte il secondo salto a salire, quello con i bei laghetti. Abbandoniamo l'idea di andare anche vuoti a vedere il pozzone da scendere, e torniamo al campo, con la Straforra ancora in aumento. 

Durante la seconda notte, il rumore dei due fiumi era ancora più forte.  Di sicuro fuori ci sono stati dei diluvi. 

Oggi, giovedì, ci siamo svegliati verso le 11, rassettando materiali e campo fino alle 15. Partiamo alle 16 con gli indumenti fradici.  Lungo il percorso del ritorno, i corsi d'acqua erano ancora in aumento, al punto che il tubo sul P50 andava di continuo!  Forse per non patire troppo il freddo, usciamo praticamente senza soste verso le 19.30.  Il fiume della valletta era infatti alto e alcuni locali ci hanno confermato che ci sono stati diversi temporali in zona. 

Max  

venerdì 5 agosto 2016

Attività preparatorie Campo Base

 3 Agosto 2016


Mercoledì pomeriggio siamo entrati in Bueno: Nicola e Max, con l'intento di iniziare a portare materiali per il campo base.

Avevamo quattro bei sacconi in due, con acqua, cibo, corde, moschi e altro materiale vario.

La belva soffiava un vento incredibile all'ingresso, mentre all'interno c'era un notevole flusso d'acqua in tutti i rami. I sacchi pesantissimi ci hanno rallentato un po' la progressione, e Nico doveva un po' prendere visione del percorso, quindi siamo arrivati al campo incirca 4,5 ore.

 Breve pausa, e poi siamo andati fino al primo laghetto di Carrigo a portare 150 metri di corda, fix e 20 moschi per l'armo del ramo che faremo nei giorni 9-11 agosto.

In zona Smeraldo si vedevano i segni dell'ultima piena, che si é alzata di almeno 3,5 metri.

 Verso mezzanotte siamo tornati al campo e lo abbiamo sistemato un po'. Nanna alle 4 di mattina. Svegliati verso mezzogiorno, abbiamo rassettato ancora il possibile e poi verso le 16 é iniziata la risalita, ovviamente ognuno con un bel sacco pesante anche a ritorno. L'acqua è diminuita un po' durante la risalita. Siamo usciti esattamente alle 21 di giovedì.

Max 

domenica 20 dicembre 2015

Domenica in Bueno - Manutenzioni interne

19 Dicembre 2015

Ieri finalmente siamo riusciti a fare un'uscitina togliruggine a Bueno. 

Approfittando del momento bello secco, l'obiettivo della giornata era di sistemare il tubo di Anaconda. Più altri lavori sparsi qua e là. 

E così entriamo in sei: Fabio, Kraus, Laura K, Monia, Nicola, Max. 

Come al solito, anche lavoretti tranquilli necessitano di materiale vario, ma il numero ci permette di suddividere bene tutto. Ci portiamo anche dietro 25 metri di tubo per provare innescare il sifone sotto l'ingresso. 

Il tempo é pazzesco: fa caldo e sembra di essere in piena primavera. Quasi surreale scendere in valletta senza neve, ma col sole caldo.  Ci aspettiamo una situazione di stallo sui flussi d'aria, ma invece in entrata il respiro del mostriciattolo si fa comunque sentire. La circolazione idrica è scarsa e le pareti della forra belle secche e bianche. In Bueno oggi c'é un particolare silenzio. 

Sistemo con Kraus un armo sotto il primo P5 mentre gli altri srotolano il tubo al sifone. Il poco dislivello non fa innescare lo svuotamento, e per procedere serve l'aggiunta di un secondo tubo (che é in sede). 

Si va verso Anaconda. Forra veramente spaziale, mai vista così aderente alle suole. L'aria a Fonteno Beach si avverte comunque, e soprattutto scendendo il saltino che va nella forra sottostante. Scendere Fonteno Beach é veramente uno spettacolo così.  

Ad Anaconda inizia il lavoro di demolizione di un bordo vasca, per permettere al tubone di innescarsi da solo. Viene sistemato tutto il percorso a parete del tubo, ma la roccia é durissima, e scalfirla é un lavoraccio: il bordo si abbassa di poco. Nel frattempo Monia, Nicola e Laura vanno a Portorotondo a prendere un altro tubo, di sezione inferiore, che ci servirà a svuotare momentaneamente la vasca per lavorare meglio. Alla fine l'impianto idraulico é pronto: serve ancora un rinforzo, che cercheremo di sistemare quanto prima.

Ovviamente, anche se l'acqua era poca, siamo riusciti a lavarci per bene comunque. Lascio ancora materiale per sistemare la prossima volta l'armo sopra Le Fate. 

Prossimamente, anche il riarmo del tratto sopra Portorotondo sarà necessario: lo snodo di Anaconda si spera ora che sia meno bagnato in futuro, visto che é troppo importante per portare avanti le esplorazioni a Non Ostante, Ariasanta, Gran Rondò, No Trano, ecc. 

In uscita, calando le temperatura in esterno, Bueno aspirava che era un piacere... quasi raddoppiato rispetto alla mattina. In poche parole, all'uscita c'era un vento porco. 

Max 

lunedì 26 ottobre 2015

Bueno Fonteno: Ramo Non Ostante

24 Ottobre 2015

 

Sabato siamo entrati in Bueno Fonteno, con destinazione il sifone a monte di Non Ostante. 

Nessuna immersione in programma, ma l'idea di dare finalmente inizio alla disostruzione della condottina a soffitto individuata proprio durante l'ultima immersione.

Posizione e rilievo, se non sbagliano, indicano che la galleria del ramo che prosegue, è proprio lì sopra.  Guardando il video, dall'altra parte il ramo prosegue con grandi dimensioni, e si ferma sotto una risalita con in alto la forra che prosegue.  Il corso d'acqua è uno dei più importanti tra gli apporti da monte, e proviene da zone a noi ancora sconosciute dentro la montagna.  I motivi quindi per andare anche a scavare alla cieca contro la parete, ci sono tutti… 

La squadretta è ben nutrita. Siamo:

Max, Grip, Monia, Fabrizio, e con lui anche Andrea Ferrario e consorte Margherita, da Saronno. Ad Andrea, abbiamo ovviamente augurato una buona uscita da neo presidente di Federazione, proprio in uno dei rami più belli del sistema. 

La giornata è bella e il panorama anche. Si entra sapendo che il regime idrico è basso, mentre già all'ingresso, il giro delle arie si muove ad intermittenza quasi regolare, alternando il passaggio da invernale a estivo. 

Confidando sulle doti scavatorie anche di Fabrizio, si viaggia fino a destinazione, ammirando i soliti posti esageratamente "carsici" del bestione. Durante il percorso sistemiamo qualche cambio moschettone, ormai alla frutta delle infiorescenze. Lasciamo anche il materiale per sistemare un saltino a metà ramo e renderlo più comodo, la prossima volta. Non Ostante é un ramo spettacolare.  

Tutta la zona che va da Portorotondo a Portobello è da riarmare: fa veramente pietà. Alcuni vasconi sarebbero da mettere in sicura. A Grip è ceduto un appiglio, e si è fatto un bel bagno alla mutanda. Anche Anaconda é da sistemare per bene.  

Arrivati in loco comincia il devasto, che prosegue secondo i soliti schemi, ovvero "avantituttafinchénonsivaoltre". Il problema è che essendo nei pressi del sifone, la zona non ha una grande circolazione d'aria, e in breve tutta la condotta era da sagola. Non riuscivamo a vedere quasi le luci degli altri. Nel frattempo però lo scavo proseguiva pian piano, penetrando nella condottina per la lunghezza di una persona. 

Sembra incredibile, ma lo scavo va avanti seguendo il piccolo spazio tra il soffitto di roccia e il pavimento di fango… e ad un certo punto, mentre armeggio con il piede di porco, vedo muoversi qualcosa di nero in fondo…          E riconosco un pipistrello che con il fango in faccia, sembra un po' incazzato. I vari tentativi di cattura da parte di Monia e Margherita, risultano vani, e quindi rinunciamo a proseguire per non fargli del male e sperando che la prossima volta il probabile Vespertilio se ne sia andato. 

Nel ritorno diamo una mano ad Andrea e Margherita a far pose fotografiche. 

Usciamo attorno alle tre di mattina della domenica, con un clima in valletta ancora accettabile.

Max

domenica 11 ottobre 2015

Monte Torrezzo - Battuta esterna

 10 Ottobre 2015

Questo week alla fine non siamo riusciti ad organizzarci per qualche punta interna al complesso.

Riusciamo a fare un giro Monia ed io, a visionare le pareti dietro la zona di Genesi, sul versante che da' verso Endine.

All'altezza della panchina panoramica, scendiamo lungo il sentiero per una cinquantina di metri di dislivello, e poi ci addentriamo lungo le pareti.

Panoramica nord Monte Torrezzo.     Foto: Massimo Pozzo


Posti parecchio ripidi fino ad un punto in cui si é reso necessario salire, perché oltre cominciava ad andare verso zone esposte.

Per raggiungere una bella spaccatura, improvvisiamo un'arrampicata per nulla semplice, assicurandoci su ciuffi d'erba, e risaliamo imprecando fino alla cresta. Posizioniamo un misero  buchetto, che sarà da rivedere quando l'aria si farà più decisa. Stesso discorso per due ingressi già segnati, che ritroviamo proprio in cresta, trovati da me e Grip l'inverno scorso.  La loro posizione é interessante e sicuramente li rivedremo nel periodo invernale. Ovviamente sono da scavare. All'epoca comunque scioglievano la neve.

Fatto quindi un bel giro ad anello, ci portiamo in zona Ripido, a dare un'occhiata nella valletta che gli scende sotto, ma senza trovare nulla di nuovo.

Max

domenica 4 ottobre 2015

Nueva Vida: Sala delle Amazzoni

3-4 Ottobre 2015


Il week end scorso, Nueva Vida è stata teatro di due uscite distinte e in luoghi diversi. 

Sabato sono entrati Grip e Fabio, con l'idea di fare lavoretti e una risalita. Ovviamente il report lo lascio a loro. 

Domenica invece siamo entrati: Max, Laura R. e Monia, con l'intenzione di rilevare sia quanto scoperto eventualmente al sabato dai due risalitori, che proseguire l'esplorazione del meandro Placche Finte, visto l'uscita scorsa. 

Premetto che la notte ha diluviato, e l'effetto si è visto subito: tutti i corsi d'acqua attivati notevolmente, e all'interno dei vari ambienti c'erano turbini di vento "bagnato" anche fastidiosi. 

Dopo aver rilevato il ramo risalito alla Sala dei Tre Fiumi, saliamo a Placche Finte (nella risalita che porta alla condotta superiore dobbiamo sostituire 4 attacchi molto fioriti).  Inizialmente volevo sostituire tutto l'armo fatto con corda del 9 (gli attacchi sono tutti ok in inox), poi ho preferito aspettare l'esito dell'esplorazione, visto le misure ristrette del meandro sopra. Stesso discorso per il traversino da fare per superare il primo saltino da 5 metri in alto. Ho lasciato comunque fix e 8 moschi inox in alto. Le due amazzoni ovviamente mi superano e smazzettando, mi permettono di superare alcune stettoiette bastardelle. Nel frattempo si rileva. Troviamo un nuovo piccolo bivio da cui proviene il corso d'acqua maggiore, ma non si passa da lì, e nemmeno da un camino che poi stringe. Ci fermiamo dopo circa 65 metri in un bel salone, di misure notevoli (h10x5lx8lungh), dopo misure strette, spigolose e marce. Monia riesce a salire ancora 4/5 metri e sopra percorre ancora una quindicina di metri molto stretta, dicendo che continua così. In alto vediamo che c'è un secondo livello sempre stretto ma forse percorribile.  Per farlo bisogna però mettere una corda e assicurare il salto. 

Ovviamente il posto è la Sala delle Amazzoni. Lascio 60 metri di corda nuova del 10 alla Sala delle 5 vie, per future risalite. 

A ritorno, tutti i corsi d'acqua si sono notevolmente ridimensionati, segno che l'ondata notturna è stata smaltita nel giro di una giornata. 

In totale rileviamo ancora 120 metri nuovi: nulla di esagerato, ma pian piano Nueva aumenta… 

Max  


lunedì 17 agosto 2015

Nueva Vida - Ramo Scorroso


15 agosto 2015

Sabato mattina siamo entrati in Nueva Vida,Vez ed io.  Molto ristretto il tempo a disposizione causa impegni , possiamo giusto tentare una risalita in zone poco lontane.

 L'ingresso di Nueva buttava fuori la solita marea di vento, e le prime parti della grotta erano come sempre fangosette e bagnaticcie.  

Regime idrico scarso, ma comunque ben presente da Sala Sbregone in giù.  La mancanza d'acqua ci ha permesso di guardarci bene in giro e fare valutazioni sulle correnti d'aria, in alcuni punti veramente potenti.

Alla Sala dei Tre Fiumi, ci sono già due possibili risalite, ma il materiale (dinamica, staffe ecc) é nella sala più avanti. 

Arriviamo alla Sala delle 5 Vie, e lì, visto che una via alta buttava pochissima acqua, decidiamo di risalire.  La parete non é per nulla bella: oltre a frantumarsi, presenta due brevi tratti aggettanti con chiodi messi un po' su concrezione, un po' su fango-vomito. Così devo fare un giro con due traversini e arrivo dopo 11 chiodi. Buona la sicura di Vez. Comunque riesco a fare una quindicina di metri, finendo in un terrazzino con sopra una frana. Il passaggino é tra i massi e non si passa subito. Vez mi raggiunge e inizia il disgaggio "da sotto"... Non dico nulla... Poi Vez passa, sposta due bei blocchi e fa salire anche me. Da lì vedo che sopra di noi ci sono due belle vie da raggiungere (risalite facili), di fronte vedo grandi ambienti vuoti, e... alle nostre spalle sembra partire un bel condottone! 

Foto: Max Pozzo

 Manca poco tempo al rientro. Io insisto col rilevare. Alla fine ci catapultiamo dentro e poi avremmo deciso. 

Percorriamo una sessantina di metri di bella condotta, a tratti anche grossina (2x3), e poi ci arrestiamo di fronte ad una colata che blocca tutto in tre passaggini da allargare a spalate. Molta aria in circolazione (fredda, in arivo da ingressi alti). 

 Il nome del ramo, Scorroso, potrebbe nascondere un significato tecnico, tipo che l'ambiente si é come corroso al contrario... invece no! E' dovuto ad altri suoni udibili solo in esplorazione... per i quali oggi Vez ha vinto il primo premio. 

Non riusciamo a rilevare, ma tanto andremo avanti il prossimo week end. 

Rassettiamo tutto e usciamo a cronometro in poco più di un'oretta e venti, verso le 18. 

 Ottima ripresa: oltre 300 metri nuovi in due uscite tranquille "anti ruggine", non sono mica poi male. 

Max

lunedì 10 agosto 2015

Bueno Fonteno: Canal Grande

8-9 agosto 2015


Questo week siamo entrati in Bueno con l'obiettivodi portare avanti l'esplorazione a Quo Vadiz. 

Questo ramo si trova nella zona di Salsa Rosa, il sifone in cui si è immerso l'ultima volta  Fabrizio, e che si trova a -438 metri. Dopo Smeraldo infatti, si entra nella galleria dell'Apoteosi e una diramazione in leggera risalita conduce a Salsa Rosa. 

Sempre durante l'immersione, Monia, Grip ed io rimanemmo ancora la notte per risalire una decina di metri sopra il sifone entrando in Quo Vadiz, una bella condottona freatica che terminava sopra una risalitina. 

Sabato verso le 14.00 siamo entrati:

Fabry, Monia, Vez e Max. 

All'ingresso, Bueno spara fuori un volume d'aria talmente potente, che lo si avvisa già a metà valletta, e come l'altra volta, fino a Fonteno Beach il flusso è addirittura fastidioso.

Abbastanza pesantucci nei materiali, all'andata sostituiamo ancora tutti i moschettoni d'acciaio nell'armo di Fonteno Beach, e con ritmo tranquillo arriviamo al campo base con piccola sosta, circa 4 ore dopo.

Subito si va a Quo Vadiz, dove effettuo la risalita e la squadra procede in una bella condotta freatica in pieno Calcare di Sedrina, con pareti scolpite tanto da sembrare una pinacoteca.  

La condotta, dopo un perfetto zig zag, ci porta sopra un vuoto che inizialmente sembrava un pozzo enorme. Aria tantissima (in risucchio verso il nuovo ramo), e eco verso l'infinito…  Con lo Scurion si vede invece che 20 metri sotto, il gran nero è un vasto ambiente completamente allagato, e che prosegue nel nero. E' il Canal Grande, così denominato perché veramente suggestivo: sembra proprio di essere a Venezia, con le pareti che finiscono a picco nell'acqua molto profonda. E da qua anche il desiderio di comprare una bella gondola di Progetto per percorrere il nuovo corso d'acqua… Non si riesce a capire come proseguire: sicuramente tenteremo traversi, o per saperne di più ci vorrà veramente un canotto o delle mute stagne per farsi una bella nuotata a pelo libero. Di sicuro se la falda si alza le cose cambiano. 

Impressionante il volume degli ambienti, e la zona di grandi condotte freatiche. In ogni caso più avanti si sente acqua scorrere a pelo libero, e quindi il tratto allagato non deve essere lunghissimo, oppure c'è un arrivo laterale.  

A livello di rilievo, e sommati i metri dell'immersione, il nuovo ramo ci regala comunque circa 240 metri nuovi, compresi alcuni tiri del vecchio rilievo di Salsa Rosa. La direzione è verso il fondo di Hydrospeed, e se il rilievo non mente mancano poche decine di metri a giuntare.

L'eventuale traversata sarebbe fantastica!  Mi fa anche piacere notare che il rilievo di Hydrospeed risale al 2006/2007, fatto con bindella e clinometro, e l'errore sui dislivelli non supera i 3,5 metri (che su 22km non è per nulla male). Le due gallerie poi sono perfettamente in asse. 

Il tratto fatto in immersione invece punta il settore di Carrigo, e quindi regalerà ancora belle novità.  Ben felici della novità, rientriamo al campo base concedendoci una dormita dalle 4 di mattina alle 9. 

Sempre con ritmo tranquillo, e ancora pesanti con i sacchi, usciamo attorno alle 15. 

Bello riprendersi in questo modo dopo la pausa estiva, pensando già alla prossima uscita… 

Max  

martedì 28 aprile 2015

Abisso Bueno Fonteno: Sifone Salsa Rosa e Ramo Quo Vadiz

25-26 aprile 2015


Continuano le esplorazioni nei sifoni del grande abisso: questa volta l’obiettivo è il sifone nella diramazione Salsa Rosa, posto ad una profondità di 436 metri e a circa 2,5 km dall’ingresso.
Il corso d’acqua che fuoriesce è tra quelli con apporto maggiore, e proviene da un settore attualmente ancora ignoto (sono già iniziate le solite speleoscommesse).

Abisso Bueno Fonteno: Sifone Salsa Rosa
Foto: . Gatti

Sono della partita, oltre ai sebinici Max Pozzo, Fabio Gatti, Maurizio Greppi e Monia Casaletti, i soliti amici del G.G. Brescia “C. Allegretti”: Vichy Franchini, Chiara e il Dott. Fallocefalo.
Si immerge Fabrizio Dal Corso, (G.G. Saronno – Progetto Sebino), che si è già reso protagonista nel 2014 di altre due belle esplorazioni speleosub nel Sifone Non Ostante (in una di queste assieme anche a Davide Corengia – G.G. Milano – INGrigna!).
Approfittiamo della “secca” stagionale, organizzando questa prima ricognizione, e quindi con un supporto minimo di bombole. Fabry si immerge nel sifone e percorre una galleria di circa 3x4 metri con un’inclinazione di 45° e per una lunghezza di circa 80 metri, fino alla profondità di -17,4 metri. Finisce la sagola e si ritrova in un salone da lui giudicato immenso (Salone Imperiale), con due enormi arcate da cui proseguono ben distinte due diramazioni di misure considerevoli.

Abisso Bueno Fonteno: Sifone Salsa Rosa
Foto: F. Gatti

Con molta saggezza decide di rientrare vista la scarsa riserva di ossigeno, e ancor prima di togliersi l’attrezzatura programma già la prossima puntata… Grandissimo Fabrizio e complimenti a tutta la squadra, che nella stessa uscita porta all’esterno tutto il materiale utilizzato.

Abisso Bueno Fonteno: ramo Quo Vadiz
Foto: M. Pozzo
Nella stessa occasione, tre di noi rimangono ancora un po’ in loco e, con pochissimo tempo a disposizione, effettuano una risalita proprio sopra il sifone, nella speranza di trovarne il by pass. La nuova diramazione parte grossa impegna poi  in un secondo traverso necessario a superare un grosso squarcio nel pavimento della condotta. Ci fermiamo davanti ad una nuova breve risalita, ma per mancanza di materiali (e per un notevole ritardo sulla tabella di marcia…), i tre “ritardatari” sono costretti a tornarsene tristemente indietro, constatando che oltre il nuovo ostacolo la grande galleria continua risucchiandosi un notevole fiume di vento, e viene battezzata come Quo Vadiz.

Il tratto esplorato sott’acqua, pare vada da una parte, mentre la galleria si muove decisamente dall’altra…
Lamentarsi, sarebbe un’ingiustizia, anzi tutto ciò è l’ennesimo stimolo a tornare laggiù al più presto.

Abisso Bueno Fonteno: ramo Quo Vadiz
Foto: M. Pozzo

Un ringraziamento doveroso a Fabrizio e ai mitici bresciani, sempre presenti quando si tratta di dare una mano.

Un breve video che documenta l’immersione è visibile all’indirizzo: http://youtu.be/3knQ5uaeda0

Il link dell'operazione anche sul blog del G.G. Brescia:
http://www.ggb.it/bueno-fonteno-missione-salsa-rosa

Max 

Settore Grone: ancora nuove scoperte

Aprile 2015


Sulla scia delle ultime scoperte, continuano anche le battute lungo le creste del Monte Ballerino, che si affacciano a paretoni sulla Val Cavallina.
Frattugrone - Foto: M. Pozzo
Vengono posizionati ancora una decina di ingressi. Due di questi meritano subito attenzioni: una grossa frattura (Frattugrone) necessita di un potente lavoro di scavo ma promette bene viste le dimensioni.In piena parete viene scesa un’altra grotticella (Invisibòl), che scende a meandro e con due saltini fino ad una strettoia che sarà oggetto di prossime attenzioni. 


Invisibòl: l'ingresso in
piena parete
Foto: M. Pozzo

Viste le temperature, gli ingressi hanno ancora regime di flusso invernale, e alitano un’invitante corrente d’aria. La quota, tra le più elevate della zona, permette di fare le solite elucubrazioni positive…


Max 

sabato 14 marzo 2015

Settore Grone

11 - 13 marzo 2015


Altro Pianet
Foto: M. Pozzo
Si continua a girovagare nel settore  di Grone, con l’intento di rivedere buchi soffianti segnati nel passato risistemando i posizionamenti con GPS. 
Notiamo che alcuni di questi sono stati allargati, ma non da soci di Progetto Sebino.
Aria Calda
Foto: M. Pozzo
Viene riposizionato  nella valle in cui si aprono già due grotte a catasto (Laga del Belòm e Laca de Cà de Là), Aria Calda (allargato) e Altro Pianet nella zona di S. Antonio, prossimo obiettivo del mese.
Altre quattro cavità vengono ritrovate nel fronte di cava attivo della Sacci spa, posta esattamente sopra la nota Sorgente Acquasparsa, dietro autorizzazione dei titolari.


Al momento le cavità ritrovate in questo versante sono oltre una trentina: e sicuramente verrà intensificata l’attività anche infrasettimanale, viste le sorprese inaspettate e movimenti silenziosi e poco inclini alla collaborazione di altre realtà in zona. 
Nonostante accordi verbali presi in passato davanti a taglieri e bottiglie di vino, parole e intenti evidentemente risultano difficili da mantenere.

Max

Nueva Vida: Pastella di Marte

3 Marzo 2015



Nueva Vida - Sala delle 5 vie
Foto: M. Pozzo
Scegliamo sicuramente il week end peggiore per proseguire le risalite. A causa dello scioglimento nivale, i rami a monte sono un vero colabrodo! Così in questa occasione siamo: Max Pozzo, Laura Forcella, Monia Casaletti e Max Mannons, che in una sola giornata si beccano l’acqua di un anno intero!
Il ramo a monte è interessante, perché è uno dei candidati per proseguire verso Piastre Magique o il settore del Monte Sicolo, ma non è sicuramente giornata. Proseguiamo per una trentina di metri verso l’alto, avvicinandoci sempre più alla quota dell’ingresso, ma a un certo punto dobbiamo desistere.

Aspettiamo condizioni meteo migliori.

Max



Meteo Hypo 2

Febbraio 2015


La maggior parte degli sforzi di questo mese è incentrata sull’organizzazione del Workshop Meteo Hypo 2, organizzato in collaborazione tra Federazione Speleologica Lombarda e Progetto Sebino.
Foto: M. Pozzo
Oltre all’evento in sé, week end del 22-23 febbraio, le settimane a precederlo sono dedicate alla misurazione dei flussi d’aria di diversi ingressi che vogliamo coinvolgere in un nuovo tracciamento odoroso. A questo bisogna aggiungere la posa dei captori e il relativo ritiro. Chilometri di camminate, simpaticamente coadiuvati da abbondanti nevicate.

Foto: L. Botta (G.G. Novara)

Nueva Vida - Foto: M. Pozzo
Svaporub - Foto: L. Botta (G.G. Novara)
La partecipazione al workshop ha avuto un buon successo, con 17 partecipanti, che diventano 21 visto che alcuni “docenti” erano allo stesso tempo anche corsisti. 
Sempre a causa neve, le uscite pratiche si sono svolte alla Buca del Corno di Entratico (Bg), cavità attrezzata turisticamente, e che si è prestata ottimamente allo scopo. Sempre durante l’evento, sono stati rilasciati i traccianti odorosi negli abissi Nueva Vida e Bueno Fonteno, monitorando una decina di ingressi alti. Si aspettano trepidamente i risultati.

Max



Battute, risalite, disostruzioni...

Gennaio 2015



Piastre colpisce duro...
In questi due mesi proseguono le ricerche anche in Nueva Vida e all’esterno, approfittando di qualche nevicata si va a caccia di ingressi alti.

Le zone interessate sono sia nel versante della Valle di Fonteno, che in quello di Grone, rivolto al sistema della Sorgente Acquasparsa.
Sicologico 2
 Foto: M. Greppi

Si portano avanti disostruzioni pesanti a Piastre Magique, impostata perfettamente per entrare nel complessone, e a circa 350 metri più in alto. I tracciamenti odorosi dell’anno scorso hanno dato esito positivo, e quindi lo stimolo è maggiore. Al momento lo sviluppo è di circa 261 metri, per un dislivello di -73 metri, ma la corrente d’aria è notevole e ispira a continuare, nonostante selettive strettoie quasi completamente verticali.

Sempre nel settore delle creste, si aprono i lavori in un altro ingresso, Sicologico 2, che al momento scende con un pozzetto, ma non dovrebbe tardare a regalare risultati, e sarà monitorato nel tracciamento odoroso previsto per febbraio.

In Nueva Vida, si riparte con le risalite, riprendendo un camino in zone un po’ sconquassate, motivo del nome del nuovo ramo: Pastella di Marte…

Max

Abisso Bueno Fonteno

Dicembre 2014


Continuano le esplorazioni nel grande complesso.
Salone Portorotondo
Foto: A. Ferrario


Ramo Non Ostante - Eccentriche 
Foto: A. Ferrario
Viene in parte riallestito il Campo Base, per future esplorazioni nella zona del fondo di -450 (risalite e immersioni), e allo stesso tempo si apre una campagna di ricerca oltre il sifone Non Ostante, nell’estremo a monte. In questo settore le possibilità sono diverse: dallo svuotamento con tubi, a prosegiuire con immersioni, o con una bella disostruzione allargare il by pass. Il 12 dicembre si tenta la vaariante disostruttiva, ma per un inconveniente siamo costretti a tornare indietro. In compenso Andrea Ferrario (G.S. Saronno) ci regala alcuni scatti stupendi.


Salone Portorotondo  - Foto: A. Ferrario