martedì 26 marzo 2013

Nueva Vida: - 500!


  23/24 marzo 2013







Nonostante le 25 ore di grotta, e il sonno che incombe, è difficile non scrivere per fare un resoconto "veloce" dell'ultima punta in Nueva Vida, svoltasi stanotte.
Eravamo in sei, Kraus, Max e Fabio, e tre soci del GGB, Matteo Rivadossi, Maurizio Riboldi e "il Bengji".
Entriamo verso le 12.30 di sabato mattina (si fa per dire, mattina), con il tempo che minaccia già pioggia sonante.
Tra disgelo e ultime pioggerelle, immaginiamo che dentro sarà bello bagnato oggi. 
Se poi anche pioverà... bòh... 
Entriamo con l'idea di arrivare velocemente in zona operativa, cioè sotto il P170 a sistemare gli armi scomodi dello scorso week, e continuare l'esplorazione.

Siamo in fondo al 170 in un'ora e mezza, lavati fino al collo.
I corsi d'acqua all'interno erano superiori di almeno quattro volte la volta scorsa.
Il tubo messo sull'attivo, era sommerso parecchio.
All'interno di Nueva, un vento pazzesco anche oggi.
Sistemiamo quindi tutti i saltini esplorati fino alla volta scorsa, fino a circa -420 m.
Scendiamo il nuovo P15 e assieme cominciamo a correre per la nuova forra.
Subito una bella galleria che ci fa camminare per qualche centinaio di metri, poi incontriamo un salone bellissimo con nuovo fiume che scende da forra a +20 m e da risalire. Il pavimento bianchissimo.

Nueva Vida: il nuovo P15 verso le grandi gallerie - Foto: Matteo Rivadossi

Alterniamo tratti di forra molto alta e a tratti viscida, mentre sul fondo scorre un attivo 
abbastanza portante. Nei vari salti spesso è difficile evitare l'acqua.
Anche oggi i materiali non abbondavano, e quindi gli armi erano tirati al minimo.
Facciamo poi di corsa due tratti di galleria in interstrato enorme, larga  12 metri x 6, per una lunghezza di oltre 200 metri....

Nueva Vida: la Galleria Istituzionale (12 x 6 m) - Foto: Matteo Rivadossi

Alla fine di un tratto di galleria enorme, la volta chiude, e sfonda in un nuovo P30 largo 5x5 con cascata. 


Nueva Vida: il P30 che porta a -500 - Foto: Matteo Rivadossi

Siamo a -500 metri di profondità, per un nuovo bello sviluppo di 3514 metri.
Nel fondo della verticale l'attivo si perde in vie decisamente più strette, e un fossile parallelo deve essere disostruito, ma continua.
Risalendo 10 metri, intercettiamo un'altro interstrato, con parecchia aria e che scende: anche questo stringe dopo 150 metri e necessita di un'allargata. L'aria é tanta e prosegue di sicuro.
Un Ulteriore bel risultato esplorativo, che proietta Nueva Vida sempre più verso l'ignoto e anche verso Bueno Fonteno.
Questo percorso nuovo, è abbastanza faticoso e ancora pieno di punti da sistemare, perchè troppo esposti o pericolosi.
Nueva Vida: freatici a -450 m - Foto: Fabio Gatti
Quando piove o c'é disgelo, i fiumi diventano assordanti e non scherzano.
Usciamo 24 o 25 ore dopo, bagnati marci e sotto una pioggia gelida che non ha 
per nulla conciliato i soliti festeggiamenti alla macchina.
Ma eravamo talmente euforici (e anche sfasciati), che anche se avesse grandinato, 
non avremmo sentito nulla. 

Nueva Vida si conferma un abisso spettacolare, con strutture enormi al suo interno.
Una nuova supergrotta.

Max

lunedì 18 marzo 2013

Abisso Nueva Vida: Il Mondo di Sotto...


16/17 marzo 2013





Ancora buone notizie da Nueva Vida.
Reportage.

In una giornata ormai prossima alla "manica corta", ci troviamo. Sabato ore 12.30 a Fonteno.
Belli questi orari: si ritorna ai tempi delle puntone notturne.
Siamo Max, Laura, Livio, Grip, Andrea e Kraus, più tre soci del GGB.
Siamo riusciti in extremis a comprare tramite colletta 200 bei metri di corda, e un po' di ferraglia, con l'obiettivo di continuare a scendere sotto il P170.

Nueva Vida: l'Attivo
Foto: Matteo Rivadossi
Visto il numero dei partecipanti, ci carichiamo per bene, compreso un secondo trapano ed un tubo da 25 metri (6,3 cm), da posizionare all'imbocco del ramo Attivo per deviare la cascata, e finalmente esplorarlo senza bagnarsi subito fino alla mutanda.
Entriamo verso le 14 con una giornata veramente splendida e nessuno crede che domani possa nevicare...
All'interno la situazione idrica è calata rispetto al week scorso, e quindi presupponiamo che sotto il pozzone, il fiume possa essere tranquillo. 
Quindi Andrera, Kraus e Grip iniziano a sistemare il tubazzo, mentre il resto della banda si dirige al P170.
Il pozzo è sempre maestoso, e dovremo riattrezzarlo tutto, dopo aver pulito a suon di mazzate le pareti crollose dei primi 50 metri.
Purtroppo il disgaggio è parecchio, e vinco il biglietto per farlo: il tutto mi impegna per almeno un'ora piena.
Il rumore dei lastroni che cade lungo il grande vuoto è assordante, e stare appesi alla cordicella in certi spazi fa sempre emozionare.
In basso si sentono le due cascate che si uniscono lungo il P100 parallelo, ma la portata non sembra esagerata.

Nueva Vida: Galleria Ariazero!
 Foto: Matteo Rivadossi
Prima di scendere, versiamo fluoresceina nel collettore, per verificare il collegamento con quello di -300, ma il fatto non avviene, quindi l'Attivo va da un'altra parte (prima notizia ottima!). Anche in zona Pozzi Gemelli, mettiamo un po' di tracciante per verificare collegamenti con le cascate nei saloni sottostanti, ma l'esito è sempre negativo (seconda notizia valida!).
Torniamo al pozzone.
Sistemato l'armo totale, ci riuniamo tutti sul fondo e iniziamo l'esplorazione del settore chiamato "il Mondo di Sotto".
Per dovere di ospitalità, lasciamo iniziare a giocare gli amici del GGB, con la regola di "un pozzo a testa"... e intanto si rileva.
La forra ci fa scendere ancora un po' in ambienti non enormi, ma sempre notevoli, e dopo una sequenza di saltini, finiamo in un gran bel salone scendendo un P25.
L'acqua non ci molla per un istante e martella i timpani oltre a bagnare parecchio... Tutto il meandro è percorso da vento, che in alcuni punti è proprio fastidioso.

Nueva Vida:  il P25 Sala del Torcione
 Foto: Matteo Rivadossi
Le varie sinuosità degli ambienti, ci fanno finire presto i materiali, ma riusciamo a scendere ancora due pozzi rilevando i primi 250 metri.
Verso le prime ore del mattino i bresciani rientrano, mentre la squadra sebinica prosegue ad oltranza, e il meandrone anche... non accenna a fermarsi con continui salti su laghetti.
Non è un percorso agevole, e noi rimaniamo nella parte bassa, percorsa da fiumiciattolo che nei salti ci lava completamente anche se gli armi sono super aerei. 
Ad un certo punto finiamo chiodi e moschi, ma con la sola corda riusciamo a scendere ancora saltini sfruttando armi naturali.
Lungo il percorso troviamo una grossa via in risalita nel salone a -350 m (La Sala del Torcione) che per direzione andrebbe verso Bueno. E poi un trivio alto verso l'ultimo tratto esplorato.

Nueva Vida:  Il Mondo di Sotto 
 Foto: Matteo Rivadossi
Rileviamo in totale circa 420 metri nuovi, e ci fermiamo davanti ad un ambiente vasto con un probabile salto da 15/20 metri.
Il dislivello alla base sarà di -432 metri e quindi Nueva ora ha un dislivello totale di 436 metri, per uno sviluppo che supera i 2800 metri.
La direzione del meandro che denomina il Mondo di Sotto, è impostata su quelle di alcuni rami a monte di Bueno, ma al momento si riallontana verso sud ovest.
E' pazzesco: con Solit'aria gli siamo sopra... con il Mondo di Sotto lo bypassiamo a livello dei fondi. Ora siamo a più di un km e mezzo in linea d'aria con questi, e per capirci all'altezza di Mastodont, e in pieno Calcare di Sedrina.
In ogni caso le punte cominceranno ad allungarsi perchè il pozzone è da disarmare finchè non faremo l'armo definitivo con le soste inox.
Usciamo verso le 13 di domenica, circa 24 ore dopo, con una nevicata storica, che ci gelerà i pori. 
Uscendo bagnati, l'aria violenta gelida dell'ingresso favorisce imprecazioni di ogni genere, ma il risultato esplorativo è più che eccellente.
Alla fine, nel calduccio del bar di Fonteno, siamo travolti dalla "botta di sonno" generale, immaginando già di scendere la nuova verticale....

Max 

lunedì 11 marzo 2013

Nuevavida 9-03-2013

Entriamo un po' tardi, verso mezzogiorno e con poche ore a disposizione causa 
impegni domenicali...
L'idea è di uscire attorno a mezzanotte.

Siamo Livio, Andrea, Grip e Max, con Kraus che entra un'ora dopo.


Immaginando che il ramo Attivo sarà un putiferio, rinunciamo all'idea di visionarlo, e quindi puntiamo a fare qualche risalita nelle zone amonte.
Mentre Grip ed io ci posizioniamo in zona Pozzi Gemelli, Livio e Andrea accendono ancora incensini a Giuntachinte, e stavolta il profumo arriva, proprio sotto lo sbocco del meandro delle Serpi sui due pozzi.
Così ora sappiamo che c'è il collegamento con questo secondo ingresso e prima o poi lo faremo fisicamente.


Approfittiamo del fatto che Nueva è un colabrodo: fuori piove e ha piovuto anche
parecchio nei giorni scorsi, in più la neve si è sciolta parecchio anche in alto.
I fiumi sono infatti parecchio aumentati di portata, così ora possiamo capire da quali vie è meglio risalire (quando ce ne sarà meno....).

Seguiamo bene anche il giro dell'aria.

Un primo dubbio da risolvere è nel ramo che bypassa il primo dei Pozzi Gemelli.
Lì entra un corso d'acqua che poi sparisce dentro un cunicooi da cui esce tantissima aria (la direzione è verso Bueno...). In tutto quel punto invece l'aria scende fino al Salone Sbregone.
Prima di arrivare al Salone Sbregone, arrampico una diffluenza per una ventina di metri,
ma poi essendo senza corde e sotto cascatella (anche Grip), rimandiamo alla prossima.

Allo Sbregone, le acque che cascano da tutte le parti fanno parecchio scenario: il ramo che proviene dal settore di Interstrato é quello con il maggiore apporto, ma ci sfugge la sua
circolazione d'aria.

Arriviamo alla sala dei Tre Fiumi, e anche qua i corsi d'acqua sono in notevole aumento: sotto, si vede l'attivo che fa paura e parecchio rumore.
Saliamo nel condottone sospeso risalito due volte fa che porta sopra la Sala delle 5 Vie, e iniziamo un traverso.
(in loco anche un pipistrello dormiente che poi vola via..).
Se lo cimenta Grip, e con 8 chiodi lo supera fino ad arrivare alla base di un bel caminazzo, da cui scendono altri due fiumiciattoli.
Ci dividiamo: Andrea ed io saliamo, Kraus, Livio e Grip vanno a vedere dei rami a monte.

La risalita "tocca" ad Andrea, che sale 15 metri in roccia valida, meno la parte finale (altri 5 metri), molto scaricante. In alto, seguiamo una spaccaturona, con rigagnolo che si insinua in un meandrino da disostruire sia a valle che a monte. In alto c'è da risalire ancora parecchio, e si vede un grosso portale, mentre più in alto ancora una condotta (circa altri 25 metri).
E l'aria sale.

Quando ci ritroviamo con gli altri, ci raccontano di aver esplorato circa un centinaio di metri di nuove condotte che vanno a monte.
Il ramo più estremo a monte, è percorso da una violenta corrente d'aria che sale (verso il Sicolo?) e una cascatona che scende da un camino di almeno 40 metri, prossima meta con meno acqua.

Alla fine usciamo verso le 3 di notte, con Nueva Vida che ogni volta regala metri nuovi, e nuove vie in attesa di esplorazione...

Intanto supera i 2,4 km.

Max

giovedì 31 gennaio 2013

Attività gennaio 2013


12 gennaio 2013


Era prevista per oggi un'entrata in Nueva Vida, ma causa mega influenzone inaspettato a Laura, abbiamo ripiegato per un giro disostruttivo esterno.
Il bel sole, almeno avrebbe permesso a Laura di non stare peggio.
Comunque siamo Laura, Grip, Livio ed io.

Purtroppo nemmeno al Campanaro si poteva andare, perchè ci mancava la batteria
alternativa (...).

E quindi ci siamo diretti verso la zona del Monte Sicolo, in cui si trovano già alcuni ingressi noti e soffianti.

Oltretutto, in settimana, Grip ed io abbiamo fatto un giro di gran parte degli ingressi sopra Nueva Vida, roposizionando tutto con GPS e monitorando con anemometro e termometro, la velocità dell'aria in uscita e la relativa temperatura, compresa quella esterna.
Queste misurazioni, riportate in tabelle e ripetute nel tempo, dovrebbero
darci un quadro statistico più attendibile circa la circolazione dell'aria e la connessione di altri ingressi alti al sistema. Nel frattempo sto preparando la carta con i vari ingressi a seconda di come si comportano.
Il risultato è sempre molto interessante.

Sul Sicolo, c'è Precario, che butta fuori aria a oltre 1 metro al secondo, in
regime di quasi stallo tra esterno e interno...
A circa 30 metri di profondità ci fermammo su un tappo, alla base di un pozzo.
E' evidente che ci è sfugito qualcosa di importante.
Di sicuro prossimamente lo riguarderemo minuziosamente.
Il dislivello con Bueno, supererebbe i 1000 metri.
Più sotto di una ventina di metri in linea con Precario, c'é Pozzo Ripieno, che risulta colmo di spazzatura, ma è un vero pozzone a cielo aperto, sui 4x3 metri. Senza aria.

Iniziamo quindi ad asportare il materiale, perchè in basso si vede che prosegue, e sotto sembra anche vuoto, ma dopo qualche ora tra vetri, bottiglie,
ferri e marciume, diciamo basta.
Unica nota positiva, alcuni ferri di cavallo antichissimi, che secondo me sono un segno di buona fortuna.
La zona è molto interessante: se ci sono già 2 ingressi, ne troveremo altri.
Lasciamo il materiale dietro ad un cespuglio, e inizia la caccia da quota 1200 in su fino ad oltre la linea di cresta circa a 100 metri sotto.
Il panorama alpino da lì è spettacolare.
Cerchiamo di muoverci per logica, seguendo direzione e inclinazione dei pacchi di strati (chein carta geologica confermano sia Sedrina).
Ad un certo punto sento urlare da Livio la mitica parola: BUCO!!!! BUCOOOO!!!!

... CON
ARIA!!!!....UN'ARIADELLAMADONNA!!!

Corro. Non è possibile. Spettacolo.
Si ricomincia!
Olè!

Trovo Laura che ha ripreso colore, e con un masso a due mani cerca di sfasciarne un altro.
Grip è tornato al cespuglio a prendere gli attrezzi da scavo, e intanto ci godiamo il bel soffio d'aria calda che ci arriva da chissà quale profondità.
E non è poca quell'aria, perchè oggi fa veramente caldo.
O comunque noi il freddo non lo sentiamo più...
Siamo intorno ai 1230 metri di quota, e la cosa stimola già sogni di profondità incredibili per Fonteno.

Già a mano facciamo dei danni, ma poi quando arriva Grip inizia la consueta
devastazione.
Alla fine si apre un nuovo ingresso.
SICOLOGICO

Al Dott. Palamidese, l'autore della scoperta, l'onore di entrare nella mini saletta sotto di noi. C'è terra da asportare, ma le pareti sono già molto concrezionate.Poi, sprofonda fino all'anca nel buchetto da cui proviene il vento.
Lo scarpone non tocca intorno...

Mentre cala il sole, penso che magari oggi avremmo esplorato qualche centinaio di metri nuovi in Nueva Vida...... ma un ingresso che butta vento caldo
quasi in cresta, bello nuovo nuovo...sia stato un ottimo ripiego.
Non tutte le influenze vengono per nuocere.

Un'altra porta sta per aprirsi... 
 
 
16 gennaio 2013 
 In programma ancora un giro attività.
Siamo: Livio, Grip ed io,
Saltato il traverso del pozzone in Nuevavida (ma lo faremo prossimamente), ci siamo dedicati ancora alla ricerca ingressi alti.
L'abbondante nevicata già da sopra i 400 mt di quota, ha reso l'avvicinamento impossibile da Fonteno, quindi siamo passati da Grone, segnando un buco nuovo lungo la strada.
Siamo arrivati in zona Coletto, con la neve già alta, e le catene al gippone, e da lì siamo partiti per il M. Sicolo.
Circa un'oretta l'avvicinamento, con neve agli stinchi,buferetta e nevicata assieme.
Un freddo cane.

Arrivati in zona Sicologico (che identificherei in Sicolandia), abbiamo con noi il materiale per scavare, ma vista l'abbondanza di neve e la temperatura polare, decidiamo di fare un giretto a caccia di altri buchi.
Ne posizioniamo ancora altri 5, da disostruire e con neve bruciata intorno.
Uno di questi in particolare, sembra che a breve sarà transitabile.

Vedremo a breve come andrà a finire...

20 gennaio 2013
 
 Nonostante le condizioni meteo da K2, abbiamo rispettato il programma di andare a forzare l'ingresso alto scoperto in settimana.
Siamo in una bella squadretta: Max, Laura, Livio, Massimiliano, Andrea, Grip e Kraus.
Nevica tantissimo già a Paratico, la mattina presto.

Si arriva a S.Fermo con catene e lasciamo le macchine con parecchia strada da fare a piedi, forse due ore con zaini altamente appesantiti (corda, trano, moschi, piedediporco, ecc).
Nei momenti in cui si riesce a vedere lontano, il panorama è pazzesco. Una giornata memorabile.
Ottima giornata anche per sfoderare un bel paio di ciaspole.

Arriviamo in zona e piazziamo il telo a ripararci dalla neve sopra l'ingresso che sbuffa aria calda.
Come sempre, pagheremo l'idea di andare direttamente a -500 e di portare i relativi sacchi di materiale prima di aver visto cosa c'è sotto.
(tutto allenamento.... tutto allenamento....)

Livio entra per primo, seguito da tutti, mentre Laura e Kraus trovano ancora ingressi da disostruire che soffiano, e vengono posizionati.
Noi scendiamo il n.4 (Qator?).
Sotto il buco iniziale, si scende per circa 10 metri in un bel pozzo, con un
bellissimo calcare (Sedrina), di cui sono evidenti i pacchi di strato, e l'inclinazione.
Alla base ovviamente c'è una frana, e troviamo il passaggio seguendo l'aria...
Unica cosa è che è un tratto in cui il fango batte tutti.
Bisogna anche disostruire, perchè si tratta di lastroni appoggiati, e le punte del trapano passano dall'altra parte.

Comunque sotto si sente un altro pozzetto, e continua col vento...

Effettuiamo la topografia, rimandando il tutto a periodi meno glaciali.
Intanto abbiamo un quadro generale dei buchi soffianti in zona.
E quando si scioglierà la neve, la zona sarà più abbordabile.

Il viaggio di ritorno alle macchine è stato una simpatica mazzata per tutti. 
 
 
23-24 gennai0 2013 
 
 Siamo stati ancora in giro a caccia di ingressi.
Stavolta ci siamo dedicati più a Bueno che ad altro, e quindi
abbiamo girato in zona attorno alla Fessura del Bramba.
Scesi in valletta, siamo rimasti sbigottiti dal fatto che nonostante ci fossimo
passati più volte, non avessimo visto alcuni ingressi ben evidenti.
O meglio: forse visti nel 2007, senza il bestione lì sotto, o forse in 
stagioni non favorevoli.
Fatto sta che individuiamo almeno 4 o 5 probabili ingressi, ma seriamente.
La gran parte sembra siano legati a scollamenti, invece hanno lo stesso funzionamento di Nueva Vida. Cioè sono sempre meandri, che entrano o come spaccature o tramite interstrati, e poi inclinano ed entrano dentro.

Ci incaponiamo con uno di questi, che aspira aria in maniera evidente.
Spostando pochi sassi, si vede già il cunicolo che va avanti.

Siamo sempre Grip ed io.
Il mercoledì lavoriamo a disostruire l'ingresso perchè abbiamo poco
materiale.
Torniamo anche giovedì, con tutto il pomeriggio a disposizione (torneremo poi dopo la mezzanotte a casa...) e materiali pesanti.
Con noi anche Siro per un'oretta (e cane).

Passiamo l'ingresso che ora è comodo, e poi allarghiamo ancora verso il basso:
c'è una saletta e scende. Il fondo è tutto di terra asciutta, si può scavare e va avanti. Lo spazio è di 2x2 e alto 70 cm. In avanti continua ma bisogna portar fuori la terra.
Disostruiamo uno dei due cunicoli che vanno avanti dritti, ma è ancora stretto e si dovrà allargare ancora. In avanti proseguono tutti e due, aspirando aria
(considerare che si trovano in una zona di ipotetico stallo, perchè intermedi come quota tra Nueva e Bueno.

Rileviamo tutto.Lo chiamiamo Maceria Grigia.

Prima di tornare alla macchina, ci dedichiamo a ravanare ancora qualche ingresso (ore 22...) e riusciamo a far franare dal basso dei massi incastrati in un
meandrino poco distante.Risultato: bisogna far scendere ancora un po' di cosine, ma in alto poi si sta in piedi e sembra andare avanti. Il nome è Sale Giù.

Ne troviamo almeno ancora tre da vedere per bene: basta spostare sassi o scavare un po' la terra, e si vede che c'è la condottina che parte o il meandrino.

Siamo sopra di circa 40 metri a rollohill e Gran Rondò....

Un'altra cosa da non sottovalutare è la Fessura del Bramba (già a catasto, ma non rilevata in passato), che butta fuori un'aria notevole.
Secondo me, potrebbe avere legami con Nueva Vida che non è lontana, oppure con il ramo di No-Trano, anche se non quadra il giro del vento...

Si vedrà.

Il parco giochi ora è sempre più ricco a vario: negli ultimi 2 mesi, oltre alla botta di Nueva Vida, abbiamo aperto, rilevato e posizionato nuove 16 grotte.

Nueva Vida, Interstrato, Campanaro, Maceria Grigia, Sale Giù, due sopra
Frigido, uno sopra il Bramba e 8 ingressi in zona Sicolandia.

26 gennaio 2013 
E' stata una giornata molto bucolica... nel senso che abbiamo lavorato in parecchi buchi, tra quelli visti in settimana da me e Grip.

Siamo in una bella squadra di disostruttori violenti: Livio,Fabio, Max, Cristiano, Silvano, Vez, e nel pomeriggio Grip accompagnato da Signor e Signora Grip.
Con noi anche una mega mazza, di cui non ricordo il nome, ma ne ha avuti parecchi in giornata: in ogni caso, faceva saltare le pareti... bastava
urlare...

Quindi prendiamo di mira un po' tutto, dopo aver presa visione del parco giochi odierno.
Livio e Fabio rilevano innanzitutto la Fessura del Bramba, Kristiano e Silvano allargano Maceria Grigia, e il resto della squadra lavora a Sale Giù e ad una condottina in parete vicina una decina di metri.

Vengono anche trovati un principio di pozzo da disostruire (riempito e con uno scheletro di mucca dentro:... quindi se ci stava una mucca....), che verrà nominato Bus del Bo, e poi un ingresso in parete simile a Nueva Vida (Silvano e Livio si sono calati da una parete in valletta poco più avanti).

Alla fine, il segno del nostro passaggio in valletta è più che evidente: la devastazione di colore marrone e grigio, di materiale proveniente dal sottosuolo... contrastava nel bianco della neve.
Nuovi ghiaioni di terra e macerie. Lastroni e pezzi di strato divelti.
Di sicuro i vari ingressi sono ora facili da trovare.

Non riusciamo in ogni caso a sfondare in prosecuzioni da urlo, ma in quasi tutti c'è ancora da lavorare. Alcuni aspirano aria in maniera evidente, ed è ipotizzabile che comunichino con Bueno, che si trova circa 40 metri sotto...
Ci sarà da disostruire ancora, ma prima o poi qualcuno di questi ci farà passare ancora.


Rileviamo il rilevabile, posizionando tutto e facendo le foto agli ingressi.
 
30 gennaio 2013 
E' stata una giornata 
molto bucolica... nel senso che abbiamo lavorato in parecchi buchi, tra
quelli visti in settimana da me e Grip.

Siamo in una bella squadra di
disostruttori violenti: Livio, Fabio, Max, Kristiano, Silvano, Vez, e
nel pomeriggio Grip accompagnato da Signor e Signora Grip.
Con noi
anche una mega mazza, di cui non ricordo il nome, ma ne ha avuti
parecchi in giornata: in ogni caso, faceva saltare le pareti... bastava
urlare...

Quindi prendiamo di mira un po' tutto, dopo aver presa
visione del parco giochi odierno.
Livio e Fabio rilevano innanzitutto
la Fessura del Bramba, Kristiano e Silvano allargano Maceria Grigia, e
il resto della squadra lavora a Sale Giù e ad una condottina in parete
vicina una decina di metri.

Vengono anche trovati un principio di
pozzo da disostruire (riempito e con uno scheletro di mucca dentro:...
quindi se ci stava una mucca....), che verrà nominato Bus del Bo, e poi
un ingresso in parete simile a Nueva Vida (Silvano e Livio si sono
calati da una parete in valletta poco più avanti).

Alla fine, il segno
del nostro passaggio in valletta è più che evidente: la devastazione di
colore marrone e grigio, di materiale proveniente dal sottosuolo...
contrastava nel bianco della neve.
Nuovi ghiaioni di terra e macerie.
Lastroni e pezzi di strato divelti.
Di sicuro i vari ingressi sono ora
facili da trovare.

Non riusciamo in ogni caso a sfondare in
prosecuzioni da urlo, ma in quasi tuttii c'è ancora da lavorare. Alcuni
aspirano aria in maniera evidente, ed è ipotizzabile che comunichino
con Bueno, che si trova circa 40 metri sotto...
Ci sarà da disostruire
ancora, ma prima o poi qualcuno di questi ci farà passare ancora.


Rileviamo il rilevabile, posizionando tutto e facendo le foto agli
ingressi. 
 
30 gennaio 2013  
 
Nel pomeriggio Kaus, Grip ed io siamo stati ancora ad allargare l'ingresso dell'ultimo ingresso ritrovato, a monte di Nueva Vida, e con forte aria on aspirazione.

GIUNTA CHINTE.

La temperatura in valletta era glaciale. Il posto a quanto pare non vede mai i raggi del sole.

Chiaramente eravamo carichi di attrezzi.Le mazzate sono state continue, sia perchè mana mano che si allargava il buco aumentava anche l'aizzamento, e sia
perchè aumentava anche l'aria, e quindi il gelo bastardo.
La strettoia iniziale, praticamente individuata grazie alle nuove strumentazioni a raggi X carsici (il bucherozzolo stavolta nemmeno c'era), ci ha fatto lavorare per ore a testa in giù.

Dopo circa 8 ore di disostruzione pesante Grip è passato quel tanto che bastava per poter comunicare ai due pinguini fuori cosa ci fosse...

Fiume di vento.Saletta.Condotta di 4/5 metri percorribile e....parete bianca....
...ambiente GROSSO...e l'ignoto....

Lo abbiamo riposizionato, e sembra sia in buona posizione per regalare buone sorprese, oltre alla giunzione che a logica sembra scontata, con Nueva Vida.

In ogni caso, c'è una nuovo fiume di vento che si infila nella montagna.


Max


lunedì 7 gennaio 2013

Epifania in Nueva Vida.

Salone Sbregone
Continuano le scorribande in Nueva Vida.
Questo sabato entriamo in staffetta.
Alla mattina Max, Massimiliano, Livio, Kraus, Giuliano e Ale, mentre al pomeriggio arriveranno Edo, Laura M. e Silvano.

Ci dividiamo subito. I primi tre rimangono indietro con compiti video-fotografici. Gli altri andranno a proseguire il ramo a monte sopra il Salone Sbregone dove rileveranno oltre un centinaio di metri, ed esplorano quindi tre vie che si fermano su prosecuzione e sotto camino o traverso.

La squadra "Sergio Leone" riesce a portare a casa sia qualche ripresa che foto, e poi si dirige verso la Sala delle 5 vie, dove esploriamo una di queste diramazioni a monte, rilevando almeno 150 metri nuovi.
Ci fermiamo sotto un camino con acqua e un attivo che prosegue. Una terza via è da vedere perchè prosegue ma in alto è un pò stretto.




Forra in faglia


A ritorno troviamo sotto la Sala dei Tre fiumi anche i ragazzi del pomeriggio. Si va quindi tutti a fare il traverso sopra il P170 e nel frattempo si fanno ancora riprese e foto.
Il traverso non è una passeggiata: Edo riesce a salire quasi fino in cima, ma poi la roccia è marcissima, e per chi attende è veramente il regno di Gelindo.
Lassù si è a +180 ed è meglio mettere chiodi che suonano bene. Così sistemiamo un armo fisso, e ce la studieremo meglio, lasciando le cose in attesa.
Ma la voglia di esplorare è ancora buona, in fondo è solo quasi mezzanotte, e così mentre Livio, Ale e Giuliano escono, il resto della banda torna alla Sala dei Tre Fiumi con la "robba" da risalita.
C'è un condottone sospeso che ci chiama... vogliamo raggiungerlo ed è a circa 10 metri di arrampicata.
Con mezzi tecnologici avanzatissimi, e con tecniche alpinistiche medioevali, si strappa la tuta come Hulk ed esce fuori un supereroe non nuovo nel Sebino: é Santa Kraus, che arrampica, traversa e passa sotto un macigno-pressa-intabile, regalandoci un'altro bel condottone nero, largo 4 metri e alto altrettanto, che se ne va nel nero.
Ripristinata la squadra, si prosegue per mano nel tunnel che non è altro che un livello superiore al crollo che genera le 5 Vie. Infatti vi arriviamo sopra, giusto per vedere che davanti (bisogna fare un traversi lungo ma
facile) c'è un ambiente enorme che sale (ma che forse va anche avanti) e con acqua. Poco prima, un bivio alto ci fa entrare in una saletta con una colata concrezionale fantastica (La Strafigata), e constatare che
un'altro finestrone collega con la sala delle 5 Vie (e il rilievo collima alla perfezione!).

Alla fine della fiera, rileviamo circa 370 metri nuovi, e Nueva Vida supera i 2 chilometri per bene.

Lasciamo in loco il materiale per l'artificiale, perchè prossimamente ci sarà da divertirsi ancora. Ci sono almeno una decina di risalite abbordabili, tutte verso arrivi attivi che salgono, e non superiori ai 15 metri.



Ora il rilievo comincia a diramarsi, e i meandri in arrivo si staccano dalla faglia in maniera ortogonale puntando dritti verso le tre grottine superiori (Interstrato, Macignopoli, Buco Bata e Friggido), a
cui siamo sempre più vicini.

E lo spettacolo continua...

Usciamo con l'alba che comincia a rischiarare il cielo.

Max

lunedì 31 dicembre 2012

Uscita di fine anno.

Siamo riusciti questa notte Kraus, Dado ed io a toccare  il fondo del Pozzo Infinito. 
Non era possibile chiudere l'anno senza sapere quali misteri celasse il bestione.

Entriamo in Nueva Vida verso le 21 del 30, purtroppo con il minimo materiale rimasto per scendere gli ormai storici 10 metri finali. Abbiamo circa 25/30 metri di corda e pochi chiodi.
I corsi d'acqua sono decisamente più tranquilli dei giorni precedenti, ormai la neve si è sciolta, e l'ondata fradicia è passata. Meglio, perchè il tratto finale del megapozzone era veramente un colabrodo. Pioveva dappertutto, perchè gli arrivi d'acqua sono più di uno.
E' stato bello "ascoltare" Kraus, che ancora non aveva visto tale razza di vuoto appena scoperta. Ascoltarlo in silenzio, perchè era veramente senza parole... E noi pure... mica ci si abitua facilmente ad un nero simile.
I primi tratti della verticale sono veramente marci:diciamo i primi 40 metri, sempre vicino alla parete che si sgretola a lastre e noduli di selce non piccoli. Poi iniziano i tiri belli: c'è un tiro da 38 su vuoto enorme, due da 18 e uno da 45. E lungo le pareti ci sono meandri, finestre e un pozzo parallelo da cui scendono due attivi.
Alla base il pozzo misurato è 165 metri, e si toccano i -300 m. 
 
Pianta

Sezione
 
 Cambiano i calcari, ora siamo nel Sedrina, bello, durissimo e zeppo di fossili (quelli della Straforra, a -450 in Bueno. L'inclinazione degli strati corrisponde quasi perfettamente.
Seguiamo il fiume che scorre sotto l'ultimo salto da 45 metri, e lateralmente tralasciamo un lungo cunicolo percorribile.
Verso il basso si spalanca una forra larga 4/5 metri, alta almeno 50 che scende a salti sotto i 10 metri. Pulitissima, e con il fiume che fa paraboliche.

Ma abbiamo 12 metri di corda, e riusciamo solo a scenderne due. Quanto basta per misurare il salto mancante di otto metri, e constatare che la forra non è una forra normale.... è più vicina al canyon ....
Un fatto che ci farà ragionare parecchio: tutta 'aria che entra dall'ingresso scende. Quella del caminone sale.
Questo volume d'aria sale nella condottona enorme visibile alla sommità del P165, raggiungibile con un traverso di almeno 25/30 metri, oppure scendendo da soffitto dopo un'artificiale di 15 metri.
 Comunque, desolati, ci infiliamo in una forretta fossile che va verso monte ma poi rigira... incredibile: sotto di noi un P30 fossile e sotto si sente un fiume. A destra un forrone fossile (e sotto si sente il fiume). Dritti riusciamo a sbucare in una finestra spettacolare che da' su di un salone di dimensioni notevoli (20x20x32). In alto Kraus riesce finalmente a trovare una via che chiude, in basso ci sono due sfondamenti con altrettanti pozzo e forra, e alla base si sente il fiume....

Cosa aggiungere.... ALLUCINANTE!!!!
Il camino parallelo sarà alto almeno 80 metri!!!!
Lungo i corsi d'acqua abbiamo avvistato miriadi di animaletti...

Non avendo proprio più che pochi chiodi per sistemare la via del ritorno, risaliamo, disarmando le campate e insaccando le corde lasciate già pronte per scendere: in questo modo le prossime volte potremo pulire per bene le pareti marce e non rischiare.
E allo stesso tempo si potrà fare il traverso a breve senza danneggiare
corde...
Scendere in cose simili con corde lesionate fa paura a chiunque...

Lungo la strada del ritorno, sistemiamo un po' i vari armi più precari, e usciamo verso le 13 del 31.

Ora il 2012 può anche finire e iniziare il 2012 con questa bella prospettiva che è Nueva Vida.


L'abisso ha un dislivello ora di 333 metri, e uno sviluppo rilevato di 1650 metri.


Max


venerdì 28 dicembre 2012

La fine del mondo. 21 dicembre 2012

Resoconto sull'ultima punta esplorativa a Nueva Vida.
 
Venerdì 21/12, in pieno clima da profezia , ci alterniamo in una staffetta esplorativa che finirà stasera, quando usciranno Fabio, Massimiliano e Andrea.
La mattina entrano Livio, Grip e Kraus, poi usciranno i primi due, ed entreremo nel primo pomeriggio Edo ed io.

La neve è diminuita, così possiamo salire quasi fino al bivio con la valletta di Bueno. Poi a piedi, e sinceramente fa un freddo cane. Nueva Vida tirerà un'aria da paura, e mentre saliamo, spiego a Edo dei quasi 300 metri nuovi della volta scorsa.
Raggiungiamo gli altri che sono circa alla base del P40, aggirato tramite una via parallela con altri piccoli saltini, e armeggiano un traversino. Si entra in una forra impostata su faglia, con arrivi laterali sparsi. Già la cosa è buona.

Proseguiamo in squadra superando una forra lunga oltre un centinaio di metri e grossa, fino ad altri salti. La roccia è marcia e l'armo è difficoltoso: saltano le pareti e l'acqua rompe la minchia.
Poi arriviamo in un salone molto vasto, da cui piovono acque di altri tre arrivi... ma la grotta prosegue verso il basso, con un vento mai riscontrato, e abbandoniamo trapano e corde, visto che pare si possa correre...
Altri 150 metri di galleria e sbuchiamo nella Sala dei Tre Fiumi... Cosa aggiungere: pazzesco. Tre grossi arrivi che si uniscono in un salone di crollo sui 20x20, e in basso l'aria continua ad essere risucchiata con violenza. Urliamo tutti, perché si sente un fiume ancora più rumoroso. C'è chi guarda i meandroni in alto, e chi cerca passaggi tra gli enormi blocchi. Ci involiamo Edo ed io, finendo in un'altra confluenza: a monte un fiume, a valle un forrone galattico, con vasche già da bagno...
Grip e Livio devono uscire, il trapano e le corde sono in alto e con Kraus si decide di esplorare l'esplorabile e poi rilevare: andiamo a monte seguendo una di due vie. Facciamo più di 300 metri in un lungo meandro che intercetta due altri saloni di grandi dimensioni, sempre con almeno due arrivi d'acqua dall'altro. E' una cosa indescrivibile. Dove siamo? Ma che mostro è questo? Ci fermiamo alla base di un camino da 40 da cui scende una cascata. E poco prima c'era un bivio con meandro fossile viaggiante....
A metà strada, c'è un mega salone con almeno 5 vie confluenti ancora da vedere. Siamo increduli.
Proviamo poi a vedere il forrone a valle. Questo è spaziale, ma ci fermiamo dopo 50 metri su un salto che in libera è impossibile (mia idea era di unire le tre maniglie con pedale, ma i due uomini mio fianco me l'anno bocciata...anche quella di provare a saltare in vasca...).  
Così lasciamo ai fortunati di oggi l'ebbrezza di volare in una forra che raccoglie i 20 (VENTI!!!) corsi d'acqua incontrati lungo il percorso. L'aria che viene risucchiata dal forrone non l'ho mai sentita nemmeno in Bueno, e questo ci fa solo essere contenti. Più avanti si vede che la forra prosegue su due piani, con un fossile esagerato... AAAAAHHHH!!!!!
Il fiume è già grosso....
AAAAAHHHH..... e siamo ancora in alto....
Per ora la profondità è di -130 m, e non si ferma di sicuro....

Torniamo al salone dove abbiamo lasciato i materiali, rilevando già circa 750 metri nuovi di grotta, ma non contenti, risaliamo dalla parte opposta al salone, ed entriamo in altre due vie nuove. Esploriamo ancora rilevando e camminando: uno spettacolo. A soffitto c'è una grossa via a condotta e un corso d'acqua che fa cascata...Entriamo sempre in faglia, ma incrociamo un arrivo nuovo a destra di un crollo e ci troviamo ancora di fronte ad un bivio, e poco più avanti anche un quadrivio.... Non sappiamo quasi quale via scegliere, e rileviamo ancora qualche centinaio di metri nuovi che salgono verso Interstrato e il Campanaro...
A questo punto non riusciamo più a capire in che tipo di struttura stiamo viaggiando: possibile che ci siano arrivi sia da destra che da sinistra? Tutto il vento cosa nasconde? Perché il meandro con i saloni ha l'aria contraria? Diventa difficile raffigurare questo nuovo mostro senza mettere i dati del rilievo: siamo attoniti e curiosi...

Potremmo riprendere trapano e corde e continuare a scendere, ma sono le 5 di mattina e per chi ci aspetta siamo già in ritardo. Lasciamo l'inizio di una sicura esplorazione memorabile ai tre di oggi, e continuiamo a rilevare fino al punto dell'ultima volta.

In totale, Nueva Vida ha uno sviluppo per adesso 1102 metri, per un dislivello di 130 metri.... Non sappiamo dove possa giuntare con Bueno, ma potrebbe andare sia verso l'Acquasparsa che Xino... Allucinante.

... e siamo solo all'inizio....


La profezia si è avverata....
Là dentro era veramente la fine del mondo....

...ma ora inizia una Nueva Vida....
 
Max 

martedì 18 dicembre 2012

Report 15-16 dicembre 2012



Nell'ultima settimana siamo stati ancora a "Nueva Vida" ovvero Ingresso Fox.
Venerdì siamo saliti Grip, Matte e Max partendo a piedi dalla piazza di Fonteno causa neve.
Il lavoro è stato pesante come sempre, e solo alla fine siamo riusciti a domare la strettoia: e Nueva Vida si è aperta con un'aria furibonda.
Entriamo in un meandro parallelo all'ingresso, che ha già qualche rametto da vedere, mentre a monte ci fermiamo su pozzo da 5 mt e un grande salone di crollo da davanti a noi.Sono le sei di mattina, ed eravamo saliti nel tardo pomeriggio...
Rileviamo i primi metri nuovi, e la grotticella ora ha uno sviluppo di 77 metri.



Domenica 16 ci si trova a Fonteno in orario relax, siamo in una bella squadretta, Max, Laura, Grip. Matte, Livio e Andrea. Spiacenti del fatto che Edo, Filippo, Kraus, Yanni e forse Vez non potranno esserci...
Sempre a piedi dal paese con corde, trapani e il solito occorrente saliamo, arrivando all'ingresso verso mezzogiorno.
Grip arma il saltino e scendiamo nel salone, da cui si dipartono già 4 o 5 vie. Impazziamo tutti, e ognuno scappa in qualche meandro da esplorare.
Seguiamo poi una condotta gelida che ci porta in un secondo saloncino e poi segue il vento a monte per una cinquantina di metri, poi, tra varie diramazioni a monte, troviamo un by pass ventosissimo che finisce in una forra parallela che scende e retroverte.
Altre diramazioni sparse e un forrone bagnato che sbuca su una grande verticale.... anzi... due grandi verticali parallele, che scese a metà per mancanza materiali, dicono che non si uniscono...
Ambienti vasti, finestre, meandri....
Tra esplorato e rilevato, portiamo a casa oltre 300 metri di nuovo mostro, che piano piano si muove verso Bueno...


Max


mercoledì 5 dicembre 2012

Report 1-3 Dicembre

 
Venerdì 30/11: Livio, Laura e Max. 
Si va a fare un giro finalmente a vedere i vari buchetti che Livio propone da 
parecchio tempo in zona Polaveno e Vesalla. Questo per prendere visione
di lavori fatti e da fare nelle relative aree, e dare inizio ai vari
progetti in corso, già discussi anche in ambito SVT, presente sul
territorio. Perciò facciamo un ampio giro nel settore e dintorni della
95 Lo, dove posizioniamo un bel numero di bocche soffianti ed aspiranti
più in basso. Troviamo anche qualche grotta a catasto, prendendone
sempre la posizione.Lungo la linea dei rami della mitica 95, Livio ci
conduce sui diversi buchetti in doline che potrebbero collegare. Tra
questi due attirano l'attenzione e si pensa di ritornare nel caso
domenica saltasse l'appuntamento con Edo per Adrara. Andiamo poi anche
in zona Vesalla, dove prendo i dati e fotografo l'ingresso del
Fierarol.
 
 
 Direi che ci sono diversi Spunti per dare inizio a più sondaggi. Molti buchetti da disostruire. Si tratta di dare inizio alle danze dedicandovi un po' più di tempo.
L'idea è quella di procedere con la stesura del rilievo nuovo della 95 assieme anche ai soci 
SVT e vedere i legami con tutti i buchetti.
 
 
 Sabato 01/12: 
Si torna a scavare a Interstrato, stavolta convintissimi di passare la frana. Siamo Max, Filippo, Grip, Kraus e Laura.
 Interstrato è una schifezza di pozzette d'acqua fangosa: rinunciamo subito a lavorare un giorno intero così a spalar fango. 
L'alternativa, visto il tempo decente, è di andare ancora più sopra nella valletta a disostruire altri due ipotetici ingressi: 
Fratturfaglia 1 e 2. In circa due orette, devastiamo una parete e apriamo una spaccatura 
poco a fianco, ma i risultati sono pessimi e cadiamo nella tristezza: cosa si fa?
 
 
  Kraus propone un giro a piedi fino a Bueno,
 ma viene dirottato sul rilievo mancante di Fox (moooolto più vicino alle macchine!!). E vabbè, salviamo la giornata portando a casa un rilievo di una grotticella mancante. 
Quindi, tutti dentro a Fox, che viene ravanata
 in ogni suo più insignificante anfratto, ormai
 avidi di almeno 10 cm di grotta nuova...
Mi accendo la solita paglia, perchè sento che 
l'aria si muove, ma fa dei giri strani... 
A pavimento vedo un buchino dove l'acqua di
 scolo si insinua, e così come gesto estremo 
metto la sigaretta davanti.
Il fumo viene attratta dal buchetto con una 
forza notevole, e così per scaramanzia chiedo a Filippo di fare silenzio.... anzi.... chiedo a tutti di fare silenzio....
Che mi crediate o no, dentro il buchetto e a una lontananza da stimare,si sente il rumore di un corso d'acqua.... ma non di un rivolo.... DI UN FIUME!!!!!! E la valletta è in secca da 
Interstrato in poi....
Tutti vengono a mettere l'orecchio al bucherozzolo... e tutti sentiamo IL FIUME.

Forse è fatta. 
Forse ci siamo, anche se sarà ancora dura...


Domenica 02/12: Max,Livio, Andrea e Eva. Saltato l'impegno con Edo per Adrara, si decide di tornare in zona Polaveno e passare mezza giornata a disostruire qualcosa. Si va alla dolina con i due buchi più interessanti, quelli che Livio sostiene finiscano in qualche camino oltre un'ora e mezza di strettoie della 95. E' un'ottimo stimolo per entrare già dentro e dare inizio alla ricerca, ma soprattutto a facilitarne la stesura del rilievo. Se realmente ci fosse un nuovo
ingresso faciliterebbe il lavoro.
 

 
 Andiamo ad allargare una lunga fessura, già smazzettata da Livio e soci SVt. Il lavoro è puramente 
disostruttivo e pesante, ma ci diamo da fare 
riuscendo a scendere un bel pezzo e a vedere meglio il pozzetto sottostante, che col disto misuro per 7 
metri, ma i sassi vanno giù ancora per almeno
 altrettanto. 
Da lì esce aria calda, quindi funziona da ingresso alto. Bene.
E il nome salta fuori quasi d'obbligo: INPUT. 
Lo posizioniamo, siglando in giallo all'esterno e 
ricoprendolo con tronchi. 
Appena possibile continueremo a disostruire.

Lunedì 04/12: Laura, Grip, Max. Si torna a Fox, 
ormai in pura crisi mistica da scavo. 
Laura non molla la paletta e scava per 6 ore di filato, scendendo di 1x1 metro dalla volta precedente.
 IL FIUME si sente ancora rombare e l'aria in
 risucchio è tanta. E continuiamo a sognare.....
 
 
 Max

Interstrato e Campanaro

 
Proseguono gli scavi a Interstrato: siamo andati due o tre volte ed è venuta un po' di gente. 
Livio, Yanni, Filippo, Massimiliano, Grip, Kraus, Andrea ed io. Assieme
a Grip siamo andati anche in due.
Per merito della slitta ideata da Massimiliano, il materiale portato all'esterno è veramente molto: in una settimana abbiamo fatto il lavoro che di domenica avrebbe impegnato almeno un mese. 
 
 
 
 La cavità va avanti e ora si è aperta una nuova saletta, ma una grande frana ci obbliga ancora a scavare e estrarre fango e sassi. Dovremo fare un nuovo tratto "slittato" e quindi il lavoro necessita di una buona squadra di malati.
Il rilievo per ora ci dice che siamo a circa 30 metri, che è decisamente poco, ma la condotta che stiamo scavando è larga 4 metri e mezzo e alta più di tre.... mica poco per illudersi di entrare dentro... direi che basta e avanza, e
oltretutto è iniziata la circolazione d'aria, anche se debolissima.
Su questo fronte andremo sicuramente avanti: è alla portata e a 5 minuti
dalle macchine.
I rami di Bueno più interessanti e vicini sono quello di Ariasanta, che dista 350 metri in linea d'aria, con un dislivello di 190 metri: ottime premesse per pensare ad una nuova grotta, oppure a un'eventuale giunzione ma con svariati chilometri nuovi.
Staremo a vedere, ma non bisogna mollare.

E' nostra intenzione aprire tutti i possibili ingressi nuovi durante la settimana, e fare un bilancio tra qualche tempo, decidendo su quale sia meglio puntare.
Abbiamo trovato altri ingressi su cui lavorare: Bucoghiotto, Precario, Buco Zilioli, Buco Flora, due possibili in valletta sopra interstrato, uno sopra il
parcheggio delle macchine, i cerankini.... insomma, c'è parecchio da
fare.

A 1074 metri di quota, proprio sullo sterrato, con Grip abbiamo
trovato un buchetto che soffia aria: è giusto, ingresso alto, poca aria
perchè temperatura interna ed esterna coincidono... 8 gradi.
 
 Così domenica abbiamo fatto 
un giro nelle parti alte della valletta di
Fonteno (Livio, Laura ed io), mentre ieri con Livio e Grip è iniziata la disostruzione della Buca del Campanaro.
Ha piovuto tutto il giorno, ma sotto il telo abbiamo lavorato come matti, e ora già si comincia a vedere il meandrino strettissimo che scende....

Tra le varie attività conseguenti in Bueno dei prossimi week end, oltre alla preparazione dello svuotamernto sifone a monte con tubi, si vorrebbe organizzare
un'uscita ad Ariasanta con allestimento di mini campo che possa servire anche per lavorare a Gran Rondò. Questo per avere una base operativa con ingresso al venerdì anche per le zone a monte. 
Naturalmente un campo con il minimo necessario, che permetta almeno di dormire, e poter lavorare con più tempo nelle zone a monte (No-Trano, Gran Rondò, Ariasanta, Ramo Francesco). 
 
 
Più o meno in settimana riusciamo ad andare una o due volte, almeno in questi mesi. Prossimamente, se ci sarà neve, vorremmo fare molta ricerca  esterna in alto, e discesa metodica di tutte le vallette dell'area di San Fermo, Fonteno e 
Vigolo.


Max


Sabato 3-11 a Interstrato


Per lo scorso sabato ho provato a mettere su una squadretta numerosa quanto bastasse per disostruire Interstrato ma, complici le condizioni meteorologiche non molto promettenti, impegni vari dei singoli, e la numerosa partecipazione di soci di PS a Spelaion, alla fine...ci siamo ritrovati io e Vezzoli.
Poco male.
 Carichi di intenzioni distruttive e speranzosi di dare la bella/brutta notizia del "passaggio a Interstrato" ai vari Max & Co. in quel di Puglia (bella perchè eravamo passati, brutta perchè in quest'eventualità, forse, una volta appresa la notizia qualcuno avrebbe abbandonato il convegno anzitempo!   ; )    ) nonchè muniti di attrezzi vari e secchiame di svariate foggie e dimensioni, ci dirigiamo a Inetrstrato. Per ora il tempo sembra tenere.


Arriviamo in loco alle 10:45 e iniziamo il lavoro che prosegue ininterrottamente fino alle ore 17:00.
Devo dire che abbiamo fatto un lavoro eccezionale, nonostante fossimo solo in due (e considerando che la condotta ormai è lunghetta!!!). Grazie a delle buone idee Vezzoliane mutuate dalle sue esperienze di ricerca di fossili e minerali, riusciamo a lavorare con buona sinergia con 3 DICO 3 secchi contemporaneamente e portiamo fuori allargando e scendendo stimati circa 30 secchi abbondanti di materiale. Il tutto sotto lo sguardo annoiato di svariati ragnazzi/patacca che minacciano ogni secondo di calarsi sul tuo faccino...

Ora sul fondo della condotta siamo controparete, e stiamo cominciando...la discesa. E' sempre toppo, sia chiaro, aria niente, ma cavolo sembra proprio l'ingresso di Bueno. E sul fondo si lavora bene, belli comodi.

Rimane uno dei potenziali ingressi più validi, nonostante tutto, e quindi non molleremo.

Gripz 

lunedì 29 ottobre 2012

Report 27-28 ott

 
il week end appena trascorso ha visto, per motivi legati al tempo, l'annullamento dell'uscita alla grotta Aladino, assieme al GGB.
Stesso discorso valeva per l'idea di iniziare lo scavo sul M. Guglielmo.
 
Abbiamo quindi dirottato su Interstrato, l'ingresso situato quasi 200 metri di quota più su di quello di Bueno, in valletta, e nel quale si scava da un po', anche se le uscite sono state circa cinque dalla scoperta.
 
Purtroppo sabato diluviava già dalla notte, ma ci abbiamo provato comunque, Massimiliano, Grip, Livio ed io, con partecipazione di Laura sul tardo pomeriggio (a piedi dalla piazza di Fonteno!).
Montato un bel telo sopra l'ingresso, e con il fiume bello potente a qualche metro, ci siamo messi di buona lena, con i soliti secchi e materiali vari.
Per proseguire lo scavo, abbiamo estratto anche parecchi "bambini" dai nomi più svariati...
Massimiliano non voleva più tornare a casa... avrà tirato due tonnellate di terra...
 
 
 
 
Comunque dopo un bel po' di metri di estrazione secchi, l'ambiente ha rivelato una sacca di vuoto, e prosegue in avanti e inclinato verso il basso.
Il condotto, in interstrato ovviamente, ora sarà lungo 10/12 metri e a più riprese abbiamo avvertito movimento d'aria.
Nel caso si aprisse un ingresso, ciò non vorrebbe dire che la nuova grotta vada direttamente in Bueno, ma potrebbe aprirsi un nuovo capitolo, con relativo abissone.
Sarà bello poi cercarne la giunzione... perchè siamo sicuri che da lì prima o poi passiamo!
 
La distanza in linea d'aria con le zone più remote di Bueno (Ariasanta, Gran Rondò), ci permetterebbe di esplorare parecchi chilometri prima di giuntare...
 
 
 
A sera inoltrata, lasciamo sempre sotto il diluvio gli attrezzi per il giorno dopo, al cui appuntamento si aggiunge anche il Dottor Kraus.
La domenica a Fonteno nevicava già in piazza e saliamo con la jeep sullo sterrato che pian piano s'imbiancava. Non ce l'aspettavamo, e nemmeno il brusco abbassamento di temperatura a 3 gradi.
Raggiungiamo ancora Interstrato, constatando che la pioggia della notte ha reso l'interno un bel pantano, e con il freddo incombente, stare tutto il giorno gelati sotto la neve sarebbe diventato un non-divertimento.
Si ripiega quindi a fare un giro di ritorno ispezionando le sorgenti, e facciamo ancora qualche ripresa al Rino di Predore, in vera piena: si è attivato tutto in zona, dal buchetto in parete a diverse vie laterali, compresa la cascata sopra l'ingresso della Ribollita (che ribolliva da paura).
La zona merita veramente un approfondimento.
 
L'appuntamento con Interstrato è solo rimandato, siamo sicuri che con un po' di lavoro, l'ipotesi di un nuovo accesso sia sempre più concreta.

max

martedì 23 ottobre 2012

Bueno 20-21 ott - Frollohill


Sabato sera siamo entrati verso le 19, Edo, Laura M, Dado, Rana, Andrea ed io, con destinazione Ramo Frollohill (settore più a monte dell'abisso). In vallettra incontriamo Nadia. Luca e Corrado che, entrati alla mattina uscivano dalla zona di Smeraldo per recupero bombole rimaste in loco per Salsa Rosa (Sifone Azzurro).
Il ramo di Frollohill non lo conoscono in molti, e ultimamente è teatro di scorribande spinte dal Dottor Ledo, Laura Benza & Co.. Già dai precedenti esploratorti le notizie non erano buone circa il tedio mentale del percorso, e le ultime descrizioni dopo la ripresa delle esplorazioni non erano da meno. Un settore dell'abisso che comunque ultimamente ci ha regalato ancora qualche centinaio di metri nuovi, compreso il massimo dislivello positivo oltre la quota dell'ingresso.
Le regioni a monte di Bueno hanno tutte le relative prosecuzioni ferme su vie che vanno, tra risalite e svuotamento di cunicoli allagati, e quindi ogni volta possono regalare nuovi metri di esplorazione. Verso l'alto ci mancano più di 500 metri....
Stavolta erano previste almeno due risalite, poi mancavano dei tratti da rilevare.
Vista l'asprezza del percorso che ci attendeva, decidiamo di allungarlo, passando da Portorotondo, giro a Portobello e poi risalita dal grande meandro che porta all'imbocco di Frollohill.
Il meandro in questione misura circa 1 km e prosegue sempre in misure che variano dal metro ai 30 cm, con altezze anche sugli 8 metri. In fondo scorre il solito rivolo e le pareti caratterizzano il nome perchè si sbriciolano ad ogni passaggio.
Ovviamente bisogna spesso stare alti, quindi scivolate, botte, gomitate, porconi perchè si incastra il sacco, sono all'ordine del minuto.
Un vero tedio mentale e fisico, che termina circa 3 ore e mezza dopo.... infinito a tratti....
Comunque si arriva in zona esplorativa e tentiamo subito le risalite, che si presentano un po' dubbie: condotta e passaggino ci sono, ma la zona è marcissima. Si fa un the prima di cominciare.
La prima risalita (circa 10 m) la fa Dado, che raggiunge una condotta, ma dopo passaggio senza imbrago di Rana... stringe.
La seconda risalita la prova Andrea, ma oltre a portare in un passaggio angusto, si sviluppa lungo un crostone di parete scollata, e quindi a pochi metri dalla fine, valutiamo sia meglio indietreggiare.
La parte alta quindi non va, anche se da una stretta prosecuzione arrivava aria inversa...
Va molto meglio quando Andrea estrae lo spumante per festeggiare il compleanno (AUGURIIIIII!!!!!): ottimo carburante il prosecco, per rifare il meandro all'indietro...
Lungo la strada del ritorno, Rana e Dado proseguono l'esplorazione di un bivio, trovando ancora metri e altri bivii, fermandosi sotto una poderosa frana che potrebbe essere vicina all'esterno... (altro posto da tentare con l'Arva!).
Purtroppo non eseguiamo il rilievo, ma risultano circa 150 metri nuovi da aggiungere.
Il percorso a ritroso del chilometrazzo meandriforme ci richiede circa 4 ore.... minchia, un meandro stretto per 4 ore!!! ci organizzerei un corso di "Tecniche di meandro e filosofie di controllo mentale".
Difficile amarlo... ma magari a lungo andare si riesce anche a volergli bene...
In ogni caso il giro in generale è tosto e usciamo 22 ore dopo, utilizzando la giunzione ad anello che permette di scendere il P86 e finire sopra i tubi del P25 in breve tempo.
Complimenti alle mazzate che si son presi "La banda di Edo e Lalla" nell'alleggerire a martellate le pareti, a Dado e Andre che risalgono anche nella MEGDA, e a Rana che nel meandro ha cantato per due ore di filato!!!
All'interno la circolazione idrica è in leggero aumento: il fiume di Non-Ostante è il doppio del mese scorso...
Spettacolo come sempre!!
max