venerdì 29 giugno 2012
Immersione Gallinarga 23-06.2012
venerdì 15 giugno 2012
lunedì 11 giugno 2012
Esterno Fonteno 10/06/2012
Il bosco davanti è praticamente una paretina ricoperta di terra e alberi caduti... il percorso è un po' rognosetto, ma riusciamo a portarci alla quota dove si voleva cercare ingressi alti nei dintorni delle risalite ultime di Mai Visto.
La nuova grotticella misura circa 30 metri in totale, ed è improbabile che possa dare ulteriori risultati esplorativi.
Report week 9/10 Giugno Frollohill
domenica 10 giugno 2012
Immersione Ol valù 6/06/2012
Immersione nel sifone terminale della grotta risorgenza Ol Valù di Tezza (LoBg 1133), in Valle Imagna (Bg).
La cavità è nota da tempo immemorabile sia ai locali che agli speleologi: ha uno sviluppo di circa 243, ma il sifone dove si è immerso Luca è a poco più di un centinaio di metri dall'ingresso.
Il grande ingresso e le dimensioni iniziali non possono che attrarre chiunque.
Nel passato, diversi gruppi hanno tentato di superare la barriera dell'acqua, con desifonamenti (I Protei, I Tassi - Mi) e con immersioni (G.G. Milano). Tito Samorè disse che si immerse per cinquanta metri, a -15/20 metri circa di profondità, fermandosi per scarsa visibilità su una galleria larga 6x6 metri...
Nel 2008 ci prova Davide Corengia (GGM) e percorre 19 metri alla profondità di -6 m, fermo su strettoia di ghiaia che non permette l'avanzamento.
Troppa curiosità per queste misure discordanti e per le portate d'acqua della risorgenza, talvolta veramente abbondanti.
Quindi Luca, assistito dalla moglie Nadia Bocchi e alcuni soci Progetto Sebino/G.S. Valle Imagna, ha deciso che era giunto il giorno per andare a scoprire la verità. In immersione, (temperatura acqua 8/9°, durata 12 minuti con bombole imbragate all'inglese), percorre circa 50 metri fino ad una profondità di -9 metri. Superata la strettoia limite precedente, ne supera altre due fino a fermarsi davanti ad un ulteriore restringimento che sale un po' limoso.
Il problema è la visibilità che viene annullata dal sollevarsi dei sedimenti al suo passaggio. Decide di fissare la sagola guida e di ritentare in altra data confidando sul fatto che sarà in grado di tornare in quel punto velocemente anticipando l’ondata del fango e quindi proseguire in condizioni di visibilità accettabili.
Quanto basta per una prima "toccate e fuga" e rientra alla base.
Max
lunedì 4 giugno 2012
Report Maivisto 3/06/12
Entriamo sabato pomeriggio, Kraus, Laura, Fabio e Max.
Obiettivo è quello di continuare l'esplorazione di varie vie poste alla sommità del Pozzo dei Balocchi. Bisogna ancora fare un traverso a +50 per entrare in un nuovo meandro (La puerta del sol de destra), poi farne ancora uno per entrare in un forrone sospeso a metà parete. Nel caso rimanesse tempo, nella Puerta de sinistra bisogna ancora proseguire nel lungo cunicolo visto da Laura la volta scorsa: fermo su prosecuzione in avanti e sfondamento a pavimento..
Ne approfittiamo anche per sostituire la corda del 9 sulla partenza di Mai Visto, con la scintillante corda rossa del 10.
Come sempre anche i sacchi si distinguono per peso e consistenza... il materiale serve sempre...
Bueno all'ingresso sbuffava aria gelida con parecchia violenza, e lungo tutto il tragitto il flusso dell'aria si è sempre fatto sentire.
In zona si arriva in breve tempo: in un'ora e mezza, massimo due si è alla partenza di Mai Visto (ora abbiamo anche sistemato un saltino e quindi si arriva a Mai Visto senza intrufolarsi nella frana di Massi Volanti, ma rimanendo "alti").
La situazione idrica è a basso regime, tanto che si pensa che la mitica immersione giù a Smeraldo si potrebbe fare anche in questo periodo.
Mai Visto gocciola come sempre, ma per ora non lava.
In cima ai Balocchi (a cui aggiungiamo un nuovo frazionamento), Kraus da' inizio alle danze, e con un'ottimo carpiato da Orfei Gold, si rimette l'abito del mito di Santa Kraus, e raggiunge la Puerta del Sol de destra. Sarà la vicinanza alla Chiocciola... e si ritrova di fronte ad un meandro che sale, in cui dovremo fare ancora un po' di arrampicatine e artificiali.
Il Dottor Gatti poi ruba il trapano a Kraus, e va in fuga artificiale, risalendo ulteriori 5 metri fino ad un altro terrazzino. Il meandro sale ma si deve arrampicare ancora per arrivare dove ci sembra che inizi una nuova forra...
Rispettata la staffetta, provo ad arrampicare i nuovi 5/6 metri, ma a metà strada dobbiamo improvvisare una pseudo-artificiale: comunque alla fine riesco ad arrivare in cima, con una forra che se ne parte via e strane diramazioni sopese alle mie spalle..
Nel labirinto sospeso ci si perde Kraus, che girovaga con 70 metri di vuoto sotto, in spaccature e meandrini fino a giuntare con la Puerta de Sinistra, col ramo risalito la volta scorsa. Il forrone che continua invece, si ferma davanti ad una frana una trentina di metri dopo, con tutta l'aria che ci entra, e con dei massoni da spostare sopra le nostre teste.
L'ambiente è comunque di buone dimensioni, e punta decisamente verso l'esterno, verso le pareti sopra l'ingresso scavato da Zilioli 5 anni fa... in pratica alle macchine!!!
Rileviamo circa 60 metri nuovi, con l'idea di fare una prova Arva anche qua: se ne vale la pena, si attaccherà anche la frana che non sembra impossibile con gli arnesi giusti...
Prima di ritornare a casa, Gatto-Gatti si diverte a fare ancora un traversino pendolato nel Pozzo dei Balocchi, ed entra nel fratturone sospeso. Il copione si ripete: meandrozzo che sale, con minimo percolamento. Superiamo due saltini ma dobbiamo fermarci di fronte alla solita arrampicatina che in libera non ci da' la sicurezza per osare. Sopra il ramo sale ancora, ma basta un chiodo per proseguire. In alto si vede che il meandro prosegue, non largo, ma percorribile e forse inizia l'orizzontale.
In generale questo ramo ci ha dato circa 350 metri nuovi, con ancora qualche decina da rilevare. Siamo risaliti dalla base per 141 metri, cioè da -137 m a +4 m, superando quindi la quota ingresso. Le diramazioni nel punto più estremo sembrano veramente vicinissime ad un nuovo ingresso.
Anche in questo caso (come da Binocolo), la traversata sarebbe proprio un bel giro.
Staremo a vedere.
max
giovedì 24 maggio 2012
Riarmo 20-05-2012
lunedì 14 maggio 2012
Scollata 13-05-2012
Causa maltempo previsto e defezione di diversi birichini potenziali, si opta per una uscita esterna con l'obiettivo di dare un'occhiata a "Scollata" oppue di continuare il lavoro di scavo a Interstrato / Salvagiorno.
Aderenti: Grip, Vez, Rana, Girino (fratello di Rana).
Piccola spiegazione: "Scollata" è un piccolo pozzetto, scoperto da Max e Aracnya un paio di settimane fa, ubicato un pò più a monte nella valletta di Interstrato e vicino alla strada dove si passa con la macchina. Per come ce lo ricordavamo, il lavoro sembrava anche facile: il passaggio è già abbastanza grande di suo, al di là si intravede un bell'ambientino che si perde nel nero. Si tratterebbe quindi solo di levare 3 sassi in croce per poi calarsi e dare un'occhiata. L'unica cosa che ci lascia un pò perplessi è la conformazione del buso: evidentemente di origine tettonica, sembra proprio uno scollamento (da cui il nome...), nessuna traccia di carsismo. Aria poco o niente.
Interstrato invece ha tutte le fattezze di un ingresso (è uguale all'ingresso di Bueno !!!), solo che è toppo, per cui bisognerebbe levare qualche quintalata di terra...
Si opta per dare un'occhiata veloce a Scollata (nonostante convinti che non ci possa regalare nulla di buono) per poi ridiscendere verso Interstrato e continuare il lavorone di scavo.
La pioggia è battente: le previsioni meteo davano bruttino con possibilità di pioggia, invece il tempo fa proprio cagare !!! Cielo coperto grigissimo con pioggia incessante...non ci sono speranze che si possa uscire dalla giornata non marci...
Fatto sta che dopo aver percorso lo sterrato e incrociato un gregge di pecore completamente fradicie (e quindi piuttosto buffe...), ci attrezziamo rapidamente e scendiamo verso Scollata.
Nonostante lo scetticismo, la speranza di trovare qualcosa di grosso o promettente ovviamente c'è sempre...
LASSESSORGRIP si tuta e, coadiuvato dagli altri Birichini, rimuove quel poco che c'è da rimuovere. Devo dire che cacciando giù la testa, l'adrenalina comincia a montare: cazzo se è grosso l'ambiente dietro !!!
E' il momento: posso scendere senza alcuna fatica, mi infilo nel buso e scivolo giù nella fanga...
...??? CAZZOOOOOOOOOOOOOO !!! Non mi sembra vero...mentre scendo osservo sulla mia destra, ma non posso credere a ciò che vedo...mi stropiccio gli occhi tipo cartoni animati...
...UNA GALLERIA ENORME !!! Che sembra proseguire !!!
Incrocio le dita implorando gli dei della speleologia che sia la volta buona, magari salta fuori il 2° ingresso...
Mi trovo in una galleria dove si sta tranquillamente in piedi, larga più di 2 metri e alta 3 che prosegue orizzontale...per diversi metri...in fondo fa persino una curva...
L'origine tettonica è ora ancora più evidente, anche perchè alcuni tratti di soffitto sembrano su per miracolo, e il fondo è coperto da sassi franati. Trattenendo il respiro proseguo, cercando di sondare mentre percorro la galleria gli spazi neri intorno a me...dopo circa 15-20 metri, al crocevia con un'altra gallerietta laterale, arrivo controparete e...peccato, bella emozione, ma ho già finito di camminare: si tratta di fare un pò di scavo ed eventualmente qualche valutazione approfondita...
Aggiorno gli altri che mi raggiungono alla spicciolata e scaviamo in quello che sembra essere uno dei punti più promettenti (alla fine della galleria) proprio perchè è anche il punto d'arrivo di una galleria che arriva da destra...scavando sotto si vedono diversi vuoti, anche grossini, ma non posso negare che probabilmente si tratta di semplici vuoti tra i macigni franati. Il soffitto sotto cui siamo è in equilibrio precario. Girino e Rana trovano all'esterno a pochi metri un altro buco e iniziano a scavare...io sono dentro con Vez a proseguire lo scavo interno e, beh, sembra incredibile, sentiamo le loro voci a pochi metri da noi e non provenienti dall'ingresso. Le voci provengono dalla galleria laterale: tempo mezzora e loro vedono le nostre luci, noi le loro mani...trovato già un altro ingresso, persino transitabile !!!
Dopo un pò desistiamo dallo scavo sul fondo della galleria perchè Rana intravede, alcuni metri dietro, un ambiente piuttosto grosso sopra le nostre teste: una specie di stanzetta dove forse si può anche stare in piedi. Per provare a raggiungerla però bisogna disostruire una piccola franetta, lavoro non semplicissimo e un pò pericoloso: i sassi cadono verso lo sventurato Birichino che li sta smuovendo, perciò bisogna essere dei gatti e spostarsi immediatamente.
Diamo un'occhiata dal basso alla stanzetta senza riuscire ad entrarvi, ma probabilmente è solo il soffitto "vecchio" della galleria, che confina con il prato fuori.
Tornando indietro, a metà galleria invece noto una cosa molto interessante, secondo me: dietro un sassone franato, sembra di vedere un bel vuotone che prosegue per metri nel nero, delimitato sopra da una specie di soffitto...forse, ma sottolineo, forse, qualcosa che ha a che fare con il carsico. Secondo me vale la pena darci una seria occhiata.
Usciamo con l'intento di dare un'occhiata a Interstato.
Dopo un breve break cibo, durante il quale Vezzoli ci racconta di come si possa venire contaminati da uova di NEMATODI se il panino che stai mangiando ti cade nella pozzanghera e non lo sciacqui prima di riaddentarlo nuovamente, ci muoviamo verso Interstrato. L'orario comincia ad essere un pò tiranno, per cui l'intento è soltanto quello di far dare una veloce occhiata al potenziale ingresso a chi non l'ha mai visto, è cioè Rana e Girino.
Dopo il veloce sopralluogo, ci rincamminiamo verso la macchina, e sul sentiero incrociamo Sua Eminenza e Lady Aracnya che sono venuti a farci un salutino speranzosi e avidi di ghiotte notizie. Ci cambiamo, si chiacchiera beatamente...e ovviamente nel frattempo è uscito il sole...MA VAFF... !!!
Rientriamo in paese, classico scambio di sacche, ci salutiamo e alla prossima.
Concludo.
Scollata è quasi una grotticella, tra diramazioni laterali e vuoti vari forse il rilievo potrebbe toccare i 20-25 metri.
Probabilmente ha già dato tutto quello che c'era da dare, per carità, ma viste le dimensioni considerevoli un serio tentativo di scavo secondo me lo merita. Quella specie di meandrino a metà galleria, si perde nel nero...aria niente, ma siamo sicuri che sia solo un vuoto di frana??? Mah...
LASSESSORGRIP
lunedì 7 maggio 2012
Bueno Fonteno: week 5/6 maggio - Mai Visto continua..
lunedì 30 aprile 2012
Bueno - week 28/29 maggio - Mai Visto
giovedì 26 aprile 2012
Report 24-25 aprile 2012
Partiamo da Interstrato (obiettivo di domani) e saliamo fino a quota 1100 circa.
Lungo il percorso rivediamo due spaccature che entrano nel lato Buenico della valle, che al momento indichiamo come "Fratturfaglia 1 e 2". A mio avviso si possono lavorare e si trovano ben distanti dal conosciuto.
Non mi dilungo molto sullo scavo, ma si tratta di un lavoro facile e per nulla scomodo. Tiriamo fuori lastroni e macigni, ma in realtà il fondo è di terriccio asciutto, e con una buona organizzazione, si prosegue abbastanza velocemente (purtroppo ci mancava un secchio...).
Per adesso siamo sotto alla decina di metri di scavo, e fermi dove il terriccio tocca contro il soffitto: ma molto positivi sul fatto di riuscire a "entrare".
lunedì 16 aprile 2012
Gronehenge 15 aprile 2002
il week end, con annunci di allerta meteo da più di una settimana, è stato all'insegna del "non-Bueno", proprio per evitare inutili situazioni di eventuali attese dovute a piene o forti precipitazioni.
Non ci è stato possibile quindi nemmeno "girare" più di tanto, ma nonostante questo, sia sabato che domenica siamo riusciti a fare attività.
Sabato pomeriggio, Laura, Grip e max, siamo stati in vallette a Fonteno, rivisitando e rivalutando "Interstrato", alla luce anche di nuovi sviluppi nel rilievo a monte. Nonostante i pochi metri di Ariasanta, questo ipotetico ingresso, si trova ancora più in alto e a 350 metri in linea d'aria (e 170 metri sopra l'ingresso). Quindi in caso di passaggio, di sicuro potrebbe dare anche qualche km di nuovo...
Alla prima occasione proveremo a lavorarci pesantemente...
Domenica.
Prefazione: alcuni soci del G.G. I Tassi, per qualche settimana hanno lavorato al fondo della "Voragine presso l'antenna" (che se poi saremo tutti d’accordo, chiameremo Gronehenge), "scoperta" e topografata nel 2009, sulla cresta del Monte di Grone. Un cantiere intrapreso molto a rilento visto che nel fondo si doveva smuovere una potente frana, ma da cui fuoriesce una notevole corrente d'aria da ingresso alto. Il lavoro degli amici milanesi è stato molto deciso, permettendo loro di proseguire in ulteriori due vani, sempre invasi da una marea di macigni da togliere.
Così con una telefonata scatta l'uscita in comunella, purtroppo dalla mattina tutta sotto una pioggia incessante.
Siamo: Max, Grip, Laura e Fabio, poi c'é Andrea dell'ASB, e Max, Franci, Nino e Spit per i Tassi.
Con due teli miracolosi e con la catena umana tiriamo fuori dallo scavo ipogeo ancora qualche vagonata di massi, con la sensazione che l'aria in uscita aumenti ad ogni sasso tolto.
Il lavoro è sempre sul filo del "potrebbe essere lunghissimo ma forse la volta prossima si passa"...
In ogni caso bisogna estrarre fino all'esterno ancora parecchio materiale per rendere il tutto agevole e sicuro.
Una delle tante porte del complessone di S. Fermo potrebbe essere prossima ad aprirsi e si rimane d’accordo di continuare a lavorare assieme.
max
mercoledì 4 aprile 2012
Report 30 – 1 aprile
Stavolta siamo un po' rimaneggiati, e quindi optiamo per un tentativo un po' più "tranquillo"...
Si va a Collosso. Settore dell'abisso sicuramente poco conosciuto.
Siamo in tre: Laura, Grip ed io.
Entriamo venerdì sera, ben dopo la mezzanotte, e sempre abbastanza carichetti di materiale.
Carichissimi come sempre di verve esplorativa.
Due parole su Collosso.
E' un ambiente molto vasto, parallelo al tratto terminale della Straforra, che si spinge quasi fin sopra il sifone Smeraldo.
Due vani enormi, separati da un saliscendi, e che in alto nascondono almeno altre quattro grosse prosecuzioni, oltre a quella dove andremo stavolta.
Collosso 1 è un camino da 70 metri, la cui base fa una sala già 40 metri sopra il fondo. La risalita è stata terminata un anno fa. La larghezza del camino è di almeno 15 metri, con cascata non potente (ma che in caso di pioggia lava tutto). Lungo le sue pareti, c'è una spaccatura enorme ancora da raggiungere.....
Collosso 2 è un ambiente della struttura di Mastodont: una forra tanto larga da generare un salone a più livelli. Molto fangoso e fossile.
Ci si può arrivare da più parti, ma dal Campo Base, basta risalire prima dell'innesto di Cattive Acque.
Una zona poco frequentata, ma con parecchie possibilità esplorative. E ci si arriva in circa un ora dal campo.
Senonchè doveva essere un'uscita tranquilla, senza devastamento fisico. Invece, avendo materiale disostruttivo e in un continuo saliscendi (sali un 40, scendi un 35, sali un 70... e minchia!) soprattutto impiastrato dal fango e da armi esplorativi non proprio agevoli... la passeggiatina si è rimessa nel solito binario della consueta "botta" da fine settimana.
Il nostro obiettivo è in cima a Collosso 1 (il P70), dove la condotta in cui scorre il corso d'acqua ci aveva fermati davanti ad un abbassamento della volta impassabile a "mani nude".
Il fango e l'acqua rendevano il tutto molto "marcio" per lavorare distesi.
Quindi ci siamo attrezzati di teli e preparato il cantiere abbiamo cominciato a scavare. In ogni caso se ne usciva marci fino alla mutanda comunque... quasi inusuale lavorare "distesi" in Bueno.
Impossibile passare in quel basso melmone gelato con mazze e punte.
Vuoi vedere che Bueno stavolta ci sta confezionando il suo bel pesce d'Aprile?
Così, seppur con le dovute scuse all'Abisso per l'operazione chirurgica, allarghiamo in modo deciso.
Giusto quanto può bastare per spingere Laura al di là....
Stavolta c'é un sacco d'aria gelida che ci soffia in faccia: il ramo DEVE ripartire... aria e acqua ....cazzo...
L'ingresso al venerdì notte, i sacconi pesanti, ore di scavo in quel fango bastardo...
Tutto per quel momento di "silenzio e raschio" in un piccolo capillare del bestione.
Laura non passa porco cane... o forse...
...no... non passa...
Poi ci dice che non passa perchè non si è messa la sua "mutanda tecnica"....
Poi si fa firmare una dichiarazione dai due "marci" che l'avremmo comunque tirata indietro per i piedi nel caso peggiore.
E' ovvio che firmiamo: vogliamo sapere cosa c'è al di là!
Quindi Laura raschia, ma alla fine passa e quasi di getto ci comunica che chiude tutto.
IMPOSSIBILE!!! NON PUO' CHIUDERE!!!!
Aria e acqua... ma chi ci crede!
Lo chiameremo "No-slip". Si, se c'é qualcosa lo chiameremo così... ma scusa, da dove arriva l'acqua? ma come da pavimento? e l'aria?
La segugia traffica dietro una colata che sembra occluda un varco. E' allargabile con un po' di buona disostruzione.
Ancora secondi eterni e poi echeggia l'urlo di Aracnya: BISOGNA SPACCARE UN PO' E POI C'E' UNA VIA CHE VA ALLA GRANDE!!!!
Dimensioni tipo forra iniziale, un po' più bassa.
Con il torcione (distrutto), riesce ancora a puntare nel nero che se ne va...
Per oggi ci basta, è tardi, siamo pieni di fango, ma sappiamo nuovamente di essere di fronte all'ennesima via che si perde dentro la montagna.
L'aria soffiava gelida e forte, e Laura riferisce di aver visto una volta triangolare, ricca di cannule lunghissime. Il pavimento, ricco di vaschette con il corso d'acqua che scorre tranquillo. Si cammina e davanti è nero.
Alla prossima si riviaggia...
Rientriamo euforici al campo, nonostante il ritorno si riveli molto delicato su alcuni tratti di corda.
Anche stavolta si va a riposare che ormai è domenica mattina. Per cui ripariamo nel primo pomeriggio, arrivando in valletta verso le 19.30 di domenica.
Uno spettacolo....
max
Integrazione di Grip
Puntuale la narrazione di Max sempre abile nel ripercorrere i tratti salienti della nostra esplorazione...
Volevo solo fare i complimenti ad Aracnya: va beh che è magra e quindi è avvantaggiata, però secondo me bisogna anche avere i cosiddetti ed essere intraprendenti per fare certe cose...il passaggio era davvero strettino, e la poverina ha dovuto letteralmente raschiare per passare: almeno alla fine è stata premiata !!!
Anche per rientrare e raggiungerci nuovamente, ha dovuto fare una fatica bestia...
Comunque...Collosso effettivamente è molto bello ed è ancora tutto da interpretare, il P70 da solo vale la pena di essere visto...e risalito: corda del 9 piuttosto fangosetta, che parte con micro-pendolo nel vuoto...per poi arrivare su in cima dove devi affrontare un piccolo saliscendi con armi piuttosto tecnici (della serie: non c'è tecnica, arrangiati con gli strumenti e basta !!!), ovviamente sotto hai 70 metri di vuoto...la sacca quando tocca la base del terrazzo su cui ti vai ad adagiare fa cadere dei blocchi di fango non indifferenti, e quando senti il tonfo, dopo un bel pò, significa che sono arrivati laggiù in fondo...il rimbombo è da cattedrale !!! Semplicemente uno spettacolo !!!
Inoltre, appena scendi in Collosso 2, il candore di una grossa colata medusosa (ma veramente GROSSA !!!) ti colpisce, in tutto quel nero...per non parlare della bellissima condotta freatica - ben 120 metri - che ti porta a Collosso...da film...
Per il resto, fango, tanto fango, e armi molto ma molto esplorativi...quindi una discreta faticaccia...
Non c'è che da tornare...e si viaggia, questo è poco ma sicuro...nell'ultimo mese e mezzo tra Mai Visto, Vedonero, Collosso una marea di vie nuove, tutte strapromettenti...
E si continua a sognare...
GRIP
martedì 27 marzo 2012
week 23-25/3 /12 in Bueno
Saltata l'immersione di Luca (e credo anche per il prossimo, quindi fino a dopo Pasqua si aspetta...), ci prefiggiamo di proseguire le esplorazioni in cima al P170, ma con l'imperativo di sistemarlo un po' meglio, e sostituendo la corda del 9 con quella del 10...
Il sacco-bambino con 200 metri di corda già dalla macchina si attacca automaticamente alle spalle di Dado, che in scioltezza se lo scarrozza fino al campo e poi anche fino in cima al bestione...
Entriamo un po' tardi, verso l'una di notte del venerdì. Kraus, Dado, io e Giorgio Mauri. La mancanza di Laura e Corra, ci fa appesantire le sacche, ma riusciamo ad avere solo un monolito a testa. Arriviamo al campo verso le 4 e quindi tra sistemazioni varie, si va in tenda verso le 6 di mattina. Dopo 5 ore di sonno si parte verso mezzogiorno in direzione Vedonero.
A salire, sistemiamo qualche sosta, e Dado arma al contrario sostituendo la corda. Il traverso terribile viene potenziato, ma rimane ancora un punto precario della struttura e dovremo trovare il modo di eliminarlo.
Queste operazioni sono lunghe e laboriose, e la verticale è una bestiaccia che a tratti lascia cadere lastre dalle pareti: è talmente grosso che si sfoglia e ogni movimento viene comunque fatto con delicatezza, essendo sempre attaccati alla parete. La salita è lunga e non scherza. Al traverso si hanno circa 150 metri du vuoto sotto, e qualche gocciolina di sudore in più c'è sempre....
| Vedonero...... |
Altro fatto è che in pratica si scende fino a - 451 e poi si risale per altri 300 metri (come tornare alla base di Fonteno Beach): e quindi adesso si percorre un altro Bueno al contrario... In totale l'uscita è come fosse un -750...
Verso le 18/19 del sabato, finalmente tutti entriamo nel nuovo ramo, lasciando il grande vuoto alle spalle. Ci si rivedrà a ritorno, valutando il lavoro di riarmo.
Già nel percorrere la nuova forra, Giorgio si infila in un varco a soffitto, trovando una nuova via, e fermandosi davanti ad una volta con fango secco alla base, passabile in un'oretta di scavo: aria fredda in faccia e nero dall'altra parte... si comincia bene, ma andiamo oltre...
Arrivati alla base del P15, sempre Giorgio arrampica in libera, usando tre fettucce, e prosegue per poco, fino alla base di un nuovo P20 da risalire in artificiale, e da cui fuoriesce un corso d'acqua: in alto si vede chiaramente la forra che prosegue in dimensioni da camminamento... Rileviamo circa 50 metri, lasciando il materiale per risalire sul posto.
Ci rimangono ancora tre vie da vedere, quindi ci portiamo a monte del nuovo ramo, visionando la frana da cui esce il secondo corso d'acqua. Qualche arrampicata e si prosegue per una decina di metri, ma anche qui dobbiamo fermarci per mancanza di attrezzoni da scavo. Dalla parte opposta di queso tratto di forra, a circa 7 metri di altezza si può disostruire, e oltre si vede chiaramente un ambiente nero di dimensioni non piccole.
Ci buttiamo quindi a vedere il "famoso interstrato" ancora da rilevare e fermo su un ipotetico P50 da scendere...
Il lancio del sasso ci lascia tutti ammutoliti: sotto di noi c'è un nuovo bestione che dopo un rimbalzo, fa almeno 6 secondi di silenzio, per poi tuonare e in alcuni lanci è sceso ancora.
NON E' UN PI CINQUANTA!!!!!!!
Questo è il nome dato al nuovo mostro: potrebbe trattarsi di un bel nuovo centone da scendere: con le torcie non siamo riusciti a vederne il fondo, e le pareti sono veramente lontane. Dal basso, il suono è di ambiente gigantesco...
Yuhuuuuuuuuu!!!!!
... ma non abbiamo abbastanza corda per tentare: con 30 metri del 9 di diametro, non improvvisiamo nemmeno la calata a penzoloni nel vuotone immenso...
Con un traversino laterale però, proseguendo a soffitto della condotta di interstrato, seguiamo il rumore di un piccolo ruscelletto che si riversa nel vuoto.
E al di là parte una nuova bellissima forra, con caratteristiche anche fratiche, concrezionatissima. Il pavimento, a due piani, presenta quello superiore totalmente concrezionato in giallo, e a tratti si spacca sotto il nostro peso. L'avrei chiamato "Croste di Grana"...
Rileviamo correndo come forsennati con Kraus che urlava "chiudesudritto!, chiudesudrittoooo!!!", circa 230 metri, per fermarci tristemente su una colata concrezionata mista a frana ricementata. Altro posto quindi da disostruzione quasi impossibile. Dalla frana comunque arriva aria e acqua.
Altri 280 metri da aggiungere al rilievo che adesso diventa sempre più incredibile.
E nuove vie da esplorare, compreso un pozzone che sicuramente regalerà prossimi tsunami di adrenalina.
Il ritorno al campo non è più una passeggiatina adesso: il percorso si allunga smpre più, e rientriamo nuovamente verso le 4 di mattina della domenica.
Sfasciatissimi, ma cantando.
Il riso a vapore è come sempre uno dei migliori momenti di questi "viaggi", contornato dal fiume di idiozie che possono scaturire con l'euforia di certe esplorazioni.
Peccato non riuscire mai a dormire per bene, ma vabbè... mica si può pretendere tutto...
Si va in tenda che ormai fuori c'é il sole...
E quindi, ancora gasati dall'avventura, partiamo a razzo verso le 14 dal campo, uscendo in tre ore e mezza col tempo dell'ultimo...
Nuovamente...
Fantastico
max
domenica 18 marzo 2012
Report Uscita FLASH Venerdì 16 Marzo 2012
Giovedì arriva il messaggio di Kraus che mi informa di avere il venerdì libero.
Ci accordiamo per gli orari ed eccoci già lì, il campanile di Fonteno sta per dare gli ultimi rintocchi delle 7:30 quando, dall’angolo della chiesa spunta la macchina di Kraus.
Il ritmo che scandirà questa giornata è quello giusto, un caffè veloce e via…varchiamo la soglia di Bueno alle 8:10 con tanto di convenevoli per propiziarci l’ospite.
Locomotiva KRAUS EXPRESS apre le valvole e……FLASH! …sono al 50 e aspetto, giusto il tempo di dare un occhio all’ora, mentre Kraus esce dalla corda che porta a MaiVisto...
Ah si, scusate, mi sono dimenticato di scriverlo: l’obbiettivo dell’uscita è di terminare la risalita a MaiVisto e vedere la probabile prosecuzione.
…..resto basito e mi appresto a oltrepassare il saltello fangoso.
La locomotiva intanto và…è lì a 6~10 metri da me ma, non riesco ad acchiapparla.
Finalmente nel meandro raggiungo l’alien e arriviamo insieme alla base del pozzo alle 9:11.
Tempo di dare una sorsata d’acqua, raccolgo il materiale, imbraccio il trano e parto per arrivare al coniglio che mi sta chiamando circa 48m più in alto.
Arrivo all’armo e non provo nemmeno a fare il traverso perché dovrei passare proprio sopra a Kraus che è fermo al coniglio intermedio circa 15m sotto.
Mi preparo una seconda sosta direzione traverso per spostarmi e lasciare posto a Kraus che arriva recuperando la dinamica, la statica e i rinvii che mancavano.
Resettiamo e riavviamo il sistema…parto, traverso e arrivo al terrazzino “cacosissimo”,preparo una sosta e aspetto l’arrivo di Kraus che sistema pure la via per il rientro.
Ormai la meta è lì di fronte, manca ancora un traversino da 4~5metri quasi a 90gradi rispetto al precedente e la forretta ci aspetta.
Il trano riprende a girare e in poco tempo sono oltre il camino.
Sistemo l’armo e lascio le scalette sui due chiodi centrali del traverso mentre Kraus raddoppia la corda.
Un traverso su un cornicione a 50metri completamente in vuoto ha il suo perché…
Il compagno di questo breve ma intensissimo viaggio mi raggiunge e cominciamo a fare quello che abbiamo atteso fino a questo momento………ESPLORIAMO!!!!!!
Forretta strettina, concrezionatissima e bellissima…tutta a saltelli con pozzette medio piccole.
Procediamo per circa una trentina di metri e…..BOOOMMMMM, davanti a noi un buco nero!
WOW….L’euforia e l’adrenalina prendono il sopravvento, sembra un salone enorme.
Mettiamo piede nel “Camino FLASH” alle 14:00 circa, cominciamo a esultare sgranando gli occhi con il naso all’insù: diametro 10metri forse anche più, primo finestrone a 10metri, secondo subito dopo ad altri 10~15metri.
Altra finestra spostata con arrivo d’acqua e altro arrivo d’acqua diametralmente opposto alla prima finestra.
Insomma…..il camino dei BALOCCHI!!!!
Torniamo all’inizio della forretta, recuperiamo il materiale da rilievo e torniamo al camino.
Partiamo a rilevare al contrario fino alla base di Mai Visto dove mangiamo un panino veloce e partiamo per l’uscita.
Ore 16:22, se non ricordo male, Locomotiva KRAUS EXPRESS riapre le valvole e alle 17:40 chiudiamo il cancello alle nostre spalle ringraziando ancora euforici.
Ecco quella che si può definire una giornata intensa, stancante ma nello stesso tempo APPAGANTE!
Insomma, una vera FIGATAAAA!
Edo
martedì 13 marzo 2012
Report Squadriglia MaiVisto10-11/Marzo/2012
Come da programma, incontro in piazza Fonteno alle 18.00 di sabato sera.
Laura, Matte, Kraus, Davide ed io (Edo).
Varchiamo il cancello del parco divertimenti alle 19.30 circa, arriviamo al 50 con nonchalance, (ormai arrivare al 50 è come andare a prendere lo zucchero filato) attacchiamo la forretta che ci porterà al Pozzo di MaiVisto e cominciamo a dividerci.
Dopo aver fatto i primi metri (su proposta di Matte) io e Davide proseguiamo senza far complimenti mentre il trio prosegue in stato riflessivo con mazzetta alla mano…
Arrivati al pozzo do uno sguardo al lavoro, Davide mi dà due dritte, fixiamo i rinvii, preparo il trano e parto.
Arrivato al bellissimo coniglio mi attacco altri rinvii, scalette e dinamica, valuto bene il lavoro, guardo l’ora (00.30) e parto all’attacco.
Nel frattempo arriva il trio mazza.(con la statica)
Parto come da programma “su diritto” per poi salire in diagonale a destra dopo circa tre metri ma dopo i primi 3fix le cose si complicano.
La parete è un po’ marcia e anche se riesco a leggere una probabile via per i fix leggo anche una massa di fango e detriti che sarebbero finiti su Davide che mi faceva sicura.
Inoltre se fossi arrivato sulla parte semi appoggiata non avrei potuto evitare le selci che mi guardavano e mi salutavano ridendo come se volessero farmi la festa.
Nel frattempo il trio si fa il the ai frutti di bosco e aspetta….
Metto la freccia e comincio a salire in diagonale a sinistra per aggirare una mezza colata mista a placca staccata e poi di nuovo su dritto verso il soffitto bianco di sto piccolo mostro.
E’ il vecchio arrivo, sembra la volta di una condotta sfondata che si è trasformata in cengia.
Finisco gli 11 rinvii e penso alla batta che sta per finire, non ho corda di servizio, sono solo sulla dinamica e ho 3 chiodi da armo.
Spiego la situazione e Kraus per un rifornimento di materiali.
L’unico modo per farmi passare il nuovo materiale è appendermi a 1chiodo e mezzo (la batta finisce sul mezzo) e usare la dinamica per tirar su la roba.
Tutto và a buon fine, le manovre riescono direi bene, posso ripartire.
Metto ancora 5rinvii e sono lì, vedo bene la cengia concrezionata e la finestra dietro la mia schiena a circa 10~12m.
Ora bisogna attraversare, comincio a contare tutte le possibilità per trovare la strada con meno fix da mettere; Davide mi dice che ho ancora 5~6m di dinamica e rimangono 5o6buchi e mezzo.
Avrò contato 20volte ma senza riuscire ad arrivare in zona sicura.
Mi balena in testa di usare i chiodi da roccia ma poi penso ai 6m di corda che rimangono su una dinamica da 60 e faccio la sottrazione. (ma non doveva essere un P35?)
Inutile continuare a valutare,le gambe cominciano a tremare e la certezza di non riuscire ad arrivare mi convincono, faccio un armo doppio e comincio a scendere cercando di recuperare un po’ di rinvii.
Tocco la base del pozzo alle 4.00 circa un po’ amareggiato e deluso.
Impressionante: nel toccare terra e togliere il trapano che avevo a tracolla mi scoppia la spalla che lo portava e una botta di fame, sete e stanchezza mi sbrana. Sconvolto!
(personalmente sono una delle cose che mi piacciono della speleologia, riuscire a controllare e dominare il proprio corpo e il poco cervello che ho in situazioni un po’ al limite)
Ripenso continuamente al trapano che abbiamo lasciato in macchina, se ne avessimo avuti due….
Mentre mi rifocillo il buon Davide và a buttare un occhio e a recuperare altri rinvii e attendo un suo riscontro.
Se scendeva e mi diceva che secondo lui c’era una possibilità sarei risalito GIURO!
I poveri Laura e Matte erano abbastanza infreddoliti e mi sono sentito un po’ in colpa, Kraus non so, chi riesce a leggere quello che sta sotto la sua armatura è bravo.
Comunque era fresco e sereno perché mentre aspettiamo il ritorno di Davide, avanza due proposte: o andare a sistemare le corde sui nuovi armi a TERRE DI MEZZO o andare a buttare un occhio in ALLORA SI.
Sono quasi le 5 quando partiamo per ALLORA SI.
Una forra molto, molto interessante e con ambienti da rivedere e fotografare.
Io,Laura e Matte non arriviamo in fondo mentre i due mangia grotte proseguono fino al fondo che finisce su frana concrezionata.
Ci si rincontra al 50 e cominciamo a uscire con calma per rivedere la luce verso le 8.00 di domenica mattina.
Beh! Che dire….MAI VISTO ormai ha i giorni contati.
Ledo

