martedì 13 marzo 2012
Report Squadriglia MaiVisto10-11/Marzo/2012
Come da programma, incontro in piazza Fonteno alle 18.00 di sabato sera.
Laura, Matte, Kraus, Davide ed io (Edo).
Varchiamo il cancello del parco divertimenti alle 19.30 circa, arriviamo al 50 con nonchalance, (ormai arrivare al 50 è come andare a prendere lo zucchero filato) attacchiamo la forretta che ci porterà al Pozzo di MaiVisto e cominciamo a dividerci.
Dopo aver fatto i primi metri (su proposta di Matte) io e Davide proseguiamo senza far complimenti mentre il trio prosegue in stato riflessivo con mazzetta alla mano…
Arrivati al pozzo do uno sguardo al lavoro, Davide mi dà due dritte, fixiamo i rinvii, preparo il trano e parto.
Arrivato al bellissimo coniglio mi attacco altri rinvii, scalette e dinamica, valuto bene il lavoro, guardo l’ora (00.30) e parto all’attacco.
Nel frattempo arriva il trio mazza.(con la statica)
Parto come da programma “su diritto” per poi salire in diagonale a destra dopo circa tre metri ma dopo i primi 3fix le cose si complicano.
La parete è un po’ marcia e anche se riesco a leggere una probabile via per i fix leggo anche una massa di fango e detriti che sarebbero finiti su Davide che mi faceva sicura.
Inoltre se fossi arrivato sulla parte semi appoggiata non avrei potuto evitare le selci che mi guardavano e mi salutavano ridendo come se volessero farmi la festa.
Nel frattempo il trio si fa il the ai frutti di bosco e aspetta….
Metto la freccia e comincio a salire in diagonale a sinistra per aggirare una mezza colata mista a placca staccata e poi di nuovo su dritto verso il soffitto bianco di sto piccolo mostro.
E’ il vecchio arrivo, sembra la volta di una condotta sfondata che si è trasformata in cengia.
Finisco gli 11 rinvii e penso alla batta che sta per finire, non ho corda di servizio, sono solo sulla dinamica e ho 3 chiodi da armo.
Spiego la situazione e Kraus per un rifornimento di materiali.
L’unico modo per farmi passare il nuovo materiale è appendermi a 1chiodo e mezzo (la batta finisce sul mezzo) e usare la dinamica per tirar su la roba.
Tutto và a buon fine, le manovre riescono direi bene, posso ripartire.
Metto ancora 5rinvii e sono lì, vedo bene la cengia concrezionata e la finestra dietro la mia schiena a circa 10~12m.
Ora bisogna attraversare, comincio a contare tutte le possibilità per trovare la strada con meno fix da mettere; Davide mi dice che ho ancora 5~6m di dinamica e rimangono 5o6buchi e mezzo.
Avrò contato 20volte ma senza riuscire ad arrivare in zona sicura.
Mi balena in testa di usare i chiodi da roccia ma poi penso ai 6m di corda che rimangono su una dinamica da 60 e faccio la sottrazione. (ma non doveva essere un P35?)
Inutile continuare a valutare,le gambe cominciano a tremare e la certezza di non riuscire ad arrivare mi convincono, faccio un armo doppio e comincio a scendere cercando di recuperare un po’ di rinvii.
Tocco la base del pozzo alle 4.00 circa un po’ amareggiato e deluso.
Impressionante: nel toccare terra e togliere il trapano che avevo a tracolla mi scoppia la spalla che lo portava e una botta di fame, sete e stanchezza mi sbrana. Sconvolto!
(personalmente sono una delle cose che mi piacciono della speleologia, riuscire a controllare e dominare il proprio corpo e il poco cervello che ho in situazioni un po’ al limite)
Ripenso continuamente al trapano che abbiamo lasciato in macchina, se ne avessimo avuti due….
Mentre mi rifocillo il buon Davide và a buttare un occhio e a recuperare altri rinvii e attendo un suo riscontro.
Se scendeva e mi diceva che secondo lui c’era una possibilità sarei risalito GIURO!
I poveri Laura e Matte erano abbastanza infreddoliti e mi sono sentito un po’ in colpa, Kraus non so, chi riesce a leggere quello che sta sotto la sua armatura è bravo.
Comunque era fresco e sereno perché mentre aspettiamo il ritorno di Davide, avanza due proposte: o andare a sistemare le corde sui nuovi armi a TERRE DI MEZZO o andare a buttare un occhio in ALLORA SI.
Sono quasi le 5 quando partiamo per ALLORA SI.
Una forra molto, molto interessante e con ambienti da rivedere e fotografare.
Io,Laura e Matte non arriviamo in fondo mentre i due mangia grotte proseguono fino al fondo che finisce su frana concrezionata.
Ci si rincontra al 50 e cominciamo a uscire con calma per rivedere la luce verso le 8.00 di domenica mattina.
Beh! Che dire….MAI VISTO ormai ha i giorni contati.
Ledo
lunedì 12 marzo 2012
Report Vedonero
lunedì 5 marzo 2012
Report 3-4 marzo 2012
lunedì 20 febbraio 2012
Uscita week 18-19 Bueno Fonteno
lunedì 30 gennaio 2012
Ancora Sorgente Tufere!
Continuano fruttuosissime e con risultati sempre più esaltanti, le esplorazioni nella Sorgente Tufere (Pisogne – Bs).
Come dicevo nel post precedente, questa risorgenza ha già in regime normale, portate molto elevate, e a causa della forza della corrente le immersioni speleosub risultano assai difficoltose per il grande dispendio di “ossigeno” dovuto alla fatica: il sub deve praticamente trascinarsi ai sassi sul fondo…
Il periodo siccitoso è sicuramente favorevole, e quindi sabato 28 abbiamo tentato ancora, fermi su un secondo sifone che non faceva dormire Luca Pedrali e gli altri.
Oltre a Luca, entrano nuovamente i milanesi Davide Corengia e Stefano Gallingani. Questa volta dovranno superare il primo sifone (140m; -14), poi cambiarsi, superare risalite e traversi con le tonnellate di materiale e poi reimmergersi ancora. Scopo della punta è: passare il Sifonazzo e poi rilevare il più possibile.
E così fanno, mentre il resto della combriccola “sebinica” rimane all’esterno sotto la neve…
Il risultato di questo “toccate fuga” è esaltante: a +78 m Luca e Davide superano il Sifonazzo, lungo 35 m e profondo 3,5, poi riemergono in un tratto infame, con qualche strettoia e passaggio tra pezzi di soffitto crollati, poi si reimmergono nel TERZO sifone (10 m; -2) e quando escono, hanno davanti una gran forrona . Il percorso è sempre più da canyoning, con vasche in cui ci si può veramente tuffare. Rilevano in totale 120 metri, salendo ancora, fino a +112!! Si fermano in una vasca in cui si nuota, sotto una cascata di 5 metri, oltre la quale si intravede la struttura sempre più alta ed enorme andare avanti...
La Sorgente Tufere misura ora 580 metri di sviluppo, per un dislivello totale di 126 metri. Grandissimo risultato esplorativo, sia come impresa speleosubacquea, che per la speleologia del Monte Guglielmo. Sperando di non sbagliare, credo sia tra le più sviluppate dell’area.
Max Pozzo
martedì 24 gennaio 2012
Esplorazione Tufere 21-22 gennaio 2012
Come preannunciato, durante il week end sono state effettuate due immersioni nella Sorgente Tufere, con l'obiettivo di superare la cascata in risalita oltre il sifone (lungo 140 metri e profondo 13 metri), ferma da molti mesi dopo 140 metri di condotta aerea sotto una scrosciante cascata.
La sorgente Tufere (Govine di Pisogne - Bs) si pone ad una quota di 420 metri circa (240 metri sopra il lago d'Iseo), e si ritiene sia una delle principali bocche d'acqua del profondo sistema carsico che si nasconde nel poderoso massiccio del Monte Guglielmo (1.957 m s.l.m.): la portata e soprattutto la forza della corrente, impediscono l'accesso per lunghi periodi l'anno, mentre in regimi di piena fa veramente impressione.
E' da tempo che, in parallelo all'esplorazione del complesso Abisso Bueno Fonteno, ci siamo proposti di proseguire un gran lavoro di ricerca iniziato da decenni da altri gruppi speleologici, soprattutto bresciani: quello di scoprire cosa si cela all'interno del Monte Guglielmo.
Raccogliendo tutta la documentazione preesistente, rivisitando il più possibile e con le nuove scoperte, si spera di centrare l'obiettivo anche sul lato bresciano del Sebino.
Il periodo propizio ha facilitato le operazioni subacquee, e i tre speleosub, Luca Pedrali e i milanesi Davide Corengia e Stefano Gallingani, con supporto di numerosi soci del Progetto Sebino, si sono immersi la prima volta sabato 21, trasportando in due viaggi i materiali necessari per "l'artificiale" e risagolando il sifone (devastato dalle ultime piene).
Superata la prima risalita (circa 20 metri), la grotta si ingrandisce e prosegue alla grande in ambienti di dimensioni che aumentano considerevolmente. Il percorso rimane costantemente bagnato dalla presenza del fiume in un ambiente quasi da canyoning. Dopo una cinquantina di metri in condotta che si allarga (5x4m), una nuova verticale impone il ritorno alla base esterna: gli ambienti qua sono molto vasti rispetto all'esplorato, e il dislivello da coprire è di almeno 35 metri.. Il fiume poi si riversa dappertutto con una cascata "potente": difficile anche fare foto o filmati (ma ci riescono!!!).
Nella seconda immersione, quella della domenica 22, la squadra di forti speleosub e soprattutto di esploratori, con non poche difficoltà attrezza la nuova verticale raggiungendo in arrampicata (e sotto cascata) una nuova galleria: superato anche il nuovo ostacolo, i tre entrano in una condotta allagata e dopo poche decine di metri si trovano di fronte ad una nuova barriera d'acqua da superare. Un nuovo sifone!! E bello transitabile!!
Luca lo battezza come "Il Sifonazzo".
Nel ritorno vengono anche prelevati campioni di fauna acquatica ed effettuata topografia e video/foto.
Dentro il Guglielmo quindi: finalmente una "porta" che attesta ciò che si è sempre supposto: anche questo massiccio nasconde un mostro, e la cresta (con parecchi inghiottitoi soffianti) è a 1500 metri più in su...
Forza adesso! Si è aperta la caccia al tesoro.....
Tantissime le verticali presenti in zone alte, ma sempre chiuse in perfidi restringimenti o frane, e solo in un'occasione si è riscontrata la presenza di corsi d'acqua "da tracciamento" (cosa che faremo a breve).
Gli ambienti esplorati ieri finalmente sono la prova di "cose grosse", e per l'ennesima volta si è appena all'inizio di una nuova avventura: a quanto pare ci saranno nuove leve nei prossimi corsi di speleosub!
La grotta prosegue dritta verso il cuore della montagna, e per il momento ha uno sviluppo di 440 metri, e un dislivello di 91 metri (+78; -13)... ma solo fino a sabato prossimo...
Un grosso plauso ai vari soci presenti (una trentina circa in due giorni) per l'organizzazione logistica del tutto, appoggiati anche dal Comune di Pisogne e con il permesso della Idroelettrica Lombarda srl, che ne gestisce la captazione.
Ma i complimenti "speciali", oltre al mitico Luca Pedrali che ha sempre più "naso", vanno a Davide Corengia che ha attrezzato in condizioni non da poco e Stefano Gallingani, per la collaborazione
Max Pozzo
giovedì 12 gennaio 2012
Comunicato 9 gennaio 2012
Si è concluso positivamente il "ponte" della Befana nelle profondità dell'Abisso Bueno Fonteno (Bg).
Il vario programma esplorativo aveva in previsione una nuova immersione di Luca Pedrali nel Sifone Smeraldo (-451 m), e la prosecuzione di una risalita nell'imponente forra di Carrigo, che dal fondo risale per 150 metri di dislivello ed è ferma sotto un enorme camino dal giusto nome, Vedonero, stimato dopo i primi 60 metri di artificiale, ulteriori 100 metri di nero...
Siamo entrati in tredici con alloggio all'ormai mitico Campo Base di -420, tra cui anche quattro amici bresciani del GGB.
Sveliamo quindi l'enigma del sifone passato: Luca si è immerso pinneggiando in una galleria (2x1,5m) fino al limite precedente di circa 50 metri in linea d'aria: poi la condotta si allarga fino a quattro metri e scende verso il basso in una forra che lentamente diventa sempre più enorme. Dopo 60 metri l'ambiente scende a gradoni e si "apre" a forrone: a circa -40 metri, e per poco più di 100 metri di sagola, si affaccia all'ultimo gradone perdendo completamente le pareti circostanti e stimando almeno ulteriori 50 metri di vuoto verso il basso. Fermo quindi tipo"Sanctum" con tutt'intorno il nero assoluto, le sue parole finali sono state "va giù di bestia... è immenso... c'è qualcosa di bestiale!!!!"
Lungo il percorso si intravedono prosecuzioni sempre sommerse che potrebbero risalire in "aerea". Diventa quindi necessario un altro tipo di approccio, con topografia e Rebreather: le immagini della piccola GoPro sono comunque eloquenti... da pelle d'oca...
A questo punto la prima cosa da capire è: ma a che cosa siamo di fronte? Il Lago d'Iseo è ancora molto più in basso e lontano....
Congiuntamente a questa importantissima performance sia dal punto di vista sportivo che esplorativo, il festino proseguiva sotto Vedonero, con i forti arrampicatori bresciani, Matteo Rivadossi e Giorgio Mauri.
A differenza del nostro classico stile in artificiale, il loro metodo "ventose alle mani" li fa proseguire brevemente per ulteriori cinquanta metri di parete in un cilindro enorme. Più sale più si allarga: 20 metri di diametro non glieli toglie nessuno...
La stima di quel che manca fa impressione: Matteo illumina l'ambiente con cascata che scroscia per altri 70 metri! Un pozzo gigantesco di quasi 200 metri!!! Che dirvi... impressionante: inutile esprimere quanta euforia nel festone del sabato notte al campo.
Bueno Fonteno è veramente una bestia sia in aria che in acqua.
20 km conosciuti per un dislivello totale di circa 560 metri, e si continua a pensare di essere perennemente all'inizio. Non smette mai di stupire.
La violenta corrente d'aria che lo percorre in ogni sua diramazione parla solo di immensità: se a mezzo km dall'ingresso si avverte il profumo del vin brûlé preparato dalla Protezione Civile, qualcosa vorrà pur dire...
Ringrazio gli "gnari bresciani" (M.Rivadossi, G. Mauri, G. Uberti e S. Sparapani) per la preziosissima partecipazione e i soci di questa associazione, veramente sempre spettacolari. Tutti per uno e uno per tutti: solo così si va avanti.
Max Pozzo
lunedì 19 dicembre 2011
Report 18 dicembre 2011
Questo week end è stato variegato. In diversi sono entrati in grotta e non.
Sabato, Luca, Laura e d io siamo stati nel bresciano, prescisamente alla grotta n.888 in esplorazione dall'ASB da qualche anno.
Luca è intenzionato ad effettuare un'immersione nel sifone finale, su richiesta del gruppo bresciano.
Abbiamo quindi trasportato le bombole fino al fondo (due sacchi), più relativo materiale (pinne ecc.), con supporto di altri quattro speleo besciani.
La progressione fino al fondo é di circa 1 km per un dislivello di 130 metri: ma le misure decisamente diverse da quelle a cui ci siamo abituati, hanno reso l'uscita più impestata del previsto. La pioggia del giorno prima ce la siamo presa tutta in grotta: gran parte dei passaggi sono strettoie spesso allagate, cunicoli e meandrini disagevoli. Ogni tanto anche ambienti in cui si cammina e i pochi pozzi comunque ampi.
La parte finale ha basse condotte allagate, e le bombole sono sistemate in una sala che precede il cunicolo del sifone (100 mt con solo spazio per la faccia e poi sifone).
L'immersione è in data da destinarsi, sicuramente dopo quella di Bueno.
Domenica, Laura, Livio e me, abbiamo girato in esterno due vallette in zona Cargadura, in pianta sopra i rami del fondo e soprattutto di VEDONERO. Nulla di fatto, nemmeno l'ombra di un nuovo ingresso.
Bello poi incontrare la squadra Edo-Laura-Rana che uscivano "belli freschi" da una punta di 16/18 ore in Bueno... Con supporto esterno di Paolo Tenga e Silvano.
massimo
report 2
io, Conte e robocop-korrad abbiamo fatto un trekking sino alla miniera Gottardo alto, posta lungo il sentiero che porta a Malga Aguina.
Nonostante il ghiaccio sulla mulattiera ci siamo infilati per un po' al suo interno.
Passaggi angusti e scavi nel puro strato sub verticale, ci hanno fatto desistere nell'esplorazione, comunque interessante per chi la volesse riprendere...
Sicuramente la miniera è antica data la morfologia dello scavo.
Ghiaccio & neve permettendo ci siamo riproposti sotto le feste di andare all'attacco della "X" misteriosa indicata dal Geologo Fenaroli.
VEZ
sabato 17 dicembre 2011
Campo 9-11 dicembre 2011
Purtroppo, l'immersione di Luca è saltata causa influenza del nostro miticone.
Peccato perchè le condizioni dell'Abisso sono sempre più ottimali se continua a non piovere: oggi (anzi, ieri...) il sifone era limpidissimo al punto che si intravvedeva l'imbocco della condotta sommersa.
Ma in programma, come "piano B" c'era la risalitazza di Carrigo, lasciata ferma in parete a + 20 la settimana scorsa.
Entriamo quindi venerdì sera, Laura R., Kraus, Dado, Fabio ed io.
Bueno è a regime idrico bassissimo, e si arriva al campo asciutti: cosa già molto vantaggiosa. E poi il ritmo è buono, e quindi entrati alla mezza e mezza, verso le 5 si va a nanna.
Dopo 5/6 ore di sonno si parte, dividendoci in due squadre: io e Dado continuiamo la risalita, Fabio, Kraus e Laura sistemano un po' di traversi lungo il percorso rendendolo sempre meno pericoloso e più agevole. Buono anche perchè ora tutti cominciano ad armeggiare con trapano, corde, nodi, ecc.
La risalita di Carrigo è gran bella cosa.
Stavolta "testo" il trapano Metabo procurato da Corrado (che alla fine non lavora male, ma ha un po' di limiti con le batterie).
Un ambiente vasto che sale... ma si intravvede lassù il bucone nero che prosegue.
Non mi dilungo su tutto l'attrezzamento dell'artificiale, ma sono stati necessari parecchi chiodi causa tratti di placche marce a circa +30.
La lunga attesa dei prodi dabbasso è stata premiata dopo ben 50 metri secchi di verticale, con ultimi 15 metri parecchio aggettanti.
Ristabilita la squadra si prosegue con un'arrampicata forrosa, fino a raggiungere dopo breve la base d un nuovo camino giudicato da tutti veramente impressionante.
Dimensioni improponibili (in alto credo che tocchi i 20 metri di larghezza): i nostri fari, decisamente potenti, non riescono ad illuminarne il soffitto.
A rilievo indico in maniera fittizia 50 metri, ma potrei scommettere anche su 80 metri di bestione.
VEDONERO l'abbiamo finalmente trovato...
Con la solita cascata contro parete, un gran bel saltone a circa +30, e colata gialla calcitica, che contrasta fortemente con le pareti scurissime.
Inquietante e bellissimo allo stesso tempo: un mostro... perfettamente ellittico. Più si illumina in alto, più sembra che si ingrossi....
Euforia alle stelle, anche se qualche centinaio di metri di condotta o forra, non ci sarebbe dispiaciuto.
Questa gigantesca verticale ora supera il livello del ramo Fossile, e quindi dubito che sia collegata a qualche forra che parte da zone alte di Bueno: l'impressione è che si tratti di una struttura indipendente che va a intercettare Bueno, e quindi un nuovo abisso di cui cercarne l'ingresso.
E così, come per l'immersione, mi piacerebbe organizzare una bella "Risalita di Progetto", dove i vari risalitori si danno il cambio dopo 15-20 metri a testa.
Non ho idea di cosa possa esserci lassù quando si comincierà a camminare un po'.... forra o condotta, di sicuro sarà enorme e ci porterà lontano nella montagna...
I lavori di sistemazione armo si protraggono un po', per cui rientriamo al campo a notte inoltrata, tutti un po' provati, ma fantasticando di brutto....
Uno spettacolo!
massimo
mercoledì 7 dicembre 2011
Campo 2-5/dicembre/2011
Prologo
Finalmente la fatidica data di attacco al grande camino inviolato di Carrigo.
L'aspettavo da qualche anno....
E' un pozzone, con cascata notevole, stimato sui 40 metri e largo più di 10. Una bestia. Fermo lì da un po', nel settore più lontano del ramo del fondo (escluso Fangùl).
Impostato su una forra in faglia altissima, quasi 200 metri. Per ora ne abbiamo risaliti 160, tra forre e camini.
Lassù c'é l'ignoto totale, e si può salire per parecchio perchè sopra c'é tanto monte, quasi 800 metri: è quindi una campagna esplorativa che val veramente la pena da portare avanti, pur essendo impegnativa ci darà grosse soddisfazioni.
Comunque venerdì sera, verso mezzanotte si entra: Laura R., Rana (all'anagrafe Gritti Giovanni), Max.
Al campo base andiamo a dormire alle 4.20, con l'intenzione di riposarci un po', svegliandoci in mezza mattinata.
Capita però che non abbiamo sveglie funzionanti, nè orologi con sveglie.... o meglio, così è parso a noi....
Quando Laura esce dalla tenda e legge sulla sveglia nuovamente le 4.20, pensiamo che la sveglia comprata da un cinese, sia veramente fuori uso.
Prima preoccupazione: senza orologi, come faremo a sapere quando uscire? Boh!
Dopodichè il colpo di scena... la sveglia funziona... un altro orologio conferma.....ABBIAMO DORMITO DODICI ORE!!!!!!!!
La risalita tanto attesa, quasi quasi rischia di sfumare: per arrivare al camino ci vuole circa un ora e mezza dal campo...
Non possiamo che fare colazione con due bei piatti di tortellini scaduti a fine agosto, e volare.
Riusciamo a portare a Carrigo parecchio materiale, sia per risistemare l'armo la prossima volta, che in previsione di future esplorazioni.
La cascata non è corposa stavolta, e quindi, seppur tardissimo, iniziamo la risalita.
Nel frattempo Laura sistema una tendina ristoro, perchè il posto è ventosissimo e nebulizzante: si bagna tutto...
Con il laser valutiamo il camino, che alla fine è un bel 40, e iniziamo le danze risalitorie.
Devo fare una nota di plauso al mitico Rana, che decide di imparare a risalire per la prima volta proprio in un mostro del genere.
Rana sale, velocemente e anche bene. Supera il tratto peggiore, quello sotto vento e acqua.
In circa due orette sale almeno venti metri.
Da lassù si può valutare bene quanto manca, e vedere che in alto c'è un gran bel buco nero da cui esce il fiume.
Ci fermiamo qua. Sapendo che se non avessimo poltrito, saremmo arrivati in cima in una volta sola.
Comunque soddisfattissimi.
Tanto tra una settimana la portiamo a termine....
Lasciamo in loco tutto.
La domenica, rassettiamo per bene il campo in vista della prossima immersione di Luca, e quindi partiamo verso le 15, uscendo perfettamente quattro ore dopo.
Apprezzatissimo il gran lavoro dei ragazzi della notte, che hanno risistemato il tubo sul P25, che ora non bagna proprio più.
Massimo
domenica 20 novembre 2011
Campo 18-20/novembre/2011
Durante l'ultimo week end siamo rientrati finalmente in Bueno, e precisamente al campo base.
L'intento era quello di riassettare il tutto e preparare l'attrezzo da circo Orfei inventato da Corrado per far immergere Luca nel sifone di fondo.
Come saprete, é prossimamente in programma una nuova immersione di Luca nel Sifone Smeraldo, ed è da tempo che si sta studiando un sistema per far sì che Luca possa "pinnare" nella condotta, anticipando l'ondata di fango....
Archimede Corrado, o meglio noto come "L'Uomo che spostava le pietre", ha quindi inventato un'altalena che porterà lo speleosub sospeso sopra il sifone, e poi verrà calato dolcemente in acqua da un gruppo di malati presenti.
Immaginatevi quindi l'armo con teleferica in cavo d'acciaio, e le peripezie fatte per costruire 'sto coso sopra il sifonazzo.
Comunque: nel tardo venerdì sera entriamo Kraus ed io, e verso le 3 di notte siamo al campo.
Fuori era freddino e Bueno aspirava da paura. Acqua dentro non molta (scarso regime invernale), ma quanto basta per arrivare in ogni caso bei bagnati al campo.
Con noi anche tre sacchi, ma non esagerati.
Sabato mattina entrano Laura R, e Luca con sacco solito, e Corrado con due monoliti dei suoi.
Nel frattempo con Kraus armiamo un traverso che supera la cascata di Cattive Acque, e permette di non fare il lavaggio sotto la cascata. La condotta alta prosegue enorme, ma traversare fino al fondo sarà un'opera incredibile che porteremo avanti con calma. Quindi, dopo una trentina di metri, ci ricaliamo in forra.
Dal lato esplorativo il treversone può regalare molto: dopo i primi 10 metri abbiamo già trovato un nuovo camino con meandro concrezionato che se ne va via, e bastano quattro chiodi per esplorarlo... a 5 minuti dal campo....
Sicuramente, mancando ancora almeno 2 o 300 metri in ambienti larghi anche 15 metri (ma con 30 metri di forra sotto i marones...), possono nascondersi altri camini, o gallerie o bivii in ambienti fossili e grossi....
I tre sabatali arrivano poi nel primo pomeriggio e subito si va al sifone, dove viene attrezzato il marchingegno degno di avere un posto nella prossima mostra di Da Vinci, sotto il capitolo "macchine demoniache speleo"...
A sera inoltrata, rientro al campo e solita stortellinata bagnata da vino e grappe della casa.
E poi... russamento generale!!!!!
Domenica mattina, dopo la solita gradita colazione al bar di -420 metri, si parte per tornare all'esterno.
Usciamo nel pomeriggio con le temperature che cominciano a far pizzicare le mani.
massimo
martedì 18 ottobre 2011
report 16/10/11
Ho un tarlo che mi gira in testa da mò e penso sia lo stesso tarlo che ha scavato quella condottina soffiante a NO-TRANO."
Questo è quello che scrivevo il 27 Settembre a Grip.
Oggi scrivo Tarlo Bastardo!
Sabato pomeriggio io e Laura M. siamo andati a NO-TRANO.
Premessa: Bueno è secca, praticamente i fiumi sono ridotti a rivoletti.
Aria a sifonok in stallo, si sta preparando al cambio di stagione.
Entrati alle 18 e arrivati a destinazione alle 21.
Laura si sistema con un armo su due clessidre (siamo a soffitto della forretta) e io entro nella condottina per verificare la situazione e dopo pochi metri comincio a porconare.
Non me la ricordavo così stretta!!!
Arrivo sul punto critico con il casco in mano ma la conda si abbassa e gira a destra.Forzo un pò ma lo sterno è meglio lasciarlo integro.
Problema, mi rendo subito conto che allargare è impossibile, non c'è spazio nemmeno per una scoreggia. (rendo l'idea?)
Aria ce nè in abbondanza e se la ciuccia che è un piacere....Che fare????
Torno indietro in retro abbastanza affranto ma ho l'asso nella manica...il trapano percussore vivente attaccato all'armo.
Laura entra ed arriva al punto critico, non passa nemmeno lei ma mi dice di pasarle la mazza e comincia a lavorarsi la condotta.
Io attendo sdraiato nella condotta maledicendo i kili di troppo fino a quando vedo che le sue gambe se ne vanno.
Dice: Si, va avanti cinque metri poi rigira a sinistra, le dimensioni non cambiano, prosegue e mi aggiorna.
C'è un saltino e poi prosegue ancora ma rigira di nuovo a destra e prosegue, c'è una pozzetta di acqua e ci devo passare dentro e poi....azz ci sono tre concrezioni.
Mi sembra di stare in prigione!
Torna indietro a prendere la mazzetta che aveva abbandonato alla prima curva e ritorna a ifierire sulle sbarre...."no, perchè mi girano un pò le balle!" dice.
Io attendo sdraiato con la speranza di un bell'urlo tipo: si allarga!
Dopo aver mazzato per un ora e mezza torna distrutta...l'ultima concrezione non demorde e si trova proprio dove la condotta gira di nuovo.
Ho perso il conto, destra sinistra destra sinistra....ci rifocilliamo quasi in silenzio e il pensiero in comune era quello...come fare?
Mi faccio raccontare tutti i minimi particolari, analizziamo e rivalutiamo più volte, quasi con la speranza di allargarla con il pensiero.
Dopo la pausa ristoro e recupero energie il trapano umano si riattiva....dicendo: "no perchè mi giano le balle!"
Si riinfila e ricomincia a mazzare per un ora...(meglio pensarci due volte prima di far girare le balle alla Lauretta!).
Sento che non mazza più, spero ma subito dopo la sento sforzare...torna delusa dicendo che non riesce più a proseguire perchè la conda gira a 90 gradi secchi e non riesce a proseguire ne di pancia, ne di fianco ne di schiena, bisogna far saltare l'angolo.
Due metri più in là vede un laghetto, non vede le pareti (quindi si allarga) con concezioni che si immergono o si riflettono in acqua.
Io mi mangio le mani....Laura è stata grandiosa...ha mazzato per tre ore con il casco in mano inzuppata come un pavesino.
Usciamo per le 8:30 di domenica mattina e alle 9 incontriamo Corrado e Luca che stavano per andare a fare il tur dei laghi.
Questo è quanto, un pò deluso ma rincuorato dal fatto che la Lauretta vuol tornare e la prossima volta per passare!
Io intanto mi metto a dieta e mi devo fabbricare in vagoncino per estrarre il materiale di scavo.
Ledo
lunedì 26 settembre 2011
Report 26-09-11
Vista l'impossibilità di fare campo base, e quindi tentare la ormai agognata risalita di Carrigo nell’estremo ramo del fondo, optiamo per un sabato notte ad Ariasanta.
Il ramo, esplorato l'anno scorso, è quello che si spinge più a monte della "bestia" e geograficamente si piazza esattamente 165 metri sotto il fondo della Laca de la Foppella (tentativo di scavo e disostruzione pochi mesi fa, con risultati magri). E si stacca dalla grande forra che porta a Gran Rondò tramite una condotta forzata a soffitto ventosissima e molto concrezionata, con sabbia sul fondo. Questa condotta incrocia il meandro di Ariasanta con un ramo a valle (termina in sifone) e uno amonte, attivo.
Nella parte alta, eravamo fermi su condotta ventosissima con il passaggio sbarrato da grosse concrezioni, difficilissime da far saltare.
Partecipanti: Max, Fabio, Laura R.
Entriamo verso le 19 di sabato, con materiale disostruttivo, più corde e moschi per sistemare qua e là.
Bueno é in ottima forma: solito vento e acqua nella norma.
Ariasanta è lontana, bisogna fare tutto Sifonik, Bivio e ancora un mezzo chilometrino.
Poco prima del bivio, in un tratto infido stavolta tocca a me volare e cadere in pozza... Emulo di Grip, evito per poco l'uscita della spalla destra.
Doloraccio. Provo a proseguire. E in quattro ore circa arriviamo a destinazione.
Prima di arrivare in fondo, immettiamo due cucchiaiate di fluoresceina nel corso d'acqua locale, per verificare se ritorna nel ramo di Sifonik da qualche affluente.
L'effetto "verde fluorescente" é sempre uno spettacolo visivo che rende il tutto molto particolare. Strano seguire un fiume verdissimo in grotta...
Poi si va fino in fondo.
Inutili i tentativi di passare attraverso le concrezioni, tentiamo la carta "sfondamento pavimento" per percorrere il ramo nel settore attivo e stretto del ramo.
Dopo un paio di giri "decisi", il crostone crolla e ci caliamo nello strettino, 3 metri più sotto. Ma proprio strettino con corso d'acqua che bagna un po'.
Laura avanza nello stretto con mazzetta, Fabio spacca con mazzone, io cesello con seconda mazzetta.
La squadretta avanza fino a superare la zona critica finendo poi davanti ad un bivio ventoso da tutti e due i lati con aria entrante.
Purtroppo da un lato c'è un cunicolo allagato da cui proviene il rivolo e anche un vento notevole. Tentiamo uno svuotamento ma il livello si abbassa di 5 cm, sicuramente sarà possibile la prossima volta con circa 4-5 metri di tubo. Dall'altra parte, LaurAracnia, si infila in una forra che stringe al limite (ma con parecchia aria), che si potrebbe allargare con una palettina per il fango: le pareti erano di fango... ma con una mazzetta era impossibile.
In totale una cinquantina di sudatissimi metri (Bueno fa 19.130 mt di sviluppo). Peccato per stavolta, si pensava che superando il limite ultimo, si potesse volare in gallerie ventose, visto che nel ramo ce n'é tantissima. Comunque... siamo passati....
Ma val la pena fare un ultimo tentativo col tubo, chissaquando.
Altro dato interessante é che le acque verdi non escono in Sifonik, quindi queste acque vanno verso il basso in zone ignote a noi.
Nota stonata é che dal rilievo in poi perdo praticamente l'uso del braccio destro, e quindi il lungo percorso del ritorno è stato un gran bel tedio, considerando che non potendo progredire come al solito, ho incatenato una discreta catena di successive "sfighe", con botte e altri scivoloni.
E quindi un plauso a Laura e Fabio che hanno trasportato i soliti sacchi intonsi, e ben coadiuvato i miei porconi e lentezze del ritorno.
Si esce verso le 13, con partenza da Ariasanta verso le 7.30 di mattina.
Bueno é un viaggio.
Bello, comunque, come sempre...
Massimo
sabato 13 agosto 2011
"Arva-Vox...my pipe dream?"
Siamo entrati a mezzodì, Massimo ed io.
Giornata splendida, mi sentivo caricatissima e con l'acquolina da grotta che aspettava d'essere soddisfatta.
Dopo aver sentito tanto parlare del ramo "Estigazzi" non vedevo l'ora di provarne l'ebbrezza..
Non è riuscito a domarmi..Estigazzi!
Davvero da goduria: veloce, "pulito", vicino all'ingresso; un pò bagnato, ma sostenibile: alle 20 eravamo "fuori-fuori".
Siamo stati bravissimi: tempismo perfetto per la prova Arva.
Raggiunto Binocolo (nome azzeccatissimo) ci siamo diretti alla condotta dove mi sono infilata per posizionare l'Arva; il mio primo commento a Massimo: "ma come caspita hai fatto ad infilarti qua dentro?" (ovviamente l'espressione era più colorita..).
Ho cercato di posizionare l'aggeggio il più in alto possibile e alle 15.07, emozionatissimi, ci siamo messi in contatto!
"Aspetta, non respirare!", "mi sembra.....ma io, ma io...li sento parlare!!!", "eppure io..."
Abbiamo respirato piano piano, orecchie (mie) tesissime, poi, Massimo, mi dice che è praticamente impossibile...Anche se ha assecondato per qualche lungo minuto le mie allucinazioni uditive.
Immaginare gli arvisti al di là, lassù, mi ha fatta sentire come una bimba speciale di fronte ad un evento unico (ripetibile, ma mai come la prima volta).
Caparbia sentivo il bisogno di vedere al di là di quella concrezione che non mi lasciava passare la testa; chiedo a Massimo gli "strumenti" (perchè la speleologia è anche un'arte), con qualche contorcimento raggiungo luce e mazzetta; feroce tolgo il kasko e scalfisco il poco che mi permette di lasciar passare anche parte del torace, ma che rimane comunque troppo compresso nella strettoia per permettermi di "passare oltre"; potrei spingermi, ma la sensazione, netta, è che non sarei riuscita a disincastrarmi...meglio non solleticare la sorte.
I miei occhi vedono, magari l'udito sarà stato tiranno, ma la vista no. L'ambiente prosegue a destra, verso l'alto ed è molto simile alla forra iniziale. L'eco, però, quello sì era reale.
Sono attimi di gioia, siamo già proiettati al giorno del botto che ci lascerà proseguire.
Al rientro cerchiamo zone ambientalmente stimolanti per il report fotografico e alcune vasche che si prestino alla colorazione verde acido della fluoresceina; tra i due, Massimo è quello che lavora di più...quanto mi piace "l'imparità" dei sessi!! Lui è davvero bravo, alcuni scatti sono da vertigo.
Manca solo la musica. Voglio la musica a -20dB, renderei mille volte tanto.
Usciti ci siamo trovati col gruppo Arva: Kraus, Roberto, Fabio e Lara con Sam per festeggiare e raccontarci l'aldilà e l'aldiquà.
Sono molto felice, mi sento fortunata ad appartenere a questa speleo-famiglia.
...Continua
Laura@
martedì 9 agosto 2011
Report 07-08-11
Luogo: Abisso Bueno Fonteno
Il programma del week end prevede tutta una serie di lavori.
Una squadra composta da Giuliano e Ale si è dedicata al proseguimento della disostruzione di via Paglia.Si è progrediti di qualche metro. Oltre la via sembra stringere ulteriormente .
E previsto un nuovo tentativo di posizionamento con dispositivi ARVA della testa di Binocolo, il pozzo terminale del ramo di Estigazzi che a rilievo risulta a poche decine di metri dalla superficie.Per lo scopo ci siamo procurati ben quattro apparecchi. Purtroppo le notizie portate dalla prima squadra di ritorno non sono buone, a causa delle piogge dei giorni precedenti Estigazzi scarica abbondanti quantità d’acqua in Ciclopico. Inoltre inizia a piovere abbondantemente durante i preparativi al parcheggio. Si decide di rimandare l’operazione a momenti più favorevoli.
Si entra comunque in grotta determinati a fare compatibilmente con la situazione idrica.
Un lavoro da portare a termine è il giro di raccolta delle trappole biospeleologiche. Se ne occupano Fabio e Laura M. La caccia è fruttuosa, il numero di esemplari caduti nelle trappole è elevato e alcuni di loro hanno caratteristiche interessanti.
Un ulteriore squadra composta da Corrado,Kraus e Davide si accollano il completamento della condotta forzata realizzata sul P25 per deviare l’acqua che normalmente lavava gli speleo in transito.Un tubo da 160mm di diametro sostenuto da un cavo di acciaio ora accompagna l’acqua alla base del pozzo.
Per finire in bellezza ci siamo ritrovati tutti con amici e consorti alla baita di Corrado per un barbecue durante il quale sono nati nuovi arditi progetti…..
Kraus
lunedì 1 agosto 2011
Diario di campo
Ricopio esattamente le note personali prese durante il campo fino all'uscita di domenica 31 luglio.
Ritrovo a Fonteno alle 17, preparazione sacchi nel box di Grip e ingresso a ore 21.
Max, Grip, Laura R., Laura M., Vez, Conte, Corrado, + 14 sacchi + 5 lasciati in casetta per la squadra domenicale.
Purtroppo manca il buon Brega per problemi alla schiena. Salta già una parte del programma (ci proveremo, il livello sarà quel che sarà).
Tutti con due sacchi minimo, Laura ne ha uno con dentro 200 metri del 10 (un rocchetto intero!), quindi provo con tre sacchi.
Dopo i primi P5 e circa 100 metri di forra, Grip si lussa una spalla.
Momenti che non scorderò. Che brutto decidere in poco tempo e a freddo.
Escono i tre uomini vista la stazza del mitico Grip: le due Lauree ed io proseguiamo con 9 sacchi così disposti: Max 4, Laura M. 3, Laura R. 2.
Arriviamo al campo verso le 6 di mattina. Durissima la progressione. Grotta molto bagnata...
Loro sono bravissime e molto determinate.
Caparbie.
Grandi! Ce la facciamo!!!
Nanna prolungata e meritata.
1a sveglia:
Arrivano Kraus, Evon, Rana e Davide con 7 sacchi di materiale.
Molto bagnati.
Ho staccato l'orologio.
Non so che ore siano.
Il riposo continua e ci si spara una tortellinata generale.
Capisco solo che è tardi e la squadrona deve rientrare: Laura M. l'indomani si sveglia alle 4 di mattina per lavoro... e mi sa che arriva al pelo....
Rimaniamo soli Laura R. ed io fino a mercoledì.
Molto particolare il saluto agli altri che escono... surreale...
Pensiamo a Grip e a cosa gli avranno diagnosticato.
La situazione ci impone di non fare esplorazioni spinte. In due si è un po' precari.
Decidiamo di sistemare il campo e il contenuto dei sacchi.
Grande spianata nella famosa "Via dei Cinghiali". Ora è tutto più comodo. Spostiamo un po' la tenda presidenziale, costruiamo mensole.
Sistemiamo un filo lungo tutta la parete a sx per stendere i panni.
Un lavorone.
Braccia e schiena a pezzi.
Relax.
Nel frattempo i fiumi cominciano ad aumentare, il rumore al campo è assordante.
Dimenticavo: Kraus immette fluoresceina all'andata prima del Fossile, e accerta visivamente che esce da Cattive Acque a valle. Anche in uscita ripeterà l'immissione.
2a sveglia:
C'è aria di "smaltimento stanchezza".
Brutto non potersi muovere con vie da esplorare (I Sogni!!!! I Sogni!!!).
Cazzeggio totale.
Testiamo il riso a vapore. Ottimo.
I fiumi tendono a diminuire.
Grip, dove sei?
Dormo ancora.
Assurdo... non lo faccio a casa, recupero in grotta... bòh.
3a sveglia:
Ma che cacchio di giorno sarà?
Bè, ci siamo rotti. Oggi si lavora un po'.
Risistemiamo tutto l'armo dalla Straforra al Campo, utilizzando gran parte della "corda rossa"... Che figata la corda rossa! Balza all'occhio che è un piacere. Facciamo riprese video e foto nella forrazza nuova.
Ritorno al campo e poi si va verso Collosso, o meglio ci fermiamo nella condotta forzata sopra il P45 di giunzione. Ho tempo di fare un po' di tarzanate, e quindi mi infilo volando nell'inizio di un meandro parallelo al pozzo, e che dovrebbe direzionare verso la forra di Cattive Acque. Prendo nota: lo faremo appena arriva qualcuno. Poi riprese video e foto.
A ritorno, ancora riprese e foto sui traversoni dopo il campo.
Carichiamo ancora, a Snake, 2 sacchi di bottigliette piene d'acqua più le due sacche da 5 litri.
L'acqua non ha segni di fluoresceina.
Così va meglio. Cena e a dormire.
4a sveglia:
Nemmeno un'ora di sonno, e sento passi e luci verso la nostra tenda. Chi cazzo é? Non vedo bene e non risponde... Sarà il Templare?
E' il mitico Edo. Solo e altamente esplorativo: vuole andare subito alla Via dei Sogni!!!
Chiedo tregua e ci concede 6 ore di sonno. Non vedo l'ora, sia di dormire che di esplorare.
Collazione e via. Si va al fondo armati di tutto il necessario.
Stabiliamo di fare il traverso per raggiungere la sognata condotta, e di lasciare il pozzo da scendere a Rana e Kraus, che arriveranno prossimamente.
Edo traversa, si infila e nel silenzio urla: pozzo!!! enorme!!! e bisogna traversare ancora 15 metri!!!!
Minchia! Si vola!
... scende un pozzetto parallelo e atterra sull'inesorabile verità: è la risalita fatta da me e Mauri anni fa, e che termina in cul de sac a +40...
Fine dei sogni.
Disarmiamo il possibile e portiamo tutto il materiale a Carrigo, sotto la risalita da 40 che vorrei fare nei prossimi giorni. La cascata è forte, speriamo sia possibile.
Nel frattempo visioniamo bene tutto il ramo, trovando altre vie e risalite abbordabili. Carrigo è mostruoso: la forra sarà alta 70 metri.... o di più.....
Durante il percorso notiamo che le acque a monte della Straforra sono verdi (non essendo Snake, è il Pisciollo di Mastodont), e che lo sono anche quelle di Salsa Rosa! Incredibile! Tante cose si stravolgono.
Rientriamo e arrivano i nostri!
Rana e Dado con altri 4 sacchi....
Manca Kraus punto da vespe... ma che sfiga!!!!
Per risistemare gli animi, si da' inizio al festino col vino portato dai due torelli (5 litri).
Fissiamo anche lo "stargate", il telo antivento che separa il campo da tutto il resto...
Edomanolo riesce a trapanare stando a mezz'aria. Forse perchè togliendosi la braga è più leggero....
Alla mattina Edo parte ma non riesco a salutarlo (il cinghiale quando dorme... dorme...).
5a sveglia:
Ma perchè i fiumi sono così in piena?
Maledico il Templare.
Con quest'acqua è impossibile tentare Carrigo: troppo freddo stare in tre ad aspettare ore sotto cascata.
Si va ad Autocombustione.
Rana e Laura proseguono ancora qualche metro rispetto alla volta precedente, Dado ed io sbanchiamo l'inizio del percorso. La condotta prosegue a salire e con aria, ma le ristrettezze sono astiose. Rileviamo il tutto e proseguiamo per Megasnake.
Troviamo una nuova via da scavare (Implosione).. Passiamo e rileviamo altri metri in una condotta gemella di Autocombustione, ma che scende.
Rivediamo ancora Snake quasi fino alla fine.
Si decide di ritenerlo un ramo da portare avanti: è un bel grottino che si immette in Bueno. Non si sa da dove arrivi e il fiume è cospicuo.
Torniamo al campo con una piena veramente udibile nel suo evolversi.
Ah, Snake non è "verde".
Capitolo fluorescente
Succede questo: Kraus scende domenica in Bueno e butta fluoresceina in Cattive Acque prima del Fossile. Quando esce, a sera inoltrata, riesegue la medesima operazione.
Risultano visibili a occhio nudo le seguenti vie d'acqua:
- Cattive Acque avalle
- Cattive Acque amonte
- Pisciollo di Mastodont
- Salsa Rosa e quindi Sifone Azzurro.
Ipotesi più plausibile: dall'ingresso le acque che seguono la via di Ciclopico, alimentano Mastodont come troppo pieno, e quindi sia la Straforra che Salsa Rosa.
Hydrospeed, che è il fiume dalle maggiori portate, non ha collegamenti con Smeraldo. Quindi ora è la più probabile via da esplorare (con canotto!) per proseguire verso Tavernola.
Organizzeremo riarmo e spedizione, con Luca e C. appresso (Lucaaaaa!!! Preparati!).
6a sveglia
I riferimenti temporali ormai sono andati persi. Con un po' di sforzo si può immaginare che giorno sia, ma si sta benissimo così.
I fiumi sono ancora in piena.
Carrigo è nuovamente out. Che nervi.
Scatta una seconda giornata di sciallo generale, ma anche la malsana idea di rispianare gran parte del campo, soprattutto la zona cucina.
Altro che sciallo... mano a pale e picconi....
Parte l'impresa dei regazzi della 'aldemagna, e si costruiscono muretti a secco, mulattiere, pavimentazioni stradali.
Nasce "La Piazzetta". E come non inaugurarla con una bella piena di fiumi di vino, grappe, generi di conforto, caffè dell'alpino (grappa nella moka al posto dell'acqua), e tortellinata?
Mi rendo conto che ormai si comincia a pensare al rassetto generale.
L'uscita all'esterno si avvicina, ma Rana e Dado sono ancora esplorativi, e sicuramente faranno ancora qualcosa.
Nel frattempo i fiumi riaumentano ancora.
Ma quanto cassio piove lassù?
Si va a dormire.
7a sveglia:
Rana e Dado partono per regioni di Bueno, Laura ed io rimaniamo al campo a sistemare i materiali da portar fuori alla prossima sveglia.
I due provano il traversino verso Collosso: entrati nel meandro scendono una verticale trovandosi sul bordo di una seconda, che alla fine è Cattive Acque. Il fiume è sempre cospicuo, ma sembra in calo (penso siamo a Sab. pom.). Recuperano materiale "storico" da risalita: staffe e rinvii lasciati in loco a Collosso anni fa.
Dopo una "lode alla Ciarasina", viene rivisto il ramo di Cattive Acque avalle fino ad una cascata e saltino da 5m non tentato. Lungo il percorso non c'è nulla di esplorabile, ma val la pena fare prossimamente foto e video. Chiederemo una volta fuori a Edo quanto manca alla fine del ramo esplorato dopo la cascata.
Tristezza. Si pensa all'uscita. Mi tocca a sapere l'orario.
8a sveglia
Si ritorna fuori.
Rassetto totale e verso 9.30 di domenica mattina si parte. Dado e Rana con due sacchi, Laura ed io con uno (... per una volta.....).
Sensazioni diverse dal solito.
Torneremo a breve.
Anche se scrivo tutto, riuscirò a far capire cos'è una settimana qua sotto?
Non credo.
Bisogna viversela.
Usciamo in 4 ore e mezza, molto tranquilli e con una sosta breve al Fossile.
Grande soddisfazione nel superare il P25 completamente asciutti: ma allora non eravamo soli stanotte???
Mitici soci!
Ci fermiamo a parlare proprio dove in genere la cascata ti lava fino alla mutanda. Tiè, Templare...
In uscita il "passaggio" è un'emozione che resterà personale per ognuno di noi.
E' fatta comunque.
Bellissimo.
Fantastico.
...quando si rifà?
massimo pozzo
Ps: l'emozione più bella.
Nonostante la compagnia e la squadretta del campo, stupenda, ci eravamo un po' sentiti "abbandonati" negli ultimi giorni.
Ritrovare tutti al parcheggino, con anguria e pacche sulla spalla, è stato ciò che di meglio potevate regalarci.
Grazie a tutti
Massimo
lunedì 25 luglio 2011
La via dei sogni
In oggetto un nomignolo che dovrebbe portar lontano, sia col pensiero che fisicamente...
...si pronuncia ancora sottovoce...
..."la via dei sooooogni"... sccchhhht!!!!...
Come preannunciato, si é intensificata la caccia al by-pass che ci farebbe superare il limite dei sifoni.
Difficile trovarlo proprio lì a fianco, il Templare non ce la vuol regalare questa "botta di culo".
O Luca e C. passano dall'altra parte e ci raccontano, oppure ce la dobbiamo cercare mettendo insieme tanti elementi, che logicamente non sono mai sufficienti: Bueno è universale, e vince sempre.
Ma visto l'andamento inclinato a livelli ben definiti, e con potenti freatici fossili, l'alternativa è risalire o partire da molto più indietro.
Ultimamente abbiamo risalito dei mostri.
In basso: 70 metri a Collosso, 112 metri nella Regione degli Dèi, 125 metri a Mastodont, altri 20 metri a Mastodont, 170 metri a Carrigo.. Turgido e il Portale ancora aspettano..
In alto: 250 metri a Estigazzi fino a Binocolo (e tra un po' usciamo nel prato), 130 metri a Spectacular, altre risalite a No-Trano, Ariasanta, Colonne di Burro... Ci proviamo facendo traversi in forra, scavando condottone fossili intasate da fango.
Le stiamo tentando tutte, compresa ovviamente l'immersione di Luca e Davide.
Indubbiamente il campo giova a questo tipo di ricerca: possiamo muoverci battendo a tappeto il settore. E piano piano racimoliamo metri nuovi, nuove conoscenze.
Bueno è vicinissimo al diciannovesimo km, e tenendo incrociate le dita, potrebbe riesplodere da un momento all'altro.
Ma riesplodere sul serio.
Kraus e Corrado hanno individuato un camino abbordabile proprio prima del sifone, io ricordavo di una finestra ancora più a monte, ma parecchio in alto...
E questo era l'obiettivo dell'ultimo week end: andare sul fondo e risalire... risalire... risalire per poi finalmente ridiscendere, e "andare oltre"...
Partecipanti:
Kraus, Grip, Laura R., Rana, Max
Entriamo in tarda serata: è inutile, non riusciamo a entrare prima, ma quantomeno rompiamo il silenzio della valletta con i Prodigy "a stecca" e il tormentone "Vedo Nero" proposto da Rana,... il mitico "quinto elemento".
Il percorso di andata è bagnaticcio, l'ondata del nubifragio non è ancora passata, e la corrente d'aria era furibonda in uscita: con un anemometro di basso costo, misuriamo 5.5 km/h all'ingresso, quindi una velocità di oltre 1,5 metri al secondo: mica poco!
Prima di toccare il campo, a oltre - 400 disarmiamo il traverso fatto da Grip la volta prima, e sostituiamo tutti i moschi nel traverso del forrone appena scoperto.
Mokkaccio "più cacao che caffè" e a dormire ormai verso le 5 del mattino.
Al sabato iniziano le danze.
Privilegiamo il camino più basso, logicamente.
Inizia Kraus mentre Aracnia e Rana si visitano quasi tutti i rami del fondo fino alle risalite di Carrigo.
Dopo i primi 15 metri il Templare ci regala un bel "cul de sac", ed è inutile proseguire. Peccato, perchè Kraus ci stava prendendo gusto e saliva che era un piacere vederlo.
Proviamo a ripiegare sul caminazzo più a monte, consapevoli che sarà molto più lunga: la finestra in alto poi è ambigua, fa vedere ben poco.
Non mi dilungo in genere sulle performances risalitorie, ma per stavolta vorrei sottolineare la difficoltà della parete.
Forse a giustificare il lungo tempo di attesa dei mitici compagni di merende.
Applaudo chi sta ore là sotto a farmi sicura, e non perde mai la concentrazione.
A tratti si alternano un po' tutti, e mentre affronto ben tre tetti consecutivi, Rana e Grip vanno a scavare nella salone di sabbia oltre lo Smeraldo.
La risalita non scherza affatto: tre tetti spaccano la schiena, gambe e braccia, ma piano piano il nero in alto si delinea: a 30 metri di muro, riesco a superare l'ultimo ostacolo da brivido, il cambio parete su vuoto, e poi entro nel nuovo. Tutto ciò è reso più paranoico dal fatto che gli ultimi fix acquistati girano completamente dopo pochi filetti di dado.... e appendersi su chiodi che si possono tranquillamente sfilare, non è né bello, né rassicurante.
Impazza il tormentone.
VEDO NERO! Zazzazzazzazzazzara!
VEDO NERO!
TROUSSE DA RILIEVO! Zazzazzazzazzazzara!
TROUSSE DA RILIEVO!
VEDO NERO! Zazzazzazzazzazzara!
VEDO NERO!
Bé... la condotta forzata che mi si para davanti, ha proprio tutto l'aspetto di ciò che si stava cercando.
E' impostata nella direzione del sifone (cioè di scavalcarlo), è inclinata giusta, è bella (si cammina), e c'é aria...
Sistemo l'armo e aspetto gli altri trattenendomi da matti, ma godendo di brutto.
Il by pass....
Il by passssssssss... sssccchhhhh!
In fila indiana si va....
Trenta metri di cammino e ci troviamo di fronte ad uno slargo che in libera non si può fare.
Abbiamo finito i materiali cazzo!!!!
Di fronte la galleria prosegue, nera e di buone dimensioni.
Sotto lo slargo, Rana scende in contrapposizione fino ad un terrazzo, e fa un urlo.....
ECO esagerato!, larghezza di 7/8 metri e pozzone!!!!
Sotto si sente rumore di corso d'acqua...
E ci fermiamo qua... davanti a "La Via dei Sogni": dita incrociate e lieve tocco testicolare, nella speranza che sia veramente la volta buona.
Il rilievo in pianta ci dice che tra 5 metri scavalchiamo lo Smeraldo (e quindi la condotta fossile è già quasi oltre), mentre in altezza siamo a +35....
L'aria in arrivo sembrava avesse profumo di Tavernola.....
L'abbuffata di tortelli, con brindisi di cabernet e grappe locali, avviene credo verso le 5 del mattino.
Campo Base è bello!
La dormita è strameritata.
Perciò domenica partiamo alle 15.30 e usciamo alle 19.30 con il regime idrico altamente in ribasso.
massimo
sabato 2 luglio 2011
Bueno 24-26 giugno
Presenti: Grip, Laura R., Massimo
Anche in questo fine settimana, una squadretta di irrefrenabili si è addentrata in quel di Bueno Fonteno, con diverse cosine in programma.
Entriamo un po' tardino (situazione idrica in calo, ma sempre bagnaticcia) poco prima di mezzanotte di venerdì, e la prima destinazione è poco dopo il Fossile, cioè la nuova "Via Paglia". Volevo che Grip e soprattutto Laura la vedessero, per pianificare o uno scavo a ritorno, oppure una delle prossime uscite (in realtà sia io che Grip, speravamo che Laura, ovvero Aracnia, passasse).
Quindi si rimette in piedi il circo orfei, e con un breve tratto di trapezismi, rientro nella condotta a soffitto e sistemo un armo.
Laura è ovviamente colei che andrà più avanti: a quanto pare la via sembra si allarghi a soffitto e che vada avanti. Lo scavo è di qualche metro e in una giornata si può risolvere. L'aria c'è, e la direzione del rilievo indica che si dirige in zone ignote.
Scendiamo poi a Mastodont, e diamo un'occhiata alla risalita del Portale, per valutare cosa fare il giorno dopo: Portale o Pisciollo (il rivoletto che si attiva nel salone e sgorga da una fessura a circa 10 metri di altezza).
Il Portale è un ambientone, bello e ben concrezionato: una ventina di metri in alto sembra ci sia una forra....
Prima di arrivare al Campo Base, visioniamo anche la via nuova percorsa la settimana precedente... anche lì ci sono risalitine e un traverso da fare.
Sabato chiaramente ci si sveglia un po' tardi.
Portiamo tutto il materiale a Mastodont e tento la risalita fino a sopra il Pisciollo, dove mi sembrava ci fosse una condotta forzata.
Salgo circa 17 metri e raggiungo la meta: la condotta c'è, ma un pavimento di concrezione la rende intransitabile per almeno 2 metri. Al di là si rivede ambiente e concrezioni, ma sinceramente di disostruire pesantemente (a Mastodont... sembra un controsenso...) non ne abbiamo voglia. Purtroppo per il Portale è un po' tardi per risalire.
Così, torniamo nella via nuova per il campo dove Grip decide di fare un traversino di una quindicina di metri.
Riportiamo nuovamente dietro tutto il materiale...
Grip realizza il suo primo traverso in maniera sopraffina, e purtroppo non é ripagato della stessa moneta: in alto la forra chiude inesorabilmente.
Così, tanto per concludere, piantiamo ancora di chiodi sistemando nuovi passamani sul vuoto: al Campo Base ora ci si arriva veramente in scioltezza, camminando su traversi....
Il solito festino da campo stavolta é all'insegna del "pesante ma non troppo", e quindi la decisione finale è di dormicchiare un po' di più domenica e prendercela veramente comoda: una volta tanto ci può anche stare.
Di primo pomeriggio partiamo e in circa 4 ore siamo fuori, catapultandoci alla festa della Protezione Civile di Fonteno, dove tra casoncelli, brasato e vitello tonnato, concludiamo degnamente la settimana.
Massimo
