giovedì 26 aprile 2012

Report 24-25 aprile 2012

Consueto resoconto del week end che doveva essere simile al diluvio universale...
Alla fine, bloccati nuovamente dalle previsioni, non è che abbia piovuto poi così tanto, ma in ogni caso Bueno era senza dubbio bello acquatico.
Così, come il week scorso, ne abbiamo approfittato per fare danni in esterno.
Sabato 24
Siamo Laura e Max e facciamo una battuta nella parte alta della Valle di Fonteno sperando di trovare qualcosa di buono da proseguire il giorno dopo.
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   Partiamo da Interstrato (obiettivo di domani) e saliamo fino a quota 1100 circa.
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Scollata 4






















Lungo il percorso rivediamo due spaccature che entrano nel lato Buenico della valle, che al momento indichiamo come "Fratturfaglia 1 e 2". A mio avviso si possono lavorare e si trovano ben distanti dal conosciuto.
Risalendo poi a destra, verso lo sterrato, troviamo a quota 1058 un ingresso con 4-5 metri di scivolo da fare dopo disostruzione. E' impostato su un probabile scollamento, ma dal momento che ha circolazione d'aria, è da vedere bene e rilevare (lo nominiamo "Scollata")
Nel tornare alla macchina, prendiamo posizione con gps di tutto, compreso i due buchi nel bosco poco sotto Macignopoli e Bissico.
Domenica 25
All'appello Lassessor Grip, il Vicepresident Kraus e Max.
Si va a demolire Interstrato, possibile nuovo ingresso della zona a monte di Bueno.
Dopo aver resistito ad una grandinata fotonica di circa mezz'ora, e pioggia per altrettanto in piena valletta, iniziamo i lavori di scavo.
Interstrato è giustamente un bell'interstrato, quasi identico all'ingresso di Bueno, e impostato allo stesso modo.IMG_3712-2




















Non mi dilungo molto sullo scavo, ma si tratta di un lavoro facile e per nulla scomodo. Tiriamo fuori lastroni e macigni, ma in realtà il fondo è di terriccio asciutto, e con una buona organizzazione, si prosegue abbastanza velocemente (purtroppo ci mancava un secchio...).
La condotta ha già buone misure, e ci si muove dentro praticamente gattonando, con larghezza superiore al metro (ora...).
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Per adesso siamo sotto alla decina di metri di scavo, e fermi dove il terriccio tocca contro il soffitto: ma molto positivi sul fatto di riuscire a "entrare".
La distanza di Interstrato dalla macchina è veramente di pochi minuti, quindi si tratta di un lavoretto facile facile da portare avanti anche "al pomeriggio".
Esorto veramente a metterci il naso... la sorpresa potrebbe essere giusto dopo qualche spalettata...
Appena possibile, ci si torna.
Max

lunedì 16 aprile 2012

Gronehenge 15 aprile 2002

 

il week end, con annunci di allerta meteo da più di una settimana, è stato all'insegna del "non-Bueno", proprio per evitare inutili situazioni di eventuali attese dovute a piene o forti precipitazioni.

Non ci è stato possibile quindi nemmeno "girare" più di tanto, ma nonostante questo, sia sabato che domenica siamo riusciti a fare attività.

InterstratoSabato pomeriggio, Laura, Grip e max, siamo stati in vallette a Fonteno, rivisitando e rivalutando "Interstrato", alla luce anche di nuovi sviluppi nel rilievo a monte. Nonostante i pochi metri di Ariasanta, questo ipotetico ingresso, si trova ancora più in alto e a 350 metri in linea d'aria (e 170 metri sopra l'ingresso). Quindi in caso di passaggio, di sicuro potrebbe dare anche qualche km di nuovo...

Alla prima occasione proveremo a lavorarci pesantemente...

 

 

                                                                             Domenica.

VORAGINE GRONE 5Prefazione: alcuni soci del G.G. I Tassi, per qualche settimana hanno lavorato al fondo della "Voragine presso l'antenna" (che se poi saremo tutti d’accordo, chiameremo Gronehenge), "scoperta" e topografata nel 2009, sulla cresta del Monte di Grone. Un cantiere intrapreso molto a rilento visto che nel fondo si doveva smuovere una potente frana, ma da cui fuoriesce una notevole corrente d'aria da ingresso alto. Il lavoro degli amici milanesi è stato molto deciso, permettendo loro di proseguire in ulteriori due vani, sempre invasi da una marea di macigni da togliere.

 

Figura 2 - Acquasparsa, Faeto, Antenna

 

Voragine presso l'antenna

 

Così con una telefonata scatta l'uscita in comunella, purtroppo dalla mattina tutta sotto una pioggia incessante.

Siamo: Max, Grip, Laura e Fabio, poi c'é Andrea dell'ASB, e Max, Franci, Nino e Spit per i Tassi.

Con due teli miracolosi e con la catena umana tiriamo fuori dallo scavo ipogeo ancora qualche vagonata di massi, con la sensazione che l'aria in uscita aumenti ad ogni sasso tolto.

Il lavoro è sempre sul filo del "potrebbe essere lunghissimo ma forse la volta prossima si passa"...

In ogni caso bisogna estrarre fino all'esterno ancora parecchio materiale per rendere il tutto agevole e sicuro.

Cattura

Una delle tante porte del complessone di S. Fermo potrebbe essere prossima ad aprirsi e si rimane d’accordo di continuare a lavorare assieme.

max

mercoledì 4 aprile 2012

Report 30 – 1 aprile

 


Stavolta siamo un po' rimaneggiati, e quindi optiamo per un tentativo un po' più "tranquillo"...

Si va a Collosso. Settore dell'abisso sicuramente poco conosciuto.

Siamo in tre: Laura, Grip ed io.

Entriamo venerdì sera, ben dopo la mezzanotte, e sempre abbastanza carichetti di materiale.

Carichissimi come sempre di verve esplorativa.

Due parole su Collosso.

E' un ambiente molto vasto, parallelo al tratto terminale della Straforra, che si spinge quasi fin sopra il sifone Smeraldo.

Due vani enormi, separati da un saliscendi, e che in alto nascondono almeno altre quattro grosse prosecuzioni, oltre a quella dove andremo stavolta.

Collosso 1 è un camino da 70 metri, la cui base fa una sala già 40 metri sopra il fondo. La risalita è stata terminata un anno fa. La larghezza del camino è di almeno 15 metri, con cascata non potente (ma che in caso di pioggia lava tutto). Lungo le sue pareti, c'è una spaccatura enorme ancora da raggiungere.....

Collosso 2 è un ambiente della struttura di Mastodont: una forra tanto larga da generare un salone a più livelli. Molto fangoso e fossile.

Ci si può arrivare da più parti, ma dal Campo Base, basta risalire prima dell'innesto di Cattive Acque.

Una zona poco frequentata, ma con parecchie possibilità esplorative. E ci si arriva in circa un ora dal campo.

Senonchè doveva essere un'uscita tranquilla, senza devastamento fisico. Invece, avendo materiale disostruttivo e in un continuo saliscendi (sali un 40, scendi un 35, sali un 70... e minchia!) soprattutto impiastrato dal fango e da armi esplorativi non proprio agevoli... la passeggiatina si è rimessa nel solito binario della consueta "botta" da fine settimana.

Il nostro obiettivo è in cima a Collosso 1 (il P70), dove la condotta in cui scorre il corso d'acqua ci aveva fermati davanti ad un abbassamento della volta impassabile a "mani nude".

Il fango e l'acqua rendevano il tutto molto "marcio" per lavorare distesi.

Quindi ci siamo attrezzati di teli e preparato il cantiere abbiamo cominciato a scavare. In ogni caso se ne usciva marci fino alla mutanda comunque... quasi inusuale lavorare "distesi" in Bueno.

Impossibile passare in quel basso melmone gelato con mazze e punte.

Vuoi vedere che Bueno stavolta ci sta confezionando il suo bel pesce d'Aprile?

Così, seppur con le dovute scuse all'Abisso per l'operazione chirurgica, allarghiamo in modo deciso.

Giusto quanto può bastare per spingere Laura al di là....

Stavolta c'é un sacco d'aria gelida che ci soffia in faccia: il ramo DEVE ripartire... aria e acqua ....cazzo...

L'ingresso al venerdì notte, i sacconi pesanti, ore di scavo in quel fango bastardo...

Tutto per quel momento di "silenzio e raschio" in un piccolo capillare del bestione.

Laura non passa porco cane...  o forse... 

...no... non passa...

Poi ci dice che non passa perchè non si è messa la sua "mutanda tecnica"....

Poi si fa firmare una dichiarazione dai due "marci" che l'avremmo comunque tirata indietro per i piedi nel caso peggiore.

E' ovvio che firmiamo: vogliamo sapere cosa c'è al di là!

Quindi Laura raschia, ma alla fine passa e quasi di getto ci comunica che chiude tutto.

IMPOSSIBILE!!! NON PUO' CHIUDERE!!!!

Aria e acqua... ma chi ci crede!

Lo chiameremo "No-slip". Si, se c'é qualcosa lo chiameremo così... ma scusa, da dove arriva l'acqua? ma come da pavimento? e l'aria? 

La segugia traffica dietro una colata che sembra occluda un varco. E' allargabile con un po' di buona disostruzione. 

Ancora secondi eterni e poi echeggia l'urlo di Aracnya: BISOGNA SPACCARE UN PO' E POI C'E' UNA VIA CHE VA ALLA GRANDE!!!!

Dimensioni tipo forra iniziale, un po' più bassa.

Con il torcione (distrutto), riesce ancora a puntare nel nero che se ne va...

Per oggi ci basta, è tardi, siamo pieni di fango, ma sappiamo nuovamente di essere di fronte all'ennesima via che si perde dentro la montagna.

L'aria soffiava gelida e forte, e Laura riferisce di aver visto una volta triangolare, ricca di cannule lunghissime. Il pavimento, ricco di vaschette con il corso d'acqua che scorre tranquillo. Si cammina e davanti è nero.

Alla prossima si riviaggia...

Rientriamo euforici al campo, nonostante il ritorno si riveli molto delicato su alcuni tratti di corda.

Anche stavolta si va a riposare che ormai è domenica mattina. Per cui ripariamo nel primo pomeriggio, arrivando in valletta verso le 19.30 di domenica.

Uno spettacolo....

max

 

Integrazione di Grip

Puntuale la narrazione di Max sempre abile nel ripercorrere i tratti salienti della nostra esplorazione...

Volevo solo fare i complimenti ad Aracnya: va beh che è magra e quindi è avvantaggiata, però secondo me bisogna anche avere i cosiddetti ed essere intraprendenti per fare certe cose...il passaggio era davvero strettino, e la poverina ha dovuto letteralmente raschiare per passare: almeno alla fine è stata premiata !!!

Anche per rientrare e raggiungerci nuovamente, ha dovuto fare una fatica bestia...

Comunque...Collosso effettivamente è molto bello ed è ancora tutto da interpretare, il P70 da solo vale la pena di essere visto...e risalito: corda del 9 piuttosto fangosetta, che parte con micro-pendolo nel vuoto...per poi arrivare su in cima dove devi affrontare un piccolo saliscendi con armi piuttosto tecnici (della serie: non c'è tecnica, arrangiati con gli strumenti e basta !!!), ovviamente sotto hai 70 metri di vuoto...la sacca quando tocca la base del terrazzo su cui ti vai ad adagiare fa cadere dei blocchi di fango non indifferenti, e quando senti il tonfo, dopo un bel pò, significa che sono arrivati laggiù in fondo...il rimbombo è da cattedrale !!! Semplicemente uno spettacolo !!!

Inoltre, appena scendi in Collosso 2, il candore di una grossa colata medusosa (ma veramente GROSSA !!!) ti colpisce, in tutto quel nero...per non parlare della bellissima condotta freatica - ben 120 metri - che ti porta a Collosso...da film...

Per il resto, fango, tanto fango, e armi molto ma molto esplorativi...quindi una discreta faticaccia...

Non c'è che da tornare...e si viaggia, questo è poco ma sicuro...nell'ultimo mese e mezzo tra Mai Visto, Vedonero, Collosso una marea di vie nuove, tutte strapromettenti...

E si continua a sognare...

GRIP

martedì 27 marzo 2012

week 23-25/3 /12 in Bueno

Dopo le ultime buone nuove da diversi fronti, Mai Visto e Vedonero, che assieme regalano circa 10 nuove vie possibili da esplorare, un altro week end esplorativo abbastanza fruttuoso.
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Saltata l'immersione di Luca (e credo anche per il prossimo, quindi fino a dopo Pasqua si aspetta...), ci prefiggiamo di proseguire le esplorazioni in cima al P170, ma con l'imperativo di sistemarlo un po' meglio, e sostituendo la corda del 9 con quella del 10...
Il sacco-bambino con 200 metri di corda già dalla macchina si attacca automaticamente alle spalle di Dado, che in scioltezza se lo scarrozza fino al campo e poi anche fino in cima al bestione...
Entriamo un po' tardi, verso l'una di notte del venerdì. Kraus, Dado, io e Giorgio Mauri. La mancanza di Laura e Corra, ci fa appesantire le sacche, ma riusciamo ad avere solo un monolito a testa. Arriviamo al campo verso le 4 e quindi tra sistemazioni varie, si va in tenda verso le 6 di mattina. Dopo 5 ore di sonno si parte verso mezzogiorno in direzione Vedonero.
A salire, sistemiamo qualche sosta, e Dado arma al contrario sostituendo la corda. Il traverso terribile viene potenziato, ma rimane ancora un punto precario della struttura e dovremo trovare il modo di eliminarlo.
Queste operazioni sono lunghe e laboriose, e la verticale è una bestiaccia che a tratti lascia cadere lastre dalle pareti: è talmente grosso che si sfoglia e ogni movimento viene comunque fatto con delicatezza, essendo sempre attaccati alla parete. La salita è lunga e non scherza. Al traverso si hanno circa 150 metri du vuoto sotto, e qualche gocciolina di sudore in più c'è sempre....

Vedonero......
  
Altro fatto è che in pratica si scende fino a - 451 e poi si risale per altri 300 metri (come tornare alla base di Fonteno Beach): e quindi adesso si percorre un altro Bueno al contrario... In totale l'uscita è come fosse un -750...
Verso le 18/19 del sabato, finalmente tutti entriamo nel nuovo ramo, lasciando il grande vuoto alle spalle. Ci si rivedrà a ritorno, valutando il lavoro di riarmo.
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Già nel percorrere la nuova forra, Giorgio si infila in un varco a soffitto, trovando una nuova via, e fermandosi davanti ad una volta con fango secco alla base, passabile in un'oretta di scavo: aria fredda in faccia e nero dall'altra parte... si comincia bene, ma andiamo oltre...
Arrivati alla base del P15, sempre Giorgio arrampica in libera, usando tre fettucce, e prosegue per poco, fino alla base di un nuovo P20 da risalire in artificiale, e da cui fuoriesce un corso d'acqua: in alto si vede chiaramente la forra che prosegue in dimensioni da camminamento... Rileviamo circa 50 metri, lasciando il materiale per risalire sul posto.
Ci rimangono ancora tre vie da vedere, quindi ci portiamo a monte del nuovo ramo, visionando la frana da cui esce il secondo corso d'acqua. Qualche arrampicata e si prosegue per una decina di metri, ma anche qui dobbiamo fermarci per mancanza di attrezzoni da scavo. Dalla parte opposta di queso tratto di forra, a circa 7 metri di altezza si può disostruire, e oltre si vede chiaramente un ambiente nero di dimensioni non piccole.
Ci buttiamo quindi a vedere il "famoso interstrato" ancora da rilevare e fermo su un ipotetico P50 da scendere...
Il lancio del sasso ci lascia tutti ammutoliti: sotto di noi c'è un nuovo bestione che dopo un rimbalzo, fa almeno 6 secondi di silenzio, per poi tuonare e in alcuni lanci è sceso ancora.
NON E' UN PI CINQUANTA!!!!!!!
                                                                                     Questo è il nome dato al nuovo mostro: potrebbe trattarsi di un bel nuovo centone da scendere: con le torcie non siamo riusciti a vederne il fondo, e le pareti sono veramente lontane. Dal basso, il suono è di ambiente gigantesco...
Yuhuuuuuuuuu!!!!!
... ma non abbiamo abbastanza corda per tentare: con 30 metri del 9 di diametro, non improvvisiamo nemmeno la calata a penzoloni nel vuotone immenso...
Con un traversino laterale però, proseguendo a soffitto della condotta di interstrato,  seguiamo il rumore di un piccolo ruscelletto che si riversa nel vuoto.
E al di là parte una nuova bellissima forra, con caratteristiche anche fratiche, concrezionatissima. Il pavimento, a due piani, presenta quello superiore totalmente concrezionato in giallo, e a tratti si spacca sotto il nostro peso. L'avrei chiamato "Croste di Grana"...
Rileviamo correndo come forsennati con Kraus che urlava "chiudesudritto!, chiudesudrittoooo!!!", circa 230 metri, per fermarci tristemente su una colata concrezionata mista a frana ricementata. Altro posto quindi da disostruzione quasi impossibile. Dalla frana comunque arriva aria e acqua.
Altri 280 metri da aggiungere al rilievo che adesso diventa sempre più incredibile.
E nuove vie da esplorare, compreso un pozzone che sicuramente regalerà prossimi tsunami di adrenalina.
DSC05139    Fotografie GGB
Il ritorno al campo non è più una passeggiatina adesso: il percorso si allunga smpre più, e rientriamo nuovamente verso le 4 di mattina della domenica.
Sfasciatissimi, ma cantando.
Il riso a vapore è come sempre uno dei migliori momenti di questi "viaggi", contornato dal fiume di idiozie che possono scaturire con l'euforia di certe esplorazioni.
Peccato non riuscire mai a dormire per bene, ma vabbè... mica si può pretendere tutto...
Si va in tenda che ormai fuori c'é il sole...
E quindi, ancora gasati dall'avventura, partiamo a razzo verso le 14 dal campo, uscendo in tre ore e mezza col tempo dell'ultimo...
Nuovamente...
Fantastico
max

domenica 18 marzo 2012

Report Uscita FLASH Venerdì 16 Marzo 2012

Ecco il Lampo che aspettavo!
Giovedì arriva il messaggio di Kraus che mi informa di avere il venerdì libero.
Ci accordiamo per gli orari ed eccoci già lì, il campanile di Fonteno sta per dare gli ultimi rintocchi delle 7:30 quando, dall’angolo della chiesa spunta la macchina di Kraus.
Il ritmo che scandirà questa giornata è quello giusto, un caffè veloce e via…varchiamo la soglia di Bueno alle 8:10 con tanto di convenevoli per propiziarci l’ospite.
Locomotiva KRAUS EXPRESS apre le valvole e……FLASH! …sono al 50 e aspetto, giusto il tempo di dare un occhio all’ora, mentre Kraus esce dalla corda che porta a MaiVisto...
Ah si, scusate, mi sono dimenticato di scriverlo: l’obbiettivo dell’uscita è di terminare la risalita a MaiVisto e vedere la probabile prosecuzione.
…..resto basito e mi appresto a oltrepassare il saltello fangoso.
La locomotiva intanto và…è lì a 6~10 metri da me ma, non riesco ad acchiapparla.
Finalmente nel meandro raggiungo l’alien e arriviamo insieme alla base del pozzo alle 9:11.
Tempo di dare una sorsata d’acqua, raccolgo il materiale, imbraccio il trano e parto per arrivare al coniglio che mi sta chiamando circa 48m più in alto.
Arrivo all’armo e non provo nemmeno a fare il traverso perché dovrei passare proprio sopra a Kraus che è fermo al coniglio intermedio circa 15m sotto.
Mi preparo una seconda sosta direzione traverso per spostarmi e lasciare posto a Kraus che arriva recuperando la dinamica, la statica e i rinvii che mancavano.
Resettiamo e riavviamo il sistema…parto, traverso e arrivo al terrazzino “cacosissimo”,preparo una sosta e aspetto l’arrivo di Kraus che sistema pure la via per il rientro.
Ormai la meta è lì di fronte, manca ancora un traversino da 4~5metri quasi a 90gradi rispetto al precedente e la forretta ci aspetta.
Il trano riprende a girare e in poco tempo sono oltre il camino.
Sistemo l’armo e lascio le scalette sui due chiodi centrali del traverso mentre Kraus raddoppia la corda.
Un traverso su un cornicione a 50metri completamente in vuoto ha il suo perché…
Il compagno di questo breve ma intensissimo viaggio mi raggiunge e cominciamo a fare quello che abbiamo atteso fino a questo momento………ESPLORIAMO!!!!!!
Forretta strettina, concrezionatissima e bellissima…tutta a saltelli con pozzette medio piccole.
Procediamo per circa una trentina di metri e…..BOOOMMMMM, davanti a noi un buco nero!
WOW….L’euforia e l’adrenalina prendono il sopravvento, sembra un salone enorme.
Mettiamo piede nel “Camino FLASH” alle 14:00 circa, cominciamo a esultare sgranando gli occhi con il naso all’insù: diametro 10metri forse anche più, primo finestrone a 10metri, secondo subito dopo ad altri 10~15metri.
Altra finestra spostata con arrivo d’acqua e altro arrivo d’acqua diametralmente opposto alla prima finestra.
Insomma…..il camino dei BALOCCHI!!!!
Torniamo all’inizio della forretta, recuperiamo il materiale da rilievo e torniamo al camino.
Partiamo a rilevare al contrario fino alla base di Mai Visto dove mangiamo un panino veloce e partiamo per l’uscita.
Ore 16:22, se non ricordo male, Locomotiva KRAUS EXPRESS riapre le valvole e alle 17:40 chiudiamo il cancello alle nostre spalle ringraziando ancora euforici.
Ecco quella che si può definire una giornata intensa, stancante ma nello stesso tempo APPAGANTE!
Insomma, una vera FIGATAAAA!
 Edo

martedì 13 marzo 2012

Report Squadriglia MaiVisto10-11/Marzo/2012



Come da programma, incontro in piazza Fonteno alle 18.00 di sabato sera.
Laura, Matte, Kraus, Davide ed io (Edo).
Varchiamo il cancello del parco divertimenti alle 19.30 circa, arriviamo al 50 con nonchalance, (ormai arrivare al 50 è come andare a prendere lo zucchero filato) attacchiamo la forretta che ci porterà al Pozzo di MaiVisto e cominciamo a dividerci.
Dopo aver fatto i primi metri (su proposta di Matte) io e Davide proseguiamo senza far complimenti mentre il trio prosegue in stato riflessivo con mazzetta alla mano…
Arrivati al pozzo do uno sguardo al lavoro, Davide mi dà due dritte, fixiamo i rinvii, preparo il trano e parto.
Arrivato al bellissimo coniglio mi attacco altri rinvii, scalette e dinamica, valuto bene il lavoro, guardo l’ora (00.30) e parto all’attacco.
Nel frattempo arriva il trio mazza.(con la statica)
Parto come da programma “su diritto” per poi salire in diagonale a destra dopo circa tre metri ma dopo i primi 3fix le cose si complicano.
La parete è un po’ marcia e anche se riesco a leggere una probabile via per i fix leggo anche una massa di fango e detriti che sarebbero finiti su Davide che mi faceva sicura.
Inoltre se fossi arrivato sulla parte semi appoggiata non avrei potuto evitare le selci che mi guardavano e mi salutavano ridendo come se volessero farmi la festa.
Nel frattempo il trio si fa il the ai frutti di bosco e aspetta….
Metto la freccia e comincio a salire in diagonale a sinistra per aggirare una mezza colata mista a placca staccata e poi di nuovo su dritto verso il soffitto bianco di sto piccolo mostro.
E’ il vecchio arrivo, sembra la volta di una condotta sfondata che si è trasformata in cengia.
Finisco gli 11 rinvii e penso alla batta che sta per finire, non ho corda di servizio, sono solo sulla dinamica e ho 3 chiodi da armo.
Spiego la situazione e Kraus per un rifornimento di materiali.
L’unico modo per farmi passare il nuovo materiale è appendermi a 1chiodo e mezzo (la batta finisce sul mezzo) e usare la dinamica per tirar su la roba.
Tutto và a buon fine, le manovre riescono direi bene, posso ripartire.
Metto ancora 5rinvii e sono lì, vedo bene la cengia concrezionata e la finestra dietro la mia schiena a circa 10~12m.
Ora bisogna attraversare, comincio a contare tutte le possibilità per trovare la strada con meno fix da mettere; Davide mi dice che ho ancora 5~6m di dinamica e rimangono 5o6buchi e mezzo.
Avrò contato 20volte ma senza riuscire ad arrivare in zona sicura.
Mi balena in testa di usare i chiodi da roccia ma poi penso ai 6m di corda che rimangono su una dinamica da 60 e faccio la sottrazione. (ma non doveva essere un P35?)
Inutile continuare a valutare,le gambe cominciano a tremare e la certezza di non riuscire ad arrivare mi convincono, faccio un armo doppio e comincio a scendere cercando di recuperare un po’ di rinvii.
Tocco la base del pozzo alle 4.00 circa un po’ amareggiato e deluso.
Impressionante: nel toccare terra e togliere il trapano che avevo a tracolla mi scoppia la spalla che lo portava e una botta di fame, sete e stanchezza mi sbrana. Sconvolto!
(personalmente sono una delle cose che mi piacciono della speleologia, riuscire a controllare e dominare il proprio corpo e il poco cervello che ho in situazioni un po’ al limite)
Ripenso continuamente al trapano che abbiamo lasciato in macchina, se ne avessimo avuti due….
Mentre mi rifocillo il buon Davide và a buttare un occhio e a recuperare altri rinvii e attendo un suo riscontro.
Se scendeva e mi diceva che secondo lui c’era una possibilità sarei risalito GIURO!
I poveri Laura e Matte erano abbastanza infreddoliti e mi sono sentito un po’ in colpa, Kraus non so, chi riesce a leggere quello che sta sotto la sua armatura è bravo.
Comunque era fresco e sereno perché mentre aspettiamo il ritorno di Davide, avanza due proposte: o andare a sistemare le corde sui nuovi armi a TERRE DI MEZZO o andare a buttare un occhio in ALLORA SI.
Sono quasi le 5 quando partiamo per ALLORA SI.
Una forra molto, molto interessante e con ambienti da rivedere e fotografare.
Io,Laura e Matte non arriviamo in fondo mentre i due mangia grotte proseguono fino al fondo che finisce su frana concrezionata.
Ci si rincontra al 50 e cominciamo a uscire con calma per rivedere la luce verso le 8.00 di domenica mattina.
Beh! Che dire….MAI VISTO ormai ha i giorni contati.


Ledo

lunedì 12 marzo 2012

Report Vedonero

Giornata spettacolare in Bueno. So già che pur usando le migliori parole sarà difficile raccontare cosa sta succedendo laggiù.
Il week end comincia venerdì sera con l'entrata ore 22 di Corrado e Vez: i due vanno fino al sifone con una bombola di Luca e un monolito di Corrado tra cui piccone e amennicoli vari. A Smeraldo sistemano la piazzola da cui Luca potrà poi fare un carpiato con avvitamento, e tuffarsi nell'oceano.
Verso la mezzanotte e mezza, entriamo Grip, Max e Andrea Belotti (ASB), con sei sacchi pieni di materiale e cibo per dieci persone.
Tra una cosa e l'altra, andiamo a dormire quasi alle sei di mattina.
 
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Al campo si dorme talmente bene che Vez e Corra non riescono nemmeno a svegliarci per salutarci e uscire di primo mattino.
Verso mezzogiorno arriva la squadra dei bresciani, con Laura, e quindi Matteo Rivadossi, Giorgio Mauri e Stefano Sparapani (GGB). Con loro anche le due bombole per Luca.
Si parte per Vedonero, dividendoci in due squadre. Grip, Laura e Stefano faranno riprese nei fondi, gli altri tentano la megarisalita.
Un pensiero continuo è rivolto alla squadra che entrerà per Mai Visto (Edo, Kraus, Laura, Dado , Matte e Stefi?): se la va, domenica sera si festeggia alla grande.
Raccontare della risalita non è veramente cosa facile. Divertimento e incubo allo stesso tempo. Adrenalina da tutte le parti.
Vedonero è un muro, che parte dal primo pozzo risalito da me e Rana, e sale per ben 170 metri!!! Una cosa mostruosa, con larghezze in circonferenza che superano i 25 metri.
Appesi lassù in alto a fare sicura, con davanti un vuoto di certe dimensioni, non è sicuramente un fatto abituale.
Le pareti, in strutture così grosse, non sono mai perfette, e più volte sono caduti lastroni di qualche tonnellata (3x3 m...).
Il terrore ovviamente era per chi stava sotto, e per le corde del ritorno. Per questo motivo ci siamo divisi un due squadre.
Comunque, eravamo fermi a circa una sessantina di metri in parete prima di raggiungere la finestra da cui esce il fiume.
Rivadossi ha arrampicato in posti incredibili salendo in un modo che probabilmente conosce solo lui. Ed è riuscito a fermarsi a circa 25 metri dalla fine, cedendomi il passo sotto un lastrone da paura. A salire riesco a piantare solo un chiodo, sotto una placca che se toccata avrebbe portato via sia me che Giorgio, appeso in vuoto sotto di me a fare sicura.
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Senza possibilità di scelta, se non ripartire da più in basso, torniamo alla sosta posta a circa +100, a comunicare il problema agli altri. L'orario era già tipo la mezzanotte del sabato... e ripartire avrebbe portato via anche la notte.
Presi da rimorsi di coscienza, stabiliamo un altro piano d'attacco: con un traverso forse si può proseguire, senza toccare il placcone.
Risaliamo io e Matteo, e il marziano riprova a fare i suoi numeri. Dopo due scivolate che causano la rottura della punta del trapano, il traverso è un po' un incubo: tre passaggi su chiodo, con corda del 9, in vuoto con 150 metri sotto....
Dopodichè, fare 25 metri in arrampicata mista a qualche fix, sembra che per quel soggetto sia una specie di passeggiata, e in due ore il gioco è fatto.
Alla fine, la verticale misurata è un P170.
Allucinante. In tre domeniche....
E quindi ci si para davanti una nuova condotta, che parte dentro la montagna, aprendo un bel nuovo capitolo.
Oltre ai cento metri di pozzo nuovo, ne rileviamo ancora 200.
La nuova via prosegue entrando in un nuovo reticolo che comprende due corsi d'acqua differenti, un camino da 15 da risalire, due o tre condotte da esplorare (tra cui una sfonda su un P50.... e prosegue anche dall'altra parte dopo traverso di 5 metri), per finire in una spaccatura a forra, alta 15 metri, ferma a monte su frana (da cui esce un corso d'acqua) e a valle con ambientone nero da raggiungere dopo risalita di 10 metri.
CAZZO CHE FIGATA!!!!!!
Non c'era nemmeno il tempo di rilevare tutto...
A ritorno, riusciamo a mettere in sicurezza il megapozzone, con una serie di nuovi armi, ma in futuro (prima possibile!) sarà da risistemare tutto, con soste fisse e corda del 10, altrimenti salirlo è veramente poco sereno.
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Torniamo al campo quasi alle 8 della domenica, "leggermente stanchi". Bellissimo leggere negli occhi di Andrea, lo stupore di fronte ad ambienti che non aveva letteralmente mai visto. Tre giorni in un posto del genere, e vivendo un'esplorazione così, é sicuramente da stordimento emotivo.
I bresciani escono praticamente subito, metre noi ci svegliamo verso le 14.
Partendo verso le 17.30, dopo un rassetto generale, usciamo attorno alle 22.
Fantastico.
max

lunedì 5 marzo 2012

Report 3-4 marzo 2012



Anche questo fine settimana ci sono stati "impegni di proggiuetto"  ben incatenati.

Venerdì sera la serata ad Adrara S Martino é andata molto bene, la sala era piena e il pubblico veramente attentissimo a tutto. La conclusione in ottimo ristorante  mezzanotte quasi, con vino e mangiata di salumi e cosine tipiche, e addiruttura offerta dall'associazione La Bussola che ha organizzato il tutto, è stata proprio gradita (eravamo tutti digiuni... figuratevi un po').


La mattina dopo, partenza per Saronno alla riunione FSLO (alcuni di noi sono finiti a Varese...) che si è conclusa quasi a cena.


In serata, ovviamente, direzione Fonteno e entrata verso mezzanotte e mezza.


Siamo in parecchi.

L'obiettivo era molto allettante: poca acqua e risalita al fantomatico camino di Mai Visto. Con finestrone in alto e fiume che ne esce solitamente a cascata, le fantasie esplorative sono partite a mille.

Il fatto più bello della nottata, però, é stato il rientro in Bueno dopo un anno esatto di assenza/convalescenza, di MATTE.

Sapendo che anche in lui il "morbo" è notevole, ho solo provato ad immedesimarmi nella sua emozione.

E mi complimento molto, ma molto, perchè il "test" scelto non era certo dei più indicati per i suoi due gomiti.

Per andare a Mai Visto, si deve passare per Forse-Forse (la parte a valle): ricca di strettoie e strisciamenti, nonchè meandro sagomante prima del bivio con La Chicciola e Onde di Pietra.

Grande Matte!!! E con il sacco pure!

Comunque entriamo dopo la mezza, Matte, Fabio, Max, Rana, Dado, Kraus e Grip.


Kraus e Dado vanno fino a Terre di Mezzo e Portorotondo a sistemare gli armi con fix inox del 10. Non avendo corde con loro, hanno sistemato il possibile, ma alla prima occasione, sarà da portarsi un po' di corda nuova per ribilanciare gli armi.

A Mai Visto verso le tre di notte, iniziamo la risalita in condizioni veramente ottimali: dalla finestra uscivano solo megagoccioloni da mezzo litro con cui giocare a scansarli...


Altra bella soddisfazione è che i pretendenti a risalire erano ben tre (Grip, Rana e Fabio), sgomitando e relegando il president in panchina.

Quindi, dopo il lancio della monetina, inizia Fabio, che promette di piantare solo tre chiodi visto che si tratterebbe di una bella "prima".

Che dirvi... un gatto.... e poi ripensandoci mi vien in mente che di cognome è addirittura al plurale...

Fabio vola e mantiene la promessa, quindi dopo i primi 5 metri cede il passo a Rana.

Ora non ditemi che anche lui saltella in parete perchè quello è il suo soprannome...  Ma possibile?

... vietato fare battute sul mio......

Rana comunque è anche "ragno" perchè in due riprese, si spara un bel 25 metri di parete tutt'altro che semplice, con qualche rognetta qua e là.


A questo punto Kraus e Dado rientrano con lavoro terminato, e Grip, Matte e Fabio rientrano causa impegni nel mondo esterno.


Ma anche per noi il sonno si fa proprio sentire: sono due notti  "che non si dorme", i colpi di sonno sono in agguato e fare sicura o risalire un P30 non è la cosa migliore da abbinare.

Il finestrone a tratti sembra più piccolo di quanto sperato, e non è a 30 metri, ma a un po' di più.

E' sempre lì, che sembra si avvicini, ma non riusciamo a prenderlo ancora.

Rana lascia provare a me, completamente capovolto dal sonno (lui o io? boh)

Salgo 10 metri, e finalmente riesco a quantificare la finestra e quanto manca ancora.

Ne mancano ancora almeno una decina in diagonale, ma in una situazione di roccia un po' delicata: c'è un placcone da evitare o salendo ancora, o stando molto all'occhio.. 

Ho ancora 5 rinvii fixati, e la corda di servizio non basta a fare ricarica di materiali.

Mi decido a proseguire e mentre trapano, un colpo di sonno mi fa andare indietro con la testa. Prima volta in vita mia.

Pianto il chiodo, ma strani lampetti di luce gialla (inesistenti) sono il segnale che forse è il caso di terminarla con una freschezza diversa.

E' stata una "sofferenza enorme" dover abbandonare a così poco dal termine: sicuramente in altre condizioni saremmo riusciti a toglierci il dubbio che ora trapanerà il cervello per tutta la settimana.


La finestra comunque è larga circa 3 metri e alta 3 metri e mezzo. Sembra che vada sia a destra che a sinistra, con una forra abbastanza alta. Le pareti sono bianche e concrezionate, e di sicuro si cammina. Normalmente il corso d'acqua che esce da lì è abbastanza copioso.


Ho pensato che potesse essere un gradito "pacchetto regalo" per Edo, Laura e altri che con lui andranno sabato prossimo.

Potrebbe essere una bella botta esplorativa, perchè è allo stesso livello di faglia delle grandi gallerie del Binario. Oppure un arrivo da monte tipo Sifonik, Actimel o Non-Ostante.

Di sicuro "VIAGGIA"!!!


Quindi scendo e sistemiamo tutto per la continuazione, lasciando in loco la dinamica, rinvii, staffe, fix e moschi in acciaio da armo.

Servirà ancora corda e magari qualche rinvio in più.

L'armo in alto è in vuoto, con corda del 9, a circa +35/40, e su tre chiodi.

Alla prossima si è nel nuovo... ed era dal 2006 fermo lì...


Usciamo nel primo pomeriggio... russando, e portando fuori le corde vecchie...

Soddisfattissimi comunque.
max

lunedì 20 febbraio 2012

Uscita week 18-19 Bueno Fonteno

Questo fine settimana siamo entrati in Bueno Fonteno, con l'intento di visionare una risalitina lasciata indietro qualche anno fa nel Ramo della Chiocciola.
Entriamo sabato verso le 19, Fabio, Grip. Kraus ed io.
Impensieriti dalle ultime nevicate e dai racconti di Luca, che domenica scorsa si è divertito a scivolare nel ghiaccio sullo sterrato, decidiamo (per la prima volta dal 2007!) di lasciare la macchina alla chiesetta, all'inizio della strada... poca voglia di mettere le catene...
Chiaramente, di ghiaccio nemmeno l'ombra, a parte il pezzo di strada che porta alla valletta: bella camminata!!!!
Pensavamo quindi che ci fosse parecchia acqua dentro: invece lo spettacolo di Bueno é stato che fino al primo bivio sotto i due P5 era tutto ghiacciato. Vaschette, cascatelle, pavimento. Bellissimo, da fotografare, ma anche un po' pericoloso per possibili scivolate nei passaggi da arrampicare.
Quindi zero acqua e pareti secche e bianche fino a sotto il P55.
Acqua gelida.
Per arrivare alla Chiocciola, bisogna passare da Forse-Forse, un po' fastidioso per il trasporto dei sacchi in alcune strettoie. Arrivati in loco, ci si arma per risalire: il ramo interessato è addirittura laterale e secondario alla Chiocciola, parecchio fossile e con poca aria. Perciò già con molti dubbi di prosecuzione.
La risalita se la spara egregiamente Lassessor Grip, che piano piano sta imparando tutti i "trucchetti del risalitore". Circa 10 metri (su colata concrezionale...), per poi finire in un cunicoletto. Kraus, in un'altro rametto, riesce a superare una strettoia senza attrezzi, ma finisce davanti ad una frana quasi concrezionata. Nonostante nel passaggio ci sia un po' d'aria, decidiamo di mollare tutto, e disarmiamo il ramo fino all'inizio delle risalite.
Il Ramo Chicciola viene dato definitivamente chiuso, a meno che non si riprenda il lavoro di scavo al buco sotto il parcheggino (Buco Zilioli), che era in linea a 80 metri di distanza circa, con un cunicolo ("Minchiadellaminchia") nei pressi del salone fossile proprio in cima al ramo. Comunque. la bellissima concrezione che da' il nome al ramo è ancora raggiungibile e fotografabile.
Rileviamo pochissimo, circa 45 metri.
Nel ritorno, facciamo deviazione verso l'insondato caminazzo Mai Visto, che dalla seconda uscita in cui trovammo Bueno, é lì che aspetta. Allora non avevamo le torce di adesso...
Bene: a circa 30 metri di parete (non di più), c'è un finestrone valutato 3x2m (ma Fabio dice anche 4x3), da cui esce il corso d'acqua a cascata. L'altra notte c'era poca portata, ma generalmente è un camino molto attivo e bagnato.
Inutile dire che è diventato automaticamente il nostro prossimo obiettivo, escluse le priorità del Campo Base. Quindi alla prima occasione buona lo attacchiamo.
In zona, vengono anche trovate 4 specie di animaletti diversi, quindi Fabio ha già predisposto un "piano di caccia grossa" per i prossimi mesi.
A ritorno, deviamo sul salone sopra Forse-Forse che poi riconduce a Fonteno Beach evitandone la parte più stretta, e risistemiamo tutta la discesa su corda (che tocca ancora, ma su fango).
Concludo con un dovuto elogio a Grip, che adesso vuol risalire Portale, Mai Visto... tutto! e a Fabio, che ha sistemato l'armo sotto il salone egregiamente, roteando l'Hilti come fosse nato col trapano...
Bene! E' bello vedere continui miglioramenti soprattutto da chi vuole imparare mettendoci anima e passione.
Un po' di "orgoglio" dopo gli ultimi "corsetti" interni, tra l'altro molto partecipati. La pratica subito dopo la teoria...
Yahuuuuu!!!!
Giustamente, la tecnica si acquisisce soprattutto sul campo, e non c'è modo migliore che farlo in esplorazione.
Bueno ha ancora centinaia di vie da esplorare: più saremo capaci e preparati, più ci verrà facile raggiungerle anche in cima a pareti infinite (...Vedonero....).
Max

lunedì 30 gennaio 2012

Ancora Sorgente Tufere!

 

Continuano fruttuosissime e con risultati sempre più esaltanti, le esplorazioni nella Sorgente Tufere (Pisogne – Bs).Tufere galleria

Come dicevo nel post precedente, questa risorgenza ha già in regime normale, portate molto elevate, e a causa della forza della corrente le immersioni speleosub risultano assai difficoltose per il grande dispendio di “ossigeno” dovuto alla fatica: il sub deve praticamente trascinarsi ai sassi sul fondo…

Il periodo siccitoso è sicuramente favorevole, e quindi sabato 28 abbiamo tentato ancora, fermi su un secondo sifone che non faceva dormire Luca Pedrali e gli altri.

 

 

Tufere  forra

Oltre a Luca, entrano nuovamente i milanesi Davide Corengia e Stefano Gallingani. Questa volta dovranno superare il primo sifone (140m; -14), poi cambiarsi, superare risalite e traversi con le tonnellate di materiale e poi reimmergersi ancora. Scopo della punta è: passare il Sifonazzo e poi rilevare il più possibile.

E così fanno, mentre il resto della combriccola “sebinica” rimane all’esterno sotto la neve…

 

Il risultato di questo “toccate fuga” è esaltante: a +78 m Luca e Davide superano il Sifonazzo, lungo 35 m e profondo 3,5, poi riemergono in un tratto infame, con qualche strettoia e passaggio tra pezzi di soffitto crollati, poi si reimmergono nel TERZO sifone (10 m; -2) e quando escono, hanno davanti una gran forrona . Il percorso è sempre più da canyoning, con vasche in cui ci si può veramente tuffare. Rilevano in totale 120 metri, salendo ancora, fino a +112!! Si fermano in una vasca in cui si nuota, sotto una cascata di 5 metri, oltre la quale si intravede la struttura sempre più alta ed enorme andare avanti...

Tufere nuovosez

Tufere 29-01-12

3D Tufere 29-01-12

La Sorgente Tufere misura ora 580 metri di sviluppo, per un dislivello totale di 126 metri. Grandissimo risultato esplorativo, sia come impresa speleosubacquea, che per la speleologia del Monte Guglielmo. Sperando di non sbagliare, credo sia tra le più sviluppate dell’area.

Max Pozzo

martedì 24 gennaio 2012

Esplorazione Tufere 21-22 gennaio 2012

 

Come preannunciato, durante il week end sono state effettuate due immersioni nella Sorgente Tufere, con l'obiettivo di superare la cascata in risalita oltre il sifone (lungo 140 metri e profondo 13 metri), ferma da molti mesi dopo 140 metri di condotta aerea sotto una scrosciante cascata.
La sorgente Tufere (Govine di Pisogne - Bs) si pone ad una quota di 420 metri circa (240 metri sopra il lago d'Iseo), e si ritiene sia una delle principali bocche d'acqua del profondo sistema carsico che si nasconde nel poderoso massiccio del Monte Guglielmo (1.957 m s.l.m.): la portata e soprattutto la forza della corrente, impediscono l'accesso per lunghi periodi l'anno, mentre in regimi di piena fa veramente impressione.

2012-01-21 12.21.36

E' da tempo che, in parallelo all'esplorazione del complesso Abisso Bueno Fonteno, ci siamo proposti di proseguire un gran lavoro di ricerca iniziato da decenni da altri gruppi speleologici, soprattutto bresciani: quello di scoprire cosa si cela all'interno del Monte Guglielmo.
Raccogliendo tutta la documentazione preesistente, rivisitando il più possibile e con le nuove scoperte, si spera di centrare l'obiettivo anche sul lato bresciano del Sebino.
Il periodo propizio ha facilitato le operazioni subacquee, e i tre speleosub, Luca Pedrali e i milanesi Davide Corengia e Stefano Gallingani, con supporto di numerosi soci del Progetto Sebino, si sono immersi la prima volta sabato 21, trasportando in due viaggi i materiali necessari per "l'artificiale" e risagolando il sifone (devastato dalle ultime piene).

 

La vasca di raccolta che alimenta la centrale elettrica di Govine


Superata la prima risalita (circa 20 metri), la grotta si ingrandisce e prosegue alla grande in ambienti di dimensioni che aumentano considerevolmente. Il percorso rimane costantemente bagnato dalla presenza del fiume in un ambiente quasi da canyoning. Dopo una cinquantina di metri in condotta che si allarga (5x4m), una nuova verticale impone il ritorno alla base esterna: gli ambienti qua sono molto vasti rispetto all'esplorato, e il dislivello da coprire è di almeno 35 metri.. Il fiume poi si riversa dappertutto con una cascata "potente": difficile anche fare foto o filmati (ma ci riescono!!!). Tufere oltresifone

Nella seconda immersione, quella della domenica 22, la squadra di forti speleosub e soprattutto di esploratori, con non poche difficoltà attrezza la nuova verticale raggiungendo in arrampicata (e sotto cascata) una nuova galleria: superato anche il nuovo ostacolo, i tre entrano in una condotta allagata e dopo poche decine di metri si trovano di fronte ad una nuova barriera d'acqua da superare. Un nuovo sifone!! E bello transitabile!!
Luca lo battezza come "Il Sifonazzo".

Nel ritorno vengono anche prelevati campioni di fauna acquatica ed effettuata topografia e video/foto.
Dentro il Guglielmo quindi: finalmente una "porta" che attesta ciò che si è sempre supposto: anche questo massiccio nasconde un mostro, e la cresta (con parecchi inghiottitoi soffianti) è a 1500 metri più in su...
Forza adesso! Si è aperta la caccia al tesoro.....
Tantissime le verticali presenti in zone alte, ma sempre chiuse in perfidi restringimenti o frane, e solo in un'occasione si è riscontrata la presenza di corsi d'acqua "da tracciamento" (cosa che faremo a breve).
Gli ambienti esplorati ieri finalmente sono la prova di "cose grosse", e per l'ennesima volta si è appena all'inizio di una nuova avventura: a quanto pare ci saranno nuove leve nei prossimi corsi di speleosub!
La grotta prosegue dritta verso il cuore della montagna, e per il momento ha uno sviluppo di 440 metri, e un dislivello di 91 metri (+78; -13)... ma solo fino a sabato prossimo...

Tufere sifone

Un grosso plauso ai vari soci presenti (una trentina circa in due giorni) per l'organizzazione logistica del tutto, appoggiati anche dal Comune di Pisogne e con il permesso della Idroelettrica Lombarda srl, che ne gestisce la captazione.
Ma i complimenti "speciali", oltre al mitico Luca Pedrali che ha sempre più "naso", vanno a Davide Corengia che ha attrezzato in condizioni non da poco e Stefano Gallingani, per la collaborazione


Max Pozzo

giovedì 12 gennaio 2012

Comunicato 9 gennaio 2012

 

Si è concluso positivamente il "ponte" della Befana nelle profondità dell'Abisso Bueno Fonteno (Bg).
Il vario programma esplorativo aveva in previsione una nuova immersione di Luca Pedrali nel Sifone Smeraldo (-451 m), e la prosecuzione di una risalita nell'imponente forra di Carrigo, che dal fondo risale per 150 metri di dislivello ed è ferma sotto un enorme camino dal giusto nome, Vedonero, stimato dopo i primi 60 metri di artificiale, ulteriori 100 metri di nero...
Siamo entrati in tredici con alloggio all'ormai mitico Campo Base di -420, tra cui anche quattro amici bresciani del GGB.
Sveliamo quindi l'enigma del sifone passato: Luca si è immerso pinneggiando in una galleria (2x1,5m) fino al limite precedente di circa 50 metri in linea d'aria: poi la condotta si allarga fino a quattro metri e scende verso il basso in una forra che lentamente diventa sempre più enorme. Dopo 60 metri l'ambiente scende a gradoni e si "apre" a forrone: a circa -40 metri, e per poco più di 100 metri di sagola, si affaccia all'ultimo gradone perdendo completamente le pareti circostanti e stimando almeno ulteriori 50 metri di vuoto verso il basso. Fermo quindi tipo"Sanctum" con tutt'intorno il nero assoluto, le sue parole finali sono state "va giù di bestia... è immenso... c'è qualcosa di bestiale!!!!"
Lungo il percorso si intravedono prosecuzioni sempre sommerse che potrebbero risalire in "aerea". Diventa quindi necessario un altro tipo di approccio, con topografia e Rebreather: le immagini della piccola GoPro sono comunque eloquenti... da pelle d'oca...
A questo punto la prima cosa da capire è: ma a che cosa siamo di fronte? Il Lago d'Iseo è ancora molto più in basso e lontano....
Congiuntamente a questa importantissima performance sia dal punto di vista sportivo che esplorativo, il festino proseguiva sotto Vedonero, con i forti arrampicatori bresciani, Matteo Rivadossi e Giorgio Mauri.
A differenza del nostro classico stile in artificiale, il loro metodo "ventose alle mani" li fa proseguire brevemente per ulteriori cinquanta metri di parete in un cilindro enorme. Più sale più si allarga: 20 metri di diametro non glieli toglie nessuno...
La stima di quel che manca fa impressione: Matteo illumina l'ambiente con cascata che scroscia per altri 70 metri! Un pozzo gigantesco di quasi 200 metri!!! Che dirvi... impressionante: inutile esprimere quanta euforia nel festone del sabato notte al campo.
Bueno Fonteno è veramente una bestia sia in aria che in acqua.
20 km conosciuti per un dislivello totale di circa 560 metri, e si continua a pensare di essere perennemente all'inizio. Non smette mai di stupire.
La violenta corrente d'aria che lo percorre in ogni sua diramazione parla solo di immensità: se a mezzo km dall'ingresso si avverte il profumo del vin brûlé preparato dalla Protezione Civile, qualcosa vorrà pur dire...
Ringrazio gli "gnari bresciani" (M.Rivadossi, G. Mauri, G. Uberti e S. Sparapani) per la preziosissima partecipazione e i soci di questa associazione, veramente sempre spettacolari. Tutti per uno e uno per tutti: solo così si va avanti.


Max Pozzo

lunedì 19 dicembre 2011

Report 18 dicembre 2011

Report 1

Questo week end è stato variegato. In diversi sono entrati in grotta e non.

Sabato, Luca, Laura e d io siamo stati nel bresciano, prescisamente alla grotta n.888 in esplorazione dall'ASB da qualche anno.
Luca è intenzionato ad effettuare un'immersione nel sifone finale, su richiesta del gruppo bresciano.
Abbiamo quindi trasportato le bombole fino al fondo (due sacchi), più relativo materiale (pinne ecc.), con supporto di altri quattro speleo besciani.
La progressione fino al fondo é di circa 1 km per un dislivello di 130 metri: ma le misure decisamente diverse da quelle a cui ci siamo abituati, hanno reso l'uscita più impestata del previsto. La pioggia del giorno prima ce la siamo presa tutta in grotta: gran parte dei passaggi sono strettoie spesso allagate, cunicoli e meandrini disagevoli. Ogni tanto anche ambienti in cui si cammina e i pochi pozzi comunque ampi.
La parte finale ha basse condotte allagate, e le bombole sono sistemate in una sala che precede il cunicolo del sifone (100 mt con solo spazio per la faccia e poi sifone).
L'immersione è in data da destinarsi, sicuramente dopo quella di Bueno.

Domenica, Laura, Livio e me, abbiamo girato in esterno due vallette in zona Cargadura, in pianta sopra i rami del fondo e soprattutto di VEDONERO. Nulla di fatto, nemmeno l'ombra di un nuovo ingresso.
Bello poi incontrare la squadra Edo-Laura-Rana che uscivano "belli freschi" da una punta di 16/18 ore in Bueno... Con supporto esterno di Paolo Tenga e Silvano.

massimo

report 2

io, Conte e robocop-korrad abbiamo fatto un trekking sino alla miniera Gottardo alto, posta lungo il sentiero che porta a Malga Aguina.
Nonostante il ghiaccio sulla mulattiera ci siamo infilati per un po' al suo interno.
Passaggi angusti e scavi nel puro strato sub verticale, ci hanno fatto desistere nell'esplorazione, comunque interessante per chi la volesse riprendere...



Sicuramente la miniera è antica data la morfologia dello scavo.

Ghiaccio & neve permettendo ci siamo riproposti sotto le feste di andare all'attacco della "X" misteriosa indicata dal Geologo Fenaroli.


VEZ

sabato 17 dicembre 2011

Campo 9-11 dicembre 2011

 

Purtroppo, l'immersione di Luca è saltata causa influenza del nostro miticone.

Peccato perchè le condizioni dell'Abisso sono sempre più ottimali se continua a non piovere: oggi (anzi, ieri...) il sifone era limpidissimo al punto che si intravvedeva l'imbocco della condotta sommersa.

Ma in programma, come "piano B" c'era la risalitazza di Carrigo, lasciata ferma in parete a + 20 la settimana scorsa.

Entriamo quindi venerdì sera, Laura R., Kraus, Dado, Fabio ed io.

Bueno è a regime idrico bassissimo, e si arriva al campo asciutti: cosa già molto vantaggiosa. E poi il ritmo è buono, e quindi entrati alla mezza e mezza, verso le 5 si va a nanna.

IMG_2329

Dopo 5/6 ore di sonno si parte, dividendoci in due squadre: io e Dado continuiamo la risalita, Fabio, Kraus e Laura sistemano un po' di traversi lungo il percorso rendendolo sempre meno pericoloso e più agevole. Buono anche perchè ora tutti cominciano ad armeggiare con trapano, corde, nodi, ecc.

La risalita di Carrigo è gran bella cosa.

Stavolta "testo" il trapano Metabo procurato da Corrado (che alla fine non lavora male, ma ha un po' di limiti con le batterie).

Un ambiente vasto che sale... ma si intravvede lassù il bucone nero che prosegue.

Non mi dilungo su tutto l'attrezzamento dell'artificiale, ma sono stati necessari parecchi chiodi causa tratti di placche marce a circa +30.

La lunga attesa dei prodi dabbasso è stata premiata dopo ben 50 metri secchi di verticale, con ultimi 15 metri parecchio aggettanti.

Ristabilita la squadra si prosegue con un'arrampicata forrosa, fino a raggiungere dopo breve la base d un nuovo camino giudicato da tutti veramente impressionante.

Dimensioni improponibili (in alto credo che tocchi i 20 metri di larghezza): i nostri fari, decisamente potenti, non riescono ad illuminarne il soffitto.

A rilievo indico in maniera fittizia 50 metri, ma potrei scommettere anche su 80 metri di bestione.

VEDONERO l'abbiamo finalmente trovato...

Con la solita cascata contro parete, un gran bel saltone a circa +30, e colata gialla calcitica, che contrasta fortemente con le pareti scurissime.

Inquietante e bellissimo allo stesso tempo: un mostro... perfettamente ellittico. Più si illumina in alto, più sembra che si ingrossi....

Carrigo

Euforia alle stelle, anche se qualche centinaio di metri di condotta o forra, non ci sarebbe dispiaciuto.

Questa gigantesca verticale ora supera il livello del ramo Fossile, e quindi dubito che sia collegata a qualche forra che parte da zone alte di Bueno: l'impressione è che si tratti di una struttura indipendente che va a intercettare Bueno, e quindi un nuovo abisso di cui cercarne l'ingresso.

E così, come per l'immersione, mi piacerebbe organizzare una bella "Risalita di Progetto", dove i vari risalitori si danno il cambio dopo 15-20 metri a testa.

Non ho idea di cosa possa esserci lassù quando si comincierà a camminare un po'.... forra o condotta, di sicuro sarà enorme e ci porterà lontano nella montagna...

I lavori di sistemazione armo si protraggono un po', per cui rientriamo al campo a notte inoltrata, tutti un po' provati, ma fantasticando di brutto....

Uno spettacolo!

massimo

mercoledì 7 dicembre 2011

Campo 2-5/dicembre/2011

 

 

Prologo

Finalmente la fatidica data di attacco al grande camino inviolato di Carrigo.

L'aspettavo da qualche anno....

E' un pozzone, con cascata notevole, stimato sui 40 metri e largo più di 10. Una bestia. Fermo lì da un po', nel settore più lontano del ramo del fondo (escluso Fangùl).

Impostato su una forra in faglia altissima, quasi 200 metri. Per ora ne abbiamo risaliti 160, tra forre e camini.

Lassù c'é l'ignoto totale, e si può salire per parecchio perchè sopra c'é tanto monte, quasi 800 metri: è quindi una campagna esplorativa che val veramente la pena da portare avanti, pur essendo impegnativa ci darà grosse soddisfazioni.

Comunque venerdì sera, verso mezzanotte si entra: Laura R., Rana (all'anagrafe Gritti Giovanni), Max.

Al campo base andiamo a dormire alle 4.20, con l'intenzione di riposarci un po', svegliandoci in mezza mattinata.

Capita però che non abbiamo sveglie funzionanti, nè orologi con sveglie.... o meglio, così è parso a noi....

Quando Laura esce dalla tenda e legge sulla sveglia nuovamente le 4.20, pensiamo che la sveglia comprata da un cinese, sia veramente fuori uso.

Prima preoccupazione: senza orologi, come faremo a sapere quando uscire? Boh!

Dopodichè il colpo di scena... la sveglia funziona... un altro orologio conferma.....ABBIAMO DORMITO DODICI ORE!!!!!!!!

La risalita tanto attesa, quasi quasi rischia di sfumare: per arrivare al camino ci vuole circa un ora e mezza dal campo...

Non possiamo che fare colazione con due bei piatti di tortellini scaduti a fine agosto, e volare.

IMG_3096

Riusciamo a portare a Carrigo parecchio materiale, sia per risistemare l'armo la prossima volta, che in previsione di future esplorazioni.

La cascata non è corposa stavolta, e quindi, seppur tardissimo, iniziamo la risalita.

Nel frattempo Laura sistema una tendina ristoro, perchè il posto è ventosissimo e nebulizzante: si bagna tutto...

Con il laser valutiamo il camino, che alla fine è un bel 40, e iniziamo le danze risalitorie.

Devo fare una nota di plauso al mitico Rana, che decide di imparare a risalire per la prima volta proprio in un mostro del genere.

Rana sale, velocemente e anche bene. Supera il tratto peggiore, quello sotto vento e acqua.

In circa due orette sale almeno venti metri.

Da lassù si può valutare bene quanto manca, e vedere che in alto c'è un gran bel buco nero da cui esce il fiume.

Ci fermiamo qua. Sapendo che se non avessimo poltrito, saremmo arrivati in cima in una volta sola.

Comunque soddisfattissimi.

Tanto tra una settimana la portiamo a termine....

Lasciamo in loco tutto.

La domenica, rassettiamo per bene il campo in vista della prossima immersione di Luca, e quindi partiamo verso le 15, uscendo perfettamente quattro ore dopo.

Apprezzatissimo il gran lavoro dei ragazzi della notte, che hanno risistemato il tubo sul P25, che ora non bagna proprio più.

Massimo

domenica 20 novembre 2011

Campo 18-20/novembre/2011

 

Durante l'ultimo week end siamo rientrati finalmente in Bueno, e precisamente al campo base.

L'intento era quello di riassettare il tutto e preparare l'attrezzo da circo Orfei inventato da Corrado per far immergere Luca nel sifone di fondo.

Come saprete, é prossimamente in programma una nuova immersione di Luca nel Sifone Smeraldo, ed è da tempo che si sta studiando un sistema per far sì che Luca possa "pinnare" nella condotta, anticipando l'ondata di fango....

Archimede Corrado, o meglio noto come "L'Uomo che spostava le pietre", ha quindi inventato un'altalena che porterà lo speleosub sospeso sopra il sifone, e poi verrà calato dolcemente in acqua da un gruppo di malati presenti.

Immaginatevi quindi l'armo con teleferica in cavo d'acciaio, e le peripezie fatte per costruire 'sto coso sopra il sifonazzo.

Comunque: nel tardo venerdì sera entriamo Kraus ed io, e verso le 3 di notte siamo al campo.

Fuori era freddino e Bueno aspirava da paura. Acqua dentro non molta (scarso regime invernale), ma quanto basta per arrivare in ogni caso bei bagnati al campo.

Con noi anche tre sacchi, ma non esagerati.

Sabato mattina entrano Laura R, e Luca con sacco solito, e Corrado con due monoliti dei suoi.

Nel frattempo con Kraus armiamo un traverso che supera la cascata di Cattive Acque, e permette di non fare il lavaggio sotto la cascata. La condotta alta prosegue enorme, ma traversare fino al fondo sarà un'opera incredibile che porteremo avanti con calma. Quindi, dopo una trentina di metri, ci ricaliamo in forra.

 

Dal lato esplorativo il treversone può regalare molto: dopo i primi 10 metri abbiamo già trovato un nugrip fossileovo camino con meandro concrezionato che se ne va via, e bastano quattro chiodi per esplorarlo... a 5 minuti dal campo....

Sicuramente, mancando ancora almeno 2 o 300 metri in ambienti larghi anche 15 metri (ma con 30 metri di forra sotto i marones...), possono nascondersi altri camini, o gallerie o bivii in ambienti fossili e grossi....

I tre sabatali arrivano poi nel primo pomeriggio e subito si va al sifone, dove viene attrezzato il marchingegno degno di avere un posto nella prossima mostra di Da Vinci, sotto il capitolo "macchine demoniache speleo"...

A sera inoltrata, rientro al campo e solita stortellinata bagnata da vino e grappe della casa.

E poi... russamento generale!!!!!

Domenica mattina, dopo la solita gradita colazione al bar di -420 metri, si parte per tornare all'esterno.

Usciamo nel pomeriggio con le temperature che cominciano a far pizzicare le mani.

massimo

martedì 18 ottobre 2011

report 16/10/11

 

 

Ho un tarlo che mi gira in testa da mò e penso sia lo stesso tarlo che ha scavato quella condottina soffiante a NO-TRANO."

Questo è quello che scrivevo il 27 Settembre a Grip.

Oggi scrivo Tarlo Bastardo!

Sabato pomeriggio io e Laura M. siamo andati a NO-TRANO.

Premessa: Bueno è secca, praticamente i fiumi sono ridotti a rivoletti.

Aria a sifonok in stallo, si sta preparando al cambio di stagione.

Entrati alle 18 e arrivati a destinazione alle 21.

Laura si sistema con un armo su due clessidre (siamo a soffitto della forretta) e io entro nella condottina per verificare la situazione e dopo pochi metri comincio a porconare.

Non me la ricordavo così stretta!!!

Arrivo sul punto critico con il casco in mano ma la conda si abbassa e gira a destra.Forzo un pò ma lo sterno è meglio lasciarlo integro.

Problema, mi rendo subito conto che allargare  è impossibile, non c'è spazio nemmeno per una scoreggia. (rendo l'idea?)

Aria ce nè in abbondanza e se la ciuccia che è un piacere....Che fare????

Torno indietro in retro abbastanza affranto ma ho l'asso nella manica...il trapano percussore vivente attaccato all'armo.

Laura entra ed arriva al punto critico, non passa nemmeno lei ma mi dice di pasarle la mazza e comincia a lavorarsi la condotta.

Io attendo sdraiato nella condotta maledicendo i kili di troppo fino a quando vedo che le sue gambe se ne vanno.

Dice: Si, va avanti cinque metri poi rigira a sinistra, le dimensioni non cambiano, prosegue e mi aggiorna.

C'è un saltino e poi prosegue ancora ma rigira di nuovo a destra e prosegue, c'è una pozzetta di acqua e ci devo passare dentro e poi....azz ci sono tre concrezioni.

Mi sembra di stare in prigione!

Torna indietro a prendere la mazzetta che aveva abbandonato alla prima curva e ritorna a ifierire sulle sbarre...."no, perchè mi girano un pò le balle!" dice.

Io attendo sdraiato con la speranza di un bell'urlo tipo: si allarga!

Dopo aver mazzato per un ora e mezza torna distrutta...l'ultima concrezione non demorde e si trova proprio dove la condotta gira di nuovo.

Ho perso il conto, destra sinistra destra sinistra....ci rifocilliamo quasi in silenzio e il pensiero in comune era quello...come fare?

Mi faccio raccontare tutti i minimi partiIMG_2408colari, analizziamo e rivalutiamo più volte, quasi con la speranza di allargarla con il pensiero.

Dopo la pausa ristoro e recupero energie il trapano umano si riattiva....dicendo: "no perchè mi giano le balle!"

Si riinfila e ricomincia a mazzare per un ora...(meglio pensarci due volte prima di far girare le balle alla Lauretta!).

Sento che non mazza più, spero ma subito dopo la sento sforzare...torna delusa dicendo che non riesce più a proseguire perchè la conda gira a 90 gradi secchi e non riesce a proseguire ne di pancia, ne di fianco ne di schiena, bisogna far saltare l'angolo.

Due metri più in là vede un laghetto, non vede le pareti (quindi si allarga) con concezioni che si immergono o si riflettono in acqua.

Io mi mangio le mani....Laura è stata grandiosa...ha mazzato per tre ore con il casco in mano inzuppata come un pavesino.

Usciamo per le 8:30 di domenica mattina e alle 9 incontriamo Corrado e Luca che stavano per andare a fare il tur dei laghi.

Questo è quanto, un pò deluso ma rincuorato dal fatto che la Lauretta vuol tornare e la prossima volta per passare!

Io intanto mi metto a dieta e mi devo fabbricare in vagoncino per estrarre il materiale di scavo.

Ledo