lunedì 29 luglio 2013

Nueva Vida: la Via Contr'aria

28/07/2013



Forra verso C'Attivo - Foto: M. Pozzo
Ancora un "toccate fuga" in Nueva oggi, purtroppo con tempi abbastanza limitati.
Squadretta: Max, Laura e Fabio.
La mèta era di visionare la condottina che aspira forte aria in mezzo ai due pozzi gemelli. In programma anche l'allargamento dell'ingresso e magari anche la strettoia dello scavo (che fa pietà). 
In tre quindi e pesantissimi per il materiale disostruttivo e altri attrezzi.
Il cunicolo aspirava veramente tanto. Fenomeno inusuale per la circolazione d'aria di quella zona (osservato anche in inverno, perché soffia) e pertanto andrà approfondito.
Lavoriamo un po', ma il gelo ci blocca: Laura percorre circa 10 metri, e poi dice che bisogna smazzettare un po' ma oltre si passa, anche se le misure non aumentano subito.
Non potevamo però intervenire e il rientro  per Laura, rischiava di essere tutto senza potersi girare...
Quindi il problema é che bisogna partire un po' arretrati per allargare: oggi avrebbe richiesto parecchie ore e quindi, dopo aver comunque preso le misure per la prossima volta, ripieghiamo per l'ingresso.
Scheletro di rettile nella Via delle Serpi
Foto: A. Belotti

Qualche ora ancora di allargamenti, lo rendono ora un po' più agevole.
Laura trova che Contr'aria, sia il nome appropriato alla nuova via. E' da fare prima che si attivi il corso d'acqua, altrimenti potrebbe essere peggio del previsto, dal momento che in inverno l'acqua lì non era poca. Prove con tracciante per verificare se le acque uscissero nelle perdite sopra Salone Sbregone, hanno dato esito negativo quest'inverno.
Il vento risucchiato verso il basso era veramente violento...
Non aggiungo altro.

Max

lunedì 22 luglio 2013

Nueva Vida: si esplora il Ramo Cayenna. Nuovo fondo a -395 m



20/21 luglio 2013



Sabato pomeriggio siamo entrati in Nueva Vida. Max, Kraus, i bresciani Pòta, Vichy, Benji e Maukal da Milano.
L'intento era di scendere il ramo attivo presentato a Speleonotte 2013, e vedere dove sarebbe sprofondato.

Si entra quindi svolazzando veloci. La belva é a riposo e si presenta asciutta e silenziosa. E ventosissima.

Troppa la curiosità di vedere se sotto l'ultimo salto ci fosse realmente il forrone. 
C'Attivo: P10 prima del ramo stretto - Foto: M. Pozzo
Con la bora che rinfresca il sudore, si entra in C'Attivo, che ha il suo collettore veramente innocuo (oggi...).
L'attivo, nel ramo fermo a -220, dopo un P12 si schiaccia e si ridimensiona. 

Immediatamente tutta la struttura restringe.
Possibile? Era enorme... 
Matteo verifica se l'attivo stringe. E sembra che l'aria non vada giù da quella parte. Lateralmente però, da una condotta forzata arriva un vento forte.
Allora scartiamo l'attivo perché sembra infognarsi, e noi siamo sicuri di trovare ambienti grossi. 
Vogliamo ambienti grossi anche oggi.
Ci tuffiamo tutti lì. Nella condottina ventosa.
Vento violento e misure da freatico di  1 x 1,5 metri. L'eco sembra presagire la partenza di cose più ampie davanti. Qualche invasato dice di riconoscere gli odori di Bueno...
Dopo circa 100 metri, una saletta (Bidet del Pescatore) e poi inizia il delirio: il Meandro Emorroidale, che assieme a tutto il resto darà il nome al Ramo Cayenna. 
Stretto. 
Infinito.
Ispido.
Le sinuose forme di Nueva - Foto: M. Mannone
Ogni tanto qualche salto regala dei bei pozzetti, P5, P10, P15, ma poi sotto, lo stretto prosegue in meandro dove la roccia accarezza quasi sempre la persona (e in parecchi punti c'erano discreti castighi...).
Dopo circa mezzo km, assolutamente inappropriato per l'area carsica (strettoie? diaframmi?), seguiamo ancora il vento in faccia in passaggi "a pelle", fino a scendere un P33 maestoso (almeno 15x20 larghezza), Il Salone del Menarca Maschile, con alla base enormi macigni di concrezione striati, da far sbigottire. Sia per le forme che per i colori.
Siamo a -395.

Ci si ciba con il poco portato fin lì: tutto razionalizzato per passare le decine di strettoie.
Polvere di biscotti e panino acquatico. Poca acqua. Prosciugheremo le pozze.
C'Attivo: Meandro
Foto: M. Pozzo

Cerchiamo ancora il vento, perché da qualche parte deve arrivare: é sicuramente  sotto la frana, e quindi si va ancora a ravanare. Sotto i macigni, la via stretta riprende su faglia. Benji si infila più in basso e la percorre: é stretta, e a valle prosegue in ambienti allagati ma con forte vento in arrivo. Il martirio continua da lì.
A monte del Salone del Menarca, l'aria sale sempre lungo faglia semi fossile. E nemmeno stretta.

La galleria aspetta ancora di essere vista. Bisogna abbassarsi un po' e in vaschette bagnate per almeno 20 metri. Molta aria sale in questa diramazione, quindi darà ancora risultati.

Con il materiale centellinato, inutile proseguire e fare ancora "cose in libera": ci é bastato così. Il ritorno poi é tutto da sistemare e anche il rilievo diventa obbligatorio e fondamentale se si vuol dormire tranquilli, perché perdiamo un po' le idee: di sicuro promette di essere un martirio e di mangiarci un po' di ore.
Pareti adornate da fossili in perfetto stato
Foto: M. Calise

I salti lungo il percorso di ritorno vengono sistemati molto bene dai bresciani, mentre il rilievo regala 699 metri di ramo nuovo, molto impestato, che richiede parecchio tempo e attenzione lungo tutto il percorso.
24 ore di punta: usciamo nel pomeriggio di domenica.
Quando finalmente usciamo da Cayenna, non resistiamo a dare un'occhiata alla prosecuzione dell'attivo, e con la scusa del rilievo é semplice inventare motivazioni che bypassino la stanchezza...
Verifichiamo almeno che non ci voglia subito una muta.
Kraus si infila ancora tra due pareti, sposta un grosso diaframma e passa, e dopo ulteriori 30 metri per nulla larghi, l'attivo riprende con un pozzo (3x3 m)... ancora da scendere.
Tutto il collettore va lì dentro, ed é facile immaginare che in regime di piena sia la muerte...
Sotto sembra che la forra sia allagata ma ampia (l'abbiamo vista bene... ma incrociamo le dita).

Abisso Nueva Vida al 21 luglio 2013 - Archivio Progretto Sebino


Si viaggia da ogni parte.
Siamo dentro la montagna... che figata.
Bella botta!
Nueva si porta a 4.654 metri e Bueno é ancora lontano.

Max


giovedì 18 luglio 2013

Speleonotte 2013

Un appuntamento da non perdere


L'Eremo di S. Erasmo,  mistico teatro speleologico nella notte di ogni Speleonotte - Foto M. Pozzo 

Il 13 luglio 2013, partecipiamo alla bella e interessante manifestazione che ormai giunge alla sua quarta edizione che ha avuto inizio nel 2010 (per avere maggiori informazioni vedere www.culturesotterranee.it e http://speleonotte.blogspot.it/2013/05/speleonotte-2013coming-soon.html).

Intermezzi folk tra le presentazioni - Foto: M. Pozzo
Diversi i partecipanti, che hanno presentato soprattutto le ultime novità esplorative nel panorama nazionale e anche internazionale, con un'occhiata particolare alla speleosubacquea. Anche gli ospiti, degni rappresentanti delle varie categorie, hanno contribuito a rendere l'incontro unico nel suo genere, con un clima aleggiante di sana amicizia e spensieratezza totale.

Progetto Sebino con Nueva Vida
Foto: C. Forcella


Il luogo poi é veramente indicato e incantevole.



Tramontone - Foto: M. Pozzo

Un plauso quindi agli organizzatori per il concentrato di qualità e per la riuscita dell'evento, che ogni anno continua a crescere in tutti i sensi.


L'alba... - Foto: L. Forcella


Progetto Sebino ha presentato la versione integrale del video promo, relativo all'ultima esplorazione e alla scoperta dell'Abisso Nueva Vida, visibile al seguente indirizzo: http://youtu.be/Avyi-J3y5wM




lunedì 8 luglio 2013

Nueva Vida: il ramo C'Attivo svela la sua identità




7 luglio 2013



Nueva Vida: Andrea Belotti inizia
le danze - Foto: M. Pozzo 
Ieri siamo entrati in Nueva. Eravamo in 7: le due Lauree (Rescali e Martinelli), Max, Grip, Kraus, Andrea e Maukal  da Milano.

L'obiettivo era di terminare le riprese per Speleonotte, ma anche di continuare l'esplorazione del famigerato ramo C'Attivo.
E' andato tutto molto bene, perché oltre ai metri nuovi, le riprese esplorative (grande Kraus e i farettisti) hanno un valore ben diverso dal solito.


Nueva Vida: la condotta che precede il secondo salto -
Foto: M. Pozzo
Breve descrizione del ramo nuovo: avevamo circa 100 metri di corda e poca ferraglia (grazie a San Pota), quindi più di tanto non si poteva fare.
L'attivo si apre a circa -127 m e come noto, accoglie il collettore (per ora) principale del conosciuto: circa una ventina di corsi d'acqua che arrivano da monte e da perdite dalla valletta.
Dopo aver sceso la volta scorsa un P15 ci eravamo fermati su una bella verticale bagnatuccia.
Armiamo cercando di evitare la doccia, e ci riusciamo abbastanza bene.
Scendiamo quindi una sequenza di verticali per circa 60/70 metri, suddivise in diversi frazionamenti. Man mano si scende, gli ambienti diventano sempre più puliti e spettacolari (segno che le piene fanno pauuuuuura). 
Una verticale con due pozzi gemelli ci fa preferire quello meno bagnato, e atterriamo su un forrone mica da ridere.
Qua scendiamo ancora due salti, uno in libera e l'altro di circa 10 metri, fino a fermarci su un ulteriore P10 a circa -220 metri. 
Nueva Vida: a -200 sotto un P10
nel Ramo C'Attivo - Foto: M. Pozzo

Sotto, oltre alla bella vasca, si vede che la bestia procede in orizzontale, ma essendo ancora alti rispetto ai -500 del fondo, prevediamo che il divertimento sarà ancora esagerato (acqua permettendo).
Il vento aumentava man mano che si scendeva, e in direzione contraria a quella ipotizzata (cioè sale): segno che ne abbiamo ancora tanto da capire, ma soprattutto da esplorare, perché a questo punto manca qualcosa di grosso all'appello.
Se il corso d'acqua fosse quello che alimenta il ramo di Fangùl in Bueno, la distanza in linea d'aria é superiore ad 1 km e il dislivello di circa 300 metri....
Staremo a vedere.
Nel frattempo Nueva Vida é prossima a superare i 4 km... giusto il tempo di fare ancora un'uscita.

Max

giovedì 4 luglio 2013

Nueva Vida: riprese video per Speleonotte e nuovo ramo C'Attivo

01 luglio 2013



Nelle ultime due settimane siamo stati in Nueva Vida per effettuare riprese video in vista della kermesse Speleonotte 2013.
La scarsa circolazione d'acqua all'interno ci ha permesso di fare le cose con calma, e anche di dare un'occhiata ai tanti rami generalmente bagnatissimi.

Nueva Vida: la forra che anticipa C'Attivo - Foto: M. Pozzo
Lunedì, oltre a riprese e servizio fotografico, e ormai verso ore notturne, non abbiamo resistito a scendere il famigerato ramo C'Attivo. Quello in cui il potente collettore ci ha sempre impedito di proseguire.
Dopo operazioni di intubamento del fiume, la possibilità di fare almeno una o due verticali si è concretizzata.
Scendiamo il primo P10 e poi un umido P20.
L'abisso prosegue e sotto la nuova verticale ci fa sognare possibilità di giunzioni con il vicinissimo Abisso Bueno Fonteno.


Abisso Nueva Vida: la Colata - Foto: M. Pozzo
Senza anticipare altro, inseriamo un piccolo video promo visionabile all'indirizzo http://youtu.be/ZXAJHocHLLI
e la cui versione integrale sarà proiettata a Speleonotte, sabato 13 luglio... mentre domenica prossima si tenterà di unire i due mostri provando dal ramo più estremo a monte di Bueno Fonteno, che già al momento della scoperta venne chiamato Ariasanta...

lunedì 10 giugno 2013

Svaporub: primo saltino...

09 Giugno 2013


Nonostante abbia diluviato per quasi tutta la giornata, anche ieri ci siamo diretti a Svaporub armati fino ai denti.
Eravamo: Max, Grip, Max "Mannotelli" e i bresciani Maurizio, e Andrea (Fallo), a cui si sono aggiunti nel pomeriggio Massimo e i reduci da un giro notturno in zone moolto basse alla Spluga della Preta, Vichy e Benji. Lo scavo é andato avanti con la solita foga estrattiva, tanto che durante l'estrazione di un massone é addirittura uscito il fix su cui era montato il paranco in parete, facendoci volare tutti a catena per terra (che botta!).
Purtroppo la pioggia abbondante, ha dato vita ad un bellissimo rigagnolo che entrava dalla valletta, bagnandoci
praticamente da capo a piedi.

L'ingresso di Svaporub e il telone salva-giornata. Foto: Max Pozzo
Le operazioni di disostruzione sono state facilitate dall'utilizzo del bellissimo trapano a benzina (lo voglio per Natale!), anche se il peso e le dimensioni non sono delle migliori per lavorare in strettoia (nemmeno i gas di scarico sono molto amabili). Ma comunque l'aggeggio é veramente abominevole.
Svaporub alitava come sempre (a 8,6°), ma la temperatura esterna era prossima allo stallo (11°... un freddo porco!).
E come era logico aspettarsi, sempre, proprio verso la fine (oramai erano quasi le 19:00) siamo passati dalla strettoia in interstrato. Ovviamente il fortunato é stato il mitico Mannotelli, che dopo aver sceso un saltino, ha appurato che in avanti il nuovo meandro stringe, ma l'aria arriva tutta dal pavimento, che inutile dirlo era stracolmo dei nostri detriti. La conferma é poi arrivata anche da Grip e Benji, ma l'orario e il "fiume", non permettevano più nulla.
Continueremo, perché ormai siamo dentro (quasi una quindicina di metri), e il settore é talmente lontano da Nueva-Bueno che ...


Approfitto dello spazio per ringraziare i mitici "cugini" del GGB, che continuano a partecipare alle scorribande, con apporto notevole di persone e materiali. La speranza quindi è di "passare" quanto prima, per dare inizio ad una nuova e lunga avventura che ci permetta di godere del meritato festino tutti assieme.


Max

mercoledì 29 maggio 2013

Svaporub non si concede ancora


26 maggio 2013


Domenica siamo stati ancora a Svaporub.

La giornata era "luminosa" ma gelida, e si sperava non andasse a piovere (o anche a nevicare).
Le parole di Max Mannotelli, riguardo l'ultima punta "bresciana"di scavo, erano a dir poco super invitanti, dal momento che dietro l'ultimo lastrone pareva si potesse finalmente passare.
Già la domenica precedente eravamo stati bloccati da grandine e intemperie, quindi la voglia di proseguire era potente da parte di tutti.
I presenti: Max, Max Mannotelli, Grip, Roby Cerro (Cerretti... "figaro quà e figaro là), Fabio (per l'occasione "Gattana Gions") e il Conte.
Ditta scavi Progetto Sebino - Foto: Max Pozzo
Tutto il terreno era impregnato d'acqua, e la speranza che l'ingresso non fosse marcio, é stata subito spazzata via quando siamo arrivati in loco: una schifezza totale. Il fango estratto é ri-colato all'interno, rendendo il posto da "bagnamento alla mutanda".Il vento gelato all'esterno (9°), non ha aiutato nessuno.
Il lavoraccio comunque ha preso inizio: all'esterno abbiamo spostato tutte le macerie, in modo che non ricadessero dentro, mentre da "giù sotto" arrivavano i lastroni estratti con paranco.
Alla fine della giornata il risultato è di circa 10 metri, con un'inclinazione di circa 25°. 
Bisogna ancora allargare sia in fondo che negli ultimi metri.
Oltre l'ultimo diaframma, i pietroni rotolano verso un vano più basso per circa tre metri ancora, e oltre si vede nero e la forma dell'ambiente che diventa meandreggiante.
Quindi manca proprio poco e si passa.
L'aria era in debole uscita, vista la condizione prossima allo stallo.


Ieri, martedì 28, Grip ed io siamo saliti invece da Valmaggiore verso le pareti dietro al Sicolo, nel tentativo di raggiungerle dal basso, visto che con il binocolo abbiamo individuato dei buconi in parete. Dopo 2 ore e mezza di camminata tra rovi e passaggi di cinghiali, non siamo riusciti ad arrivarci, ma abbiamo trovato comunque un buco nel bosco (Cinghios 1) da vedere (anche se nel Calcare di Zu).
Nel ritorno abbiamo anche individuato numerose sorgenti (analizzeremo le acque), e una strada sterrata che faciliterà l'avvicinamento.

La ricerca continua e non si ferma mai...

Max 

sabato 25 maggio 2013

Golem: inizia l'apertura dell'ingresso basso


21 maggio 2013


Nell'onda degli ultimi scavi, partendo da Nueva Vida, gli ingressi in valletta, gli ingressi alti a quota 1200, quelli  effettuati in zona Genesi, Parzanica, Polaveno, Bus del Zio e Svaporub, é partito ufficialmente anche lo scavo dell'ingresso soffiante sullo sterrato che porta a Croce di Marone.
Il lavoro fa parte del progetto di ricerca relativo al Monte Guglielmo, che porteremo avanti in collaborazione con il G.G. Brescia, che prevede anche prossimi mini campi estivi sul massiccio.
Oltre all'ingresso alto presso la cima del Redentore, gli obiettivi prossimi sono la rivisita della Caìa di Val Busa (scoperta ed esplorata dal GSM), e l'allargamento di alcuni buchi avvistati in un settore che potrebbe avere connessioni con Tufere.

Monte Guglielmo: inizio lavori - Foto: Max Pozzo
Martedì sera all'appuntamento eravamo presenti Andrea e Max, oltre a Silvio, Mauri, Frizzi, Benji e Vichy del GGB.
Lo scavo é iniziato subito pesante, rincorrendo l'aria sotto i sassi.
Ne sono stati estratti in gran quantità, e non resta che proseguire. L'aria in uscita é conosciutissima da tutti, in estate é parecchia. Martedì, nonostante la temperatura quasi invernale, l'aria si faceva sentire in ogni caso.

Ci vorranno un bel po' di uscite per avere idee più chiare, ma l'importante era iniziare.
L'attività infrasettimanale aumenta...

Max

Tutte le sorgenti in piena!

18 maggio 2013


Panoramica Lago D'Iseo  - Foto: Max Pozzo
Rino di Predore - Foto: Max Pozzo
Dal momento che l'ingresso di Svaporub continua ad aumentare il suo soffio gelido, anche oggi l'obiettivo é di continuare lo scavo.
Inutile dire che già alle 7 della mattina, il diluvio volge verso il peggio.
Partiamo comunque: Max, Andrea, Grip e Vez.
La pioggia é persistente, e fare 1 ora di cammino per arrivare bagnati alla mutanda fino all'ingresso, non ci sollazza. 
Ne approfittiamo per fare un bel giro sorgenti, visibilmente tutte in piena stratosferica.
Dal Rino di Predore visioniamo tutto il percorso lungo le rive 
del Lago d'Iseo, fino ad arrivare all'Acquasparsa di Grone.
Lo spettacolo naturale é assicurato: l'acqua restituita dall'area carsica é veramente tanta, e stimola ancor più a cercare.


Sorgente Acquasparsa - Foto: Max Pozzo
Una battuta esterna in zona Grone, ci fa adocchiare possibilità per prossime "aperture".
Uno sprazzo di sole poi, ci fa ritornare alla destinazione iniziale: si torna a Casa Grip a prendere materiali, e saliamo verso il Monte Torrezzo, sperando che il tempo regga.
Arrivati a Svaporub incolumi, Zeus si accorge della nostra "asciuttezza", e ci riversa addosso una mezz'ora di grandinata, e poi un'ora e mezza di gocce da mezzo litro l'una.


L'ingresso di Svaporub fa veramente schifo: nessuno ha coraggio di uscire dal misero telo sotto cui siamo riparati, tantomeno di cambiarsi ed entrare là dentro.
Amen.
Aspettiamo poi che passi il nuvolazzo, riuscendo a malapena a ritornare intirizziti, ma non lavati, alla macchina.

Bar.
Cioccolata calda di metà maggio...

Svaporub... non credere di fermarci.

Max 

Ancora Svaporub

12 maggio 2013


Ciao a tutti,
vi rendo partecipi delle attività che abbiamo svolto oggi con un filo di emozione, dato che è il mio primo resoconto da "tesserato" di Progetto Sebino. 
Partiamo alle ore otto da Gussago, da Gussago perché oggi siamo in tre, io Mannone Massimiliano (Max Mannotelli) e altri due soci del GGB: Silvio e Massimo. 
Spero che non passi inosservato questo avvenimento, tre bresciani, di due gruppi diversi, nelle grotte del Sebino, questo per far capire che all'interno del Progetto c'è una veduta ampia, aperta a tutti quelli che amano la speleologia e che vogliono dare il loro contributo.


Svaporub - Foto: Massimiliano Mannone
Arrivati ai Colli di San Fermo, ci dirigiamo, belli carichi, verso Genesi: vogliamo vedere come è dato che anche io non non ci sono ancora mai stato. Gli "gnari" del  GGB dopo aver visto l'ingresso e la zona "ricca di pareti" sono entusiasti. 
Poi ci dirigiamo a Svaporub, non sto nella pelle: VOGLIO SCAVARE!!!! 
Nel pertugio dello scavo iniziale grotta, c'è molto fango perché ultimamente diluvia sempre... si scivola facilmente fino in fondo (6 metri).

Iniziamo a spostare dal pavimento lastroni enormi, li leghiamo e li portiamo fuori.

Sotto l'interstrato, la via continua, si vedono un paio di metri di prosecuzione e i sassi di là rotolano: la roccia è pulita, l'aria in uscita tanta... che dire, promette bene no? 

Svaporubbbb!!!!

Mannone Massimiliano 




Svaporub prende forma...

28 aprile 2013

Torniamo nella zona battuta il 25 aprile.
Lo scopo era chiaramente di dare inizio all'apertura di Svaporub, e visionare il pozzo in parete, oltre ad altri buchetti, compreso il P15 Inprato.





Siamo: Livio, Max, Grip, Max Mannone, Kraus, Laura (figlia di Kraus), e Silvio Fieschi del GGB.
La squadra scavi pesanti é composta da Grip, Max e Massimiliano, che per oggi é soprannominato Max
Mannotelli, visto che aveva problemi di cresta spuntata...
Gli altri invece si dedicano a calate in vallette e pareti.
Lo scavo procede abominevole, e il materiale estratto é tantissimo. Procediamo in interstrato per circa 5/6 metri con una corrente d'aria fredda in uscita notevole.
Dalla foto si vede l'impostazione su frattura, e scende seguendo l'interstrato, e quindi ENTRA.

L'ingresso di Svaporub - Foto: Max Pozzo


Svaporub: zona scavi - Foto: Livio Palamidese

Siamo convinti che con una o due uscite così, la nuova bestia si aprirà.

Nel frattempo, viene sceso una nuova verticale sopra un dirupo: il Pozzo in Calanco, che misura 10 metri ma poi toppa. Lo rileviamo.
Anche in parete, i vari buchi si rivelano toppi, ma rimane ancora parecchio da vedere.
Proseguiremo anche qua.
Genesi ha solo bisogno di due colpetti, e poi prosegue.
Svaporub è appena in embrione, ma alita molta aria...

Max




Genesi fuori porta... e nasce Svaporub!

25 aprile 2013

Anche oggi ci siamo diretti nel settore Genesi a visionare qualche valletta e possibilmente scendere qualche terrazzo dei "calanchi" situati sotto il Torrezzo che si vedevano proprio da Genesi.
Siamo: Laura, Max, Giuliano e Max Mannone.

Genesi: panorama e pareti a sx - Foto: Massimiliano Mannone
Facciamo prima un giro alla ormai mitica "panchina" sopra il lago di Endine, da cui il panorama é mozzafiato, e in modo da scattare alcune foto con il teleobiettivo di Giuliano abbastanza pazzesco (un 1000 mi sembra). Si decide quindi di visionare prima una valletta che da tempo mi sembra che "chiami".

Gli strati sembra che siano un po' spostati proprio in corrispondenza della valletta, e la cosa é interessante: una possibile discontinuità non guasta per trovare ingressi.
Faccio una personale "gurata" prevedendo di trovare in giornata un P10 che va...
Scendiamo i primi saltini della valletta, molto ricoperti da materiale boschivo, con già diversi strati affioranti ai lati. Più ci si approfondisce, più diventano evidenti i pacchi.
Posizioniamo un piccolo interstrato che sembra abbia un po' d'aria in uscita. Forse estraendo il materiale potrebbe essere valido.
Scendiamo ancora qualche salto e un piccolo riparo laterale attira la nostra attenzione.
Togliamo materiale e piano piano lo sbuffo d'aria aumenta, fino a diventare nettamente evidente.
Mannone diventa una trivella umana, ma poi si rende conto di essere in maniche corte nella terra nera.
E' un'ingresso alto (1124), ma come tanti alti funziona da ingresso basso? Lo appureremo nei prossimi mesi perché in questo periodo l'inversione è ancora in fase di ribaltamento.
Essendo sprovvisti di tute e materiale vario, possiamo fare ben poco, ma ci basta mettere l'orecchio nell'anfratto da dove esce l'aria, e sentire nuovamente quel suono che ha preceduto le nostre ultime scoperte...

Svaporub: il ritrovamento - Foto: Max Pozzo
E' LA MUSICA DEL FIUME!



Il fiume d'aria...

Nasce Svaporub.
Continuiamo quindi il giro per i Calanchi (nuova denominazione per indicare vallette, burroni e pareti tutti assieme, con qualche terrazzamento da panico) e ci dividiamo.
Giuliano e Mannone vanno in basso, Laura ed io saliamo nel sentiero alto.
I due Orzowei, fanno un giro tra paretine e sentieri da capre, trovandosi in un picco in parete sopra un bel pozzo cilindrico, stimato 4 metri. Alla base c'é detrito, ma anche il pacco di interstrato che immerge ed entra.... 
Anche in questo caso: zero attrezzi, e zero tute e zero caschi.... quindi inizia il conto alla rovescia per domenica...
Giusto per finire, in un gran bel pratone e su indicazione di alcuni locali, individuiamo un buco che al lancio del 
sasso ci sembrava fosse un bel P10.


Il P15 "Inprato" - Foto: Max Pozzo
Invece, con un misero spezzone da 15 metri, riusciamo a far toccare il fondo ad un faretto.

Alla base sembra grande e non si capisce cosa ci sia oltre...
Il  prossimo fine settimana é servito...


Max

Genesi prosegue...

21 aprile 2013



Domenica siamo stati nuovamente a Genesi. La nuova grotta avvistata da me e Grip.


L'intento era di verificare eventuali prosecuzioni, effettuare il rilievo e una serie di video e foto.

Sul fondo, una data, 16.10.1988, indica che in passato é già stata vista da qualcuno, ma per ora non se ne hanno notizie a livello catastale.

Genesi: l'interstrato che scende - Foto: Cristiano Mondini

Siamo: Grip, Laura, Max, Cristiano, Vez, Kraus.

Arrivati sopra i paretoni, Kraus diventa "l'Uomo Calante", e assieme al Vez, scendono le varie pareti visionando quasi tutti i buchi avvistati la volta scorsa.
I risultati non sono eclatanti, ma forse c'è ancora un ingresso che potrebbe andare.
All'interno di Genesi, diamo un'occhiata prima alla fessura della diramazione a monte, quella con aria. Rileviamo che il flusso risente troppo delle folate di vento esterne, quindi rileviamo e ci dirigiamo verso il fondo.
Lo sviluppo non è poco, e mentre si prosegue con il mitico Kristiano che fotografa e filma, visioniamo anche ogni prosecuzione laterale.
Genesi: disostruzione - Foto: Laura Rescali
Necessitano tutte di disostruzione pesante, e probabilmente non portano a vie laterali: l'unica possibilità rimane quella del fondo.
Dopo una potente disostruzione della fessura finale, passiamo ancora e scendiamo per ulteriori 25 metri rispetto alla volta scorsa.
La zona nuova é concrezionatissima ma tende a stringere proprio su concrezione.
Proprio mentre si pensava di mettere la parola "fine" alla nuova cavità, con due mazzate ben date, riesco ad allargare e a vedere che oltre la strettoia c'é del nero.
Oltretutto, dal fondo arriva parecchia aria, e questo é un buon segno, anche se ci sono ancora troppi collegamenti con l'esterno e la circolazione interna ne potrebbe risentire fuori modo.
Tocca quindi alla più minuta Laura, cercare di spingersi più possibile per vedere cosa c'é oltre.
Le notizie sono buone, prosegue più ampio e sembra ci sia lo spazio quasi per camminare!!
Minchia!

Poi ci penserà il Vez a far franare un bel balocco proprio sopra la fessura che da' accesso alla parte nuova, e quindi la prossima volta il lavoro sarà doppio...


Genesi: sezione 3D - Archivio Progetto Sebino
Esplorazione ancora non conclusa quindi. 

La grotta per ora ha un dislivello di 44 metri (-32; +12 m) e uno sviluppo di 135 metri.
La quota di ingresso è 1196 metri, e si apre in un potente interstrato nel Calcare di Sedrina.
Continueremo in questi giorni a visionare le pareti e le vallette del settore.

Max




Guarda il video: http://www.youtube.com/watch?v=J5YD8_0ALmA&noredirect=1

Genesi! settore nuovo, grotta nuova...

17 aprile 2013


Finalmente, sciolta la neve e uscito il sole, oggi si poteva andare a fare i segugi lungo le pareti che sovrastano Monasterolo.
Precisamente nel settore che abbiamo denominato Genesi. Le pareti sono sopra la località Belzignolo e sono 
alte un centinaio di metri o forse più.
Genesi: parete e ingressi - Foto: Massimo Pozzo
Siamo Grip e Max.
Lasciata l'auto in zona Torrezzo, ci dirigiamo velocemente fino alla cresta che ci interessa e poi iniziamo a cercare la via buona per vedere se il grande antrone visto dal lago, merita.
Quando arriviamo sull'unico picco di fronte, rimaniamo stupiti dalla quantità di buconi in parete.
Le calate sono di almeno una sessantina di metri.
Senza corde non possiamo fare molto, ma una via terrazzata ci permette di raggiungere quelli siglati con 2 e 3.
Il 2, con un imbocco che ci ha fatto sognare, chiude dopo 5 metri, ma si può scavare.


Genesi: salone interno - Foto: Massimo Pozzo
Quando Grip entra in Genesi 3 (che da ora diventa semplicemente "Genesi"), comincia ad urlare.
Grosso!  Aria!  Grottone!  Salone!                 VA GIUUUUUU'!!


Genesi: l'ingresso - Foto: Massimo Pozzo
Mi trovavo in un picco sporgente giusto per dargli indicazioni e per fare foto. 
Il paretone sotto non scherza affatto, ma visto che il nostro uomo era partito senza casco, mi viene a recuperare e con luce si entra nella nuova grotta.
Si tratta di un enorme interstrato, che entra e permette di stare in piedi. A monte sale, con una bel salone 
concrezionato, fino ad un secondo ingresso. Più su ancora, da una fessura arriva un vento micidiale....
Verso il basso, scendiamo forse una quarantina di metri, sempre in interstrato, fino ad una frana che Grip supera, riportando notizie positive se si scava.
Insomma, circa un centinaio di  metri di ingresso nuovo, e potrebbe andare con qualche sforzo.
I calcari affioranti sono quelli di Sedrina... Ottimo!
Non eseguiamo il rilievo perchè tanto sarà una delle prossime mete...

Max