lunedì 10 giugno 2013

Svaporub: primo saltino...

09 Giugno 2013


Nonostante abbia diluviato per quasi tutta la giornata, anche ieri ci siamo diretti a Svaporub armati fino ai denti.
Eravamo: Max, Grip, Max "Mannotelli" e i bresciani Maurizio, e Andrea (Fallo), a cui si sono aggiunti nel pomeriggio Massimo e i reduci da un giro notturno in zone moolto basse alla Spluga della Preta, Vichy e Benji. Lo scavo é andato avanti con la solita foga estrattiva, tanto che durante l'estrazione di un massone é addirittura uscito il fix su cui era montato il paranco in parete, facendoci volare tutti a catena per terra (che botta!).
Purtroppo la pioggia abbondante, ha dato vita ad un bellissimo rigagnolo che entrava dalla valletta, bagnandoci
praticamente da capo a piedi.

L'ingresso di Svaporub e il telone salva-giornata. Foto: Max Pozzo
Le operazioni di disostruzione sono state facilitate dall'utilizzo del bellissimo trapano a benzina (lo voglio per Natale!), anche se il peso e le dimensioni non sono delle migliori per lavorare in strettoia (nemmeno i gas di scarico sono molto amabili). Ma comunque l'aggeggio é veramente abominevole.
Svaporub alitava come sempre (a 8,6°), ma la temperatura esterna era prossima allo stallo (11°... un freddo porco!).
E come era logico aspettarsi, sempre, proprio verso la fine (oramai erano quasi le 19:00) siamo passati dalla strettoia in interstrato. Ovviamente il fortunato é stato il mitico Mannotelli, che dopo aver sceso un saltino, ha appurato che in avanti il nuovo meandro stringe, ma l'aria arriva tutta dal pavimento, che inutile dirlo era stracolmo dei nostri detriti. La conferma é poi arrivata anche da Grip e Benji, ma l'orario e il "fiume", non permettevano più nulla.
Continueremo, perché ormai siamo dentro (quasi una quindicina di metri), e il settore é talmente lontano da Nueva-Bueno che ...


Approfitto dello spazio per ringraziare i mitici "cugini" del GGB, che continuano a partecipare alle scorribande, con apporto notevole di persone e materiali. La speranza quindi è di "passare" quanto prima, per dare inizio ad una nuova e lunga avventura che ci permetta di godere del meritato festino tutti assieme.


Max

mercoledì 29 maggio 2013

Svaporub non si concede ancora


26 maggio 2013


Domenica siamo stati ancora a Svaporub.

La giornata era "luminosa" ma gelida, e si sperava non andasse a piovere (o anche a nevicare).
Le parole di Max Mannotelli, riguardo l'ultima punta "bresciana"di scavo, erano a dir poco super invitanti, dal momento che dietro l'ultimo lastrone pareva si potesse finalmente passare.
Già la domenica precedente eravamo stati bloccati da grandine e intemperie, quindi la voglia di proseguire era potente da parte di tutti.
I presenti: Max, Max Mannotelli, Grip, Roby Cerro (Cerretti... "figaro quà e figaro là), Fabio (per l'occasione "Gattana Gions") e il Conte.
Ditta scavi Progetto Sebino - Foto: Max Pozzo
Tutto il terreno era impregnato d'acqua, e la speranza che l'ingresso non fosse marcio, é stata subito spazzata via quando siamo arrivati in loco: una schifezza totale. Il fango estratto é ri-colato all'interno, rendendo il posto da "bagnamento alla mutanda".Il vento gelato all'esterno (9°), non ha aiutato nessuno.
Il lavoraccio comunque ha preso inizio: all'esterno abbiamo spostato tutte le macerie, in modo che non ricadessero dentro, mentre da "giù sotto" arrivavano i lastroni estratti con paranco.
Alla fine della giornata il risultato è di circa 10 metri, con un'inclinazione di circa 25°. 
Bisogna ancora allargare sia in fondo che negli ultimi metri.
Oltre l'ultimo diaframma, i pietroni rotolano verso un vano più basso per circa tre metri ancora, e oltre si vede nero e la forma dell'ambiente che diventa meandreggiante.
Quindi manca proprio poco e si passa.
L'aria era in debole uscita, vista la condizione prossima allo stallo.


Ieri, martedì 28, Grip ed io siamo saliti invece da Valmaggiore verso le pareti dietro al Sicolo, nel tentativo di raggiungerle dal basso, visto che con il binocolo abbiamo individuato dei buconi in parete. Dopo 2 ore e mezza di camminata tra rovi e passaggi di cinghiali, non siamo riusciti ad arrivarci, ma abbiamo trovato comunque un buco nel bosco (Cinghios 1) da vedere (anche se nel Calcare di Zu).
Nel ritorno abbiamo anche individuato numerose sorgenti (analizzeremo le acque), e una strada sterrata che faciliterà l'avvicinamento.

La ricerca continua e non si ferma mai...

Max 

sabato 25 maggio 2013

Golem: inizia l'apertura dell'ingresso basso


21 maggio 2013


Nell'onda degli ultimi scavi, partendo da Nueva Vida, gli ingressi in valletta, gli ingressi alti a quota 1200, quelli  effettuati in zona Genesi, Parzanica, Polaveno, Bus del Zio e Svaporub, é partito ufficialmente anche lo scavo dell'ingresso soffiante sullo sterrato che porta a Croce di Marone.
Il lavoro fa parte del progetto di ricerca relativo al Monte Guglielmo, che porteremo avanti in collaborazione con il G.G. Brescia, che prevede anche prossimi mini campi estivi sul massiccio.
Oltre all'ingresso alto presso la cima del Redentore, gli obiettivi prossimi sono la rivisita della Caìa di Val Busa (scoperta ed esplorata dal GSM), e l'allargamento di alcuni buchi avvistati in un settore che potrebbe avere connessioni con Tufere.

Monte Guglielmo: inizio lavori - Foto: Max Pozzo
Martedì sera all'appuntamento eravamo presenti Andrea e Max, oltre a Silvio, Mauri, Frizzi, Benji e Vichy del GGB.
Lo scavo é iniziato subito pesante, rincorrendo l'aria sotto i sassi.
Ne sono stati estratti in gran quantità, e non resta che proseguire. L'aria in uscita é conosciutissima da tutti, in estate é parecchia. Martedì, nonostante la temperatura quasi invernale, l'aria si faceva sentire in ogni caso.

Ci vorranno un bel po' di uscite per avere idee più chiare, ma l'importante era iniziare.
L'attività infrasettimanale aumenta...

Max

Tutte le sorgenti in piena!

18 maggio 2013


Panoramica Lago D'Iseo  - Foto: Max Pozzo
Rino di Predore - Foto: Max Pozzo
Dal momento che l'ingresso di Svaporub continua ad aumentare il suo soffio gelido, anche oggi l'obiettivo é di continuare lo scavo.
Inutile dire che già alle 7 della mattina, il diluvio volge verso il peggio.
Partiamo comunque: Max, Andrea, Grip e Vez.
La pioggia é persistente, e fare 1 ora di cammino per arrivare bagnati alla mutanda fino all'ingresso, non ci sollazza. 
Ne approfittiamo per fare un bel giro sorgenti, visibilmente tutte in piena stratosferica.
Dal Rino di Predore visioniamo tutto il percorso lungo le rive 
del Lago d'Iseo, fino ad arrivare all'Acquasparsa di Grone.
Lo spettacolo naturale é assicurato: l'acqua restituita dall'area carsica é veramente tanta, e stimola ancor più a cercare.


Sorgente Acquasparsa - Foto: Max Pozzo
Una battuta esterna in zona Grone, ci fa adocchiare possibilità per prossime "aperture".
Uno sprazzo di sole poi, ci fa ritornare alla destinazione iniziale: si torna a Casa Grip a prendere materiali, e saliamo verso il Monte Torrezzo, sperando che il tempo regga.
Arrivati a Svaporub incolumi, Zeus si accorge della nostra "asciuttezza", e ci riversa addosso una mezz'ora di grandinata, e poi un'ora e mezza di gocce da mezzo litro l'una.


L'ingresso di Svaporub fa veramente schifo: nessuno ha coraggio di uscire dal misero telo sotto cui siamo riparati, tantomeno di cambiarsi ed entrare là dentro.
Amen.
Aspettiamo poi che passi il nuvolazzo, riuscendo a malapena a ritornare intirizziti, ma non lavati, alla macchina.

Bar.
Cioccolata calda di metà maggio...

Svaporub... non credere di fermarci.

Max 

Ancora Svaporub

12 maggio 2013


Ciao a tutti,
vi rendo partecipi delle attività che abbiamo svolto oggi con un filo di emozione, dato che è il mio primo resoconto da "tesserato" di Progetto Sebino. 
Partiamo alle ore otto da Gussago, da Gussago perché oggi siamo in tre, io Mannone Massimiliano (Max Mannotelli) e altri due soci del GGB: Silvio e Massimo. 
Spero che non passi inosservato questo avvenimento, tre bresciani, di due gruppi diversi, nelle grotte del Sebino, questo per far capire che all'interno del Progetto c'è una veduta ampia, aperta a tutti quelli che amano la speleologia e che vogliono dare il loro contributo.


Svaporub - Foto: Massimiliano Mannone
Arrivati ai Colli di San Fermo, ci dirigiamo, belli carichi, verso Genesi: vogliamo vedere come è dato che anche io non non ci sono ancora mai stato. Gli "gnari" del  GGB dopo aver visto l'ingresso e la zona "ricca di pareti" sono entusiasti. 
Poi ci dirigiamo a Svaporub, non sto nella pelle: VOGLIO SCAVARE!!!! 
Nel pertugio dello scavo iniziale grotta, c'è molto fango perché ultimamente diluvia sempre... si scivola facilmente fino in fondo (6 metri).

Iniziamo a spostare dal pavimento lastroni enormi, li leghiamo e li portiamo fuori.

Sotto l'interstrato, la via continua, si vedono un paio di metri di prosecuzione e i sassi di là rotolano: la roccia è pulita, l'aria in uscita tanta... che dire, promette bene no? 

Svaporubbbb!!!!

Mannone Massimiliano 




Svaporub prende forma...

28 aprile 2013

Torniamo nella zona battuta il 25 aprile.
Lo scopo era chiaramente di dare inizio all'apertura di Svaporub, e visionare il pozzo in parete, oltre ad altri buchetti, compreso il P15 Inprato.





Siamo: Livio, Max, Grip, Max Mannone, Kraus, Laura (figlia di Kraus), e Silvio Fieschi del GGB.
La squadra scavi pesanti é composta da Grip, Max e Massimiliano, che per oggi é soprannominato Max
Mannotelli, visto che aveva problemi di cresta spuntata...
Gli altri invece si dedicano a calate in vallette e pareti.
Lo scavo procede abominevole, e il materiale estratto é tantissimo. Procediamo in interstrato per circa 5/6 metri con una corrente d'aria fredda in uscita notevole.
Dalla foto si vede l'impostazione su frattura, e scende seguendo l'interstrato, e quindi ENTRA.

L'ingresso di Svaporub - Foto: Max Pozzo


Svaporub: zona scavi - Foto: Livio Palamidese

Siamo convinti che con una o due uscite così, la nuova bestia si aprirà.

Nel frattempo, viene sceso una nuova verticale sopra un dirupo: il Pozzo in Calanco, che misura 10 metri ma poi toppa. Lo rileviamo.
Anche in parete, i vari buchi si rivelano toppi, ma rimane ancora parecchio da vedere.
Proseguiremo anche qua.
Genesi ha solo bisogno di due colpetti, e poi prosegue.
Svaporub è appena in embrione, ma alita molta aria...

Max




Genesi fuori porta... e nasce Svaporub!

25 aprile 2013

Anche oggi ci siamo diretti nel settore Genesi a visionare qualche valletta e possibilmente scendere qualche terrazzo dei "calanchi" situati sotto il Torrezzo che si vedevano proprio da Genesi.
Siamo: Laura, Max, Giuliano e Max Mannone.

Genesi: panorama e pareti a sx - Foto: Massimiliano Mannone
Facciamo prima un giro alla ormai mitica "panchina" sopra il lago di Endine, da cui il panorama é mozzafiato, e in modo da scattare alcune foto con il teleobiettivo di Giuliano abbastanza pazzesco (un 1000 mi sembra). Si decide quindi di visionare prima una valletta che da tempo mi sembra che "chiami".

Gli strati sembra che siano un po' spostati proprio in corrispondenza della valletta, e la cosa é interessante: una possibile discontinuità non guasta per trovare ingressi.
Faccio una personale "gurata" prevedendo di trovare in giornata un P10 che va...
Scendiamo i primi saltini della valletta, molto ricoperti da materiale boschivo, con già diversi strati affioranti ai lati. Più ci si approfondisce, più diventano evidenti i pacchi.
Posizioniamo un piccolo interstrato che sembra abbia un po' d'aria in uscita. Forse estraendo il materiale potrebbe essere valido.
Scendiamo ancora qualche salto e un piccolo riparo laterale attira la nostra attenzione.
Togliamo materiale e piano piano lo sbuffo d'aria aumenta, fino a diventare nettamente evidente.
Mannone diventa una trivella umana, ma poi si rende conto di essere in maniche corte nella terra nera.
E' un'ingresso alto (1124), ma come tanti alti funziona da ingresso basso? Lo appureremo nei prossimi mesi perché in questo periodo l'inversione è ancora in fase di ribaltamento.
Essendo sprovvisti di tute e materiale vario, possiamo fare ben poco, ma ci basta mettere l'orecchio nell'anfratto da dove esce l'aria, e sentire nuovamente quel suono che ha preceduto le nostre ultime scoperte...

Svaporub: il ritrovamento - Foto: Max Pozzo
E' LA MUSICA DEL FIUME!



Il fiume d'aria...

Nasce Svaporub.
Continuiamo quindi il giro per i Calanchi (nuova denominazione per indicare vallette, burroni e pareti tutti assieme, con qualche terrazzamento da panico) e ci dividiamo.
Giuliano e Mannone vanno in basso, Laura ed io saliamo nel sentiero alto.
I due Orzowei, fanno un giro tra paretine e sentieri da capre, trovandosi in un picco in parete sopra un bel pozzo cilindrico, stimato 4 metri. Alla base c'é detrito, ma anche il pacco di interstrato che immerge ed entra.... 
Anche in questo caso: zero attrezzi, e zero tute e zero caschi.... quindi inizia il conto alla rovescia per domenica...
Giusto per finire, in un gran bel pratone e su indicazione di alcuni locali, individuiamo un buco che al lancio del 
sasso ci sembrava fosse un bel P10.


Il P15 "Inprato" - Foto: Max Pozzo
Invece, con un misero spezzone da 15 metri, riusciamo a far toccare il fondo ad un faretto.

Alla base sembra grande e non si capisce cosa ci sia oltre...
Il  prossimo fine settimana é servito...


Max

Genesi prosegue...

21 aprile 2013



Domenica siamo stati nuovamente a Genesi. La nuova grotta avvistata da me e Grip.


L'intento era di verificare eventuali prosecuzioni, effettuare il rilievo e una serie di video e foto.

Sul fondo, una data, 16.10.1988, indica che in passato é già stata vista da qualcuno, ma per ora non se ne hanno notizie a livello catastale.

Genesi: l'interstrato che scende - Foto: Cristiano Mondini

Siamo: Grip, Laura, Max, Cristiano, Vez, Kraus.

Arrivati sopra i paretoni, Kraus diventa "l'Uomo Calante", e assieme al Vez, scendono le varie pareti visionando quasi tutti i buchi avvistati la volta scorsa.
I risultati non sono eclatanti, ma forse c'è ancora un ingresso che potrebbe andare.
All'interno di Genesi, diamo un'occhiata prima alla fessura della diramazione a monte, quella con aria. Rileviamo che il flusso risente troppo delle folate di vento esterne, quindi rileviamo e ci dirigiamo verso il fondo.
Lo sviluppo non è poco, e mentre si prosegue con il mitico Kristiano che fotografa e filma, visioniamo anche ogni prosecuzione laterale.
Genesi: disostruzione - Foto: Laura Rescali
Necessitano tutte di disostruzione pesante, e probabilmente non portano a vie laterali: l'unica possibilità rimane quella del fondo.
Dopo una potente disostruzione della fessura finale, passiamo ancora e scendiamo per ulteriori 25 metri rispetto alla volta scorsa.
La zona nuova é concrezionatissima ma tende a stringere proprio su concrezione.
Proprio mentre si pensava di mettere la parola "fine" alla nuova cavità, con due mazzate ben date, riesco ad allargare e a vedere che oltre la strettoia c'é del nero.
Oltretutto, dal fondo arriva parecchia aria, e questo é un buon segno, anche se ci sono ancora troppi collegamenti con l'esterno e la circolazione interna ne potrebbe risentire fuori modo.
Tocca quindi alla più minuta Laura, cercare di spingersi più possibile per vedere cosa c'é oltre.
Le notizie sono buone, prosegue più ampio e sembra ci sia lo spazio quasi per camminare!!
Minchia!

Poi ci penserà il Vez a far franare un bel balocco proprio sopra la fessura che da' accesso alla parte nuova, e quindi la prossima volta il lavoro sarà doppio...


Genesi: sezione 3D - Archivio Progetto Sebino
Esplorazione ancora non conclusa quindi. 

La grotta per ora ha un dislivello di 44 metri (-32; +12 m) e uno sviluppo di 135 metri.
La quota di ingresso è 1196 metri, e si apre in un potente interstrato nel Calcare di Sedrina.
Continueremo in questi giorni a visionare le pareti e le vallette del settore.

Max




Guarda il video: http://www.youtube.com/watch?v=J5YD8_0ALmA&noredirect=1

Genesi! settore nuovo, grotta nuova...

17 aprile 2013


Finalmente, sciolta la neve e uscito il sole, oggi si poteva andare a fare i segugi lungo le pareti che sovrastano Monasterolo.
Precisamente nel settore che abbiamo denominato Genesi. Le pareti sono sopra la località Belzignolo e sono 
alte un centinaio di metri o forse più.
Genesi: parete e ingressi - Foto: Massimo Pozzo
Siamo Grip e Max.
Lasciata l'auto in zona Torrezzo, ci dirigiamo velocemente fino alla cresta che ci interessa e poi iniziamo a cercare la via buona per vedere se il grande antrone visto dal lago, merita.
Quando arriviamo sull'unico picco di fronte, rimaniamo stupiti dalla quantità di buconi in parete.
Le calate sono di almeno una sessantina di metri.
Senza corde non possiamo fare molto, ma una via terrazzata ci permette di raggiungere quelli siglati con 2 e 3.
Il 2, con un imbocco che ci ha fatto sognare, chiude dopo 5 metri, ma si può scavare.


Genesi: salone interno - Foto: Massimo Pozzo
Quando Grip entra in Genesi 3 (che da ora diventa semplicemente "Genesi"), comincia ad urlare.
Grosso!  Aria!  Grottone!  Salone!                 VA GIUUUUUU'!!


Genesi: l'ingresso - Foto: Massimo Pozzo
Mi trovavo in un picco sporgente giusto per dargli indicazioni e per fare foto. 
Il paretone sotto non scherza affatto, ma visto che il nostro uomo era partito senza casco, mi viene a recuperare e con luce si entra nella nuova grotta.
Si tratta di un enorme interstrato, che entra e permette di stare in piedi. A monte sale, con una bel salone 
concrezionato, fino ad un secondo ingresso. Più su ancora, da una fessura arriva un vento micidiale....
Verso il basso, scendiamo forse una quarantina di metri, sempre in interstrato, fino ad una frana che Grip supera, riportando notizie positive se si scava.
Insomma, circa un centinaio di  metri di ingresso nuovo, e potrebbe andare con qualche sforzo.
I calcari affioranti sono quelli di Sedrina... Ottimo!
Non eseguiamo il rilievo perchè tanto sarà una delle prossime mete...

Max

sabato 18 maggio 2013

Nueva Vida: Ramo del Traverso

13/14 aprile 2013

Sabato pomeriggio siamo entrati in Nueva con l'obiettivo di effettuare il traverso sul P170 e se possibile intubare l'attivo per poter esplorarne il ramo.
Siamo in otto dispiaciuti, per la mancanza di Massimiliano che all'ultimo momento ha dovuto rinunciare: Kraus, Grip, Andrea, Max, e quattro bresciani: Matteo, Benji, Don e Sicuro.
Ci dividiamo subito in due squadre iniziali. A Kraus, Andre e Grip l'ardua impresa di portare il secondo tubo (sempre loro!) all'imbocco dell'attivo. Gli altri si dirigono a completare il traverso iniziato da Edo quest'inverno.
Nonostante il periodo vicino allo stallo, Nueva Vida ieri ha avuto una breve inversione,  ma comunque all'interno la corrente d'aria é sempre fuori dal comune.
Ieri c'era anche parecchia acqua. Le risorgenze a livello lago erano tutte in pieno carico.
Impossibile quindi procedere all'intubamento, ma l'opera é semplicemente rimandata alla prima occasione (già a ritorno il livello era più basso e se non piove si può tentare già alla prossima).

Nueva Vida: Ramo Traverso - Foto: Matteo Rivadossi

Rimane da tentare il traverso, e al massimo anche il finestrone a 35 metri sotto l'imbocco del P170.
L'arrampicata  è meno veloce di quanto prevista dal Pota, così come poi la calata 15 metri sopra. Matteo fa delle belle acrobazie e con un pendolo riesce a raggiungere un terrazzo dietro il meandro Fossile, che ha una prosecuzione che retroverte.
Sempre continuando a traversare, raggiunge la parte opposta, che non presenta prosecuzioni.
Sopra il terrazzo, c'é anche una condotta forzata che prosegue ma poi stringe un po'.
Unico problema é che sono caduti grossi massi, e quindi finchè non avremo un nuovo rocchetto da 200, il P170 è da prendere con le dovute cautele.
Dal meandro che torna indietro, arriva una violenta corrente d'aria fredda. Il ramo é grosso e scende, con parecchio fango-colla sul pavimento. E' un fossile ancora più vecchio di quello da cui arriviamo.
In alcuni tratti si cammina in ambienti notevoli e molto concrezionati, e scendiamo due P5, un P20 inclinato, un altro P20, un P10 fino ad arrestarci su un vuoto nero ed enorme, che il rilievo indicherà come il P120 parallelo.

Nueva Vida: Ramo Traverso - Foto: Matteo Rivadossi

Non avendo più materiale per scendere un 120, ci fermiamo qua.
Sotto di noi si sentono i due corsi d'acqua che fanno cascata, per cui diventa una buona occasione per raggiungerli senza fare traversi allucinanti partendo da metà P170.
Nel tornare indietro, scendiamo ancora un P18 in una spaccatura laterale che stringe sul fondo, con un camino da 20 da cui arriva acqua (meandrino in alto).
In totale misuro circa 285 metri di rilievo, e nel totalone Nueva Vida supera i 3,8 km.
Nel ritorno facciamo anche una marea di foto.
Rimangono aperti quindi i dubbi sul Finestrone e sull'Attivo, e se ne aprono altri lungo le pareti dei due pozzoni.
Usciamo verso le 8 di mattina della domenica.

Max


martedì 26 marzo 2013

Nueva Vida: - 500!


  23/24 marzo 2013







Nonostante le 25 ore di grotta, e il sonno che incombe, è difficile non scrivere per fare un resoconto "veloce" dell'ultima punta in Nueva Vida, svoltasi stanotte.
Eravamo in sei, Kraus, Max e Fabio, e tre soci del GGB, Matteo Rivadossi, Maurizio Riboldi e "il Bengji".
Entriamo verso le 12.30 di sabato mattina (si fa per dire, mattina), con il tempo che minaccia già pioggia sonante.
Tra disgelo e ultime pioggerelle, immaginiamo che dentro sarà bello bagnato oggi. 
Se poi anche pioverà... bòh... 
Entriamo con l'idea di arrivare velocemente in zona operativa, cioè sotto il P170 a sistemare gli armi scomodi dello scorso week, e continuare l'esplorazione.

Siamo in fondo al 170 in un'ora e mezza, lavati fino al collo.
I corsi d'acqua all'interno erano superiori di almeno quattro volte la volta scorsa.
Il tubo messo sull'attivo, era sommerso parecchio.
All'interno di Nueva, un vento pazzesco anche oggi.
Sistemiamo quindi tutti i saltini esplorati fino alla volta scorsa, fino a circa -420 m.
Scendiamo il nuovo P15 e assieme cominciamo a correre per la nuova forra.
Subito una bella galleria che ci fa camminare per qualche centinaio di metri, poi incontriamo un salone bellissimo con nuovo fiume che scende da forra a +20 m e da risalire. Il pavimento bianchissimo.

Nueva Vida: il nuovo P15 verso le grandi gallerie - Foto: Matteo Rivadossi

Alterniamo tratti di forra molto alta e a tratti viscida, mentre sul fondo scorre un attivo 
abbastanza portante. Nei vari salti spesso è difficile evitare l'acqua.
Anche oggi i materiali non abbondavano, e quindi gli armi erano tirati al minimo.
Facciamo poi di corsa due tratti di galleria in interstrato enorme, larga  12 metri x 6, per una lunghezza di oltre 200 metri....

Nueva Vida: la Galleria Istituzionale (12 x 6 m) - Foto: Matteo Rivadossi

Alla fine di un tratto di galleria enorme, la volta chiude, e sfonda in un nuovo P30 largo 5x5 con cascata. 


Nueva Vida: il P30 che porta a -500 - Foto: Matteo Rivadossi

Siamo a -500 metri di profondità, per un nuovo bello sviluppo di 3514 metri.
Nel fondo della verticale l'attivo si perde in vie decisamente più strette, e un fossile parallelo deve essere disostruito, ma continua.
Risalendo 10 metri, intercettiamo un'altro interstrato, con parecchia aria e che scende: anche questo stringe dopo 150 metri e necessita di un'allargata. L'aria é tanta e prosegue di sicuro.
Un Ulteriore bel risultato esplorativo, che proietta Nueva Vida sempre più verso l'ignoto e anche verso Bueno Fonteno.
Questo percorso nuovo, è abbastanza faticoso e ancora pieno di punti da sistemare, perchè troppo esposti o pericolosi.
Nueva Vida: freatici a -450 m - Foto: Fabio Gatti
Quando piove o c'é disgelo, i fiumi diventano assordanti e non scherzano.
Usciamo 24 o 25 ore dopo, bagnati marci e sotto una pioggia gelida che non ha 
per nulla conciliato i soliti festeggiamenti alla macchina.
Ma eravamo talmente euforici (e anche sfasciati), che anche se avesse grandinato, 
non avremmo sentito nulla. 

Nueva Vida si conferma un abisso spettacolare, con strutture enormi al suo interno.
Una nuova supergrotta.

Max

lunedì 18 marzo 2013

Abisso Nueva Vida: Il Mondo di Sotto...


16/17 marzo 2013





Ancora buone notizie da Nueva Vida.
Reportage.

In una giornata ormai prossima alla "manica corta", ci troviamo. Sabato ore 12.30 a Fonteno.
Belli questi orari: si ritorna ai tempi delle puntone notturne.
Siamo Max, Laura, Livio, Grip, Andrea e Kraus, più tre soci del GGB.
Siamo riusciti in extremis a comprare tramite colletta 200 bei metri di corda, e un po' di ferraglia, con l'obiettivo di continuare a scendere sotto il P170.

Nueva Vida: l'Attivo
Foto: Matteo Rivadossi
Visto il numero dei partecipanti, ci carichiamo per bene, compreso un secondo trapano ed un tubo da 25 metri (6,3 cm), da posizionare all'imbocco del ramo Attivo per deviare la cascata, e finalmente esplorarlo senza bagnarsi subito fino alla mutanda.
Entriamo verso le 14 con una giornata veramente splendida e nessuno crede che domani possa nevicare...
All'interno la situazione idrica è calata rispetto al week scorso, e quindi presupponiamo che sotto il pozzone, il fiume possa essere tranquillo. 
Quindi Andrera, Kraus e Grip iniziano a sistemare il tubazzo, mentre il resto della banda si dirige al P170.
Il pozzo è sempre maestoso, e dovremo riattrezzarlo tutto, dopo aver pulito a suon di mazzate le pareti crollose dei primi 50 metri.
Purtroppo il disgaggio è parecchio, e vinco il biglietto per farlo: il tutto mi impegna per almeno un'ora piena.
Il rumore dei lastroni che cade lungo il grande vuoto è assordante, e stare appesi alla cordicella in certi spazi fa sempre emozionare.
In basso si sentono le due cascate che si uniscono lungo il P100 parallelo, ma la portata non sembra esagerata.

Nueva Vida: Galleria Ariazero!
 Foto: Matteo Rivadossi
Prima di scendere, versiamo fluoresceina nel collettore, per verificare il collegamento con quello di -300, ma il fatto non avviene, quindi l'Attivo va da un'altra parte (prima notizia ottima!). Anche in zona Pozzi Gemelli, mettiamo un po' di tracciante per verificare collegamenti con le cascate nei saloni sottostanti, ma l'esito è sempre negativo (seconda notizia valida!).
Torniamo al pozzone.
Sistemato l'armo totale, ci riuniamo tutti sul fondo e iniziamo l'esplorazione del settore chiamato "il Mondo di Sotto".
Per dovere di ospitalità, lasciamo iniziare a giocare gli amici del GGB, con la regola di "un pozzo a testa"... e intanto si rileva.
La forra ci fa scendere ancora un po' in ambienti non enormi, ma sempre notevoli, e dopo una sequenza di saltini, finiamo in un gran bel salone scendendo un P25.
L'acqua non ci molla per un istante e martella i timpani oltre a bagnare parecchio... Tutto il meandro è percorso da vento, che in alcuni punti è proprio fastidioso.

Nueva Vida:  il P25 Sala del Torcione
 Foto: Matteo Rivadossi
Le varie sinuosità degli ambienti, ci fanno finire presto i materiali, ma riusciamo a scendere ancora due pozzi rilevando i primi 250 metri.
Verso le prime ore del mattino i bresciani rientrano, mentre la squadra sebinica prosegue ad oltranza, e il meandrone anche... non accenna a fermarsi con continui salti su laghetti.
Non è un percorso agevole, e noi rimaniamo nella parte bassa, percorsa da fiumiciattolo che nei salti ci lava completamente anche se gli armi sono super aerei. 
Ad un certo punto finiamo chiodi e moschi, ma con la sola corda riusciamo a scendere ancora saltini sfruttando armi naturali.
Lungo il percorso troviamo una grossa via in risalita nel salone a -350 m (La Sala del Torcione) che per direzione andrebbe verso Bueno. E poi un trivio alto verso l'ultimo tratto esplorato.

Nueva Vida:  Il Mondo di Sotto 
 Foto: Matteo Rivadossi
Rileviamo in totale circa 420 metri nuovi, e ci fermiamo davanti ad un ambiente vasto con un probabile salto da 15/20 metri.
Il dislivello alla base sarà di -432 metri e quindi Nueva ora ha un dislivello totale di 436 metri, per uno sviluppo che supera i 2800 metri.
La direzione del meandro che denomina il Mondo di Sotto, è impostata su quelle di alcuni rami a monte di Bueno, ma al momento si riallontana verso sud ovest.
E' pazzesco: con Solit'aria gli siamo sopra... con il Mondo di Sotto lo bypassiamo a livello dei fondi. Ora siamo a più di un km e mezzo in linea d'aria con questi, e per capirci all'altezza di Mastodont, e in pieno Calcare di Sedrina.
In ogni caso le punte cominceranno ad allungarsi perchè il pozzone è da disarmare finchè non faremo l'armo definitivo con le soste inox.
Usciamo verso le 13 di domenica, circa 24 ore dopo, con una nevicata storica, che ci gelerà i pori. 
Uscendo bagnati, l'aria violenta gelida dell'ingresso favorisce imprecazioni di ogni genere, ma il risultato esplorativo è più che eccellente.
Alla fine, nel calduccio del bar di Fonteno, siamo travolti dalla "botta di sonno" generale, immaginando già di scendere la nuova verticale....

Max 

lunedì 11 marzo 2013

Nuevavida 9-03-2013

Entriamo un po' tardi, verso mezzogiorno e con poche ore a disposizione causa 
impegni domenicali...
L'idea è di uscire attorno a mezzanotte.

Siamo Livio, Andrea, Grip e Max, con Kraus che entra un'ora dopo.


Immaginando che il ramo Attivo sarà un putiferio, rinunciamo all'idea di visionarlo, e quindi puntiamo a fare qualche risalita nelle zone amonte.
Mentre Grip ed io ci posizioniamo in zona Pozzi Gemelli, Livio e Andrea accendono ancora incensini a Giuntachinte, e stavolta il profumo arriva, proprio sotto lo sbocco del meandro delle Serpi sui due pozzi.
Così ora sappiamo che c'è il collegamento con questo secondo ingresso e prima o poi lo faremo fisicamente.


Approfittiamo del fatto che Nueva è un colabrodo: fuori piove e ha piovuto anche
parecchio nei giorni scorsi, in più la neve si è sciolta parecchio anche in alto.
I fiumi sono infatti parecchio aumentati di portata, così ora possiamo capire da quali vie è meglio risalire (quando ce ne sarà meno....).

Seguiamo bene anche il giro dell'aria.

Un primo dubbio da risolvere è nel ramo che bypassa il primo dei Pozzi Gemelli.
Lì entra un corso d'acqua che poi sparisce dentro un cunicooi da cui esce tantissima aria (la direzione è verso Bueno...). In tutto quel punto invece l'aria scende fino al Salone Sbregone.
Prima di arrivare al Salone Sbregone, arrampico una diffluenza per una ventina di metri,
ma poi essendo senza corde e sotto cascatella (anche Grip), rimandiamo alla prossima.

Allo Sbregone, le acque che cascano da tutte le parti fanno parecchio scenario: il ramo che proviene dal settore di Interstrato é quello con il maggiore apporto, ma ci sfugge la sua
circolazione d'aria.

Arriviamo alla sala dei Tre Fiumi, e anche qua i corsi d'acqua sono in notevole aumento: sotto, si vede l'attivo che fa paura e parecchio rumore.
Saliamo nel condottone sospeso risalito due volte fa che porta sopra la Sala delle 5 Vie, e iniziamo un traverso.
(in loco anche un pipistrello dormiente che poi vola via..).
Se lo cimenta Grip, e con 8 chiodi lo supera fino ad arrivare alla base di un bel caminazzo, da cui scendono altri due fiumiciattoli.
Ci dividiamo: Andrea ed io saliamo, Kraus, Livio e Grip vanno a vedere dei rami a monte.

La risalita "tocca" ad Andrea, che sale 15 metri in roccia valida, meno la parte finale (altri 5 metri), molto scaricante. In alto, seguiamo una spaccaturona, con rigagnolo che si insinua in un meandrino da disostruire sia a valle che a monte. In alto c'è da risalire ancora parecchio, e si vede un grosso portale, mentre più in alto ancora una condotta (circa altri 25 metri).
E l'aria sale.

Quando ci ritroviamo con gli altri, ci raccontano di aver esplorato circa un centinaio di metri di nuove condotte che vanno a monte.
Il ramo più estremo a monte, è percorso da una violenta corrente d'aria che sale (verso il Sicolo?) e una cascatona che scende da un camino di almeno 40 metri, prossima meta con meno acqua.

Alla fine usciamo verso le 3 di notte, con Nueva Vida che ogni volta regala metri nuovi, e nuove vie in attesa di esplorazione...

Intanto supera i 2,4 km.

Max

giovedì 31 gennaio 2013

Attività gennaio 2013


12 gennaio 2013


Era prevista per oggi un'entrata in Nueva Vida, ma causa mega influenzone inaspettato a Laura, abbiamo ripiegato per un giro disostruttivo esterno.
Il bel sole, almeno avrebbe permesso a Laura di non stare peggio.
Comunque siamo Laura, Grip, Livio ed io.

Purtroppo nemmeno al Campanaro si poteva andare, perchè ci mancava la batteria
alternativa (...).

E quindi ci siamo diretti verso la zona del Monte Sicolo, in cui si trovano già alcuni ingressi noti e soffianti.

Oltretutto, in settimana, Grip ed io abbiamo fatto un giro di gran parte degli ingressi sopra Nueva Vida, roposizionando tutto con GPS e monitorando con anemometro e termometro, la velocità dell'aria in uscita e la relativa temperatura, compresa quella esterna.
Queste misurazioni, riportate in tabelle e ripetute nel tempo, dovrebbero
darci un quadro statistico più attendibile circa la circolazione dell'aria e la connessione di altri ingressi alti al sistema. Nel frattempo sto preparando la carta con i vari ingressi a seconda di come si comportano.
Il risultato è sempre molto interessante.

Sul Sicolo, c'è Precario, che butta fuori aria a oltre 1 metro al secondo, in
regime di quasi stallo tra esterno e interno...
A circa 30 metri di profondità ci fermammo su un tappo, alla base di un pozzo.
E' evidente che ci è sfugito qualcosa di importante.
Di sicuro prossimamente lo riguarderemo minuziosamente.
Il dislivello con Bueno, supererebbe i 1000 metri.
Più sotto di una ventina di metri in linea con Precario, c'é Pozzo Ripieno, che risulta colmo di spazzatura, ma è un vero pozzone a cielo aperto, sui 4x3 metri. Senza aria.

Iniziamo quindi ad asportare il materiale, perchè in basso si vede che prosegue, e sotto sembra anche vuoto, ma dopo qualche ora tra vetri, bottiglie,
ferri e marciume, diciamo basta.
Unica nota positiva, alcuni ferri di cavallo antichissimi, che secondo me sono un segno di buona fortuna.
La zona è molto interessante: se ci sono già 2 ingressi, ne troveremo altri.
Lasciamo il materiale dietro ad un cespuglio, e inizia la caccia da quota 1200 in su fino ad oltre la linea di cresta circa a 100 metri sotto.
Il panorama alpino da lì è spettacolare.
Cerchiamo di muoverci per logica, seguendo direzione e inclinazione dei pacchi di strati (chein carta geologica confermano sia Sedrina).
Ad un certo punto sento urlare da Livio la mitica parola: BUCO!!!! BUCOOOO!!!!

... CON
ARIA!!!!....UN'ARIADELLAMADONNA!!!

Corro. Non è possibile. Spettacolo.
Si ricomincia!
Olè!

Trovo Laura che ha ripreso colore, e con un masso a due mani cerca di sfasciarne un altro.
Grip è tornato al cespuglio a prendere gli attrezzi da scavo, e intanto ci godiamo il bel soffio d'aria calda che ci arriva da chissà quale profondità.
E non è poca quell'aria, perchè oggi fa veramente caldo.
O comunque noi il freddo non lo sentiamo più...
Siamo intorno ai 1230 metri di quota, e la cosa stimola già sogni di profondità incredibili per Fonteno.

Già a mano facciamo dei danni, ma poi quando arriva Grip inizia la consueta
devastazione.
Alla fine si apre un nuovo ingresso.
SICOLOGICO

Al Dott. Palamidese, l'autore della scoperta, l'onore di entrare nella mini saletta sotto di noi. C'è terra da asportare, ma le pareti sono già molto concrezionate.Poi, sprofonda fino all'anca nel buchetto da cui proviene il vento.
Lo scarpone non tocca intorno...

Mentre cala il sole, penso che magari oggi avremmo esplorato qualche centinaio di metri nuovi in Nueva Vida...... ma un ingresso che butta vento caldo
quasi in cresta, bello nuovo nuovo...sia stato un ottimo ripiego.
Non tutte le influenze vengono per nuocere.

Un'altra porta sta per aprirsi... 
 
 
16 gennaio 2013 
 In programma ancora un giro attività.
Siamo: Livio, Grip ed io,
Saltato il traverso del pozzone in Nuevavida (ma lo faremo prossimamente), ci siamo dedicati ancora alla ricerca ingressi alti.
L'abbondante nevicata già da sopra i 400 mt di quota, ha reso l'avvicinamento impossibile da Fonteno, quindi siamo passati da Grone, segnando un buco nuovo lungo la strada.
Siamo arrivati in zona Coletto, con la neve già alta, e le catene al gippone, e da lì siamo partiti per il M. Sicolo.
Circa un'oretta l'avvicinamento, con neve agli stinchi,buferetta e nevicata assieme.
Un freddo cane.

Arrivati in zona Sicologico (che identificherei in Sicolandia), abbiamo con noi il materiale per scavare, ma vista l'abbondanza di neve e la temperatura polare, decidiamo di fare un giretto a caccia di altri buchi.
Ne posizioniamo ancora altri 5, da disostruire e con neve bruciata intorno.
Uno di questi in particolare, sembra che a breve sarà transitabile.

Vedremo a breve come andrà a finire...

20 gennaio 2013
 
 Nonostante le condizioni meteo da K2, abbiamo rispettato il programma di andare a forzare l'ingresso alto scoperto in settimana.
Siamo in una bella squadretta: Max, Laura, Livio, Massimiliano, Andrea, Grip e Kraus.
Nevica tantissimo già a Paratico, la mattina presto.

Si arriva a S.Fermo con catene e lasciamo le macchine con parecchia strada da fare a piedi, forse due ore con zaini altamente appesantiti (corda, trano, moschi, piedediporco, ecc).
Nei momenti in cui si riesce a vedere lontano, il panorama è pazzesco. Una giornata memorabile.
Ottima giornata anche per sfoderare un bel paio di ciaspole.

Arriviamo in zona e piazziamo il telo a ripararci dalla neve sopra l'ingresso che sbuffa aria calda.
Come sempre, pagheremo l'idea di andare direttamente a -500 e di portare i relativi sacchi di materiale prima di aver visto cosa c'è sotto.
(tutto allenamento.... tutto allenamento....)

Livio entra per primo, seguito da tutti, mentre Laura e Kraus trovano ancora ingressi da disostruire che soffiano, e vengono posizionati.
Noi scendiamo il n.4 (Qator?).
Sotto il buco iniziale, si scende per circa 10 metri in un bel pozzo, con un
bellissimo calcare (Sedrina), di cui sono evidenti i pacchi di strato, e l'inclinazione.
Alla base ovviamente c'è una frana, e troviamo il passaggio seguendo l'aria...
Unica cosa è che è un tratto in cui il fango batte tutti.
Bisogna anche disostruire, perchè si tratta di lastroni appoggiati, e le punte del trapano passano dall'altra parte.

Comunque sotto si sente un altro pozzetto, e continua col vento...

Effettuiamo la topografia, rimandando il tutto a periodi meno glaciali.
Intanto abbiamo un quadro generale dei buchi soffianti in zona.
E quando si scioglierà la neve, la zona sarà più abbordabile.

Il viaggio di ritorno alle macchine è stato una simpatica mazzata per tutti. 
 
 
23-24 gennai0 2013 
 
 Siamo stati ancora in giro a caccia di ingressi.
Stavolta ci siamo dedicati più a Bueno che ad altro, e quindi
abbiamo girato in zona attorno alla Fessura del Bramba.
Scesi in valletta, siamo rimasti sbigottiti dal fatto che nonostante ci fossimo
passati più volte, non avessimo visto alcuni ingressi ben evidenti.
O meglio: forse visti nel 2007, senza il bestione lì sotto, o forse in 
stagioni non favorevoli.
Fatto sta che individuiamo almeno 4 o 5 probabili ingressi, ma seriamente.
La gran parte sembra siano legati a scollamenti, invece hanno lo stesso funzionamento di Nueva Vida. Cioè sono sempre meandri, che entrano o come spaccature o tramite interstrati, e poi inclinano ed entrano dentro.

Ci incaponiamo con uno di questi, che aspira aria in maniera evidente.
Spostando pochi sassi, si vede già il cunicolo che va avanti.

Siamo sempre Grip ed io.
Il mercoledì lavoriamo a disostruire l'ingresso perchè abbiamo poco
materiale.
Torniamo anche giovedì, con tutto il pomeriggio a disposizione (torneremo poi dopo la mezzanotte a casa...) e materiali pesanti.
Con noi anche Siro per un'oretta (e cane).

Passiamo l'ingresso che ora è comodo, e poi allarghiamo ancora verso il basso:
c'è una saletta e scende. Il fondo è tutto di terra asciutta, si può scavare e va avanti. Lo spazio è di 2x2 e alto 70 cm. In avanti continua ma bisogna portar fuori la terra.
Disostruiamo uno dei due cunicoli che vanno avanti dritti, ma è ancora stretto e si dovrà allargare ancora. In avanti proseguono tutti e due, aspirando aria
(considerare che si trovano in una zona di ipotetico stallo, perchè intermedi come quota tra Nueva e Bueno.

Rileviamo tutto.Lo chiamiamo Maceria Grigia.

Prima di tornare alla macchina, ci dedichiamo a ravanare ancora qualche ingresso (ore 22...) e riusciamo a far franare dal basso dei massi incastrati in un
meandrino poco distante.Risultato: bisogna far scendere ancora un po' di cosine, ma in alto poi si sta in piedi e sembra andare avanti. Il nome è Sale Giù.

Ne troviamo almeno ancora tre da vedere per bene: basta spostare sassi o scavare un po' la terra, e si vede che c'è la condottina che parte o il meandrino.

Siamo sopra di circa 40 metri a rollohill e Gran Rondò....

Un'altra cosa da non sottovalutare è la Fessura del Bramba (già a catasto, ma non rilevata in passato), che butta fuori un'aria notevole.
Secondo me, potrebbe avere legami con Nueva Vida che non è lontana, oppure con il ramo di No-Trano, anche se non quadra il giro del vento...

Si vedrà.

Il parco giochi ora è sempre più ricco a vario: negli ultimi 2 mesi, oltre alla botta di Nueva Vida, abbiamo aperto, rilevato e posizionato nuove 16 grotte.

Nueva Vida, Interstrato, Campanaro, Maceria Grigia, Sale Giù, due sopra
Frigido, uno sopra il Bramba e 8 ingressi in zona Sicolandia.

26 gennaio 2013 
E' stata una giornata molto bucolica... nel senso che abbiamo lavorato in parecchi buchi, tra quelli visti in settimana da me e Grip.

Siamo in una bella squadra di disostruttori violenti: Livio,Fabio, Max, Cristiano, Silvano, Vez, e nel pomeriggio Grip accompagnato da Signor e Signora Grip.
Con noi anche una mega mazza, di cui non ricordo il nome, ma ne ha avuti parecchi in giornata: in ogni caso, faceva saltare le pareti... bastava
urlare...

Quindi prendiamo di mira un po' tutto, dopo aver presa visione del parco giochi odierno.
Livio e Fabio rilevano innanzitutto la Fessura del Bramba, Kristiano e Silvano allargano Maceria Grigia, e il resto della squadra lavora a Sale Giù e ad una condottina in parete vicina una decina di metri.

Vengono anche trovati un principio di pozzo da disostruire (riempito e con uno scheletro di mucca dentro:... quindi se ci stava una mucca....), che verrà nominato Bus del Bo, e poi un ingresso in parete simile a Nueva Vida (Silvano e Livio si sono calati da una parete in valletta poco più avanti).

Alla fine, il segno del nostro passaggio in valletta è più che evidente: la devastazione di colore marrone e grigio, di materiale proveniente dal sottosuolo... contrastava nel bianco della neve.
Nuovi ghiaioni di terra e macerie. Lastroni e pezzi di strato divelti.
Di sicuro i vari ingressi sono ora facili da trovare.

Non riusciamo in ogni caso a sfondare in prosecuzioni da urlo, ma in quasi tutti c'è ancora da lavorare. Alcuni aspirano aria in maniera evidente, ed è ipotizzabile che comunichino con Bueno, che si trova circa 40 metri sotto...
Ci sarà da disostruire ancora, ma prima o poi qualcuno di questi ci farà passare ancora.


Rileviamo il rilevabile, posizionando tutto e facendo le foto agli ingressi.
 
30 gennaio 2013 
E' stata una giornata 
molto bucolica... nel senso che abbiamo lavorato in parecchi buchi, tra
quelli visti in settimana da me e Grip.

Siamo in una bella squadra di
disostruttori violenti: Livio, Fabio, Max, Kristiano, Silvano, Vez, e
nel pomeriggio Grip accompagnato da Signor e Signora Grip.
Con noi
anche una mega mazza, di cui non ricordo il nome, ma ne ha avuti
parecchi in giornata: in ogni caso, faceva saltare le pareti... bastava
urlare...

Quindi prendiamo di mira un po' tutto, dopo aver presa
visione del parco giochi odierno.
Livio e Fabio rilevano innanzitutto
la Fessura del Bramba, Kristiano e Silvano allargano Maceria Grigia, e
il resto della squadra lavora a Sale Giù e ad una condottina in parete
vicina una decina di metri.

Vengono anche trovati un principio di
pozzo da disostruire (riempito e con uno scheletro di mucca dentro:...
quindi se ci stava una mucca....), che verrà nominato Bus del Bo, e poi
un ingresso in parete simile a Nueva Vida (Silvano e Livio si sono
calati da una parete in valletta poco più avanti).

Alla fine, il segno
del nostro passaggio in valletta è più che evidente: la devastazione di
colore marrone e grigio, di materiale proveniente dal sottosuolo...
contrastava nel bianco della neve.
Nuovi ghiaioni di terra e macerie.
Lastroni e pezzi di strato divelti.
Di sicuro i vari ingressi sono ora
facili da trovare.

Non riusciamo in ogni caso a sfondare in
prosecuzioni da urlo, ma in quasi tuttii c'è ancora da lavorare. Alcuni
aspirano aria in maniera evidente, ed è ipotizzabile che comunichino
con Bueno, che si trova circa 40 metri sotto...
Ci sarà da disostruire
ancora, ma prima o poi qualcuno di questi ci farà passare ancora.


Rileviamo il rilevabile, posizionando tutto e facendo le foto agli
ingressi. 
 
30 gennaio 2013  
 
Nel pomeriggio Kaus, Grip ed io siamo stati ancora ad allargare l'ingresso dell'ultimo ingresso ritrovato, a monte di Nueva Vida, e con forte aria on aspirazione.

GIUNTA CHINTE.

La temperatura in valletta era glaciale. Il posto a quanto pare non vede mai i raggi del sole.

Chiaramente eravamo carichi di attrezzi.Le mazzate sono state continue, sia perchè mana mano che si allargava il buco aumentava anche l'aizzamento, e sia
perchè aumentava anche l'aria, e quindi il gelo bastardo.
La strettoia iniziale, praticamente individuata grazie alle nuove strumentazioni a raggi X carsici (il bucherozzolo stavolta nemmeno c'era), ci ha fatto lavorare per ore a testa in giù.

Dopo circa 8 ore di disostruzione pesante Grip è passato quel tanto che bastava per poter comunicare ai due pinguini fuori cosa ci fosse...

Fiume di vento.Saletta.Condotta di 4/5 metri percorribile e....parete bianca....
...ambiente GROSSO...e l'ignoto....

Lo abbiamo riposizionato, e sembra sia in buona posizione per regalare buone sorprese, oltre alla giunzione che a logica sembra scontata, con Nueva Vida.

In ogni caso, c'è una nuovo fiume di vento che si infila nella montagna.


Max