giovedì 24 maggio 2012

Riarmo 20-05-2012


Nel week appena passato si è svolto il riarmo definito "storico" da Kraus, del tratto che dal Fossile arriva fino a sotto Mastodont.
Entriamo sabato pomeriggio alle 17 (sotto l'acqua) constatando la tenue circolazione estiva dell'ingresso.
Kraus, Dado, Laura, Max e Andrea Belotti (Asb).
All'interno c'è comunque poca acqua, nonostante siano chiari i segni di una potente piena.
I sacchi sono buoni, data la quantità di ferraglia (tutto in acciaio, fix e placche inox del 10) e di cordame (ennesimo "rocco" nuovo da 200 di statica del 10). E giustamente anche tre belle batterie del trapano.
Si prosegue velocemente fino alla fangosa zona operativa, e si iniziano le danze chiodatorie, che finiranno attorno alle sei di mattina...
Durante la notte c'è stata un'inversione del flusso, che è ripresa poi verso le 10 di mattina.
Non sappiamo dirvi se ci siamo resi conto del terremoto... qualcosa qualcuno l'ha sentita...
Riusciamo a riarmare tutto a nuovo, spostando le ultime difficoltà aeree (il ragno non c'è più...). Mastodont sembra più valido, ma il percorso è sempre quello.
Prossimamente faremo qualche ritocco, perchè comunque è impossibile fare cose perfette. Talvolta è proprio la roccia che non permette ciò che sembrerebbe tanto semplice.
Lungo il disarmo, l'entità che vaga per l'Abisso, il Templare (ma come, non l'avete mai sentito quando col cavallo volante szoccola con l'armatura sulle pareti lungo le condotte del fondo?...). Dicevo... il Templare ci ha ricordato con alcuni bonus quanto sia importante controllare sempre lo stato dei materiali su cui ci appendiamo...
A volte si rischia di essere un po' borderline... e non ce lo possiamo permettere.
Il tempo limitato di Andrea, ci fa uscire (io e lui) subito dopo un caffè al campo base, mentre gli altri riescono a riposare poche orette.
Usciamo a mezzogiorno dopo aver incontrato anche Corrado e Barbara che andavano verso Ciclopico.
Nel primo pomeriggio siamo fuori tutti.
Una divertente e simpatica faticaccia, ma ne valeva la pena ed era necessario.
In vista dell'immersione di Luca, si spera che il percorso ora sia il più morbido possibile. Le corde sono tutte nuovissime, e gli armi sono quasi tutti di acciaio inox e con fix del 10.
Corrado sta facendo un lavoro incredibile con la sua Tubolandia. Ci ha regalato molte lavate in meno a tutti. Grande Corraaaaa!!!!!


max

lunedì 14 maggio 2012

Scollata 13-05-2012

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Causa maltempo previsto e defezione di diversi birichini potenziali, si opta per una uscita esterna con l'obiettivo di dare un'occhiata a "Scollata" oppue di continuare il lavoro di scavo a Interstrato / Salvagiorno.
Aderenti: Grip, Vez, Rana, Girino (fratello di Rana).


Piccola spiegazione: "Scollata" è un piccolo pozzetto, scoperto da Max e Aracnya un paio di settimane fa, ubicato un pò più a monte nella valletta di Interstrato e vicino alla strada dove si passa con la macchina. Per come ce lo ricordavamo, il lavoro sembrava anche facile: il passaggio è già abbastanza grande di suo, al di là si intravede un bell'ambientino che si perde nel nero. Si tratterebbe quindi solo di levare 3 sassi in croce per poi calarsi e dare un'occhiata. L'unica cosa che ci lascia un pò perplessi è la conformazione del buso: evidentemente di origine tettonica, sembra proprio uno scollamento (da cui il  nome...), nessuna traccia di carsismo. Aria poco o niente.
Interstrato invece ha tutte le fattezze di un ingresso (è uguale all'ingresso di Bueno !!!), solo che è toppo, per cui bisognerebbe levare qualche quintalata di terra...
Si opta per dare un'occhiata veloce a Scollata (nonostante convinti che non ci possa regalare nulla di buono) per poi ridiscendere verso Interstrato e continuare il lavorone di scavo.


La pioggia è battente: le previsioni meteo davano bruttino con possibilità di pioggia, invece il tempo fa proprio cagare !!! Cielo coperto grigissimo con pioggia incessante...non ci sono speranze che si possa uscire dalla giornata non marci...
Fatto sta che dopo aver percorso lo sterrato e incrociato un gregge di pecore completamente fradicie (e quindi piuttosto buffe...), ci attrezziamo rapidamente e scendiamo verso Scollata.
Nonostante lo scetticismo, la speranza di trovare qualcosa di grosso o promettente ovviamente c'è sempre...


LASSESSORGRIP si tuta e, coadiuvato dagli altri Birichini, rimuove quel poco che c'è da rimuovere. Devo dire che cacciando giù la testa, l'adrenalina comincia a montare: cazzo se è grosso l'ambiente dietro !!!


E' il momento: posso scendere senza alcuna fatica, mi infilo nel buso e scivolo giù nella fanga...


...??? CAZZOOOOOOOOOOOOOO !!! Non mi sembra vero...mentre scendo osservo sulla mia destra, ma non posso credere a ciò che vedo...mi stropiccio gli occhi tipo cartoni animati...


...UNA GALLERIA ENORME !!! Che sembra proseguire !!!
Incrocio le dita implorando gli dei della speleologia che sia la volta buona, magari salta fuori il 2° ingresso...
Mi trovo in una galleria dove si sta tranquillamente in piedi, larga più di 2 metri e alta 3 che prosegue orizzontale...per diversi metri...in fondo fa persino una curva...


L'origine tettonica è ora ancora più evidente, anche perchè alcuni tratti di soffitto sembrano su per miracolo, e il fondo è coperto da sassi franati. Trattenendo il respiro proseguo, cercando di sondare mentre percorro la galleria gli spazi neri intorno a me...dopo circa 15-20 metri, al crocevia con un'altra gallerietta laterale, arrivo controparete e...peccato, bella emozione, ma ho già finito di camminare: si tratta di fare un pò di scavo ed eventualmente qualche valutazione approfondita...


Aggiorno gli altri che mi raggiungono alla spicciolata e scaviamo in quello che sembra essere uno dei punti più promettenti (alla fine della galleria) proprio perchè è anche il punto d'arrivo di una galleria che arriva da destra...scavando sotto si vedono diversi vuoti, anche grossini, ma non posso negare che probabilmente si tratta di semplici vuoti tra i macigni franati. Il soffitto sotto cui siamo è in equilibrio precario. Girino e Rana trovano all'esterno a pochi metri un altro buco e iniziano a scavare...io sono dentro con Vez a proseguire lo scavo interno e, beh, sembra incredibile, sentiamo le loro voci a pochi metri da noi e non provenienti dall'ingresso. Le voci provengono dalla galleria laterale: tempo mezzora e loro vedono le nostre luci, noi le loro mani...trovato già un altro ingresso, persino transitabile !!!
Dopo un pò desistiamo dallo scavo sul fondo della galleria perchè Rana intravede, alcuni metri dietro, un ambiente piuttosto grosso sopra le nostre teste: una specie di stanzetta dove forse si può anche stare in piedi. Per provare a raggiungerla però bisogna disostruire una piccola franetta, lavoro non semplicissimo e un pò pericoloso: i sassi cadono verso lo sventurato Birichino che li sta smuovendo, perciò bisogna essere dei gatti e spostarsi immediatamente.
Diamo un'occhiata dal basso alla stanzetta senza riuscire ad entrarvi, ma probabilmente è solo il soffitto "vecchio" della galleria, che confina con il prato fuori.
Tornando indietro, a metà galleria invece noto una cosa molto interessante, secondo me: dietro un sassone franato, sembra di vedere un bel vuotone che prosegue per metri nel nero, delimitato sopra da una specie di soffitto...forse, ma sottolineo, forse, qualcosa che ha a che fare con il carsico. Secondo me vale la pena darci una seria occhiata.


Usciamo con l'intento di dare un'occhiata a Interstato.
Dopo un breve break cibo, durante il quale Vezzoli ci racconta di come si possa venire contaminati da uova di NEMATODI se il panino che stai mangiando ti cade nella pozzanghera e non lo sciacqui prima di riaddentarlo nuovamente, ci muoviamo verso Interstrato. L'orario comincia ad essere un pò tiranno, per cui l'intento è soltanto quello di far dare una veloce occhiata al potenziale ingresso a chi non l'ha mai visto, è cioè Rana e Girino.


Dopo il veloce sopralluogo, ci rincamminiamo verso la macchina, e sul sentiero incrociamo Sua Eminenza e Lady Aracnya che sono venuti a farci un salutino speranzosi e avidi di ghiotte notizie. Ci cambiamo, si chiacchiera beatamente...e ovviamente nel frattempo è uscito il sole...MA VAFF... !!!
Rientriamo in paese, classico scambio di sacche, ci salutiamo e alla prossima.


Concludo.
Scollata è quasi una grotticella, tra diramazioni laterali e vuoti vari forse il rilievo potrebbe toccare i 20-25 metri.
Probabilmente ha già dato tutto quello che c'era da dare, per carità, ma viste le dimensioni considerevoli un serio tentativo di scavo secondo me lo merita. Quella specie di meandrino a metà galleria, si perde nel nero...aria niente, ma siamo sicuri che sia solo un vuoto di frana??? Mah...


LASSESSORGRIP

lunedì 7 maggio 2012

Bueno Fonteno: week 5/6 maggio - Mai Visto continua..

Viste le buone prospettive dell'ultimo ramo risalito (Mai Visto), sabato pomeriggio è entrato un nuovo quartetto in Bueno (nuovo ovviamente si fa per dire...).
Quindi siamo: Grip, Fabio, Laurea e Max. Sabato pomeriggio, ore 17 circa si entra.
Destinazione: continuare la risalita iniziata la volta scorsa, a +120 dall'inizio e anche vicina alla superficie (-4 m dalla quota ingresso).
Come già scritto, nella seconda grande verticale di questa diramazione (il Pozzo dei Balocchi - P40 che però sale ancora...), ci siamo fermati di fronte a due meandri affiancati che sbucano in parete, sul vuoto e con corsi d'acqua differenti. Poco sotto e lateralmente, un'altro forrone aspetta di essere esplorato.
I due meandri sono stati battezzati da Laura, Le Puerte del Sol: rispettivamente "de destra" e "de sinistra".
Il nostro obiettivo è quella "de sinistra", ma prima disarmiamo tutta la risalita di domenica scorsa, perchè seguiva un percorso troppo marcio e pericoloso.
Un particolare: ultimamente ha piovuto un po' e quindi è normale che l'acqua all'interno sia aumentata. La zona di Mai Visto però, provenendo da quote superiori alla valletta, ne raccoglie molta meno, e questo è un gran vantaggio, visto che si lavora molto in verticale e su parete.
Alta cosa: Bueno aveva circolazione d'aria invernale.
Questo continuo cambiamento di flusso finchè la stagione non è ben definita, ci complica sempre un po' le cose in esplorazione, perchè durante la notte il flusso inverte e non si capisce se ci si trova di fronte a rami che vanno verso ingressi alti o bassi... E il momento che precede l'inversione in genere è "di stallo" e dura anche qualche ora, e rischia di far considerare delle vie che sono sicuramente ventose, come toppe o poco promettenti.
Attacchiamo la risalita, che è di 10 metri: in cima, altri balocchi sospesi frenano la prosecuzione: con gli altri sotto, la paura di "farli fuori" è sempre molta, e quindi dobbiamo fare acrobazie strane... In ogni caso, là sopra sembra che ci sia un sacco da esplorare.
Appena esco fuori dalla risalita mi trovo in una forra che va sia a monte che verso Mai Visto: in avanti, nel vuoto più totale, vedo in parete una condotta perpendicolare di grosse dimensioni (cha sta ancora aspettando...). Davanti a me un forrone che parte verso monte, e dietro un'altra forra che si perde nel nero...
Ma cos'é??? il "paradiso dello speleo"?
Proviamo la via che sembra più lunga, e dopo un tratto di forretta finiamo in una sala di circa 10x7 m. Superiamo ancora 6 metri di verticale e a soffitto Laura prosegue in un cunicolo gattonante (1x1m) che va dritto per qualche decina di metri. Si ferma perchè a pavimento c'è un possibile pozzo o uno sfondamento, e quindi lo lasciamo lì...
Rileviamo il tutto e ci spostiamo nell'altra diramazione, che dopo due tiri di rilievo, si ferma sotto un caminello che promette poco... fessure e cunicoletti con sgocciolamento ma senza passaggi transitabili. A soffitto ci sono diversi cunicoli che collegano tra loro e il tutto ci fa avere l'impressione di essere molto vicini all'eserno.
Ci troviamo infatti poco sopra lo scavo che fece Zilioli sotto il parcheggino delle macchine, in valletta, e quindi sarebbe interessante sia riprendere quel lavoro, che cercare un po' nel bosco o lungo le pareti della valletta. Potremmo provare anche con l'Arva la prossima volta.
Rileviamo poco più di 80 metri nuovi. Oltre al cunicolo da proseguire, in questa Puerta del Sol, rimane da proseguire il lato a valle della forra che poi sfocia nel Pozzo dei Balocchi: le vie sono almeno due e dovrebbero dare ancora nuovo (una in faglia piena).
Lasciamo in loco tutto il materiale da risalita in artificiale.
Prima di uscire, Doctor Gatti arma a nuovo il Pozzo dei Balocchi (corda del 10 e tutto inox), rendendo la via molto più pulita e spettacolare: nello scendere appeso in vuoto, riesco ancora a sbirciare col faretto sia dentro la Puerta del Sol de destra (un meandro che promette molto di più dell'altro), sia nel forrone in basso da raggiungere con traverso: beh... c'è veramente ancora un sacco di roba grossa lì... 
max

lunedì 30 aprile 2012

Bueno - week 28/29 maggio - Mai Visto

La risalitona di Mai Visto, continua ad esser degna del nome affibbiatole.
In quattro volte, la strutturina verticale di questo nuovo bestione, sta prendendo forme che seppur ipotizzabili, sono sempre inaspettate.
Inizialmente il camino è stato valutato 35 metri. Risalendo sono diventati 50 (la prima verticale, per l'appunto Mai Visto). I 30 metri di meandrino hanno poi condotto i curiosoni sotto un nuovo grande pozzo da risalire (Pozzo dei Balocchi), e valutato sui 40 metri, con ben quattro finestroni da raggiungere e a più livelli...
Bello quindi entrare in Bueno con queste prospettive.. qualcosa si esplora di sicuro anche oggi.
Siamo in un bel po': Kaus, Edo, le due Lauree, Max e poi Giorgio Mauri (GGB) e Andrea Belotti (ASB), che ormai da qualche uscita affiancano le nostre scorribande.
Previsioni meteo incerte, ma si entra col sole da estate a metà pomeriggio di sabato, con la speranza che il ramo da fare non sia bagnato. In alternativa ci divideremo per Frollohill e il sifone di Non-Ostante.
Bueno ha una circolazione idrica quasi normale: quindi è uscito dalla secca degli ultimi mesi, ma non è ancora "lavante".
Arrivati al bivio con l'attivo di Forse-Forse, storciamo un po' il naso, perchè la portata dell'acqua non è poca (in realtà è quella di una diramazione laterale, detta Ramingo, che drena rapidamente in periodi piovosi).
Anzi, il fiume che poi si unisce a quello della Chiocciola e scorre per Massi Volanti fino a Ciclopico, faceva veramente casino!
Arrivati timorosamente a Mai Visto, fortunatamente sotto la prima risalita lo stillicidio è ininfluente, e quindi si va tutti a risalire.
Il Pozzo dei Balocchi comunque sgocciola un po' dappertutto, ma la sala alla sua base è ampia. In alto ci rendiamo conto che è ben più di 40 metri, e le vie da vedere sono parecchie.
La follia arrampicatoria di Giorgio, ci fa guadagnare un gran dislivello in poco tempo. Supera i primi 20 metri di parete non bellissima in libera, trova un percorso zig-zagante fuori dal vuoto, che permette a tutto il gruppo di seguirlo in un percorso quasi a chiocciola in un lato fossile e fangosamente marcio della faglia. (Infatti i balocchi non sono solo le belle finestre da raggiungere, ma anche le lastre che si staccano dalle pareti e ci fanno cagare sotto...). Arrampicando ancora in passaggi bruttini, arriviamo più in alto di quanto pensassimo essere.
Kraus supera ancora un tratto verticale di una decina di metri, e approdiamo tutti in un mensolone sospeso a circa +40 metri, con a fianco a noi in parete, due bei meandri che salgono ancora e con rispettivi corsi d'acqua. Il pozzo è ampio e di fronte sale ancora molto ma "gira", con una parete che poi non ci permette di vedere... riusciamo a percepire il principio di una forma da gran forrone pulito...
Yuhuuu!!!
Raggiungere i meandri non è semplice, perchè dal lato in cui siamo la roccia è marcissima, e bisogna lavorare completamente esposti sul vuoto.
Dopo qualche tentativo è il turno presidenziale ed entro nel primo meandro. Ne arrampico ancora otto metri fino a fermarmi sotto all'ennesima risalitina (10 m): là sopra si vede che ovviamente prosegue, con canale di volta che poi si alza... Un fiume d'aria che sale, quello è scontato (ah, Bueno ha circolazione estiva... quindi l'aria ora esce dall'ingresso).
Trovo anche una strettoia da spaccare a mazzate, e al di là si intravede un buon ambiente...
La risalita è molto facile e comoda.
Che dire, seppur infreddoliti un po' tutti, per l'ennesima volta si rimane sbalorditi dalle possibilità esplorative di Bueno.
Un appunto a quanto materiale viene usato per esplorare risalendo queste grandi verticali: corda, chiodi e moschettoni a iosa.
Fortunatamente riusciamo a starci "sempre dentro"...
Due numeretti temporanei: la risalita del ramo in totale è di 120 metri di dislivello (mica male no?), e fino al punto rilevato, siamo a -16 metri dalla quota dell'ingresso.
Mancano almeno tre grosse vie da esplorare in salita che daranno sicuramente grandi sviluppi.
Peccato uscire pensando di crogiolarsi sotto una botta di caldo estivo, e invece beccarci un'ora e mezza dell'unico acquazzone della giornata, proprio da Bueno alle macchine...
Ma il divertimento e le ghignate, sono talmente superiori che potrebbe venir giù Noè, con l'arca e il diluvio universale...
A breve si tornerà a "vedere il mai visto"...
Spettacolo....
max

giovedì 26 aprile 2012

Report 24-25 aprile 2012

Consueto resoconto del week end che doveva essere simile al diluvio universale...
Alla fine, bloccati nuovamente dalle previsioni, non è che abbia piovuto poi così tanto, ma in ogni caso Bueno era senza dubbio bello acquatico.
Così, come il week scorso, ne abbiamo approfittato per fare danni in esterno.
Sabato 24
Siamo Laura e Max e facciamo una battuta nella parte alta della Valle di Fonteno sperando di trovare qualcosa di buono da proseguire il giorno dopo.
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   Partiamo da Interstrato (obiettivo di domani) e saliamo fino a quota 1100 circa.
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Scollata 4






















Lungo il percorso rivediamo due spaccature che entrano nel lato Buenico della valle, che al momento indichiamo come "Fratturfaglia 1 e 2". A mio avviso si possono lavorare e si trovano ben distanti dal conosciuto.
Risalendo poi a destra, verso lo sterrato, troviamo a quota 1058 un ingresso con 4-5 metri di scivolo da fare dopo disostruzione. E' impostato su un probabile scollamento, ma dal momento che ha circolazione d'aria, è da vedere bene e rilevare (lo nominiamo "Scollata")
Nel tornare alla macchina, prendiamo posizione con gps di tutto, compreso i due buchi nel bosco poco sotto Macignopoli e Bissico.
Domenica 25
All'appello Lassessor Grip, il Vicepresident Kraus e Max.
Si va a demolire Interstrato, possibile nuovo ingresso della zona a monte di Bueno.
Dopo aver resistito ad una grandinata fotonica di circa mezz'ora, e pioggia per altrettanto in piena valletta, iniziamo i lavori di scavo.
Interstrato è giustamente un bell'interstrato, quasi identico all'ingresso di Bueno, e impostato allo stesso modo.IMG_3712-2




















Non mi dilungo molto sullo scavo, ma si tratta di un lavoro facile e per nulla scomodo. Tiriamo fuori lastroni e macigni, ma in realtà il fondo è di terriccio asciutto, e con una buona organizzazione, si prosegue abbastanza velocemente (purtroppo ci mancava un secchio...).
La condotta ha già buone misure, e ci si muove dentro praticamente gattonando, con larghezza superiore al metro (ora...).
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Per adesso siamo sotto alla decina di metri di scavo, e fermi dove il terriccio tocca contro il soffitto: ma molto positivi sul fatto di riuscire a "entrare".
La distanza di Interstrato dalla macchina è veramente di pochi minuti, quindi si tratta di un lavoretto facile facile da portare avanti anche "al pomeriggio".
Esorto veramente a metterci il naso... la sorpresa potrebbe essere giusto dopo qualche spalettata...
Appena possibile, ci si torna.
Max

lunedì 16 aprile 2012

Gronehenge 15 aprile 2002

 

il week end, con annunci di allerta meteo da più di una settimana, è stato all'insegna del "non-Bueno", proprio per evitare inutili situazioni di eventuali attese dovute a piene o forti precipitazioni.

Non ci è stato possibile quindi nemmeno "girare" più di tanto, ma nonostante questo, sia sabato che domenica siamo riusciti a fare attività.

InterstratoSabato pomeriggio, Laura, Grip e max, siamo stati in vallette a Fonteno, rivisitando e rivalutando "Interstrato", alla luce anche di nuovi sviluppi nel rilievo a monte. Nonostante i pochi metri di Ariasanta, questo ipotetico ingresso, si trova ancora più in alto e a 350 metri in linea d'aria (e 170 metri sopra l'ingresso). Quindi in caso di passaggio, di sicuro potrebbe dare anche qualche km di nuovo...

Alla prima occasione proveremo a lavorarci pesantemente...

 

 

                                                                             Domenica.

VORAGINE GRONE 5Prefazione: alcuni soci del G.G. I Tassi, per qualche settimana hanno lavorato al fondo della "Voragine presso l'antenna" (che se poi saremo tutti d’accordo, chiameremo Gronehenge), "scoperta" e topografata nel 2009, sulla cresta del Monte di Grone. Un cantiere intrapreso molto a rilento visto che nel fondo si doveva smuovere una potente frana, ma da cui fuoriesce una notevole corrente d'aria da ingresso alto. Il lavoro degli amici milanesi è stato molto deciso, permettendo loro di proseguire in ulteriori due vani, sempre invasi da una marea di macigni da togliere.

 

Figura 2 - Acquasparsa, Faeto, Antenna

 

Voragine presso l'antenna

 

Così con una telefonata scatta l'uscita in comunella, purtroppo dalla mattina tutta sotto una pioggia incessante.

Siamo: Max, Grip, Laura e Fabio, poi c'é Andrea dell'ASB, e Max, Franci, Nino e Spit per i Tassi.

Con due teli miracolosi e con la catena umana tiriamo fuori dallo scavo ipogeo ancora qualche vagonata di massi, con la sensazione che l'aria in uscita aumenti ad ogni sasso tolto.

Il lavoro è sempre sul filo del "potrebbe essere lunghissimo ma forse la volta prossima si passa"...

In ogni caso bisogna estrarre fino all'esterno ancora parecchio materiale per rendere il tutto agevole e sicuro.

Cattura

Una delle tante porte del complessone di S. Fermo potrebbe essere prossima ad aprirsi e si rimane d’accordo di continuare a lavorare assieme.

max

mercoledì 4 aprile 2012

Report 30 – 1 aprile

 


Stavolta siamo un po' rimaneggiati, e quindi optiamo per un tentativo un po' più "tranquillo"...

Si va a Collosso. Settore dell'abisso sicuramente poco conosciuto.

Siamo in tre: Laura, Grip ed io.

Entriamo venerdì sera, ben dopo la mezzanotte, e sempre abbastanza carichetti di materiale.

Carichissimi come sempre di verve esplorativa.

Due parole su Collosso.

E' un ambiente molto vasto, parallelo al tratto terminale della Straforra, che si spinge quasi fin sopra il sifone Smeraldo.

Due vani enormi, separati da un saliscendi, e che in alto nascondono almeno altre quattro grosse prosecuzioni, oltre a quella dove andremo stavolta.

Collosso 1 è un camino da 70 metri, la cui base fa una sala già 40 metri sopra il fondo. La risalita è stata terminata un anno fa. La larghezza del camino è di almeno 15 metri, con cascata non potente (ma che in caso di pioggia lava tutto). Lungo le sue pareti, c'è una spaccatura enorme ancora da raggiungere.....

Collosso 2 è un ambiente della struttura di Mastodont: una forra tanto larga da generare un salone a più livelli. Molto fangoso e fossile.

Ci si può arrivare da più parti, ma dal Campo Base, basta risalire prima dell'innesto di Cattive Acque.

Una zona poco frequentata, ma con parecchie possibilità esplorative. E ci si arriva in circa un ora dal campo.

Senonchè doveva essere un'uscita tranquilla, senza devastamento fisico. Invece, avendo materiale disostruttivo e in un continuo saliscendi (sali un 40, scendi un 35, sali un 70... e minchia!) soprattutto impiastrato dal fango e da armi esplorativi non proprio agevoli... la passeggiatina si è rimessa nel solito binario della consueta "botta" da fine settimana.

Il nostro obiettivo è in cima a Collosso 1 (il P70), dove la condotta in cui scorre il corso d'acqua ci aveva fermati davanti ad un abbassamento della volta impassabile a "mani nude".

Il fango e l'acqua rendevano il tutto molto "marcio" per lavorare distesi.

Quindi ci siamo attrezzati di teli e preparato il cantiere abbiamo cominciato a scavare. In ogni caso se ne usciva marci fino alla mutanda comunque... quasi inusuale lavorare "distesi" in Bueno.

Impossibile passare in quel basso melmone gelato con mazze e punte.

Vuoi vedere che Bueno stavolta ci sta confezionando il suo bel pesce d'Aprile?

Così, seppur con le dovute scuse all'Abisso per l'operazione chirurgica, allarghiamo in modo deciso.

Giusto quanto può bastare per spingere Laura al di là....

Stavolta c'é un sacco d'aria gelida che ci soffia in faccia: il ramo DEVE ripartire... aria e acqua ....cazzo...

L'ingresso al venerdì notte, i sacconi pesanti, ore di scavo in quel fango bastardo...

Tutto per quel momento di "silenzio e raschio" in un piccolo capillare del bestione.

Laura non passa porco cane...  o forse... 

...no... non passa...

Poi ci dice che non passa perchè non si è messa la sua "mutanda tecnica"....

Poi si fa firmare una dichiarazione dai due "marci" che l'avremmo comunque tirata indietro per i piedi nel caso peggiore.

E' ovvio che firmiamo: vogliamo sapere cosa c'è al di là!

Quindi Laura raschia, ma alla fine passa e quasi di getto ci comunica che chiude tutto.

IMPOSSIBILE!!! NON PUO' CHIUDERE!!!!

Aria e acqua... ma chi ci crede!

Lo chiameremo "No-slip". Si, se c'é qualcosa lo chiameremo così... ma scusa, da dove arriva l'acqua? ma come da pavimento? e l'aria? 

La segugia traffica dietro una colata che sembra occluda un varco. E' allargabile con un po' di buona disostruzione. 

Ancora secondi eterni e poi echeggia l'urlo di Aracnya: BISOGNA SPACCARE UN PO' E POI C'E' UNA VIA CHE VA ALLA GRANDE!!!!

Dimensioni tipo forra iniziale, un po' più bassa.

Con il torcione (distrutto), riesce ancora a puntare nel nero che se ne va...

Per oggi ci basta, è tardi, siamo pieni di fango, ma sappiamo nuovamente di essere di fronte all'ennesima via che si perde dentro la montagna.

L'aria soffiava gelida e forte, e Laura riferisce di aver visto una volta triangolare, ricca di cannule lunghissime. Il pavimento, ricco di vaschette con il corso d'acqua che scorre tranquillo. Si cammina e davanti è nero.

Alla prossima si riviaggia...

Rientriamo euforici al campo, nonostante il ritorno si riveli molto delicato su alcuni tratti di corda.

Anche stavolta si va a riposare che ormai è domenica mattina. Per cui ripariamo nel primo pomeriggio, arrivando in valletta verso le 19.30 di domenica.

Uno spettacolo....

max

 

Integrazione di Grip

Puntuale la narrazione di Max sempre abile nel ripercorrere i tratti salienti della nostra esplorazione...

Volevo solo fare i complimenti ad Aracnya: va beh che è magra e quindi è avvantaggiata, però secondo me bisogna anche avere i cosiddetti ed essere intraprendenti per fare certe cose...il passaggio era davvero strettino, e la poverina ha dovuto letteralmente raschiare per passare: almeno alla fine è stata premiata !!!

Anche per rientrare e raggiungerci nuovamente, ha dovuto fare una fatica bestia...

Comunque...Collosso effettivamente è molto bello ed è ancora tutto da interpretare, il P70 da solo vale la pena di essere visto...e risalito: corda del 9 piuttosto fangosetta, che parte con micro-pendolo nel vuoto...per poi arrivare su in cima dove devi affrontare un piccolo saliscendi con armi piuttosto tecnici (della serie: non c'è tecnica, arrangiati con gli strumenti e basta !!!), ovviamente sotto hai 70 metri di vuoto...la sacca quando tocca la base del terrazzo su cui ti vai ad adagiare fa cadere dei blocchi di fango non indifferenti, e quando senti il tonfo, dopo un bel pò, significa che sono arrivati laggiù in fondo...il rimbombo è da cattedrale !!! Semplicemente uno spettacolo !!!

Inoltre, appena scendi in Collosso 2, il candore di una grossa colata medusosa (ma veramente GROSSA !!!) ti colpisce, in tutto quel nero...per non parlare della bellissima condotta freatica - ben 120 metri - che ti porta a Collosso...da film...

Per il resto, fango, tanto fango, e armi molto ma molto esplorativi...quindi una discreta faticaccia...

Non c'è che da tornare...e si viaggia, questo è poco ma sicuro...nell'ultimo mese e mezzo tra Mai Visto, Vedonero, Collosso una marea di vie nuove, tutte strapromettenti...

E si continua a sognare...

GRIP

martedì 27 marzo 2012

week 23-25/3 /12 in Bueno

Dopo le ultime buone nuove da diversi fronti, Mai Visto e Vedonero, che assieme regalano circa 10 nuove vie possibili da esplorare, un altro week end esplorativo abbastanza fruttuoso.
P1070135
Saltata l'immersione di Luca (e credo anche per il prossimo, quindi fino a dopo Pasqua si aspetta...), ci prefiggiamo di proseguire le esplorazioni in cima al P170, ma con l'imperativo di sistemarlo un po' meglio, e sostituendo la corda del 9 con quella del 10...
Il sacco-bambino con 200 metri di corda già dalla macchina si attacca automaticamente alle spalle di Dado, che in scioltezza se lo scarrozza fino al campo e poi anche fino in cima al bestione...
Entriamo un po' tardi, verso l'una di notte del venerdì. Kraus, Dado, io e Giorgio Mauri. La mancanza di Laura e Corra, ci fa appesantire le sacche, ma riusciamo ad avere solo un monolito a testa. Arriviamo al campo verso le 4 e quindi tra sistemazioni varie, si va in tenda verso le 6 di mattina. Dopo 5 ore di sonno si parte verso mezzogiorno in direzione Vedonero.
A salire, sistemiamo qualche sosta, e Dado arma al contrario sostituendo la corda. Il traverso terribile viene potenziato, ma rimane ancora un punto precario della struttura e dovremo trovare il modo di eliminarlo.
Queste operazioni sono lunghe e laboriose, e la verticale è una bestiaccia che a tratti lascia cadere lastre dalle pareti: è talmente grosso che si sfoglia e ogni movimento viene comunque fatto con delicatezza, essendo sempre attaccati alla parete. La salita è lunga e non scherza. Al traverso si hanno circa 150 metri du vuoto sotto, e qualche gocciolina di sudore in più c'è sempre....

Vedonero......
  
Altro fatto è che in pratica si scende fino a - 451 e poi si risale per altri 300 metri (come tornare alla base di Fonteno Beach): e quindi adesso si percorre un altro Bueno al contrario... In totale l'uscita è come fosse un -750...
Verso le 18/19 del sabato, finalmente tutti entriamo nel nuovo ramo, lasciando il grande vuoto alle spalle. Ci si rivedrà a ritorno, valutando il lavoro di riarmo.
DSC05103
Già nel percorrere la nuova forra, Giorgio si infila in un varco a soffitto, trovando una nuova via, e fermandosi davanti ad una volta con fango secco alla base, passabile in un'oretta di scavo: aria fredda in faccia e nero dall'altra parte... si comincia bene, ma andiamo oltre...
Arrivati alla base del P15, sempre Giorgio arrampica in libera, usando tre fettucce, e prosegue per poco, fino alla base di un nuovo P20 da risalire in artificiale, e da cui fuoriesce un corso d'acqua: in alto si vede chiaramente la forra che prosegue in dimensioni da camminamento... Rileviamo circa 50 metri, lasciando il materiale per risalire sul posto.
Ci rimangono ancora tre vie da vedere, quindi ci portiamo a monte del nuovo ramo, visionando la frana da cui esce il secondo corso d'acqua. Qualche arrampicata e si prosegue per una decina di metri, ma anche qui dobbiamo fermarci per mancanza di attrezzoni da scavo. Dalla parte opposta di queso tratto di forra, a circa 7 metri di altezza si può disostruire, e oltre si vede chiaramente un ambiente nero di dimensioni non piccole.
Ci buttiamo quindi a vedere il "famoso interstrato" ancora da rilevare e fermo su un ipotetico P50 da scendere...
Il lancio del sasso ci lascia tutti ammutoliti: sotto di noi c'è un nuovo bestione che dopo un rimbalzo, fa almeno 6 secondi di silenzio, per poi tuonare e in alcuni lanci è sceso ancora.
NON E' UN PI CINQUANTA!!!!!!!
                                                                                     Questo è il nome dato al nuovo mostro: potrebbe trattarsi di un bel nuovo centone da scendere: con le torcie non siamo riusciti a vederne il fondo, e le pareti sono veramente lontane. Dal basso, il suono è di ambiente gigantesco...
Yuhuuuuuuuuu!!!!!
... ma non abbiamo abbastanza corda per tentare: con 30 metri del 9 di diametro, non improvvisiamo nemmeno la calata a penzoloni nel vuotone immenso...
Con un traversino laterale però, proseguendo a soffitto della condotta di interstrato,  seguiamo il rumore di un piccolo ruscelletto che si riversa nel vuoto.
E al di là parte una nuova bellissima forra, con caratteristiche anche fratiche, concrezionatissima. Il pavimento, a due piani, presenta quello superiore totalmente concrezionato in giallo, e a tratti si spacca sotto il nostro peso. L'avrei chiamato "Croste di Grana"...
Rileviamo correndo come forsennati con Kraus che urlava "chiudesudritto!, chiudesudrittoooo!!!", circa 230 metri, per fermarci tristemente su una colata concrezionata mista a frana ricementata. Altro posto quindi da disostruzione quasi impossibile. Dalla frana comunque arriva aria e acqua.
Altri 280 metri da aggiungere al rilievo che adesso diventa sempre più incredibile.
E nuove vie da esplorare, compreso un pozzone che sicuramente regalerà prossimi tsunami di adrenalina.
DSC05139    Fotografie GGB
Il ritorno al campo non è più una passeggiatina adesso: il percorso si allunga smpre più, e rientriamo nuovamente verso le 4 di mattina della domenica.
Sfasciatissimi, ma cantando.
Il riso a vapore è come sempre uno dei migliori momenti di questi "viaggi", contornato dal fiume di idiozie che possono scaturire con l'euforia di certe esplorazioni.
Peccato non riuscire mai a dormire per bene, ma vabbè... mica si può pretendere tutto...
Si va in tenda che ormai fuori c'é il sole...
E quindi, ancora gasati dall'avventura, partiamo a razzo verso le 14 dal campo, uscendo in tre ore e mezza col tempo dell'ultimo...
Nuovamente...
Fantastico
max

domenica 18 marzo 2012

Report Uscita FLASH Venerdì 16 Marzo 2012

Ecco il Lampo che aspettavo!
Giovedì arriva il messaggio di Kraus che mi informa di avere il venerdì libero.
Ci accordiamo per gli orari ed eccoci già lì, il campanile di Fonteno sta per dare gli ultimi rintocchi delle 7:30 quando, dall’angolo della chiesa spunta la macchina di Kraus.
Il ritmo che scandirà questa giornata è quello giusto, un caffè veloce e via…varchiamo la soglia di Bueno alle 8:10 con tanto di convenevoli per propiziarci l’ospite.
Locomotiva KRAUS EXPRESS apre le valvole e……FLASH! …sono al 50 e aspetto, giusto il tempo di dare un occhio all’ora, mentre Kraus esce dalla corda che porta a MaiVisto...
Ah si, scusate, mi sono dimenticato di scriverlo: l’obbiettivo dell’uscita è di terminare la risalita a MaiVisto e vedere la probabile prosecuzione.
…..resto basito e mi appresto a oltrepassare il saltello fangoso.
La locomotiva intanto và…è lì a 6~10 metri da me ma, non riesco ad acchiapparla.
Finalmente nel meandro raggiungo l’alien e arriviamo insieme alla base del pozzo alle 9:11.
Tempo di dare una sorsata d’acqua, raccolgo il materiale, imbraccio il trano e parto per arrivare al coniglio che mi sta chiamando circa 48m più in alto.
Arrivo all’armo e non provo nemmeno a fare il traverso perché dovrei passare proprio sopra a Kraus che è fermo al coniglio intermedio circa 15m sotto.
Mi preparo una seconda sosta direzione traverso per spostarmi e lasciare posto a Kraus che arriva recuperando la dinamica, la statica e i rinvii che mancavano.
Resettiamo e riavviamo il sistema…parto, traverso e arrivo al terrazzino “cacosissimo”,preparo una sosta e aspetto l’arrivo di Kraus che sistema pure la via per il rientro.
Ormai la meta è lì di fronte, manca ancora un traversino da 4~5metri quasi a 90gradi rispetto al precedente e la forretta ci aspetta.
Il trano riprende a girare e in poco tempo sono oltre il camino.
Sistemo l’armo e lascio le scalette sui due chiodi centrali del traverso mentre Kraus raddoppia la corda.
Un traverso su un cornicione a 50metri completamente in vuoto ha il suo perché…
Il compagno di questo breve ma intensissimo viaggio mi raggiunge e cominciamo a fare quello che abbiamo atteso fino a questo momento………ESPLORIAMO!!!!!!
Forretta strettina, concrezionatissima e bellissima…tutta a saltelli con pozzette medio piccole.
Procediamo per circa una trentina di metri e…..BOOOMMMMM, davanti a noi un buco nero!
WOW….L’euforia e l’adrenalina prendono il sopravvento, sembra un salone enorme.
Mettiamo piede nel “Camino FLASH” alle 14:00 circa, cominciamo a esultare sgranando gli occhi con il naso all’insù: diametro 10metri forse anche più, primo finestrone a 10metri, secondo subito dopo ad altri 10~15metri.
Altra finestra spostata con arrivo d’acqua e altro arrivo d’acqua diametralmente opposto alla prima finestra.
Insomma…..il camino dei BALOCCHI!!!!
Torniamo all’inizio della forretta, recuperiamo il materiale da rilievo e torniamo al camino.
Partiamo a rilevare al contrario fino alla base di Mai Visto dove mangiamo un panino veloce e partiamo per l’uscita.
Ore 16:22, se non ricordo male, Locomotiva KRAUS EXPRESS riapre le valvole e alle 17:40 chiudiamo il cancello alle nostre spalle ringraziando ancora euforici.
Ecco quella che si può definire una giornata intensa, stancante ma nello stesso tempo APPAGANTE!
Insomma, una vera FIGATAAAA!
 Edo

martedì 13 marzo 2012

Report Squadriglia MaiVisto10-11/Marzo/2012



Come da programma, incontro in piazza Fonteno alle 18.00 di sabato sera.
Laura, Matte, Kraus, Davide ed io (Edo).
Varchiamo il cancello del parco divertimenti alle 19.30 circa, arriviamo al 50 con nonchalance, (ormai arrivare al 50 è come andare a prendere lo zucchero filato) attacchiamo la forretta che ci porterà al Pozzo di MaiVisto e cominciamo a dividerci.
Dopo aver fatto i primi metri (su proposta di Matte) io e Davide proseguiamo senza far complimenti mentre il trio prosegue in stato riflessivo con mazzetta alla mano…
Arrivati al pozzo do uno sguardo al lavoro, Davide mi dà due dritte, fixiamo i rinvii, preparo il trano e parto.
Arrivato al bellissimo coniglio mi attacco altri rinvii, scalette e dinamica, valuto bene il lavoro, guardo l’ora (00.30) e parto all’attacco.
Nel frattempo arriva il trio mazza.(con la statica)
Parto come da programma “su diritto” per poi salire in diagonale a destra dopo circa tre metri ma dopo i primi 3fix le cose si complicano.
La parete è un po’ marcia e anche se riesco a leggere una probabile via per i fix leggo anche una massa di fango e detriti che sarebbero finiti su Davide che mi faceva sicura.
Inoltre se fossi arrivato sulla parte semi appoggiata non avrei potuto evitare le selci che mi guardavano e mi salutavano ridendo come se volessero farmi la festa.
Nel frattempo il trio si fa il the ai frutti di bosco e aspetta….
Metto la freccia e comincio a salire in diagonale a sinistra per aggirare una mezza colata mista a placca staccata e poi di nuovo su dritto verso il soffitto bianco di sto piccolo mostro.
E’ il vecchio arrivo, sembra la volta di una condotta sfondata che si è trasformata in cengia.
Finisco gli 11 rinvii e penso alla batta che sta per finire, non ho corda di servizio, sono solo sulla dinamica e ho 3 chiodi da armo.
Spiego la situazione e Kraus per un rifornimento di materiali.
L’unico modo per farmi passare il nuovo materiale è appendermi a 1chiodo e mezzo (la batta finisce sul mezzo) e usare la dinamica per tirar su la roba.
Tutto và a buon fine, le manovre riescono direi bene, posso ripartire.
Metto ancora 5rinvii e sono lì, vedo bene la cengia concrezionata e la finestra dietro la mia schiena a circa 10~12m.
Ora bisogna attraversare, comincio a contare tutte le possibilità per trovare la strada con meno fix da mettere; Davide mi dice che ho ancora 5~6m di dinamica e rimangono 5o6buchi e mezzo.
Avrò contato 20volte ma senza riuscire ad arrivare in zona sicura.
Mi balena in testa di usare i chiodi da roccia ma poi penso ai 6m di corda che rimangono su una dinamica da 60 e faccio la sottrazione. (ma non doveva essere un P35?)
Inutile continuare a valutare,le gambe cominciano a tremare e la certezza di non riuscire ad arrivare mi convincono, faccio un armo doppio e comincio a scendere cercando di recuperare un po’ di rinvii.
Tocco la base del pozzo alle 4.00 circa un po’ amareggiato e deluso.
Impressionante: nel toccare terra e togliere il trapano che avevo a tracolla mi scoppia la spalla che lo portava e una botta di fame, sete e stanchezza mi sbrana. Sconvolto!
(personalmente sono una delle cose che mi piacciono della speleologia, riuscire a controllare e dominare il proprio corpo e il poco cervello che ho in situazioni un po’ al limite)
Ripenso continuamente al trapano che abbiamo lasciato in macchina, se ne avessimo avuti due….
Mentre mi rifocillo il buon Davide và a buttare un occhio e a recuperare altri rinvii e attendo un suo riscontro.
Se scendeva e mi diceva che secondo lui c’era una possibilità sarei risalito GIURO!
I poveri Laura e Matte erano abbastanza infreddoliti e mi sono sentito un po’ in colpa, Kraus non so, chi riesce a leggere quello che sta sotto la sua armatura è bravo.
Comunque era fresco e sereno perché mentre aspettiamo il ritorno di Davide, avanza due proposte: o andare a sistemare le corde sui nuovi armi a TERRE DI MEZZO o andare a buttare un occhio in ALLORA SI.
Sono quasi le 5 quando partiamo per ALLORA SI.
Una forra molto, molto interessante e con ambienti da rivedere e fotografare.
Io,Laura e Matte non arriviamo in fondo mentre i due mangia grotte proseguono fino al fondo che finisce su frana concrezionata.
Ci si rincontra al 50 e cominciamo a uscire con calma per rivedere la luce verso le 8.00 di domenica mattina.
Beh! Che dire….MAI VISTO ormai ha i giorni contati.


Ledo

lunedì 12 marzo 2012

Report Vedonero

Giornata spettacolare in Bueno. So già che pur usando le migliori parole sarà difficile raccontare cosa sta succedendo laggiù.
Il week end comincia venerdì sera con l'entrata ore 22 di Corrado e Vez: i due vanno fino al sifone con una bombola di Luca e un monolito di Corrado tra cui piccone e amennicoli vari. A Smeraldo sistemano la piazzola da cui Luca potrà poi fare un carpiato con avvitamento, e tuffarsi nell'oceano.
Verso la mezzanotte e mezza, entriamo Grip, Max e Andrea Belotti (ASB), con sei sacchi pieni di materiale e cibo per dieci persone.
Tra una cosa e l'altra, andiamo a dormire quasi alle sei di mattina.
 
DSC05067
Al campo si dorme talmente bene che Vez e Corra non riescono nemmeno a svegliarci per salutarci e uscire di primo mattino.
Verso mezzogiorno arriva la squadra dei bresciani, con Laura, e quindi Matteo Rivadossi, Giorgio Mauri e Stefano Sparapani (GGB). Con loro anche le due bombole per Luca.
Si parte per Vedonero, dividendoci in due squadre. Grip, Laura e Stefano faranno riprese nei fondi, gli altri tentano la megarisalita.
Un pensiero continuo è rivolto alla squadra che entrerà per Mai Visto (Edo, Kraus, Laura, Dado , Matte e Stefi?): se la va, domenica sera si festeggia alla grande.
Raccontare della risalita non è veramente cosa facile. Divertimento e incubo allo stesso tempo. Adrenalina da tutte le parti.
Vedonero è un muro, che parte dal primo pozzo risalito da me e Rana, e sale per ben 170 metri!!! Una cosa mostruosa, con larghezze in circonferenza che superano i 25 metri.
Appesi lassù in alto a fare sicura, con davanti un vuoto di certe dimensioni, non è sicuramente un fatto abituale.
Le pareti, in strutture così grosse, non sono mai perfette, e più volte sono caduti lastroni di qualche tonnellata (3x3 m...).
Il terrore ovviamente era per chi stava sotto, e per le corde del ritorno. Per questo motivo ci siamo divisi un due squadre.
Comunque, eravamo fermi a circa una sessantina di metri in parete prima di raggiungere la finestra da cui esce il fiume.
Rivadossi ha arrampicato in posti incredibili salendo in un modo che probabilmente conosce solo lui. Ed è riuscito a fermarsi a circa 25 metri dalla fine, cedendomi il passo sotto un lastrone da paura. A salire riesco a piantare solo un chiodo, sotto una placca che se toccata avrebbe portato via sia me che Giorgio, appeso in vuoto sotto di me a fare sicura.
 DSC04782
Senza possibilità di scelta, se non ripartire da più in basso, torniamo alla sosta posta a circa +100, a comunicare il problema agli altri. L'orario era già tipo la mezzanotte del sabato... e ripartire avrebbe portato via anche la notte.
Presi da rimorsi di coscienza, stabiliamo un altro piano d'attacco: con un traverso forse si può proseguire, senza toccare il placcone.
Risaliamo io e Matteo, e il marziano riprova a fare i suoi numeri. Dopo due scivolate che causano la rottura della punta del trapano, il traverso è un po' un incubo: tre passaggi su chiodo, con corda del 9, in vuoto con 150 metri sotto....
Dopodichè, fare 25 metri in arrampicata mista a qualche fix, sembra che per quel soggetto sia una specie di passeggiata, e in due ore il gioco è fatto.
Alla fine, la verticale misurata è un P170.
Allucinante. In tre domeniche....
E quindi ci si para davanti una nuova condotta, che parte dentro la montagna, aprendo un bel nuovo capitolo.
Oltre ai cento metri di pozzo nuovo, ne rileviamo ancora 200.
La nuova via prosegue entrando in un nuovo reticolo che comprende due corsi d'acqua differenti, un camino da 15 da risalire, due o tre condotte da esplorare (tra cui una sfonda su un P50.... e prosegue anche dall'altra parte dopo traverso di 5 metri), per finire in una spaccatura a forra, alta 15 metri, ferma a monte su frana (da cui esce un corso d'acqua) e a valle con ambientone nero da raggiungere dopo risalita di 10 metri.
CAZZO CHE FIGATA!!!!!!
Non c'era nemmeno il tempo di rilevare tutto...
A ritorno, riusciamo a mettere in sicurezza il megapozzone, con una serie di nuovi armi, ma in futuro (prima possibile!) sarà da risistemare tutto, con soste fisse e corda del 10, altrimenti salirlo è veramente poco sereno.
IMG_3269
Torniamo al campo quasi alle 8 della domenica, "leggermente stanchi". Bellissimo leggere negli occhi di Andrea, lo stupore di fronte ad ambienti che non aveva letteralmente mai visto. Tre giorni in un posto del genere, e vivendo un'esplorazione così, é sicuramente da stordimento emotivo.
I bresciani escono praticamente subito, metre noi ci svegliamo verso le 14.
Partendo verso le 17.30, dopo un rassetto generale, usciamo attorno alle 22.
Fantastico.
max

lunedì 5 marzo 2012

Report 3-4 marzo 2012



Anche questo fine settimana ci sono stati "impegni di proggiuetto"  ben incatenati.

Venerdì sera la serata ad Adrara S Martino é andata molto bene, la sala era piena e il pubblico veramente attentissimo a tutto. La conclusione in ottimo ristorante  mezzanotte quasi, con vino e mangiata di salumi e cosine tipiche, e addiruttura offerta dall'associazione La Bussola che ha organizzato il tutto, è stata proprio gradita (eravamo tutti digiuni... figuratevi un po').


La mattina dopo, partenza per Saronno alla riunione FSLO (alcuni di noi sono finiti a Varese...) che si è conclusa quasi a cena.


In serata, ovviamente, direzione Fonteno e entrata verso mezzanotte e mezza.


Siamo in parecchi.

L'obiettivo era molto allettante: poca acqua e risalita al fantomatico camino di Mai Visto. Con finestrone in alto e fiume che ne esce solitamente a cascata, le fantasie esplorative sono partite a mille.

Il fatto più bello della nottata, però, é stato il rientro in Bueno dopo un anno esatto di assenza/convalescenza, di MATTE.

Sapendo che anche in lui il "morbo" è notevole, ho solo provato ad immedesimarmi nella sua emozione.

E mi complimento molto, ma molto, perchè il "test" scelto non era certo dei più indicati per i suoi due gomiti.

Per andare a Mai Visto, si deve passare per Forse-Forse (la parte a valle): ricca di strettoie e strisciamenti, nonchè meandro sagomante prima del bivio con La Chicciola e Onde di Pietra.

Grande Matte!!! E con il sacco pure!

Comunque entriamo dopo la mezza, Matte, Fabio, Max, Rana, Dado, Kraus e Grip.


Kraus e Dado vanno fino a Terre di Mezzo e Portorotondo a sistemare gli armi con fix inox del 10. Non avendo corde con loro, hanno sistemato il possibile, ma alla prima occasione, sarà da portarsi un po' di corda nuova per ribilanciare gli armi.

A Mai Visto verso le tre di notte, iniziamo la risalita in condizioni veramente ottimali: dalla finestra uscivano solo megagoccioloni da mezzo litro con cui giocare a scansarli...


Altra bella soddisfazione è che i pretendenti a risalire erano ben tre (Grip, Rana e Fabio), sgomitando e relegando il president in panchina.

Quindi, dopo il lancio della monetina, inizia Fabio, che promette di piantare solo tre chiodi visto che si tratterebbe di una bella "prima".

Che dirvi... un gatto.... e poi ripensandoci mi vien in mente che di cognome è addirittura al plurale...

Fabio vola e mantiene la promessa, quindi dopo i primi 5 metri cede il passo a Rana.

Ora non ditemi che anche lui saltella in parete perchè quello è il suo soprannome...  Ma possibile?

... vietato fare battute sul mio......

Rana comunque è anche "ragno" perchè in due riprese, si spara un bel 25 metri di parete tutt'altro che semplice, con qualche rognetta qua e là.


A questo punto Kraus e Dado rientrano con lavoro terminato, e Grip, Matte e Fabio rientrano causa impegni nel mondo esterno.


Ma anche per noi il sonno si fa proprio sentire: sono due notti  "che non si dorme", i colpi di sonno sono in agguato e fare sicura o risalire un P30 non è la cosa migliore da abbinare.

Il finestrone a tratti sembra più piccolo di quanto sperato, e non è a 30 metri, ma a un po' di più.

E' sempre lì, che sembra si avvicini, ma non riusciamo a prenderlo ancora.

Rana lascia provare a me, completamente capovolto dal sonno (lui o io? boh)

Salgo 10 metri, e finalmente riesco a quantificare la finestra e quanto manca ancora.

Ne mancano ancora almeno una decina in diagonale, ma in una situazione di roccia un po' delicata: c'è un placcone da evitare o salendo ancora, o stando molto all'occhio.. 

Ho ancora 5 rinvii fixati, e la corda di servizio non basta a fare ricarica di materiali.

Mi decido a proseguire e mentre trapano, un colpo di sonno mi fa andare indietro con la testa. Prima volta in vita mia.

Pianto il chiodo, ma strani lampetti di luce gialla (inesistenti) sono il segnale che forse è il caso di terminarla con una freschezza diversa.

E' stata una "sofferenza enorme" dover abbandonare a così poco dal termine: sicuramente in altre condizioni saremmo riusciti a toglierci il dubbio che ora trapanerà il cervello per tutta la settimana.


La finestra comunque è larga circa 3 metri e alta 3 metri e mezzo. Sembra che vada sia a destra che a sinistra, con una forra abbastanza alta. Le pareti sono bianche e concrezionate, e di sicuro si cammina. Normalmente il corso d'acqua che esce da lì è abbastanza copioso.


Ho pensato che potesse essere un gradito "pacchetto regalo" per Edo, Laura e altri che con lui andranno sabato prossimo.

Potrebbe essere una bella botta esplorativa, perchè è allo stesso livello di faglia delle grandi gallerie del Binario. Oppure un arrivo da monte tipo Sifonik, Actimel o Non-Ostante.

Di sicuro "VIAGGIA"!!!


Quindi scendo e sistemiamo tutto per la continuazione, lasciando in loco la dinamica, rinvii, staffe, fix e moschi in acciaio da armo.

Servirà ancora corda e magari qualche rinvio in più.

L'armo in alto è in vuoto, con corda del 9, a circa +35/40, e su tre chiodi.

Alla prossima si è nel nuovo... ed era dal 2006 fermo lì...


Usciamo nel primo pomeriggio... russando, e portando fuori le corde vecchie...

Soddisfattissimi comunque.
max

lunedì 20 febbraio 2012

Uscita week 18-19 Bueno Fonteno

Questo fine settimana siamo entrati in Bueno Fonteno, con l'intento di visionare una risalitina lasciata indietro qualche anno fa nel Ramo della Chiocciola.
Entriamo sabato verso le 19, Fabio, Grip. Kraus ed io.
Impensieriti dalle ultime nevicate e dai racconti di Luca, che domenica scorsa si è divertito a scivolare nel ghiaccio sullo sterrato, decidiamo (per la prima volta dal 2007!) di lasciare la macchina alla chiesetta, all'inizio della strada... poca voglia di mettere le catene...
Chiaramente, di ghiaccio nemmeno l'ombra, a parte il pezzo di strada che porta alla valletta: bella camminata!!!!
Pensavamo quindi che ci fosse parecchia acqua dentro: invece lo spettacolo di Bueno é stato che fino al primo bivio sotto i due P5 era tutto ghiacciato. Vaschette, cascatelle, pavimento. Bellissimo, da fotografare, ma anche un po' pericoloso per possibili scivolate nei passaggi da arrampicare.
Quindi zero acqua e pareti secche e bianche fino a sotto il P55.
Acqua gelida.
Per arrivare alla Chiocciola, bisogna passare da Forse-Forse, un po' fastidioso per il trasporto dei sacchi in alcune strettoie. Arrivati in loco, ci si arma per risalire: il ramo interessato è addirittura laterale e secondario alla Chiocciola, parecchio fossile e con poca aria. Perciò già con molti dubbi di prosecuzione.
La risalita se la spara egregiamente Lassessor Grip, che piano piano sta imparando tutti i "trucchetti del risalitore". Circa 10 metri (su colata concrezionale...), per poi finire in un cunicoletto. Kraus, in un'altro rametto, riesce a superare una strettoia senza attrezzi, ma finisce davanti ad una frana quasi concrezionata. Nonostante nel passaggio ci sia un po' d'aria, decidiamo di mollare tutto, e disarmiamo il ramo fino all'inizio delle risalite.
Il Ramo Chicciola viene dato definitivamente chiuso, a meno che non si riprenda il lavoro di scavo al buco sotto il parcheggino (Buco Zilioli), che era in linea a 80 metri di distanza circa, con un cunicolo ("Minchiadellaminchia") nei pressi del salone fossile proprio in cima al ramo. Comunque. la bellissima concrezione che da' il nome al ramo è ancora raggiungibile e fotografabile.
Rileviamo pochissimo, circa 45 metri.
Nel ritorno, facciamo deviazione verso l'insondato caminazzo Mai Visto, che dalla seconda uscita in cui trovammo Bueno, é lì che aspetta. Allora non avevamo le torce di adesso...
Bene: a circa 30 metri di parete (non di più), c'è un finestrone valutato 3x2m (ma Fabio dice anche 4x3), da cui esce il corso d'acqua a cascata. L'altra notte c'era poca portata, ma generalmente è un camino molto attivo e bagnato.
Inutile dire che è diventato automaticamente il nostro prossimo obiettivo, escluse le priorità del Campo Base. Quindi alla prima occasione buona lo attacchiamo.
In zona, vengono anche trovate 4 specie di animaletti diversi, quindi Fabio ha già predisposto un "piano di caccia grossa" per i prossimi mesi.
A ritorno, deviamo sul salone sopra Forse-Forse che poi riconduce a Fonteno Beach evitandone la parte più stretta, e risistemiamo tutta la discesa su corda (che tocca ancora, ma su fango).
Concludo con un dovuto elogio a Grip, che adesso vuol risalire Portale, Mai Visto... tutto! e a Fabio, che ha sistemato l'armo sotto il salone egregiamente, roteando l'Hilti come fosse nato col trapano...
Bene! E' bello vedere continui miglioramenti soprattutto da chi vuole imparare mettendoci anima e passione.
Un po' di "orgoglio" dopo gli ultimi "corsetti" interni, tra l'altro molto partecipati. La pratica subito dopo la teoria...
Yahuuuuu!!!!
Giustamente, la tecnica si acquisisce soprattutto sul campo, e non c'è modo migliore che farlo in esplorazione.
Bueno ha ancora centinaia di vie da esplorare: più saremo capaci e preparati, più ci verrà facile raggiungerle anche in cima a pareti infinite (...Vedonero....).
Max

lunedì 30 gennaio 2012

Ancora Sorgente Tufere!

 

Continuano fruttuosissime e con risultati sempre più esaltanti, le esplorazioni nella Sorgente Tufere (Pisogne – Bs).Tufere galleria

Come dicevo nel post precedente, questa risorgenza ha già in regime normale, portate molto elevate, e a causa della forza della corrente le immersioni speleosub risultano assai difficoltose per il grande dispendio di “ossigeno” dovuto alla fatica: il sub deve praticamente trascinarsi ai sassi sul fondo…

Il periodo siccitoso è sicuramente favorevole, e quindi sabato 28 abbiamo tentato ancora, fermi su un secondo sifone che non faceva dormire Luca Pedrali e gli altri.

 

 

Tufere  forra

Oltre a Luca, entrano nuovamente i milanesi Davide Corengia e Stefano Gallingani. Questa volta dovranno superare il primo sifone (140m; -14), poi cambiarsi, superare risalite e traversi con le tonnellate di materiale e poi reimmergersi ancora. Scopo della punta è: passare il Sifonazzo e poi rilevare il più possibile.

E così fanno, mentre il resto della combriccola “sebinica” rimane all’esterno sotto la neve…

 

Il risultato di questo “toccate fuga” è esaltante: a +78 m Luca e Davide superano il Sifonazzo, lungo 35 m e profondo 3,5, poi riemergono in un tratto infame, con qualche strettoia e passaggio tra pezzi di soffitto crollati, poi si reimmergono nel TERZO sifone (10 m; -2) e quando escono, hanno davanti una gran forrona . Il percorso è sempre più da canyoning, con vasche in cui ci si può veramente tuffare. Rilevano in totale 120 metri, salendo ancora, fino a +112!! Si fermano in una vasca in cui si nuota, sotto una cascata di 5 metri, oltre la quale si intravede la struttura sempre più alta ed enorme andare avanti...

Tufere nuovosez

Tufere 29-01-12

3D Tufere 29-01-12

La Sorgente Tufere misura ora 580 metri di sviluppo, per un dislivello totale di 126 metri. Grandissimo risultato esplorativo, sia come impresa speleosubacquea, che per la speleologia del Monte Guglielmo. Sperando di non sbagliare, credo sia tra le più sviluppate dell’area.

Max Pozzo

martedì 24 gennaio 2012

Esplorazione Tufere 21-22 gennaio 2012

 

Come preannunciato, durante il week end sono state effettuate due immersioni nella Sorgente Tufere, con l'obiettivo di superare la cascata in risalita oltre il sifone (lungo 140 metri e profondo 13 metri), ferma da molti mesi dopo 140 metri di condotta aerea sotto una scrosciante cascata.
La sorgente Tufere (Govine di Pisogne - Bs) si pone ad una quota di 420 metri circa (240 metri sopra il lago d'Iseo), e si ritiene sia una delle principali bocche d'acqua del profondo sistema carsico che si nasconde nel poderoso massiccio del Monte Guglielmo (1.957 m s.l.m.): la portata e soprattutto la forza della corrente, impediscono l'accesso per lunghi periodi l'anno, mentre in regimi di piena fa veramente impressione.

2012-01-21 12.21.36

E' da tempo che, in parallelo all'esplorazione del complesso Abisso Bueno Fonteno, ci siamo proposti di proseguire un gran lavoro di ricerca iniziato da decenni da altri gruppi speleologici, soprattutto bresciani: quello di scoprire cosa si cela all'interno del Monte Guglielmo.
Raccogliendo tutta la documentazione preesistente, rivisitando il più possibile e con le nuove scoperte, si spera di centrare l'obiettivo anche sul lato bresciano del Sebino.
Il periodo propizio ha facilitato le operazioni subacquee, e i tre speleosub, Luca Pedrali e i milanesi Davide Corengia e Stefano Gallingani, con supporto di numerosi soci del Progetto Sebino, si sono immersi la prima volta sabato 21, trasportando in due viaggi i materiali necessari per "l'artificiale" e risagolando il sifone (devastato dalle ultime piene).

 

La vasca di raccolta che alimenta la centrale elettrica di Govine


Superata la prima risalita (circa 20 metri), la grotta si ingrandisce e prosegue alla grande in ambienti di dimensioni che aumentano considerevolmente. Il percorso rimane costantemente bagnato dalla presenza del fiume in un ambiente quasi da canyoning. Dopo una cinquantina di metri in condotta che si allarga (5x4m), una nuova verticale impone il ritorno alla base esterna: gli ambienti qua sono molto vasti rispetto all'esplorato, e il dislivello da coprire è di almeno 35 metri.. Il fiume poi si riversa dappertutto con una cascata "potente": difficile anche fare foto o filmati (ma ci riescono!!!). Tufere oltresifone

Nella seconda immersione, quella della domenica 22, la squadra di forti speleosub e soprattutto di esploratori, con non poche difficoltà attrezza la nuova verticale raggiungendo in arrampicata (e sotto cascata) una nuova galleria: superato anche il nuovo ostacolo, i tre entrano in una condotta allagata e dopo poche decine di metri si trovano di fronte ad una nuova barriera d'acqua da superare. Un nuovo sifone!! E bello transitabile!!
Luca lo battezza come "Il Sifonazzo".

Nel ritorno vengono anche prelevati campioni di fauna acquatica ed effettuata topografia e video/foto.
Dentro il Guglielmo quindi: finalmente una "porta" che attesta ciò che si è sempre supposto: anche questo massiccio nasconde un mostro, e la cresta (con parecchi inghiottitoi soffianti) è a 1500 metri più in su...
Forza adesso! Si è aperta la caccia al tesoro.....
Tantissime le verticali presenti in zone alte, ma sempre chiuse in perfidi restringimenti o frane, e solo in un'occasione si è riscontrata la presenza di corsi d'acqua "da tracciamento" (cosa che faremo a breve).
Gli ambienti esplorati ieri finalmente sono la prova di "cose grosse", e per l'ennesima volta si è appena all'inizio di una nuova avventura: a quanto pare ci saranno nuove leve nei prossimi corsi di speleosub!
La grotta prosegue dritta verso il cuore della montagna, e per il momento ha uno sviluppo di 440 metri, e un dislivello di 91 metri (+78; -13)... ma solo fino a sabato prossimo...

Tufere sifone

Un grosso plauso ai vari soci presenti (una trentina circa in due giorni) per l'organizzazione logistica del tutto, appoggiati anche dal Comune di Pisogne e con il permesso della Idroelettrica Lombarda srl, che ne gestisce la captazione.
Ma i complimenti "speciali", oltre al mitico Luca Pedrali che ha sempre più "naso", vanno a Davide Corengia che ha attrezzato in condizioni non da poco e Stefano Gallingani, per la collaborazione


Max Pozzo