martedì 23 ottobre 2012

Bueno 20-21 ott - Frollohill


Sabato sera siamo entrati verso le 19, Edo, Laura M, Dado, Rana, Andrea ed io, con destinazione Ramo Frollohill (settore più a monte dell'abisso). In vallettra incontriamo Nadia. Luca e Corrado che, entrati alla mattina uscivano dalla zona di Smeraldo per recupero bombole rimaste in loco per Salsa Rosa (Sifone Azzurro).
Il ramo di Frollohill non lo conoscono in molti, e ultimamente è teatro di scorribande spinte dal Dottor Ledo, Laura Benza & Co.. Già dai precedenti esploratorti le notizie non erano buone circa il tedio mentale del percorso, e le ultime descrizioni dopo la ripresa delle esplorazioni non erano da meno. Un settore dell'abisso che comunque ultimamente ci ha regalato ancora qualche centinaio di metri nuovi, compreso il massimo dislivello positivo oltre la quota dell'ingresso.
Le regioni a monte di Bueno hanno tutte le relative prosecuzioni ferme su vie che vanno, tra risalite e svuotamento di cunicoli allagati, e quindi ogni volta possono regalare nuovi metri di esplorazione. Verso l'alto ci mancano più di 500 metri....
Stavolta erano previste almeno due risalite, poi mancavano dei tratti da rilevare.
Vista l'asprezza del percorso che ci attendeva, decidiamo di allungarlo, passando da Portorotondo, giro a Portobello e poi risalita dal grande meandro che porta all'imbocco di Frollohill.
Il meandro in questione misura circa 1 km e prosegue sempre in misure che variano dal metro ai 30 cm, con altezze anche sugli 8 metri. In fondo scorre il solito rivolo e le pareti caratterizzano il nome perchè si sbriciolano ad ogni passaggio.
Ovviamente bisogna spesso stare alti, quindi scivolate, botte, gomitate, porconi perchè si incastra il sacco, sono all'ordine del minuto.
Un vero tedio mentale e fisico, che termina circa 3 ore e mezza dopo.... infinito a tratti....
Comunque si arriva in zona esplorativa e tentiamo subito le risalite, che si presentano un po' dubbie: condotta e passaggino ci sono, ma la zona è marcissima. Si fa un the prima di cominciare.
La prima risalita (circa 10 m) la fa Dado, che raggiunge una condotta, ma dopo passaggio senza imbrago di Rana... stringe.
La seconda risalita la prova Andrea, ma oltre a portare in un passaggio angusto, si sviluppa lungo un crostone di parete scollata, e quindi a pochi metri dalla fine, valutiamo sia meglio indietreggiare.
La parte alta quindi non va, anche se da una stretta prosecuzione arrivava aria inversa...
Va molto meglio quando Andrea estrae lo spumante per festeggiare il compleanno (AUGURIIIIII!!!!!): ottimo carburante il prosecco, per rifare il meandro all'indietro...
Lungo la strada del ritorno, Rana e Dado proseguono l'esplorazione di un bivio, trovando ancora metri e altri bivii, fermandosi sotto una poderosa frana che potrebbe essere vicina all'esterno... (altro posto da tentare con l'Arva!).
Purtroppo non eseguiamo il rilievo, ma risultano circa 150 metri nuovi da aggiungere.
Il percorso a ritroso del chilometrazzo meandriforme ci richiede circa 4 ore.... minchia, un meandro stretto per 4 ore!!! ci organizzerei un corso di "Tecniche di meandro e filosofie di controllo mentale".
Difficile amarlo... ma magari a lungo andare si riesce anche a volergli bene...
In ogni caso il giro in generale è tosto e usciamo 22 ore dopo, utilizzando la giunzione ad anello che permette di scendere il P86 e finire sopra i tubi del P25 in breve tempo.
Complimenti alle mazzate che si son presi "La banda di Edo e Lalla" nell'alleggerire a martellate le pareti, a Dado e Andre che risalgono anche nella MEGDA, e a Rana che nel meandro ha cantato per due ore di filato!!!
All'interno la circolazione idrica è in leggero aumento: il fiume di Non-Ostante è il doppio del mese scorso...
Spettacolo come sempre!!
max

sabato 6 ottobre 2012

uscita Bueno 29-30 settembre

 

Di seguito le gesta dei 4 ardimentosi che sabato scorso si sono addentrati in Bueno con lo scopo di recuperare parte del materiale rimasto al campo dopo l'immersione di fine agosto. Il materiale che eravamo stati "incaricati" di recuperare era, in sostanza: 3 bombole (2 piccole, 1 grande), più sacchi spazza possibili, eventualmente batterie trano parzialmente scariche. 

Ci troviamo sabato mattina verso le 9:30 in piazza a Fonteno io (Grip), Fabio, Livio, Andrea.

Veloce caffettino al bar e giù in valletta. Piove, e neanche pochissimo. Che palle. Per evitare di entrare in grotta già lavati decidiamo di dividerci: Fabio e Livio si vanno a cambiare in casetta portandosi gli zaini, io e Andrea sfruttiamo il Safari come cabina armadio, infine dopo un poco ci troviamo tutti davanti all'ingresso. Siamo sostanzialmente scarichi: ognuno ha un sacco a testa, ma solo con il materiale personale (bidoncino con cibo e batte) e un po' di acque, più qualche vestimenti da lasciare al Camping Collosso. Insomma siamo leggeri come raramente capita...

Fatto sta  che entriamo verso le 11:30 e in 3 ore secche siamo al Campo...sinceramente nemmeno stanchi. Se consideriamo che abbiamo sostato circa 20 minuti in attesa che Fabio rimettesse in sicurezza l'armo sul pozzo subito dopo Mastodont...il fatto è che eravamo così leggeri che sulle corde volavamo...

La situazione idrica Buenica era medio-alta: niente di allarmante, sia chiaro, ma diciamo che ci si bagnava. Dopo una pausa di un'oretta buona per mangiare e riosservare da vicino i più grandi capolavori del Porfidismo moderno, ci incamminiamo verso la Straforra. L'acqua sta aumentando, segno che probabilmente fuori piove.

Piccola nota personale: era un bel pezzo che non andavo al Sifone, e non avevo ancora avuto occasione di testare ed osservare le macchinazioni progettuali...la Straforra ora è comoda come il lungolago di Iseo, possono transitarvi anche famiglie con bambini e passeggino. Corde, pedalini, appigli, gradini metallici: insomma fatica praticamente azzerata, e rischio di bagnarsi pure...e tempo di percorrenza quasi dimezzato. Notevole.

Non vi dico il mio stupore quando ho visto la famigerata altalena Pedraliana (con tanto di seduta in centro lago per l'assistente!!!) per non parlare del mensolone Corradiano modello "tapparella dismessa", mancava solo il baracchino dei gelati e il tizio che affitta gli ombrelloni...spettacolare!!! 

Recuperate le 2 bomboline che giacciono al Sifone (e dopo un po' di menate per dubbi su cosa prendere o non prendere...ad esempio le pinne, andranno prese o no??? Le 2 bombolone appese qua...siamo sicuri che non vadano prese??? E così via...) e dopo una bella mezzoretta ridanciana, i 4 birichini si rincamminano al Camping Collosso. Andrea conferma la sua vocazione da regista fotografo e immortala frammenti di oscurità buenica, chiedendoci di fermarci a metà forra, di illuminare la cascata, ecc.. E' talmente rapito dalla cinepresa che chiede a Fabio di fermarsi mentre sta risalendo il P15 sotto al campo, in gran parte lavato dalla nebulizzazione della cascata!!! 

Arriviamo al campo ilari e birichini più che mai, piccola sosta relax e poi ci dedichiamo al compattamento della spazza...ben 5 sacchi giacciono lì. Di violenza riusciamo a compattare così tanto le spazze varie che ripartiamo così organizzati: io e Livio bisaccati ma più leggeri, Fabio e Andrea con le bombole ma monosaccati. Insomma siamo alle solite!!! Mai una volta che si esce davvero vuoti!!! Fatto sta che di tutte le cose che si dovevano prendere, solo un sacco spazza è rimasto laggiù...quindi bene così.

Con un ritmo buono ma inframmezzato da tutte le canoniche pause fossile-fate-cima P50-cima P18, usciamo in poco meno di 6 ore, decisamente bagnatici (il tubo al P50 si attivava ogni 2 minuti). Per fortuna quando usciamo non fa freddo e praticamente non piove. Sempre affascinante ed emblematico constatare che, mentre dentro ti lavi, la valletta è praticamente asciutta...se non è carsismo questo...

E' ormai mezzanotte e mezza, l'umore è ottimo perché, come al solito, il divertimento è stato tanto, Bueno bagnata è sempre spettacolare, e inoltre abbiamo portato a casa l'obiettivo. Le cazzate si sprecano e, quando dal Safari partono alcuni vecchi classici degli AC/DC a palla, vi dico solo che io e Livio ci ritroviamo sul ponticello a fare headbanging fingendo di essere bassista e chitarrista di un gruppo rock che fa musica di merda, il cui nome inizia con la lettera "Z" (qualcuno forse capirà di che gruppo si tratta...)...intanto Fabio fa il verso ad Angus Young saltellando nella valletta mimando il celeberrimo passo dell'anatra di Chuck Berry!!! Se non è speleologia questa!!!

Ripartiamo con il fuoristrada sostanzialmente pieno di sacchi "Z" (=spazza) in un putiferio di sacchi neri...io sono così allegro che quando accendo la macchina per alcuni secondi non capisco da dove provenga una forte luce che illumina a giorno l'abitacolo della vettura...ah cazzo, il mio spark è ancora sulla testa, ACCESO!!!

Arriviamo in piazza a Fonteno verso le 2 di notte, saluti, scambio, di sacchi "Z", attrezzature e zaini vari e via, a casa.

 

LASSESSORGRIP

mercoledì 26 settembre 2012

Zio 22-09-2012

 

Questo week Io e Laura siamo andati a scavare allo Zio spinti dall'ultima immersione di Luca.

Siamo entrati sabato sera dopo aver segnato con del nastro il percorso per arrivare all'ingresso.

Ora nessuno può più dire "non ho trovato l'ingresso".

L'abbiamo fatto perché sapevamo che domenica mattina sarebbe entrato il Vez con Filippo un nuovo adepto ai lavori pesanti []==[]fa ginnasticae non volevamo fargli sprecare energie preziose alla ricerca dell'ingresso perduto...:-/ confuso:::^^::: caldo

Scendendo abbiamo sistemato l'armo iniziale di Abram e tolto gli insidiosi tranci di corda cartonata che potevano recare danno.

Arrivati sul fondo abbiamo cominciato a scavare verso mezzanotte alternandoci: chi nel buco e chi sopra a tirar su secchi con il paranco.

La situazione era stimolante dal punto di vista Eolico, un po' meno dal punto Fanghifero.

Abbiamo scavato cercando di scendere verticalmente anche se l'acqua e la poca aria va e viene dal centro pozzo.

Praticamente l'obbiettivo è di bypassare uno strato di fango, acqua e sassi senza andarsi a infilare sotto quello spaventoso crollo rischiando di fare la fine del topo.

Abbiamo scavato di continuo fino alle 8 circa con due pause teo caldo e biscotti, io mi sono anche addormentato 20 minuti con una paglia in bocca mentre aspettavo di tirare su il secchio.

Se si vuole pensare di seguire la direzione di scorrimento dell'acqua e dell'aria bisogna cominciare a portare qualche puntello da cantiere di quelli per armare le solette anche se non credo ne esistano di misure inferiori ai due metri.

Secondo me ci si può spostare anche dopo e più frana, mezza concrezionata, si ha sulla testa e meglio è dal punto di vista strutturale.

Lo scavo è comunque arduo...ma noi non abbiamo intenzione di mollare.

Continuando la descrizione della gita, verso le 9 abbiamo intrapreso la strada del ritorno, buttando sempre un occhio alle prossime modifiche sugli armi esistenti per migliorarne (come sempre) la sicurezza e la facilità di manovra.

Alle 9.45, sentendo l'inconfondibile voce del Vez che descriveva la grotta e spiegava a Filippo come muoversi in cima al pozzo,abbiamo atteso il loro arrivo alla base dell'ex fondo dove c'è la pozza che ormai troviamo vuota ogni volta che entriamo.

Ci si saluta, gli ricordiamo come affrontare le 3 strettoie che mancano per raggiungere il pozzone, facciamo due risate e poi usciamo.

Sempre bello incontrare gente sotto terra.

Alle 11.30 siamo alla macchina dopo aver percorso il sentiero facendo ben attenzione ad eventuali cambiamenti morfologici senza risultati.

Edo & Laura

Battuta valle del Torrezzo 23-09-2012

Domenica, Kraus, Laura ed io abbiamo fatto una battuta esterna in zona Monasterolo, in un settore dell'area che dovrebbe interessare l'assorbimento della Sorgente Acquasparsa
IMG_5244

A nord, il M Torrezzo, e a sud il M. Gremalto. La valle interessata, molto incisa è la Valle del Diavolo, in cui si trova la Stampa dei Pagà (LoBg 1370) che ancora si doveva riposizionare e topografare.
Per un dislivello di circa 350 metri siamo scesi in un bel vallone, che nella parte alta presentava grossi crolli di conglomerato. Scendendo, gli strati calcarei si sono fatti sempre più visibili con salti anche alti, che più volte abbiamo dovuto aggirare.
Lungo la discesa abbiamo trovato una nuova cavità, rilevata per meno di 30 metri, con nessuna prosecuzione, ma bella concrezionata.
La Stampa dei Pagà è un ambientone veramente grosso, quasi inaspettato così in una paretina nel bosco. Indubbiamente il fenomeno non è casuale, e giustamente intensificheremo finché non avremo visto la totalità delle vallette.
Le due cavità le posizioniamo con GPS e ne facciamo rilievo e foto ingresso.
Anche la caccia all'Acquasparsa è aperta....
max
Cattura

lunedì 17 settembre 2012

Ramo Non-ostante 15-09-2012

Sabato mattina, direi verso quasi mezzogiorno, entriamo in Bueno: Grip, Laura ed io.
Volevamo toglierci il dubbio del famoso sifone amonte che per ora chiude il ramo Non-Ostante (- 37 metri dalla quota di ingresso).
Per l'occasione, portiamo anche il tubo bianco lasciato sotto i due P5 dell'ingresso, nella speranza che possa servire... svuotare il sifone (che ricordavo abbordabile), passare oltre ed esplorare centinaia di chilometri nella montagna...
Lungo il tratto iniziale si vedono i segni dell'ultima pioggia, ma l'acqua è poca: il tubo sul P50 si attiva, ma a lunghi intervalli.
Arrivati al tubo Anaconda, quello che convoglia le acque per salire a Sifonik, lo troviamo divelto completamente e ribaltato verso il pozzo! Minchia! i fix fuoriusciti dai buchi... Immaginiamo il Niagara....
Lo sistemo ma è da risistemare a nuovo, altrimenti serve a poco così.
Vedo anche l'ottimo riarmo fatto da Kraus per scendere a Terre di Mezzo (visto che è nell'aria una prossima ad Hydrospeed....).
La forra armata sopra per raggiungere Binario 2, è da riarmare, cioè dovremo mettere la chiodatura in acciaio: i moschi cominciano ad essere tutti fioriti e quindi pericolosi.
Anche il tratto sopra Portorotondo ha le corde e i moschi da cambiare: insomma, alla prima spesa di materiali, considereremo anche questi riarmi.



Il ramo inizia sopra la risalita di Portorotondo: uno degli ambienti più suggestivi di Bueno: sembra di essere a Carrigo, ma con saloni, laghi, vaschette e soprattutto tanto camminare. Una volta saliti là sopra (un P25/30), c'è uno dei meandri più fantastici che abbia mai visto. Largo sempre sul metro e mezzo, pavimento tutto concrezionato, vasche anche molto profonde con colori che dall'azzurro vanno al verde... Incredibile, non me lo ricordavo così.
Lo esplorammo tra il 2008 e il 2009 (non ricordo la data ora) e in un'uscita rilevammo ben 850 metri, fino a fermarci di fronte ad un sifone...
Si prosegue quindi per circa mezzo km fino ad ultimo pozzetto di 10 metri: poi la forra alta mediamente 7/8 m diventa condotta... la volta si abbassa e siamo davanti al sifone.
Lungo il ramo scorreva circa il triplo dell'acqua rispetto alla forra iniziale.
Con il tubo bianco, che si è innescato subito, non si abbassava nemmeno di un millimetro l'acqua....
Riusciamo a vedere con la torcia, che c'è lo spazio per l'immersione: è fondo e va avanti nel nero... sinceramente mi auguro che sia passabile con un bombolino o addirittura in apnea. Vista l'entità della portata anche in periodo comunque magro, e le dimensioni della forra, sono certo che al di là la grotta continuerà grande e per molto.
Speriamo si riesca ad organizzare presto la cosa, che volendo si può tentare anche con i tubi, ma ce ne vogliono almeno 2 o 3 di quelli rossi. Il trasporto non sarebbe comunque impossibile: gli ambienti sono tutti vasti, una fatica alla nostra portata, ma bisogna essere almeno in 6.
Anche con il sub, in una giornata si può fare tutto: alla fine siamo usciti verso le 11 di sera con un ritmo decisamente turistico.
Poco sopra Portorotondo e in piena faglia, Laura si intrufola in una fessurina, ed esplora oltre 50 metri di meandro che poi però stringe troppo su concrezione.
Bello. Bellissimo.
Bueno ha dei posti veramente fantastici.
E non finisce mai.
Oltre quel sifone potrebbero aprirsi le porte per le grandi vie verso l'alto....
max



lunedì 3 settembre 2012

Diario di campo

 
Abisso Bueno Fonteno - Immersione smeraldo 20-26 agosto 2012 - Campo interno.

Lunedì 20: nel tardo pomeriggio entrano Max Pozzo, Laura Rescali, Fabio Gatti, Livio Palamidese, Andrea Belotti, Maurizio Greppi (Grip), con 17 sacchi belli rigonfi e pesantucci.
Arriviamo al campo in 6 ore e mezza. Con una media di 3/4 sacchi a testa il trasporto è lungo soprattutto nei tratti di forra. Un lungo passamano...
Rassetto generale, piccolo festino di inizio campo dopo la prima filtrata di pura Acqua di Snake...
W i taralli e Goprooo...oòo!
...sarà il tormentone del 2012.
Martedì 21: entrano in mattinata con 1 sacco sub e 1 sacco cibo (sacchi sempre belli e snelli), Laura Martinelli e Silvano Mena regalandoci una bella sveglia a mezzogiorno. In serata arriveranno poi Giovanni Gritti (Rana) e Evon Malixi, con 1 sacco sub (bello), 1 sacco cibo e 1 personale.
Nel pomeriggio, era in programma il primo attacco alla risalita oltre il Portale, ma si rimanda per risolvere il problema del cesso. Livio fa riprese in solitaria nei pressi di Smeraldo, per il nuovo filmato; si rassetta il campo; si fa acqua a Snake e, merito della nascita della nuova corrente-filosofia-stiledivita, detta Il Porfidismo, e l'aiuto lisergico dei taralli, viene alla luce un cesso talmente bello, che nessuno ha più il coraggio di farci la prima cacca... Sembrava scolpito in un Karen di alabastro!
Rana  e Evon arrivano in notturna e portano i sacchi sub al sifone.
Mercoledì 22: escono Livio Palamidese e Maurizio Greppi. mentre entrano nel primo pomeriggio Luca Pedrali, Siro Donda, Massimiliano Mannone, Nadia Bocchi, Corrado Pasinelli, con 8 bei sacchi sub, pesantucci e delicati. Dal campo base risalgono fino all'ingresso Andrea Belotti, Fabio Gatti e Max Pozzo a prendere i 3 sacchi per non caricare troppo i mitici speleosub (a livello di percorso è come se fossimo a - 800, non avendo visto la luce dell'ingresso (-450 + 450 -450...)
Nel frattempo, mentre Grip esce, Andrea gli ruba gli stivali (col pelo dentroooo!!! mitico Grippp) perché perde clamorosamente le suole degli scarponi! Mi sono immaginato un'ipotetica intervista di Grip all'uscita con gli scarponi di un altro e senza suole.... Titolone: La vera faccia della Speleologia!
Il materiale viene poi trasportato tutto fino al sifone.
In serata primo bel festino, contemplazione di massa del nuovo cesso, e simposio sul Porfidismo e la filosofia dei Taralli...
Si organizza l'immersione esplorativa del giorno dopo: tutti andranno al sifone meno Laura e Massimiliano, che rassettano il campo e caricheranno l'acqua (fare acqua con il filtro è un lavoro comunque lungo).
Giovedì 23: IMMERSIONE. Escono in mattinata Rana e Evon Malixi, e in serata Fabio Gatti e Siro Donda.
Tutti portano fuori o una bombola o spazzatura.
Luca e Nadia si immergono. Nadia farà preziosa e indispensabile assistenza, Luca punterà al massimo delle possibilità esplorative, col duro compito di eseguire anche la topografia al ritorno, con la misurazione dei dati da cui trarremo il rilievo.
Nadia raccoglie con retino professionale campioni in acqua per gli studi di Fabio e Livio.
Immersione Luca: dalle 16:30 alle 19:00... due ore e mezza!
Sagola 520 metri di nuovo alla massima profondità di - 64  oltre il sifone (502). Risale fino a -31 m in un pozzone verticale largo 8x8 m ed entra in una condotta con misure 10x3 m, percorsa per 20 metri... Pulita!!! e continua....
Poi Luca deve rientrare per motivi legati ai tempi di decompressione.
Risultato ECCEZZIONALE!!!! Euforia generale anche se non "siamo" ancora usciti dal sifone, ora tra i più impegnativi in Italia (sifone e organizzazione e trasporto materiali). Effettuato servizio fotografico e quasi 1 ora di riprese video. Alla sera gran festa generale.
Si afferma sempre più l'importanza fondamentale dei Taralli al campo, senza i quali non saremmo riusciti a portare a termine l'impresa. Forse Nadia fonderà lo Speleo Club Tarallo.
Venerdì 24: entrano in serata Davide Franchini (Dado), Augusto Rossi e Simona Menegon (Culture Sotterranee)
In mattinata, Corra, Nadia e Luca sistemano i materiali al sifone, in vista della seconda immersione (sabato 25), che servirà per effettuare riprese videosub e visionare le parti più alte del primo pozzo, che porta a - 54. Si immergono sia Nadia che Luca.
Nel pomeriggio, Laura, Andre e i due Max fanno la risalita sopra il Portale. La prima metà la fa Andrea, la seconda Max (Pozzo). La verticale è di 23 metri e in alto l'ambiente è vasto nelle solite misure bueniche. Sopra l'ultimo armo, ancora 7/8 metri più in su c'è una grande condotta (ma potrebbe fare ancora camino...) dove tutta l'aria sale (e tanta). Esploriamo comunque una cinquantina di metri di forra fossile e concrezionata da strane forme (Panna Carasau). La forra è alta 6/7 metri e poi diventa condotta forzata 4x3 metri. Chiude dinanzi ad un perfetto tubo di fango, dietro ad una curva, dove si pensava di iniziare a correre... Molta presenza di ossa di pipistrello, concrezionate e non, e belle colate calcitiche candide. Segnalo che la risalita promette decisamente bene. Mancano pochi chiodi, meno di una decina per vedere bene oltre. Carasau sembra puntare ad essere parallelo a Snake... interessantissimo...
Risistemiamo l'armo vecchio della prima risalita, con chiodatura generale in acciaio inox dell'8. Bisogna sostituire la corda, ma non è messa male. Ci vorranno 40 metri in totale.
Bello l'incontro a Mastodont con gli amici Ternani e Dado.
Sabato 25: mentre Augusto e Simona giravano riprese, Nadia e Luca scendono a circa 150 metri di percorso, nella condottona dopo il P54, ma la sospensione non permette di fare buone riprese. Peccato!
Fanno quel che possono ma poi si torna indietro.
Inizia il pesante recupero del materiale e trasportato fino al campo, perchè domani dovranno uscire almeno 9 sacchi sub.
Un po' di saudade di campo aleggia, e Andrea fa il dj con la musica fino a tardi.... bellissimo....
Domenica 26: purtroppo si esce. E non si è mai leggeri.
Sinceramente ammetto di essere riusciti a organizzare tutto nei minimi dettagli... tutto perfetto... ma forse abbiamo dimenticato di allertare più gente per il recupero dell'uscita.
Alcuni di noi escono con due sacchi a testa, e dopo non esserci fermati per nemmeno mezza giornata a poltrire, l'uscita è stata allegra e divertente. Come previsto...
Usciamo tutti nel pomeriggio di domenica, a tranche.
Lascio spazio a qualsiasi altra considerazione personale.
Già il diario in sè è lungo.
Dovessi scrivere anche emozioni e ciò che si vive là sotto in una settimana, al campo base... ci vorrebbe veramente un libro...
Alla fine, strameritata la doccia calda al campo di Fonteno, e la mangiata a ghignate tutti veramente contenti.
Max





lunedì 27 agosto 2012

Campo speleo sub Agosto 2012


22/08/2012
La spedizione speleosubacquea organizzata dall'associazione speleologica progetto Sebino nell'abisso Bueno Fonteno sta procedendo secondo programma.
Nel pomeriggio di lunedì scorso la prima squadra di sei speleologi è entrata per portarsi al campo base "Lions" posto alla profondità di 420metri. Con loro la bellezza di diciannove sacchi di materiali tecnici e scorte alimentari quindi tre sacchi a testa... Di conseguenza la progressione della squadra è stata notevolmente rallentata e sono state necessarie quasi sette ore per giungere a destinazione.
Da considerare che la maggior parte delle bombole necessarie per le previste immersioni erano già state trasportate al sifone terminale della grotta nei mesi precedenti. Questo fa capire che livello di organizzazione sia necessario per affrontare simili imprese. Alle difficoltà logistiche e tecniche si aggiungono a quelle organizzative e riuscire a coordinare una ventina di persone coinvolte a vario titolo e tempi diversi richiede una notevole esperienza. Basta il minimo incidente o anche una banale dimenticanza di un pezzo dell'equipaggiamento sub per vanificare tutta l'operazione.
Nella giornata successiva altri quattro " sherpa " si sono aggiunti all'allegra combriccola che nel frattempo si era dedicata alla sistemazione e riassetto del campo che dispone di quattro tende per un totale di tredici posti a dormire.
Ieri la squadra che comprende i due speleosub Nadia Bocchi e Luca predali speleosub è entrata a propria volta sostituendo cinque persone che sono tornate all'esterno dopo avere portato a termine il proprio compito.
Ormai è tutto pronto per l'immersione che dovrebbe avvenire durante la giornata. L'obiettivo è di superare il precedente punto esplorativo posto a 50 metri di profondità e oltre trecento metri di distanza in una condotta allagata di 10 metri per cinque fermi per esaurimento della sagola guida con davanti una comoda progressione in condizioni di visibilità ottime.
Non rimane che fare gli scongiuri e aspettare l'uscita di tre tecnici prevista per questa notte sperando che portino notizie ultra positive.......
Claudio Forcella
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27/08/2012
E terminato il campo interno nell'Abisso Bueno Fonteno, durato una settimana con permanenza al campo base -420 m.
L'obiettivo principale era di permettere a Luca Pedrali, con l'assistenza indispensabile di Nadia Bocchi, di tentare per la quarta volta di superare il mitico Sifone Smeraldo, che nelle precedenti esplorazioni ha dato risultati sorprendenti, con sviluppi impensabili.
Impensabile anche organizzare una spedizione con il materiale necessario per effettuare ben due immersioni: una esplorativa, e l'altra di riprese video.


A breve daremo un resoconto completo di tutti i materiali utilizzati, e quindi trasportati fino a - 500 con una fatica immensa.
Luca ha ancora usato il Rebreather più una marea di bombole, e il parco diving comprendeva anche le attrezzature per Nadia.
Si è reso necessario quindi sostare all'interno di Bueno Fonteno per una settimana con un numero limite di 10 persone al campo.
Ma il lavoro di allestimento è iniziato da qualche mese.
Nel frattempo sono state esplorate anche nuove diramazioni a seguito di risalite in artificiale.


Nell'uscita esplorativa, Luca ha superato limiti e confini, immergendosi in un sifone a oltre 2 km dall'ingresso e a -500 metri, sagolando per 520 metri!!!
L'immersione è durata oltre le due ore e mezza: dopo la condotta iniziale di 70 metri fino a -15, c'è il pozzo 15x20 che lo porta fino a -54 m. Ha percorso una condotta 10x10 per circa 350 metri fino a 64,5 metri di profondità totale. Poi è risalito in un'altra enorme verticale fino a -31 metri infilandosi in un condottone orizzontale (10x3) per ulteriori 20 metri....
Purtroppo non è ancora riuscito ad uscire dall'altra parte, ma la condotta sembra risalire, quindi l'agognata zona aerea potrebbe essere nei pressi.
La distanza notevole dall'imbocco del sifone lo ha costretto a rientrare: per poter proseguire serve un parco materiali ancora più imponente...
Nel ritorno effettua la topografia completa di tutta l'esplorazione, altro risultato direi importantissimo.
L'abisso ora raggiunge una dislivello totale di circa 570 metri, per uno sviluppo che punta ai 22 km.
Visto il contesto della situazione, vorrei sottolineare le grandi capacità di Luca Pedrali che ultimamente sta effettuando esplorazioni speleosub veramente ad alti livelli.


Non da meno Nadia Bocchi. Che ha seguito Luca fino al fondo del pezzone, facendo più serie di immersioni per l'assistenza con i materiali.
Ma perché ciò sia avvenuto, il merito è di una grande forza di volontà di tutti i partecipanti a questa avventura, che hanno trasportato per settimane quintalate di sacchi, dando un supporto impeccabile ai due mitici speleosub.




Un doveroso ringraziamento a tutti i soci del Progetto Sebino, agli amici bresciani, che da quest'inverno ci danno una mano, e alla partecipazione documentaristica di Culture Sotterranee.
Partecipanti al campo:
Laura rescali, Nadia Bocchi, Laura Martinelli, Evon Malixi, Luca Pedrali, Max Pozzo, Fabio Gatti, Davide "Dado" Franchini, Livio Palamidese, Andrea Belotti, Massimiliano Mannone, Corrado Pasinelli, Maurizio "Grip" Greppi, Giovanni "Rana" Gritti, Siro Donda, Silvano Mena, Augusto Rossi, Simona Menegon.
Assistenza esterna dovuta a spalla lussata, il mitico Claudio "Kraus" Forcella.

Max Pozzo
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27/08/2012
La spedizione in Bueno Fonteno oggi è terminata con il ritorno in superficie degli ultimi dieci elementi. Grazie a loro abbiamo notizie fresche su quanto è avvenuto nelle profondità del sebino occidentale.
Nella giornata di giovedì Luca Pedrali si è immerso. A breve distanza è stato seguito dalla moglie Nadia che ha installato la linea vita con le bombole di emergenza che potessero garantire un ritorno sicuro di Luca in caso di un malaugurato guasto al suo rebreather.




 
L’esplorazione è stata portata avanti di ulteriori 270 metri proseguendo in un gallerione allagato che scende gradatamente fino alla profondità di – 64 per poi risalire velocemente in cammino a quota -30. Durante il tragitto si vedono numerosi cammini che risalgono verso l’alto ma che sono stati tralasciati a favore della via più comoda.
A quel punto la galleria subisce un restringimento con una luce di un metro in altezza per poi riallargarsi subito e proseguire in orizzontale sul nulla. Ormai era stato raggiunto il limite si sicurezza per cui seppure a malincuore Luca è stato costretto a invertire direzione di marcia.
Durante il ritorno ha fatto il rilievo che ci permetterà, una volta inseriti i dati a computer, di visualizzare su mappa l’intero percorso della cavità allagata.


La temperatura dell’acqua era di otto gradi e l’immersione è durata due ore e mezza mettendo a dura prova la resistenza dei sub. Riassumendo ora l'esplorazione subacquea arriva a uno sviluppo di 520 metri per una profondità massima di 64 metri.
Adesso andare oltre sarà veramente arduo e l’unica soluzione per proseguire consisterà nell’impiego di scooter subacquei che consentono di raggiungere maggiori distanze in minore tempo ma queste sono valutazioni che andranno fatte con calma a tavolino nelle prossime settimane.


Inutile descrivere l’entusiasmo degli spelei quando Luca riemerso ha raccontato tutto. Di ritorno al campo base nonostante la stanchezza si è scatenata la festa.
Giovedì mentre i sub si riprendevano dalle fatiche gli speleo si sono dedicati a una risalita in artificiale di 25 metri nel portale del salone Mastodont.In cima ad attenderli una maestosa galleria che purtroppo dopo poche decine di metri termina su tappo di fango. Più in alto si vede la partenza di una forra che sarà oggetto delle prossime esplorazioni.
Venerdì il gruppo è stato raggiunto da due membri di scienze sotterranee provenienti da Terni con l’intento di assistere all’ultima immersione. Portavano con sé altre provviste e materiale per riprese audio video.
L'ultima immersione è stata compiuta sabato durante il quale sono state fatte riprese video e raccolta di campioni geologici. A causa dell'eccezionale siccità estiva le portate idriche della grotta erano ridotte al minimo favorendo la progressione in grotta e le immersioni.


In conclusione l'intera spedizione è durata sette giorni senza il minimo intoppo. I risultati sono molto positivi e consentono di pianificare un altro tentativo per l'estate prossima.
  Fuori ad attendere e festeggiare il ritorno degli esploratori, la comunità del Progetto Sebino con la popolazione di Fonteno.
Claudio Forcella


mercoledì 8 agosto 2012

Esplorazione speleosubacquea Bùs del Tòf 4/08/2012

Come già documentato nel post della settimana scorsa, abbiamo tentato di superare il sesto sifone ancora in fase esplorativa.
Sempre Nadia Bocchi, e sempre seguita da Luca Pedrali fino al 5° sifone, si è immersa sabato pomeriggio.
Il sesto sifone supera i 100 metri di sviluppo: la grande curva dove Nadia si era fermata la volta precedente non è altro che la parete di una grande verticale, che viene risalita fino a riemergere in un tratto aereo. Impossibile arrampicare data la grande quantità di fango attaccato alle pareti, ma in alto il ramo prosegue e si intravede un cunicolo con rumore di cascata più avanti.
Nadia Bocchi
Nadia ritorna in acqua ricollegandosi al ramo principale e percorre una condotta laterale che la riporta ancora a salire, ma la forte sospensione creatasi a causa del solito fango alle pareti, non le permette questa volta di riemergere. Si sente comunque lo scrosciare dell'acqua di una cascata, quindi è presumibile che questa sia la via diretta più giusta.
Le esplorazioni quindi non si fermano, ma prendono una piega decisamente impegnativa, vista la presenza di sifoni e tratti aerei che rendono il trasporto dei materiali sempre più pesante.
La risorgenza comunque prosegue sempre più all'interno della montagna, e raddoppia in termini di rilievo, con uno sviluppo totale che ora supera i 500 metri.
Prossimamente verrà rieseguito il controllo del soprastante e più noto Fierarol di Vesalla (LoBs 330), con verifica del sifone terminale.
Lo studio dell'area, che si ipotizza molto più vasta di quanto previsto in passato, comprenderà anche un nuovo tracciamento delle acque, e prospezione di altri versanti della montagna visto che, nonostante il collegamento accertato in passato col Fierarol, il Bus del Tof si dirige verso un bacino di alimentazione più ampio e ha portate che non coincidono con quest'ultima.
Tof sezioneTof Pianta

Oltre alla solita "Banda del Tof" (Nadia Bocchi, Luca Pedrali e Ivano, Fabio Gatti, Laura Rescali, Giuliano "Conte" Mazzotti e Max Pozzo), a darci una mano c'erano anche Andrea Belotti e Massimiliano Mannone dell'A.S. Bresciana, che ringraziamo.
La partecipazione a questo lavoro di speleologi appartenenti a tutti i gruppi bresciani, è molto gradita, e si spera sia l'inizio di una nuova apertura mentale e culturale verso una ricerca speleologica molto più approfondita, grazie anche a strumentazioni e rappresentazioni grafiche che oggi rendono i risultati molto più decifrabili.

Max Pozzo

martedì 31 luglio 2012

Esplorazione subacquea Bus del Tof -- 29-07-2012


Nelle ultime due settimane, è stato oggetto di attenzioni il noto Bus del Tof, presso Sarezzo in Val Trompia (Bs). La risorgenza, ha lungo il percorso (250 m circa) ben quattro sifoni, che in periodo di secca si possono bypassare fino all'attacco del quarto. In caso di piene il drenaggio è notevole e in passato ha dato esito positivo al collegamento col soprastante e più noto Fierarol di Vesalla (LoBs 330), che dista oltre 2,5 km in linea d'aria per un dislivello superiore ai 400 metri tra i due ingressi.






Durante un primo sopralluogo in immersione, Nadia Bocchi ha percorso una prima volta ciò che è stato esplorato fino al limite ultimo, cioè l'inizio di un sesto sifone.


Fatte le dovute ricerche sulle precedenti esplorazioni che risultano abbandonate da anni, ne rieseguiamo la topografia dall'ingresso, più tutto il percorso sommerso.


Con l'assistenza in acqua di Luca Pedrali, Nadia ha rieffettuato la sagolatura dei sifoni conosciuti: il quarto risulta di circa 36 metri, a cui fa seguito un tratto aereo di 60 metri. Il successivo quinto sifone misura 35 metri, poi 10 metri in aerea e finalmente il sesto sifone, esplorato in passato per circa 30 metri. I sifoni precedenti non superano i 4 metri di profondità.


Nadia, decisa a portare avanti questa ricerca, a questo punto prosegue l'esplorazione per ulteriori 50 metri con una profondità massima di 10 metri, trovandosi in una galleria enorme che si allarga a dismisura (10x5 nel punto più largo) e che continua ancora con un inizio di risalita (80 metri sifone, ferma a -8 m). 








Ovviamente al loro ritorno (due ore e mezza dopo), il festino è stato generale: una grande gioia ridare vita a una cavità considerata "storica" nel panorama bresciano, e soprattutto al complesso carsico ancora nascosto di cui è la bocca da dove ne fuoriescono le acque.


Come sempre un plausone agli explospeleosub, ma anche ai volenterosi che ultimamente portano saccate di bombole dovunque sia necessario.


Oltre a Nadia, Luca e Ivano (il loro cane), c'erano Fabio Gatti, Laura Rescali, Giuliano "Conte" Mazzotti e Max Pozzo.



Max

lunedì 30 luglio 2012

Report 28-07-2012

Luogo: Abisso Bueno Fonteno, ramo Straforra
Partecipanti: Corrado (Corra), Fabio,Federico (Vez), Claudio (Kraus)

In previsione dell'immersione speleosubacquea nel sifone smeraldo pianificata per la terza settimana di agosto era stato stabilito di rendere la via di progressione il più agevole possibile. La quantità e il peso dei materiali d aumenta sempre di più proporzionalmente alla difficoltà dell'immersione.Da qui la necessità di limitare al minimo le fatiche degli speleo impegnati nel trasporto.
Quindi la squadra dei genieri di progetto si è mobilitata con l'obbiettivo di rivedere e attrezzare i passaggi che più richiedono dispendio di energie.

Venerdì sera ritrovo a casa di Corra per un caffè, preparazione dei materiali e relativi sacchi, e via ci catapultiamo all'ingresso per scendere velocemente senza soste fino al campo base a quota -420.
Dopo un piccolo break ci dividiamo in due squadre.
Corra e Fabio vanno al sifone a sistemare la teleferica che dopo gli strappi accusati durante l'ultima spedizione necessitava di un'irrobustimento degli ancoraggi. Anche questa volta Corra si esibisce in una serie di acrobazie sospeso sopra l'acqua.
Poi installano un piano di lavoro sopra un supporto di cavi tensionati che consentirà un'agevole assemblaggio dei rebreather.


Vez e kraus invece si dedicano al tratto di forra che dal campo conduce al sifone. La calata sulla prima vaschetta dopo la cascata di Cattive acque è stata modificata con l'aggiunta di un traverso.
Sul tratto finale della forra sono state installate delle zanche metalliche che consentono un comodo appoggio ai piedi. La progressione che prima veniva fatta in contraposizione con pochissimi appoggi validi e il rischio di finire in acqua ora è diventata una quasi passeggiata. Gran parte di questo lavoro è stato svolto da Vez che per l'occasione si era attrezzato con degli stivaloni alti da pescatore che gli hanno consentito di lavorare in acqua. Buffo da vedere ma terribilmente efficace!!
Inoltre abbiamo portato altre tre bombole al sifone. Complessivamente ormai saranno una decina e sono tutte appese ordinatamente sulla parete soprastante lo specchio d'acqua. Sara da ridere quando dovremo riportare tutto in superficie!!

Kraus





martedì 17 luglio 2012

Report week 14/15 Luglio Frollohill




Siamo in 4 a varcare la soglia di Bueno, è sabato sera e sono le 18.45, Laura,Silvano, Edo e Matte.
Il lavoro sul P25 mi ruba quasi due ore e piega due punte del trapano, mi dispiace ma uscendo a sbalzo sono scivolato parecchie volte.
Ora il traverso sul P25 è orizzontale e si arriva alla base del P80 con le sole longe.
Corda seminuova, placche e moschi inox e gradini in ferro, ormai sono sul manuale di come si arma un traverso.  
L’armo sul P80 lo sistemerò un'altra volta…praticamente valutando il lavoro da fare con Matte mentre salivamo, bisogna rifare parecchi armi e serve un uscita giornaliera solo per sto lavoro.
Come al solito il P80 scarica e stavolta prende il casco di Matte…
Silvano prova a mazzare un po’ la strettoia con Kiletta ma il lavoro risulta molto difficoltoso.
Attacchiamo Frollo alle 23.50 e stavolta lo percorriamo in tre orette e mezza con pause “riflessive” e invocazioni “filosofiche”.
Stavolta è Frollo che ci frolla, tute e imbraghi mangiati,tibie e gomiti a sangue…quante invocazioni “filosofiche”!
Facciamo sosta prima del solito saltino da dove poi abbiamo cominciato a rilevare il nuovo.
Faccio due foto ricordo durante il ristoro.
Le facce sono le solite, io e Laura ormai siamo abituati al frullatore ma Silvano e Matte un po’ meno, resta comunque una bella prova di forza fisica ma soprattutto mentale.
Ci beviamo due Thei ai frutti rossi e poi cominciamo i lavori.
Matte e Silvano ci precedono con sacco corda, moschi e bidoncino con macchina fotografica e faretto.
Io e Laura rileviamo.
200m di nuovo frollo e manca ancora il ramo che ho esplorato velocemente solo con mazzetta alla mano….quello che và verso Gran Rondò (almeno credo).
Purtroppo arrivati alla saletta su Faglia ci accorgiamo che la macchina fotografica è rimasta sulla mensolina là dove abbiamo mangiato e quindi niente foto ma per fortuna mi ero infilato il torcione nella tuta e con quello la condotta che parte quasi a soffitto della faglia non mi è sfuggita.
Peccato che sia a  ­­­+20 dalla saletta, su pareti che chiamare marce è fare un complimento.
Bisogna quindi ritornare con attrezzatura per risalita e almeno un 60m di corda, le possibili prosecuzioni sono due lì nella faglia.
Al rientro arriviamo al bivio principale e Matte vede i miei occhi che supplicano di andare a vedere cosa c’è la dietro…non ha nemmeno finito di dire “se vuoi andare vai, ti lasciamo mezzora di tempo” che ero già nella forra con “Lino” in mano.
Stimati sono almeno 60m ma mi sono fermato solo perché essendo a soffitto dovevo scendere a pavimento (4m) e mazzare un bel po’ per proseguire.
Un altro lavoro per Kiletta.
Ritornati alla mensa risistemiamo e rientriamo; Frollo in due ore e all’ingresso alle 15.00.
Quasi dimenticavo, all’andata, proprio all’inizio di Frollo abbiamo incontrato un bellissimo Ghiro con un codone stupendo…..puzza di esterno.
Per ora è tutto, la giunzione la faremo la prossima volta, ne sono quasi certo.
Al prossimo Frullato.

Edo

lunedì 9 luglio 2012

Luca Pedrali e Nadia Bocchi immersione stratosferica! 7-07-2012


 Abisso Bueno Fonteno, Sifone Smeraldo.


Nel week end appena trascorso, il Progetto ha organizzato una nuova spedizione nelle profondità dell’Abisso Bueno Fonteno, per permettere alla mitica coppia Luca Pedrali e Nadia Bocchi, di immergersi nel Sifone Smeraldo, posto ad un dislivello totale di 502 metri (-451; +51). Qualche mese fa, Luca si era fermato su una grande verticale, ad una profondità di circa 40 metri e per un totale di 100 metri di esplorato. La vastità dell’ambiente lo ha fatto optare per utilizzo del Rebreather  (smontato a pezzi e rimontato in loco) mentre Nadia ha usato le bombole.
Inutile numerare i sacchi trasportati fino al fondo, oltre ad un riarmo nuovo del percorso e l’allestimento del campo base che ha ospitato le 12 persone necessarie (i sacchi erano circa il triplo).
Per non sporcare le acque in entrata da ben due fiumi nel sifone i due speleosub sono stati calati dall’alto tramite un’a altalena degna di un Leonardo speleo.
L'’immersione ha svelato l’'esistenza di un nuovo universo sommerso: ambienti spropositati e potenzialità indefinibili. Il “Pedralo” si è immerso per 70 minuti in totale, rimanendo per 45 minuti oltre i -50 m. Nadia ha compiuto due viaggi di trasporto materiale fino a – 30 m. Dopo i primi 40 metri orizzontali, Luca ha puntato il fondo del pozzone fino a  – 54 m,  in una verticale larga oltre i 15 metri, con qualche diramazione sparsa lungo le pareti. Poi è entrato in una galleria enorme dai colori caraibici (10x3m), con sabbietta sul fondo, e ha ondeggiato per circa 300 metri.
Lungo l’esplorazione ha visto possibili diramazioni, risalendo a -42 metri per poi ridiscendere a -54 metri fermandosi a causa di …“fine sagola”…
Davanti a lui l’immensità di una condotta ancora da percorrere, nel nero sommerso....
Indimenticabile il momento in cui sono rientrati “al di qua”, con la mano protesa verso l’alto a mettere in trionfo lo svolgi sagola vuoto….
Grandissimi i soci di questo Progetto, che danno veramente cuore e fisico per risultati che sono frutto di un lavoro di squadra organizzato ad altissimo livello. Qusto week c'era Corrado Pasinelli, Fabio Gatti, Max Pozzo, Luca Pedrali, Nadia Bocchi, Laura Rescali, Gritti "Rana" Giovanni, Davide "Dado" Franchini, Claudio "Kraus" Forcella, Federico Vezzoli. Ringraziamo anche due soci Max Mannone e Andrea Belotti dell’A.S. Bresciana che hanno condiviso fatiche e brindisi.
Fare i complimenti a Luca è scontato, ma Nadia non è da meno!
Si sta già organizzando la prossima…


Max Pozzo




venerdì 29 giugno 2012

Immersione Gallinarga 23-06.2012

Sabato, abbiamo tentato l'immersione in lago, di fronte a Gallinarga. Luca era preparatissimo per scendere fino a 85-100 metri, con telecamera incorporata e scooter. L'obbiettivo era di raggiungere una conoide segnalataci dal geologo Piccin e che si presume possa essere stato generata da una grossa risorgenza sublacuale.
I presenti erano parecchi: Max, Laura, Kraus, Mariangela, Fabio, Lara, Conte, Siro e consorte (e poi è comparso anche Matte versione ciclistica...). Anche l'assessore all'Ambiente di Tavernola è venuto ad assistere.
Purtroppo la giornata era veramente infausta: molto vento e lago in forte movimento ondoso.
Sott'acqua, il movimento della corrente ha fatto smuovere il limo depositato, e quindi la visibilità era a zero.
Anche la corrente era fortissima, ha spostato Luca di oltre 200 metri nonostante lo scooter subacqueo.
Comunque prima di desistere è riuscito a scendere fino a -59 metri... buon allenamento per Bueno. 



lunedì 11 giugno 2012

Esterno Fonteno 10/06/2012

Un buon numero di persone è entrato in Bueno... si attende report passionale, viste le facce "fresche" di chi è uscito dopo 20 ore a Frollohill..
Il trio Grip, Max, Conte, invece si è dedicato ad un giro esterno, partendo proprio dal parcheggio delle macchine in valletta, verso la boscaglia estremamete verticale poco più a valle.
Passiamo davanti ai due ingerssi posti giusto 20 metri sotto: quello sul versante sinistro della valle (c'è aria, è da allargare dopo 10/15 metri e sale), e quello da sempre denominato "di Ziglioli", che a nostro avviso sarebbe da ritentare.
 


Il bosco davanti è praticamente una paretina ricoperta di terra e alberi caduti... il percorso è un po' rognosetto, ma riusciamo a portarci alla quota dove si voleva cercare ingressi alti nei dintorni delle risalite ultime di Mai Visto.
Individuiamo all'esterno la posizione della faglia che si muove in direzione Est-Ovest, e proprio lì attorno troviamo un ingressino, che ha bisogno ovviamente di scavo, e sicuramente almeno una volta bisognerà fare un tentativo. Se "entrasse" sarebbe perfetto sia nella quota che nell'inclinazione degli strati.

Nel pomeriggio, si va a rilevare Scollata, e a fare qualche foto per l'inserimento a catasto.


La nuova grotticella misura circa 30 metri in totale, ed è improbabile che possa dare ulteriori risultati esplorativi.
Max

Report week 9/10 Giugno Frollohill




Varchiamo la soglia di Bueno sabato sera alle 20.00, Laura, Edo e Pedro.
Arriviamo sul P25 alle 21.30, con calma e non calanche.
Regime idrico pacato e chicche di Corrado da manuale,…sembrava una gita turistica.
Mentre Laura e Pedro si bevono un Theo alla base del P80, comincio i lavori di sistemazione dello stesso: sostituisco i moschi, doppio qualche fetta cotta, aggiungo un paio di placche inox e pedalini sui frazionamenti in vuoto.
Verso la mezza ci riuniamo in cima al pozzone  e ci dirigiamo verso il meandro che Pedro dopo i primi 200/300m (boh??) ha rinominato la “via per l’inferno”.
Il nostro intento era quello di addomesticarlo e fare in modo che non mordesse più così forte.
A nostro favore KiLetta (mazzetta da 1,2 Kg) e KiLino (mazzetta d’armo) mentre a favore di Frollo i suoi 800m di sviluppo.
Attacca Pedro con “Letta”, io dietro con “Lino” e a seguire il direttore lavori nonché controllo qualità Laura.
Ci alterniamo alla testa del Team perché Letta dopo un ora non ti dà tregua e fai fatica a tenerla anche con due mani.
Penso che dopo i primi 200m i nostri cervelli cominciassero a porsi la fatidica domanda “quanto manca?”
Dall’ultima uscita a Frollo il mio cervello ha optato per il RESET se no non ci sarei mai tornato e quindi non avevo più punti di riferimento e non riuscivo a quantificare la distanza percorsa; quando pensi di essere a metà sei alla “FR” e mancano ancora “OLLO” e “HILL”.
Con la 35 che Pedro ci ha regalato abbiamo armato anche i tre saltini marci che ci separavano dalla meta (il punto in cui Rana ha cominciato a esplorare in solitaria GRANDE!) arriviamo alla minicascata (già armata) e sono le 10.00 di domenica mattina.
Cervelli fumanti, braccia stremate, parlavamo con gli occhi e ad emettere suoni era solo Frollo che ci prendeva in giro schizzandoci l’acqua addosso, tanto per farci capire chi comanda lì.
10 ORE di Mazzate!

Io e Laura fino a lì c’eravamo già stati e non potevamo rinunciare come l’ultima volta, anche se provati, Pedro era grigio e si ferma.
Giriamo la leva sulla riserva e partiamo.
Rana dopo la cascatina si era tolto tutto per riuscire a passare dicendomi che bisognava bottare, salgo in ricognizione e dopo poco dico a Laura di salire con sacco trano e Letta.
Inutile dire che il sacco trano non l’ho nemmeno aperto, Letta non ha lasciato scampo a quel Frollo beffeggiatore che non ci voleva far passare.
Lascio Laura in un cunicoletto per me off-limits che attacca a sinistra mentre io entro nella condotta, alta dai 2 ai 4 metri, sempre stretta e scalloppata, la coda stretta di Frollo.
Laura mi raggiunge dicendomi che il soffitto della condottina crolla e non vuole far la fine del Topo. Dopo 40/50m arriviamo ad un bivio, da una parte sale dritto e dall’atra gira a destra, prendiamo a destra e dopo 50/60m arriviamo ad un trivio.
In alto camino, a sinistra sale qualche metro e termina in una saletta come Rana aveva descritto e a destra prosegue risalendo su colate e concrezioni di sabbia grigia indurita dal tempo, fino ad arrivare sopra la saletta visitata precedentemente e mostrando tutta la grandezza del FAGLIONE che interseca.
Largo 2-3m e alto 30 parte perpendicolare a Frollo e non riesco a vedere un fondo.
A questo punto, le luci dei caschi ci ricordano che l’ora si è fatta veramente tarda (le batte le aveva Pedro) e decidiamo di ritornare sui nostri passi.
Pedro nel frattempo si è ripreso e ci ha preparato un Fantastico Theo caldo, risistemiamo i sacchi e alle 11.30 cominciamo la fase di rientro.
In due ore ripercorriamo a ritroso il vecchio Frollo abbastanza acciaccato, alle 13.30 ne usciamo e incontriamo Silvano e Sara che erano in gita.
Piccola pausa e via, in fondo al P80 (sceso uno alla volta perché SCARICA, devo spostare due armi) ci diamo appuntamento all’ingresso.
Mentre ci cambiavamo l’allegra brigata “scollata” ci raggiunge, si fanno quattro chiacchiere e ci si saluta. Sembravamo 3 sopravvissuti ad una mietitrebbia.

Stamani mentre bevevo il caffè da Laura i nostri cervelli malati hanno già cominciato a pianificare il prossimo Frullato esplorativo e stavolta con rillo.
Solo cibo, rillo, 2chiodi e Lino, leggeri, snelli e veloci…..
P.S.
Al caro amico Rana.
Un giorno, magari davanti ad un bicchiere di vino, mi devi spiegare come hai fatto ad arrivare alla saletta del Faglione senza neanche la mazzetta d’armo (Lino).
Forse sto invecchiando precocemente!

Al prossimo Milk & Shake

Edo Laura Pedro

domenica 10 giugno 2012

Immersione Ol valù 6/06/2012

 
Immersione nel sifone terminale della grotta risorgenza Ol Valù di Tezza (LoBg 1133), in Valle Imagna (Bg).IMG_3811




















La cavità è nota da tempo immemorabile sia ai locali che agli speleologi: ha uno sviluppo di circa 243, ma il sifone dove si è immerso Luca è a poco più di un centinaio di metri dall'ingresso.IMG_4052




















Il grande ingresso e le dimensioni iniziali non possono che attrarre chiunque.
Nel passato, diversi gruppi hanno tentato di superare la barriera dell'acqua, con desifonamenti (I Protei, I Tassi - Mi) e con immersioni (G.G. Milano). Tito Samorè disse che si immerse per cinquanta metri, a -15/20 metri circa di profondità, fermandosi per scarsa visibilità su una galleria larga 6x6 metri...
Nel 2008 ci prova Davide Corengia (GGM) e percorre 19 metri alla profondità di -6 m, fermo su strettoia di ghiaia che non permette l'avanzamento.
IMG_3952IMG_3885
Troppa curiosità per queste misure discordanti e per le portate d'acqua della risorgenza, talvolta veramente abbondanti.
Quindi Luca, assistito dalla moglie Nadia Bocchi e alcuni soci Progetto Sebino/G.S. Valle Imagna, ha deciso che  era giunto il giorno per andare a scoprire la verità. In immersione, (temperatura acqua 8/9°, durata 12 minuti con bombole imbragate all'inglese), percorre circa 50 metri fino ad una profondità di -9 metri. Superata la strettoia limite precedente, ne supera altre due fino a fermarsi davanti ad un ulteriore restringimento che sale un po' limoso.
Il problema è la visibilità che viene annullata dal sollevarsi dei sedimenti al suo passaggio. Decide di fissare la sagola guida e di ritentare in altra data confidando sul fatto che sarà in grado di tornare in quel punto velocemente anticipando l’ondata del fango e quindi proseguire in condizioni di visibilità accettabili.
Quanto basta per una prima "toccate e fuga" e rientra alla base.

Max

lunedì 4 giugno 2012

Report Maivisto 3/06/12

 

Entriamo sabato pomeriggio, Kraus, Laura, Fabio e Max.

Obiettivo è quello di continuare l'esplorazione di varie vie poste alla sommità del Pozzo dei Balocchi. Bisogna ancora fare un traverso a +50 per entrare in un nuovo meandro (La puerta del sol de destra), poi farne ancora uno per entrare in un forrone sospeso a metà parete. Nel caso rimanesse tempo, nella Puerta de sinistra bisogna ancora proseguire nel lungo cunicolo visto da Laura la volta scorsa: fermo su prosecuzione in avanti e sfondamento a pavimento..

Ne approfittiamo anche per sostituire la corda del 9 sulla partenza di Mai Visto, con la scintillante corda rossa del 10.

Come sempre anche i sacchi si distinguono per peso e consistenza... il materiale serve sempre...

Bueno all'ingresso sbuffava aria gelida con parecchia violenza, e lungo tutto il tragitto il flusso dell'aria si è sempre fatto sentire.

In zona si arriva in breve tempo: in un'ora e mezza, massimo due si è alla partenza di Mai Visto (ora abbiamo anche sistemato un saltino e quindi si arriva a Mai Visto senza intrufolarsi nella frana di Massi Volanti, ma rimanendo "alti").

La situazione idrica è a basso regime, tanto che si pensa che la mitica immersione giù a Smeraldo si potrebbe fare anche in questo periodo.

Mai Visto gocciola come sempre, ma per ora non lava.

 

Mai Visto

 

 

 

 

 

 

 

 

In cima ai Balocchi (a cui aggiungiamo un nuovo frazionamento), Kraus da' inizio alle danze, e con un'ottimo carpiato da Orfei Gold, si rimette l'abito del mito di Santa Kraus, e raggiunge la Puerta del Sol de destra. Sarà la vicinanza alla Chiocciola... e si ritrova di fronte ad un meandro che sale, in cui dovremo fare ancora un po' di arrampicatine e artificiali.

Il Dottor Gatti poi ruba il trapano a Kraus, e va in fuga artificiale, risalendo ulteriori 5 metri fino ad un altro terrazzino. Il meandro sale ma si deve arrampicare ancora per arrivare dove ci sembra che inizi una nuova forra...

Rispettata la staffetta, provo ad arrampicare i nuovi 5/6 metri, ma a metà strada dobbiamo improvvisare una pseudo-artificiale: comunque alla fine riesco ad arrivare in cima, con una forra che se ne parte via e strane diramazioni sopese alle mie spalle..

Nel labirinto sospeso ci si perde Kraus, che girovaga con 70 metri di vuoto sotto, in spaccature e meandrini fino a giuntare con la Puerta de Sinistra, col ramo risalito la volta scorsa. Il forrone che continua invece, si ferma davanti ad una frana una trentina di metri dopo, con tutta l'aria che ci entra, e con dei massoni da spostare sopra le nostre teste.

L'ambiente è comunque di buone dimensioni, e punta decisamente verso l'esterno, verso le pareti sopra l'ingresso scavato da Zilioli 5 anni fa... in pratica alle macchine!!!

Rileviamo circa 60 metri nuovi, con l'idea di fare una prova Arva anche qua: se ne vale la pena, si attaccherà anche la frana che non sembra impossibile con gli arnesi giusti...

Prima di ritornare a casa, Gatto-Gatti si diverte a fare ancora un traversino pendolato nel Pozzo dei Balocchi, ed entra nel fratturone sospeso. Il copione si ripete: meandrozzo che sale, con minimo percolamento. Superiamo due saltini ma dobbiamo fermarci di fronte alla solita arrampicatina che in libera non ci da' la sicurezza per osare. Sopra il ramo sale ancora, ma basta un chiodo per proseguire. In alto si vede che il meandro prosegue, non largo, ma percorribile e forse inizia l'orizzontale.

In generale questo ramo ci ha dato circa 350 metri nuovi, con ancora qualche decina da rilevare. Siamo risaliti dalla base per 141 metri, cioè da -137 m a +4 m, superando quindi la quota ingresso. Le diramazioni nel punto più estremo sembrano veramente vicinissime ad un nuovo ingresso.

Anche in questo caso (come da Binocolo), la traversata sarebbe proprio un bel giro.

Staremo a vedere.

max