martedì 31 luglio 2012

Esplorazione subacquea Bus del Tof -- 29-07-2012


Nelle ultime due settimane, è stato oggetto di attenzioni il noto Bus del Tof, presso Sarezzo in Val Trompia (Bs). La risorgenza, ha lungo il percorso (250 m circa) ben quattro sifoni, che in periodo di secca si possono bypassare fino all'attacco del quarto. In caso di piene il drenaggio è notevole e in passato ha dato esito positivo al collegamento col soprastante e più noto Fierarol di Vesalla (LoBs 330), che dista oltre 2,5 km in linea d'aria per un dislivello superiore ai 400 metri tra i due ingressi.






Durante un primo sopralluogo in immersione, Nadia Bocchi ha percorso una prima volta ciò che è stato esplorato fino al limite ultimo, cioè l'inizio di un sesto sifone.


Fatte le dovute ricerche sulle precedenti esplorazioni che risultano abbandonate da anni, ne rieseguiamo la topografia dall'ingresso, più tutto il percorso sommerso.


Con l'assistenza in acqua di Luca Pedrali, Nadia ha rieffettuato la sagolatura dei sifoni conosciuti: il quarto risulta di circa 36 metri, a cui fa seguito un tratto aereo di 60 metri. Il successivo quinto sifone misura 35 metri, poi 10 metri in aerea e finalmente il sesto sifone, esplorato in passato per circa 30 metri. I sifoni precedenti non superano i 4 metri di profondità.


Nadia, decisa a portare avanti questa ricerca, a questo punto prosegue l'esplorazione per ulteriori 50 metri con una profondità massima di 10 metri, trovandosi in una galleria enorme che si allarga a dismisura (10x5 nel punto più largo) e che continua ancora con un inizio di risalita (80 metri sifone, ferma a -8 m). 








Ovviamente al loro ritorno (due ore e mezza dopo), il festino è stato generale: una grande gioia ridare vita a una cavità considerata "storica" nel panorama bresciano, e soprattutto al complesso carsico ancora nascosto di cui è la bocca da dove ne fuoriescono le acque.


Come sempre un plausone agli explospeleosub, ma anche ai volenterosi che ultimamente portano saccate di bombole dovunque sia necessario.


Oltre a Nadia, Luca e Ivano (il loro cane), c'erano Fabio Gatti, Laura Rescali, Giuliano "Conte" Mazzotti e Max Pozzo.



Max

lunedì 30 luglio 2012

Report 28-07-2012

Luogo: Abisso Bueno Fonteno, ramo Straforra
Partecipanti: Corrado (Corra), Fabio,Federico (Vez), Claudio (Kraus)

In previsione dell'immersione speleosubacquea nel sifone smeraldo pianificata per la terza settimana di agosto era stato stabilito di rendere la via di progressione il più agevole possibile. La quantità e il peso dei materiali d aumenta sempre di più proporzionalmente alla difficoltà dell'immersione.Da qui la necessità di limitare al minimo le fatiche degli speleo impegnati nel trasporto.
Quindi la squadra dei genieri di progetto si è mobilitata con l'obbiettivo di rivedere e attrezzare i passaggi che più richiedono dispendio di energie.

Venerdì sera ritrovo a casa di Corra per un caffè, preparazione dei materiali e relativi sacchi, e via ci catapultiamo all'ingresso per scendere velocemente senza soste fino al campo base a quota -420.
Dopo un piccolo break ci dividiamo in due squadre.
Corra e Fabio vanno al sifone a sistemare la teleferica che dopo gli strappi accusati durante l'ultima spedizione necessitava di un'irrobustimento degli ancoraggi. Anche questa volta Corra si esibisce in una serie di acrobazie sospeso sopra l'acqua.
Poi installano un piano di lavoro sopra un supporto di cavi tensionati che consentirà un'agevole assemblaggio dei rebreather.


Vez e kraus invece si dedicano al tratto di forra che dal campo conduce al sifone. La calata sulla prima vaschetta dopo la cascata di Cattive acque è stata modificata con l'aggiunta di un traverso.
Sul tratto finale della forra sono state installate delle zanche metalliche che consentono un comodo appoggio ai piedi. La progressione che prima veniva fatta in contraposizione con pochissimi appoggi validi e il rischio di finire in acqua ora è diventata una quasi passeggiata. Gran parte di questo lavoro è stato svolto da Vez che per l'occasione si era attrezzato con degli stivaloni alti da pescatore che gli hanno consentito di lavorare in acqua. Buffo da vedere ma terribilmente efficace!!
Inoltre abbiamo portato altre tre bombole al sifone. Complessivamente ormai saranno una decina e sono tutte appese ordinatamente sulla parete soprastante lo specchio d'acqua. Sara da ridere quando dovremo riportare tutto in superficie!!

Kraus





martedì 17 luglio 2012

Report week 14/15 Luglio Frollohill




Siamo in 4 a varcare la soglia di Bueno, è sabato sera e sono le 18.45, Laura,Silvano, Edo e Matte.
Il lavoro sul P25 mi ruba quasi due ore e piega due punte del trapano, mi dispiace ma uscendo a sbalzo sono scivolato parecchie volte.
Ora il traverso sul P25 è orizzontale e si arriva alla base del P80 con le sole longe.
Corda seminuova, placche e moschi inox e gradini in ferro, ormai sono sul manuale di come si arma un traverso.  
L’armo sul P80 lo sistemerò un'altra volta…praticamente valutando il lavoro da fare con Matte mentre salivamo, bisogna rifare parecchi armi e serve un uscita giornaliera solo per sto lavoro.
Come al solito il P80 scarica e stavolta prende il casco di Matte…
Silvano prova a mazzare un po’ la strettoia con Kiletta ma il lavoro risulta molto difficoltoso.
Attacchiamo Frollo alle 23.50 e stavolta lo percorriamo in tre orette e mezza con pause “riflessive” e invocazioni “filosofiche”.
Stavolta è Frollo che ci frolla, tute e imbraghi mangiati,tibie e gomiti a sangue…quante invocazioni “filosofiche”!
Facciamo sosta prima del solito saltino da dove poi abbiamo cominciato a rilevare il nuovo.
Faccio due foto ricordo durante il ristoro.
Le facce sono le solite, io e Laura ormai siamo abituati al frullatore ma Silvano e Matte un po’ meno, resta comunque una bella prova di forza fisica ma soprattutto mentale.
Ci beviamo due Thei ai frutti rossi e poi cominciamo i lavori.
Matte e Silvano ci precedono con sacco corda, moschi e bidoncino con macchina fotografica e faretto.
Io e Laura rileviamo.
200m di nuovo frollo e manca ancora il ramo che ho esplorato velocemente solo con mazzetta alla mano….quello che và verso Gran Rondò (almeno credo).
Purtroppo arrivati alla saletta su Faglia ci accorgiamo che la macchina fotografica è rimasta sulla mensolina là dove abbiamo mangiato e quindi niente foto ma per fortuna mi ero infilato il torcione nella tuta e con quello la condotta che parte quasi a soffitto della faglia non mi è sfuggita.
Peccato che sia a  ­­­+20 dalla saletta, su pareti che chiamare marce è fare un complimento.
Bisogna quindi ritornare con attrezzatura per risalita e almeno un 60m di corda, le possibili prosecuzioni sono due lì nella faglia.
Al rientro arriviamo al bivio principale e Matte vede i miei occhi che supplicano di andare a vedere cosa c’è la dietro…non ha nemmeno finito di dire “se vuoi andare vai, ti lasciamo mezzora di tempo” che ero già nella forra con “Lino” in mano.
Stimati sono almeno 60m ma mi sono fermato solo perché essendo a soffitto dovevo scendere a pavimento (4m) e mazzare un bel po’ per proseguire.
Un altro lavoro per Kiletta.
Ritornati alla mensa risistemiamo e rientriamo; Frollo in due ore e all’ingresso alle 15.00.
Quasi dimenticavo, all’andata, proprio all’inizio di Frollo abbiamo incontrato un bellissimo Ghiro con un codone stupendo…..puzza di esterno.
Per ora è tutto, la giunzione la faremo la prossima volta, ne sono quasi certo.
Al prossimo Frullato.

Edo

lunedì 9 luglio 2012

Luca Pedrali e Nadia Bocchi immersione stratosferica! 7-07-2012


 Abisso Bueno Fonteno, Sifone Smeraldo.


Nel week end appena trascorso, il Progetto ha organizzato una nuova spedizione nelle profondità dell’Abisso Bueno Fonteno, per permettere alla mitica coppia Luca Pedrali e Nadia Bocchi, di immergersi nel Sifone Smeraldo, posto ad un dislivello totale di 502 metri (-451; +51). Qualche mese fa, Luca si era fermato su una grande verticale, ad una profondità di circa 40 metri e per un totale di 100 metri di esplorato. La vastità dell’ambiente lo ha fatto optare per utilizzo del Rebreather  (smontato a pezzi e rimontato in loco) mentre Nadia ha usato le bombole.
Inutile numerare i sacchi trasportati fino al fondo, oltre ad un riarmo nuovo del percorso e l’allestimento del campo base che ha ospitato le 12 persone necessarie (i sacchi erano circa il triplo).
Per non sporcare le acque in entrata da ben due fiumi nel sifone i due speleosub sono stati calati dall’alto tramite un’a altalena degna di un Leonardo speleo.
L'’immersione ha svelato l’'esistenza di un nuovo universo sommerso: ambienti spropositati e potenzialità indefinibili. Il “Pedralo” si è immerso per 70 minuti in totale, rimanendo per 45 minuti oltre i -50 m. Nadia ha compiuto due viaggi di trasporto materiale fino a – 30 m. Dopo i primi 40 metri orizzontali, Luca ha puntato il fondo del pozzone fino a  – 54 m,  in una verticale larga oltre i 15 metri, con qualche diramazione sparsa lungo le pareti. Poi è entrato in una galleria enorme dai colori caraibici (10x3m), con sabbietta sul fondo, e ha ondeggiato per circa 300 metri.
Lungo l’esplorazione ha visto possibili diramazioni, risalendo a -42 metri per poi ridiscendere a -54 metri fermandosi a causa di …“fine sagola”…
Davanti a lui l’immensità di una condotta ancora da percorrere, nel nero sommerso....
Indimenticabile il momento in cui sono rientrati “al di qua”, con la mano protesa verso l’alto a mettere in trionfo lo svolgi sagola vuoto….
Grandissimi i soci di questo Progetto, che danno veramente cuore e fisico per risultati che sono frutto di un lavoro di squadra organizzato ad altissimo livello. Qusto week c'era Corrado Pasinelli, Fabio Gatti, Max Pozzo, Luca Pedrali, Nadia Bocchi, Laura Rescali, Gritti "Rana" Giovanni, Davide "Dado" Franchini, Claudio "Kraus" Forcella, Federico Vezzoli. Ringraziamo anche due soci Max Mannone e Andrea Belotti dell’A.S. Bresciana che hanno condiviso fatiche e brindisi.
Fare i complimenti a Luca è scontato, ma Nadia non è da meno!
Si sta già organizzando la prossima…


Max Pozzo




venerdì 29 giugno 2012

Immersione Gallinarga 23-06.2012

Sabato, abbiamo tentato l'immersione in lago, di fronte a Gallinarga. Luca era preparatissimo per scendere fino a 85-100 metri, con telecamera incorporata e scooter. L'obbiettivo era di raggiungere una conoide segnalataci dal geologo Piccin e che si presume possa essere stato generata da una grossa risorgenza sublacuale.
I presenti erano parecchi: Max, Laura, Kraus, Mariangela, Fabio, Lara, Conte, Siro e consorte (e poi è comparso anche Matte versione ciclistica...). Anche l'assessore all'Ambiente di Tavernola è venuto ad assistere.
Purtroppo la giornata era veramente infausta: molto vento e lago in forte movimento ondoso.
Sott'acqua, il movimento della corrente ha fatto smuovere il limo depositato, e quindi la visibilità era a zero.
Anche la corrente era fortissima, ha spostato Luca di oltre 200 metri nonostante lo scooter subacqueo.
Comunque prima di desistere è riuscito a scendere fino a -59 metri... buon allenamento per Bueno. 



lunedì 11 giugno 2012

Esterno Fonteno 10/06/2012

Un buon numero di persone è entrato in Bueno... si attende report passionale, viste le facce "fresche" di chi è uscito dopo 20 ore a Frollohill..
Il trio Grip, Max, Conte, invece si è dedicato ad un giro esterno, partendo proprio dal parcheggio delle macchine in valletta, verso la boscaglia estremamete verticale poco più a valle.
Passiamo davanti ai due ingerssi posti giusto 20 metri sotto: quello sul versante sinistro della valle (c'è aria, è da allargare dopo 10/15 metri e sale), e quello da sempre denominato "di Ziglioli", che a nostro avviso sarebbe da ritentare.
 


Il bosco davanti è praticamente una paretina ricoperta di terra e alberi caduti... il percorso è un po' rognosetto, ma riusciamo a portarci alla quota dove si voleva cercare ingressi alti nei dintorni delle risalite ultime di Mai Visto.
Individuiamo all'esterno la posizione della faglia che si muove in direzione Est-Ovest, e proprio lì attorno troviamo un ingressino, che ha bisogno ovviamente di scavo, e sicuramente almeno una volta bisognerà fare un tentativo. Se "entrasse" sarebbe perfetto sia nella quota che nell'inclinazione degli strati.

Nel pomeriggio, si va a rilevare Scollata, e a fare qualche foto per l'inserimento a catasto.


La nuova grotticella misura circa 30 metri in totale, ed è improbabile che possa dare ulteriori risultati esplorativi.
Max

Report week 9/10 Giugno Frollohill




Varchiamo la soglia di Bueno sabato sera alle 20.00, Laura, Edo e Pedro.
Arriviamo sul P25 alle 21.30, con calma e non calanche.
Regime idrico pacato e chicche di Corrado da manuale,…sembrava una gita turistica.
Mentre Laura e Pedro si bevono un Theo alla base del P80, comincio i lavori di sistemazione dello stesso: sostituisco i moschi, doppio qualche fetta cotta, aggiungo un paio di placche inox e pedalini sui frazionamenti in vuoto.
Verso la mezza ci riuniamo in cima al pozzone  e ci dirigiamo verso il meandro che Pedro dopo i primi 200/300m (boh??) ha rinominato la “via per l’inferno”.
Il nostro intento era quello di addomesticarlo e fare in modo che non mordesse più così forte.
A nostro favore KiLetta (mazzetta da 1,2 Kg) e KiLino (mazzetta d’armo) mentre a favore di Frollo i suoi 800m di sviluppo.
Attacca Pedro con “Letta”, io dietro con “Lino” e a seguire il direttore lavori nonché controllo qualità Laura.
Ci alterniamo alla testa del Team perché Letta dopo un ora non ti dà tregua e fai fatica a tenerla anche con due mani.
Penso che dopo i primi 200m i nostri cervelli cominciassero a porsi la fatidica domanda “quanto manca?”
Dall’ultima uscita a Frollo il mio cervello ha optato per il RESET se no non ci sarei mai tornato e quindi non avevo più punti di riferimento e non riuscivo a quantificare la distanza percorsa; quando pensi di essere a metà sei alla “FR” e mancano ancora “OLLO” e “HILL”.
Con la 35 che Pedro ci ha regalato abbiamo armato anche i tre saltini marci che ci separavano dalla meta (il punto in cui Rana ha cominciato a esplorare in solitaria GRANDE!) arriviamo alla minicascata (già armata) e sono le 10.00 di domenica mattina.
Cervelli fumanti, braccia stremate, parlavamo con gli occhi e ad emettere suoni era solo Frollo che ci prendeva in giro schizzandoci l’acqua addosso, tanto per farci capire chi comanda lì.
10 ORE di Mazzate!

Io e Laura fino a lì c’eravamo già stati e non potevamo rinunciare come l’ultima volta, anche se provati, Pedro era grigio e si ferma.
Giriamo la leva sulla riserva e partiamo.
Rana dopo la cascatina si era tolto tutto per riuscire a passare dicendomi che bisognava bottare, salgo in ricognizione e dopo poco dico a Laura di salire con sacco trano e Letta.
Inutile dire che il sacco trano non l’ho nemmeno aperto, Letta non ha lasciato scampo a quel Frollo beffeggiatore che non ci voleva far passare.
Lascio Laura in un cunicoletto per me off-limits che attacca a sinistra mentre io entro nella condotta, alta dai 2 ai 4 metri, sempre stretta e scalloppata, la coda stretta di Frollo.
Laura mi raggiunge dicendomi che il soffitto della condottina crolla e non vuole far la fine del Topo. Dopo 40/50m arriviamo ad un bivio, da una parte sale dritto e dall’atra gira a destra, prendiamo a destra e dopo 50/60m arriviamo ad un trivio.
In alto camino, a sinistra sale qualche metro e termina in una saletta come Rana aveva descritto e a destra prosegue risalendo su colate e concrezioni di sabbia grigia indurita dal tempo, fino ad arrivare sopra la saletta visitata precedentemente e mostrando tutta la grandezza del FAGLIONE che interseca.
Largo 2-3m e alto 30 parte perpendicolare a Frollo e non riesco a vedere un fondo.
A questo punto, le luci dei caschi ci ricordano che l’ora si è fatta veramente tarda (le batte le aveva Pedro) e decidiamo di ritornare sui nostri passi.
Pedro nel frattempo si è ripreso e ci ha preparato un Fantastico Theo caldo, risistemiamo i sacchi e alle 11.30 cominciamo la fase di rientro.
In due ore ripercorriamo a ritroso il vecchio Frollo abbastanza acciaccato, alle 13.30 ne usciamo e incontriamo Silvano e Sara che erano in gita.
Piccola pausa e via, in fondo al P80 (sceso uno alla volta perché SCARICA, devo spostare due armi) ci diamo appuntamento all’ingresso.
Mentre ci cambiavamo l’allegra brigata “scollata” ci raggiunge, si fanno quattro chiacchiere e ci si saluta. Sembravamo 3 sopravvissuti ad una mietitrebbia.

Stamani mentre bevevo il caffè da Laura i nostri cervelli malati hanno già cominciato a pianificare il prossimo Frullato esplorativo e stavolta con rillo.
Solo cibo, rillo, 2chiodi e Lino, leggeri, snelli e veloci…..
P.S.
Al caro amico Rana.
Un giorno, magari davanti ad un bicchiere di vino, mi devi spiegare come hai fatto ad arrivare alla saletta del Faglione senza neanche la mazzetta d’armo (Lino).
Forse sto invecchiando precocemente!

Al prossimo Milk & Shake

Edo Laura Pedro

domenica 10 giugno 2012

Immersione Ol valù 6/06/2012

 
Immersione nel sifone terminale della grotta risorgenza Ol Valù di Tezza (LoBg 1133), in Valle Imagna (Bg).IMG_3811




















La cavità è nota da tempo immemorabile sia ai locali che agli speleologi: ha uno sviluppo di circa 243, ma il sifone dove si è immerso Luca è a poco più di un centinaio di metri dall'ingresso.IMG_4052




















Il grande ingresso e le dimensioni iniziali non possono che attrarre chiunque.
Nel passato, diversi gruppi hanno tentato di superare la barriera dell'acqua, con desifonamenti (I Protei, I Tassi - Mi) e con immersioni (G.G. Milano). Tito Samorè disse che si immerse per cinquanta metri, a -15/20 metri circa di profondità, fermandosi per scarsa visibilità su una galleria larga 6x6 metri...
Nel 2008 ci prova Davide Corengia (GGM) e percorre 19 metri alla profondità di -6 m, fermo su strettoia di ghiaia che non permette l'avanzamento.
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Troppa curiosità per queste misure discordanti e per le portate d'acqua della risorgenza, talvolta veramente abbondanti.
Quindi Luca, assistito dalla moglie Nadia Bocchi e alcuni soci Progetto Sebino/G.S. Valle Imagna, ha deciso che  era giunto il giorno per andare a scoprire la verità. In immersione, (temperatura acqua 8/9°, durata 12 minuti con bombole imbragate all'inglese), percorre circa 50 metri fino ad una profondità di -9 metri. Superata la strettoia limite precedente, ne supera altre due fino a fermarsi davanti ad un ulteriore restringimento che sale un po' limoso.
Il problema è la visibilità che viene annullata dal sollevarsi dei sedimenti al suo passaggio. Decide di fissare la sagola guida e di ritentare in altra data confidando sul fatto che sarà in grado di tornare in quel punto velocemente anticipando l’ondata del fango e quindi proseguire in condizioni di visibilità accettabili.
Quanto basta per una prima "toccate e fuga" e rientra alla base.

Max

lunedì 4 giugno 2012

Report Maivisto 3/06/12

 

Entriamo sabato pomeriggio, Kraus, Laura, Fabio e Max.

Obiettivo è quello di continuare l'esplorazione di varie vie poste alla sommità del Pozzo dei Balocchi. Bisogna ancora fare un traverso a +50 per entrare in un nuovo meandro (La puerta del sol de destra), poi farne ancora uno per entrare in un forrone sospeso a metà parete. Nel caso rimanesse tempo, nella Puerta de sinistra bisogna ancora proseguire nel lungo cunicolo visto da Laura la volta scorsa: fermo su prosecuzione in avanti e sfondamento a pavimento..

Ne approfittiamo anche per sostituire la corda del 9 sulla partenza di Mai Visto, con la scintillante corda rossa del 10.

Come sempre anche i sacchi si distinguono per peso e consistenza... il materiale serve sempre...

Bueno all'ingresso sbuffava aria gelida con parecchia violenza, e lungo tutto il tragitto il flusso dell'aria si è sempre fatto sentire.

In zona si arriva in breve tempo: in un'ora e mezza, massimo due si è alla partenza di Mai Visto (ora abbiamo anche sistemato un saltino e quindi si arriva a Mai Visto senza intrufolarsi nella frana di Massi Volanti, ma rimanendo "alti").

La situazione idrica è a basso regime, tanto che si pensa che la mitica immersione giù a Smeraldo si potrebbe fare anche in questo periodo.

Mai Visto gocciola come sempre, ma per ora non lava.

 

Mai Visto

 

 

 

 

 

 

 

 

In cima ai Balocchi (a cui aggiungiamo un nuovo frazionamento), Kraus da' inizio alle danze, e con un'ottimo carpiato da Orfei Gold, si rimette l'abito del mito di Santa Kraus, e raggiunge la Puerta del Sol de destra. Sarà la vicinanza alla Chiocciola... e si ritrova di fronte ad un meandro che sale, in cui dovremo fare ancora un po' di arrampicatine e artificiali.

Il Dottor Gatti poi ruba il trapano a Kraus, e va in fuga artificiale, risalendo ulteriori 5 metri fino ad un altro terrazzino. Il meandro sale ma si deve arrampicare ancora per arrivare dove ci sembra che inizi una nuova forra...

Rispettata la staffetta, provo ad arrampicare i nuovi 5/6 metri, ma a metà strada dobbiamo improvvisare una pseudo-artificiale: comunque alla fine riesco ad arrivare in cima, con una forra che se ne parte via e strane diramazioni sopese alle mie spalle..

Nel labirinto sospeso ci si perde Kraus, che girovaga con 70 metri di vuoto sotto, in spaccature e meandrini fino a giuntare con la Puerta de Sinistra, col ramo risalito la volta scorsa. Il forrone che continua invece, si ferma davanti ad una frana una trentina di metri dopo, con tutta l'aria che ci entra, e con dei massoni da spostare sopra le nostre teste.

L'ambiente è comunque di buone dimensioni, e punta decisamente verso l'esterno, verso le pareti sopra l'ingresso scavato da Zilioli 5 anni fa... in pratica alle macchine!!!

Rileviamo circa 60 metri nuovi, con l'idea di fare una prova Arva anche qua: se ne vale la pena, si attaccherà anche la frana che non sembra impossibile con gli arnesi giusti...

Prima di ritornare a casa, Gatto-Gatti si diverte a fare ancora un traversino pendolato nel Pozzo dei Balocchi, ed entra nel fratturone sospeso. Il copione si ripete: meandrozzo che sale, con minimo percolamento. Superiamo due saltini ma dobbiamo fermarci di fronte alla solita arrampicatina che in libera non ci da' la sicurezza per osare. Sopra il ramo sale ancora, ma basta un chiodo per proseguire. In alto si vede che il meandro prosegue, non largo, ma percorribile e forse inizia l'orizzontale.

In generale questo ramo ci ha dato circa 350 metri nuovi, con ancora qualche decina da rilevare. Siamo risaliti dalla base per 141 metri, cioè da -137 m a +4 m, superando quindi la quota ingresso. Le diramazioni nel punto più estremo sembrano veramente vicinissime ad un nuovo ingresso.

Anche in questo caso (come da Binocolo), la traversata sarebbe proprio un bel giro.

Staremo a vedere.

max

giovedì 24 maggio 2012

Riarmo 20-05-2012


Nel week appena passato si è svolto il riarmo definito "storico" da Kraus, del tratto che dal Fossile arriva fino a sotto Mastodont.
Entriamo sabato pomeriggio alle 17 (sotto l'acqua) constatando la tenue circolazione estiva dell'ingresso.
Kraus, Dado, Laura, Max e Andrea Belotti (Asb).
All'interno c'è comunque poca acqua, nonostante siano chiari i segni di una potente piena.
I sacchi sono buoni, data la quantità di ferraglia (tutto in acciaio, fix e placche inox del 10) e di cordame (ennesimo "rocco" nuovo da 200 di statica del 10). E giustamente anche tre belle batterie del trapano.
Si prosegue velocemente fino alla fangosa zona operativa, e si iniziano le danze chiodatorie, che finiranno attorno alle sei di mattina...
Durante la notte c'è stata un'inversione del flusso, che è ripresa poi verso le 10 di mattina.
Non sappiamo dirvi se ci siamo resi conto del terremoto... qualcosa qualcuno l'ha sentita...
Riusciamo a riarmare tutto a nuovo, spostando le ultime difficoltà aeree (il ragno non c'è più...). Mastodont sembra più valido, ma il percorso è sempre quello.
Prossimamente faremo qualche ritocco, perchè comunque è impossibile fare cose perfette. Talvolta è proprio la roccia che non permette ciò che sembrerebbe tanto semplice.
Lungo il disarmo, l'entità che vaga per l'Abisso, il Templare (ma come, non l'avete mai sentito quando col cavallo volante szoccola con l'armatura sulle pareti lungo le condotte del fondo?...). Dicevo... il Templare ci ha ricordato con alcuni bonus quanto sia importante controllare sempre lo stato dei materiali su cui ci appendiamo...
A volte si rischia di essere un po' borderline... e non ce lo possiamo permettere.
Il tempo limitato di Andrea, ci fa uscire (io e lui) subito dopo un caffè al campo base, mentre gli altri riescono a riposare poche orette.
Usciamo a mezzogiorno dopo aver incontrato anche Corrado e Barbara che andavano verso Ciclopico.
Nel primo pomeriggio siamo fuori tutti.
Una divertente e simpatica faticaccia, ma ne valeva la pena ed era necessario.
In vista dell'immersione di Luca, si spera che il percorso ora sia il più morbido possibile. Le corde sono tutte nuovissime, e gli armi sono quasi tutti di acciaio inox e con fix del 10.
Corrado sta facendo un lavoro incredibile con la sua Tubolandia. Ci ha regalato molte lavate in meno a tutti. Grande Corraaaaa!!!!!


max

lunedì 14 maggio 2012

Scollata 13-05-2012

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Causa maltempo previsto e defezione di diversi birichini potenziali, si opta per una uscita esterna con l'obiettivo di dare un'occhiata a "Scollata" oppue di continuare il lavoro di scavo a Interstrato / Salvagiorno.
Aderenti: Grip, Vez, Rana, Girino (fratello di Rana).


Piccola spiegazione: "Scollata" è un piccolo pozzetto, scoperto da Max e Aracnya un paio di settimane fa, ubicato un pò più a monte nella valletta di Interstrato e vicino alla strada dove si passa con la macchina. Per come ce lo ricordavamo, il lavoro sembrava anche facile: il passaggio è già abbastanza grande di suo, al di là si intravede un bell'ambientino che si perde nel nero. Si tratterebbe quindi solo di levare 3 sassi in croce per poi calarsi e dare un'occhiata. L'unica cosa che ci lascia un pò perplessi è la conformazione del buso: evidentemente di origine tettonica, sembra proprio uno scollamento (da cui il  nome...), nessuna traccia di carsismo. Aria poco o niente.
Interstrato invece ha tutte le fattezze di un ingresso (è uguale all'ingresso di Bueno !!!), solo che è toppo, per cui bisognerebbe levare qualche quintalata di terra...
Si opta per dare un'occhiata veloce a Scollata (nonostante convinti che non ci possa regalare nulla di buono) per poi ridiscendere verso Interstrato e continuare il lavorone di scavo.


La pioggia è battente: le previsioni meteo davano bruttino con possibilità di pioggia, invece il tempo fa proprio cagare !!! Cielo coperto grigissimo con pioggia incessante...non ci sono speranze che si possa uscire dalla giornata non marci...
Fatto sta che dopo aver percorso lo sterrato e incrociato un gregge di pecore completamente fradicie (e quindi piuttosto buffe...), ci attrezziamo rapidamente e scendiamo verso Scollata.
Nonostante lo scetticismo, la speranza di trovare qualcosa di grosso o promettente ovviamente c'è sempre...


LASSESSORGRIP si tuta e, coadiuvato dagli altri Birichini, rimuove quel poco che c'è da rimuovere. Devo dire che cacciando giù la testa, l'adrenalina comincia a montare: cazzo se è grosso l'ambiente dietro !!!


E' il momento: posso scendere senza alcuna fatica, mi infilo nel buso e scivolo giù nella fanga...


...??? CAZZOOOOOOOOOOOOOO !!! Non mi sembra vero...mentre scendo osservo sulla mia destra, ma non posso credere a ciò che vedo...mi stropiccio gli occhi tipo cartoni animati...


...UNA GALLERIA ENORME !!! Che sembra proseguire !!!
Incrocio le dita implorando gli dei della speleologia che sia la volta buona, magari salta fuori il 2° ingresso...
Mi trovo in una galleria dove si sta tranquillamente in piedi, larga più di 2 metri e alta 3 che prosegue orizzontale...per diversi metri...in fondo fa persino una curva...


L'origine tettonica è ora ancora più evidente, anche perchè alcuni tratti di soffitto sembrano su per miracolo, e il fondo è coperto da sassi franati. Trattenendo il respiro proseguo, cercando di sondare mentre percorro la galleria gli spazi neri intorno a me...dopo circa 15-20 metri, al crocevia con un'altra gallerietta laterale, arrivo controparete e...peccato, bella emozione, ma ho già finito di camminare: si tratta di fare un pò di scavo ed eventualmente qualche valutazione approfondita...


Aggiorno gli altri che mi raggiungono alla spicciolata e scaviamo in quello che sembra essere uno dei punti più promettenti (alla fine della galleria) proprio perchè è anche il punto d'arrivo di una galleria che arriva da destra...scavando sotto si vedono diversi vuoti, anche grossini, ma non posso negare che probabilmente si tratta di semplici vuoti tra i macigni franati. Il soffitto sotto cui siamo è in equilibrio precario. Girino e Rana trovano all'esterno a pochi metri un altro buco e iniziano a scavare...io sono dentro con Vez a proseguire lo scavo interno e, beh, sembra incredibile, sentiamo le loro voci a pochi metri da noi e non provenienti dall'ingresso. Le voci provengono dalla galleria laterale: tempo mezzora e loro vedono le nostre luci, noi le loro mani...trovato già un altro ingresso, persino transitabile !!!
Dopo un pò desistiamo dallo scavo sul fondo della galleria perchè Rana intravede, alcuni metri dietro, un ambiente piuttosto grosso sopra le nostre teste: una specie di stanzetta dove forse si può anche stare in piedi. Per provare a raggiungerla però bisogna disostruire una piccola franetta, lavoro non semplicissimo e un pò pericoloso: i sassi cadono verso lo sventurato Birichino che li sta smuovendo, perciò bisogna essere dei gatti e spostarsi immediatamente.
Diamo un'occhiata dal basso alla stanzetta senza riuscire ad entrarvi, ma probabilmente è solo il soffitto "vecchio" della galleria, che confina con il prato fuori.
Tornando indietro, a metà galleria invece noto una cosa molto interessante, secondo me: dietro un sassone franato, sembra di vedere un bel vuotone che prosegue per metri nel nero, delimitato sopra da una specie di soffitto...forse, ma sottolineo, forse, qualcosa che ha a che fare con il carsico. Secondo me vale la pena darci una seria occhiata.


Usciamo con l'intento di dare un'occhiata a Interstato.
Dopo un breve break cibo, durante il quale Vezzoli ci racconta di come si possa venire contaminati da uova di NEMATODI se il panino che stai mangiando ti cade nella pozzanghera e non lo sciacqui prima di riaddentarlo nuovamente, ci muoviamo verso Interstrato. L'orario comincia ad essere un pò tiranno, per cui l'intento è soltanto quello di far dare una veloce occhiata al potenziale ingresso a chi non l'ha mai visto, è cioè Rana e Girino.


Dopo il veloce sopralluogo, ci rincamminiamo verso la macchina, e sul sentiero incrociamo Sua Eminenza e Lady Aracnya che sono venuti a farci un salutino speranzosi e avidi di ghiotte notizie. Ci cambiamo, si chiacchiera beatamente...e ovviamente nel frattempo è uscito il sole...MA VAFF... !!!
Rientriamo in paese, classico scambio di sacche, ci salutiamo e alla prossima.


Concludo.
Scollata è quasi una grotticella, tra diramazioni laterali e vuoti vari forse il rilievo potrebbe toccare i 20-25 metri.
Probabilmente ha già dato tutto quello che c'era da dare, per carità, ma viste le dimensioni considerevoli un serio tentativo di scavo secondo me lo merita. Quella specie di meandrino a metà galleria, si perde nel nero...aria niente, ma siamo sicuri che sia solo un vuoto di frana??? Mah...


LASSESSORGRIP

lunedì 7 maggio 2012

Bueno Fonteno: week 5/6 maggio - Mai Visto continua..

Viste le buone prospettive dell'ultimo ramo risalito (Mai Visto), sabato pomeriggio è entrato un nuovo quartetto in Bueno (nuovo ovviamente si fa per dire...).
Quindi siamo: Grip, Fabio, Laurea e Max. Sabato pomeriggio, ore 17 circa si entra.
Destinazione: continuare la risalita iniziata la volta scorsa, a +120 dall'inizio e anche vicina alla superficie (-4 m dalla quota ingresso).
Come già scritto, nella seconda grande verticale di questa diramazione (il Pozzo dei Balocchi - P40 che però sale ancora...), ci siamo fermati di fronte a due meandri affiancati che sbucano in parete, sul vuoto e con corsi d'acqua differenti. Poco sotto e lateralmente, un'altro forrone aspetta di essere esplorato.
I due meandri sono stati battezzati da Laura, Le Puerte del Sol: rispettivamente "de destra" e "de sinistra".
Il nostro obiettivo è quella "de sinistra", ma prima disarmiamo tutta la risalita di domenica scorsa, perchè seguiva un percorso troppo marcio e pericoloso.
Un particolare: ultimamente ha piovuto un po' e quindi è normale che l'acqua all'interno sia aumentata. La zona di Mai Visto però, provenendo da quote superiori alla valletta, ne raccoglie molta meno, e questo è un gran vantaggio, visto che si lavora molto in verticale e su parete.
Alta cosa: Bueno aveva circolazione d'aria invernale.
Questo continuo cambiamento di flusso finchè la stagione non è ben definita, ci complica sempre un po' le cose in esplorazione, perchè durante la notte il flusso inverte e non si capisce se ci si trova di fronte a rami che vanno verso ingressi alti o bassi... E il momento che precede l'inversione in genere è "di stallo" e dura anche qualche ora, e rischia di far considerare delle vie che sono sicuramente ventose, come toppe o poco promettenti.
Attacchiamo la risalita, che è di 10 metri: in cima, altri balocchi sospesi frenano la prosecuzione: con gli altri sotto, la paura di "farli fuori" è sempre molta, e quindi dobbiamo fare acrobazie strane... In ogni caso, là sopra sembra che ci sia un sacco da esplorare.
Appena esco fuori dalla risalita mi trovo in una forra che va sia a monte che verso Mai Visto: in avanti, nel vuoto più totale, vedo in parete una condotta perpendicolare di grosse dimensioni (cha sta ancora aspettando...). Davanti a me un forrone che parte verso monte, e dietro un'altra forra che si perde nel nero...
Ma cos'é??? il "paradiso dello speleo"?
Proviamo la via che sembra più lunga, e dopo un tratto di forretta finiamo in una sala di circa 10x7 m. Superiamo ancora 6 metri di verticale e a soffitto Laura prosegue in un cunicolo gattonante (1x1m) che va dritto per qualche decina di metri. Si ferma perchè a pavimento c'è un possibile pozzo o uno sfondamento, e quindi lo lasciamo lì...
Rileviamo il tutto e ci spostiamo nell'altra diramazione, che dopo due tiri di rilievo, si ferma sotto un caminello che promette poco... fessure e cunicoletti con sgocciolamento ma senza passaggi transitabili. A soffitto ci sono diversi cunicoli che collegano tra loro e il tutto ci fa avere l'impressione di essere molto vicini all'eserno.
Ci troviamo infatti poco sopra lo scavo che fece Zilioli sotto il parcheggino delle macchine, in valletta, e quindi sarebbe interessante sia riprendere quel lavoro, che cercare un po' nel bosco o lungo le pareti della valletta. Potremmo provare anche con l'Arva la prossima volta.
Rileviamo poco più di 80 metri nuovi. Oltre al cunicolo da proseguire, in questa Puerta del Sol, rimane da proseguire il lato a valle della forra che poi sfocia nel Pozzo dei Balocchi: le vie sono almeno due e dovrebbero dare ancora nuovo (una in faglia piena).
Lasciamo in loco tutto il materiale da risalita in artificiale.
Prima di uscire, Doctor Gatti arma a nuovo il Pozzo dei Balocchi (corda del 10 e tutto inox), rendendo la via molto più pulita e spettacolare: nello scendere appeso in vuoto, riesco ancora a sbirciare col faretto sia dentro la Puerta del Sol de destra (un meandro che promette molto di più dell'altro), sia nel forrone in basso da raggiungere con traverso: beh... c'è veramente ancora un sacco di roba grossa lì... 
max

lunedì 30 aprile 2012

Bueno - week 28/29 maggio - Mai Visto

La risalitona di Mai Visto, continua ad esser degna del nome affibbiatole.
In quattro volte, la strutturina verticale di questo nuovo bestione, sta prendendo forme che seppur ipotizzabili, sono sempre inaspettate.
Inizialmente il camino è stato valutato 35 metri. Risalendo sono diventati 50 (la prima verticale, per l'appunto Mai Visto). I 30 metri di meandrino hanno poi condotto i curiosoni sotto un nuovo grande pozzo da risalire (Pozzo dei Balocchi), e valutato sui 40 metri, con ben quattro finestroni da raggiungere e a più livelli...
Bello quindi entrare in Bueno con queste prospettive.. qualcosa si esplora di sicuro anche oggi.
Siamo in un bel po': Kaus, Edo, le due Lauree, Max e poi Giorgio Mauri (GGB) e Andrea Belotti (ASB), che ormai da qualche uscita affiancano le nostre scorribande.
Previsioni meteo incerte, ma si entra col sole da estate a metà pomeriggio di sabato, con la speranza che il ramo da fare non sia bagnato. In alternativa ci divideremo per Frollohill e il sifone di Non-Ostante.
Bueno ha una circolazione idrica quasi normale: quindi è uscito dalla secca degli ultimi mesi, ma non è ancora "lavante".
Arrivati al bivio con l'attivo di Forse-Forse, storciamo un po' il naso, perchè la portata dell'acqua non è poca (in realtà è quella di una diramazione laterale, detta Ramingo, che drena rapidamente in periodi piovosi).
Anzi, il fiume che poi si unisce a quello della Chiocciola e scorre per Massi Volanti fino a Ciclopico, faceva veramente casino!
Arrivati timorosamente a Mai Visto, fortunatamente sotto la prima risalita lo stillicidio è ininfluente, e quindi si va tutti a risalire.
Il Pozzo dei Balocchi comunque sgocciola un po' dappertutto, ma la sala alla sua base è ampia. In alto ci rendiamo conto che è ben più di 40 metri, e le vie da vedere sono parecchie.
La follia arrampicatoria di Giorgio, ci fa guadagnare un gran dislivello in poco tempo. Supera i primi 20 metri di parete non bellissima in libera, trova un percorso zig-zagante fuori dal vuoto, che permette a tutto il gruppo di seguirlo in un percorso quasi a chiocciola in un lato fossile e fangosamente marcio della faglia. (Infatti i balocchi non sono solo le belle finestre da raggiungere, ma anche le lastre che si staccano dalle pareti e ci fanno cagare sotto...). Arrampicando ancora in passaggi bruttini, arriviamo più in alto di quanto pensassimo essere.
Kraus supera ancora un tratto verticale di una decina di metri, e approdiamo tutti in un mensolone sospeso a circa +40 metri, con a fianco a noi in parete, due bei meandri che salgono ancora e con rispettivi corsi d'acqua. Il pozzo è ampio e di fronte sale ancora molto ma "gira", con una parete che poi non ci permette di vedere... riusciamo a percepire il principio di una forma da gran forrone pulito...
Yuhuuu!!!
Raggiungere i meandri non è semplice, perchè dal lato in cui siamo la roccia è marcissima, e bisogna lavorare completamente esposti sul vuoto.
Dopo qualche tentativo è il turno presidenziale ed entro nel primo meandro. Ne arrampico ancora otto metri fino a fermarmi sotto all'ennesima risalitina (10 m): là sopra si vede che ovviamente prosegue, con canale di volta che poi si alza... Un fiume d'aria che sale, quello è scontato (ah, Bueno ha circolazione estiva... quindi l'aria ora esce dall'ingresso).
Trovo anche una strettoia da spaccare a mazzate, e al di là si intravede un buon ambiente...
La risalita è molto facile e comoda.
Che dire, seppur infreddoliti un po' tutti, per l'ennesima volta si rimane sbalorditi dalle possibilità esplorative di Bueno.
Un appunto a quanto materiale viene usato per esplorare risalendo queste grandi verticali: corda, chiodi e moschettoni a iosa.
Fortunatamente riusciamo a starci "sempre dentro"...
Due numeretti temporanei: la risalita del ramo in totale è di 120 metri di dislivello (mica male no?), e fino al punto rilevato, siamo a -16 metri dalla quota dell'ingresso.
Mancano almeno tre grosse vie da esplorare in salita che daranno sicuramente grandi sviluppi.
Peccato uscire pensando di crogiolarsi sotto una botta di caldo estivo, e invece beccarci un'ora e mezza dell'unico acquazzone della giornata, proprio da Bueno alle macchine...
Ma il divertimento e le ghignate, sono talmente superiori che potrebbe venir giù Noè, con l'arca e il diluvio universale...
A breve si tornerà a "vedere il mai visto"...
Spettacolo....
max

giovedì 26 aprile 2012

Report 24-25 aprile 2012

Consueto resoconto del week end che doveva essere simile al diluvio universale...
Alla fine, bloccati nuovamente dalle previsioni, non è che abbia piovuto poi così tanto, ma in ogni caso Bueno era senza dubbio bello acquatico.
Così, come il week scorso, ne abbiamo approfittato per fare danni in esterno.
Sabato 24
Siamo Laura e Max e facciamo una battuta nella parte alta della Valle di Fonteno sperando di trovare qualcosa di buono da proseguire il giorno dopo.
IMG_3682




















   Partiamo da Interstrato (obiettivo di domani) e saliamo fino a quota 1100 circa.
IMG_3671
Scollata 4






















Lungo il percorso rivediamo due spaccature che entrano nel lato Buenico della valle, che al momento indichiamo come "Fratturfaglia 1 e 2". A mio avviso si possono lavorare e si trovano ben distanti dal conosciuto.
Risalendo poi a destra, verso lo sterrato, troviamo a quota 1058 un ingresso con 4-5 metri di scivolo da fare dopo disostruzione. E' impostato su un probabile scollamento, ma dal momento che ha circolazione d'aria, è da vedere bene e rilevare (lo nominiamo "Scollata")
Nel tornare alla macchina, prendiamo posizione con gps di tutto, compreso i due buchi nel bosco poco sotto Macignopoli e Bissico.
Domenica 25
All'appello Lassessor Grip, il Vicepresident Kraus e Max.
Si va a demolire Interstrato, possibile nuovo ingresso della zona a monte di Bueno.
Dopo aver resistito ad una grandinata fotonica di circa mezz'ora, e pioggia per altrettanto in piena valletta, iniziamo i lavori di scavo.
Interstrato è giustamente un bell'interstrato, quasi identico all'ingresso di Bueno, e impostato allo stesso modo.IMG_3712-2




















Non mi dilungo molto sullo scavo, ma si tratta di un lavoro facile e per nulla scomodo. Tiriamo fuori lastroni e macigni, ma in realtà il fondo è di terriccio asciutto, e con una buona organizzazione, si prosegue abbastanza velocemente (purtroppo ci mancava un secchio...).
La condotta ha già buone misure, e ci si muove dentro praticamente gattonando, con larghezza superiore al metro (ora...).
IMG_3725





















Per adesso siamo sotto alla decina di metri di scavo, e fermi dove il terriccio tocca contro il soffitto: ma molto positivi sul fatto di riuscire a "entrare".
La distanza di Interstrato dalla macchina è veramente di pochi minuti, quindi si tratta di un lavoretto facile facile da portare avanti anche "al pomeriggio".
Esorto veramente a metterci il naso... la sorpresa potrebbe essere giusto dopo qualche spalettata...
Appena possibile, ci si torna.
Max

lunedì 16 aprile 2012

Gronehenge 15 aprile 2002

 

il week end, con annunci di allerta meteo da più di una settimana, è stato all'insegna del "non-Bueno", proprio per evitare inutili situazioni di eventuali attese dovute a piene o forti precipitazioni.

Non ci è stato possibile quindi nemmeno "girare" più di tanto, ma nonostante questo, sia sabato che domenica siamo riusciti a fare attività.

InterstratoSabato pomeriggio, Laura, Grip e max, siamo stati in vallette a Fonteno, rivisitando e rivalutando "Interstrato", alla luce anche di nuovi sviluppi nel rilievo a monte. Nonostante i pochi metri di Ariasanta, questo ipotetico ingresso, si trova ancora più in alto e a 350 metri in linea d'aria (e 170 metri sopra l'ingresso). Quindi in caso di passaggio, di sicuro potrebbe dare anche qualche km di nuovo...

Alla prima occasione proveremo a lavorarci pesantemente...

 

 

                                                                             Domenica.

VORAGINE GRONE 5Prefazione: alcuni soci del G.G. I Tassi, per qualche settimana hanno lavorato al fondo della "Voragine presso l'antenna" (che se poi saremo tutti d’accordo, chiameremo Gronehenge), "scoperta" e topografata nel 2009, sulla cresta del Monte di Grone. Un cantiere intrapreso molto a rilento visto che nel fondo si doveva smuovere una potente frana, ma da cui fuoriesce una notevole corrente d'aria da ingresso alto. Il lavoro degli amici milanesi è stato molto deciso, permettendo loro di proseguire in ulteriori due vani, sempre invasi da una marea di macigni da togliere.

 

Figura 2 - Acquasparsa, Faeto, Antenna

 

Voragine presso l'antenna

 

Così con una telefonata scatta l'uscita in comunella, purtroppo dalla mattina tutta sotto una pioggia incessante.

Siamo: Max, Grip, Laura e Fabio, poi c'é Andrea dell'ASB, e Max, Franci, Nino e Spit per i Tassi.

Con due teli miracolosi e con la catena umana tiriamo fuori dallo scavo ipogeo ancora qualche vagonata di massi, con la sensazione che l'aria in uscita aumenti ad ogni sasso tolto.

Il lavoro è sempre sul filo del "potrebbe essere lunghissimo ma forse la volta prossima si passa"...

In ogni caso bisogna estrarre fino all'esterno ancora parecchio materiale per rendere il tutto agevole e sicuro.

Cattura

Una delle tante porte del complessone di S. Fermo potrebbe essere prossima ad aprirsi e si rimane d’accordo di continuare a lavorare assieme.

max

mercoledì 4 aprile 2012

Report 30 – 1 aprile

 


Stavolta siamo un po' rimaneggiati, e quindi optiamo per un tentativo un po' più "tranquillo"...

Si va a Collosso. Settore dell'abisso sicuramente poco conosciuto.

Siamo in tre: Laura, Grip ed io.

Entriamo venerdì sera, ben dopo la mezzanotte, e sempre abbastanza carichetti di materiale.

Carichissimi come sempre di verve esplorativa.

Due parole su Collosso.

E' un ambiente molto vasto, parallelo al tratto terminale della Straforra, che si spinge quasi fin sopra il sifone Smeraldo.

Due vani enormi, separati da un saliscendi, e che in alto nascondono almeno altre quattro grosse prosecuzioni, oltre a quella dove andremo stavolta.

Collosso 1 è un camino da 70 metri, la cui base fa una sala già 40 metri sopra il fondo. La risalita è stata terminata un anno fa. La larghezza del camino è di almeno 15 metri, con cascata non potente (ma che in caso di pioggia lava tutto). Lungo le sue pareti, c'è una spaccatura enorme ancora da raggiungere.....

Collosso 2 è un ambiente della struttura di Mastodont: una forra tanto larga da generare un salone a più livelli. Molto fangoso e fossile.

Ci si può arrivare da più parti, ma dal Campo Base, basta risalire prima dell'innesto di Cattive Acque.

Una zona poco frequentata, ma con parecchie possibilità esplorative. E ci si arriva in circa un ora dal campo.

Senonchè doveva essere un'uscita tranquilla, senza devastamento fisico. Invece, avendo materiale disostruttivo e in un continuo saliscendi (sali un 40, scendi un 35, sali un 70... e minchia!) soprattutto impiastrato dal fango e da armi esplorativi non proprio agevoli... la passeggiatina si è rimessa nel solito binario della consueta "botta" da fine settimana.

Il nostro obiettivo è in cima a Collosso 1 (il P70), dove la condotta in cui scorre il corso d'acqua ci aveva fermati davanti ad un abbassamento della volta impassabile a "mani nude".

Il fango e l'acqua rendevano il tutto molto "marcio" per lavorare distesi.

Quindi ci siamo attrezzati di teli e preparato il cantiere abbiamo cominciato a scavare. In ogni caso se ne usciva marci fino alla mutanda comunque... quasi inusuale lavorare "distesi" in Bueno.

Impossibile passare in quel basso melmone gelato con mazze e punte.

Vuoi vedere che Bueno stavolta ci sta confezionando il suo bel pesce d'Aprile?

Così, seppur con le dovute scuse all'Abisso per l'operazione chirurgica, allarghiamo in modo deciso.

Giusto quanto può bastare per spingere Laura al di là....

Stavolta c'é un sacco d'aria gelida che ci soffia in faccia: il ramo DEVE ripartire... aria e acqua ....cazzo...

L'ingresso al venerdì notte, i sacconi pesanti, ore di scavo in quel fango bastardo...

Tutto per quel momento di "silenzio e raschio" in un piccolo capillare del bestione.

Laura non passa porco cane...  o forse... 

...no... non passa...

Poi ci dice che non passa perchè non si è messa la sua "mutanda tecnica"....

Poi si fa firmare una dichiarazione dai due "marci" che l'avremmo comunque tirata indietro per i piedi nel caso peggiore.

E' ovvio che firmiamo: vogliamo sapere cosa c'è al di là!

Quindi Laura raschia, ma alla fine passa e quasi di getto ci comunica che chiude tutto.

IMPOSSIBILE!!! NON PUO' CHIUDERE!!!!

Aria e acqua... ma chi ci crede!

Lo chiameremo "No-slip". Si, se c'é qualcosa lo chiameremo così... ma scusa, da dove arriva l'acqua? ma come da pavimento? e l'aria? 

La segugia traffica dietro una colata che sembra occluda un varco. E' allargabile con un po' di buona disostruzione. 

Ancora secondi eterni e poi echeggia l'urlo di Aracnya: BISOGNA SPACCARE UN PO' E POI C'E' UNA VIA CHE VA ALLA GRANDE!!!!

Dimensioni tipo forra iniziale, un po' più bassa.

Con il torcione (distrutto), riesce ancora a puntare nel nero che se ne va...

Per oggi ci basta, è tardi, siamo pieni di fango, ma sappiamo nuovamente di essere di fronte all'ennesima via che si perde dentro la montagna.

L'aria soffiava gelida e forte, e Laura riferisce di aver visto una volta triangolare, ricca di cannule lunghissime. Il pavimento, ricco di vaschette con il corso d'acqua che scorre tranquillo. Si cammina e davanti è nero.

Alla prossima si riviaggia...

Rientriamo euforici al campo, nonostante il ritorno si riveli molto delicato su alcuni tratti di corda.

Anche stavolta si va a riposare che ormai è domenica mattina. Per cui ripariamo nel primo pomeriggio, arrivando in valletta verso le 19.30 di domenica.

Uno spettacolo....

max

 

Integrazione di Grip

Puntuale la narrazione di Max sempre abile nel ripercorrere i tratti salienti della nostra esplorazione...

Volevo solo fare i complimenti ad Aracnya: va beh che è magra e quindi è avvantaggiata, però secondo me bisogna anche avere i cosiddetti ed essere intraprendenti per fare certe cose...il passaggio era davvero strettino, e la poverina ha dovuto letteralmente raschiare per passare: almeno alla fine è stata premiata !!!

Anche per rientrare e raggiungerci nuovamente, ha dovuto fare una fatica bestia...

Comunque...Collosso effettivamente è molto bello ed è ancora tutto da interpretare, il P70 da solo vale la pena di essere visto...e risalito: corda del 9 piuttosto fangosetta, che parte con micro-pendolo nel vuoto...per poi arrivare su in cima dove devi affrontare un piccolo saliscendi con armi piuttosto tecnici (della serie: non c'è tecnica, arrangiati con gli strumenti e basta !!!), ovviamente sotto hai 70 metri di vuoto...la sacca quando tocca la base del terrazzo su cui ti vai ad adagiare fa cadere dei blocchi di fango non indifferenti, e quando senti il tonfo, dopo un bel pò, significa che sono arrivati laggiù in fondo...il rimbombo è da cattedrale !!! Semplicemente uno spettacolo !!!

Inoltre, appena scendi in Collosso 2, il candore di una grossa colata medusosa (ma veramente GROSSA !!!) ti colpisce, in tutto quel nero...per non parlare della bellissima condotta freatica - ben 120 metri - che ti porta a Collosso...da film...

Per il resto, fango, tanto fango, e armi molto ma molto esplorativi...quindi una discreta faticaccia...

Non c'è che da tornare...e si viaggia, questo è poco ma sicuro...nell'ultimo mese e mezzo tra Mai Visto, Vedonero, Collosso una marea di vie nuove, tutte strapromettenti...

E si continua a sognare...

GRIP

martedì 27 marzo 2012

week 23-25/3 /12 in Bueno

Dopo le ultime buone nuove da diversi fronti, Mai Visto e Vedonero, che assieme regalano circa 10 nuove vie possibili da esplorare, un altro week end esplorativo abbastanza fruttuoso.
P1070135
Saltata l'immersione di Luca (e credo anche per il prossimo, quindi fino a dopo Pasqua si aspetta...), ci prefiggiamo di proseguire le esplorazioni in cima al P170, ma con l'imperativo di sistemarlo un po' meglio, e sostituendo la corda del 9 con quella del 10...
Il sacco-bambino con 200 metri di corda già dalla macchina si attacca automaticamente alle spalle di Dado, che in scioltezza se lo scarrozza fino al campo e poi anche fino in cima al bestione...
Entriamo un po' tardi, verso l'una di notte del venerdì. Kraus, Dado, io e Giorgio Mauri. La mancanza di Laura e Corra, ci fa appesantire le sacche, ma riusciamo ad avere solo un monolito a testa. Arriviamo al campo verso le 4 e quindi tra sistemazioni varie, si va in tenda verso le 6 di mattina. Dopo 5 ore di sonno si parte verso mezzogiorno in direzione Vedonero.
A salire, sistemiamo qualche sosta, e Dado arma al contrario sostituendo la corda. Il traverso terribile viene potenziato, ma rimane ancora un punto precario della struttura e dovremo trovare il modo di eliminarlo.
Queste operazioni sono lunghe e laboriose, e la verticale è una bestiaccia che a tratti lascia cadere lastre dalle pareti: è talmente grosso che si sfoglia e ogni movimento viene comunque fatto con delicatezza, essendo sempre attaccati alla parete. La salita è lunga e non scherza. Al traverso si hanno circa 150 metri du vuoto sotto, e qualche gocciolina di sudore in più c'è sempre....

Vedonero......
  
Altro fatto è che in pratica si scende fino a - 451 e poi si risale per altri 300 metri (come tornare alla base di Fonteno Beach): e quindi adesso si percorre un altro Bueno al contrario... In totale l'uscita è come fosse un -750...
Verso le 18/19 del sabato, finalmente tutti entriamo nel nuovo ramo, lasciando il grande vuoto alle spalle. Ci si rivedrà a ritorno, valutando il lavoro di riarmo.
DSC05103
Già nel percorrere la nuova forra, Giorgio si infila in un varco a soffitto, trovando una nuova via, e fermandosi davanti ad una volta con fango secco alla base, passabile in un'oretta di scavo: aria fredda in faccia e nero dall'altra parte... si comincia bene, ma andiamo oltre...
Arrivati alla base del P15, sempre Giorgio arrampica in libera, usando tre fettucce, e prosegue per poco, fino alla base di un nuovo P20 da risalire in artificiale, e da cui fuoriesce un corso d'acqua: in alto si vede chiaramente la forra che prosegue in dimensioni da camminamento... Rileviamo circa 50 metri, lasciando il materiale per risalire sul posto.
Ci rimangono ancora tre vie da vedere, quindi ci portiamo a monte del nuovo ramo, visionando la frana da cui esce il secondo corso d'acqua. Qualche arrampicata e si prosegue per una decina di metri, ma anche qui dobbiamo fermarci per mancanza di attrezzoni da scavo. Dalla parte opposta di queso tratto di forra, a circa 7 metri di altezza si può disostruire, e oltre si vede chiaramente un ambiente nero di dimensioni non piccole.
Ci buttiamo quindi a vedere il "famoso interstrato" ancora da rilevare e fermo su un ipotetico P50 da scendere...
Il lancio del sasso ci lascia tutti ammutoliti: sotto di noi c'è un nuovo bestione che dopo un rimbalzo, fa almeno 6 secondi di silenzio, per poi tuonare e in alcuni lanci è sceso ancora.
NON E' UN PI CINQUANTA!!!!!!!
                                                                                     Questo è il nome dato al nuovo mostro: potrebbe trattarsi di un bel nuovo centone da scendere: con le torcie non siamo riusciti a vederne il fondo, e le pareti sono veramente lontane. Dal basso, il suono è di ambiente gigantesco...
Yuhuuuuuuuuu!!!!!
... ma non abbiamo abbastanza corda per tentare: con 30 metri del 9 di diametro, non improvvisiamo nemmeno la calata a penzoloni nel vuotone immenso...
Con un traversino laterale però, proseguendo a soffitto della condotta di interstrato,  seguiamo il rumore di un piccolo ruscelletto che si riversa nel vuoto.
E al di là parte una nuova bellissima forra, con caratteristiche anche fratiche, concrezionatissima. Il pavimento, a due piani, presenta quello superiore totalmente concrezionato in giallo, e a tratti si spacca sotto il nostro peso. L'avrei chiamato "Croste di Grana"...
Rileviamo correndo come forsennati con Kraus che urlava "chiudesudritto!, chiudesudrittoooo!!!", circa 230 metri, per fermarci tristemente su una colata concrezionata mista a frana ricementata. Altro posto quindi da disostruzione quasi impossibile. Dalla frana comunque arriva aria e acqua.
Altri 280 metri da aggiungere al rilievo che adesso diventa sempre più incredibile.
E nuove vie da esplorare, compreso un pozzone che sicuramente regalerà prossimi tsunami di adrenalina.
DSC05139    Fotografie GGB
Il ritorno al campo non è più una passeggiatina adesso: il percorso si allunga smpre più, e rientriamo nuovamente verso le 4 di mattina della domenica.
Sfasciatissimi, ma cantando.
Il riso a vapore è come sempre uno dei migliori momenti di questi "viaggi", contornato dal fiume di idiozie che possono scaturire con l'euforia di certe esplorazioni.
Peccato non riuscire mai a dormire per bene, ma vabbè... mica si può pretendere tutto...
Si va in tenda che ormai fuori c'é il sole...
E quindi, ancora gasati dall'avventura, partiamo a razzo verso le 14 dal campo, uscendo in tre ore e mezza col tempo dell'ultimo...
Nuovamente...
Fantastico
max