martedì 18 dicembre 2012
Report 15-16 dicembre 2012
Nell'ultima settimana siamo stati ancora a "Nueva Vida" ovvero Ingresso Fox.
Venerdì siamo saliti Grip, Matte e Max partendo a piedi dalla piazza di Fonteno causa neve.
Il lavoro è stato pesante come sempre, e solo alla fine siamo riusciti a domare la strettoia: e Nueva Vida si è aperta con un'aria furibonda.
Entriamo in un meandro parallelo all'ingresso, che ha già qualche rametto da vedere, mentre a monte ci fermiamo su pozzo da 5 mt e un grande salone di crollo da davanti a noi.Sono le sei di mattina, ed eravamo saliti nel tardo pomeriggio...
Rileviamo i primi metri nuovi, e la grotticella ora ha uno sviluppo di 77 metri.
Domenica 16 ci si trova a Fonteno in orario relax, siamo in una bella squadretta, Max, Laura, Grip. Matte, Livio e Andrea. Spiacenti del fatto che Edo, Filippo, Kraus, Yanni e forse Vez non potranno esserci...
Sempre a piedi dal paese con corde, trapani e il solito occorrente saliamo, arrivando all'ingresso verso mezzogiorno.
Grip arma il saltino e scendiamo nel salone, da cui si dipartono già 4 o 5 vie. Impazziamo tutti, e ognuno scappa in qualche meandro da esplorare.
Seguiamo poi una condotta gelida che ci porta in un secondo saloncino e poi segue il vento a monte per una cinquantina di metri, poi, tra varie diramazioni a monte, troviamo un by pass ventosissimo che finisce in una forra parallela che scende e retroverte.
Altre diramazioni sparse e un forrone bagnato che sbuca su una grande verticale.... anzi... due grandi verticali parallele, che scese a metà per mancanza materiali, dicono che non si uniscono...
Ambienti vasti, finestre, meandri....
Tra esplorato e rilevato, portiamo a casa oltre 300 metri di nuovo mostro, che piano piano si muove verso Bueno...
Max
mercoledì 5 dicembre 2012
Report 1-3 Dicembre
Venerdì 30/11: Livio, Laura e Max. Si va a fare un giro finalmente a vedere i vari buchetti che Livio propone da
parecchio tempo in zona Polaveno e Vesalla. Questo per prendere visione
di lavori fatti e da fare nelle relative aree, e dare inizio ai vari
progetti in corso, già discussi anche in ambito SVT, presente sul
territorio. Perciò facciamo un ampio giro nel settore e dintorni della
95 Lo, dove posizioniamo un bel numero di bocche soffianti ed aspiranti
più in basso. Troviamo anche qualche grotta a catasto, prendendone
sempre la posizione.Lungo la linea dei rami della mitica 95, Livio ci
conduce sui diversi buchetti in doline che potrebbero collegare. Tra
questi due attirano l'attenzione e si pensa di ritornare nel caso
domenica saltasse l'appuntamento con Edo per Adrara. Andiamo poi anche
in zona Vesalla, dove prendo i dati e fotografo l'ingresso del
Fierarol. Direi che ci sono diversi Spunti per dare inizio a più sondaggi. Molti buchetti da disostruire. Si tratta di dare inizio alle danze dedicandovi un po' più di tempo.
L'idea è quella di procedere con la stesura del rilievo nuovo della 95 assieme anche ai soci SVT e vedere i legami con tutti i buchetti. Sabato 01/12: Si torna a scavare a Interstrato, stavolta convintissimi di passare la frana. Siamo Max, Filippo, Grip, Kraus e Laura. Interstrato è una schifezza di pozzette d'acqua fangosa: rinunciamo subito a lavorare un giorno intero così a spalar fango. L'alternativa, visto il tempo decente, è di andare ancora più sopra nella valletta a disostruire altri due ipotetici ingressi:
Fratturfaglia 1 e 2. In circa due orette, devastiamo una parete e apriamo una spaccatura poco a fianco, ma i risultati sono pessimi e cadiamo nella tristezza: cosa si fa? Kraus propone un giro a piedi fino a Bueno, ma viene dirottato sul rilievo mancante di Fox (moooolto più vicino alle macchine!!). E vabbè, salviamo la giornata portando a casa un rilievo di una grotticella mancante. Quindi, tutti dentro a Fox, che viene ravanata in ogni suo più insignificante anfratto, ormai avidi di almeno 10 cm di grotta nuova...
Mi accendo la solita paglia, perchè sento che l'aria si muove, ma fa dei giri strani... A pavimento vedo un buchino dove l'acqua di scolo si insinua, e così come gesto estremo metto la sigaretta davanti.
Il fumo viene attratta dal buchetto con una forza notevole, e così per scaramanzia chiedo a Filippo di fare silenzio.... anzi.... chiedo a tutti di fare silenzio....
Che mi crediate o no, dentro il buchetto e a una lontananza da stimare,si sente il rumore di un corso d'acqua.... ma non di un rivolo.... DI UN FIUME!!!!!! E la valletta è in secca da Interstrato in poi....
Tutti vengono a mettere l'orecchio al bucherozzolo... e tutti sentiamo IL FIUME.
Forse è fatta. Forse ci siamo, anche se sarà ancora dura...
Domenica 02/12: Max,Livio, Andrea e Eva. Saltato l'impegno con Edo per Adrara, si decide di tornare in zona Polaveno e passare mezza giornata a disostruire qualcosa. Si va alla dolina con i due buchi più interessanti, quelli che Livio sostiene finiscano in qualche camino oltre un'ora e mezza di strettoie della 95. E' un'ottimo stimolo per entrare già dentro e dare inizio alla ricerca, ma soprattutto a facilitarne la stesura del rilievo. Se realmente ci fosse un nuovo
ingresso faciliterebbe il lavoro.
Andiamo ad allargare una lunga fessura, già smazzettata da Livio e soci SVt. Il lavoro è puramente disostruttivo e pesante, ma ci diamo da fare riuscendo a scendere un bel pezzo e a vedere meglio il pozzetto sottostante, che col disto misuro per 7 metri, ma i sassi vanno giù ancora per almeno altrettanto.
Da lì esce aria calda, quindi funziona da ingresso alto. Bene.
E il nome salta fuori quasi d'obbligo: INPUT. Lo posizioniamo, siglando in giallo all'esterno e
ricoprendolo con tronchi. Appena possibile continueremo a disostruire.
Lunedì 04/12: Laura, Grip, Max. Si torna a Fox, ormai in pura crisi mistica da scavo. Laura non molla la paletta e scava per 6 ore di filato, scendendo di 1x1 metro dalla volta precedente. IL FIUME si sente ancora rombare e l'aria in risucchio è tanta. E continuiamo a sognare..... Max
Interstrato e Campanaro
Proseguono gli scavi a Interstrato: siamo andati due o tre volte ed è venuta un po' di gente.
Livio, Yanni, Filippo, Massimiliano, Grip, Kraus, Andrea ed io. Assieme
a Grip siamo andati anche in due.
Per merito della slitta ideata da Massimiliano, il materiale portato all'esterno è veramente molto: in una settimana abbiamo fatto il lavoro che di domenica avrebbe impegnato almeno un mese.
La cavità va avanti e ora si è aperta una nuova saletta, ma una grande frana ci obbliga ancora a scavare e estrarre fango e sassi. Dovremo fare un nuovo tratto "slittato" e quindi il lavoro necessita di una buona squadra di malati.
Il rilievo per ora ci dice che siamo a circa 30 metri, che è decisamente poco, ma la condotta che stiamo scavando è larga 4 metri e mezzo e alta più di tre.... mica poco per illudersi di entrare dentro... direi che basta e avanza, e
oltretutto è iniziata la circolazione d'aria, anche se debolissima.
Su questo fronte andremo sicuramente avanti: è alla portata e a 5 minuti
dalle macchine.
I rami di Bueno più interessanti e vicini sono quello di Ariasanta, che dista 350 metri in linea d'aria, con un dislivello di 190 metri: ottime premesse per pensare ad una nuova grotta, oppure a un'eventuale giunzione ma con svariati chilometri nuovi.
Staremo a vedere, ma non bisogna mollare.
E' nostra intenzione aprire tutti i possibili ingressi nuovi durante la settimana, e fare un bilancio tra qualche tempo, decidendo su quale sia meglio puntare.
Abbiamo trovato altri ingressi su cui lavorare: Bucoghiotto, Precario, Buco Zilioli, Buco Flora, due possibili in valletta sopra interstrato, uno sopra il
parcheggio delle macchine, i cerankini.... insomma, c'è parecchio da
fare.
A 1074 metri di quota, proprio sullo sterrato, con Grip abbiamo
trovato un buchetto che soffia aria: è giusto, ingresso alto, poca aria
perchè temperatura interna ed esterna coincidono... 8 gradi.
Così domenica abbiamo fatto
un giro nelle parti alte della valletta di
Fonteno (Livio, Laura ed io), mentre ieri con Livio e Grip è iniziata la disostruzione della Buca del Campanaro.
Ha piovuto tutto il giorno, ma sotto il telo abbiamo lavorato come matti, e ora già si comincia a vedere il meandrino strettissimo che scende....
Tra le varie attività conseguenti in Bueno dei prossimi week end, oltre alla preparazione dello svuotamernto sifone a monte con tubi, si vorrebbe organizzare
un'uscita ad Ariasanta con allestimento di mini campo che possa servire anche per lavorare a Gran Rondò. Questo per avere una base operativa con ingresso al venerdì anche per le zone a monte.
Naturalmente un campo con il minimo necessario, che permetta almeno di dormire, e poter lavorare con più tempo nelle zone a monte (No-Trano, Gran Rondò, Ariasanta, Ramo Francesco).
Più o meno in settimana riusciamo ad andare una o due volte, almeno in questi mesi. Prossimamente, se ci sarà neve, vorremmo fare molta ricerca esterna in alto, e discesa metodica di tutte le vallette dell'area di San Fermo, Fonteno e
Vigolo.
Max
Sabato 3-11 a Interstrato
Per lo scorso sabato ho provato a mettere su una squadretta numerosa quanto bastasse per disostruire Interstrato ma, complici le condizioni meteorologiche non molto promettenti, impegni vari dei singoli, e la numerosa partecipazione di soci di PS a Spelaion, alla fine...ci siamo ritrovati io e Vezzoli.
Poco male.
Carichi di intenzioni distruttive e speranzosi di dare la bella/brutta notizia del "passaggio a Interstrato" ai vari Max & Co. in quel di Puglia (bella perchè eravamo passati, brutta perchè in quest'eventualità, forse, una volta appresa la notizia qualcuno avrebbe abbandonato il convegno anzitempo! ; ) ) nonchè muniti di attrezzi vari e secchiame di svariate foggie e dimensioni, ci dirigiamo a Inetrstrato. Per ora il tempo sembra tenere.
Arriviamo in loco alle 10:45 e iniziamo il lavoro che prosegue ininterrottamente fino alle ore 17:00.
Devo dire che abbiamo fatto un lavoro eccezionale, nonostante fossimo solo in due (e considerando che la condotta ormai è lunghetta!!!). Grazie a delle buone idee Vezzoliane mutuate dalle sue esperienze di ricerca di fossili e minerali, riusciamo a lavorare con buona sinergia con 3 DICO 3 secchi contemporaneamente e portiamo fuori allargando e scendendo stimati circa 30 secchi abbondanti di materiale. Il tutto sotto lo sguardo annoiato di svariati ragnazzi/patacca che minacciano ogni secondo di calarsi sul tuo faccino...
Ora sul fondo della condotta siamo controparete, e stiamo cominciando...la discesa. E' sempre toppo, sia chiaro, aria niente, ma cavolo sembra proprio l'ingresso di Bueno. E sul fondo si lavora bene, belli comodi.
Rimane uno dei potenziali ingressi più validi, nonostante tutto, e quindi non molleremo.
Gripz
lunedì 29 ottobre 2012
Report 27-28 ott
martedì 23 ottobre 2012
Bueno 20-21 ott - Frollohill
lunedì 22 ottobre 2012
sabato 6 ottobre 2012
uscita Bueno 29-30 settembre
Di seguito le gesta dei 4 ardimentosi che sabato scorso si sono addentrati in Bueno con lo scopo di recuperare parte del materiale rimasto al campo dopo l'immersione di fine agosto. Il materiale che eravamo stati "incaricati" di recuperare era, in sostanza: 3 bombole (2 piccole, 1 grande), più sacchi spazza possibili, eventualmente batterie trano parzialmente scariche.
Ci troviamo sabato mattina verso le 9:30 in piazza a Fonteno io (Grip), Fabio, Livio, Andrea.
Veloce caffettino al bar e giù in valletta. Piove, e neanche pochissimo. Che palle. Per evitare di entrare in grotta già lavati decidiamo di dividerci: Fabio e Livio si vanno a cambiare in casetta portandosi gli zaini, io e Andrea sfruttiamo il Safari come cabina armadio, infine dopo un poco ci troviamo tutti davanti all'ingresso. Siamo sostanzialmente scarichi: ognuno ha un sacco a testa, ma solo con il materiale personale (bidoncino con cibo e batte) e un po' di acque, più qualche vestimenti da lasciare al Camping Collosso. Insomma siamo leggeri come raramente capita...
Fatto sta che entriamo verso le 11:30 e in 3 ore secche siamo al Campo...sinceramente nemmeno stanchi. Se consideriamo che abbiamo sostato circa 20 minuti in attesa che Fabio rimettesse in sicurezza l'armo sul pozzo subito dopo Mastodont...il fatto è che eravamo così leggeri che sulle corde volavamo...
La situazione idrica Buenica era medio-alta: niente di allarmante, sia chiaro, ma diciamo che ci si bagnava. Dopo una pausa di un'oretta buona per mangiare e riosservare da vicino i più grandi capolavori del Porfidismo moderno, ci incamminiamo verso la Straforra. L'acqua sta aumentando, segno che probabilmente fuori piove.
Piccola nota personale: era un bel pezzo che non andavo al Sifone, e non avevo ancora avuto occasione di testare ed osservare le macchinazioni progettuali...la Straforra ora è comoda come il lungolago di Iseo, possono transitarvi anche famiglie con bambini e passeggino. Corde, pedalini, appigli, gradini metallici: insomma fatica praticamente azzerata, e rischio di bagnarsi pure...e tempo di percorrenza quasi dimezzato. Notevole.
Non vi dico il mio stupore quando ho visto la famigerata altalena Pedraliana (con tanto di seduta in centro lago per l'assistente!!!) per non parlare del mensolone Corradiano modello "tapparella dismessa", mancava solo il baracchino dei gelati e il tizio che affitta gli ombrelloni...spettacolare!!!
Recuperate le 2 bomboline che giacciono al Sifone (e dopo un po' di menate per dubbi su cosa prendere o non prendere...ad esempio le pinne, andranno prese o no??? Le 2 bombolone appese qua...siamo sicuri che non vadano prese??? E così via...) e dopo una bella mezzoretta ridanciana, i 4 birichini si rincamminano al Camping Collosso. Andrea conferma la sua vocazione da regista fotografo e immortala frammenti di oscurità buenica, chiedendoci di fermarci a metà forra, di illuminare la cascata, ecc.. E' talmente rapito dalla cinepresa che chiede a Fabio di fermarsi mentre sta risalendo il P15 sotto al campo, in gran parte lavato dalla nebulizzazione della cascata!!!
Arriviamo al campo ilari e birichini più che mai, piccola sosta relax e poi ci dedichiamo al compattamento della spazza...ben 5 sacchi giacciono lì. Di violenza riusciamo a compattare così tanto le spazze varie che ripartiamo così organizzati: io e Livio bisaccati ma più leggeri, Fabio e Andrea con le bombole ma monosaccati. Insomma siamo alle solite!!! Mai una volta che si esce davvero vuoti!!! Fatto sta che di tutte le cose che si dovevano prendere, solo un sacco spazza è rimasto laggiù...quindi bene così.
Con un ritmo buono ma inframmezzato da tutte le canoniche pause fossile-fate-cima P50-cima P18, usciamo in poco meno di 6 ore, decisamente bagnatici (il tubo al P50 si attivava ogni 2 minuti). Per fortuna quando usciamo non fa freddo e praticamente non piove. Sempre affascinante ed emblematico constatare che, mentre dentro ti lavi, la valletta è praticamente asciutta...se non è carsismo questo...
E' ormai mezzanotte e mezza, l'umore è ottimo perché, come al solito, il divertimento è stato tanto, Bueno bagnata è sempre spettacolare, e inoltre abbiamo portato a casa l'obiettivo. Le cazzate si sprecano e, quando dal Safari partono alcuni vecchi classici degli AC/DC a palla, vi dico solo che io e Livio ci ritroviamo sul ponticello a fare headbanging fingendo di essere bassista e chitarrista di un gruppo rock che fa musica di merda, il cui nome inizia con la lettera "Z" (qualcuno forse capirà di che gruppo si tratta...)...intanto Fabio fa il verso ad Angus Young saltellando nella valletta mimando il celeberrimo passo dell'anatra di Chuck Berry!!! Se non è speleologia questa!!!
Ripartiamo con il fuoristrada sostanzialmente pieno di sacchi "Z" (=spazza) in un putiferio di sacchi neri...io sono così allegro che quando accendo la macchina per alcuni secondi non capisco da dove provenga una forte luce che illumina a giorno l'abitacolo della vettura...ah cazzo, il mio spark è ancora sulla testa, ACCESO!!!
Arriviamo in piazza a Fonteno verso le 2 di notte, saluti, scambio, di sacchi "Z", attrezzature e zaini vari e via, a casa.
LASSESSORGRIP
mercoledì 26 settembre 2012
Zio 22-09-2012
Questo week Io e Laura siamo andati a scavare allo Zio spinti dall'ultima immersione di Luca.
Siamo entrati sabato sera dopo aver segnato con del nastro il percorso per arrivare all'ingresso.
Ora nessuno può più dire "non ho trovato l'ingresso".
L'abbiamo fatto perché sapevamo che domenica mattina sarebbe entrato il Vez con Filippo un nuovo adepto ai lavori pesanti e non volevamo fargli sprecare energie preziose alla ricerca dell'ingresso perduto...
Scendendo abbiamo sistemato l'armo iniziale di Abram e tolto gli insidiosi tranci di corda cartonata che potevano recare danno.
Arrivati sul fondo abbiamo cominciato a scavare verso mezzanotte alternandoci: chi nel buco e chi sopra a tirar su secchi con il paranco.
La situazione era stimolante dal punto di vista Eolico, un po' meno dal punto Fanghifero.
Abbiamo scavato cercando di scendere verticalmente anche se l'acqua e la poca aria va e viene dal centro pozzo.
Praticamente l'obbiettivo è di bypassare uno strato di fango, acqua e sassi senza andarsi a infilare sotto quello spaventoso crollo rischiando di fare la fine del topo.
Abbiamo scavato di continuo fino alle 8 circa con due pause teo caldo e biscotti, io mi sono anche addormentato 20 minuti con una paglia in bocca mentre aspettavo di tirare su il secchio.
Se si vuole pensare di seguire la direzione di scorrimento dell'acqua e dell'aria bisogna cominciare a portare qualche puntello da cantiere di quelli per armare le solette anche se non credo ne esistano di misure inferiori ai due metri.
Secondo me ci si può spostare anche dopo e più frana, mezza concrezionata, si ha sulla testa e meglio è dal punto di vista strutturale.
Lo scavo è comunque arduo...ma noi non abbiamo intenzione di mollare.
Continuando la descrizione della gita, verso le 9 abbiamo intrapreso la strada del ritorno, buttando sempre un occhio alle prossime modifiche sugli armi esistenti per migliorarne (come sempre) la sicurezza e la facilità di manovra.
Alle 9.45, sentendo l'inconfondibile voce del Vez che descriveva la grotta e spiegava a Filippo come muoversi in cima al pozzo,abbiamo atteso il loro arrivo alla base dell'ex fondo dove c'è la pozza che ormai troviamo vuota ogni volta che entriamo.
Ci si saluta, gli ricordiamo come affrontare le 3 strettoie che mancano per raggiungere il pozzone, facciamo due risate e poi usciamo.
Sempre bello incontrare gente sotto terra.
Alle 11.30 siamo alla macchina dopo aver percorso il sentiero facendo ben attenzione ad eventuali cambiamenti morfologici senza risultati.
Edo & Laura
Battuta valle del Torrezzo 23-09-2012
A nord, il M Torrezzo, e a sud il M. Gremalto. La valle interessata, molto incisa è la Valle del Diavolo, in cui si trova la Stampa dei Pagà (LoBg 1370) che ancora si doveva riposizionare e topografare.
lunedì 17 settembre 2012
Ramo Non-ostante 15-09-2012
Volevamo toglierci il dubbio del famoso sifone amonte che per ora chiude il ramo Non-Ostante (- 37 metri dalla quota di ingresso).
Per l'occasione, portiamo anche il tubo bianco lasciato sotto i due P5 dell'ingresso, nella speranza che possa servire... svuotare il sifone (che ricordavo abbordabile), passare oltre ed esplorare centinaia di chilometri nella montagna...
Lungo il tratto iniziale si vedono i segni dell'ultima pioggia, ma l'acqua è poca: il tubo sul P50 si attiva, ma a lunghi intervalli.
Arrivati al tubo Anaconda, quello che convoglia le acque per salire a Sifonik, lo troviamo divelto completamente e ribaltato verso il pozzo! Minchia! i fix fuoriusciti dai buchi... Immaginiamo il Niagara....
Lo sistemo ma è da risistemare a nuovo, altrimenti serve a poco così.
Vedo anche l'ottimo riarmo fatto da Kraus per scendere a Terre di Mezzo (visto che è nell'aria una prossima ad Hydrospeed....).
La forra armata sopra per raggiungere Binario 2, è da riarmare, cioè dovremo mettere la chiodatura in acciaio: i moschi cominciano ad essere tutti fioriti e quindi pericolosi.
Anche il tratto sopra Portorotondo ha le corde e i moschi da cambiare: insomma, alla prima spesa di materiali, considereremo anche questi riarmi.
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Il ramo inizia sopra la risalita di Portorotondo: uno degli ambienti più suggestivi di Bueno: sembra di essere a Carrigo, ma con saloni, laghi, vaschette e soprattutto tanto camminare. Una volta saliti là sopra (un P25/30), c'è uno dei meandri più fantastici che abbia mai visto. Largo sempre sul metro e mezzo, pavimento tutto concrezionato, vasche anche molto profonde con colori che dall'azzurro vanno al verde... Incredibile, non me lo ricordavo così.
Lo esplorammo tra il 2008 e il 2009 (non ricordo la data ora) e in un'uscita rilevammo ben 850 metri, fino a fermarci di fronte ad un sifone...
Si prosegue quindi per circa mezzo km fino ad ultimo pozzetto di 10 metri: poi la forra alta mediamente 7/8 m diventa condotta... la volta si abbassa e siamo davanti al sifone.
Lungo il ramo scorreva circa il triplo dell'acqua rispetto alla forra iniziale.
Con il tubo bianco, che si è innescato subito, non si abbassava nemmeno di un millimetro l'acqua....
Riusciamo a vedere con la torcia, che c'è lo spazio per l'immersione: è fondo e va avanti nel nero... sinceramente mi auguro che sia passabile con un bombolino o addirittura in apnea. Vista l'entità della portata anche in periodo comunque magro, e le dimensioni della forra, sono certo che al di là la grotta continuerà grande e per molto.
Speriamo si riesca ad organizzare presto la cosa, che volendo si può tentare anche con i tubi, ma ce ne vogliono almeno 2 o 3 di quelli rossi. Il trasporto non sarebbe comunque impossibile: gli ambienti sono tutti vasti, una fatica alla nostra portata, ma bisogna essere almeno in 6.
Anche con il sub, in una giornata si può fare tutto: alla fine siamo usciti verso le 11 di sera con un ritmo decisamente turistico.
Poco sopra Portorotondo e in piena faglia, Laura si intrufola in una fessurina, ed esplora oltre 50 metri di meandro che poi però stringe troppo su concrezione.
Bello. Bellissimo.
Bueno ha dei posti veramente fantastici.
E non finisce mai.
Oltre quel sifone potrebbero aprirsi le porte per le grandi vie verso l'alto....
max
lunedì 3 settembre 2012
Diario di campo
Abisso Bueno Fonteno - Immersione smeraldo 20-26 agosto 2012 - Campo interno.
Lunedì 20: nel tardo pomeriggio entrano Max Pozzo, Laura Rescali, Fabio Gatti, Livio Palamidese, Andrea Belotti, Maurizio Greppi (Grip), con 17 sacchi belli rigonfi e pesantucci.
Arriviamo al campo in 6 ore e mezza. Con una media di 3/4 sacchi a testa il trasporto è lungo soprattutto nei tratti di forra. Un lungo passamano...
Rassetto generale, piccolo festino di inizio campo dopo la prima filtrata di pura Acqua di Snake...
W i taralli e Goprooo...oòo!
...sarà il tormentone del 2012.
Martedì 21: entrano in mattinata con 1 sacco sub e 1 sacco cibo (sacchi sempre belli e snelli), Laura Martinelli e Silvano Mena regalandoci una bella sveglia a mezzogiorno. In serata arriveranno poi Giovanni Gritti (Rana) e Evon Malixi, con 1 sacco sub (bello), 1 sacco cibo e 1 personale.
Nel pomeriggio, era in programma il primo attacco alla risalita oltre il Portale, ma si rimanda per risolvere il problema del cesso. Livio fa riprese in solitaria nei pressi di Smeraldo, per il nuovo filmato; si rassetta il campo; si fa acqua a Snake e, merito della nascita della nuova corrente-filosofia-stiledivita, detta Il Porfidismo, e l'aiuto lisergico dei taralli, viene alla luce un cesso talmente bello, che nessuno ha più il coraggio di farci la prima cacca... Sembrava scolpito in un Karen di alabastro!
Rana e Evon arrivano in notturna e portano i sacchi sub al sifone.
Mercoledì 22: escono Livio Palamidese e Maurizio Greppi. mentre entrano nel primo pomeriggio Luca Pedrali, Siro Donda, Massimiliano Mannone, Nadia Bocchi, Corrado Pasinelli, con 8 bei sacchi sub, pesantucci e delicati. Dal campo base risalgono fino all'ingresso Andrea Belotti, Fabio Gatti e Max Pozzo a prendere i 3 sacchi per non caricare troppo i mitici speleosub (a livello di percorso è come se fossimo a - 800, non avendo visto la luce dell'ingresso (-450 + 450 -450...)
Nel frattempo, mentre Grip esce, Andrea gli ruba gli stivali (col pelo dentroooo!!! mitico Grippp) perché perde clamorosamente le suole degli scarponi! Mi sono immaginato un'ipotetica intervista di Grip all'uscita con gli scarponi di un altro e senza suole.... Titolone: La vera faccia della Speleologia!
Il materiale viene poi trasportato tutto fino al sifone.
In serata primo bel festino, contemplazione di massa del nuovo cesso, e simposio sul Porfidismo e la filosofia dei Taralli...
Si organizza l'immersione esplorativa del giorno dopo: tutti andranno al sifone meno Laura e Massimiliano, che rassettano il campo e caricheranno l'acqua (fare acqua con il filtro è un lavoro comunque lungo).
Giovedì 23: IMMERSIONE. Escono in mattinata Rana e Evon Malixi, e in serata Fabio Gatti e Siro Donda.
Tutti portano fuori o una bombola o spazzatura.
Luca e Nadia si immergono. Nadia farà preziosa e indispensabile assistenza, Luca punterà al massimo delle possibilità esplorative, col duro compito di eseguire anche la topografia al ritorno, con la misurazione dei dati da cui trarremo il rilievo.
Nadia raccoglie con retino professionale campioni in acqua per gli studi di Fabio e Livio.
Immersione Luca: dalle 16:30 alle 19:00... due ore e mezza!
Sagola 520 metri di nuovo alla massima profondità di - 64 oltre il sifone (502). Risale fino a -31 m in un pozzone verticale largo 8x8 m ed entra in una condotta con misure 10x3 m, percorsa per 20 metri... Pulita!!! e continua....
Poi Luca deve rientrare per motivi legati ai tempi di decompressione.
Risultato ECCEZZIONALE!!!! Euforia generale anche se non "siamo" ancora usciti dal sifone, ora tra i più impegnativi in Italia (sifone e organizzazione e trasporto materiali). Effettuato servizio fotografico e quasi 1 ora di riprese video. Alla sera gran festa generale.
Si afferma sempre più l'importanza fondamentale dei Taralli al campo, senza i quali non saremmo riusciti a portare a termine l'impresa. Forse Nadia fonderà lo Speleo Club Tarallo.
Venerdì 24: entrano in serata Davide Franchini (Dado), Augusto Rossi e Simona Menegon (Culture Sotterranee)
In mattinata, Corra, Nadia e Luca sistemano i materiali al sifone, in vista della seconda immersione (sabato 25), che servirà per effettuare riprese videosub e visionare le parti più alte del primo pozzo, che porta a - 54. Si immergono sia Nadia che Luca.
Nel pomeriggio, Laura, Andre e i due Max fanno la risalita sopra il Portale. La prima metà la fa Andrea, la seconda Max (Pozzo). La verticale è di 23 metri e in alto l'ambiente è vasto nelle solite misure bueniche. Sopra l'ultimo armo, ancora 7/8 metri più in su c'è una grande condotta (ma potrebbe fare ancora camino...) dove tutta l'aria sale (e tanta). Esploriamo comunque una cinquantina di metri di forra fossile e concrezionata da strane forme (Panna Carasau). La forra è alta 6/7 metri e poi diventa condotta forzata 4x3 metri. Chiude dinanzi ad un perfetto tubo di fango, dietro ad una curva, dove si pensava di iniziare a correre... Molta presenza di ossa di pipistrello, concrezionate e non, e belle colate calcitiche candide. Segnalo che la risalita promette decisamente bene. Mancano pochi chiodi, meno di una decina per vedere bene oltre. Carasau sembra puntare ad essere parallelo a Snake... interessantissimo...
Risistemiamo l'armo vecchio della prima risalita, con chiodatura generale in acciaio inox dell'8. Bisogna sostituire la corda, ma non è messa male. Ci vorranno 40 metri in totale.
Bello l'incontro a Mastodont con gli amici Ternani e Dado.
Sabato 25: mentre Augusto e Simona giravano riprese, Nadia e Luca scendono a circa 150 metri di percorso, nella condottona dopo il P54, ma la sospensione non permette di fare buone riprese. Peccato!
Fanno quel che possono ma poi si torna indietro.
Inizia il pesante recupero del materiale e trasportato fino al campo, perchè domani dovranno uscire almeno 9 sacchi sub.
Un po' di saudade di campo aleggia, e Andrea fa il dj con la musica fino a tardi.... bellissimo....
Domenica 26: purtroppo si esce. E non si è mai leggeri.
Sinceramente ammetto di essere riusciti a organizzare tutto nei minimi dettagli... tutto perfetto... ma forse abbiamo dimenticato di allertare più gente per il recupero dell'uscita.
Alcuni di noi escono con due sacchi a testa, e dopo non esserci fermati per nemmeno mezza giornata a poltrire, l'uscita è stata allegra e divertente. Come previsto...
Usciamo tutti nel pomeriggio di domenica, a tranche.
Lascio spazio a qualsiasi altra considerazione personale.
Già il diario in sè è lungo.
Dovessi scrivere anche emozioni e ciò che si vive là sotto in una settimana, al campo base... ci vorrebbe veramente un libro...
Alla fine, strameritata la doccia calda al campo di Fonteno, e la mangiata a ghignate tutti veramente contenti.
Max
lunedì 27 agosto 2012
Campo speleo sub Agosto 2012
22/08/2012
La spedizione speleosubacquea organizzata dall'associazione speleologica progetto Sebino nell'abisso Bueno Fonteno sta procedendo secondo programma.
Nel pomeriggio di lunedì scorso la prima squadra di sei speleologi è entrata per portarsi al campo base "Lions" posto alla profondità di 420metri. Con loro la bellezza di diciannove sacchi di materiali tecnici e scorte alimentari quindi tre sacchi a testa... Di conseguenza la progressione della squadra è stata notevolmente rallentata e sono state necessarie quasi sette ore per giungere a destinazione.
Da considerare che la maggior parte delle bombole necessarie per le previste immersioni erano già state trasportate al sifone terminale della grotta nei mesi precedenti. Questo fa capire che livello di organizzazione sia necessario per affrontare simili imprese. Alle difficoltà logistiche e tecniche si aggiungono a quelle organizzative e riuscire a coordinare una ventina di persone coinvolte a vario titolo e tempi diversi richiede una notevole esperienza. Basta il minimo incidente o anche una banale dimenticanza di un pezzo dell'equipaggiamento sub per vanificare tutta l'operazione.
Nella giornata successiva altri quattro " sherpa " si sono aggiunti all'allegra combriccola che nel frattempo si era dedicata alla sistemazione e riassetto del campo che dispone di quattro tende per un totale di tredici posti a dormire.
Ieri la squadra che comprende i due speleosub Nadia Bocchi e Luca predali speleosub è entrata a propria volta sostituendo cinque persone che sono tornate all'esterno dopo avere portato a termine il proprio compito.
Ormai è tutto pronto per l'immersione che dovrebbe avvenire durante la giornata. L'obiettivo è di superare il precedente punto esplorativo posto a 50 metri di profondità e oltre trecento metri di distanza in una condotta allagata di 10 metri per cinque fermi per esaurimento della sagola guida con davanti una comoda progressione in condizioni di visibilità ottime.
Non rimane che fare gli scongiuri e aspettare l'uscita di tre tecnici prevista per questa notte sperando che portino notizie ultra positive.......
Claudio Forcella
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27/08/2012
E terminato il campo interno nell'Abisso Bueno Fonteno, durato una settimana con permanenza al campo base -420 m.
L'obiettivo principale era di permettere a Luca Pedrali, con l'assistenza indispensabile di Nadia Bocchi, di tentare per la quarta volta di superare il mitico Sifone Smeraldo, che nelle precedenti esplorazioni ha dato risultati sorprendenti, con sviluppi impensabili.
Impensabile anche organizzare una spedizione con il materiale necessario per effettuare ben due immersioni: una esplorativa, e l'altra di riprese video.
A breve daremo un resoconto completo di tutti i materiali utilizzati, e quindi trasportati fino a - 500 con una fatica immensa.
Luca ha ancora usato il Rebreather più una marea di bombole, e il parco diving comprendeva anche le attrezzature per Nadia.
Si è reso necessario quindi sostare all'interno di Bueno Fonteno per una settimana con un numero limite di 10 persone al campo.
Ma il lavoro di allestimento è iniziato da qualche mese.
Nel frattempo sono state esplorate anche nuove diramazioni a seguito di risalite in artificiale.
Nell'uscita esplorativa, Luca ha superato limiti e confini, immergendosi in un sifone a oltre 2 km dall'ingresso e a -500 metri, sagolando per 520 metri!!!
L'immersione è durata oltre le due ore e mezza: dopo la condotta iniziale di 70 metri fino a -15, c'è il pozzo 15x20 che lo porta fino a -54 m. Ha percorso una condotta 10x10 per circa 350 metri fino a 64,5 metri di profondità totale. Poi è risalito in un'altra enorme verticale fino a -31 metri infilandosi in un condottone orizzontale (10x3) per ulteriori 20 metri....
Purtroppo non è ancora riuscito ad uscire dall'altra parte, ma la condotta sembra risalire, quindi l'agognata zona aerea potrebbe essere nei pressi.
La distanza notevole dall'imbocco del sifone lo ha costretto a rientrare: per poter proseguire serve un parco materiali ancora più imponente...
Nel ritorno effettua la topografia completa di tutta l'esplorazione, altro risultato direi importantissimo.
L'abisso ora raggiunge una dislivello totale di circa 570 metri, per uno sviluppo che punta ai 22 km.
Visto il contesto della situazione, vorrei sottolineare le grandi capacità di Luca Pedrali che ultimamente sta effettuando esplorazioni speleosub veramente ad alti livelli.
Non da meno Nadia Bocchi. Che ha seguito Luca fino al fondo del pezzone, facendo più serie di immersioni per l'assistenza con i materiali.
Ma perché ciò sia avvenuto, il merito è di una grande forza di volontà di tutti i partecipanti a questa avventura, che hanno trasportato per settimane quintalate di sacchi, dando un supporto impeccabile ai due mitici speleosub.
Un doveroso ringraziamento a tutti i soci del Progetto Sebino, agli amici bresciani, che da quest'inverno ci danno una mano, e alla partecipazione documentaristica di Culture Sotterranee.
Partecipanti al campo:
Laura rescali, Nadia Bocchi, Laura Martinelli, Evon Malixi, Luca Pedrali, Max Pozzo, Fabio Gatti, Davide "Dado" Franchini, Livio Palamidese, Andrea Belotti, Massimiliano Mannone, Corrado Pasinelli, Maurizio "Grip" Greppi, Giovanni "Rana" Gritti, Siro Donda, Silvano Mena, Augusto Rossi, Simona Menegon.
Assistenza esterna dovuta a spalla lussata, il mitico Claudio "Kraus" Forcella.
Max Pozzo
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27/08/2012
La spedizione in Bueno Fonteno oggi è terminata con il ritorno in superficie degli ultimi dieci elementi. Grazie a loro abbiamo notizie fresche su quanto è avvenuto nelle profondità del sebino occidentale.
Nella giornata di giovedì Luca Pedrali si è immerso. A breve distanza è stato seguito dalla moglie Nadia che ha installato la linea vita con le bombole di emergenza che potessero garantire un ritorno sicuro di Luca in caso di un malaugurato guasto al suo rebreather.
L’esplorazione è stata portata avanti di ulteriori 270 metri proseguendo in un gallerione allagato che scende gradatamente fino alla profondità di – 64 per poi risalire velocemente in cammino a quota -30. Durante il tragitto si vedono numerosi cammini che risalgono verso l’alto ma che sono stati tralasciati a favore della via più comoda.
A quel punto la galleria subisce un restringimento con una luce di un metro in altezza per poi riallargarsi subito e proseguire in orizzontale sul nulla. Ormai era stato raggiunto il limite si sicurezza per cui seppure a malincuore Luca è stato costretto a invertire direzione di marcia.
Durante il ritorno ha fatto il rilievo che ci permetterà, una volta inseriti i dati a computer, di visualizzare su mappa l’intero percorso della cavità allagata.
La temperatura dell’acqua era di otto gradi e l’immersione è durata due ore e mezza mettendo a dura prova la resistenza dei sub. Riassumendo ora l'esplorazione subacquea arriva a uno sviluppo di 520 metri per una profondità massima di 64 metri.
Adesso andare oltre sarà veramente arduo e l’unica soluzione per proseguire consisterà nell’impiego di scooter subacquei che consentono di raggiungere maggiori distanze in minore tempo ma queste sono valutazioni che andranno fatte con calma a tavolino nelle prossime settimane.
Inutile descrivere l’entusiasmo degli spelei quando Luca riemerso ha raccontato tutto. Di ritorno al campo base nonostante la stanchezza si è scatenata la festa.
Giovedì mentre i sub si riprendevano dalle fatiche gli speleo si sono dedicati a una risalita in artificiale di 25 metri nel portale del salone Mastodont.In cima ad attenderli una maestosa galleria che purtroppo dopo poche decine di metri termina su tappo di fango. Più in alto si vede la partenza di una forra che sarà oggetto delle prossime esplorazioni.
Venerdì il gruppo è stato raggiunto da due membri di scienze sotterranee provenienti da Terni con l’intento di assistere all’ultima immersione. Portavano con sé altre provviste e materiale per riprese audio video.
L'ultima immersione è stata compiuta sabato durante il quale sono state fatte riprese video e raccolta di campioni geologici. A causa dell'eccezionale siccità estiva le portate idriche della grotta erano ridotte al minimo favorendo la progressione in grotta e le immersioni.
In conclusione l'intera spedizione è durata sette giorni senza il minimo intoppo. I risultati sono molto positivi e consentono di pianificare un altro tentativo per l'estate prossima.
Fuori ad attendere e festeggiare il ritorno degli esploratori, la comunità del Progetto Sebino con la popolazione di Fonteno.
Claudio Forcella
mercoledì 8 agosto 2012
Esplorazione speleosubacquea Bùs del Tòf 4/08/2012
Sempre Nadia Bocchi, e sempre seguita da Luca Pedrali fino al 5° sifone, si è immersa sabato pomeriggio.
Il sesto sifone supera i 100 metri di sviluppo: la grande curva dove Nadia si era fermata la volta precedente non è altro che la parete di una grande verticale, che viene risalita fino a riemergere in un tratto aereo. Impossibile arrampicare data la grande quantità di fango attaccato alle pareti, ma in alto il ramo prosegue e si intravede un cunicolo con rumore di cascata più avanti.
Nadia ritorna in acqua ricollegandosi al ramo principale e percorre una condotta laterale che la riporta ancora a salire, ma la forte sospensione creatasi a causa del solito fango alle pareti, non le permette questa volta di riemergere. Si sente comunque lo scrosciare dell'acqua di una cascata, quindi è presumibile che questa sia la via diretta più giusta.
Le esplorazioni quindi non si fermano, ma prendono una piega decisamente impegnativa, vista la presenza di sifoni e tratti aerei che rendono il trasporto dei materiali sempre più pesante.
La risorgenza comunque prosegue sempre più all'interno della montagna, e raddoppia in termini di rilievo, con uno sviluppo totale che ora supera i 500 metri.
Prossimamente verrà rieseguito il controllo del soprastante e più noto Fierarol di Vesalla (LoBs 330), con verifica del sifone terminale.
Lo studio dell'area, che si ipotizza molto più vasta di quanto previsto in passato, comprenderà anche un nuovo tracciamento delle acque, e prospezione di altri versanti della montagna visto che, nonostante il collegamento accertato in passato col Fierarol, il Bus del Tof si dirige verso un bacino di alimentazione più ampio e ha portate che non coincidono con quest'ultima.
Oltre alla solita "Banda del Tof" (Nadia Bocchi, Luca Pedrali e Ivano, Fabio Gatti, Laura Rescali, Giuliano "Conte" Mazzotti e Max Pozzo), a darci una mano c'erano anche Andrea Belotti e Massimiliano Mannone dell'A.S. Bresciana, che ringraziamo.
La partecipazione a questo lavoro di speleologi appartenenti a tutti i gruppi bresciani, è molto gradita, e si spera sia l'inizio di una nuova apertura mentale e culturale verso una ricerca speleologica molto più approfondita, grazie anche a strumentazioni e rappresentazioni grafiche che oggi rendono i risultati molto più decifrabili.
Max Pozzo
martedì 31 luglio 2012
Esplorazione subacquea Bus del Tof -- 29-07-2012
Nelle ultime due settimane, è stato oggetto di attenzioni il noto Bus del Tof, presso Sarezzo in Val Trompia (Bs). La risorgenza, ha lungo il percorso (250 m circa) ben quattro sifoni, che in periodo di secca si possono bypassare fino all'attacco del quarto. In caso di piene il drenaggio è notevole e in passato ha dato esito positivo al collegamento col soprastante e più noto Fierarol di Vesalla (LoBs 330), che dista oltre 2,5 km in linea d'aria per un dislivello superiore ai 400 metri tra i due ingressi.
Durante un primo sopralluogo in immersione, Nadia Bocchi ha percorso una prima volta ciò che è stato esplorato fino al limite ultimo, cioè l'inizio di un sesto sifone.
Fatte le dovute ricerche sulle precedenti esplorazioni che risultano abbandonate da anni, ne rieseguiamo la topografia dall'ingresso, più tutto il percorso sommerso.
Con l'assistenza in acqua di Luca Pedrali, Nadia ha rieffettuato la sagolatura dei sifoni conosciuti: il quarto risulta di circa 36 metri, a cui fa seguito un tratto aereo di 60 metri. Il successivo quinto sifone misura 35 metri, poi 10 metri in aerea e finalmente il sesto sifone, esplorato in passato per circa 30 metri. I sifoni precedenti non superano i 4 metri di profondità.
Nadia, decisa a portare avanti questa ricerca, a questo punto prosegue l'esplorazione per ulteriori 50 metri con una profondità massima di 10 metri, trovandosi in una galleria enorme che si allarga a dismisura (10x5 nel punto più largo) e che continua ancora con un inizio di risalita (80 metri sifone, ferma a -8 m).
Ovviamente al loro ritorno (due ore e mezza dopo), il festino è stato generale: una grande gioia ridare vita a una cavità considerata "storica" nel panorama bresciano, e soprattutto al complesso carsico ancora nascosto di cui è la bocca da dove ne fuoriescono le acque.
Come sempre un plausone agli explospeleosub, ma anche ai volenterosi che ultimamente portano saccate di bombole dovunque sia necessario.
Oltre a Nadia, Luca e Ivano (il loro cane), c'erano Fabio Gatti, Laura Rescali, Giuliano "Conte" Mazzotti e Max Pozzo.
Max
lunedì 30 luglio 2012
Report 28-07-2012
Partecipanti: Corrado (Corra), Fabio,Federico (Vez), Claudio (Kraus)
In previsione dell'immersione speleosubacquea nel sifone smeraldo pianificata per la terza settimana di agosto era stato stabilito di rendere la via di progressione il più agevole possibile. La quantità e il peso dei materiali d aumenta sempre di più proporzionalmente alla difficoltà dell'immersione.Da qui la necessità di limitare al minimo le fatiche degli speleo impegnati nel trasporto.
Quindi la squadra dei genieri di progetto si è mobilitata con l'obbiettivo di rivedere e attrezzare i passaggi che più richiedono dispendio di energie.
Venerdì sera ritrovo a casa di Corra per un caffè, preparazione dei materiali e relativi sacchi, e via ci catapultiamo all'ingresso per scendere velocemente senza soste fino al campo base a quota -420.
Dopo un piccolo break ci dividiamo in due squadre.
Corra e Fabio vanno al sifone a sistemare la teleferica che dopo gli strappi accusati durante l'ultima spedizione necessitava di un'irrobustimento degli ancoraggi. Anche questa volta Corra si esibisce in una serie di acrobazie sospeso sopra l'acqua.
Poi installano un piano di lavoro sopra un supporto di cavi tensionati che consentirà un'agevole assemblaggio dei rebreather.
Vez e kraus invece si dedicano al tratto di forra che dal campo conduce al sifone. La calata sulla prima vaschetta dopo la cascata di Cattive acque è stata modificata con l'aggiunta di un traverso.
Sul tratto finale della forra sono state installate delle zanche metalliche che consentono un comodo appoggio ai piedi. La progressione che prima veniva fatta in contraposizione con pochissimi appoggi validi e il rischio di finire in acqua ora è diventata una quasi passeggiata. Gran parte di questo lavoro è stato svolto da Vez che per l'occasione si era attrezzato con degli stivaloni alti da pescatore che gli hanno consentito di lavorare in acqua. Buffo da vedere ma terribilmente efficace!!
Inoltre abbiamo portato altre tre bombole al sifone. Complessivamente ormai saranno una decina e sono tutte appese ordinatamente sulla parete soprastante lo specchio d'acqua. Sara da ridere quando dovremo riportare tutto in superficie!!
Kraus
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