lunedì 27 agosto 2012
Campo speleo sub Agosto 2012
22/08/2012
La spedizione speleosubacquea organizzata dall'associazione speleologica progetto Sebino nell'abisso Bueno Fonteno sta procedendo secondo programma.
Nel pomeriggio di lunedì scorso la prima squadra di sei speleologi è entrata per portarsi al campo base "Lions" posto alla profondità di 420metri. Con loro la bellezza di diciannove sacchi di materiali tecnici e scorte alimentari quindi tre sacchi a testa... Di conseguenza la progressione della squadra è stata notevolmente rallentata e sono state necessarie quasi sette ore per giungere a destinazione.
Da considerare che la maggior parte delle bombole necessarie per le previste immersioni erano già state trasportate al sifone terminale della grotta nei mesi precedenti. Questo fa capire che livello di organizzazione sia necessario per affrontare simili imprese. Alle difficoltà logistiche e tecniche si aggiungono a quelle organizzative e riuscire a coordinare una ventina di persone coinvolte a vario titolo e tempi diversi richiede una notevole esperienza. Basta il minimo incidente o anche una banale dimenticanza di un pezzo dell'equipaggiamento sub per vanificare tutta l'operazione.
Nella giornata successiva altri quattro " sherpa " si sono aggiunti all'allegra combriccola che nel frattempo si era dedicata alla sistemazione e riassetto del campo che dispone di quattro tende per un totale di tredici posti a dormire.
Ieri la squadra che comprende i due speleosub Nadia Bocchi e Luca predali speleosub è entrata a propria volta sostituendo cinque persone che sono tornate all'esterno dopo avere portato a termine il proprio compito.
Ormai è tutto pronto per l'immersione che dovrebbe avvenire durante la giornata. L'obiettivo è di superare il precedente punto esplorativo posto a 50 metri di profondità e oltre trecento metri di distanza in una condotta allagata di 10 metri per cinque fermi per esaurimento della sagola guida con davanti una comoda progressione in condizioni di visibilità ottime.
Non rimane che fare gli scongiuri e aspettare l'uscita di tre tecnici prevista per questa notte sperando che portino notizie ultra positive.......
Claudio Forcella
---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
27/08/2012
E terminato il campo interno nell'Abisso Bueno Fonteno, durato una settimana con permanenza al campo base -420 m.
L'obiettivo principale era di permettere a Luca Pedrali, con l'assistenza indispensabile di Nadia Bocchi, di tentare per la quarta volta di superare il mitico Sifone Smeraldo, che nelle precedenti esplorazioni ha dato risultati sorprendenti, con sviluppi impensabili.
Impensabile anche organizzare una spedizione con il materiale necessario per effettuare ben due immersioni: una esplorativa, e l'altra di riprese video.
A breve daremo un resoconto completo di tutti i materiali utilizzati, e quindi trasportati fino a - 500 con una fatica immensa.
Luca ha ancora usato il Rebreather più una marea di bombole, e il parco diving comprendeva anche le attrezzature per Nadia.
Si è reso necessario quindi sostare all'interno di Bueno Fonteno per una settimana con un numero limite di 10 persone al campo.
Ma il lavoro di allestimento è iniziato da qualche mese.
Nel frattempo sono state esplorate anche nuove diramazioni a seguito di risalite in artificiale.
Nell'uscita esplorativa, Luca ha superato limiti e confini, immergendosi in un sifone a oltre 2 km dall'ingresso e a -500 metri, sagolando per 520 metri!!!
L'immersione è durata oltre le due ore e mezza: dopo la condotta iniziale di 70 metri fino a -15, c'è il pozzo 15x20 che lo porta fino a -54 m. Ha percorso una condotta 10x10 per circa 350 metri fino a 64,5 metri di profondità totale. Poi è risalito in un'altra enorme verticale fino a -31 metri infilandosi in un condottone orizzontale (10x3) per ulteriori 20 metri....
Purtroppo non è ancora riuscito ad uscire dall'altra parte, ma la condotta sembra risalire, quindi l'agognata zona aerea potrebbe essere nei pressi.
La distanza notevole dall'imbocco del sifone lo ha costretto a rientrare: per poter proseguire serve un parco materiali ancora più imponente...
Nel ritorno effettua la topografia completa di tutta l'esplorazione, altro risultato direi importantissimo.
L'abisso ora raggiunge una dislivello totale di circa 570 metri, per uno sviluppo che punta ai 22 km.
Visto il contesto della situazione, vorrei sottolineare le grandi capacità di Luca Pedrali che ultimamente sta effettuando esplorazioni speleosub veramente ad alti livelli.
Non da meno Nadia Bocchi. Che ha seguito Luca fino al fondo del pezzone, facendo più serie di immersioni per l'assistenza con i materiali.
Ma perché ciò sia avvenuto, il merito è di una grande forza di volontà di tutti i partecipanti a questa avventura, che hanno trasportato per settimane quintalate di sacchi, dando un supporto impeccabile ai due mitici speleosub.
Un doveroso ringraziamento a tutti i soci del Progetto Sebino, agli amici bresciani, che da quest'inverno ci danno una mano, e alla partecipazione documentaristica di Culture Sotterranee.
Partecipanti al campo:
Laura rescali, Nadia Bocchi, Laura Martinelli, Evon Malixi, Luca Pedrali, Max Pozzo, Fabio Gatti, Davide "Dado" Franchini, Livio Palamidese, Andrea Belotti, Massimiliano Mannone, Corrado Pasinelli, Maurizio "Grip" Greppi, Giovanni "Rana" Gritti, Siro Donda, Silvano Mena, Augusto Rossi, Simona Menegon.
Assistenza esterna dovuta a spalla lussata, il mitico Claudio "Kraus" Forcella.
Max Pozzo
---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
27/08/2012
La spedizione in Bueno Fonteno oggi è terminata con il ritorno in superficie degli ultimi dieci elementi. Grazie a loro abbiamo notizie fresche su quanto è avvenuto nelle profondità del sebino occidentale.
Nella giornata di giovedì Luca Pedrali si è immerso. A breve distanza è stato seguito dalla moglie Nadia che ha installato la linea vita con le bombole di emergenza che potessero garantire un ritorno sicuro di Luca in caso di un malaugurato guasto al suo rebreather.
L’esplorazione è stata portata avanti di ulteriori 270 metri proseguendo in un gallerione allagato che scende gradatamente fino alla profondità di – 64 per poi risalire velocemente in cammino a quota -30. Durante il tragitto si vedono numerosi cammini che risalgono verso l’alto ma che sono stati tralasciati a favore della via più comoda.
A quel punto la galleria subisce un restringimento con una luce di un metro in altezza per poi riallargarsi subito e proseguire in orizzontale sul nulla. Ormai era stato raggiunto il limite si sicurezza per cui seppure a malincuore Luca è stato costretto a invertire direzione di marcia.
Durante il ritorno ha fatto il rilievo che ci permetterà, una volta inseriti i dati a computer, di visualizzare su mappa l’intero percorso della cavità allagata.
La temperatura dell’acqua era di otto gradi e l’immersione è durata due ore e mezza mettendo a dura prova la resistenza dei sub. Riassumendo ora l'esplorazione subacquea arriva a uno sviluppo di 520 metri per una profondità massima di 64 metri.
Adesso andare oltre sarà veramente arduo e l’unica soluzione per proseguire consisterà nell’impiego di scooter subacquei che consentono di raggiungere maggiori distanze in minore tempo ma queste sono valutazioni che andranno fatte con calma a tavolino nelle prossime settimane.
Inutile descrivere l’entusiasmo degli spelei quando Luca riemerso ha raccontato tutto. Di ritorno al campo base nonostante la stanchezza si è scatenata la festa.
Giovedì mentre i sub si riprendevano dalle fatiche gli speleo si sono dedicati a una risalita in artificiale di 25 metri nel portale del salone Mastodont.In cima ad attenderli una maestosa galleria che purtroppo dopo poche decine di metri termina su tappo di fango. Più in alto si vede la partenza di una forra che sarà oggetto delle prossime esplorazioni.
Venerdì il gruppo è stato raggiunto da due membri di scienze sotterranee provenienti da Terni con l’intento di assistere all’ultima immersione. Portavano con sé altre provviste e materiale per riprese audio video.
L'ultima immersione è stata compiuta sabato durante il quale sono state fatte riprese video e raccolta di campioni geologici. A causa dell'eccezionale siccità estiva le portate idriche della grotta erano ridotte al minimo favorendo la progressione in grotta e le immersioni.
In conclusione l'intera spedizione è durata sette giorni senza il minimo intoppo. I risultati sono molto positivi e consentono di pianificare un altro tentativo per l'estate prossima.
Fuori ad attendere e festeggiare il ritorno degli esploratori, la comunità del Progetto Sebino con la popolazione di Fonteno.
Claudio Forcella
mercoledì 8 agosto 2012
Esplorazione speleosubacquea Bùs del Tòf 4/08/2012
Sempre Nadia Bocchi, e sempre seguita da Luca Pedrali fino al 5° sifone, si è immersa sabato pomeriggio.
Il sesto sifone supera i 100 metri di sviluppo: la grande curva dove Nadia si era fermata la volta precedente non è altro che la parete di una grande verticale, che viene risalita fino a riemergere in un tratto aereo. Impossibile arrampicare data la grande quantità di fango attaccato alle pareti, ma in alto il ramo prosegue e si intravede un cunicolo con rumore di cascata più avanti.
Nadia ritorna in acqua ricollegandosi al ramo principale e percorre una condotta laterale che la riporta ancora a salire, ma la forte sospensione creatasi a causa del solito fango alle pareti, non le permette questa volta di riemergere. Si sente comunque lo scrosciare dell'acqua di una cascata, quindi è presumibile che questa sia la via diretta più giusta.
Le esplorazioni quindi non si fermano, ma prendono una piega decisamente impegnativa, vista la presenza di sifoni e tratti aerei che rendono il trasporto dei materiali sempre più pesante.
La risorgenza comunque prosegue sempre più all'interno della montagna, e raddoppia in termini di rilievo, con uno sviluppo totale che ora supera i 500 metri.
Prossimamente verrà rieseguito il controllo del soprastante e più noto Fierarol di Vesalla (LoBs 330), con verifica del sifone terminale.
Lo studio dell'area, che si ipotizza molto più vasta di quanto previsto in passato, comprenderà anche un nuovo tracciamento delle acque, e prospezione di altri versanti della montagna visto che, nonostante il collegamento accertato in passato col Fierarol, il Bus del Tof si dirige verso un bacino di alimentazione più ampio e ha portate che non coincidono con quest'ultima.
Oltre alla solita "Banda del Tof" (Nadia Bocchi, Luca Pedrali e Ivano, Fabio Gatti, Laura Rescali, Giuliano "Conte" Mazzotti e Max Pozzo), a darci una mano c'erano anche Andrea Belotti e Massimiliano Mannone dell'A.S. Bresciana, che ringraziamo.
La partecipazione a questo lavoro di speleologi appartenenti a tutti i gruppi bresciani, è molto gradita, e si spera sia l'inizio di una nuova apertura mentale e culturale verso una ricerca speleologica molto più approfondita, grazie anche a strumentazioni e rappresentazioni grafiche che oggi rendono i risultati molto più decifrabili.
Max Pozzo
martedì 31 luglio 2012
Esplorazione subacquea Bus del Tof -- 29-07-2012
Nelle ultime due settimane, è stato oggetto di attenzioni il noto Bus del Tof, presso Sarezzo in Val Trompia (Bs). La risorgenza, ha lungo il percorso (250 m circa) ben quattro sifoni, che in periodo di secca si possono bypassare fino all'attacco del quarto. In caso di piene il drenaggio è notevole e in passato ha dato esito positivo al collegamento col soprastante e più noto Fierarol di Vesalla (LoBs 330), che dista oltre 2,5 km in linea d'aria per un dislivello superiore ai 400 metri tra i due ingressi.
Durante un primo sopralluogo in immersione, Nadia Bocchi ha percorso una prima volta ciò che è stato esplorato fino al limite ultimo, cioè l'inizio di un sesto sifone.
Fatte le dovute ricerche sulle precedenti esplorazioni che risultano abbandonate da anni, ne rieseguiamo la topografia dall'ingresso, più tutto il percorso sommerso.
Con l'assistenza in acqua di Luca Pedrali, Nadia ha rieffettuato la sagolatura dei sifoni conosciuti: il quarto risulta di circa 36 metri, a cui fa seguito un tratto aereo di 60 metri. Il successivo quinto sifone misura 35 metri, poi 10 metri in aerea e finalmente il sesto sifone, esplorato in passato per circa 30 metri. I sifoni precedenti non superano i 4 metri di profondità.
Nadia, decisa a portare avanti questa ricerca, a questo punto prosegue l'esplorazione per ulteriori 50 metri con una profondità massima di 10 metri, trovandosi in una galleria enorme che si allarga a dismisura (10x5 nel punto più largo) e che continua ancora con un inizio di risalita (80 metri sifone, ferma a -8 m).
Ovviamente al loro ritorno (due ore e mezza dopo), il festino è stato generale: una grande gioia ridare vita a una cavità considerata "storica" nel panorama bresciano, e soprattutto al complesso carsico ancora nascosto di cui è la bocca da dove ne fuoriescono le acque.
Come sempre un plausone agli explospeleosub, ma anche ai volenterosi che ultimamente portano saccate di bombole dovunque sia necessario.
Oltre a Nadia, Luca e Ivano (il loro cane), c'erano Fabio Gatti, Laura Rescali, Giuliano "Conte" Mazzotti e Max Pozzo.
Max
lunedì 30 luglio 2012
Report 28-07-2012
Partecipanti: Corrado (Corra), Fabio,Federico (Vez), Claudio (Kraus)
In previsione dell'immersione speleosubacquea nel sifone smeraldo pianificata per la terza settimana di agosto era stato stabilito di rendere la via di progressione il più agevole possibile. La quantità e il peso dei materiali d aumenta sempre di più proporzionalmente alla difficoltà dell'immersione.Da qui la necessità di limitare al minimo le fatiche degli speleo impegnati nel trasporto.
Quindi la squadra dei genieri di progetto si è mobilitata con l'obbiettivo di rivedere e attrezzare i passaggi che più richiedono dispendio di energie.
Venerdì sera ritrovo a casa di Corra per un caffè, preparazione dei materiali e relativi sacchi, e via ci catapultiamo all'ingresso per scendere velocemente senza soste fino al campo base a quota -420.
Dopo un piccolo break ci dividiamo in due squadre.
Corra e Fabio vanno al sifone a sistemare la teleferica che dopo gli strappi accusati durante l'ultima spedizione necessitava di un'irrobustimento degli ancoraggi. Anche questa volta Corra si esibisce in una serie di acrobazie sospeso sopra l'acqua.
Poi installano un piano di lavoro sopra un supporto di cavi tensionati che consentirà un'agevole assemblaggio dei rebreather.
Vez e kraus invece si dedicano al tratto di forra che dal campo conduce al sifone. La calata sulla prima vaschetta dopo la cascata di Cattive acque è stata modificata con l'aggiunta di un traverso.
Sul tratto finale della forra sono state installate delle zanche metalliche che consentono un comodo appoggio ai piedi. La progressione che prima veniva fatta in contraposizione con pochissimi appoggi validi e il rischio di finire in acqua ora è diventata una quasi passeggiata. Gran parte di questo lavoro è stato svolto da Vez che per l'occasione si era attrezzato con degli stivaloni alti da pescatore che gli hanno consentito di lavorare in acqua. Buffo da vedere ma terribilmente efficace!!
Inoltre abbiamo portato altre tre bombole al sifone. Complessivamente ormai saranno una decina e sono tutte appese ordinatamente sulla parete soprastante lo specchio d'acqua. Sara da ridere quando dovremo riportare tutto in superficie!!
Kraus
martedì 17 luglio 2012
Report week 14/15 Luglio Frollohill
lunedì 9 luglio 2012
Luca Pedrali e Nadia Bocchi immersione stratosferica! 7-07-2012
venerdì 29 giugno 2012
Immersione Gallinarga 23-06.2012
venerdì 15 giugno 2012
lunedì 11 giugno 2012
Esterno Fonteno 10/06/2012
Il bosco davanti è praticamente una paretina ricoperta di terra e alberi caduti... il percorso è un po' rognosetto, ma riusciamo a portarci alla quota dove si voleva cercare ingressi alti nei dintorni delle risalite ultime di Mai Visto.
La nuova grotticella misura circa 30 metri in totale, ed è improbabile che possa dare ulteriori risultati esplorativi.
Report week 9/10 Giugno Frollohill
domenica 10 giugno 2012
Immersione Ol valù 6/06/2012
Immersione nel sifone terminale della grotta risorgenza Ol Valù di Tezza (LoBg 1133), in Valle Imagna (Bg).
La cavità è nota da tempo immemorabile sia ai locali che agli speleologi: ha uno sviluppo di circa 243, ma il sifone dove si è immerso Luca è a poco più di un centinaio di metri dall'ingresso.
Il grande ingresso e le dimensioni iniziali non possono che attrarre chiunque.
Nel passato, diversi gruppi hanno tentato di superare la barriera dell'acqua, con desifonamenti (I Protei, I Tassi - Mi) e con immersioni (G.G. Milano). Tito Samorè disse che si immerse per cinquanta metri, a -15/20 metri circa di profondità, fermandosi per scarsa visibilità su una galleria larga 6x6 metri...
Nel 2008 ci prova Davide Corengia (GGM) e percorre 19 metri alla profondità di -6 m, fermo su strettoia di ghiaia che non permette l'avanzamento.
Troppa curiosità per queste misure discordanti e per le portate d'acqua della risorgenza, talvolta veramente abbondanti.
Quindi Luca, assistito dalla moglie Nadia Bocchi e alcuni soci Progetto Sebino/G.S. Valle Imagna, ha deciso che era giunto il giorno per andare a scoprire la verità. In immersione, (temperatura acqua 8/9°, durata 12 minuti con bombole imbragate all'inglese), percorre circa 50 metri fino ad una profondità di -9 metri. Superata la strettoia limite precedente, ne supera altre due fino a fermarsi davanti ad un ulteriore restringimento che sale un po' limoso.
Il problema è la visibilità che viene annullata dal sollevarsi dei sedimenti al suo passaggio. Decide di fissare la sagola guida e di ritentare in altra data confidando sul fatto che sarà in grado di tornare in quel punto velocemente anticipando l’ondata del fango e quindi proseguire in condizioni di visibilità accettabili.
Quanto basta per una prima "toccate e fuga" e rientra alla base.
Max
lunedì 4 giugno 2012
Report Maivisto 3/06/12
Entriamo sabato pomeriggio, Kraus, Laura, Fabio e Max.
Obiettivo è quello di continuare l'esplorazione di varie vie poste alla sommità del Pozzo dei Balocchi. Bisogna ancora fare un traverso a +50 per entrare in un nuovo meandro (La puerta del sol de destra), poi farne ancora uno per entrare in un forrone sospeso a metà parete. Nel caso rimanesse tempo, nella Puerta de sinistra bisogna ancora proseguire nel lungo cunicolo visto da Laura la volta scorsa: fermo su prosecuzione in avanti e sfondamento a pavimento..
Ne approfittiamo anche per sostituire la corda del 9 sulla partenza di Mai Visto, con la scintillante corda rossa del 10.
Come sempre anche i sacchi si distinguono per peso e consistenza... il materiale serve sempre...
Bueno all'ingresso sbuffava aria gelida con parecchia violenza, e lungo tutto il tragitto il flusso dell'aria si è sempre fatto sentire.
In zona si arriva in breve tempo: in un'ora e mezza, massimo due si è alla partenza di Mai Visto (ora abbiamo anche sistemato un saltino e quindi si arriva a Mai Visto senza intrufolarsi nella frana di Massi Volanti, ma rimanendo "alti").
La situazione idrica è a basso regime, tanto che si pensa che la mitica immersione giù a Smeraldo si potrebbe fare anche in questo periodo.
Mai Visto gocciola come sempre, ma per ora non lava.
In cima ai Balocchi (a cui aggiungiamo un nuovo frazionamento), Kraus da' inizio alle danze, e con un'ottimo carpiato da Orfei Gold, si rimette l'abito del mito di Santa Kraus, e raggiunge la Puerta del Sol de destra. Sarà la vicinanza alla Chiocciola... e si ritrova di fronte ad un meandro che sale, in cui dovremo fare ancora un po' di arrampicatine e artificiali.
Il Dottor Gatti poi ruba il trapano a Kraus, e va in fuga artificiale, risalendo ulteriori 5 metri fino ad un altro terrazzino. Il meandro sale ma si deve arrampicare ancora per arrivare dove ci sembra che inizi una nuova forra...
Rispettata la staffetta, provo ad arrampicare i nuovi 5/6 metri, ma a metà strada dobbiamo improvvisare una pseudo-artificiale: comunque alla fine riesco ad arrivare in cima, con una forra che se ne parte via e strane diramazioni sopese alle mie spalle..
Nel labirinto sospeso ci si perde Kraus, che girovaga con 70 metri di vuoto sotto, in spaccature e meandrini fino a giuntare con la Puerta de Sinistra, col ramo risalito la volta scorsa. Il forrone che continua invece, si ferma davanti ad una frana una trentina di metri dopo, con tutta l'aria che ci entra, e con dei massoni da spostare sopra le nostre teste.
L'ambiente è comunque di buone dimensioni, e punta decisamente verso l'esterno, verso le pareti sopra l'ingresso scavato da Zilioli 5 anni fa... in pratica alle macchine!!!
Rileviamo circa 60 metri nuovi, con l'idea di fare una prova Arva anche qua: se ne vale la pena, si attaccherà anche la frana che non sembra impossibile con gli arnesi giusti...
Prima di ritornare a casa, Gatto-Gatti si diverte a fare ancora un traversino pendolato nel Pozzo dei Balocchi, ed entra nel fratturone sospeso. Il copione si ripete: meandrozzo che sale, con minimo percolamento. Superiamo due saltini ma dobbiamo fermarci di fronte alla solita arrampicatina che in libera non ci da' la sicurezza per osare. Sopra il ramo sale ancora, ma basta un chiodo per proseguire. In alto si vede che il meandro prosegue, non largo, ma percorribile e forse inizia l'orizzontale.
In generale questo ramo ci ha dato circa 350 metri nuovi, con ancora qualche decina da rilevare. Siamo risaliti dalla base per 141 metri, cioè da -137 m a +4 m, superando quindi la quota ingresso. Le diramazioni nel punto più estremo sembrano veramente vicinissime ad un nuovo ingresso.
Anche in questo caso (come da Binocolo), la traversata sarebbe proprio un bel giro.
Staremo a vedere.
max
giovedì 24 maggio 2012
Riarmo 20-05-2012
lunedì 14 maggio 2012
Scollata 13-05-2012
Causa maltempo previsto e defezione di diversi birichini potenziali, si opta per una uscita esterna con l'obiettivo di dare un'occhiata a "Scollata" oppue di continuare il lavoro di scavo a Interstrato / Salvagiorno.
Aderenti: Grip, Vez, Rana, Girino (fratello di Rana).
Piccola spiegazione: "Scollata" è un piccolo pozzetto, scoperto da Max e Aracnya un paio di settimane fa, ubicato un pò più a monte nella valletta di Interstrato e vicino alla strada dove si passa con la macchina. Per come ce lo ricordavamo, il lavoro sembrava anche facile: il passaggio è già abbastanza grande di suo, al di là si intravede un bell'ambientino che si perde nel nero. Si tratterebbe quindi solo di levare 3 sassi in croce per poi calarsi e dare un'occhiata. L'unica cosa che ci lascia un pò perplessi è la conformazione del buso: evidentemente di origine tettonica, sembra proprio uno scollamento (da cui il nome...), nessuna traccia di carsismo. Aria poco o niente.
Interstrato invece ha tutte le fattezze di un ingresso (è uguale all'ingresso di Bueno !!!), solo che è toppo, per cui bisognerebbe levare qualche quintalata di terra...
Si opta per dare un'occhiata veloce a Scollata (nonostante convinti che non ci possa regalare nulla di buono) per poi ridiscendere verso Interstrato e continuare il lavorone di scavo.
La pioggia è battente: le previsioni meteo davano bruttino con possibilità di pioggia, invece il tempo fa proprio cagare !!! Cielo coperto grigissimo con pioggia incessante...non ci sono speranze che si possa uscire dalla giornata non marci...
Fatto sta che dopo aver percorso lo sterrato e incrociato un gregge di pecore completamente fradicie (e quindi piuttosto buffe...), ci attrezziamo rapidamente e scendiamo verso Scollata.
Nonostante lo scetticismo, la speranza di trovare qualcosa di grosso o promettente ovviamente c'è sempre...
LASSESSORGRIP si tuta e, coadiuvato dagli altri Birichini, rimuove quel poco che c'è da rimuovere. Devo dire che cacciando giù la testa, l'adrenalina comincia a montare: cazzo se è grosso l'ambiente dietro !!!
E' il momento: posso scendere senza alcuna fatica, mi infilo nel buso e scivolo giù nella fanga...
...??? CAZZOOOOOOOOOOOOOO !!! Non mi sembra vero...mentre scendo osservo sulla mia destra, ma non posso credere a ciò che vedo...mi stropiccio gli occhi tipo cartoni animati...
...UNA GALLERIA ENORME !!! Che sembra proseguire !!!
Incrocio le dita implorando gli dei della speleologia che sia la volta buona, magari salta fuori il 2° ingresso...
Mi trovo in una galleria dove si sta tranquillamente in piedi, larga più di 2 metri e alta 3 che prosegue orizzontale...per diversi metri...in fondo fa persino una curva...
L'origine tettonica è ora ancora più evidente, anche perchè alcuni tratti di soffitto sembrano su per miracolo, e il fondo è coperto da sassi franati. Trattenendo il respiro proseguo, cercando di sondare mentre percorro la galleria gli spazi neri intorno a me...dopo circa 15-20 metri, al crocevia con un'altra gallerietta laterale, arrivo controparete e...peccato, bella emozione, ma ho già finito di camminare: si tratta di fare un pò di scavo ed eventualmente qualche valutazione approfondita...
Aggiorno gli altri che mi raggiungono alla spicciolata e scaviamo in quello che sembra essere uno dei punti più promettenti (alla fine della galleria) proprio perchè è anche il punto d'arrivo di una galleria che arriva da destra...scavando sotto si vedono diversi vuoti, anche grossini, ma non posso negare che probabilmente si tratta di semplici vuoti tra i macigni franati. Il soffitto sotto cui siamo è in equilibrio precario. Girino e Rana trovano all'esterno a pochi metri un altro buco e iniziano a scavare...io sono dentro con Vez a proseguire lo scavo interno e, beh, sembra incredibile, sentiamo le loro voci a pochi metri da noi e non provenienti dall'ingresso. Le voci provengono dalla galleria laterale: tempo mezzora e loro vedono le nostre luci, noi le loro mani...trovato già un altro ingresso, persino transitabile !!!
Dopo un pò desistiamo dallo scavo sul fondo della galleria perchè Rana intravede, alcuni metri dietro, un ambiente piuttosto grosso sopra le nostre teste: una specie di stanzetta dove forse si può anche stare in piedi. Per provare a raggiungerla però bisogna disostruire una piccola franetta, lavoro non semplicissimo e un pò pericoloso: i sassi cadono verso lo sventurato Birichino che li sta smuovendo, perciò bisogna essere dei gatti e spostarsi immediatamente.
Diamo un'occhiata dal basso alla stanzetta senza riuscire ad entrarvi, ma probabilmente è solo il soffitto "vecchio" della galleria, che confina con il prato fuori.
Tornando indietro, a metà galleria invece noto una cosa molto interessante, secondo me: dietro un sassone franato, sembra di vedere un bel vuotone che prosegue per metri nel nero, delimitato sopra da una specie di soffitto...forse, ma sottolineo, forse, qualcosa che ha a che fare con il carsico. Secondo me vale la pena darci una seria occhiata.
Usciamo con l'intento di dare un'occhiata a Interstato.
Dopo un breve break cibo, durante il quale Vezzoli ci racconta di come si possa venire contaminati da uova di NEMATODI se il panino che stai mangiando ti cade nella pozzanghera e non lo sciacqui prima di riaddentarlo nuovamente, ci muoviamo verso Interstrato. L'orario comincia ad essere un pò tiranno, per cui l'intento è soltanto quello di far dare una veloce occhiata al potenziale ingresso a chi non l'ha mai visto, è cioè Rana e Girino.
Dopo il veloce sopralluogo, ci rincamminiamo verso la macchina, e sul sentiero incrociamo Sua Eminenza e Lady Aracnya che sono venuti a farci un salutino speranzosi e avidi di ghiotte notizie. Ci cambiamo, si chiacchiera beatamente...e ovviamente nel frattempo è uscito il sole...MA VAFF... !!!
Rientriamo in paese, classico scambio di sacche, ci salutiamo e alla prossima.
Concludo.
Scollata è quasi una grotticella, tra diramazioni laterali e vuoti vari forse il rilievo potrebbe toccare i 20-25 metri.
Probabilmente ha già dato tutto quello che c'era da dare, per carità, ma viste le dimensioni considerevoli un serio tentativo di scavo secondo me lo merita. Quella specie di meandrino a metà galleria, si perde nel nero...aria niente, ma siamo sicuri che sia solo un vuoto di frana??? Mah...
LASSESSORGRIP
lunedì 7 maggio 2012
Bueno Fonteno: week 5/6 maggio - Mai Visto continua..
lunedì 30 aprile 2012
Bueno - week 28/29 maggio - Mai Visto
giovedì 26 aprile 2012
Report 24-25 aprile 2012
Partiamo da Interstrato (obiettivo di domani) e saliamo fino a quota 1100 circa.
Lungo il percorso rivediamo due spaccature che entrano nel lato Buenico della valle, che al momento indichiamo come "Fratturfaglia 1 e 2". A mio avviso si possono lavorare e si trovano ben distanti dal conosciuto.
Non mi dilungo molto sullo scavo, ma si tratta di un lavoro facile e per nulla scomodo. Tiriamo fuori lastroni e macigni, ma in realtà il fondo è di terriccio asciutto, e con una buona organizzazione, si prosegue abbastanza velocemente (purtroppo ci mancava un secchio...).
Per adesso siamo sotto alla decina di metri di scavo, e fermi dove il terriccio tocca contro il soffitto: ma molto positivi sul fatto di riuscire a "entrare".
lunedì 16 aprile 2012
Gronehenge 15 aprile 2002
il week end, con annunci di allerta meteo da più di una settimana, è stato all'insegna del "non-Bueno", proprio per evitare inutili situazioni di eventuali attese dovute a piene o forti precipitazioni.
Non ci è stato possibile quindi nemmeno "girare" più di tanto, ma nonostante questo, sia sabato che domenica siamo riusciti a fare attività.
Sabato pomeriggio, Laura, Grip e max, siamo stati in vallette a Fonteno, rivisitando e rivalutando "Interstrato", alla luce anche di nuovi sviluppi nel rilievo a monte. Nonostante i pochi metri di Ariasanta, questo ipotetico ingresso, si trova ancora più in alto e a 350 metri in linea d'aria (e 170 metri sopra l'ingresso). Quindi in caso di passaggio, di sicuro potrebbe dare anche qualche km di nuovo...
Alla prima occasione proveremo a lavorarci pesantemente...
Domenica.
Prefazione: alcuni soci del G.G. I Tassi, per qualche settimana hanno lavorato al fondo della "Voragine presso l'antenna" (che se poi saremo tutti d’accordo, chiameremo Gronehenge), "scoperta" e topografata nel 2009, sulla cresta del Monte di Grone. Un cantiere intrapreso molto a rilento visto che nel fondo si doveva smuovere una potente frana, ma da cui fuoriesce una notevole corrente d'aria da ingresso alto. Il lavoro degli amici milanesi è stato molto deciso, permettendo loro di proseguire in ulteriori due vani, sempre invasi da una marea di macigni da togliere.
Così con una telefonata scatta l'uscita in comunella, purtroppo dalla mattina tutta sotto una pioggia incessante.
Siamo: Max, Grip, Laura e Fabio, poi c'é Andrea dell'ASB, e Max, Franci, Nino e Spit per i Tassi.
Con due teli miracolosi e con la catena umana tiriamo fuori dallo scavo ipogeo ancora qualche vagonata di massi, con la sensazione che l'aria in uscita aumenti ad ogni sasso tolto.
Il lavoro è sempre sul filo del "potrebbe essere lunghissimo ma forse la volta prossima si passa"...
In ogni caso bisogna estrarre fino all'esterno ancora parecchio materiale per rendere il tutto agevole e sicuro.
Una delle tante porte del complessone di S. Fermo potrebbe essere prossima ad aprirsi e si rimane d’accordo di continuare a lavorare assieme.
max
mercoledì 4 aprile 2012
Report 30 – 1 aprile
Stavolta siamo un po' rimaneggiati, e quindi optiamo per un tentativo un po' più "tranquillo"...
Si va a Collosso. Settore dell'abisso sicuramente poco conosciuto.
Siamo in tre: Laura, Grip ed io.
Entriamo venerdì sera, ben dopo la mezzanotte, e sempre abbastanza carichetti di materiale.
Carichissimi come sempre di verve esplorativa.
Due parole su Collosso.
E' un ambiente molto vasto, parallelo al tratto terminale della Straforra, che si spinge quasi fin sopra il sifone Smeraldo.
Due vani enormi, separati da un saliscendi, e che in alto nascondono almeno altre quattro grosse prosecuzioni, oltre a quella dove andremo stavolta.
Collosso 1 è un camino da 70 metri, la cui base fa una sala già 40 metri sopra il fondo. La risalita è stata terminata un anno fa. La larghezza del camino è di almeno 15 metri, con cascata non potente (ma che in caso di pioggia lava tutto). Lungo le sue pareti, c'è una spaccatura enorme ancora da raggiungere.....
Collosso 2 è un ambiente della struttura di Mastodont: una forra tanto larga da generare un salone a più livelli. Molto fangoso e fossile.
Ci si può arrivare da più parti, ma dal Campo Base, basta risalire prima dell'innesto di Cattive Acque.
Una zona poco frequentata, ma con parecchie possibilità esplorative. E ci si arriva in circa un ora dal campo.
Senonchè doveva essere un'uscita tranquilla, senza devastamento fisico. Invece, avendo materiale disostruttivo e in un continuo saliscendi (sali un 40, scendi un 35, sali un 70... e minchia!) soprattutto impiastrato dal fango e da armi esplorativi non proprio agevoli... la passeggiatina si è rimessa nel solito binario della consueta "botta" da fine settimana.
Il nostro obiettivo è in cima a Collosso 1 (il P70), dove la condotta in cui scorre il corso d'acqua ci aveva fermati davanti ad un abbassamento della volta impassabile a "mani nude".
Il fango e l'acqua rendevano il tutto molto "marcio" per lavorare distesi.
Quindi ci siamo attrezzati di teli e preparato il cantiere abbiamo cominciato a scavare. In ogni caso se ne usciva marci fino alla mutanda comunque... quasi inusuale lavorare "distesi" in Bueno.
Impossibile passare in quel basso melmone gelato con mazze e punte.
Vuoi vedere che Bueno stavolta ci sta confezionando il suo bel pesce d'Aprile?
Così, seppur con le dovute scuse all'Abisso per l'operazione chirurgica, allarghiamo in modo deciso.
Giusto quanto può bastare per spingere Laura al di là....
Stavolta c'é un sacco d'aria gelida che ci soffia in faccia: il ramo DEVE ripartire... aria e acqua ....cazzo...
L'ingresso al venerdì notte, i sacconi pesanti, ore di scavo in quel fango bastardo...
Tutto per quel momento di "silenzio e raschio" in un piccolo capillare del bestione.
Laura non passa porco cane... o forse...
...no... non passa...
Poi ci dice che non passa perchè non si è messa la sua "mutanda tecnica"....
Poi si fa firmare una dichiarazione dai due "marci" che l'avremmo comunque tirata indietro per i piedi nel caso peggiore.
E' ovvio che firmiamo: vogliamo sapere cosa c'è al di là!
Quindi Laura raschia, ma alla fine passa e quasi di getto ci comunica che chiude tutto.
IMPOSSIBILE!!! NON PUO' CHIUDERE!!!!
Aria e acqua... ma chi ci crede!
Lo chiameremo "No-slip". Si, se c'é qualcosa lo chiameremo così... ma scusa, da dove arriva l'acqua? ma come da pavimento? e l'aria?
La segugia traffica dietro una colata che sembra occluda un varco. E' allargabile con un po' di buona disostruzione.
Ancora secondi eterni e poi echeggia l'urlo di Aracnya: BISOGNA SPACCARE UN PO' E POI C'E' UNA VIA CHE VA ALLA GRANDE!!!!
Dimensioni tipo forra iniziale, un po' più bassa.
Con il torcione (distrutto), riesce ancora a puntare nel nero che se ne va...
Per oggi ci basta, è tardi, siamo pieni di fango, ma sappiamo nuovamente di essere di fronte all'ennesima via che si perde dentro la montagna.
L'aria soffiava gelida e forte, e Laura riferisce di aver visto una volta triangolare, ricca di cannule lunghissime. Il pavimento, ricco di vaschette con il corso d'acqua che scorre tranquillo. Si cammina e davanti è nero.
Alla prossima si riviaggia...
Rientriamo euforici al campo, nonostante il ritorno si riveli molto delicato su alcuni tratti di corda.
Anche stavolta si va a riposare che ormai è domenica mattina. Per cui ripariamo nel primo pomeriggio, arrivando in valletta verso le 19.30 di domenica.
Uno spettacolo....
max
Integrazione di Grip
Puntuale la narrazione di Max sempre abile nel ripercorrere i tratti salienti della nostra esplorazione...
Volevo solo fare i complimenti ad Aracnya: va beh che è magra e quindi è avvantaggiata, però secondo me bisogna anche avere i cosiddetti ed essere intraprendenti per fare certe cose...il passaggio era davvero strettino, e la poverina ha dovuto letteralmente raschiare per passare: almeno alla fine è stata premiata !!!
Anche per rientrare e raggiungerci nuovamente, ha dovuto fare una fatica bestia...
Comunque...Collosso effettivamente è molto bello ed è ancora tutto da interpretare, il P70 da solo vale la pena di essere visto...e risalito: corda del 9 piuttosto fangosetta, che parte con micro-pendolo nel vuoto...per poi arrivare su in cima dove devi affrontare un piccolo saliscendi con armi piuttosto tecnici (della serie: non c'è tecnica, arrangiati con gli strumenti e basta !!!), ovviamente sotto hai 70 metri di vuoto...la sacca quando tocca la base del terrazzo su cui ti vai ad adagiare fa cadere dei blocchi di fango non indifferenti, e quando senti il tonfo, dopo un bel pò, significa che sono arrivati laggiù in fondo...il rimbombo è da cattedrale !!! Semplicemente uno spettacolo !!!
Inoltre, appena scendi in Collosso 2, il candore di una grossa colata medusosa (ma veramente GROSSA !!!) ti colpisce, in tutto quel nero...per non parlare della bellissima condotta freatica - ben 120 metri - che ti porta a Collosso...da film...
Per il resto, fango, tanto fango, e armi molto ma molto esplorativi...quindi una discreta faticaccia...
Non c'è che da tornare...e si viaggia, questo è poco ma sicuro...nell'ultimo mese e mezzo tra Mai Visto, Vedonero, Collosso una marea di vie nuove, tutte strapromettenti...
E si continua a sognare...
GRIP







