lunedì 30 giugno 2008

Esplorazione 29 - 06 - 08

Rispondo subito a Livio.

Avevamo notato già i vari lesionamenti: sono effetto delle piene degli ultimi mesi. Capita quando le cascate fanno sbattere la corda contro parete... dopo infinite volte questa si lesiona. Anche nei giri verso il fondo dovremmo fare un po di sostituzioni, più che altro perché il tratto che va dal fossile a Mastodont le rende infangatissime, quindi a rischio di discese velocissime e risalite con bloccanti che non vanno.
Faremo sicuramente una lista dei lavori del genere da fare, nella speranza che ci sia buona partecipazione.
L'armo del P15 lo abbiamo testato, e se nessuno si offende, é quasi più bastardo di prima, perché il traversino é troppo alto e obbliga a stare con le gambe nel vuoto, mentre prima si camminava: in più l'anello di partenza é singolo con fix un po' uscente. Volevamo sistemarlo definitivamente, ma eravamo troppo conci ieri a ritorno, e perciò vorrà dire che la prossima volta lo risistemeremo ad hoc, cambiando anche quel marciume di corda che ormai fa pena.

Nell'attesa del resoconto positivo della nuova grotta apertasi (Matte, Kraus, Anna, Conte coadiuvati da Edo e Mauri), vi dico quel di ieri:

Uscita 28/29 - Mauri, Massimo, Edo - Ramo Carrigo

Entriamo alle 20 di sabato, sperando che le acque si siano calmate un po', e che si possa attaccare la risalita del 40 sotto cascata. In effetti le portate sono ben più placate, e quindi la foga si rispecchia nella solita andatura. Mezz'ora fino a Fonteno Beach, un'ora fino a Mastodont, un'ora fino al sifone: 2 ore e 30. Lo continuo a scrivere, non per sottolineare che siamo forti, ma per far capire che andare a -450 é alla portata di tutti, e se presa con meno foga, in 4 ore si é tranquillamente al fondo. Invece, fatti due calcoli, in quelle zone a esplorare non ci va quasi nessuno a parte i soliti, forse per errate valutazioni o per sottostima delle proprie possibilità. Ed é pazzesco pensare che all'interno del Progetto, la maggior parte dei componenti conosca ben poco di Bueno... o non abbia visto i condottoni del fondo.
Vado avanti nel racconto.
Arrivati al fossile, Mauri si rende conto che gli scarponi (nuovi?) da ghiaccio della Asolo, si spaccano a pezzi man mano che cammina: a Mastodont abbiamo dovuto fasciarli con cordini e fettucce, altrimenti rimaneva scalzo... fa ridere, ma a -400 é veramente un calvario. Al sifone, praticamente era come avesse i sandali.
Qui ci prendiamo ancora due sacchi di materiale da risalita lasciati in loco e saliamo verso Carrigo.
Le speranze di risalire vengono presto annullate dalla cascata maledetta che impegna tutto il percorso della risalita (vi assicuro che il P.40 é grosso forte), e quindi dobbiamo ripiegare sul ramo fossile esplorato l'ultima volta.
Chiaramente il fatto che ormai Mauri si sia trasformato in un carmelitano scalzo, pregiudica un po' la potenza risalitrice, ma in ogni caso riesce a risalire un P10. Successivamente saliamo un P25 con pareti molto fangose che fa perdere parecchie ore tra sosta in parete ed esaurimento rinvii e ci fermiamo di fronte ad un grosso ambiente che sembra prendere la direzione della faglia visibile in carta... Dopo il volo della suola di uno scarpone, fino a tre pozzi più sotto, capiamo che anche per stavolta é sufficiente:
poco rilievo, ma nuova porta aperta verso l'immenso.... chi vivrà vedrà.
Dopo un po' di girovaganze qua e là, rientriamo.
I tempi sono nuovamente i soliti. Da Carrigo al sifone mezz'ora, dal sifone a Mastodont 1 ora, da Mastodont a fuori 4 ore. E usciamo alle 16 di domenica.


massimo

domenica 29 giugno 2008

Report 29 - 06 - 08

Giovedì , con Giampietro, Cica e Elena abbiamo fatto un'uscita a Fonteno, scopo risalitina sopra partenza Sifonik che avevo notato tempo fa, ma arrivati in zona ci siamo accorti che la risalita era già stata fatta, presenza di 2 fix.

Abbiamo allora fatto un giro "turistico" in zone dove alcuni di noi non erano mai stati e abbiamo notato che: la corda che porta da Portorotondo a Portobello è lesionata sopra il primo frazionamento, idem la corda che scende a Idrospit alla partenza del secondo pozzo.
Quindi attenzione! Andrebbero sostituite.
Probabilmente sono state le piene dei giorni scorsi.

Nell'uscire abbiamo tentato di rifare più alto il traverso dell'armo di partenza del P 18 - ramo principale - in quanto alcuni lo ritenevano troppo tecnico......ma non siamo riusciti a svitare sia i moschettoni sia le viti delle placchette in prossimità della partenza del pozzo (non avevamo con noi una pinza). Andrebbe perciò risistemato continuando il traverso fino alla partenza della corda in vuoto.

Livio

sabato 21 giugno 2008

Battuta Fonteno 21/06/08

Partecipanti: Edo, Kraus


Obbiettivo: Posizionamento GPS ultime cavità


Ci troviamo in piazza nel pomeriggio e dopo un bel gelato saliamo nella zona alta del paese dove troviamo Franco ( indigeno locale…) che in cambio di informazioni pretende una bicchierata di bianco della sua cantina in nostra compagnia.

Leggermente alterati ci avviamo e giunti in zona veniamo a sapere che la cavità che ci è stata segnalata da Franco è stata chiusa anni addietro dal proprietario del terreno. A compenso ci vengono fornite la indicazioni di un buco in località “ Boer “ che dopo una bella scarpinata in salita riusciamo ad individuare. Non sembra niente di promettente, un buco franoso da scavare con poca aria….

Torniamo sui nostri passi e andiamo a posizionare, sia il P17 sceso settimana scorsa, sia il Bucolegna di cui non possedevo ancora le coordinate.

A questo punto visto la densità delle cavità ( 4 a poche decine di metri una dall’altra )decido di battere i dintorni. Risalgo verso la testa della valle per una cinquantina di metri fino ad incrociare un sentiero che torna verso la strada. Lo seguo fino a quando improvvisamente il percorso finisce dentro una buca di circa due metri di profondità…..Ma da quando i sentieri finiscono in una buca ??

Perplesso guardo sul fondo e vedo che chiaramente si tratta di un inghiottitoio alla cui base un cunicolo dirige verso valle. Con i termosensori epidermici in preallarme scendo giù e immediatamente la mia faccia viene investita da un vento gelido. Bingoooo!!!!

Il cunicolo prosegue a vista per un paio di metri ed è ripieno di fogliame e detriti che scivolano all’interno. Va allargato e ripulito ma il lavoro non sembra difficile , ovviamente non abbiamo con noi nessun tipo di attrezzo ( neppure i guanti ) e quindi dobbiamo rimandare il tentativo di scavo.

Nasce cosi la storia di Buco Ghiotto…Il proseguo spetta a noi scriverlo.



A Bueno Kraus

sabato 31 maggio 2008

Esplorazione Bueno 24-05-08

Ciao regazzi.

Eccovi dati e relazione uscita dell'ultimo week.

Partecipanti: Mauri e Massimo

Destinazione: risalita sopra sifone di fondo.

Beh, inutile dire che date le precipitazioni settimanali, era utopico sperare in una secca generale, ma allo stesso tempo si sperava che Bueno avesse drenato un po'.... Il fiume nella valletta regalava già un velo d'acqua che sfiorava le ruote della macchina, ma quando si ha voglia di entrare é inutile..

Quindi entriamo alle 20.00 di sabato, e siccome non ricordavamo quanto materiale fosse rimasto sul fondo, Mauri si dota anche del secondo sacco.

Vi comunico sia i tempi di percorrenza che la situazione idrica nei punti più nevralgici, in modo da avere più o meno un'idea.

Il livello dei corsi d'acqua era decisamente più alto, e dopo i primi due P5 e il P15 si è quasi totalmente bagnati. Sul P50 il fiume picchia un po'

tanto sul

casco in tutto il percorso, e nel P25 ormai si diventa insensibili all'acqua... Sotto Ciclopico i due saltini armati sono a livello di torrentismo, e qualsiasi pisciatella d'acqua si trasforma in doccione: Bueno è un colabrodo, punto e basta.

Arriviamo a Mastodont in 1 ora e mezza. Pausa sigaretta (mia) e ri-via.

Nella Straforra segnalo che Magisnake butta un fottìo d'acqua e nel punto di giunzione con Cattive Acque arriva giù un cascatone che invade violentemente la forra per almeno 10 metri da fare di corsa. Lungo il percorso ci sono altri arrivetti da verificare.

Passa un'oretta e siamo al sifone.

La speranza di trovare il fantomatico by-pass, fa passare ogni brivido di

freddo: Mauri risale un po' più di 20 metri per constatare che si tratta di un bastardissimo "cul de sac".... vaffanculo... e di colpo sento addosso tutto il gelo della giornata. Ma non si può tornare indietro così presto, quindi ci mettiamo a girovagare per il fondo, eliminando comunque la risalita a Carrigo per la troppa acqua.

Verifichiamo che molti arrivi non sono altro che "culi" e basta, e nel ramo "Salsa Rosa", la violenza del fiume ha tranciato la corda in risalita. Ormai entriamo nei laghi fino alla vita...

Ultimo tentativo di questa giornata veneziana, é l'arrivo centrale fossile, che mi ricordavo finiva in risalitina asciutta (una rarità...). Saliamo...

sembra che viaggi,

poi ridiscende... ma é grosso... Siamo sopra Salsa Rosa... che delusion...

Il rilievo ci dice che portiamo a casa una sessantina di metri, non molto purtroppo, ma comunque portano la bestia a 14.333 metri. Di positivo, se vogliamo, cominciamo a chiudere qualche dubbio.

Sul fondo, al momento le possibilità sono tutte in risalita, finché non troveremo lo speleosub che faccia l'immersione. Non é escluso che risalendo si possa incocciare un ramo che seguendo gli strati, si comporti da by-pass.

Le proveremo tutte.

Il livello dell'acqua oscilla notevolmente: anche questa settimana i segni di riempimento arrivavano a soffitto, e quindi quando piove molto, il sifone non smaltisce, pur essendo grosso.

Nel malaugurato caso di ritrovarsi dall'altra parte, non c'è pericolo perchè lo spazio per aspettare il deflusso c'è in abbondanza.

Direi che da Mastodont al fondo ci sono almeno una decina di incognite: la risalita di Mastodont, il Portale, Magicsnake, tutta la zona dell'attivo di Cattive acque, i due arrivi prima del sifone, le risalite sopra Salsa Rosa, un finestrone prima di Carrigo, e Carrigo, che secondo me regalerà moltissimo, trattandosi di una via molto importante (e c'é anche il fossile da risalire).

Probabilmente, le acque di Hydrospeed sono quelle che sgorgano dal sifone di Salsa Rosa, che ieri era veramente impressionante.

Alla fine, verso le 7 di mattina decidiamo di rientrare, e da Mastodont usciamo in circa 4 ore, senza soste perché bagnati é impossibile.

Oltretutto, le pioggerelle della notte aumentano ancora un po' la portata, dal momento che il P50 lava lo speleo già dalla base.

Alle 11.30 di domenica, riusciamo a goderci l'unica mezz'oretta di sole della giornata, giusto giusto per mangiare due grissini alla macchina.

Speriamo alla prossima di urlare "venti metri!" un po' più spesso assieme alla bindella...

massimo

domenica 27 aprile 2008

Esplorazione aprile 2008

Ecco la relazione...

Partecipanti: Mauri - Massimo - Edo
Luogo: Ramo Carrigo

L'uscita di venerdì è carica di informazioni interessanti.
La prima é che nonostante avesse smesso di piovere lunedì, Bueno è rimasto
un colabrodo! Entriamo alle 17 di venerdì. Già i primi due P5 lasciavano
presagire il lavaggio, semiconfermato sul P15 e confermato a Fonteno Beach:
dopo il primo tiro, mutanda fradicia. Inutile continuare conla descrizione
del doccione sul P25 e degli ultimi ritocchi sotto altre cascatelle
successive. Con velocità sostenuta ci manteniamo "tiepidi" e in 1 ora e 30
min siamo a Mastodont. MagicSnake sputa anche lui un corso d'acqua cattivo e
la cascata di Cattive Acque é decismente potente, quindi tutto il livello
della Straforra é più alto e rumoroso. Si scherza sui livelli ipotetici
della falda.... Altri 30 min e siamo ai condottoni, completamente marci, ma
"carrighi" per "Carrigo". Qua, la seconda informazione che seppur
prevedibile, toccata con mano lascia un po' sottoshock: sul soffitto c'era
attaccata l'etichetta di carta di una bottiglietta d'acqua.... La piena
allaga fino a soffitto i bestioni di fondo.... Minchia! Non faremo mai campi
base laggiù...
Come preventivato in 3 ore e mezza siamo alla base dell'ultimo saltino da
risalire. L'ennesima sorpresa della giornata ci fa trovare le staffe alla
base del pozzo precedente, e i 15 rinvii coperti da sassi ben fuori
dall'acqua, completamente spariti.... Direi che anche qui le piene non
scherzano.
Con tre batterie e solo due rimanenti rinvii, la risalita diventa un po'
stronza. Superiamo un P7 e siamo di fronte ad un grosso bivio alla base di
due camini: uno attivissimo ed enorme (rimandato), l'altro
fossile(carrigo13). Mauri riesce a miscelare tutto il possibile per superare
altri 20 metri, ed entriamo in una condotta fossile con uno sprofondamento
ed il finale ancora sotto camino. L'ambiente è "paleo" e presenta formazioni
di fango fossile veramente particolari: il pavimento era tutto come i
pinnacoli di Zone in miniatura. Un po' di ossa di pipistrello sparse,
svariate concrezioni, nessuna cascata in testa e un magico silenzio,
rendevano l'ambiente quasi insolito visto l'andazzo dell'abisso. Rileviamo
circa 150 metri e torniamo indietro a tentare di salire un camino prima del
sifone principale, che potrebbe fare da by-pass. Sempre Mauri sale circa una
ventina di metri per finire sotto ad un altro caminello e continua...
(apoteosi92b1) In alto sembra che ci sia un soffitto a condotta... e punta
oltresifone...
Senza altro materiale, e lievemente congelati, ce ne torniamo indietro
partendo alle 7:30 di mattina dal sifone per uscire verso mezzogiorno.
Di fatto, superiamo il 14° chilometro con 14169 metri rilevati. Carrigo si
porta a -330, quindi a +120 dal fondo di Apoteosi.

Se riuscissimo a fare delle riprese con certi passaggi acquatici, daremmo
veramente spettacolo...

massimo

lunedì 17 marzo 2008

Esplorazione 15-03-08


Durante il week appena trascorso, siamo riusciti a entrare in Bueno.
Intanto, ormai la casetta sembra un hotel. Manca solamente divano e tv color e siamo a posto... (metterei anche l'acqua calda...).

L'idea era quella di proseguire la risalita nel punto più lontano del fondo, sperando di trovare una via fossile che by-passi il condottone,e punti più a sud ancora. Entriamo alle 16.30 e devo dire che abbiamo messo i razzetti: pur passando per megasnake a prendere il sacco con materiale per risalita, in 3 ore eravamo in zona esplorativa.
Ricordavo di una bella risalita fatta nell'agosto dell'anno scorso, ferma sotto un bel camino con corso d'acqua tranquillo.... Sabato, ovviamente era un discreto fiumello, che sparava vento freddo e parecchia acqua sottocascata...
Mauri risale, e i due lavati ballano la "danza dell'assicuratore", che serve per illudersi di asciugare la mutanda... totalmente fracida. Il terrazzino in cui portiamo tutto, non lascia scampo.
Dopo un 8+23 inizia una bella forretta in risalita, con eco di ambienti enormi in alto. Non facciamo molto in pianta, che nuovamente ci si ritrova sotto un altro bel p.20. Edo e d io decidiamo di riprovare la danza del freddo, e Mauri ovviamente di risalire.Altro p.20, sempre sotto cascata, forra alta almeno 50 m.... Nuovo meandro e altri salti da superare. Rimangono due chiodi e un muretto da 6 metri che non azzardiamo in libera. I tentativi di lancio corda con lazo e mazzetta/ancora non danno risultato. Oltre il saltino si intravvede una forra di dimensioni esagerate, che forse bivia pure. ... Alcuni porconi di rito, e si torna indietro... Erano le 4 mattuttine e si poteva rilevare ancora un pochetto ziobbono.... Torneremo il mese prossimo.
Nella via del ritorno, saliamo lungo la forra che porta al fondo (in alto é un condottone largo anche 10 metri) e rivediamo un arrivo visto sempre un anno fa, che si aggiunge alla lista di cose da fare, visto che scende dal lato M. Pendola. Aggiungo che nella zona in cui le acque di "Cattive acque" si uniscono alla forra, in alto c'è un mondo di ambienti da risalire (l'ultima zona esplorata da Mauri ed Edo), che darà risultati importanti. Tutta la Straforra in alto é enorme, e probabilmente nasconde altri arrivoni fossili.
Nel ritorno, aumentano un po' le acque nei pozzi, vago presentimento di uscire e non trovare un sole cocente. E così é.
Usciamo verso le 10 con pioggerellina incalzante, che a breve diventa acquazzone.
Il computo generale ci dice che mancano 10 metri al 14° chilometro...
Il nuovo forrone, che al momento é sotto la zona del Cargadura, si muove ancora come le altre vie che portano al fondo.
Alla prossima ne sapremo di più

Massimo

componenti uscita: Mauri, Edo, Massimo

domenica 17 febbraio 2008

Nasce il blog del Progetto sebino.

Anche il Progetto sebino approda in internet!

Questo blog vuole essere un'occasione per farci conoscere e informarvi sulle attività che stiamo portando avanti in campo speleologico nella zona del lago di Iseo in Lombardia.

Il Progetto sebino è una associazione che nasce in modo informale nel mese di maggio 2006 in seguito a una riunione fra quattro gruppi speleo lombardi.

  • Speleo Valtrompia
  • Speleo CAI Lovere
  • Gruppo speleo Montorfano
  • Gruppo speleologico Valle Imagna


PRESENTAZIONE DEL PROGETTO


1) INTRODUZIONE

2) INDIVIDUAZIONE DELL’AREA DI STUDIO

3) OBIETTIVO DELLO STUDIO

4) METODOLOGIA DI RICERCA

5) VANTAGGI PER LE COMUNITÀ LOCALI

6) RISULTATI ATTUALMENTE CONSEGUITI





1) INTRODUZIONE
La ricerca speleologica in questi ultimi anni ha conosciuto un notevole incremento dovuto soprattutto allo sviluppo di progetti di ricerca, nati dalla collaborazione tra diversi gruppi speleologici, mirati allo studio di specifiche aree carsiche.

Allo stesso tempo lo sviluppo urbano ed i cambiamenti climatici hanno portato ad un aumento considerevole della richiesta idrica, risorsa naturale sempre meno disponibile che, soprattutto nel periodo estivo, costringe numerosi comuni del nostro territorio ad interventi di razionalizzazione all'uso dell'acqua.

A fronte di queste problematiche la ricerca speleologica, intesa come attività di ricerca scientifica di una determinata area carsica, sta assumendo un ruolo sempre più importante, fornendo dati e conoscenze raccolti durante l'esplorazione del sottosuolo, che altrimenti sarebbero impossibili da ricavare con la sola osservazione esterna.

Con questo intento è nato nell’aprile 2006 il "Progetto Sebino"
Progetto di ricerca speleologica senza scopo di lucro che ad oggi basa le proprie ricerche sulle risorse economiche dei gruppi costituenti.

2) INDIVIDUAZIONE DELL’AREA DI STUDIO
L'area carsica oggetto dello studio si estende tra la Val Cavallina e la costa bergamasca del Lago di Iseo. Un territorio di circa 90 Km2, che si sviluppa all'interno dei comuni di: Fonteno, Parzanica, Vigolo, Tavernola, Riva di Solto, Predore, Viadanica, Adrara e Grone.

La scelta della zona di studio si è basata precedentemente sull'analisi a tavolino dei fenomeni carsici conosciuti e successivamente sull'osservazione in campo dei seguenti elementi:
formazioni geologiche tipiche per lo sviluppo di sistemi carsici;
morfologia superficiale con presenza di fenomeni epicarsici particolari;
limitata presenza di corsi d’acqua superficiali permanenti;
presenza di sorgenti alla base del massiccio con notevoli variazioni della portata;
assenza di studi scientifici sull’idrologia ipogea.



3) OBIETTIVO DELLO STUDIO
L’obiettivo del Progetto Sebino è lo "STUDIO IDROGEOLOGICO DEL SISTEMA CARSICO", con particolare riguardo alla:

individuazione delle disponibilità idriche ipogee per un eventuale utilizzo;
valutazione dell’impatto antropico sul sistema idrico;
tutela e salvaguardia dell’area carsica in esame.

4) METODOLOGIA DI RICERCA
Attività esterna :
analisi delle formazioni geologiche presenti in superficie con particolare riguardo alle linee di dislocazione (faglie, fratture, immersione degli strati) e loro correlazione col sistema ipogeo;
studio del sistema idrografico superficiale e sue correlazioni con quello ipogeo;
ricerca di nuove cavità, posizionamento degli ingressi su carte topografiche della zona, controllo e aggiornamento dei dati catastali delle cavità esistenti;

Attività interna:
esplorazione e rilievo topografico (pianta, sezione) delle cavità individuate;
documentazione fotografica e cinematografica degli ambienti sotterranei;
prelievi di campioni d’acqua per appurarne la potabilità;
misurazione periodica delle portate idriche e delle temperature di aria ed acqua;
individuazione del percorso idrico ipogeo con l’utilizzo di traccianti;
studio della meteorologia ipogea;
studio e classificazione della fauna ipogea;
studio e classificazione dei fossili;
studio e classificazione delle strutture cristalline;

Attività didattica e divulgativa
proiezione e presentazioni di filmati;
pubblicazione opera monografica e quaderni tematici;
organizzazione di corsi d’introduzione alla speleologia;
interventi didattici nelle scuole;
sensibilizzazione della popolazione alla salvaguardia delle risorse idriche sotterranee.

Sarà inoltre prevista l’eventuale pulizia e asportazione del materiale inquinante ritrovato all’interno delle cavità, portandolo all’esterno dove gli enti competenti provvederanno al loro smaltimento.


5) VANTAGGI PER LE COMUNITÀ LOCALI

I vantaggi per le comunità locali conseguite dallo studio del sistema carsico in oggetto può essere così riassunto:

valutazione della possibilità di sfruttamento delle risorse idriche del complesso ipogeo;
determinazione dell’impatto antropico sulle disponibilità idriche ipogee;
conoscenza dei risultati delle ricerche, in particolare: dati catastali, rilievi e posizionamento di eventuali punti di prelievo di acqua.

6) RISULTATI ATTUALMENTE CONSEGUITI

I risultati conseguiti dalla data di costituzione del Progetto Sebino ad oggi sono i seguenti:

riesame della maggior parte delle cavità ipogee a catasto, con stesura di nuovi rilievi e riposizionamento degli ingressi tramite strumento GPS;
verifica dell’attività epicarsica, soprattutto per quanto riguarda la formazione di voragini nel Comune di Vigolo (zona Ponte delle Tombe), a seguito di richieste da parte degli abitanti;
esplorazione esterna e ritrovamento di numerose cavità con circolazione d’aria (segno della presenza di fenomeni carsici comunicanti tra loro in grado di formare un “complesso ipogeo”);
presentazione di filmati e diapositive per far conoscere alla popolazione l’ambiente carsico presente nel loro territorio e per la sensibilizzazione alla sua salvaguardia.
scoperta ed esplorazione dell’Abisso Bueno Fonteno.

Quest’ultimo punto è senza dubbio il risultato più importante ottenuto finora, meritando una descrizione più approfondita.

L’ingresso dell’Abisso Bueno Fonteno venne ritrovato durante una delle esplorazioni esterne nel territorio del comune di Fonteno, nel mese di maggio 2006, ad un solo mese dalla data di formazione del Progetto Sebino, confermando le ipotesi precedentemente fatte sull’esistenza di un enorme sistema carsico sotterraneo.
In poco tempo “Bueno Fonteno” raggiunge il primo posto nella classifica delle grotte più lunghe della bergamasca, superando di gran lunga lo sviluppo della “Laca di Sponcc”. Dalla data della scoperta, al mese di Dicembre 2007, sono state dedicate all’esplorazione dell’abisso più di cento uscite, della durata media di 12 ore, anche se per il rilievo dell’attuale punto più profondo, posto a –463 metri dall’ingresso, ci sono volute più di 26 ore consecutive di esplorazione.
Ad oggi lo sviluppo planimetrico dell’abisso è di 13.700 metri.
Il risultato più importante non sta però nello sviluppo della cavità, ma nella morfologia degli ambienti scoperti. Enormi forre di altezza non misurabile senza l’ausilio di appositi strumenti laser, condotte tondeggianti del diametro di 5-10 metri, scavate dall’acqua in pressione (condotte freatiche), molte delle quali ancora percorse da fiumi sotterranei, grandi sale di crollo (Sala Mastodont: 60x40m, altezza presunta più di 50m), profondi pozzi in qui si tuffano i torrenti provenienti dalle forre (Pozzo Fonteno Beach – 55m).


domenica 16 dicembre 2007

Esplorazione 15/12/07

Luogo: Abisso Bueno Fonteno
Obbiettivo: Prosecuzione esplorazione ramo di Fangul.
Partecipanti: Max, Mauri, Edo, Kraus


Sabato pomeriggio intorno alle 16:00 carichi di materiali siamo scesi in circa 5 ore direttamente al limite dell'ultima esplorazione fatta l'anno scorso.
Dopo la serie di verticali iniziali che portano a quota - 300 parte una forra fangosa con una serie infinita di saltini con relativa pozza che costringe ogni volta a bagnarsi fino al ginocchio. Poi la forra si stringe e sifona obbligandoci ad una serie di passaggi estenuanti su e giù alla ricerca della via migliore per arrivare ad un pozzo di trenta metri alla cui base si trova una maestosa galleria il cui amonte termina presto in un sifone con una notevole portata d’acqua, mentre a valle prosegue fino al punto dove Max & Co avevano dovuto fermarsi su un salto di pochi metri causa esaurimento corde. Dopo una breve valutazione Mauri arma un traverso di una ventina di metri e si riparte nel nuovo. La galleria prosegue quasi rettilinea e rileviamo a tiri di bindella alla massima estensione. Dopo circa 250 metri tralasciamo un grosso meandro laterale con un copioso arrivo d'acqua e tiriamo dritti, per fermarci poco dopo di fronte alla volta che si abbassa fino a diventare un laminatoio sifonante alto una ventina di centimetri. Purtroppo i tre fondi di Bueno sifonano intorno alla quota altimetrica di 310 - 320 metri.
Superata la delusione torniamo al meandro precedente che risaliamo fino alla base di un pozzo gigantesco dalle forme da manuale e di un’altezza impossibile da stimare con le nostre luci ma a sensazione direi che i 50 metri ci stanno tutti. Chissà se un giorno qualcuno avrà il coraggio di andare a risalirlo.
La risalita in superficie è lunga e faticosa ma la soddisfazione di avere scritto un’altra pagina della storia di Bueno ci sostiene, cosi torniamo alla luce del sole dopo 19 ore.
Sulla via del ritorno abbiamo incontrato Livio e Gianpietro entrati per recuperare le trappole installate la domenica prima;
Speriamo che la caccia sia stata fruttuosa.




Per finire i numeri.
Rilevato: 387 m
Nuovo sviluppo: 13041 m
Nuova profondità: -463 m

Kraus

domenica 7 ottobre 2007

Esplorazione ottobre 2007

Vi racconto rapidamente l'uscita di venerdì notte. Max, Kraus e
Mauri entrano con l'intento di scendere il pozzo lasciato in sospeso nel ramo
attivissimo.
Intanto la situazione idrica di Bueno non é cambiata ancora molto (ci si può
ancora bagnare nei primi due saltini da 5 dopo l'ingresso), Fonteno Beach
bagna a dovere, e quindi più si scende peggio é. Durante l'uscita poi sono
passate ben evidenti due ondate di aumento, probabilmente fuori ha piovuto
bene.
Si ariva quindi in zona operativa copiosamente bagnati alla mutanda...
stillicidio dal casco.... una figata...
Sistemiamo alcuni vasconi che precedono il pozzo da scendere, ma avviso che
comunque il bagno é assicurato in altri, almeno fino a sopra il ginocchio.
Il nuovo pozzo é un enorme P45 (25x15 almeno) in cui si riversa la
cascatona, e l'effetto è spettacolare... da vedere. Lo abbiamo chiamato
"Onde Nait". Dopodiché si prosegue in un enorme forrone in cui si devono come
sempre superare profonde vasche (questo fino alla fine). Dopo un centinaio
di metri ci sono ben due arrivi d'acqua modesti ma interessanti, uno da
destra e uno da sinistra. Il primo fuoriesce da un sifoncino svuotabile,
l'altro é in cima alla forra e in una condotta fossile sopraelevata ha
generato vaschette molto belle. Bisogna disostruire per proseguire, ma al di
là l'eco e l'aria sono davvero invitanti (anche l'acqua). Il ramo prosegue
ancora vasto fino a intercettare un'alta spaccatura, ma stretta, che ci
costringe per altri 120 metri ad effettuare traversi aerei in roccia
scivolosa (Onde Evitare), con continui saliscendi e pozzettini, fino a
terminare nel bellissimo tratto "Hydrospeed", che praticamente é come
"Cattive Acque" ma molto più grosso: un grande toboga dove volendo ci si può
sedere e farsi quasi trascinare dall'acqua.
Al termine di tutto si incontra prima un sifone e poi un salone di crollo da
dove, dietro ad una frana parte un megacondottone (8/10 metri larghezza)
rotondo ma completamente allagato ("3 in Condotta"). Il tentativo di
proseguire con nuotata é fallito, dopo aver constatato dopo 30 metri che non
si toccava il fondo... quindi sarà necessario l'uso di un bellissimo
canotto, oppure sperare che in periodi di secca, le acque non ci siano più
(la schiuma era attaccata a soffitto, segno che nelle scorse settimane tutta
la zona era piena di brutto... In ogni caso non ne abbiamo visto la fine...
In definitiva direi non male: rileviamo 444 metri nuovi e Bueno supera i 7
km con esattamente 7.272 metri di sviluppo. La profondità massima del ramo é
di -440 (si vede che era l'uscita del 4).


max

martedì 24 luglio 2007

Esplorazione 23/07/07

Sabato mattina ritrovo a Fonteno per Mauri ,Kraus e Devis
L’obbiettivo era il completamento della risalita di ciclopico rimasta in sospeso dopo il primo tentativo fatto il mese scorso.
Siamo risaliti per altri 60 mt di dislivello in quello che ormai abbiamo constatato essere uno dei pozzi ( 110 mt ….) che ha generato il vastissimo ambiente di Ciclopico. In prossimità del soffitto si apre un meandro, dalle dimensioni simili alla forra di ingresso,che abbiamo percorso per una ventina di metri per fermarci, a quota -87, alla base di un altro megapozzo la cui sommità si perde nel buio.
Il lavoro di risalita sarà arduo a causa della consistenza della roccia simile a quella del P50 e Maivisto. Anche questa volta abbiamo esaurito i materiali ( 3 batterie , 80 metri di corda e relativo corredo di ancoraggio) .
Vista la posizione e le dimensioni degli ambienti ci stiamo sicuramente per immettere in un sistema a quote superiori della forra iniziale aprendo un fronte esplorativo ricco di promesse…….
In questo periodo la portata delle acque è al minimo quindi le condizioni per organizzare una spedizione nelle zone dei fondi sono favorevoli.

Kraus

mercoledì 27 giugno 2007

report 27/06/07

Grand’attività questo fine settimana in BF, siamo entrati in due gruppi.
Walter, Conte e Matte sono entrati sabato mattina con l’intento di risalire il salone del Granduca (per il resoconto vi rimando alla loro email) mentre la Bandamagna (Mauri, Anna, Kraus) con obiettivo la risalita negli occhi del ciclope è arrivata tardo pomeriggio.
Ci siamo incontrati sul P15 dove Anna alle prese con attacchi di vertigine che le impediscono di proseguire decide di uscire.Valutata la situazione accompagniamo Anna all’uscita dove ci salutiamo per poi rientrare con le ali ai piedi famelici d’avventura.
Gli occhi del ciclope sembrano due grosse gallerie che si affacciano su Ciclopico ad un altezza apparente di 20 – 30 mt. In realtà per quanto riguarda la via di destra la galleria se ci sarà è posta ben più in alto, siamo risaliti per 50 metri di dislivello di cui i primi 40 in verticale, dopo una terrazza la via prosegue su declivio da fare comunque su corda. Ci siamo fermati a esaurimento delle batterie alla base di una verticale tanto perfetta da sembrare artificiale, valutata sui 15 mt.
Per quanto possibile vedere la direzione dell’arrivo è impostata verso nord e considerando i dislivelli in gioco si può ipotizzare un collegamento con il Granduca.
Potrete sbizzarrirvi con le vostre supposizioni visionando il rilievo aggiornato.
L’ambiente è veramente vasto e di una maestosità notevole, ad un certo punto mi sembrava di essere sulla parete nord dell’Heiger in piena notte. ( Dopo svariate ore appeso ad una sosta in parete la fantasia corre a briglie sciolte….)
Voglio fare un plauso a Mauri che assicurato dal sottoscritto ha fatto l’intero lavoro di risalita in artificiale (50 mt in 5 ore) e vi posso garantire che avessimo avuto batterie di scorta non si sarebbe fermato.


Kraus

lunedì 21 maggio 2007

Report 20/05/07

Questo sabato siamo entrati in 4 (io, conte, mat matte e santa Kraus). Destinazione le vie in risalita sopra porto rotondo.. si dovevano fare anche foto ma abbiamo rimandato causa forfait del quinto elemento.

Squadra uno (io e Mat) andiamo a no tav.. (ramo in di sx in fondo a rotondo hills), percorriamo un centinaio di metri fino a trovare l'ultimo bollo di Alex.. da qui la via va ma ci dobbiamo sudare ogni metro, un continuo zig zag con tiri di bindella da 3-4 metri... in realta' pero' e meno stretta di quanto mi aspettassi .... in un paio d'ore rileviamo circa 160 metri fino al primo slargo in corrispondenza di un caminetto che butta acqua, via percorribile ma angusta.. anche la forra da li continua ma si sta facendo sempre + stretta..

Squadra due (Conte/Kraus) risale un arrivo da dx, anche di li si fanno 100-150 m (devo ancora fare i conti), fino a chiudere su due distinti sifoni, ovviamente pensili.. uno dei quali forse con un po di buona volonta' superabile previo scavo sabbiatico fondostante

in uscita Conte/Kraus risalgono anche un caminetto sopra sempre dritto (all'inizio, prima trav p25) e trovano un sala 4x5 con via che e' ferma su lama modesta da sbragare, non siamo passati solo perche' non avevamo materiale disostruttivo

+ o meno siamo a 11.900 metri

valter

giovedì 3 maggio 2007

Report 02/05/07

Ritrovo ore 17.00 a Fonteno
Partecipanti : kraus Mauri
Obiettivo: Recupero del materiale da risalita lasciato a Derfois in
occasione della precedente esplorazione.

Entriamo sotto pioggia battente con l'acqua della valle che supera di
poco il piano del parcheggio, gia sui due pozzetti iniziali si comincia
a bagnarsi e il P15 viene sceso in velocità.
Giunti al P50 chiedo a Mauri di fare da test man, lui non si fa pregare
e comincia a scendere per comunicarmi dopo i primi due tiri: "Tutto
bene, è nella norma" . Ottimo, scendo anchio e dopo breve mi ritrovo a
pensare che appena tornato a casa verifichero sul dizionario il mio
concetto di " norma".

Ma questo è solo il preludio a quel che succedera sul P18 in risalita
nel ramo di Derfois. La corda è li che penzola al centro di un
allegra cascatella che non lascia nessuna speranza di venirne fuori
asciutti, ma siamo arrivati fin li e decidiamo di ballare fino in fondo.
Già dopo i primi 5 metri sono lavato fino alla mutanda,l'acqua entra in
tuta dai polsi e finisce fin dentro gli scarponi.
Mauri da spettacolo in un disarmo acrobatico della risalita dove era
rimasta la dinamica, ricuperiamo il sacco R e torniamo indietro.
Parentesi: Sulla testa della prima risalita di Derfois abbiamo
scoperto un passaggio che se ne va per una decina di metri per poi
stringere.Oltre si sente un eco da ambientone , sicuramente torneremo a
breve per una rapida disostruzione.

Torniamo su per Fonteno Beach continuando la serie di docce fino al P15
dove Mauri tempo addietro aveva iniziato un traverso in cima al pozzo
per raggiungere un finestrella che sembra transitabile.
Tre chiodi e siamo in posizione,Mauri entra in strettoia e dopo qualche
metro mi chiama dicendomi di entrare di piedi per agevolare
l'uscita.Dall'altra parte faccio fatica a trovare un appoggio per i
piedi e quando finalmente riesco a liberare il campo visivo per poco non
mi cag... sotto. Sono sopra un salto di parecchi metri in una posizione
incerta ma lo spettacolo che si offre ai miei occhi mi mette le ali .
Siamo entrati in una via completamente nuova , una ampia forra con
arrivo d'acqua e prosecuzione a salti.
Iniziamo a scendere ululanti e gridando a squarciagola " La quarta
via....la quarta via..." ma dopo una cinquantina di metri finisce tutto
in tappo di fango che lascia poche speranze.Resta da tentare la risalita
della via a monte.

E stupefacente come a pochi metri della via pricipale si svilluppi un
ramo totalmente indipendente, Bueno non cessa mai di stupire chi la
vuole conoscere.

Finalmente appagati decidiamo di uscire giusto in tempo per sorbirci il
nubifraggio che imperversa all'esterno .

Ore uscita: 24:00 Punta rapida ma intensa e divertente.


Kraus

martedì 11 luglio 2006

Esplorazione 11 - 07 - 06



Continuano imperterrite le esplorazioni in quel di Bueno Fonteno. Praticamente si riesce a rilevare almeno mezzo chilometro a week end, e la cosa non é per niente male.
Nell'ultimo é stata portata avanti una nuova diramazione, che si sviluppa sempre in forra intercalata da verticali di notevoli dimensioni. Unica novità é la presenza di fango rispetto a tutto il resto dell'abisso.

Lungo il percorso sono numerosissime le vasche che al momento sono state superate mediante ammollo fino alla mutanda...
Ci si ferma di fronte ad un profondo sifone, ma é già stato individuato un ventosissimo by-pass alto, oltre il quale si prosegue in dimensioni
ragguardevoli.
Per gli amanti dei numeri, Bueno fonteno é ora la più sviluppata grotta della bergamasca, con circa 4700 metri di sviluppo e 463 di dislivello.
I fondi attuali sono tre, rispettivamente a -451 m, -387 e -337.

...e va avanti....

maxpozzo



lunedì 3 luglio 2006

Esplorazione 03 - 07 - 06


Nelle ultime due settimane le esplorazioni in Bueno Fonteno sono andate
ovviamente avanti.
La bestia continua a diramarsi, ma al momento non ci ha più permesso di
scendere. Nella zona di fondo (-451) sono iniziate risalite in quanto si
vedono svariate condotte a livelti più alti ed in ambienti davvero enormi.
Contemporaneamente sono state esplorate nuove diramazioni laterali da -100
a -200 continuando a macinare metri di bindella, con direzioni inaspettate,
che continuano ad insinuarsi all'interno dell'area carsica.
Il nuovo sviluppo supera ora i 4 km ed il progetto di ricerca si
ufficializza in "Progetto Sebino".


maxpozzo
Progetto Sebino (SVT, GSVI, SCL, GSM) 03.07.2006

domenica 18 giugno 2006

Esplorazione 18 - 06 - 06

Ancora un week end ricco di emozioni esplorative in a "Bueno Fonteno",
cavità che ormai sta diventando sempre più complessa oltreché vero e proprio
grottone.
Oggi si dovevano effettuare riprese video, aiutati da Giuseppe e Walter del
Valceresio (la "Rai"), ma allo stesso tempo continuare l'esplorazione visto
che si era fermi, nel ramo principale, sopra un P20 a circa -310 m. Lo
scendiamo e a questo segue un maestoso P40, che sul vuoto ci fa atterrare in
un salone di 30x60 metri!!(Mastodont o "Senza Parole"), da cui ovviamente
si dipartono arrivi a monte e grande forra verso il basso. La percorriamo
tutta, impostata su faglia... é altissima e punta diritto il cuore della
montagna, posizionandosi ormai dopo 600 esageratissimi metri nuovi di pacca,
quasi sotto la linea dello spartiacque esterno... Lungo il tragitto, diversi
attivi sbucano qua e là.... Dopo i soliti sogni premonitori, a 463 metri di
dislivello, incontriamo anche le sospirate gallerie freatiche (L'Apoteosi):
condotte esagerate, con bivii continui, di circa 6x6 metri di diametro, non
sono altro che nuovi e cospicui corsi d'acqua in arrivo che a valle
confluiscono in un discreto lago-sifone (forse by-passabile). A monte ormai
perdiamo il conto delle risalite da effettuare. Le correnti d'aria sono
notevoli e non facili da decifrare.
La topografia ci regala un altro bel chilometro e la bestia ormai tocca i
3230 metri di sviluppo.... consci di essere appena all'inizio, aggiungiamo
tasselli di un nuovo e imponente labirinto sotterraneo.


per tutti gli aderenti al progetto

maxpozzo


...comunque oggi hanno urlato a squarciagola:
Chiara e Livio (Valtrompia), Max, Mauri e Claudio (Valle Imagna), Devis e
Beppe (Lovere), Matteo e Paolo (Montorfano) e ovviamente la "Rai"... Peppo e
Walter (Valceresio) che ringrazio particolarmente, perché le batterie dei
faretti pesavano come frigoriferi...



lunedì 12 giugno 2006

Esplorazione 12 - 06 - 06

vi aggiorno ancora sugli ultimi sviluppi della nuova cavità.
Vengono aggiunti ancora 380 metri di rilevato, esplorando in diverse
prosecuzioni.
La via del fondo é ferma ora a 323 metri di dislivello, con ancora un p20 ed
un p3 scesi, ed un enorme p50 da scendere..., mentre una diramazione
estremamente attiva, a tubo freatico di ridotte dimensioni e semiallagata,
supera i -300 sbucando dopo 100 metri sopra una nuova verticale inviolata.
In alcune diramazioni a monte vengono percorse nuove forrettine, ferme al
momento sotto grossi camini e con meandri alti che ripartono.

Lo sviluppo aggiornato é ora di 2106 metri.


maxpozzo 12.06.2006

lunedì 5 giugno 2006

Esplorazione 05 - 06 - 06



Il lungo week end è stato ovviamente dedicato alla prosecuzione delle
esplorazioni nella nuova grottona bergamasca.
In due uscite, finalmente anche altri componenti dei gruppi aderenti al
progetto di ricerca, ormai ufficiale, hanno avuto modo di unirsi alle
scorribande sotterranee.
Venerdì in una grossa diramazione laterale sono stati esplorati 200 metri
nuovi di forra attiva, fermi su P.10. Mentre lungo la via "principale", dopo
un P25, la nuova forra ha cominciato a regalarci tiri di bindella da 30
metri. Superato un grosso salone (Ciclopico), con due cascate che piovono da
almeno 35 metri di altezza e altri arrivi laterali, il forrone riprende con
dimensioni sempre più ampie fino a fermarsi, dopo altri 250 metri, di fronte
ad un bivio: pozzo-ringiovanimento in basso e via fossile ventosa e
superconcrezionata in avanti. Domenica é stata proseguita la via fossile per
ulteriori 150 metri scendendo ancora due verticali (il Pozzardo), fino ad
arrestarsi di fronte ad un ampio p20 che lascia già intravvedere una
verticale successiva.
Sommando il tutto, "Bueno Fonteno" si avvicina ai 1800 metri di sviluppo,
per un dislivello di 300: innumerevoli le vie tralasciate lungo il percorso.

Sperando che continui così....

maxpozzo

la ciurma: Devis (SC Lovere), Yanni, Ravano, Kraus, Max (GS Valle Imagna),
Chiara (GS Val Trompia), Wolly, Ale, Il Conte e Matteo (GS Montorfano)

05.06.2006

lunedì 29 maggio 2006

Esplorazione 29 -05 - 06

 


Dopo l'exploit della settimana scorsa, vi aggiorno sugli sviluppi del gran
grottone che cresce a dismisura e che ormai solo a pronunciarlo suona come
perenne augurio esplorativo: "Bueno Fonteno".
Misure del week precedente: 524 m di sviluppo, e 60 m di dislivello... fermi
su pozzo....
Devo descrivere un po', giusto per rendere l'idea.
Sceso un P15 di dimensioni valide (10x4), la forra procede con le solite
vascone per circa un'ottantina di metri fino ad affacciarsi su un
inquietante P40 in cui si riversa la cascata. Più si scende e più si allarga
e ci tocca fare traversi a tetto (scampana che é un piacere...), per evitare
l'acqua ed il lago che ne occupa il fondo. Il salone alla base risulta circa
30x25..
Da qui, oltre a ciclopici massi di crollo, le vie da "vedere" sono già
quattro. Completamente fradici, si decide di dare un'occhiata ad un
cunicoletto con poca aria, giusto per asciugarci... alla fine rileverò oltre
500 metri... In questa diramazione ("Forse-forse") che da cunicolo diventa
ben presto meandro e poi forra, troviamo ben quattro biforcazioni con altre
forre e relativo corso d'acqua sia a valle che a monte, e diversi camini con
arrivo da risalire. A monte lasciamo aperto tutto, e così anche a valle, non
senza aver percorso però un tratto di una forra alta 25/30 metri e larga 3,
ferma ovviamente su pozzo. Nella condotta che ne fa da canale di volta
(vasconi concrezionati di misure mai viste), risaliamo fino a ritrovarci
nuovamente di fronte ad un mega camino con arrivo d'acqua, valutato almeno
40 metri, alla cui base si dipartono altre 2 o tre vie..... Alla faccia di
"Forse-forse"!
Tornati al salone con lago (Fonteno Beach), finalmente ci si butta nella
forra che a questo punto non é più la via d'acqua principale. Altezza media
8/10 metri e larga 2 m (media...). Percorriamo ancora un bel 150 metri con a
metà l'ennesimo arrivo da risalire (invalutabile), fino ad affacciarci su di
un ipotetico P25, molto largo e a "T" (ormai segnale inquivocabile di sicuro
amonte/avalle)... Qua la roccia cambia e tutto sembra molto più sano.
Ovviamente nemmeno questo é ancora stato sceso....
Sul finire della due giorni, il tempo di risalire una breve diramazione nei
pressi dell'ingresso, giusto per dare qualche metro al dislivello.
Dopo due uscite, si è già perso il conto di quante siano le vie ferme sul
nulla....

Misure di oggi: 1278 m di sviluppo, e 176 di dislivello



maxpozzo 29.05.2006

domenica 21 maggio 2006

Boom!

Finalmente l'area bergamasca che si affaccia sul Lago d'Iseo regala
un'importante novità.
Dopo numerose battute esterne e vari ritrovamenti invernali inferiori ai 100
metri di sviluppo (GS Valle Imagna) presso i comuni di Fonteno, Vigolo,
Predore, Parzanica, Adrara, ci si é resi conto che era necessario allargare
l'interesse per un'area così estesa ad altri gruppi lombardi. Nasce
informalmente il "Progetto Ricerche Lago d'Iseo". Formula assolutamente
vincente negli ultimi anni:... "l'unione fa la forza!"....
Devis Magri, del gruppo di Lovere, si mette in moto immediatamente e nel
giro di una settimana trova nuovi ingressi nella zona di Fonteno, tra cui
uno fortemente ventilato (ingresso basso). Oggi, (21/05), quatto sciagurati
forzano il pertugio iniziale e dopo qualche decina di metri striscianti, ci
si alza e si comincia ad esplorare camminando... incredibile!
"Bueno Fonteno" nasce... e ci accoglie con estrema generosità.
La forte corrente d'aria e diverse diramazioni con altrettanti corsi
d'acqua, ci hanno fatto urlare per tutta la giornata. Vengono percorsi circa
200 metri a monte, superconcrezionati, terminanti in frana disostruibile,
mentre un'alta diramazione con breve camino acquatico da risalire, permette
di vedere grossi ambienti in livelli superiori.
Verso il basso, le acque si riuniscono in un collettore di notevoli
dimensioni: dopo una serie di brevi pozzi, e un nuovo trivio, l'ambiente si
allarga ancora, diventa una forra alta mediamente 6/7 metri che procede a
salti e vasche (da bagno!), per circa 300 metri, fino a farci arrestare
sull'orlo di una vasta verticale in cui si riversa il fiume, e da cui
proviene il forte vento. Ovviamente non sceso per mancanza materiali (...si
doveva giusto disostruire l'ingresso...).
Al momento rileviamo 524 metri per un dislivello di 60, con un'estensione di
ben 300 metri in pianta.
Dimensioni, aria e acque, fanno sperare più che positivamente: la nuova
cavità ha tutta l'aria di diventare ben presto una delle principali porte
per penetrare nel complesso finora solamente ipotizzato.
Ovviamente nelle prossime settimane i nuovi aggiornamenti

I primi occhi:
maxpozzo, mauri aresi, claudio "kraus" forcella,devis magri

21.05.2006

Prima esplorazione